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Clet Abraham ADAMO ED EVA,il peccato originale   Leave a comment


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(Questa immagine è coperta da copyright ,sono in vendita i diritti di riproduzione commerciale.)

Non è stato per caso ..che abbia potuto ammirare questo lavoro di Clet  Abraham..

un’opera che ,per me,rappresenta una Verità teologica..maturata nei miei sessant’anni di vita vissuta.

Rileggendo la Genesi nella Bibbia..con gli occhi e la mente ,che realmente vedono e capiscono..

si comprende che il racconto non può essere veramente di Dio..ma una Invenzione dei Sacerdoti ebrei

perchè..se è  pur vero che ,non  mangiando  la Mela della Conoscenza..

l’uomo e la donna non avrebbero conosciuto il Male ..

è altrettanto vero..che essi..non avrebbero potuto conoscere..

neanche il Bene..che è Dio stesso..

Realisticamente.. e forse sarebbe stato un bene..saremmo rimasti in Africa a fare le scimmie..

In Realtà..è stata l’unica possibile scelta ..

dovuta all’intelligenza ( dono divino) che è in noi..

creati a sua immagine..

il nostro Adamo progenitore..

(una scimmia del Corno d’Africa..)

(cosi dice la Verità scientifica che è e deve essere Verità Teologica, in quanto il Dio di Gesù Cristo è il Dio Creatore dell’Universo)

( Prologo del Vangelo di Giovanni )

…dotato di una intelligenza ed una esperienza di vita..e di una trasformazione  corporea

in evoluzione continua..

ha dovuto per la sua stessa Natura ..

passare dall’istintività animale.. della scimmia..

all’uomo..capace di Bene e di Male infiniti…

CLET ABRAHAM..un nuovo Rinascimento..   Leave a comment


cletpadamo-ed-eva-res-17-mb-ritagliato-res     (Adamo ed Eva,il peccato originale)

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Born in France on the 2nd October, 1966
Studied at the “Academia dei Belli Arti” of Rennes, France
Travelled to Roma, Italy where he studied sculpture and oil painting for 3 years.
Then there was a long period of time spent through Toscana, (Tuscany) working and personal introspection.
He them settled in Firenze, (Florence, Italy) where he has established his art studio.

“Nel cuore di S. Niccolò, caratteristico e vivace quartiere di Firenze, si aprono e presentano ai numerosi passanti e curiosi gli “sporti” della galleria-studio di un non convenzionale artista dal nome CLET. Entrare in uno spazio scandito dalle opere di Abraham Clet, significa immergersi in una sorta di apnea data dallo straniamento dei sensi che per qualche istante non trovano appigli. Una strana atmosfera irreale, rapida e vortiginosa composta dai numerosi elementi e dalle diverse tecniche che costituiscono e creano il mondo surreale dell’arte di Clet. Sensazione iniziale che dopo pochi istanti si rischiara semplicemente ponendosi in comunicazione con ciascun opera, scatta la riflessione e la ragione è spinta a far funzionare le sue facoltà d’analisi, culturali, storiche ed estetiche. L’osservatore è pungolato dai tanti stimoli che ciascun opera va a proporre con dinamiche chiare, semplici e dirette ad una prima osservazione e più complesse e sofisticate ad un’ analisi più minuziosa e capillare. Spesso le opere di Clet risentono di un forte legame con il territorio e la storia artistica del paese o della città in cui l’artista vive.

Così allo splendore delle architetture fiorentine e alle opere antiche plasmate nel passato dalla genialità di uomini eccelsi viene accostata la creatività e l’inventiva di tempi più recenti,

quando il design italiano ben rappresenta la tradizione del quotidiano della società italiana.

Un filo conduttore che unisce artisti storicamente lontani, ma con un profilo creativo ugualmente alto.

E’ questo che Clet vuole sottolineare per mezzo di quegli oggetti SIMBOLO protagonisti delle sue opere:

come nel caso del Battistero di San Giovanni di Firenze che attraverso ritmate scansioni diventa un’elegante e pregiata Moka per il caffè.

Al soggetto della caffettiera l’artista dedica numerose opere, sculture, dipinti ed incisioni, fino a trasformarla, anche, nella protagonista di roccambolesche avventure.

Quando una caffettiera color bianco latte

(Quest’opera è coperta da copyright,ne detengo i diritti di riproduzione)

Divertente e spesso ironica la ricerca artistica di Clet si fonda su un attento e ben strutturato studio del disegno accademico che funge da fondamento nelle diverse tecniche di realizzazione utilizzate.

Incisioni, opere pittoriche, sculture ed installazioni vanno ad allestire il poliedrico ed interessante atelier di San Niccolò, dove l’artista è sempre presente.

Oltre le numerose mostre collettive e personali italiane, Clet espone in Francia, in America, in Germania ed a Settembre sarà alla “Dam Art Gallery” ad Amsterdam.”

L’artista: CLET di Sabrina Pirei

Pittura di grandi dimensioni all’interno di una birreria di Poppi (AR)

(quest’opera è coperta da copyright,se Vi interessa contattatemi.).

Il grande Clet Abramham per Isernia

La Banca Etruria, da poco insediatasi anche nel  Molise, ha prodotto un calendario 2009 con le opere del famoso Pittore francese bretone, Clet Abraham, da poco stabilitosi  in Italia a Firenze. Eclettico ed indipendente ha costruito il suo lavoro sullo studio del disegno, inteso come strumento di espressione del pensiero e di comunicazione universale.

Nel calendario suddetto sono riportate le copie di 6 opere moderne di città italiane quali Arezzo (Headquarter di Banca Etruria), Bologna, Roma, Milano, Firenze e Isernia. Ed è proprio perché, tra tante importanti città,  è stata riportata anche Isernia, (in perfetto stile deformato da Clet Abraham) che l’Ing. Pasqualino de BENEDICTIS, Presidente dell’Associazione Culturale “Giovan Vincenzo Forli” [reduce dal recente Convegno sull’omonimo Pittore napoletano del ‘600 nativo di Forlì del Sannio ed amico di Caravaggio], ha voluto segnalare l’affascinante, bellissima ed intrigante opera di Clet Abraham commissionatagli dalla Banca Etruria.

Il dipinto originale si trova presso la sede generale della Banca Etruria ad Arezzo.

Il concetto di Dio e la sua evoluzione 1   Leave a comment


Erich Fromm-Voi sarete come Dei-Ubaldini Editore-Roma)

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Il concetto di Dio nel Vecchio Testamento nasce e si evolve di pari passo.. all’evoluzione di un popolo, in uno spazio di tempo di 1200 anni.

Esiste un elemento comune di esperienza riguardo al concetto di Dio, ma c’è un cambiamento costante anche in questa esperienza, e di con­seguenza nel significato del termine e del concetto.

In comune è l’idea che né la natura né i prodotti dell’uomo costituiscono l’ultima realtà o il valore più alto, ma che solo l’UNO rappresenta il valore e lo scopo supremi dell’uomo: ritrovare l’unione con il mondo tramite la poten­zialità delle capacità specificatamente umane di amore e di ragione.

Il Dio di Abramo e il Dio di Isaia hanno in comune le qualità essenziali dell’Unità, tuttavia si differenziano nella stessa misura in cui si diffe­renzia un capo incivile, primitivo, di una tribù nomade, da un pensa­tore universalista di uno dei centri di cultura mondiale un millennio più tardi.

C’è uno sviluppo e un’evoluzione del concetto di Dio che accom­pagnano

lo sviluppo e l’evoluzione di una nazione; hanno un nucleo in comune

ma le differenze che aumentano nel corso dell’evoluzione storica sono così grandi

che spesso sembrano superare gli elementi comuni.

Nel primo stadio di questa evoluzione, Dio è concepito come signore assoluto.

Egli ha creato la natura e l’uomo, e se non li ama può distrug­gere ciò che è opera sua. Tuttavia questo potere assoluto di Dio sul­l’uomo è controbilanciato dal concetto che l’uomo è il suo rivale po­tenziale: l’uomo potrebbe diventare Dio se solo mangiasse dell’albero

della conoscenza e dell’albero della vita.Adamo ed eva

Il frutto dell’albero della cono­scenza dà all’uomo la saggezza di Dio;

il frutto dell’albero della vita la Sua immortalità. Incoraggiati dal serpente, Adamo ed Eva mangiano il frutto dell’albero della conoscenza e compiono così il primo passo.

Dio sente minacciata la sua posizione di supremazia. Egli dice:

«Ecco, l’uo­mo è diventato come uno di noi nella conoscenza del bene e del male. Ora dunque, che egli non stenda la mano e non colga anche dell’albero della vita e ne mangi e viva in eterno…» (Gn. 3: 22).

Per pro­teggersi da questo pericolo Dio scaccia l’uomo dal Paradiso e limita la sua esistenza a un massimo di 120 anni.

L’interpretazione cristiana dell’atto di disobbedienza dell’uomo come ‘caduta’ ne ha offuscato il chiaro significato. Il testo biblico non menziona affatto la parola ‘peccato’; l’uomo sfida il supremo potere di Dio, e lo può fare perché è potenzialmente Dio.

Il primo atto dell’uomo è di ribellione, e Dio lo punisce perché si è ribellato e perché vuole conservare la Sua supremazia.

Deve proteggerla con un atto di forza, scac­ciando Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden impedendo così loro di compiere il secondo passo verso l’essere-come-Dio, mangiando dell’ albero della vita.

L’uomo deve cedere di fronte alla forza superiore di Dio, ma non esprime rimpianto o pentimento. Scacciato dal Giardino del­l’Eden, comincia la sua vita indipendente; il suo primo atto di disob­bedienza è l’inizio della storia umana, perché è l’inizio della libertà umana.

Non è possibile capire l’evoluzione ulteriore del concetto di Dio, se non si capisce la contraddizione inerente al concetto precedente. Sebbene sia il signore supremo, Dio ha creato una creatura che è il suo rivale potenziale; fin dal primo inizio della sua esistenza l’uomo è il ribelle e reca in se stesso, in potenza, la propria divinità. Come vedremo..

più va avanti, più si libera dalla supremazia di Dio e più può diventare come Lui .

Tutta l’evoluzione successiva del concetto di Dio limita il suo ruolo di padrone dell’uomo.(continua)

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