Archivio per la categoria ‘Uncategorized

Il Tempio di Gerusalemme..(Futuro..prossimo !!!)   Leave a comment


 

 

Israele ha fretta: presto il Tempio

In Questa ..Nefasta,,Apoteosi..Futura Prossima..vi è anche lo Zampino delle Lobbies Massoniche americane.. (andate a questo articolo…

Massoneria… the darnel grows with the wheat (la zizzania cresce con il grano..(Vangeli)..ma  aspettiamo la Fine.. 

(PREMESSA ..)

(12 Ottobre 2009)

L’Azerbaijian si trova a ridosso dell’Iran, con cui condivide una frontiera: ottima posizione per i progetti aggressivi israeliani. Difatti in Azerbaijian ha aperto una filiale la Elbit Systems, la più importante delle imprese elettroniche della difesa giudaica. La Elbit si occupa di sviluppo, fabbricazione e integrazione di «sistemi centralizzati di reti di comando, controllo, comunicazioni (C4ISR)». Insomma, guerra elettronica, spionaggio tecnologico SIGINT, e soprattutto teleguida di aerei e di elicotteri senza pilota.

Che l’Azerbaijian, un Paese arretrato di 8 milioni di abitanti (il 94% musulmani, e i due terzi sciiti) abbia bisogno di simili sofisticati armamenti, è alquanto dubbio. Ma il presidente azero a vita Ilham Alyer, a parte le mazzette miliardarie che implicano certi affari, ha una disputa con l’Iran su un giacimenti petrolifero del Caspio. E il ministro israeliano Lieberman, ebreo-russo, è stato lesto ad approfittarne.

Il 6 maggio scorso Lieberman aveva incontrato il «presidente» Aliyer a Praga, e insieme hanno organizzato una visita ufficiale del presidente sionista Shimon Peres: visita avvenuta nonostante la massiccia opposizione della popolazione. I rapporti diventano sempre più cordiali. Già oggi l’Azerbaijian fornisce ad Israele il 20% delle sue importazioni petrolifere e prodotti derivati, per 3,5 miliardi di  dollari, e si parla di forniture di gas naturale liquefatti attraverso la Turchia fino al porto di Haifa. In cambio, l’Azerbaijian ha cominciato a comprare dal settembre 2008 armamenti, munizioni, mortai, sistemi radio da Israele. Evidentemente, il «presidente» ritiene che oggi la sua forza armata abbia bisogno di droni e reti elettroniche integrate per lo spionaggio.

Anche il Turkmenistan – data la sua lunga frontiera con l’Iran – è oggetto delle cordiali attenzioni israeliane. Per la prima volta, in questo Paese Israele ha aperto un’ambasciata: la capitale, Ashgabat, sorge a 30 chilometri dal confine iraniano. L’ambasciatore scelto da Avigdor Lieberman è una comprovata spia del Mossad: Reuven Dinal, che nel ‘96 Mosca ha espulso per spionaggio. Sicuramente l’ambasciata si dedicherà agli «ascolti» all’interno del territorio iraniano, e all’allevamento dei gruppi etnici anti-regime, minoranze locali frontaliere che hanno bisogno di soldi ed armi per le loro operazioni di agitazione e terrorismo.

Il più famoso di questi gruppi è «Jundullah», alias Movimento dei popoli resistenti dell’Iran, che due settimane prima delle elezioni presidenziali (29 maggio) ha fatto saltare con esplosivi  la moschea di Zahedan in Iran, causando 25 morti e oltre un centinaio di feriti. Recentemente Jundullah, ben guidato, ha stretto un’alleanza con i Mujaheddin-e-Khalk (Mujaheddin del Popolo), i cui capi abitanto in Francia sotto la protezione di Sarko. La setta è nella lista delle organizzazioni terroristiche della Unione Europea, come in quella della CIA (che però al bisogno ha usato i MeK per i suoi scopi); o meglio lo era, perchè dalla lista europea l’ha fatta cancellare il ministro degli Esteri di Sarko, il noto Bernard Kouchner.

L’intensa amicizia franco-israeliana ha avuto recentemente una conferma in più: il generale Gaby Askenazi, capo dello Stato Maggiore israeliano, ai primi di settembre ha compiuto un viaggio-lampo in Francia, prima in Normandia per incontrare l’ammiraglio Michael Mullen, capo di Stato Maggiore di tutte le forze USA, e poi a Parigi in un abboccamento con il generale Jean-Louis Georgelin, capo di Stato Maggiore francese. La visita è stata clandestina – se n’è avuto notizia solo a cose fatte – perchè Askenazi è accusato dei crimini di guerra e delle atrocità commesse a Gaza dal Rapporto Goldstone, e dunque è passibile (in teoria) di arresto internazionale. Evidentemente, Sarko gli ha dato garanzie quanto al territorio francese. Ma di cosa hanno parlato, gli amiconi?

Ufficiosamente,il criminale di guerra e l’ammiragio Mullen si sono intrattenuti su «Iran, Siria, Hezbollah» e sulle grandi manovre Juniper Cobra 05, che le truppe israeliane e quelle americane stanno per tenere insieme in Israele. Ma non è credibile che due amiconi che si telefonano ogni settimana abbiano bisogno d’incontrarsi per dirsi le solite cose. I due – anzi i tre, perchè il generale Georgelin comanda oggi anche i Caschi Blu europei (UNIFIL) di stanza nel Libano meridionale per sorvegliare Hezbollah – hanno discusso sugli effetti e le ricadute politico-militari di un eventuale attacco aereo israeliano contro l’Iran. Si è parlato di come neutralizzare la reazione di Hezbollah, considerato un fantoccio iraniano, e della Siria, che effettivamente ha un trattato di mutua difesa con Teheran: l’attacco alle installazioni in Persia dovrà accompagnarsi ad operazioni belliche contro il Libano e la Siria.

Forse non è una semplice coincidenza se il 6 ottobre il re Abdullah, dell’Arabia Saudita, s’è recato in visita in Siria con l’ostentato proposito di «migliorare le relazioni con Damasco», con cui i sauditi sono ai ferri corti da anni. E’ una visita senza precedenti, compiuta da un monarca ultra-ottantenne a cui si attribuisce una forte ostilità verso l’Iran sciita (gli israeliani, subito smentiti, hanno sparso la voce che in caso di attacco all’Iran, i sauditi consentirebbero il sorvolo dei loro caccia-bombardieri).

Secondo alcuni, il re saudita è andato a cercare di convincere Assad di staccarsi dall’alleanza con l’Iran. Secondo la diplomazia di Damasco, «una migliore comprensione tra Siria e i capi sauditi può costituire un più ampio schieramento arabo a sostegno degli sforzi di pace di Obama»; dato che «c’è una tendenza in Occidente ad approcciare l’Iran in modo più pacifico» e meno «belligerante», e questo «corrisponde alla sensibilità dell’Arabia Saudita ed ha reso possibile la visita».

Insomma il contrario delle voci messe in circolo dalla propaganda israeliana.

Intanto, Ankara ha rifiutato di partecipare all’esercitazione aero-navale congiunta NATO «Anatolian Eagle» (con la partecipazione di USA, Italia e Turchia) perchè vi avrebbe preso parte anche Israele: gli aerei che Israele avrebbe mandato in Turchia per la manovra sono gli stessi che hanno massacrato la gente di Gaza, è stata la esplicita motivazione. L’esercitazione ha dovuto essere cancellata, con gran dispetto del Pentagono che fa finta di non capire il messaggio.

L’immagine di Israele è parecchio compromessa.

Un miliardario ebreo-americano, Chaim Saban, ha offerto al governo del Qatar di comprare Al-Jazeera, la più autorevole rete araba, onde far passare al pubblico arabo messaggi più simpatici per lo Stato sionista.

Saban, lui stesso un tycoon televisivo, ha offerto 5 miliardi di dollari.

Ma quel che accade a Gerusalemme è ancor più indicativo.

(CI SIAMO…) 

(12 Ottobre 2009)

Da settimane, la polizia israeliana vieta l’accesso degli arabi alla spianata delle moschee il luogo più sacro dopo la Mecca.

Sono in corso scontri, arresti arbitrari, taciuti ovviamente dai nostri media.

Carri armati israeliani sono penetrati nella striscia di Gaza a protezione di bulldozer corazzati che distruggono i campi: sono avvenute sparatorie.

In tutto questo, Netanyahu ha espresso l’intenzione di visitare il sito cosiddetto «archeologico»,

ossia i tunnel che gli israeliani hanno scavato sotto la spianata delle Moschee per cercarvi l’introvabile rudere del Tempio ebraico,

e ne è stato dissuaso a fatica, a quanto pare da pressioni occidentali:

questo tipo di «visite» somigliano troppo a quella che Sharon compì, con 2 mila israeliani armati, sulla Spianata, e provocò l’intifada.

«Netanyahu vuole provocare un’altra esplosione, un’altra intifada, per aver la scusa di rigettare i negoziati coi palestinesi»,

ha detto Muhammad Dahlan, membro del comitato centrale di Fatah.

L’accelerazione nella creazione di sempre nuovi insediamenti su terreni che, in caso di negoziati,

dovrebbero essere lasciati all’autorità palestinese, è ovviamente una conferma di queste intenzioni.

Il re Abdullah di Giordania, molto allarmato, ha avvertito Washington

che la politica degli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est

minaccia le buone relazioni tra Giordania e Israele;

e il suo ambasciatore ha elevato una protesta ufficiale presso il governo israeliano

per un nuovo insediamento su terreni appartenenti al villaggio arabo di Walaja,

che è praticamente a Gerusalemme Est.

I disordini – di cui i nostri media tacciono così tenacemente – sono cominciati, secondo i palestinesi,

quando gruppi di cosiddetti coloni ebraici hanno tentato di «dissacrare al-Aqsa sotto la protezione delle forze di sicurezza israeliane», che sono arrivate con decine di veicoli militari armati attorno al sito;

la popolazione musulmana, allertata dall’autorità religiosa (Wakf),

s’è radunata per difendere il suo luogo sacro;

ci sono stati scontri.

Poi il divieto per i musulmani di pregare ad Al-Aqsa.

E’ consentito invece l’accesso ai turisti, e agli israeliani che vogliono «pregare».

Questo tipo di azioni sta accelerando, come si accelerano gli insediamenti nuovi;

come direbbe l’Apocalisse (12: 12), «sanno di avere poco tempo».

Occupare tutta la terra è del resto la esplicita mira dei «coloni»: è YHVH che glielo ordina.

Quasi tutti i coloni sono americani della setta Habad, ossia Lubavitcher; uno dei loro rabbini, Manis Friedman,

ha recentemente sancito:

«Il solo modo di combattere una guerra morale è il modo ebraico:

distruggi i loro luoghi sacri, uccidi uomini, donne, bambini e il loro bestiame».

I musulmani, temono dunque per le loro moschee di Gerusalemme:

adesso il divieto d’entrata, domani la distruzione.

Ben conoscono le intenzioni del rabbino Shlomo Goren, colonnello di Tsahal,

che ogni anno raduna centinaia di suoi fedeli che provano a penetrare nella spianata delle moschee

e porre la prima pietra del Tempio futuro, che coronerà le aspirazioni degli ebrei.

La reazione della polizia israeliana diventa ogni anno più debole (1).

I musulmani di Palestina sentono che questo tempo – il tempo ultimo, in cui la moschea di Al Aqsa sarà distrutta – si avvicina.

Qualche mese fa lo sceicco Hamed Al Beitawi, uno dei più autorevoli teologi,

ha avvertito gli estremisti ebraici che l’attacco ad Al Aqsa sarà considerato da tutto l’Islam

come l’attacco alle sacre moschee di Mecca e Medina.

«Al Aqsa non è una questione da prendere alla leggera.

E’ l’anima della nostra esistenza in questa terra, l’anima dell’Islam in questa regione.

Ogni attentato contro il luogo sacro scatenerà un incendio che finirà solo con la distruzione e l’estinzione d’Israele».

Non è una minaccia, è – dal punto di vista islamico – qualcosa di più:

una promessa contenuta nella Sura XVII, nominata «al-Isra», parola che allude insieme ad Israele e al viaggio notturno di Maometto, che nel 621 (così vuole la credenza) fu portato in volo dall’arcangelo Gabriele dalla moschea sacra (della Mecca) alla «moschea ultima»: appunto Al-Aqsa, che significa «la più lontana» o anche «l’estrema».

Fatto singolare, la Sura XVII unisce la rievocazione di quel volo notturno ad un duro monito verso i Bani Israel, i figli d’Israele.

Il primo versetto esordisce:

«Gloria a Colui che trasse il suo servo in un viaggio notturno dalla moschea sacra alla moschea ultima (Aqsa), della quale abbiamo reso sacro il recinto».

Il versetto 4 dice: «Nel Libro avevano avvertito i figli d’Israele: ‘Per due volte seminerete il caos sulla terra, per due volte vi eleverete con grandissima superbia».

4. «Quando si compì il tempo della prima delle due predizioni, contro di voi sollevammo dei servi nostri, spaventosamente forti, che penetrarono violentemente negli abitacoli segreti delle vostre case; e questa nostra predizione fu compiuta».

6. «Vi abbiamo concesso la rivincita su di loro, abbiamo fatto aumentare i vostri beni e i vostri figli, di voi abbiamo fatto un popolo numeroso».

7. «Se voi operate il bene, lo fate a vostro vantaggio; se fate il male, (agite) contro di voi. Quando giunse il termine per il compimento della seconda predizione, (abbiamo consentito ai vostri nemici) di sfigurarvi la faccia (forse: di umiliarvi, ndr) e penetrare nella moschea (nel Tempio) come avevano già fatto altra volta per distruggere ogni cosa di cui si erano impadroniti».

8. «Forse il Signore vi userà misericordia. Ritornerete al male? Torneremo pure noi».

Seguono vari insegnamenti e precetti per ben agire.

Ma il versetto 104 torna sull’argomento, con una profezia inquietante:

«Poi dicemmo ai Bani Israel: ‘Riempite la terra, abitatela.

E quando giungerà l’ultima promessa, vi faremo venire a schiere compatte».

I due castighi già avveratisi possono essere la distruzione del Tempio compiuta dai babilonesi nel 586 avanti Cristo,

e quella compiuta dalle legioni di Tito nel 70 dopo Cristo.

Ma il versetto 104 sembra alludere ad un terzo castigo, ad una «ultima promessa»,

lontana come la lontana-ultima moschea Al Aqsa,

il cui segno premonitore sarà quando sarà avvenuto il ritorno degli ebrei in Palestina «a schiere compatte».

Così leggono i musulmani questa sura misteriosa. E ritengono che i tempi del compimento siano vicini.

————————————————————————————————
1) Questo Shlomo Goren, l’ho conosciuto personalmente anni fa. Mi spiegò che effettivamente, il Tempio dovrà essere ricostruito, è un obbligo religioso. Mi raccontò di aver avuto questa illuminazione quando, giovane ufficiale del suo commando di parà, nella guerra dei Sei Giorni (1967) occupò per qualche giorno la spianata delle moschee. Allora, Shlomo Goren subì una specie di «sindrome di Gerusalemme» talmudica: con la mente offuscata e il cuore gonfio, capì che lo scopo della sua vita era distruggere le moschee di quel luogo sacro, per ricominciare i sacrifici nel luogo dove era sorto il Tempio ebraico. La cosa è molto nota in Israele. E’ citata esplicitamente in un libro dello storico Avi Shlaim, «The Iron Wall – Israel and the Arab world», che descrive quel momento fatale come gliel’ha raccontato il rabbino  colonnello: «Provammo un’atmosfera di esultanza spirituale. I parà gironzolavano come inebetiti. Narkis (l’ufficiale comandante del gruppo armato) stava lì in piedi, chiuso nei suoi pensieri, quando Gore gli si avvicinò e gli disse: ‘Uzi, questo è il momento di piazzare un cento chili di esplosivo nella moschea di Omar e liberarci della sua presenza per sempre’. L’altro rispose: «Sta’ zitto». Goren replicò: «Uzi, con questo gesto entrerai nei libri di storia’. Narkis rispose: ‘Ho già il mio nome nelle pagine della storia di  Gerusalemme’. Gore si allontanò senza dire più una parola».

Preoccupiamoci..di ISRAELE..altro che dell’IRAN..!!!!! (All’attenzione di Fiamma Nirenstein)   Leave a comment


(All’attenzione di Fiamma Nirenstein)

     

In Israele ripetuti suicidi di psichiatri che curavano massime cariche governative ..

Appena una settimana dopo il suicidio dello psichiatra di Benjamin Netanyahu (dr. Moshe Yatom ndr), disperato per non essere riuscito a sviluppare una cura efficace per il primo ministro, Israele è stata scossa da un secondo caso con la morte del collega: Yigal Peleg, 61 anni.

Peleg, che era stato assunto dal ministro della Difesa Ehud Barak per la sua “security-dipendenza”, è stato trovato morto lunedì sera nella sua casa di Tel Aviv per un’overdose di valium. Una lettera lasciata da Peleg spiega che il fallimento di Yatom ha provocato una diffusa disperazione nella comunità psichiatrica d’Israele, e si teme che un rimedio terapeutico al “bipensiero” sia molto più remoto di quanto non si fosse previsto.

La “security-dipendenza”, spesso caratterizzata dal sostenere idee totalmente opposte a quelle espresse in precedenza, è ora ritenuta quasi incurabile.

La perdita per depressione clinica di due analisti tanto illustri in così breve tempo ha lasciato Israele nel timore di un’ondata di “psichiatricidi”. Molti funzionari di governo sono attualmente sotto analisi, e praticamente tutti manifestano la stessa tendenza al bipensiero che ha spinto Yatom e Peleg a farla finita. Se le attuali cure si dimostreranno inefficaci, si correrà il rischio di un suicidio di massa.

“I profani non si rendono conto dello stress che comporta curare le psicosi ideologicamente indotte” spiega il dott. Rafael Eilam, autore del best-seller Follia sionista sul lettino: la pericolosa ricerca di una cura (Sanity Books, 2010).

“Prendete la ‘security-dipendenza’: un cliente affetto da questa malattia non riesce a percepire che dominio e sicurezza non sono la stessa cosa. Dominare qualcun altro vuol dire garantire la propria sicurezza, poiché il dominato cerca istintivamente di sfuggire al dominio con ogni mezzo.” Data la quasi totale inconsapevolezza degli affetti da “security-dipendenza” riguardo alla loro stessa aggressività, gli psichiatri che li tengono in cura spesso provano il forte impulso a colpire il proprio cranio con un qualsiasi oggetto contundente. Questo tende a ridurre la qualità delle loro successive ricerche.

Problemi simili sono affrontati dagli psicoanalisti che si trovano di fronte a casi di disordini da iper-violenza, che pare stiano dilagando tra i leader israeliani. I pazienti afflitti da questa terribile malattia non sono abbastanza maturi da comprendere i propri bisogni, men che meno quelli degli altri, e distruggono tutto ciò che trovano nelle loro vicinanze, come un bambino permaloso che fracassa i suoi stessi giocattoli. La malattia ha una prognosi povera, dal momento che chi ne è affetto solitamente non ne è consapevole all’inizio di ogni attacco. Secondo Eilam gli attacchi selvaggi degli ultimi anni contro il Libano e Gaza, che hanno contribuito a portare Israele all’attuale stato di emarginazione internazionale, potrebbero essere attribuiti a questo tipo di tendenze.

In uno sviluppo piuttosto sorprendente, gli psichiatri di tutto il mondo si stanno ora raggruppando a sostegno dei loro colleghi israeliani in lotta, e hanno così formato il movimento Free Israel. Come prima azione importante hanno in programma d’inviare una flotilla a Tel Aviv carica di aiuti umanitari per gli psicoanalisti israeliani e i loro pazienti di alto profilo, ovvero tonnellate di anti-depressivi per i primi e tranquillanti per elefanti per i secondi.

Gli organizzatori della flotilla ammettono che si tratta solo di palliativi, ma sostengono che in particolare i tranquillanti per pachidermi sono notoriamente efficaci – perlomeno in maniera moderata – nel calmare i sintomi della Sindrome Infantile da Onnidistruttività Neurologica (SION), tra cui il più grave è quello di un impulso cronico a rubare, truffare, torturare e uccidere tutti quelli che, secondo il giudizio della vittima – che è per definizione infallibile – impediscono il progresso verso la creazione del paradiso sionista.

by Michael K. Smith, autore di “Ritratti di un impero” e della “Pazzia di re Giorgio”, e lavora per Common courage press.

Può essere contattato all’indirizzo proheresy@yahoo.com Fonte della traduzione qui. Fonte originale qui.

Traduco le note dell’articolo relativo al suicidio precedente, quello del dr. Moshe Yatom

Moshe Yatom, un prominente psichiatra che aveva curato con successo le forme più estreme di malattia mentale e che è stato trovato morto nella sua casa di Tel Aviv il 7 giugno 2010, causa – pare – una ferita da arma da fuoco autoindotta. Una nota lasciata dallo psichiatra dice che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, suo paziente da 9 anni: “mi ha succhiato via tutta la vita”.

“Non ce la faccio più”, ha lasciato scritto.

“La rapina è riscatto, l’apartheid è libertà, gli attivisti di pace sono terroristi, l’omicidio è autodifesa, la pirateria è legalità, i Palestinesi sono Giordani, l’annessione è liberazione, non c’è fine a queste contraddizioni. Freud aveva promesso che la razionalità avrebbe regnato sulle passioni istintuali, ma non aveva conosciuto Bibi Netanyahu, che direbbe che Gandhi inventò il tirapugni di ferro”.

Agli psichiatri suona famigliare che l’essere umano abbia la tendenza a massaggiare la verità per evitare di confrontarsi con del materiale che emotivamente agita, ma Yatom pare sia stato sbalordito da ciò che definì “una cascata di menzogne” che sgorgava dal suo illustre paziente.

Yatom diventò sempre più depresso nel vedere la mancanza di progresso nel far si che il Primo Ministro riconoscesse la realtà ed anche soffrì di infarti, mentre cercava di afferrare il pensiero del Primo Ministro che in un suo diario aveva caratterizzato come “un buco nero di auto-contraddizioni”. Il primo infarto avvenne quando Netanyahu disse la sua opinione sugli attacchi del 9/11° Washington e New York, ossia “che erano bene”. Il secondo avvenne dopo una sessione il cui il paziente insisteva sul fatto che l’Iran e la Germania nazista erano identici. E il terzo quando il Primo Ministro affermò che il programma di energia nucleare dell’Iran era “una camera a gas volante” e che tutti gli Ebrei ovunque “vivevano permanentemente ad Auschwitz.

Gli sforzi di Yatom per calmare l’isteria di Netanyahu avevano un altissimo tributo emozionale e di routine finivano in un fallimento. “L’alibi con lui è sempre lo stesso”, lamentava in un altro diario.

“Gli Ebrei sono sull’orlo dell’annientamento nelle mani dei goyim razzisti ed il solo modo di portare a casa la pelle era quello di un massacro finale”.

Pare che Yatom stesse trasformando il suo diario in un libro sul caso Netanyahu. Molti capitoli di un manoscritto incompleto, intitolato “Psicotico con gli steroidi” sono stati trovati nel suo studio.

Un paragrafo dell’8 marzo:

“Bibi arrivò alle 3 per la sua sessione pomeridiana. Alle 4 si rifiutò di andarsene ed affermò che la mia casa era in realtà la sua. Quindi mi chiuse a chiave nel seminterrato per tutta la notte mentre si intratteneva copiosamente con i suoi amici al piano di sopra. Quando cercai di scappare, mi chiamò terrorista e mi mise in catene. Lo pregai di avere pietà, ma disse che non poteva garantirla a qualcuno che non esisteva affatto”.

by Michael K. Smith

Dovremo affronare il 2012..in che spirito?..senza panico..   Leave a comment


carlos-barrios

Agli inizi dell’autunno 2002, Carlos Barrios ha viaggiato diretto a nord dalla sua casa in Guatemala sino all’estremo bordo orientale dei Four Corners. A Santa Fe, in New Mexico, in corrispondenza del fondo della dorsale delle Montagne Rocciose, Barrios ha parlato in modo divulgativo della tradizione e dei leggendari calendari dei Maya. Di questi tempi i calendari riscuotono un forte interesse da parte di migliaia di persone, in quanto evidenziano la data spartiacque del 21 dicembre 2012; si dice che da allora in poi tutto cambierà.Maya viene diffusamente considerata una chiave mistica per l’anima dell’lsola della Tartaruga (America Settentrionale). In discorsi pubblici ed interviste private Barrios, sia come antropologo sia come iniziato, ha esposto il suo resoconto, basato sulla sua interpretazione della storia e del futuro delle Americhe e del mondo in generale; egli ha inoltre parlato del percorso che intravede da qui al solstizio d’inverno del 2012.Maya del Guatemala, le loro piramidi ed il loro calendario non sono perdurati in una Shambala new-age di amore e luce, bensì in un milieu di tradimenti, percosse, torture, stupri ed omicidi di massa.
Decenni oscuri
Maya.
Quando infine negli anni ’90 la guerra è diminuita di intensità, la Truth Commission delle Nazioni Unite condusse un’indagine della durata di 18 mesi, che rilevò estese violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo guatemalteco con la complicità di quello statunitense. Il rapporto delle Nazioni Unite affermava che atti di violenza “attiva, razzista ed estremamente crudele” sono arrivati al livello di genocidio indirizzato contro le popolazioni indigene
Maya del paese.
Anche se negli ultimi otto anni il Guatemala ha goduto di un’apparente pace, si tratta comunque di una pace disturbata, poiché la guerra continua ad avere sulla gente un impatto residuo. Le violazioni dei diritti umani accadono ancora con regolarilà e persino gli osservatori internazionali impegnati a controllarle sono stati minacciati.Maya; Barrios è avviluppato in questa spirale di dubbio. Critica altri e viene criticato egli stesso.
Il mondo non finirà
Carlos Barrios è nato in una famiglia spagnola su El Altiplano, la regione montuosa del Guatemala, precisamente a Huehuetenango, territorio di insediamento della tribù
Maya Mam. I Mam, come altri Maya ed altri custodi della tradizione indigena, preservano parte dell’antico retaggio dell’Isola della Tartaruga; essi sono i custodi del tempo, esperti degli straordinari, antichi, eleganti e notevoli calendari.Maya, sacerdote officiante e guida spirituale del clan dell’Aquila.Maya; studiò con molti maestri e dice che, per ampliare l’ambito delle loro conoscenze, Gerardo intervistò più di 600 anziani Maya. Barrios ha affermato:”Gli antropologi visitano i templi, leggono steli ed iscrizioni e confezionano storie sui Maya, tuttavia non interpretano i segni in modo corretto, lavorano solo di immaginazione… Altri scrivono delle profezie nel nome dei Maya; dicono che il mondo finirà nel dicembre del 2012. Gli anziani Maya sono furibondi per questo; il mondo non finirà, sarà trasformato. Sono gli indigeni – non altri – a possedere i calendari ed a sapere come interpretarli correttamente”.
I Calendari
La comprensione del tempo, delle stagioni e dei cicli da parte dei
Maya si è dimostrata ampia e sofisticata. I Maya interpretano 17 calendari diversi, alcuni dei quali calcolano con precisione il tempo per un periodo di oltre 10 milioni di anni. Il calendario che dal 1987 ha stabilmente riscosso l’attenzione globale si chiama Tzolk’in o Cholq’ij; esso, concepito moltissimo tempo fa e basato sul ciclo delle Pleiadi, è tuttora ritenuto sacro.
Così ebbe inizio una nuova era – che avevano anticipato tramite i loro calendari. I Maya denominarono questa nuova era i Nove Bolomtikus, o Nove Inferni, di 52 anni ciascuno; man mano che i nove cicli trascorrevano, ai nativi furono sottratte la terra e la libertà, mentre malattie e angherie presero il sopravvento. Quanto ebbe inizio con l’arrivo di Cortez si protrasse sino al 16 agosto 1987 – data che molti ricordano come la Convergenza Armonica; milioni di persone approfittarono di tale data per tenere cerimonie in luoghi sacri, pregando per una dolce transizione alla nuova era, il Mondo del Quinto Sole.Sole, ma non siamo ancora nel Mondo del Quinto Sole: questo è il periodo di mezzo, quello della transizione.Maya. Barrios ha osservato: “Cambierà, tutto cambierà.”Maya considerano la data del 21 dicembre 2012 come una rinascita, l’inizio del Mondo del Quinto Sole. Sarà l’avvio di una nuova era, derivante e contraddistinta dal meridiano solare che intersecherà l’equatore galattico e dalla Terra che si allineerà con il centro della galassia.2012 – per la prima volta dopo 26.000 anni – il Sole nascente coinciderà con l’intersezione della Via Lattea e del piano dell’eclittica; questa intersezione cosmica viene considerata l’espressione del Sacro Albero, l’Albero della Vita – un albero presente in tutte le tradizioni spirituali del mondo. Alcuni osservatori sostengono che nel 2012 questo allineamento con il centro della galassia aprirà un canale che farà fluire energia cosmica attraverso la Terra, purificando il pianeta e tutti i suoi abitanti, portando tutto ad un più elevato livello di vibrazione.
Barrios ha detto che questo processo ha già avuto inizio, ed ha aggiunto: “Il cambiamento è in fase di accelerazione, e continuerà ad accelerare.” Se la popolazione terrestre, dice Barrios, riuscirà ad arrivare al
2012 in buona forma, senza aver distrutto troppo la Terra, saliremo ad un nuovo livello superiore ma, per giungervi, dovremo trasformare forze potentissime che cercano di bloccarci la strada.
Un quadro di ciò che ci aspettaMaya, Barrios ci ha presentato un quadro del punto in cui ci troviamo e di quello che potremmo trovare lungo il percorso che ci attende:2012 – non indica la fine del mondo. Molti stranieri che si occupano dei calendari Maya fanno un gran baccano su questa data, ma ne sanno poco o nulla; quelli che sanno sono gli anziani indigeni cui è affidato il compito di preservare la tradizione.Maya. Tutte le profezie del mondo e tutte le tradizioni stanno convergendo. Non c’è tempo per i giochi, I’ideale spirituale di questa era è l’azione.economia è una farsa. Il primo quinquennio della transizione – dall’agosto del 1987 all’agosto del 1992 – ha segnato l’inizio della distruzione del mondo materiale. Ora ci troviamo nella fase da più di un decennio, e molte delle fonti della cosiddetta stabilità finanziaria sono di fatto senza valoreMaya per il Nuovo Anno, tenutesi in Guatemala, ed ha affermato che un anziano Mam, che gode di un’alta reputazione e vive tutto l’anno in un’isolata caverna di montagna, si è recato a Chichicastenango per parlare con la gente durante la cerimonia.2012 noi non riusciamo a collegarci alla spirale del Quinto Mondo. Dal lato della luce tutti pensano di essere i più importanti e che le loro visuali, o quelle dei loro gruppi, siano la chiave; esiste una diversità di culture ed opinioni e, quindi, competizione, dispersione ed assenza di un unico obiettivo.”Sole.Sole richiamerà l’attenzione verso un elemento fin troppo trascurato. Mentre i quattro elementi tradizionali, terra, aria, fuoco ed acqua, hanno dominato le varie epoche del passato, nell’epoca del Quinto Sole vi sarà un quinto elemento da considerare: I’etere.Sole – è celestiale e privo di sostanza materiale, ma non meno reale del legno, della roccia o della carne.2012. Dobbiamo lavorare assieme per conseguire l’equilibrio e la pace con l’altro lato, dobbiamo prenderci cura della Terra che ci nutre e ci ospita, dobbiamo impegnare le nostre menti ed i nostri cuori per raggiungere l’unità e la fusione adesso, per affrontare la controparte e preservare la vita.”meditazione e le attività spirituali sono valide, ma lo è altrettanto l’azione.Sole, in quanto esso è associato all’elemento etere – il regno in cui l’energia vive e si dipana.Maya da parte di Barrios, se avremo una guerra nel novembre 2002 o dopo sarà male, ma non una catastrofe; se però si verificherà fra aprile e novembre del 2003, allora sarà davvero disastrosa, e potrebbe avere come esito la morte di due terzi dell’umanità. Quindi diamoci da fare” – dice Barrios – “se agiamo possiamo trasformare il pianeta. Gli anziani vigilano per vedere quello che accadrà.”Maya potrebbero venire eliminati. Per la prima metà dell’attuale Katun (periodo di 20 anni), il lato oscuro dispone di molto potere, che però decrescerà nell’arco dei prossimi tre o quattro anni. Il corso delle cose può cambiare, stanno per verificarsi eventi straordinari.Maya ed assorbime la tradizione. I Maya da lungo tempo apprezzano e rispettano il fatto che esistono molti altri colori, razze e sistemi spirituali. “Sanno”–ha detto Barrios–“che il destino del mondo dei Maya è legato al destino del mondo intero.” “La più grande saggezza nsiede nella semplicità. Amore, rispetto, tolleranza, condivisione, gratitudine, indulgenza. Non è complesso né elaborato. La vera conoscenza è a disposizione di tutti, è codificata nel DNA. Tutto ciò di cui avete bisogno è dentro di voi. I grandi maestri lo hanno affermato sin dagli albori; trovate il vostro cuore e troverete la vostra strada.”
Note dell’editore:
-email-, sito web: .
Saq’ Be’ è un’organizzazione no-profit con sede negli Stati Uniti gestita da giovani allo scopo di ricongiungere altre persone (giovani e non) alle antiche tradizioni della conservazione culturale e di promuovere una consapevolezza spirituale, ecologica e comunitaria più profonda, in modo da piantare i semi di un futuro più armonioso.
.
Steven McFadden può essere contattato presso Chiron Communications, 7 Avenida Vista Grande #l95, Santa Fe, NM 87508-9l99, USA.
E-mail presso
-email-, oppure presso il suo sito web

Dotata di un retaggio culturale che comprende migliaia di piramidi e di templi, nonché di un calendario che si è rivelato astronomicamente preciso per un periodo di milioni di anni, la tradizione

Gli insegnamenti ed intuizioni di Barrios devono essere considerati nel contesto della realpolitik della sua natia America. I

Per 30 lunghi anni, i governi di destra del Guatemala – appoggiati più o meno apertamente dal governo statunitense – hanno condotto contro la popolazione locale una guerra terroristica, sterminando 200.000 cittadini, molti dei quali erano indigeni di etnia

Quando, in anni recenti, Amnesty International ha analizzato la situazione guatemalteca, è giunta ad un’interessante conclusione, scrivendo che si poteva ottenere una pace effettiva soltanto facendo fronte allo “Stato della Mafia Corporativa” del Guatemala; ha descritto questo stato mafioso corporativo come la “scellerata alleanza” di determinati personaggi nazionali ed internazionali del mondo economico, che operano in combutta con settori della polizia, militari e della criminalità comune per controllare le industrie “nere” quali droga, traffico d’armi, riciclaggio di denaro, furti d’auto, adozioni illegali e rapimenti a scopo di riscatto.

A proposito della grande ombra oscura che ha avviluppato la parte più meridionale dell’lsola della Tartaruga, Barrios ha osservato: “In tutte le Americhe queste ingiustizie ebbero inizio 500 anni fa e continuano tuttora; le Guerre Indiane non hanno mai avuto termine. Ritengo che i detentori del potere di tutto il mondo sviluppato considerino necessario sterminare le popolazioni indigene, o quantomeno distruggerne le culture, in quanto tali popoli non sono ‘consumatori’. Il sogno amerlcano poggia sulle spalle del Terzo Mondo, anche se questa è una distinzione erronea, dal momento che non esiste un Terzo Mondo. Esiste solo un Unico Mondo, del quale facciamo tutti parte ed al quale dobbiamo portare rispetto.”

Tuttavia secondo l’opinione di Barrios, che durante la guerra diventò maggiorenne, ci sono stati dei miglioramenti; egli ha osservato: “Non ci sono guerriglieri armati, mentre polizia ed esercito sono più indulgenti, più rispettosi; dato che ora vige un maggiore rispetto, siamo in grado di perseguire una vita migliore.”

Fra le conseguenze ultime del protratto clima di terrorismo vi sono stati sospetto e biasimo, dai quali ben pochi sono immuni. Spesso vengono rivolte accuse a persone che pretendono di parlare delle tradizioni

Barrios è storico, antropologo e ricercatore. Dopo aver studiato per 25 anni con gli anziani, iniziando all’età di 19, è diventato anche un Ajq’ij

Anni fa Carlos iniziò insieme al fratello Gerardo una ricerca sui diversi calendari

Con i calendari indigeni, le popolazioni native hanno conservato il ricordo di importanti momenti storici cruciali. I Custodi del Tempo che studiano i calendari, ad esempio, hanno individuato una data importante nell’anno One Reed (Una Canna, ndt), Ce Acatal, come veniva chiamato dai nativi. Per quella data fu profetizzato il ritorno di un antico avo,”che sarebbe arrivato come una farfalla”.

Nel calendario occidentale la data One Reed corrisponde alla domenica di Pasqua, 21 aprile del 1519 – il giorno in cui Hernando Cortez e la sua flotta di 11 galeoni spagnoli approdò da est in Messico, presso quella che oggi si chiama Vera Cruz. Mentre le navi spagnole si avvicinavano al litorale, i nativi aspettavano e stavano a guardare come sarebbe andata a finire; certamente le vele spiegate delle navi ricordavano le avanguardie di farfalle che sfioravano la superficie dell’oceano.

Dal quel giorno del 1987 sino ad oggi, dice Barrios, ci troviamo in un periodo nel quale il braccio destro del mondo materialista sta scomparendo, lentamente ma inesorabilmente. Siamo all’apice di un’era nella quale inizierà la pace e la gente vivrà in armonia con la Madre Terra; non ci troviamo più nel Mondo del Quarto

In concomitanza con tale transizione si verificherà una colossale e globale convergenza di distruzione ambientale, caos sociale, guerre e cambiamenti terrestri. Tutto questo, dice Barrios, fu previsto con l’ausilio della semplice matematica spiroidale dei calendari

Egli ha detto che i Custodi del Tempo

All’alba del 21 dicembre

In base alla sua comprensione della tradizione e dei calendari

* La data specificata dai calendari – il solstizio d’inverno dl

* “L’umanità andrà avanti, controbatte, ma in un modo diverso. Le strutture materiali cambieranno e da questo avremo l’opportunità di essere più umani.”

* Viviamo nell’era più importante delle profezie e dei calendari

* In quest’epoca molte anime potenti si sono reincarnate e dispongono di molto potere; questo vale per entrambe le parti, la luce e le tenebre; I’alta magia è all’opera su entrambi i fronti.

* Le cose cambieranno, ma la difficoltà o la facilità di tali cambiamenti dipenderà dalle persone.

* L’attuale

* Le banche sono in affanno, e si trovano in un frangente molto delicato; se non stiamo attenti potrebbero fallire a livello globale. Fra i periodi critici vi sono i mesi di ottobre e novembre del 2002; se il sistema bancario farà bancarotta in questi mesi saremo costretti ad affidarci alla terra ed alle nostre capacità pratiche. Il sistema monetario si troverà nel caos e, di conseguenza, per il cibo ed il riparo dovremo affidarci al nostro rapporto diretto con la Terra [Sino al gennaio del 2003 le banche non hanno fallito, ma ciò non significa che ciò non possa accadere in futuro… Ed.].

* I poli sud e nord si stanno sfaldando, il livello delle acque oceaniche salirà ma, al contempo, lo faranno anche delle terre oceaniche, in particolare nella zona di Cuba.

Un appello alla fusione
In occasione degli incontri pubblici di Santa Fe, Barrios ha raccontato una storia relativa alle più recenti cerimonie

L’anziano ha comunicato un messaggio semplice e diretto: ha auspicato che gli esseri umani si uniscano a sostegno della vita e della luce; attualmente ogni singolo individuo o gruppo percorre la propria strada. L’anziano delle montagne ha detto che esiste la speranza che in qualche modo il popolo della luce si raggruppi e torni unito.

Riflettendo su questo, Barrios ha spiegato: “Viviamo in un mondo di polarità: giorno e notte, uomo e donna, positivo e negativo. Luce ed oscurità hanno bisogno l’una dell’altra, rappresentano un equilibrio. In questo specifico periodo, il lato oscuro è assai forte ed è evidente quello che vogliono i suoi rappresentanti, i quali mantengono saldamente la propria visione, priorità e gerarchia, e stanno operando in vari modi affinché nel

Per come la vede Barrios, il lato oscuro opera al fine di impedire la fusione avvalendosi della negazione e del materialismo, ed anche per distruggere coloro che stanno lavorando dalla parte della luce per portare la Terra ad un livello superiore. I suoi rappresentanti amano l’energia del vecchio e decadente Quarto mondo, il materialismo, e non vogliono che cambi, non vogliono la fusione; vogliono rimanere al presente livello e temono quello successivo.

Il potere oscuro del decadente Quarto Mondo non può essere distrutto o sconfitto, è troppo forte ed integro per esserlo, e quella è la strategia errata; il lato oscuro può soltanto essere trasformato quando messo a confronto con la semplicità e la sincerità. Questo è quello che condurrà alla fusione – concetto chiave per il Mondo del Quinto

Barrios ha affermato che l’emergente era del Quinto

Il vocabolario definisce etere l’elemento rarefatto dei cieli. L’etere è un medium, permea tutto lo spazio e trasmette onde di energia in un’ampia gamma di frequenze, da quelle dei cellulari a quelle delle aure umane. Ciò che è “etereo” è correlato alle regioni aldilà della Terra: i cieli. L’etere – I’elemento del Quinto

Secondo le parole di Barrios: “Nel contesto dell’etere vi può essere una fusione delle polarità; non più luce ed oscurità nelle persone, bensì una fusione elevata. Attualmente, tuttavia, il regno dell’oscurità non persegue questo scopo, ed i suoi rappresentanti si sono organizzati per impedirlo, cercano di determinare uno squilibrio della Terra e del suo ambiente cosicché non ci troviamo pronti all’allineamento del

Preparatevi a questo momento epocale
Barrios ha detto al suo pubblico di Santa Fe che ci troviamo in un periodo critico della storia del mondo: “Siamo turbati, non possiamo più permetterci di scherzare. Il nostro pianeta può essere rinnovato oppure devastato, ed è giunto il momento del risveglio e dell’azione. Tutti sono necessari, nessuno si trova qui per caso ed ognuno ha uno scopo importante. Questi sono tempi duri ma speciali. Abbiamo l’opportunità di crescere ma dobbiamo essere preparati a questo momento epocale.”

Barrios ha offerto una serie di indicazioni per aiutare la gente a percorrere con equilibrio il cammino degli anni a venire. “I cambiamenti profetizzati stanno per verificarsi, ma il nostro atteggiamento e le nostre iniziative ne determineranno l’asprezza o la dolcezza.”

* Dobbiamo agire, onde determinare cambiamenti ed eleggere come nostri rappresentanti persone che comprendano la situazione ed intraprendano iniziative politiche volte al rispetto della Terra. La

* È assai importante essere sinceri su chi siamo e sul nostro rapporto con il pianeta.

* Sviluppatevi secondo la vostra tradizione e date ascolto al cuore, ma ricordate di rispettare le diversità e di perseguire l’unità.

* Nutritevi con accortezza. Molti alimenti sono contaminati, sia in modo palese sia in modo meno evidente; fate attenzione a quello che introducete nell’organismo.

* Imparate a conservare il cibo e l’energia.

* Imparate qualche valida tecnica di respirazione, in modo da riuscire a padroneggiarla.

* Siate onesti. Seguite una tradizione che abbia nobili radici; non importa quale, il vostro cuore ve la indicherà, ma deve avere nobili radici.

* Viviamo in un mondo di energia.

A questo punto un importante compito è quello di apprendere a percepire ed individuare l’energia di ogni individuo e di ogni cosa: persone, piante animali. Questo diviene sempre più importante man mano che ci avviciniamo al Mondo del Quinto

* Recatevi nei luoghi sacri della Terra a pregare per la pace, e abbiate rispetto per colei che ci nutre, ci veste e ci ospita Dobbiamo riattivare l’energia di questi luoghi sacri: ecco il nostro compito.

* Secondo l’interpretazione del calendario

* Nei prossimi anni molti anziani e custodi della conoscenza

* Una semplice ma efficace tecnica di preghiera è quella di accendere una candela bianca o azzurra, pensare un momento alla pace, comunicare il proprio intento alla fiamma ed inviarne la luce verso quei leader che dispongono del potere di fare la guerra o mantenere la pace.

Abbiamo del lavoro spirituale da fare

Secondo Barrios, quello attuale è un momento di cruciale importanza per l’umanità e per il pianeta. Ognuno di noi è importante. Se vi siete incarnati in quest’epoca, avete del lavoro spirituale da fare per dare equilibrio al pianeta. Egli ha detto che gli anziani hanno aperto le porte in modo che altre razze possano giungere nel mondo

* Carlos Barrios è l’autore del libro in spagnolo Kam Wuj: El Libro Del Destino, che sta per essere tradotto e pubblicato in inglese.
Carlos può essere contattato tramite Saq’ Be’, Organization for Mayan and Indigenous Spiritual Studies presso: PO Box 31111, Santa Fe, NM 87594, USA.
Tel (505) 466 4044, E-mail

* Steven McFadden è uno scrittore, insegnante, guaritore ed astrologo di Santa Fe, New Mexico. È autore di molti libri, fra cui Profiles in Wisdom: Native Elders Speak about the Earth. ll presente articolo è stato pubblicato per la prima volta nel numero di ottobre del 2002 del suo bollettino informativo, Chiron Comuniqué (vol.7, nr. l0). ll testo con le note può essere consultato presso

fonte: viveremeglio.org
Articolo pubblicato su NEXUS, New Time Magazine

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: