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nell’Operazione “Piombo fuso”..su Gaza..fu usato fosforo bianco   Leave a comment


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Ho servito come artigliere nella divisione M109 dell’esercito israeliano dal 2000 al 2003 e sono stato addestrato a utilizzare le armi che Israele sta usando a Gaza.

So per certo che le morti di civili palestinesi non sono una sfortunata disgrazia ma una conseguenza calcolata.

Le bombe che l’esercito israeliano ha usato a Gaza uccidono chiunque si trovi in un raggio di 50 metri dall’esplosione e feriscono con ogni probabilità chiunque si trovi a 200 metri. Consapevoli dell’impatto di queste armi, le gerarchie militari impediscono il loro uso, anche in combattimento, a meno di 350 metri di distanza dai propri soldati (250 metri, se questi soldati si trovano in veicoli corazzati).Testimonianze e fotografpiombo fuso 2ie da Gaza non lasciano spazio a dubbi: l’esercito israeliano ha usato in questa operazione bombe al fosforo bianco, che facevano parte dell’arsenale quando anche io servivo nell’esercito.

Il diritto internazionale proibisce il loro uso in aree urbane densamente popolate a causa delle violente bruciature che provocano:

la bomba esplode alcune decine di metri prima di toccare il suolo, in modo da aumentarne gli effetti, e manda 116 schegge infiammate di fosforo in un’area di più di 250 metri. Durante il nostro addestramento, i comandanti ci hanno detto di non chiamare queste armi «fosforo bianco», ma «fumo esplosivo» perché il diritto internazionale ne vietava l’uso.Dall’inizio dell’incursione, ho guardato le notizie con rabbia e sgomento. Sono sconvolto dal fatto che soldati del mio paese sparino artiglieria pesante su una città densamente popolata, e che usino munizioni al fosforo bianco.

Forse i nostri grandi scrittori non sanno come funzionano queste armi, ma sicuramente lo sanno le nostre gerarchie militari. 1300 palestinesi sono morti dall’inizio dell’attacco e più di 5000 sono rimasti feriti. Secondo le stime più ottimiste, più della metà dei palestinesi uccisi erano civili presi tra il fuoco incrociato, e centinaia di loro erano bambini.

I nostri dirigenti, consapevoli delle conseguenze della strategia di guerra da loro adottata, sostengono cinicamente che ognuna di quelle morti è stata un disgraziato incidente.Voglio essere chiaro: non c’è stato alcun incidente. Coloro che decidono di usare artiglieria pesante e fosforo bianco in una delle aree urbane più densamente popolate del mondo sanno perfettamente, come anche io sapevo, che molte persone innocenti sono destinate a morire.

Poiché conoscevano in anticipo i prevedibili risultati della loro strategia di guerra, le morti civili a Gaza di questo mese non possono essere definite onestamente un disgraziato incidente.Questo mese, ho assistito all’ulteriore erosione della statura morale del mio esercito e della mia società. Una condotta morale richiede che non solo si annunci la propria volontà di non colpire i civili, ma che si adotti una strategia di combattimento conseguente.

Usare artiglieria pesante e fosforo bianco in un’area urbana densamente popolata e sostenere poi che i civili sono stati uccisi per errore è oltraggioso e immorale.piombo fuso 5

* L’autore è un veterano dei corpi di artiglieria dell’esercito israeliano e membro fondatore di Breaking the Silence

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Cannes, Pamela Anderson rivela: "Stuprata a 12 anni"   Leave a comment


Pamela Anderson

le violenze ricevute da piccoli sono talmente terrorizzanti che la vittima per prima cerca di rimuoverle,per secondo comincia a dubitare di essere lei la causa del comportamento degli altri.Questa tecnica faceva anche parte di un programma psicologico sulle bambine ,usato da governanti americani e poi dalla chiesa che và sotto il nome di progetto MKultra

 

CANNES – Pamela Anderson fu molestata, quand’era bambina, dalla sua baby sitter. E poi, nel tempo, ha subìto molte altre brutte avventure a sfondo sessuale. Stavolta l’attrice, ospite del Festival di Cannes, ha rievocato il suo dramma personale senza trattenere la commozione. Lo ha fatto durante la presentazione della sua nuova attività benefica per gli animali, attraverso la Pamela Anderson Foundation. L’ex bagnina di Baywatch ha raccontato che stare a contatto con gli animali l’ha aiutata a sopravvivere ad anni di soprusi. Pamela, che è arrivata a Cannes proprio per il lancio della fondazione, è entrata nel dettaglio di quanto successo quando era piccola. “Non ho avuto un’infanzia facile”, ha raccontato, “nonostante avessi dei genitori molto amorevoli. Dai sei ai 10 anni sono stata molestata dalla mia babysitter, una donna. Quando andai a casa del fidanzato di un’amica, il fratello maggiore del ragazzo mi violentò. Lui aveva 25 anni, io 12. È stato il mio primo rapporto eterosessuale”. La cosa, però, non finì lì. La Anderson ha continuato a leggere, nervosamente, il pezzo di carta preparato per il suo discorso. “Il mio primo fidanzato decise che sarebbe stato divertente violentarmi insieme ad altri sei suoi amici. Non c’è bisogno che io aggiunga che, nel tempo, per me è stato estremamente difficile fidarmi degli esseri umani. Ma l’affinità con gli animali, invece, mi ha salvata”

http://www.repubblica.it/speciali/cinema/cannes/festival2014/2014/05/19/foto/pamela_anderson-86582986/1/?ref=HRESS-6#1

Tortura, chi la pratica cerca modi diversi per nominarla, ma il problema resta anzi aumenta   Leave a comment


Si parla di "trattamento robusto" o di "pressione fisica", ma dietro questi termini ci sono sempre le sevizie. Per Amnesty International l’uso della tortura si diffonde, sempre più governi tendono a giustificarla in nome della sicurezza nazionale, erodendo progressi degli ultimi 30 anni

di GIAMPAOLO CADALANU

gianfranco fini saluto romano      

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ROMA – Finalmente i governi hanno cancellato la parola tortura. No, non è che abbiano licenziato i carnefici e smesso per sempre di usare le mani pesanti, tutt’altro. Semplicemente, se ne vergognano talmente che ora adoperano eufemismi e giri di parole. Si parla di "trattamento robusto" o di "pressione fisica", ma dietro questi termini ci sono sempre le sevizie. Che siano condotte con i metodi arcaici, presi in prestito dal Medioevo o invece si avvalgano di tecniche più "moderne", magari meno sanguinose ma altrettanto brutali, la sostanza resta quella. È il caso dell’obbligo di restare in posizioni dolorose o della privazione del sonno, per non parlare dell’ormai famigerato waterboarding, che simula l’annegamento. 

Progressi cancellati in nome della sicurezza. Per Amnesty International non c’è stratagemma linguistico che tenga: questi abusi vanno eliminati in ogni modo, anche perché gran parte degli stati che se ne macchiano hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984, che vieta appunto la tortura chiamandola per nome. Trent’anni dopo la firma solenne all’Onu, strappata dopo una mobilitazione massiccia, adesso Amnesty lancia una nuova campagna. "L’uso della tortura sta aumentando, sempre più governi tendono a giustificarla in nome della sicurezza nazionale, erodendo così i progressi fatti negli ultimi 30 anni", denuncia Antonio Marchesi, presidente della sezione italiana.

La Convenzione Onu non ha cancellato gli orrori. Che sia la spinta dell’emergenza terrorismo, capace di far fare passi indietro anche legislativi a molti paesi occidentali, o che sia invece una scarsa cultura dei diritti umani, la Convenzione Onu non ha cancellato gli orrori. "Dal 1984 è stata ratificata da 155 nazioni", dice Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty Italia: "Ma noi abbiamo registrato casi di tortura o maltrattamenti in 141 di questi paesi. E vista la segretezza delle pratiche, è probabile che il numero reale sia più alto". Le segnalazioni di casi di maltrattamenti e abusi arrivano da tutto il mondo, e se l’Europa gode di una situazione migliore nel suo complesso, la partecipazione alla campagna di "extraordinary rendition" su richiesta di Washington ha fatto fare al vecchio continente numerosi passi indietro. Pesante in genere la situazione nel resto del mondo: secondo un sondaggio di GlobeScan condotto in 21 paesi, 82 persone su cento chiedono leggi rigorose contro la tortura, 44 su cento temono di provarla se arrestati, e 36 la ritengono giustificata in casi eccezionali.

Il caso italiano. Il caso italiano poi è molto particolare: il nostro Paese ha ratificato la Convenzione Onu, ma non ha mai inserito il reato di tortura nel codice penale, di fatto rendendo molto più debole l’adesione ai valori dell’accordo internazionale. Ora è all’esame della Camera un testo approvato in Senato, che prevede pene più pesanti se a praticare la tortura è un pubblico ufficiale. E l’approvazione è urgente. Casi come il G8 di Genova non sono isolati: secondo Amnesty International, in diverse occasioni la mancanza di un reato specifico ha permesso alle persone condannate per maltrattamenti di approfittare della prescrizione o dell’indulto. In altre parole, i torturatori l’hanno fatta franca.

Gianni De Gennaro

 

Sono voci in nome della memoria, quelle che si alzano a Genova. È polemica sulla nomina a presidente della Fondazione Ansaldo di Gianni De Gennaro, presidente di Finmeccanica, colui che nel 2001 era a capo della polizia protagonista degli scempi del G8 di Genova: “Apprendiamo con sconcerto la nomina”, tuonano in una nota congiunta Vittorio Agnoletto, già portavoce del Genoa Social Forum durante il G8, e Antonio Bruno, capogruppo della Federazione della Sinistra in consiglio comunale (dov’è all’opposizione, mentre in Regione è in maggioranza). E chiedono al Sindaco Doria e al presidente della Regione Burlando di intervenire, in nome del valore che la Fondazione ha per la città e dell’importanza della memoria.
La fondazione Ansaldo, creata da Finmeccanica spa, Regione Liguria, Comune e Provincia di Genova, è un’istituzione che promuove la cultura economica, l’impresa, il lavoro: “Di quale cultura sia portatore De Gennaro l’abbiamo potuto sperimentare a Genova nel 2001 – spiegano Agnoletto e Bruno – che fu la più grave violazione dei diritti umani in Occidente dopo la seconda guerra mondiale, con i massacri per le vie di Genova, l’uccisione di Carlo Giuliano, l’irruzione “cilena” alla scuola Diaz, le torture della caserma di Bolzaneto. Forse la fondazione Ansaldo, modificando i suoi obiettivi, intende organizzare corsi su come si costruiscono prove false, sulle tecniche migliori per torturare e massacrare cittadini inermi?”.
Dure le critiche. E le richieste che seguono agli amministratori cittadini e liguri, sinora rimasti in silenzio: “Chiediamo l’immediata revoca di tale nomina, un insulto per tutti coloro che hanno a cuore la democrazia e la Costituzione italiana. Chiediamo al Sindaco Marco Doria e al presidente della regione Claudio Burlando di entrare in sintonia con l’indignazione della Genova democratica, e di far esprimere l’indignazione attraverso i loro rappresentanti nel consiglio di amministrazione della Fondazione, arrivando anche a valutare la autosospensione dal CdA stesso nel caso che de Gennaro rimanga al suo posto”.
Anche Nichi Vendola, intervenuto a margine del comizio per la Lista Tsipras a genova, ha commentato: "E’ un’altra nomina che De Gennaro cumula ed è significativa. Emerge la figura di un intoccabile. Qualunque stagione politica si sussegua nel nostro paese sullo sfondo c’è il ruolo monumentale di Gianni De Gennaro". Secondo vendola "credo che qualche domanda su questo cumulo di potere sia lecito porla. Una città come Genova da De Gennaro aspettava qualche risposta antica".

Tifoso ferito, intervento ok. Arrestato ultrà della Roma. La polizia: "Ha provocato e poi sparato"La madre .”lo perdono”..”ma cosa sono queste cose!! siamo fratelli d’Italia”   Leave a comment


Tifoso ferito, intervento ok. Arrestato ultrà della Roma. La polizia: “Ha provocato e poi sparato”

Tifoso ferito, intervento ok. Arrestato ultrà della Roma. La polizia: "Ha provocato e poi sparato"

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, fondata su testimonianze e su un video, Daniele De Santis ha agito da solo: avrebbe provocato un gruppo di tifosi del Napoli e davanti alla loro reazione violenta ha estratto la pistola e fatto fuoco. Nel 2004 fu tra i capi ultrà coinvolti nel ‘blocco’ del derby. La madre di Ciro Esposito: “Vivo per miracolo. Perdono l’aggressore”

ROMA – È stato arrestato stamattina dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio. Daniele De Santis, 48 anni, ultrà della Roma, conosciutissimo in curva Sud col soprannome di ‘Gastone’, è ritenuto il responsabile del ferimento a colpi di pistola di tre tifosi del Napoli, avvenuto ieri sera prima della finale di Coppa Italia allo stadio Olimpico. A motivare il provvedimento della magistratura sono state le indagini della polizia, basate su immagini e testimonianze univoche raccolte tra passanti e coinvolti nello scontro: tutto, secondo gli investigatori, inchioda De Santis.
La ricostruzione dei fatti. Nel corso della conferenza stampa, i responsabili della Questura hanno precisato che le accuse per De Santis sono di tentato omicidio, rissa e porto abusivo di armi: “Dalle immagini registrate e dalle testimonianze univoche di passanti e tifosi, risulta che l’unico a sparare e a lanciare bombe carta è stato De Santis”, ha detto Diego Parente, dirigente della Digos che insieme al questore Massimo Maria Mazza e al colonnello Salvatore Longo ha incontrato i giornalisti. La dinamica, ha aggiunto, “è tanto semplice quanto folle”: “De Santis è uscito dal circolo ricreativo di Tor di Quinto nel quale lavora, il Ciak – ha spiegato Parente – e si è diretto verso i tifosi del Napoli insultandoli e lanciando fumogeni. E’ stato un vero e proprio atto di sfida, ha fatto tutto da solo. Quando i tifosi, alcune decine, anche armati di spranghe e bastoni, lo hanno inseguito lungo la strada che conduce al circolo, De Santis è scivolato e vistosi a mal partito ha sparato”.

La battaglia. “Adesso vi ammazzo tutti”, avrebbe urlato De Santis mentre faceva fuoco. Quattro i colpi sparati dalla sua 7,65, che al quinto si è inceppata. “La pistola gli è caduta – ha proseguito Parente – ed è stato aggredito, riportando diverse fratture. E’ dopo la sparatoria, non prima, che si è creata una situazione di fortissima tensione, con gli amici dei feriti che, sconvolti per l’accaduto, lamentavano la scarsa tempestività dei soccorsi. Ed è in questi momenti che ultrà e forze dell’ordine sono venuti a contatto. Ma sulla scena non si sono mai materializzati ultrà romanisti e laziali”. Tre tifosi del Napoli sono stati colpiti dai proiettili. Uno di loro, Ciro Esposito, 31 anni, in maniera gravissima. La pistola è stata ritrovata nei pressi del teatro dello scontro, nascosta dietro un vaso.

“Aiuto, mi hanno sparato in petto”. “Siamo arrivati nel parcheggio e ci siamo incamminati verso l’Olimpico. Appena siamo usciti dal parcheggio siamo stati assaltati dai fumogeni e bombe carta”, ha raccontato un testimone oculare a Sky. “A un certo punto abbiamo sentito degli spari e abbiamo visto Ciro che si accasciava a terra. Gridava ‘aiuto mi hanno sparato in petto’. Ci hanno assalito, erano incappucciati o con caschi e passamontagna, ci hanno caricati e poi sono scappati”. Poi il soccorso all’amico Ciro: “Ci ha raccontato che uno gli aveva detto ‘fermo che ti sparo’. Noi ci siamo salvati perché lui cadendo si è sparato da solo nella gamba ed è stato assaltato e aggredito. Ciro è stato lì in terra agonizzante minimo un’ora eppure l’ambulanza stava all’Olimpico”.
I precedenti. De Santis è titolare di una licenza commerciale per un chiosco che gestisce nei pressi del Ciak, un circolo frequentato in passato da giovani di estrema destra. Tempo fa il circolo fu chiuso perché legato ad attività neofasciste, ma poi è stato riaperto e non risulta che ora ci siano legami tra De Santis e il circolo. L’ultrà ha precedenti di polizia e fu tra i capi della curva giallorossa che bloccarono il derby nel 2004. Al processo per quei fatti tutti gli accusati se la cavarono con la prescrizione. Alla Digos, inoltre, risulta che De Santis da anni non frequenti più lo stadio anche dopo essere stato destinatario di un Daspo. Al vaglio della polizia sono le posizioni di tutte le persone coinvolte nello scontro: anche i feriti sarebbero sottoposti a fermo con l’accusa di rissa.

Tifoso ferito, intervento ok. “L’intervento è concluso. I medici ci hanno detto che è andato benissimo. Ovviamente Ciro torna in rianimazione”. Lo ha annunciato in serata Antonella Leardi, la madre del giovane tifoso del Napoli ferito ieri, Ciro Esposito, che resta comunque in condizioni gravi. Il giovane, 31 anni, che lavora in un autolavaggio nel quartiere napoletano di Scampia, è ricoverato in rianimazione al Policlinico Gemelli, lo stesso ospedale in cui si trova, con diverse fratture, l’uomo che gli ha sparato. Il proiettile che lo ha colpito ha trapassato un polmone e si è fermato alla colonna vertebrale. “E’ un miracolo”, ha detto uno zio del giovane, dopo l’intervento chirurgico.

 

La madre: “Perdono”. “Ciro è vigile, l’ho visto, ha annuito anche con la testa all’intervento. A breve lo operano. Ci hanno detto che è un intervento molto rischioso di circa otto ore. Sono in ansia peggio di prima”, aveva detto il padre del giovane, Giovanni Esposito, prima dell’operazione. Fonti mediche dicono che “saranno determinanti le prossime 24 ore”. Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, non si dà pace: “Io come mamma voglio dire innanzitutto che per nessun motivo si deve usare la violenza perché mio figlio ama la vita, ama lo sport e non è andato lì per essere ucciso. Non doveva succedere, è una follia”. “Non ho parole, perché per me è una mostruosità quella che ha fatto”, ha detto la Leardi, riferendosi all’aggressore del figlio, “io nel mio cuore già l’ho perdonato ma non riesco a capire quello che ha fatto. Forse sono sbagliata ma io non lo odio. Siamo fratelli d’Italia, che sono queste cose?”.

Altri arresti e feriti.
Nella serata di ieri, anche un tifoso napoletano di 33 anni è stato arrestato con l’accusa di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane è stato sanzionato con un Daspo per cinque anni. Altri due supporter partenopei sono stati denunciati rispettivamente per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di petardi, entrambi sono stati sanzionati anche con Daspo. Nel complesso sono cinque gli agenti delle forze dell’ordine e due gli steward rimasti lievemente feriti ieri durante l’afflusso di tifosi allo stadio Olimpico, nel tentativo di impedire che le opposte tifoserie venissero a contatto.

Tifosi viola ..ultrà napoletani..a Roma (Coppa Italia 1–3) 2014   Leave a comment


VIDEOSHOCK FIORENTINA NAPOLI

https://www.youtube.com/watch?v=IJ5_t-k4JAk

 

Pubblicato in data 05/mag/2014

trasferta a Roma per la finale di coppa italia.assalto al pulman da parte dei tifosi napoletani.

MARCO TASSINI  Youtube

https://www.youtube.com/watch?v=IJ5_t-k4JAk

coppa italia fiorentina Napoli

l’episodio più grave— Secondo le prime ricostruzioni due tifosi del Napoli erano in auto e sono stati accerchiati nella zona di Tor di Quinto da un gruppo di ultrà dall’accento romani: i due sono scesi dalla vettura e sono stati aggrediti vicino a un vivaio. Sarebbe stato il titolare, o comunque una persona che lavora nell’esercizio commerciale, ad aver sparato (in una dinamica ancora da chiarire) e a subire successivamente il pestaggio ad opera dei tifosi presenti che l’avrebbero ferito alla testa. La pistola sarebbe stata ritrovata nella zona della sparatoria e l’uomo.

Uno dei due uomini feriti (Alfonso Esposito) è stato colpito alla mano destra ed è ricoverato al Santo Spirito, l’altro (Ciro Esposito, 30 anni) è stato colpito al petto, ed è stato ricoverato prima a Villa San Pietro e poi trasferito al Gemelli dov’è stato operato nella notte: la pallottola, sparata da distanza ravvicinata, gli si è conficcata nella spina dorsale. Ora è in rianimazione, ha perso molto sangue e le sue condizioni restano gravi. Entrambi sono di Secondigliano, quartiere alla periferia di Napoli. Una quarta persona di 31 anni (Gennaro Fioretti di Mugnano), ferita da colpo di arma da fuoco a braccio e polso, è ricoverata al Santo Spirito. "Al momento – è la nota della questura – il triplice ferimento non sembra essere collegato agli scontri tra tifosi, ma avrebbe cause occasionali".

prime ricostruzioni — Secondo una prima ricostruzione della questura il ferimento non sarebbe «collegato a scontri tra tifosi, ma avrebbe cause occasionali». Ma con il passar del tempo si è concretizzata la pista della lite tra ultrà che è poi drammaticamente degenerata. In particolare, secondo una delle versioni che si stanno verificando, alcuni tifosi partenopei si sarebbero avvicinati a un’area verde – dove c’è il «Ciak», un ex locale – vicino allo stadio Olimpico. Qui avrebbero riconosciuto un ultrà della Roma da alcuni tatuaggi e lo avrebbero prima offeso, poi aggredito. L’uomo avrebbe quindi sparato. Al vaglio della polizia c’è però anche un’altra versione, quella secondo cui l’ultrà della Roma avrebbe prima esploso i colpi di arma da fuoco e poi sarebbe stato colpito dai tifosi napoletani, che avrebbero reagito picchiandolo. Quindi un’ultima ipotesi: un ultrà della Roma sarebbe stato accerchiato e picchiato e un’altro sarebbe intervenuto sparando, forse per difenderlo. L’ultrà è stato interrogato a lungo nell’ospedale dove è ricoverato e per lui, a notte, veniva dato per imminente un provvedimento di fermo. Gli investigatori, infatti, ritengono di aver raccolto elementi sufficienti per indiziarlo del triplice ferimento. L’uomo non è sconosciuto alle forze di polizia. Fu infatti coinvolto, secondo quanto si è appreso, in una vicenda giudiziaria, poi prescritta, sulla sospensione del derby Lazio-Roma del 21 marzo 2004. La partita venne fermata in seguito alle pressanti richieste dei leader delle curve per le voci, poi rivelatesi infondate, della morte di un bambino investito da un’auto della polizia. L’ultrà avrebbe scavalcato, con altre persone, il recinto di gioco.

tensione— Sono complessivamente dieci le persone rimaste ferite negli scontri, compreso le tre colpite da arma da fuoco. Ci sono state cariche della polizia nella zona di Tor di Quinto, nei pressi dello stadio Olimpico: i tifosi della Fiorentina non avrebbero partecipato agli scontri nel pre-partita, mentre ci sarebbero infiltrati tifosi di Roma e Lazio, i primi accesi dalla rivalità con i napoletani, i secondi da quella con i viola. Nel pomeriggio, però, i sostenitori di Fiorentina e Napoli erano venuti a contatto in alcune aree di servizio. Almeno 3 tifosi partenopei che stavano per raggiungere la capitale sono rimasti feriti nel corso di alcuni tafferugli tra opposte tifoserie nell’area di servizio di Pongiano, in provincia di Rieti. Il pullman con i tifosi napoletani, secondo quanto accertato sarebbe stato aggredito da tifosi della Fiorentina. Al temine dei tafferugli tre tifosi del Napoli sono stati medicati dal 118. Scaramucce anche nell’area di servizio di Badia al Pino Ovest (Arezzo), lungo la corsia Sud dell’Autosole, la stessa in cui partì il colpo esploso dall’agente di polizia Luigi Spaccarotella che uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri. Alcuni sostenitori viola sono stati avvicinati da supporter partenopei: ci sono state offese e minacce, ma niente di più, grazie anche all’intervento della polizia stradale di Arezzo. I tifosi del Napoli hanno ritirato alcuni striscioni in segno di solidarietà nei confronti delle persone rimaste ferite.

Gasport    il calcio per gli ultrà è occasione non di sport ma dio violenza

il caso Aldovrandi e la Presidente della Camera Laura Bolddrini   Leave a comment


Per fortuna nell’ Italia del 21°secolo..dopo l’esperienza dell’Italia del Fascio e del pensiero di Angiolino Alfano..(Berluisconi a dire il vero almeno ha pensato ai cazzi suoi senza rompere (concretamente) i coglioni degli altri e chissà come mai questi poliziotti se la fanno sempre con i giovani (come sono coraggiosi!!!) il Duce almeno lo era..!!! e 9 volte su 10 dava solo olio di ricino..

gente e genitori..è l’ora di meditare..e di darsi da fare !!!!

Quesi sono il tipo di poliziotti dell’Emilia Romagna che tengoo ancora il busto del duce mi meraviglio di Gianfranco Fini si è laureato in pscologia

Cathy O’Brien .Tranceformation of America,il progetto MKULTRA   1 comment


Progetto MK-ULTRA … in questo video ne parla anche Bill Clinton   leggete se Vi interessa  un altra pagina utile   ma non sono un VATICANISTA

VIDEO                un’altra pagina utile

AVVERTENZA AI LETTORI..queste sono racconti ”  degni di siti PORNO” per cui mettete il filtro FAMILIARE per i Bambini sennò non vanno più al Catechismo

VI RICORDATE DI DON CANTINI..QUELLO DI FIRENZE ..SKANDALO..PIETRA D’INCIAMPO..(Gesù Cristo Vangeli) denunciato con coraggio da quel CAttolico di SANTORO??????????????????

(il questi ultimi giorni hanno parlato di Lobbies contrarie alla Chiesa..ma qualche Verità se la può lasciar scappare anche la Loggia che ora se la prende col PD di Luigi berlinguer…)

PRIMA DI ANDARE AVANTI NELLA LETTURA LEGGETE QUESTA PAGINA …POI SE AVETE CORAGGIO E VI REGGE LO STOMACO..AVVERTITI !!!!!! CONTINUATE..

PER QUELLI CHE COME ME,UNA VOLTA,ERANO IMPRESSIONABILI..CONSIGLIO DI VEDERE I MONDIALI DI CALCIO….

Il pezzo che sto per pubblicare è interamente tratto dal libro di Cathy O’Brien (con la felice partecipazione di Mark Phillips). Quello che c’è da sapere riguardo il libro in questione, Tranceformation of America (Macro Edizioni), è il brano che segue: «È l’autobiografia circostanziata di una vittima del segretissimo programma di controllo mentale del Governo degli Stati Uniti d’America, che la CIA ha chiamato in codice progetto Monarch MK-ULTRA. Cathy O’Brien, forse l’unica sopravvissuta [ce ne sono altri; ndA], è riuscita a riacquistare pienamente le proprie facoltà mentali, dopo essere stata sottratta di nascosto – l’8 Febbraio 1998 – alla sua schiavitù mentale dall’agente, intorno alla stessa organizzazione, Mark Phillips – che qui ci introduce la testimonianza di Cathy. Insieme hanno anche intrapreso procedimenti legali penali per ottenere giustizia: ogni tentativo è stato bloccato da ragioni di «sicurezza nazionale». La loro azione continuerà, essendo stata a suo tempo coinvolta anche la figlia di Cathy, Kelly O’Brien. La loro speranza di giustizia si basa sul fatto che l’Atto della Sicurezza Nazionale del 1947 è incostituzionale, e chi vi ricorre compie un «abuso criminale». Tra inganni, stupri, riciclaggio di denaro sporco, traffico di droga e imprese del «genere», questa storia può dare l’impressione di essere un esasperato thriller internazionale. Luoghi e persone citate (incluse copie di DOCUMENTI UFFICIALI) sono però noti a tutti e il racconto viene testimoniato da due persone che sono ancora impegnate a trovare riscontri e ascolto alla loro denuncia: si tratta di azioni che rientrano in piani freddamente programmati per dominare il pianeta attraverso tecniche più potenti delle bombe, perché aggrediscono la mente degli uomini e ne annientano la volontà.» «AVVERTENZA AI LETTORI Questo libro contiene riferimenti espliciti ad atti sessuali e descrizioni delle parti anatomiche dei personaggi che hanno perpetrato abusi e torture alle vittime di questo racconto impressionante. Gli Autori hanno ritenuto che i «dettagli» servissero a convalidare i fatti, che sono stati riportati anche a competenti autorità di indagine. Il 95° Congresso USA istituì una commissione apposita il 3 Agosto 1977. Rimasta senza esiti.»

Ecco alcune parti che ho estrapolato dall’autobiografia di Cathy, tutto ciò che segue è ciò che l’autrice ha pubblicato nel suo libro, mi sono limitato a tagliare dei pezzi e a pubblicare le parti che ritenevo interessanti divulgare. CATHY O’BRIEN: Terrorizzata indietreggiai nell’altra stanza. Habib lo presentò: «È un mio amico, l’ho menzionato nella lettera». Risposi automaticamente: «È un piacere incontrarla» e gli detti la mano come mi avevano insegnato alla Scuola di Fascino. Fahd si curvò per baciarmi la mano. Mentre lo faceva, i suoi malvagi occhi neri penetrarono i miei, mi disse sommessamente: «La tua bellezza scalda le mie braci. Vedi come sono incandescenti nel nero dei miei occhi: si accendono nella fiamma, una nera fiamma». Rise in modo vizioso per effetto del suo utilizzo del condizionamento ipnotico della NASA. Habib gli dette una pacca sulle spalle, come se si conoscessero bene e non ci fossero formalità tra loro e chiese: «Ho ragione? È adatta a un re?» Tutti i tre andammo in un’altra stanza […] Habib disse: «Quando sei a Roma fai come fanno i romani. Bene. Lui è un re. Mettiti in ginocchio. Il suo desiderio è il tuo comando. Soddisfa i suoi più profondi desideri. Sta a te fare una passeggiata su un tappeto magico per ridare la libertà al tuo Genio». Fahd si sedette su una sedia di un tavolino da salotto. Quando mi inginocchiai davanti a lui […] accarezzò il mio collo col suo dito indice attivando la programmazione del sesso orale: «Ho saputo di te e sono intenzionato ad averti». […] Allargò le gambe ed estrasse il suo pene: era uno dei più disgustosi mai visti, simile a un lombrico nero che sapeva fortemente di spezie. Habib osservava come eseguivo i miei ordini per dare massimo piacere a Re Fahd. …Le guardie del corpo di Noriega mi aiutarono a salire a bordo dello yacht. Notai che non c’era nessun party in corso, com’era usuale, e Noriega sembrava insolitamente brusco nei modi e indaffarato. Non era ubriaco. Su ordine di John gli consegnai il messaggio di Fahd. «Ho l’ordine di consegnare un messaggio da parte di Re Fahd […]» …Ho imparato che ciò che viene spesso riferito come una notizia viene spesso distorto dalla propaganda e molti avvenimenti non vengono mai riferiti integralmente. Comunque non ero a conoscenza dei “guai” in Giamaica e a Cuba ai quali si riferiva Re Fahd. Sapevo tuttavia che per un minuzioso esame esterno, Houston si era da poco recato a Kingston per incontrarsi con degli ufficiali giamaicani e porre fine alla lunga durata delle operazioni criminali segrete. Circa Cuba, sapevo soltanto che non avrei più incontrato il mio contratto cubano. Di Panama ero a conoscenza lo stesso Noriega era l’oggetto della controversia. «L’accordo sulle armi» era allo stadio finale dell’Operazione Piccione Viaggiatore, in cui i piani erano quelli di attendere in Arabia Saudita finché tutte le transazioni bancarie venissero ultimate e il carico fosse pronto per l’esborso. Il Re saudita Fahd avrebbe poi finanziato i Contras per Reagan tramite Noriega, dopo che tutte le prove fossero state insabbiate, così come aveva fatto in Afghanistan. Dopo la spedizione non ci sarebbero più stati ulteriori accordi tramite Noriega che riguardassero Fahd, poiché Noriega non poteva più essere credibile. Inoltre Fahd aveva intensificato i rapporti diplomatici col Messico per le operazioni segrete e lo scandalo Iran-Contras stava iniziando a suscitare interesse. …Una buona quantità di cocaina venne trattenuta da Houston per suo consumo e per spacciarla con suo guadagno personale nell’industria della musica. Parte della cocaina venne consegnata da me all’Ambasciatore dell’Arabia Saudita, il principe Bandar Bin Sultan, “piccione viaggiatore” di Fahd.  La copertina di TranceFormation of America Chi frequentava il Bohemian Grove [Bosco Boemo, San Francisco; ndA] con assiduità veniva chiamato “Groover”. Uno di questi Groover era Bill Bennet, l’allora Ministro dell’Istruzione di Ronald Reagan. Bill Bennett, che in seguito divenne “lo zar della droga” nel corso dell’amministrazione Bush, scrisse il cosiddetto Libro delle virtù e ha concorso/concorre? per l’ufficio del Presidente. Bennett è chiaramente molto legato a suo fratello e membro Groover Bob Bennett, sebbene questi sia il consulente legale di Bill Clinton. E’ evidente che qui non si riconoscono linee di partito. Mi fu chiaro che non c’erano delle partigiane differenze tra questi sostenitori del Nuovo Ordine Mondiale e che comunque si ritenevano fedeli alla Costituzione. Lo stretto rapporto che intercorreva tra i due fratelli, di cui fui testimone, come anche al matrimonio tra James Carville e Mary Matlin, direttori della campagna del 1992 di Clinton e Bush, avrebbero potuto creare dei problemi nella loro agenda. Quando, nel 1986, al Bohemien Grove, Bill e Bob Bennett congiuntamente violentarono mia figlia Kelly e me, già avevo conosciuto per qualche tempo Bill Bennett come un programmatore del controllo mentale. Bennett fissò la mia programmazione basata sui gesuiti e il Vaticano nel mio condizionamento cattolico, instillato attraverso il «Rito di rimanare in silenzio». Tramite un’ulteriore manipolazione delle mie percezioni “interdimensionali”, Bennett credeva di aver per sempre suddiviso in compartimenti i suoi segreti personali di sesso perverso con suo fratello Bob e la mia bambina, che all’epoca aveva sei anni. Bennett manipolò anche la mia mente in base agli Ordini del Vaticano, utilizzando il centro di programmazione del Jesuit College di Byrd, nel West Virginia. Si avvalse del suo ruolo di programmatore gesuita onde mettere in atto i suoi sforzi di Ministro dell’Istruzione per realizzare il progetto Educazione 2000. Per programmare la mia mente nel mio ruolo di portavoce di Educazione 2000 all’interno del sistema scolastico dello Stato volontario del Tennessee, Bennett ricorse a una manipolazione mentale molto sofisticata per allestire la scena; lo stesso tipo di manipolazione eseguita dalla propaganda su scala nazionale e internazionale. Chiaramente la manipolazione utilizzata da Bennett affondava le sue radici nella conoscenza delle tecniche cattoliche/gesuite. Quando, nel 1984, incontrai Bennett ad un cocktail party alla Casa Bianca, indossavo la collana con la Rosa Croce che Guy Vander Jagt e padre Don mi avevano regalato il giorno della mia prima comunione per indicare il tipo di programma sotto cui operavo in quel periodo. Byrd mi ordinò di indossarla per l’occasione. Byrd stava già parlando con Bennett quando un maggiordomo della Casa Bianca mi accompagnò da lui. Byrd mi disse: «Stavo proprio parlando di te al mio amico William Bennett, Ministro dell’Istruzione». «Bill» lo corresse Bennett, scrutandomi col suo sguardo libertino come se io fossi una merce. «Piacere di conoscerti». «Come mi è stato detto, grazie» dissi mentre gli porgevo la mano come ero stata addestrata. Bennett toccò sgraziatamente la croce rosa appesa al mio collo, alitandomi in faccia il suo respiro alcolico, mentre diceva: «La tua collana è bella come te e fuor di dubbio è adatta al tuo scopo. Da dove viene e che valore ha per te?» «Dalla prima comunione» risposi «Guy (Byrd mi interruppe per specificare Vander Jagt) me l’ha data per coronare la mia santa comunione». Byrd mi corresse: «Per commemorare la tua santa comunione». «Non ho bisogno di interpreti, Bobby» Bennett rise «La sento forte e chiaro». Byrd mi lasciò in compagnia di Bennett […] mi portò in una camera da letto della Casa Bianca: «Ti ho detto che ci saremmo sbattuti fuori da questa dimensione ed è ciò che intendo fare. Un uccellino [Byrd a causa del suo pene microscopico; ndA] mi ha detto che ti piace la frusta. Dal momento che io non sono come un Senatore, io rappresenterò la maggioranza dandoti ciò di cui hai maggior bisogno». Ovviamente Bennett provava un piacere perverso n
el frustarmi. Avevo i polsi coperti di lividi e il corpo dolorante, Bennett si accese una sigaretta e chiese in modo criptico: «Era questa la tua prima con unione con un alieno?» [spesso e volentieri i controllori mentali di Cathy riferiscono di essere alieni; ndA] Mi lanciò i vestiti e ordinò: «Renditi presentabile. Assicurati che i tuoi polsi siano coperti. Non ti aspetto. Ci vediamo domattina». Bennett se ne andò. Dopo qualche momento venni accompagnata da Byrd, col quale trascorsi una breve notte brutale. Andando nella sua stanza, Byrd mi disse: «[…]Visto che muovo i fili dei portafogli di questo Paese, dipende da me assegnare tanti finanziamenti quanti sono necessari per realizzare il programma educativo […]». La mattina dopo, di buon’ora, nel profondo sotterraneo del laboratorio sul controllo mentale del Goddard Space Flight Center della NASA, vicino al distretto federale della Columbia, Bill Bennett iniziò a prepararmi per il programma. La NASA utilizzava diverse «droghe firmate dalla CIA» per allenare chimicamente il cervello e creare esattamente la scena mentale richiesta al momento. La Train-quillità, la droga di prima qualità della NASA di Huntsville, dava un senso di assoluta acquiescenza e la sensazione di camminare nell’aria. Questa droga era sufficientemente simile alla cosiddetta “tranquillità” da creare la totale arrendevolezza. La punizione che avevo subito la notte precedente mi aveva reso impotente e quando la droga fece effetto potei a stento trascinarmi fino al tavolo di metallo del laboratorio. Nel buio che mi circondava potei sentire la voce di Bill Bennett dire: «Questo è mio fratello Bob. Lui ed io lavoriamo insieme come un’unità. Noi siamo alieni a questa dimensione, due esseri provenienti da un altro piano». CATHY: Kelly si ammalò in maniera veramente grave dopo essere stata sequestrata all’interno del quartier generale di Bush e dopo i vari rapporti sessuali che ebbe con lui. Aveva la febbre a 40-41 gradi, vomitava e soffriva di paralizzanti mal di testa mediamente per 3 giorni di fila [tutti sintomi tipici dell’elettroschock; ndA]. Questi furono gli unici segni visibili, oltre alle cicatrici e le ustioni sulla sua pelle. Houston mi proibì di consolarla, lamentandosi penosamente che la testa «le doleva talmente tanto da non riuscire a muoversi». E non si mosse per ore e ore. Si lamentava spesso anche di forti dolori ai reni, e di solito, le sanguinava il retto per un giorno o due dopo che Bush l’aveva violentata. Il mio vittimismo, indotto dal controllo mentale, mi rendeva incapace di aiutarla o proteggerla. Vedere la mia bambina in quelle condizioni spaventose non faceva che aggravare il mio stato di alienazione mentale, confermando la mia totale incapacità a rispondere alle sue esigenze, fino al giorno in cui Mark Phillips non ci salvò. E ANCORA… Il retto sanguinante di Kelly fu… una delle molte conseguenze fisiche delle perversioni pedofile di George W. Bush. Più di una volta lo sentii per caso vantarsi degli abusi sessuali compiuti su di lei. Si servì di tutto questo, unito a minacce di morte nei suoi confronti, per «muovere i miei fili» e controllarmi [per indurla al narcotraffico e a operazioni illegali simili; ndA]. Le conseguenze psicologiche dell’esser violentate da un presidente pedofilo sono già abbastanza rovinose per la mente, ma Bush rafforzò i traumi inflitti alla mente di Kelly, avvalendosi di sofisticati strumenti elettronici di controllo mentale forniti dalla NASA e di stupefacenti. George Bush inculcò in Kelly anche scrupoli del tipo «Chi vuoi che ti aiuti?…» oppure «Guarda che me ne accorgo», aumentando così ulteriormente il suo senso di impotenza. Le torture e i traumi che io subii sistematicamente sin da bambina non sono niente se confrontati con la brutale devastazione fisica e psicologica che George Bush inflisse a mia figlia. Non vidi più la scuola come un rifugio dall’abuso, visto che era controllata dalla chiesa e, come seppi più tardi, anche da un segmento corrotto della CIA. Non avendo scampo nell’occultismo che proliferava nella scuola, non riuscivo più a distinguere tra cattolicesimo e satanismo Il satanismo viene spesso utilizzato nell’ambito del Controllo Mentale del Progetto Monarch MK-ULTRA, come base ultima del trauma provocato dal dolore/violenza, frutto di una precedente ricerca del nazista tedesco Hammler. Gerald Ford mi condusse in una stanza vuota, mi spinse a terra sul pavimento in legno, si abbassò la cerniera dei pantaloni e disse: «Prega su questo». Poi mi violentò brutalmente. Quindi si servirono dell’alta tensione per dividere in compartimenti la mia memoria. Era proprio come pensavo, «non c’era alcun posto dove scappare», neppure nel mio cervello, il che è esattamente ciò di cui i miei aguzzini avevano bisogno per detenere il Controllo. Il controllo mentale è assoluto. Quando venni sottoposta al Progetto Monarch MK-ULTRA, persi il controllo della libertà di pensiero – non potevo riflettere nè ragionare o capire in modo cosciente – potevo fare solo esattamente ciò che mi veniva detto di fare. Coloro che controllavano la mia mente, e alla fine anche le mie azioni, sostenevano di essere degli «alieni», dei «demoni» e delle «divinità». Ma è mia esperienza che questi PERPETRA(DI)TORI dei controlli del Nuovo Ordine Mondiale erano/sono vincolati da confini terreni e umani, nonostante le loro affermazioni tattiche terroristiche e da illusioni. Si possono in verità applicare anche a loro le stesse leggi della natura e degli esseri umani. Anche se essi sono riusciti a manipolare la mia religione, i miei istinti materiali e il mio reale interesse verso il genere umano, non sono mai riusciti a “possedere” il mio innato essere. Non possono fare di me una di loro. Non hanno mai preso in considerazione la forza dello spirito umano. Non sanno nemmeno che esiste. Mi chiedo il perché. Come mi venne ordinato, più tardi, quella sera, partecipai ad un cocktail party alla Casa Bianca, sentendomi ancora narcotizzata per la seduta di programmazione instillatami da Bill Bennett, nel vicino Space Flight Centre di Goddard. Vestita «a comando», indossavo un aderente abito nero che presentava un drappeggio su un fianco, decorato con rubini ed un fermaglio con una rosa rossa fra i capelli. «Il Capo la desidera» disse la mia scorta del Servizio Segreto al maggiordomo, mentre mi lasciava all’ingresso. Le luci erano soffuse e l’atmosfera formale, sebbene il maggiordomo mi guidasse attraverso una folla di gente insolitamente numerosa. Mi lasciò il gomito indirizzandomi verso il Presidente Ronald Reagan. Man mano che passavo in mezzo alla moltitudine di gente, vidi dei visi famigliari legati all’“Ordine della Rosa”. Dall’altro lato della stanza Bill e Bob Bennett stavano ridendo insieme a Dick Cheney. L’allora governatore della Pennsylvania, Dick Thornburgh, stava conversando col Senatore Arlen Spector. In lontananza vidi George Bush parlare alla sua confidente delle Nazioni Unite, Madeleine Albright. Sapendo che potevo vederlo come se avessi gli occhi dietro alla testa, Bush mi fece impercettibilmente segno di unirmi a loro. «Conosci Madeline Albright» iniziò Bush. Utilizzando con abilità la terminologia tipica delle convinzioni cattoliche gesuite instillatemi in precedenza, egli proseguì: «Lei è la reverenda madre di tutte le sorelle (schiave). È così vicino a Dio che un suo ordine equivale a un Ordine da Lui». La Albright fece
un risolino, chiaramente impressionata dalla “sapiente” manipolazione di Bush della verbosità del programma. «Lei si erge nelle Nazioni Unite grazie a me, per realizzare il processo di pace nel Nuovo Mondo». L’Albright mi disse: «Ho sentito che sei un capolavoro». «Chi te l’ha detto?» domandò Bush. «Larry Flint, in seguito a un compito da lei realizzato in Giamaica», spiegò velocemente. Bush alzò la mano visibilmente disgustato dall’idea di fare sesso con qualcuno che presenta due cifre nella sua età. «Risparmiami», disse. «È il mio lavoro» affermò la Albright in modo pratico, sfoderando un sorriso d’orgoglio. Mi licenziò con condiscendenza: «Ci vediamo domani nella sede dell’OAS (Organizzazione degli Stati Americani). «Adesso, va a giocare». Nell’accorgersi che i suoi ordini non mi mettevano in grado di stabilire dove letteralmente andare, mi mandò indietro verso Reagan. Reagan indossava un vestito azzurro scuro e una cravatta in seta rossa. La sua rosa rossa all’occhiello mi innescò immediatamente un comportamento gesuita da schiava sessuale dell’Ordine della Rosa. «Salve gattina» disse Reagan alitandomi in viso il suo respiro impregnato di cognac, mentre si abbassava per baciarmi la mano. «Zio Ronnie…» dissi, rispondendo sessualmente come da condizionamento. Reagan si girò verso l’uomo che gli stava accanto e disse: «Brian, questo è un beneficio in più rispetto a quelli del Nuovo Ordine Mondiale di cui ti stavo parlando. Gattina questo è Brian Mulroney, Primo Ministro del Canada». Gli aspetti della mia esperienza infantile con l’ex Primo Ministro del Canada, Pierre Trudeau, mi suggerirono che Mulroney fosse gesuita, così come il modo in cui stavo operando. Anche lui stava indossando all’occhiello una rosa rossa che stava ad indicare il suo coinvolgimento e il suo impegno nell’Ordine della Rosa. «È un piacere conoscerla signore» dissi porgendogli la mano. «Il piacere è mio» rispose Mulroney mentre mi baciava la mano. «Prego chiamami Brian». «Sì, signore, Brian» risposi, e il mio cervello ancora turbinava a causa delle droghe create dalla NASA. Ridendo in modo soffocato e insistente Mulroney reiterò: «Non sono un signore». Reagan si intromise: «Lui è il Primo Ministro, il che significa che è più importante di ogni Signore. Brian è un mio amico». «Oh Brian» dissi quando finalmente compresi. «O’Brien è il cognome di suo padre» spiegò Reagan a Mulroney. «Lei è di origine irlandese e viene dal Michigan». Brian si rivolse verso di me: «Sono stato recentemente da quelle parti, in una delle mie preferite fughe sull’isola di Macinac». «L’isola di Macinac è stato il suo trampolino di lancio nel progetto» gli spiegò Reagan utilizzando i termini specifici di chi conosce bene il funzionamento del controllo mentale. Chiaramente Mulroney era a conoscenza della mia condizione di essere dalla mente controllata e mi guardò con sorriso lascivo, come se fossi una mercanzia. Reagan notò il suo interesse e contuinuò a comportarsi da magnaccia. «Ti ho vivamente raccomandato di condurla con te a fare un riposino. È un’eccellente giocattolo per te, da utilizzare in ogni posizione. Ed è sicura. La sua testa è sulle nuvole e in futuro non ti distinguerebbe dall’uomo della Luna. Più tardi ti darò le chiavi». Utilizzando abilmente i segnali e gli inneschi dell’Ordine della Rosa, Mulroney disse: «Dammi solo la chiave del suo cuore e sarà mia». «Sai come va il mondo» commentò Reagan. «Ho la massima competenza delle cose. È il Nuovo Ordine Mondiale» affermò Mulroney in modo pratico. Mentre un uomo della scorta mi condusse via, sentii Reagan dire a Mulroney: «Presto sarai al settimo cielo». Venni perquisita da una delle due guardie del corpo canadesi in uniforme e portata in una delle innumerevoli camere da letto della Casa Bianca. Quando aprii la porta vidi tre schiave bionde nude e adagiate sul letto e in mezzo a loro c’era la mia cara amica e schiava Arlen Spector. Turbata, la chiamai per nome: «Che ci fai qui?» le chiesi mentre ci abbracciavamo. «Mondo piccolo» disse, com’era solita quando ci trovavamo insieme nei vari luoghi della prostituzione e/o della pornografia. Questo termine universale veniva utilizzato spesso da coloro che venivano sottoposti alla programmazione mentale del tipo “Piccolo, Piccolo Mondo di Disney”. Abbracciai ancora la mia amica […]. «Accidenti ragazze è un mondo piccolo!» Mulroney entrò e camminò a grandi passi nella stanza, lanciando la sua giacca su una sedia e allentandosi la cravatta. «Lo guardiamo diventare sempre più piccolo, mentre saliamo sempre più in alto» si liberò delle scarpe, delle bretelle e dei pantaloni, continuando con le sue metafore ipnotiche. «Spiccando il volo attraverso il mare dello spazio nero. Quando il mondo diventerà sempre più e ancor più piccolo, allora affonderemo nel mare nero dello spazio». Nel togliersi i boxer annunciò: «Vi ho portate qui per uno scopo…» e continuò ad accedere alle nostre programmazioni sessuali. Adesso ho capito che non fu una coincidenza che la mia amica ed io fossimo state portate lì per soddisfare l’attrazione perversa di Brian Mulroney per gli schiavi dalla mente controllata. Programmate identicamente, quasi realtà speculari, noi operavamo all’unisono. Il suo delicato tatuaggio con la rosa rossa che la mia amica aveva sul polso sinistro, indicava il suo asservimento all’Ordine (del Nuovo Mondo)ìdella Rosa, del quale faceva parte Mulroney. La mia amica e sua figlia, a quel che si diceva, venivano spesso utilizzate al confine canadese, alle cascate del Niagara, per venire prostituite a Mulroney. L’abuso sessuale sulla sua bambina veniva utilizzato come trauma di base per mantenere il controllo della sua mente, come l’abuso di Kelly [la povera figlia di Cathy; ndA] traumatizzava me. Alle cascate del Niagara, Mulroney aveva già in precedenza avuto accesso alla programmazione sessuale mia e della mia amica, unitamente a quella delle nostre figlie, per soddisfare le sue perversioni, autorizzate come se fossero “una cosa normale”. Fui capace di collegare gli eventi e mi sentii enormemente sollevata dal fatto che le nostre figlie non furono costrette a partecipare a questa sua aggressione sessuale. «A missione finita», mi rivestii e mi accinsi ad andarmene. Mulroney mi puntò il dito contro e mi disse in modo criptico: «Ci vediamo in giro. Forse ti vedrò a Mackinac. Può essere da qualche parte nel tempo». Con tre frasi, Mulroney abilmente collegò i momenti della mia infanzia alle operazioni messicane in corso del NAFTA, e mi preparò al mio prossimo incontro con lui sull’isola di Mackinac. […] A quel tempo, non ero capace di riflettere su quella cosa, ma adesso so che tutti gli schiavi del Modello Presidenziale sembravano essere immuni dalle malattie sociali. Era un fatto noto, tra coloro ai quali venivo offerta sessualmente, che gli schiavi del sesso dalla mente controllata a livello governativo erano «puliti» al punto che nessuno dei miei abusatori prendeva precauzioni come indossare un preservativo. La moglie di Hall accarezzò il letto e mi ordinò di mostrare la mutilazione. Hillary (Clinton) esclamò: «Dio!» e immediatamente iniziò a fare sesso orale su di me. Chiaramente eccitata dall’intaglio nella mia vagina, Hillary si alzò in piedi e si liberò velocemente dei suoi collant e dei mutandoni matronali. Disinibita, nonostante una lunga giornata sotto il sole cocente, ansimò: «Mangiami, oh, Dio, mangiami adesso». Non ebbi scelta e dovetti eseguire gli ordini e la moglie di Bill Hall venne a unirsi a me nel mio disgustoso compito. Hillary aveva iniziato a esaminare la mia odiosa mutilazione e stava facendo del sesso orale su di me quando Bill Clinton entrò nella stanza. Hillary sollevò la testa per dirgli: «Com’è andata?». Clinton sembrava totalmente impassibile rispetto a ciò che stava accadendo. Gettò l
a giacca su una sedia: «È ufficiale. Sono esausto. Vado a dormire». Andremo a caccia Il 4 Dicembre 1986, ho compiuto 29 anni. Di solito, gli schiavi dalla mente controllata vengono scaricati, «scaraventati dal dal “Treno della Libertà”» a trent’anni; ne parlai con Houston, quando lui mi disse che i miei abusatori di governo avevano solo un anno di tempo per «consumarmi del tutto». Non ero consapevole dello scorrere del tempo e credevo di avere ancora 24 anni. Senza tener conto di ciò che credevo, in meno di un mese i miei abusatori fecero del loro meglio per “esaurirmi” fisicamente e psicologicamente. Mi trovavo a Washington, per uno dei miei viaggi che includeva l’essere prostituta al Presidente Reagan. Le gote dello “Zio Ronnie” erano rosse per l’eccitazione e per il cognac, quando mi disse: «A Natale mi prendo una vacanza di due settimane per andare in California». Reagan si interruppe per lanciarsi a cantare e a ballare in stile vecchia Hollywood «California arrivo…». Egli asserì che la Casa Bianca lo aveva sempre limitato ed apparve veramente eccitato riguardo a questo viaggio imminente. «Ogni anno non vedo l’ora di fare questo viaggio, perché rivedo dei vecchi amici. Oh, continuo a lavorare mentre sono lì, il lavoro del Presidente non si interrompe mai, ma almeno sono lì. È tempo che tu veda il luogo che chiamo casa». Così, parafrasando il Mago di Oz disse: «Non c’è un posto come casa. E tu capirai il perché. Ripeti con me: non c’è un posto come casa, non c’è un posto come casa». Poi mi dette delle istruzioni nel linguaggio criptico di Oz: «Batti i tacchi. Non c’è un posto come casa». Una luce bianco-azzurra sembrò esplodere nel mio cervello, come fossi stata colpita da una corrente elettrica a basso voltaggio. Reagan «stava preparando la cena» per un tentativo di imbambolamento della mente, da riattivare nel nostro prossimo incontro a Bel Air, in California. […] Houston rimase a Lake Shasta mentre Kelly ed io venimmo portate in elicottero a Mount Shasta per il nostro incontro con Bush e Cheney. […] Non appena arrivammo nel rifugio intimo di Bush e Cheney, notai la presenza di George Bush Jr. Sapevo che il figlio di Bush si teneva pronto a intervenire e gli copriva il culo ogni volta che Bush era inabilitato dalla droga o occorrevano delle coperture. Mi sembrò che George Bush Jr. fosse lì per entrambi gli scopi, mentre suo padre e Cheney volevano godersi la loro vacanza-lavoro. Pieni di droga, Cheney e Bush erano bramosi di cacciare le loro prede umane in un “Gioco estremamente pericoloso”. […] Come al solito venne messa in gioco la vita di Kelly […], mi si rigarono le gote quando Bush mi disse: «Se ti catturo, Kelly è mia. Pertanto corri, corri più veloce che puoi. Io prenderò te e anche la tua bambina, perché io posso, posso, posso. E lo farò». […] Mi rivestii e rimasi in attesa di istruzioni. Non avevo idea di dove fosse Kelly e nemmeno posso pensarlo adesso. Bush e Cheney indossavano ancora i loro abiti da caccia, quando iniziò la seduta di programmazione. Bush disse: «Tu ed io ci stiamo imbarcando in un “Gioco estremamente pericoloso” nei rapporti diplomatici. Questo è il mio gioco. Tu seguirai i miei ordini. Avrò il netto vantaggio di cacciarti col mio “Occhio nel cielo” (satellite). Guarderò ogni tua mossa. Finché giocherai il gioco secondo le mie regole e non farai errori, vivrai. Un errore e io ti prenderò, piccola mia e prenderò anche la tua bambina. Tu morirai e Kelly dovrà giocare con me. Lo preferirei. Poi sarà la sua volta del “Gioco estremamente pericoloso”. Le carte sono favorevoli a me perché è il mio gioco! Sei tu il gioco?». Non avevo scelta. Risposi com’ero stata condizionata: «Sì, signore! Io sono un gioco» […] Mentre Bush parlava, Cheney se ne stava mezzo seduto sull’ordinaria scrivania di foggia militare, sotto l’effetto degli stupefacenti. […] Bush guardò Cheney e scoppiò a ridere […], lui e Cheney ridevano fino alle lacrime. Visto che tutti e due erano supereccitati a causa della droga, non riuscirono a mantenere a lungo il sangue freddo per ultimare la mia programmazione. Il piccolo Bush Era sera tardi quando Bush e Cheney finirono di programmarmi con numerosi messaggi riguardanti l’immediata apertura di Juarez, il confine messicano di libero scambio (di droga e schiavi). Poi […] George Bush Jr. depositò alla porta la mia bambina chiaramente traumatizzata e taciturna. Riferendosi al “Gioco estremamente pericoloso” mi disse con un filo di voce e mestamente: «Sono stata catturata come te». […] L’arredamento della dimora rispecchiava il grossolano gusto western di Cheney. Come la sua casa fortino al Pentagono, la pelle era usata a profusione. La stanza principale era piccola, ma era sistemata in modo che, come in uno specchio, ogni cosa fosse doppiata nel lato opposto. […] C’era parecchia eroina, la droga preferita da Bush, e Cheney si unì a lui nel consumo. La gran varietà di droghe presenti che presumibilmente includeva oppio, cocaina e i “wafer del paese” delle meraviglie (MDMHA-XTC ossia ecstasy), stavano ad indicarmi che essi intendevano festeggiare la loro vacanza con abbandono. Avevo già visto in precedenza Cheney camminare con passo malfermo a causa dell’alcool, ma questa era la prima volta che lo vedevo consumare eroina e che l’offriva anche a me. Anche a Kelly vennero somministrati degli stupefacenti. Bush tentò di vendere a Cheney l’idea della pedofilia attraverso delle vivide descrizioni del fare sesso con Kelly. Cheney dimostrò a Bush il motivo per il quale non faceva sesso coi bambini, mostrando le sue parti intime a Kelly e dicendole: «Vieni qui». Alla vista del desueto grosso pene di Cheney, Kelly indietreggiò inorridita e gridò: «No!» ed entrambi si misero a ridere. Non appena Bush si alzò per condurre Kelly in camera da letto, chiese a Cheney di dargli il suo atomizzatore di cocaina liquida. Quando Cheney rimarcò quanto fosse benevolente a nebulizzarla prima di fare sesso, Bush replicò: «È un inferno, è per me». Descrisse il suo stato di eccitazione ricorrendo ai tipici termini volgari e spiegò che doveva spruzzare la cocaina sul suo pene per farlo stare più a lungo in erezione. Cheney disse: «Pensavo fosse per la bambina». Bush spiegò: «Metà del divertimento è farla contorcere». Prese Kelly per mano e la portò in camera da letto. Cheney mi disse che, giacché ero “responsabile” dell’aggressione perpetrata da Bush su Kelly, visto che mi ero fatta catturare nel “Gioco più pericoloso per eccellenza”, sarei “bruciata” (all’inferno). Mi bruciò la parte interna della coscia con un attizzatoio da caminetto e minacciò di gettare Kelly nel fuoco. Descrisse minuziosamente cosa avrebbe fatto per traumatizzarmi ancora di più. Mentre mi brutalizzava sessualmente, sentii i piagnucolii di Kelly provenienti dalla camera da letto. Quando gli urli aumentarono, Cheney mise della musica classica per soffocare le grida d’aiuto. Alle quattro del mattino, come stabilito da Bush Jr., il pilota dell’elicottero ritornò a recuperare Kelly e me. […] L’aggressione a Kelly da parte di Bush fu un’esperienza distruttiva per la mia mente e devastò fisicamente Kelly. Lei doveva essere urgentemente vista da un medico e non poteva essere trasportata. Houston minacciò di fermare il camper nella zona del parco Yosemite e di gettarmi in un precipizio, se non mi fossi calmata. […] Timoroso di perdere entrambi i suoi “redditizi prodotti”, Houston mi permise di telefonare al medico di Kelly e di iniziare a somministrarle le medicine. Quanto a me, si predispose ad aiutarmi affinché io potessi rimettere assieme le varie fasi che mi permettessero di portare a termine il mio obiettivo primario del viaggio in California: quello, appunto, di incontrare il Presidente messicano Miguel de la Madrid e definire il progetto di apertura del confine di Juarez. Gli Ordini del Nuovo Mondo Non c’era
“del tempo da perdere” per riportarmi a un livello operativo. Sapevo che avevo del lavoro da fare. Sebbene sapessi che mi sarei “esaurita” al mio trentesimo compleanno, non pensavo che Bush e Cheney volessero accelerare il processo così rapidamente. Ovviamente fu la loro incompetenza, causata dall’abuso di stupefacenti e dalla successiva violenza perpetrata su Kelly in mia presenza, che distrusse parte della mia programmazione basata sul mio istinto materno. Nonostante le loro “scuse”, Houston ci condusse a San Francisco, in California, dove, al Tempio di Set (Satana), il fondatore, il Tenente Colonnello dell’esercito Aquino, avrebbe fatto delle “riparazioni” d’urgenza. Non venni condotta in ospedale o in un centro di salute mentale, ma in un laboratorio del Presidio per la ricerca e lo sviluppo mentale sui riservisti statunitensi. Ci sono molti impianti del genere, sparsi in tutto il Paese nelle aree militari recintate, della CIA e della NASA, dove la conoscenza governativa ultra-avanzata viene messa alla prova, sviluppata e modificata. Coloro che ho incontrato che hanno abilmente imparato la meccanica scientifica del cervello insieme ai dettagli della mente, utilizzano la loro raggiunta conoscenza segreta per manipolare e/o controllare gli altri. […] Byrd mi ha spiegato che i «poteri del Nuovo Ordine Mondiale vengono rafforzati» passando alla comunità della salute mentale, attraverso il loro gruppo di pressione, l’Associazione Psichiatrica Americana (APA), solo parziali e/o deliberate informazioni sbagliate sulle modalità di cura inerenti i gravi disordini dissociativi causati dal controllo mentale! I perpetratori credevano che la conoscenza nascosta e la proliferazione di deliberate informazioni sbagliate permettesse loro di tenere sotto controllo i loro segreti e di conseguenza l’umanità. Se nessuno potrà o vorrà reagire alle informazioni contenute in questo libro, potrebbero aver ragione. […] Bush Jr. non mostrava nessun interesse sessuale nei miei confronti. Come suo padre, mostrava solo dell’interesse sessuale nei confronti di Kelly, che era stata con lui per la maggior parte di quella giornata. Quando stava per andarsene, mi dette un colpetto sotto il mento e mi disse in modo criptico: «Stanotte avrai un Ballo». LaSorda, la cui dieta ultra rapida non aveva funzionato, disse: «A proposito di palle, le mie possono ricevere un po’ di attenzione?». Si abbassò la cerniera dei pantaloni. Danté mi disse: «Dobbiamo andare a vestirci. Abbiamo tre minuti». Tre minuti era un ordine di innesco per me, il tempo per eseguire il sesso orale. Mi misi in ginocchio sul pavimento e gli spinsi in su la sua enorme pancia e lo sostenni appoggiandovi la mia testa, mentre palpavo il suo pene come mi era stato ordinato di fare. Non appena Bush Jr. e Nolan Ryan uscirono, entrarono i due alani di Danté. Ero già stata costretta a partecipare ad un film sulla bestialità insieme a questi due cani addestrati e dovetti respingere il loro assalto, mentre gratificavo sessualmente LaSorda prima di essere pronta per il “Ballo”. tratto da Tranceformation of America, di Cathy O’Brien e Mark Phillips http://www.trance-formation.comcathy-obrien_mark-phillips

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