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Papa Bergoglio: “Mi dicono comunista, ma opzione per i poveri è nel Vangelo. I movimenti sociali proseguano la lotta”   Leave a comment


Papa Bergoglio: “Mi dicono comunista, ma opzione per i poveri è nel Vangelo. I movimenti sociali proseguano la lotta”.

cari fratelli di casa Pound   Leave a comment


Mussolini,Berlusconi

Mussolini,Berlusconi

nè rossi  nè neri..ma libberi pensieri

nè rossi nè neri..ma libberi pensieri

per intendersi..siete quelli che avete detto,appoggiati alla Polizia, “nè rossi..nè neri…ma libbberi pensieri.”
Nei vostri circoli vi fate al massimo una birra e siete contro l’uso delle droghe..poi per dimostrare che siete sprezzanti del sacrificio e pronti anche a soffrire per la Vostra giusta Causa..vi colpite..reciprocamente con una cinghia..!!!!
Ma lo sapete cosa diceva Rachele Mussolini di suo marito Benito: “Ce l’ha sempre dritto..per cui a lei bastava ed avanzava..
Avete mai “riflettuto” che a quei tempi non c’era il Viagra od il Cialis..e che quindi..sicuramente il Vostro Duce..si “faceva di coca!!
Meditate ,bravi ragazzi,non Vi chiedo di diventare ..Comunisti..ma almeno esercite quella che Dio ha dato..ad ogni Creatura ..e non offendeteVi …che sono animato da uno spirito ,direi quasi Fraterno..(lo dico senza esagerare!!!!)usate un pò…la Ragione-

Come..Gesù cristo….donna…   Leave a comment


Nuda, legata ai polsi a una sbarra, trovata morta: “Era come crocifissa”

Legata a un palo, nuda e senza vita, “a braccia larghe come se fosse crocifissa”, racconta il testimone che ha lanciato l’allarme. Il corpo di una donna è stato trovato questa mattina alle porte di Firenze, in una località che si chiama Ugnano, in una strada secondaria, sotto un cavalcavia. Sul posto gli investigatori della polizia e la scientifica. La zona è al confine tra i comuni di Firenze e di Scandicci, alla periferia ovest del capoluogo toscano. La donna viene descritta come giovane e di carnagione bianca sui venticinque- trenta anni. Indossava solo le scarpe con i vestiti trovati a 1 chilometro di distanza. La sbarra ala quale è stata legata sotto il cavalcavia dell’A1 è a pochi centimetri da terra e serve ad interrompere la strada: in quel punto la via asfaltata termina e comincia un’area incolta.Da un primo esame esterno del medico legale la donna non ha evidenti segni di violenza.

Una testimone racconta di aver sentito dei lamenti verso le 23.30 di ieri sera, però non ha chiamato nessuno pensando che potesse essere un animale.

L’ipotesi formulata dagli investigatori, coordinati dal magistrato di turno Paolo Canessa, è che la ragazza sia una prostituta uccisa da un cliente. Secondo gli investigatori il modo in cui la donna è stata legata, la crocifissione, è casuale e chi lo ha fatto non aveva in mente alcun fine ‘simbolico’. Dai primi accertamenti sul cadavere non sono emersi segni di violenza.
Riguardo il movente dell’omicidio, gli investigatori si limitano a parlare di “una ragazza sbandata, che ha fatto un brutto incontro”. Il decesso risalirebbe alla notte scorsa. Il luogo dove è stato trovato il corpo è conosciuto come abitualmente frequentato dalle prostitute. Gli abitanti della zona si sono spesso lamentati per questo. Su un muro della zona ci sono anche scritte spray di protesta per la frequente presenza di prostitute.

Il luogo dove è stata trovata la donna uccisa

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  • {}E’ stata trovata morta, nuda e legata a un palo con i polsi immobilizzati da alcuni lacci. Firenze, periferia di Ugnano. Sul posto è intervenuta la polizia. Si tratta di una donna dell’età di circa 30 anni. Leggi l’articolo

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il Cameriere che “cambia” la Società   Leave a comment


“VERGUENZA !!!! ” ” vergogna..”

pur essendo  nato in ambiente cristiano,ritengo che

che, nel mondo di Oggi,retrocesso a livelli di Barbarie degni dell’uomo delle caverne

a “violenza” sia giusto “rispondere con “violenza”

la “non violenza di Ghandi”

non è adatta alla Societa attuale

La polizia difende i “delinquenti” ma è   arrivata

l’Ora  di finirla.

Il Potere è disposto a tutto ,e purtroppo,le forze antisommossa non si fanno scrupolo di Niente

Allora è  bene “cominciare” a regolarsi in altro “modo”

“OCCHIO PER OCCHIO,DENTE PER DENTE”

La colpa è dei politici.. pensano solo ai loro interessi.La gente non ce la fà più…e si ammazza perchè gli portano via anche la casa.   Leave a comment


Equitalia, “Non siamo noi i cattivi”
Sportelli “amici” e fondo di garanzia

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera incontra il presidente della Regione Liguria: “Dallo scorso luglio 270 episodi di intimidazione”.  accordo banche- Regione
Equitalia, "Non siamo noi i cattivi" Sportelli "amici" e fondo di garanzia
Attilio Befera

“Non siamo noi i cattivi”. Il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera a Genova difende il suo lavoro e quello dei suoi dipendenti. “Abbiamo ricevuto 270 episodi di intimidazione dal luglio scorso (l’ultimo – un allarme bomba- poche ore prima del suo incontro nel palazzo della Regione).

Facciamo il possibile per venire incontro alla gente, ma dobbiamo applicare le leggi.

Il legislatore modifichi le norme e le alleggerisca.

Siamo stati noi a due anni fa a presentare la proposta di compensare i crediti verso lo Stato con i debiti fiscali: la proposta però è ferma al Parlamento.

Stiamo soffrendo anche noi. La situazione è drammatica, ma siamo pronti a dare la nostra massima collaborazione”.
Befera risponde all’appello del presidente della Regione Claudio Burlando.

Dall’incontro è emerso un piano in tre punti.

Il primo: entro il primo giugno apriranno in Liguria quattro sportelli amici, uno per ogni provincia, in collaborazione con Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio, associazioni degli imprenditori e dei consumatori, per dare informazioni alla gente e ascoltare i problemi.

La Regione attiverà inoltre un fondo di garanzia con tre milioni di euro per permettere alle imprese piccole e piccolissime, sotto i 25 dipendenti, di pagare i debiti con il fisco, fino ad un massimo di 25.000 euro.

Il terzo punto è quello più complicato perché richiede ancora il via libera con le banche, si lavorerà per permettere alle imprese di scontare i loro crediti nei confronti della Regione ottenendo la certezza sui tempi di pagamento in cambio di una commissione.
“Ci siamo posti il problema di venire incontro alle difficoltà della gente _ spiega Burlando _ Befera ci ha dato il suo appoggio e ci ha anche detto che questo è un caso pilota, che potrebbe anche essere esteso ad altre realtà”.

(09 maggio 2012)

 

Alla già tragicamente lunga lista di suicidi per debiti, si somma il nome di Italo Agus,

artigiano edile di 64 anni, morto impiccato nella sua casa dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia da 30.000 euro e dopo che gli è stata pignorata la casa.

Da quattro anni l’artigiano non trovava lavoro e non sapeva più come pagare i debiti. La tragedia a Teglia, in piazza De Caroli. Un parente ha scoperto il cadavere: la morte risale a due giorni fa. L’uomo si è tolto la vita stringendosi attorno al collo la corda delle tapparelle.
Un recente sondaggio dalla community di Republica
 Genova-CSS ha bocciato Equitalia,
cattiva e aggressiva. Più di un genovese su due ha dato un giudizio negativo su Equitalia, solo uno su quattro la salva. Univoche le risposte dei 794 intervistati.
 

Più i contribuenti hanno avuto rapporti con la struttura e maggiore è il giudizio negativo. Come uscirne? Tre intervistati su quattro pensano che Equitalia “dovrebbe essere più permissiva con i contribuenti che attraversano un momento di difficoltà”, percentuale che diventa di quattro persone su cinque nella fascia maggiormente produttiva, quella tra i 35 e i 54 anni.

E il giudizio è talmente negativo che oltre il cinquanta per cento degli intervistati sarebbe favorevole al fatto che il Comune incarichi un altro soggetto per il servizio di riscossione.

Mette le mani avanti il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, un paio di settimana fa proprio a Genova per incontrare il presidente della Regione Liguria.

“Non siamo noi I cattivi”, disse con gli occhi lucidi . “Facciamo il possibile per venire incontro alla gente, ma dobbiamo applicare le leggi. Stiamo soffrendo anche noi. La situazione è drammatica, ma siamo pronti a dare la nostra massima collaborazione”.

(23 maggio 2012)

VINCERE..LA VERA TEOLOGIA DI MARCO BELLOCCHIO..   2 comments


Vincere ,film di Marco Belloccchio[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/rrOnUUOaQ9Q" width="425" height="350" wmode="transparent" /]SOSTANZIALMENTE E’ IL PIU’ BEL FILM TEOLOGICO CHE ABBIA MAI VISTO..IO LA PENSO COSI..MARCO BELLOCCHIO E’ IL PROFETA REGISTA PIU’ STIMATO DA Y H W H ( PER QUELLI CHE NON CAPISCONO ..STO PARLANDO DEL BABBO SPIRITUALE DI GESU’

(NEL FILM E NEL TRAILER    GESU’ E’ QUELLO PSICHIATRA GIOVANE CON LA CHIERICA ED I RICCIOLI NERI..)

Guantanamo addio!!   Leave a comment


[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/lDyn80GxwX4" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

La decisione presa da Barak Obama di chiudere Guantanamo ..sta suscitando critiche da parte di taluni.. 

Il Foglio..in Italia riporta:

“ Era a Guantanamo, ora è il capo di al Qaida protetto dallo Yemen .

Obama annuncia la chiusura del carcere a Cuba, ma ancora non sa che cosa fare.

62 rilasciati sono tornati al jihad “

Non ho stima per Giuliano Ferrara.. 

Guantanamo addio

(Carla Reschia-La Stampa.it)

Ora qualcuno dirà che gli Usa saranno meno sicuri.

Ma cosa diventa uno stato che si abbassa ai sistemi di chi vuole combattere? Pro (assai di rado) e contro (quasi sempre) il carcere “speciale” di Guantanamo si è detto parecchio. E ora, se davvero come pare chiuderà, arriverà qualcuno a spiegarci che è un regalo al terrorismo internazionale. 

A dispetto delle liste, documentabili, di poveri cristi finitici per caso o per errore,

a dispetto degli attentati proseguiti senza sosta in ogni parte del globo, 

c’è chi si ostina a credere che i registi del terrore siano tutti custoditi lì,

in pigiama arancio e che questo ci renda più sicuri.

Personalmente trovo Guantanamo, la sua sola idea, un abominio.

Faccio parte di quella schiera di ingenui idealisti convinta che i “buoni” debbano essere tali davvero,

o almeno abbastanza buoni,

e che nel momento in cui adottano sistemi e metodi identici

a chi combattono la differenza tra le due parti si assottigli in modo preoccupante. 

E ogni “successo” ottenuto così sia una sconfitta della civiltà.   

Come dice Obama:

«i principi fissati dalla Costituzione devono essere rispettati non solo quando è facile, ma anche quando la situazione è dura».  Sarebbe bello tornare ad avere almeno un po’ di fiducia nell’America, chissà. 
Dal sito di Amnesty riprendo i “no” a Guantanamo espressi da personaggi per motivi diversi al di sopra di ogni sospetto di connivenza con i terroristi. Ora finalmente sono stati ascoltati.  Un’indagine dimostra l’arresto e la detenzione di personaggi secondari o del tutto estranei al terrorismoA Guantanamo, e in Afghanistan, gli Stati Uniti hanno imprigionato decine e forse centinaia di persone senza colpa. Non è una novità, lo dicono in molti, e da tempo.  

Ma fa impressione che a dirlo stavolta siano giornalisti americani della catena  

McClatchy, la stessa che nei mesi dell’invasione dell’Iraq fu l’unica negli Usa a sbugiardare la Casa Bianca sulle armi di distruzione di massa.
L’inchiesta a cui hanno lavorato per otto mesi Tom Lasseter e Matthew Schofield

ha confermato le accuse di abusi rivolte ai carcerieri dalle organizzazioni per i diritti umani. 

Ma fin qui sarebbe ancora nulla.

Secondo una certa  scuola americana e alcuni suoi simpatizzanti,

i diritti umani sono materia meno cogente quando si parla di terroristi sanguinari,

di gente che vuole farci saltare tutti per aria. Può essere opinabile, ma ha una sua logica.

Peccato che qui si parli di contadini afghani senza arte nè parte,

di criminali comuni o, se va bene, di pesci molto piccoli.

Il risultato, secondo Lasseter e Schofield, è il seguente:

«Gli Stati uniti hanno permesso ai militanti islamici di trasformare le basi prigione in altrettanti laboratori della jihad», perché «molti, arrivati senza particolari posizioni ideologiche, sono tornati in patria molto più estremisti di prima. Guantanamo per loro è diventata una scuola per la Guerra Santa».
Parlano con cognizione di causa, dopo aver intervistato 66 detenuti rilasciati, una quindicina di funzionari locali in undici paesi dalla Gran Bretagna al Pakistan ma soprattutto in Afghanistan e esperti del governo federale americano.

Non solo la maggior parte degli ex prigionieri erano comunque di basso profilo o addirittura estranei al terrorismo, ma almeno sette di loro lavoravano per il governo afghano sostenuto dagli americani al momento dell’arresto.

Lungi dall’essere «il peggio del peggio», come li aveva descritti l’amministrazione Bush,

molti di loro erano finiti dietro le sbarre sulla base di prove inconsistenti o inventate,

di vendette personali o di una delazione comprata a colpi di incentivi finanziari

reclamizzati dai volantini diffusi dalle forze armate Usa. 

Addirittura uno di questi detenuti, Mohammed Akhtiar, catturato nel 2003 in Afghanistan

e rinchiuso per tre anni a Guantanamo con l’accusa di essere coinvolto nel lancio di razzi contro le truppe Usa,

era in realtà «un amico del governo Karzai» secondo una fonte del’intelligence afghana.

Imprigionato sulla base di false informazioni che gli insorti facevano arrivare alle autorità militari americane,

Akhtiar era diventato bersaglio degli islamici detenuti con lui nella base, che gli davano regolarmente dell«’infedele» e lo prendevano a botte.
La settimana scorsa la Corte suprema statunitense ha stabilito che i 270 detenuti tuttora rinchiusi a Guantanamo godono di diritti civili e hanno quindi diritto di avere, da un tribunale ordinario, un regolare atto d’accusa.  

Una decisione festeggiata da Amnesty, che nell’occasione ha ricordato i numeri di Guantanamo

775: sono le persone rinchiuse a Guantanamo dall’11 gennaio 2002. 

10: i prigionieri che prima di essere trasferiti a Guantanamo sono stati presi in custodia da altri Paesi

senza alcun procedimento giudiziario.

L’elenco comprende Afghanistan, Bosnia ed Erzegovina, Egitto, Gambia, Indonesia, Mauritania, Pakistan, Tailandia, Emirati Arabi Uniti e Zambia. 
 

17: sono i detenuti che erano minori di 18 anni al momento del loro trasferimento al centro di detenzione; 4 di loro si trovano ancora nel carcere di massima sicurezza. 

345: sono i detenuti che sono stati trasferiti dal carcere militare di Cuba in altri Paesi tra i quali, Afghanistan, Albania, Bahrain, Belgio, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Iran, Iraq, Giordania, Kuwait, Maldive, Marocco, Pakistan, Russia, Arabia Saudita, Spagna, Svezia, Sudan, Tagikistan, Turchia, Uganda, Regno Unito e Yemen.

10: i prigionieri incriminati per consentire che comparissero di fronte a commissioni militari giudicate illegali dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. 

558: i casi di detenuti riesaminati tra agosto 2004 e marzo 2005 dal Tribunale Usa per la Revisione dello Status di Combattente (Csrt).

Di questi, 520 sono stati giudicati combattenti nemici e quindi non hanno potuto avere assistenza legale

nè conoscere le prove segrete utilizzate dal Csrt,

che può fare affidamento su prove estorte con la forza.

40: i tentativi di suicidio, di cui 3 portati a compimento nel giugno 2006. 

200: i detenuti che hanno intrapreso scioperi della fame per protestare contro le condizioni di detenzione. 

14: i detenuti che nel settembre 2006 sono stati trasferiti a Guantanamo dopo aver trascorso 4 anni e mezzo in totale isolamento sotto custodia segreta della Cia.

Per contro nessun prigioniero di Guantanamo è mai comparso di fronte a un tribunale ordinario degli Stati Uniti.

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C’è poi..un’altra questione ancora più importante da ponderare..

Mettetevi per un attimo.. nei panni di un talebano  o di un irakeno che ha visto il proprio paese  invaso e distrutto dal Terrorismo di Stato americano..perché l’attentato dell’11 Settembre …

altro non è stato che “inside job”..un auto attentato..

la scusa  per invadere l’Afganistan e l’Iraq a motivo dei propri interessi petroliferi.. Non aveva forse il diritto..questo individuo.. di prendere le armi e difendersi?  Da noi ..una volta si chiamavano partigiani !! 

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Speriamo che il coraggio di Obama non si fermi a Guantanamo..ma permetta una nuova Commissione d’inchiesta

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