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the beauthy..and tenderless..of human eros..love ( +18)   Leave a comment


la bellezza..e la..tenerezza..dell’amore..erotico..umano...

 

love vintage

 

 

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Satana e demòni   Leave a comment


“L’unica persona nei vangeli a cui Gesù si rivolge con questo appellativo tremendo, “diavolo”, è Simone Pietro. È l’unico. Gesù non si rivolge con questo termine a nessuna altra persona.

Perché lo chiama diavolo? Perché è tentatore, perché vuole portare Gesù sulla linea del potere, del successo e Gesù lo ha rifiutato. Allora Gesù si volta e dice: Pietro vattene. Ma Gesù non rompe mai con le persone, Gesù è sempre fedele. Mette le cose in chiaro, ma è sempre fedele, non rompe con questo discepolo. “Pietro, vattene, dietro di me”: «Sei tu che devi seguire me e non io che devo seguire te». Ricordiamo l’azione di Pietro che ha afferrato Gesù, che lo ha preso. Il ruolo del diavolo, lungo tutto il vangelo di Matteo, verrà realizzato e incarnato sia dai nemici di Gesù, quali i Farisei e gli Scribi, ma soprattutto – ed è la parte più tremenda – all’interno della comunità, ci saranno alcuni che avranno questa funzione del diavolo. E Simon Pietro è il diavolo tentatore di Gesù.

Chi è il satana? Il satana è un funzionario della corte divina – Israele è stata per alcuni secoli sotto il dominio persiano ed in Persia il re aveva un suo funzionario, che si chiamava “l’occhio del re”. Cosa faceva questo funzionario? Girava per le regioni e guardava il comportamento dei governatori: se uno si comportava bene lo segnalava al re per farlo promuovere, premiarlo; se uno si comportava male lo segnalava al re per castigarlo, eventualmente anche con la morte. Allora nel mondo ebraico Dio è rappresentato con una corte e c’è il satana che è l’occhio del re. E’ un funzionario della corte divina e non un nemico di Dio come diventerà poi, il cui compito è questo.

Il satana che normalmente sta in cielo con Dio ogni tanto fa una incursione sulla terra e se vede una persona che si comporta molto male torna subito da Dio e gli dice: guarda quella persona si comporta male, la possiamo punire? La possiamo ammazzare? E a volte Dio lo permetteva.Quindi il satana era la spia di Dio per scoprire i peccatori e punirli.

Perché Gesù dice: “.. il satana l’ ho visto cadere dal cielo e non ci può più tornare”? Perché? Gesù ha presentato una immagine di Dio che non è quello della religione, un Dio che premia e un Dio che castiga, ma un Dio che ama tutti quanti. Allora il satana ha un bel da dire: guarda che quella donna si è comportata male! E che m’importa, io continua ad amarla, dice Dio. Ma guarda che ha commesso un peccato! Allora io l’amo ancora di più ed il povero satana si trova in cassa integrazione. Fa la spia a Dio, ma a Dio non interessa perché dà il suo amore a tutti quanti indipendentemente dalla loro condotta e dal loro comportamento: il ruolo del satana come accusatore degli uomini è finito.

Gesù non manda via satana da nessuna persona, manda via invece i demòni da non confondere con il satana. La favola, tra l’altro una favola cretina, di Lucifero, non è presente nella Bibbia. Essa contiene indubbiamente anche dei riferimenti mitologici ma ha sempre un fondo di serietà.

La favola di Lucifero e non riesco a capire come si possa credere ad una sciocchezza del genere, la conoscete, dal catechismo, ahimé, ai miei tempi l’angelo bellissimo che voleva essere come Dio e Dio, permaloso, che gli dice: pussa via e lo fa diventare un diavolo tremendo e castigandolo con un castigo più grande del danno, perché il danno era l’ambizione di questo angelo che voleva essere come Dio e Dio l’ha trasformato in un diavolo che da quel momento porta alla dannazione gran parte del genere umano. Fatte le debite proporzioni, dagli una sberla, disintegralo invece di trasformarlo in un diavolo che non farà altro che sottrarre i tuoi figli alla salvezza e li porterà con lui nella dannazione eterna. Bisogna essere cretini per credere ad una favola così idiota! Eh, si, la religione ci ha resi cretini!

Abbiamo creduto a tante di quelle cose e chissà a quante altre ancora crediamo, che sono contrarie al buon senso, perché, lo vedete bene, è una favola che nulla ha a vedere con la scrittura nella quale non c’è nessun signor Lucifero.Lucifero, tra l’altro, nei primi secoli della Chiesa, prima che venisse fuori questa balla, era un nome bellissimo. C’è un vescovo, quello di Cagliari, che è anche stato fatto santo, che si chiamava Lucifero perché Lucifero significa portatore di luce, un nome molto bello. Nella Bibbia quindi non c’è la leggenda di questo Lucifero: sono racconti extra biblici che sono serviti, sono stati utilizzati perché non si sapeva spiegare l’origine del male. Ecco allora che si voluto scaricare tutte le colpe su questo Lucifero o su questo angelo diventato diavolo.

Per completare la risposta, sempre nei Vangeli, attenzione a distinguere le due realtà che sono nettamente distinte dagli Evangelisti: una è quella di satana, l’altra è quella dei demoni.

Siamo tutti quanti, compreso il sottoscritto, talmente ignoranti della Sacra Scrittura che facciamo confusione con i termini. Io lo vedo quando c’è un bel bambino e c’è sempre qualcuno che gli fa i complimenti e gli dice: che bello, sembra un cherubino. Se la madre sapesse chi erano i cherubini, gli darebbe immediatamente uno schiaffo. I cherubini erano dei mostri, tanto per dare un’idea, la sfinge era un cherubino, erano animali con il volto umano. Erano dei mostri posti all’ingresso dei templi, che dovevano servire come spauracchio per impedire agli spiriti del male di entrare. Questo sono i cherubini, ma noi invece nella nostra ignoranza ne abbiamo fatto degli esseri bellissimi come, sempre nella nostra ignoranza, per noi dire satana e dire demonio è la stessa cosa.

Satana e diavolo sono la stessa cosa, perché satana in ebraico viene tradotto in greco con diavolo. Per noi invece dire satana, diavolo, demonio è dire la stessa cosa: nei Vangeli invece no, nei vangeli c’è differenza. Un conto è satana o il diavolo, un conto sono i demoni. Ora qui non ho la possibilità di fare una trattazione completa di demonologia: Gesù però libera le persone, mai dal satana, ma sempre dai demòni, perché mai il satana o il diavolo occupano le persone. Nei Vangeli, nei racconti di esorcismo Gesù caccia i demòni dalle persone: mai Gesù caccia il diavolo. Questo nei tre sinottici, in Giovanni, questa tematica è assente.

Gesù libera le persone dai demòni. Cos’erano i demòni e come nascono i demòni? La Bibbia è scritta in ebraico: circa 150 anni prima di Gesù venne avvertita la necessità di tradurla in greco perché l’ebraico, all’estero, fuori di Israele, la gente non lo conosceva e la lingua più parlata era il greco e quindi traducono la Bibbia dall’ebraico al greco (la cosiddetta traduzione dei LXX). In questa traduzione, in una società più evoluta, i traduttori hanno incontrato dei personaggi che appartengono al mondo mitologico di una volta e allora ogni qualvolta incontravano questi personaggi del mondo mitologico, sistematicamente li traducevano con il nome di demòni. Credevano ad esempio alla esistenza delle sirene: le sirene che cosa erano, non quelle del mondo medioevale che per un errore di traduzione divennero le donne con il corpo di pesce; la sirena è un animale con il volto di donna ma con il corpo di un volatile, di un uccello. Oppure le arpie: credevano anche nell’esistenza dei centauri, questi uomini molto belli con il corpo di una capra, di un asino di un cavallo: ebbene, nella Bibbia, ci sono ci sono questi elementi.

I traduttori, in una città più evoluta non credevano più nell’esistenza delle sirene o dei centauri, ogni volta che si sono imbattuti in questi personaggi li hanno tradotti con il nome di demòni. All’epoca di Gesù tutto quello che non si riusciva a spiegare e impediva all’uomo di essere pienamente libero veniva qualificato con il nome di demònio. Ad esempio provate ad immaginare, 2000 anni fa, che cosa poteva essere una insolazione! Noi oggi lo sappiamo cos’è, ma allora si credeva che l’insolazione fosse un demònio, di nome Merìb, ogni demonio aveva la sua specialità, che operava fra mezzogiorno e le tre del pomeriggio, quando più picchia il sole. L’ubriachezza era un altro demònio. Oggi noi chiamiamo un sintomo, uno stato purtroppo abbastanza diffuso, con il termine depressione: figuriamoci se al tempo di Gesù sapevano cos’era la depressione!

Quando Saul, e lo si può capire chiaramente dal referto medico che ci dà l’autore biblico, cade in depressione dice: il Signore gli mandò uno spirito maligno che lo tormentasse e lui era triste e si risollevava soltanto quando Davide gli suonava la cetra. Quindi la depressione, l’insolazione, l’ubriachezza, l’esaurimento nervoso, tutti quei fenomeni che non si riusciva a spiegare e che impedivano all’uomo di essere pieno venivano chiamati con il nome di demòni.

Allora la potenza della parola di Gesù libera l’uomo da tutto quello che gli impedisce di essere pieno; l’uomo perciò è posseduto dai demoni, non da satana.”

Il presente testo non è riveduto e corretto da Alberto Maggi – frate dell’Ordine dei  Servi di Maria

http://solidando.altervista.org/254-2/#comment-26

Satana

http://www.itajos.com/SATANA.htm

Per troppo tempo bugie e disinformazione hanno circondato Satana. Molti di noi lo hanno visto, gli hanno parlato, e sono anche stati toccati da lui sul piano astrale. Praticamente tutti quelli che lo conoscono sono d’accordo sul suo aspetto. Le religioni “della via della mano destra” per troppo tempo hanno scritto un libro in cui essi credono lui appaia allo stesso modo di come loro credono che siano i Demoni, ma queste non sono altro che bugie blasfeme. Satana non è rosso con le corna e la coda, né sembra un mostro di Halloween. Non ha occhi rossi fiammeggianti, né ali scure. Queste immagini sono un insulto, lo denigrano e sono blasfeme. [Esistono comunque alcuni ordini inferiori di Demoni che sono protettori e messaggeri, e che servono i Demoni di livello superiore]. Qui ci sono alcune immagini di come Satana è apparso a coloro che lo hanno visto. Contrariamente al Satanismo che viene etichettato come “oscurità”, Satana appare con una lunga veste bianca esattamente come nelle immagini mostrate qui. Molti di noi lo vedono spesso, ed hanno una rapporto molto stretto con lui. E’ bellissimo. La sua apparizione è praticamente identica alle figure, tranne per il fatto che raramente appare con le ali.

Una pagina informativa con testo ed immagini..a mio parere..il Luciferismo..è una spiritualità .critica..all’insegnamento ed alla Dogmatica della chiesa cristiana;prende vita  a motivo dell’insegnamento sbagliato della Dottrina.Diventa Luciferista (luciferino) chi non conosce veramente Cristo ed il suo vero..profondo insegnamento;

per questo motivo..consiglio di leggere il Vangelo di Tommaso

Gesù..parlo’ di satana..nel suo vangelo..

disse..di vederlo ..cadere..dal cielo..come  folgore..

Vedere Satana cadere dal cielo come folgore

C’è un altro passaggio che a volte viene associato con la caduta diavolo dal cielo. Lo troviamo in Luca 10:18 quando Gesù disse: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore.”

Luca 10:17-19 Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». 18 Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.

I settanta discepoli tornano da una missione di predicazione coronata di successo. Con gioia riferiscono che anche i demoni sono sottomessi a loro nel nome del Signore: i malati erano guariti, i ciechi ricuperavano la vista, gli zoppi camminavano ed i demoni erano scacciati. Il contesto non dice nulla su una caduta del diavolo prima di Adamo ed Eva.
Nei versetti precedenti si parla di Capernaum che, dalla sua posizione elevata, sarebbe abbassato fino all’inferno: il significato è chiaramente quello di un abbassamento di posizione, non un abbassamento fisico.

Luca 10:13-15 «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da tempo si sarebbero ravvedute, prendendo il cilicio e sedendo nella cenere. 14 Perciò, nel giorno del giudizio, la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. 15 E tu, Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino all’Ades.
Gesù dice dunque aver visto il potere di satana rapidamente schiacciato, come un fulmine che cade dal cielo. I demoni sono stati scacciati e quindi il nemico, l’avversario, satana è stato ridotto a una posizione di sottomissione, sotto i piedi, invece di essere in una posizione di arroganza e di controllo. Questo è successo quando i suoi discepoli hanno scacciato i demoni! Gesù non ovviamente non stava parlando di qualcosa che sarebbe successo prima di Adamo.

Inoltre Gesù non dice: “Ho visto (una volta)”, ma dice: “Vedevo (ogni volta),” il che significa che i demoni cadevano sotto i piedi ogni volta che i discepoli li scacciavano.
Attualmente il nemico è sempre in cielo, in una posizione di arroganza e di controllo, e alcuni passaggi lo dimostrano:

Efesini 6:12 il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.

Efesini 2:2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli.

Questi spiriti malvagi nei luoghi celesti agiscono oggi ancora sulla terra, in coloro che si ribellano alla volontà di Dio. Essi ritornano nei cieli, in modo da poter continuare ad agire, non appena l’uomo lo permette con le sue cattive azioni.

E’ chiaro che il principe della potenza dell’aria e gli spiriti cattivi non sono nello stesso cielo che Dio. Giovanni parla di essere salito in quello che definisce come il terzo cielo.
E’ dunque al corpo di Cristo di continuare il lavoro è iniziato su Gesù e dai Suoi discepoli sulla terra, con fede e perseveranza. Tutto è stato compiuto spiritualmente in cielo in seguito alla croce, ma sta a noi a chiedere, “Padre nostro, che la tua volontà sia fatta sulla terra come è fatta in cielo”.

Per me..il significato..più profondo..di questa affermazione..stà..in un alttro motivo. Gesù..è venuto ad insegnare..il cuore compassionevole..del Padre. Tutta la sua predicazione..fù centrata..sul concetto..che Dio..vuole da noi..midsericordia..e compassione..per le persone..che incontriamo..durante..la nostra vita.

Non vuole offerte di espiazione..dei peccati..ma chiede..di essere..disponibili..a perdonare..i torti..che gli altri commettono..nei nostri confronti.

Il cuore di Dio..è il cuore di un padre; non gli interessa.che ci prodighiamo..nel lodarlo..

con le parole..o con le elemosine ai poveri..sulla strada.

loghion vangelo di Tommaso 

6.) I suoi discepoli lo interrogarono e gli dissero: – Vuoi tu che noi digiuniamo? E come dobbiamo pregare e fare l’elemosina? E quale dieta dobbiamo seguire?¹ – Gesù rispose: – Non dite menzogne²; non fate ciò che voi stessi odiate³. Perché tutte queste cose sono manifeste davanti al Cielo4.

15.) Gesù disse loro: – Se voi digiunerete, commetterete colpa verso voi stessi; se pregherete, sarete posti sotto giudizio; se farete l’elemosina, farete danno al vostro spirito¹. Se andrete in qualche terra e vi aggirerete per la contrada, se vi riceveranno, mangiate ciò che vi metteranno davanti, e coloro che sono malati fra di loro, guariteli². Poiché, non ciò che entra nella vostra bocca vi contaminerà, ma ciò che esce dalla vostra bocca: questo vi contaminerà³.
1) Come al § 6 è qui dichiarata l’inutilità del digiuno (che è un danno per il corpo), della preghiera (richiesta di aiuto dall’esterno), dell’elemosina (accomodante compromesso alla legge dell’uguaglianza). Cfr. Col. II 20-23.
2) In contrapposto alle precedenti, qui sono presentate due pratiche di vera caritas: la fratellanza nell’agàpe e la guarigione dei malati. Cfr. Lc X 8-9 (Mc. VI 13; Mt. X 8) e, parzialmente, 1Cor. X 27.
3) Mc. VII 15; Mt. XV 11.

 

24.) Maria (Maddalena) domandò a Gesù: – A chi sono simili i tuoi discepoli? – Egli rispose: – Sono simili a fanciulli i quali si sono introdotti in un campo che non è il loro. Quando verranno i proprietari del campo, diranno loro: «Lasciateci il nostro campo!» Ed essi alla loro presenza si spogliano dei loro vestiti, per lasciar loro e restituire il campo¹.
1) Il campo che non appartiene ai discepoli di Gesù, ormai sulla via della «perfezione», è questo mondo, il mondo della materia, che essi dovranno lasciare, spogli di ogni impurità. Anche in 2Cor. V 3 Paolo usa l’immagine dei corpi che si spogliano per lasciare «la tenda in cui abitiamo su questa terra».

7.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.
1) Mc. X 13-15; Mt. XIX 13-15; Lc. XVIII 13-17 e Mc. IX 35-37; Mt. XVIII 1-4; Lc. IX 46-48. Per il diverso concetto dei «bambini» confronta sopra la nota 1 al § 4.
2) Per capire questa prima parte del logion, che sviluppa il concetto di «perfezione» come unità degli opposti, occorre tener presente la dottrina gnostica emanazionistica. Dio, punto di origine e vertice di tutte le cose, si esprime attraverso «manifestazioni» (ipostasi) che sono formate a coppie (sizigie), ciascuna di un elemento maschile e di un elemento femminile, padre e madre della sizigia seguente. Dalle prime quattro coppie, spirituali, discendono, sempre a coppie, gli Eoni inferiori (decade e dodecade) fino a Psyche-Hule (Anima e Materia) che compongono l’Uomo terrestre. Ogni essere è quindi composto di elementi contrari, a coppie (alto e basso, esterno e interno, maschile e femminile) e la sua perfezione sarà solo nell’annullamento, o meglio nella fusione, di essi. Nell’affermazione «che il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina» è da riconoscere il concetto sublime del superamento dei problemi sessuali, lo stesso concetto che è espresso nel «neque nubent neque nubentur» di Mc. XII 25; Mt. XXII 30; Lc. XX 35. Nessun riferimento, invece, a Mc. X 6-8; Mt. XIX 5-6; ed Eph. V 31: «l’uomo… si unirà a sua moglie e i due diverranno una stessa carne» e nemmeno a Gal. III 28: «non c’è… né schiavo libero, né maschio né femmina, ecc.», che allude alla parità di tutti i fedeli di fronte a Dio.
3) È l’esemplificazione del riassorbimento della realtà fenomenica in Dio, secondo la dottrina platonica (cfr. sopra nota 2 del § 2 e nota 1 del § 3): quando al posto di ogni occhio, mano, piede corporeo vi sarà un occhio, una mano e un piede, pure «immagine» ideale, si sarà tornati nell’iperuranio, congiunti con la divinità, nella cui mente tutte queste apparenze hanno la loro vera realtà. Più grossolanamente 1Cor. XV 38, 40, 44 parla di corpo «spirituale» e «corpo terrestre», accettando la creazione in senso biblico.

L’asserzione di Gesù..su Satana..che cade dal cielo..come folgore..

significa..,a mio parere…una verità..più profonda..

la Parola..cioè..Dio incarnato..in un corpo..umano..per parlare  direttamente agli uomini..senza intermediari..

insegna..che dio..è un Essere..compassionevole..

che non tiene conto..degli sbagli..e della condotta dell’uomo..

chiede all’uomo..di vivere..e di giudicare..con la medesima..compassione verso gli altri.

Il perchè..è presto detto: ” egli..è un padre..non gli interessa essere lodato..dai figli..gli interessa invece..che i figli..vadano d’accordo..tra di loro.

 

Pubblicato 5 luglio 2016 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, catene religiose, chiesa, compassion, compassione, conoscenza di se stessi, creazione, cuore di dio.., Demoni, Dio, dogmatismo, dogmi, dottrina, Ebraismo, educazione, esegesi, fratellanza, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, God Father, God Mother, Gospel, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, liberazione culturale, Maria Maddalena, messianesimo, miserere, misericordia, mistificazione, Nag Hammadi, Natura, Pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, peccatori, pensatori, perdono, principio femminile, principio maschile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, pubblicani, regno di dio, riflessioni, Satana, sensibilità, sensibilità naturale, Signore tu mi scruti..e mi conosci, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, theology, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, Universe, Universo, uomo, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità

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Illuminazione Appassionata..(il tantra)   Leave a comment


 

 

ILLUMINAZIONE APPASSIONATA

Miranda Shaw, Casa editrice Venexia, Roma, 2010

illuminazione

Il tantra, sia nella variante indù sia in quella buddhista, è un sentiero religioso attraverso il quale uomini e donne possono accedere insieme alla dimensione spirituale ed all’illuminazione attraverso una serie di espressioni d’intimità ritualizzate che trasformano la passione fisica in estasi divina.

Il buddhismo tantrico si distingue da altre tradizioni buddhiste perché è l’unico a considerare il corpo e le esperienze sensoriali come un mezzo per attingere alla Fonte originaria della conoscenza e del potere spirituale.

Entrando in un tempio del Ladakh, terra del buddhismo tantrico, rimaniamo colpiti dalle spettacolari rappresentazioni delle donne-dee nell’atto di cavalcare una tigre o di danzare sull’acqua con i loro corpi sinuosi che fluttuano nell’aria, le chiome al vento… donne dagli sguardi persi nell’infinito, che spiccano il volo avvinghiate ai loro partner maschili, i volti risplendenti di passione ed estasi mentre si librano negli spazi sconfinati dei paesaggi surreali del buddhismo tantrico… e ci sembra quasi di sentire il ciondolio dei loro strani ornamenti d’osso quando, irate, combattono contro l’ego: quando appaiono in forma pacifica le dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici;

interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle   “devadasi indiane”  dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”.

 

Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo.

Lo scopo principale del libro è restituire alle…  yogini… la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio egocentrismo.

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici: interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle devadasi indiane dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”. Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

 

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo. Lo scopo principale del libro è restituire alle yogini la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini: donne coraggiose, libere, di grande spessore e potere spirituale che guidano i maschi verso l’illuminazione.

La visione indiana che emerge da questi scritti e biografie femminili non conferma le interpretazioni svalutanti nei confronti delle yogini tantriche dei più accreditati testi occidentali, ma esprime, al contrario, grande rispetto e venerazione profonda della potenza spirituale-magica intrinseca alla condizione di Donna.

Le descrizioni delle donne del buddhismo tantrico come corrotte o depravate, prostitute etc… , sottolinea la Shaw, descrizioni dal colorito tipicamente androcentrico, tradiscono un residuo di indignazione vittoriana non solo nei confronti dell’attività sessuale delle donne al di fuori del matrimonio, ma anche verso la venerazione ed esaltazione religiosa della Donna in quanto tale. La reverenza religiosa verso le donne che caratterizza il tantrismo è così in contrasto con i valori ed i precetti tramandatici dalle nostre religioni tradizionali, sostiene la Shaw, da costituire uno dei più grandi ostacoli all’accettazione e comprensione della filosofia tantrica.

Nel contesto tradizionale del buddhismo monastico i partecipanti vengono incoraggiati al potenziamento dell’intelletto ed alla dialettica filosofica a scapito delle dinamiche corporee, delle sensazioni ed emozioni. La filosofia tantrica sottolinea invece che la mente da sola non è sufficiente ad aprire le porte della conoscenza; vengono enfatizzate, al contrario, soprattutto la soggettività e le componenti relazionali e sensoriali che animano i rituali: l’interdipendenza della dissoluzione e dell’apoteosi dei due partner così come la passione ed il piacere come fonti primarie di conoscenza e di potere spirituale – una sorta di reazione complementare e correttiva all’unilateralità monastica.

I testi tantrici espongono, passo dopo passo, un programma buddhista di decostruzione del sé contemporaneamente alla decostruzione dell’altro, seguito dalla ricreazione di una nuova identità soggettiva integrata: l’unione di un Buddha ed una Buddha. Solo seguendo la nostra passione fino alla sua origine, riusciamo a contattare, secondo la filosofia tantrica, il nostro nucleo interiore di beatitudine, la fonte originaria del Piacere che in quanto tale non ha alcuna causa immediata, ma appartiene alla natura stessa della psiche, alla sua “divina essenza primordiale”. E’ la beatitudine sensoriale, il “piacere umano”, l’elemento catalizzatore di questo percorso, il moto dinamico che conduce i partner yogici a varcare la soglia del regno terreno verso le sfere trascendenti dell’esistenza. L’esperienza erotica contiene già al suo interno il seme di questa consapevolezza illuminata: il piacere estremo, l’abbattimento delle barriere dell’ego, l’oblio di sé che culminano nell’estasi e nella consumazione del pensiero concettuale nel fuoco della passione.

Nel suo aspetto di fusione di forma e contenuto l’unione tantrica sfugge a qualsiasi descrizione in termini puramente fisici e diviene il tipico esempio dell’esperienza spirituale di “dissoluzione nella luce pura”, quello stato di non-dualità in cui il soggetto e l’oggetto si dissolvono e si fondono: saggezza e compassione, beatitudine e vacuità, insieme al congiungimento fisico degli organi sessuali femminili e maschili ed a numerosi altri elementi fisico-spirituali che vengono integrati sulla via verso l’illuminazione.

La stessa anatomia interna dell’organo sessuale femminile, per esempio, è percepita come un mandala, al centro del quale troneggia un palazzo tempestato di pietre preziose, la Dimora di un Buddha.

Esso non ha dimensioni fisse, perché si tratta di un “luogo incommensurabile” sul piano mistico dell’esperienza.

Michel Foucault contrappone all’oggettivazione e alla manipolazione occidentale della sessualità (che definisce scientia sexualis ) quella che lui definisce l’ars erotica dell’Oriente (il tantra ne è un esempio), una sessualità vissuta ed esplorata per se stessa, per il piacere che conduce alla fonte interiore di Vita ed alla trascendenza.

Il buddhismo tantrico non propone un modello relazionale di sfruttamento, ma di complementarietà e reciprocità e rimanda ad una variante delle relazione umane che arriva persino a trascendere il dualismo di genere.

Tutto ciò appare quantomeno insolito agli occhi di un lettore occidentale il quale parte dal presupposto che le relazioni in generale e quelle tra i sessi in particolare, implichino sempre una qualche forma di potere o di rivendicazione egoica.

I filosofi tantrici ci raccontano che al momento del concepimento una scintilla di beatitudine si unisce con una goccia dei fluidi generativi femminili e maschili, formando una scintilla di Piacere che è il nucleo del nuovo essere.

 

Nell’intera genesi di un essere umano è presente quindi un elemento di piacere metafisico: il Sé interiore o l’Essenza.

 

Questa beatitudine che è presente nel momento del concepimento di un essere umano rimane lì, nel suo recesso più intimo, nel suo cuore per sempre, come un ponte che gli indica la via del ritorno, un ponte che può riportarlo indietro alla Prima e Ultima realtà.

 Virginia Salles

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L’UNIONE SESSUALE SACRA

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Molte persone mi chiedono spesso come usare il sesso nella pratica spirituale. 
L’unione di due corpi muove energie particolari perché si forma una polarità maschile/femminile che, come un circuito, attiva delle grandi potenzialità. Ovviamente più se ne diventa consapevoli meglio si può utilizzare l’intero processo. 
Non mi metterò ora a fare un trattato tantrico, ma darò alcune indicazioni per iniziare a vivere l’incontro sessuale non come un semplice atto animale, ma come un mezzo utile alla pratica verso la libertà.

La polarità maschile/femminile che si attiva nell’unione sessuale può liberare quella bellissima e potente energia che si trova alla base della spina dorsale e che, se fatta salire fino alla cima del capo, porta il risveglio dei centri energetici assopiti. 
Non solo; è possibile entrare in stati di coscienza espansi che portano oltre alla piccola percezione del proprio ego, e possono manifestarsi grandi intuizioni di consapevolezza che aprono porte sulla libertà del Sé. 

Solitamente l’incontro con l’altro avviene esclusivamente a livello del primo chakra e non ci si sposta da lì. È più che altro uno scarico di tensione, uno sfogo che fa sentire il corpo al massimo un po’ più rilassato. Quante persone, soprattutto donne, mi parlano di quella triste sensazione che rimane “dopo”! A qualcuno comunque può continuare ad andare bene così, ma altri sicuramente sentiranno il bisogno di conoscere e utilizzare tutte le potenzialità dell’unione maschile/femminile.
Ovviamente è anche importante con chi ci si incontra poiché lo stato di coscienza del compagno/a viene unito al nostro e ne è estremamente influenzato.

L’atteggiamento interiore dovrebbe essere quello dell’apertura totale del cuore nei confronti dell’altro. Non si può incontrare il partner se si hanno resistenze, rancori o chiusure di qualche tipo; l’energia sacra così non scorre. È necessario essere disposti ad aprirsi totalmente in un abbraccio profondo nel quale abbandonarsi fino in fondo, mantenendo quel tenero sguardo assolutamente non giudicante, che permette di svegliare sempre più la consapevolezza di Sé. 

Anche tutti i tabù sociali sul sesso e un’educazione particolarmente rigida su tal punto, inibiscono quel lasciarsi andare necessario al libero scorrere delle energie. Le persone mi raccontano spesso quanto il far l’amore sia per esse il contrario stesso dell’apertura, rendendolo più un gioco di potere e di attaccamento che un’unione vera. Questo accade a causa dei conflitti irrisolti e delle dinamiche negative con l’altro.
Il proprio compagno/a diventa spesso la persona con la quale ci si chiude di più perché è proprio quella dalla quale ci si sente più feriti.

Chi comprende che il miglior modo per difendersi è invece proprio l’apertura del cuore, riesce pian piano ad avere veramente quella cura del rapporto che permette di risolvere i problemi.
La paura dell’aprire totalmente il proprio cuore all’altro è una delle cause principali della grande sofferenza generata nelle relazioni affettive.

È necessario capire che un cuore amorevole e aperto è un cuore sempre vittorioso, anche di fronte al dolore del tradimento, anche in caso l’altro si riveli non corrispondere alle proprie aspettative. 

È il cuore aperto che rende appagati e permette di fluire con la vita; nessun partner sarà mai in grado di renderci liberi e felici.

L’errore più grande è infatti quello di credere che il proprio compagno/a possa sostituirsi a Dio e saziare ogni nostro bisogno d’amore.

Se il nostro cuore è chiuso, non scorrerà in noi né l’amore né la felicità, nemmeno se il nostro partner fosse Gesù Cristo!

Per entrare nella sacralità del sesso occorre, innanzi tutto, essere disposti ad aprirsi totalmente all’altro, a tutti i livelli, senza inibizioni e senza paura di doversi difendere con la chiusura del cuore. 

Cercando di essere sempre più naturali e spontanei, quindi si può permettere all’apertura del cuore di chiamare il sacro fuoco che richiede poi tutto il nostro ascolto e tutta la nostra accoglienza per riuscire a procedere nel suo percorso.

Il secondo passo è riconoscere il divino che c’è nell’altro e far l’amore proprio con il suo aspetto illuminato e risvegliato. A tal fine immaginate il corpo del vostro partner completamente di luce, come un vero Dio.

Di fronte a voi avete la manifestazione della piena potenzialità illuminata del vostro compagno/a e quella abbracciate abbandonandovi totalmente.

 
Non vi devono interessare i difetti e le mancanze dell’altro ora, altrimenti è con l’energia di questi che vi unirete.

Richiamando la vera natura divina dell’altro, sarà con questa che farete l’amore e questa avrà il potere di formare quel circuito sacro che serve per innalzare le energie che altrimenti rimarrebbero a livello basso. 
Naturalmente anche voi dovete immaginarvi e sentirvi luminosi e risvegliati nel vostro aspetto divino! 

Per realizzare l’unione sacra è necessario che non abbiate paura di fondervi con l’altro fino a sparire.

È una resa dell’ego al divino di entrambi che è di fatto Uno: una sola Presenza d’Amore.

 
Devono venir coinvolti in seguito tutti i punti energetici, proprio partendo da quello sessuale, quindi il fuoco sacro dev’essere liberato – grazie al corretto atteggiamento interiore – da quel punto, per poi salire lungo gli altri chakra.

Vi sono ovviamente delle tecniche che aiutano a realizzare questo risveglio dell’energia, ma affinché siano efficaci occorre allenarsi prima a sviluppare gli atteggiamenti interiori sopra descritti.

 

La tecnica, senza lo stato di coscienza appropriato, può anche essere pericolosa e creare scompensi anziché aiutare. Ecco perché è così importante dedicare un lungo periodo di tempo a sviluppare e allenare insieme al partner l’apertura del cuore senza paura, l’abbandono presente e totale a livelli sempre più profondi, il riconoscimento del proprio aspetto divino e di quello dell’altro, la resa totale a quella divina Tenera Presenza che chiama gli amanti a Sé, proprio perché sono stati capaci di aprire gli stretti e miseri confini dell’Io fino a divenire Uno.

  (Carlotta Brucco)

http://www.nonsoloanima.tv/carlottabrucco/index.php?entry=entry120423-122814

 

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Pubblicato 13 giugno 2016 da sorriso47 in amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, beauty, beauty of Universe, bellezza, catene religiose, conoscenza, conoscenza di se stessi, corpo umano, corporeità umana, creazione, donna, earth, educazione, educazione sessuale, eros, erotismo, essere, estasi, etica sessuale, female sex, femmina, fratellanza, God Father, God Mother, Illuminazione..appassionata la spiritualità..del..Tantra.., l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, maschio, massaggio tantrico, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, messianesimo, Natura, nude, nudismo, orgasmo, orgasmo prolungato, Pace, passion, passione, pensatori, Peru, piacere, principio femminile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, salute, Salute e benessere, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, soul and body, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, teologia, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, truth, Tutto è Uno, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, Verità, vita, yoni, yony

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American Lies (Bugie americane) on Saddam Husseim   Leave a comment


nayirah

Caricato il 15/giu/2010

Nayirah al-Ṣabaḥ (Arabic: نيره الصباح‎), called “Nurse Nayirah” in the media, was a fifteen-year-old Kuwaiti girl, who alleged that she had witnessed the murder of infant children by Iraqi soldiers in Kuwait, in verbal testimony to the U.S. Congress, in the run up to the 1991 Gulf War. Her testimony, which was regarded as credible at the time, has since come to be regarded as wartime propaganda. The public relations firm Hill & Knowlton, which was in the employ of Citizens for a Free Kuwait, had arranged the testimony. Nayirah’s testimony was widely publicized. Hill & Knowlton, which had filmed the hearing, sent out a video news release to Medialink, a firm which served about 700 television stations in the United States. That night, portions of the testimony aired on ABC’s Nightline and NBC Nightly News reaching an estimated audience between 35 and 53 million Americans. Seven senators cited Nayirah’s testimony in their speeches backing the use of force. President George Bush repeated the story at least ten times in the following weeks. (Wikipedia)
Adam B. Ellick

Full video at c-span video website.
HUMAN RIGHTS VIOLATIONS IN KUWAIT, Oct. 10, 1990
The Congressional Human Rights Caucus conducted a hearing to investigate alleged Iraqi human rights violations in occupied Kuwait. Cases of rape, execution, imprisonment and the destruction of hospitals in Kuwait were heard by the committee.

As the story has been often reported on I simply use the summary from wikipedia:

“Fifteen-year-old “Nayirah” (Nijirah al-Sabah, daughter of Saud bin Nasir Al-Sabah Kuwait ambassador to US) testified before the United States Congress in October 1990 that she was a refugee volunteering in the maternity ward of Al Adan hospital in Kuwait City, and that during the occupation by Iraq she had witnessed Iraqi soldiers dumping Kuwaiti infants out of their incubators “on(to) the cold floor to die,” and then leaving with the machines.

The testimony came at a crucial time for the Bush administration, which was pressing for military action to eject Iraq from Kuwait. Nayirah’s story was widely reported by the media and Bush referred to the story six times in the next five weeks. The story was an influence in tipping both the public and Congress towards a war with Iraq: six Congressmen would say Nayirah’s testimony was enough for them to support military action against Iraq and seven Senators referenced the testimony in debate. The Senate supported the military actions in a 52-47 vote.

In reality, Citizens for a Free Kuwait, organized by the exiled Kuwaiti government, had hired Hill & Knowlton to gain support for the US counterstrike. Hill & Knowlton was paid $14 million by the US government for its help in promoting the Gulf War. It was not revealed until later that the girl was actually the daughter of the Kuwaiti ambassador to the United States. Frieda Construe-Nag and Myra Ancog Cooke, two maternity nurses in that ward, later said that they had never seen Nayirah there and that the baby-dumping had never happened.”

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