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Morte…e Resurrezione…di Gesù,Parola “storica” di Dio.   Leave a comment


Gesù croce le tre Marie,Giovanni

Eloi, Eloi, lema sabactàni?

Gesù croce correggio_deposizione

Sono nato cattolico..ho vissuto una vita..ho cercato di cogliere il senso delle cose..sempre dentro un cammino di ricerca.

Sono arrivato alla personale conclusione che la parola di Dio..incarnata in Gesù Cristo..è una parola storica..

incarnata cioè nella storia di quel tempo preciso;   ma non è l’ultima..

perchè Dio è un vivente e non può quindi mai..cessare di parlare a l’uomo.

Pagò con la vita..perchè di parole “storte” e..di gesti ugualmente “storti” ne fece diversi…

mise in guardia che nella bibbia..”tutto”..non era parola di Dio..ma precetti aggiunti dai Farisei..per il loro interesse..

Sicuramente..TUTTO non potè dire… perchè la mentalità di quei tempi..non avrebbe potuto accettare

la grandezza della Misericordia e della Comprensione del Creatore dell’Universo..

nei confronti dell’uomo..sua Creatura.

Ritengo..che l’Etica sessuale cattolica..sia qualcosa di aberrante che Dio non può condividere..

a meno che non si pensi..che dovremmo rimanere alla mentalità ebraica dei suoi tempi..

quando,per Pietro,Maria Maddalena doveva andarsene dal gruppo..”perchè le donne non hanno un’anima”.

PUTIN: Basta Giocare adesso. Il Discorso Ignorato dai Media Occidentali   Leave a comment


Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato, davanti ad una platea internazionale, di un ordine internazionale che ha approfittato della fine della guerra fredda per rimodellare il mondo in base ai propri interessi mettendo da parte i concetti di base delle relazioni internazionali, il diritto internazionale, i sistemi di equilibrio di potere arrivando persino a minare il concetto stesso di sovranità nazionale.

Nel suo discorso, Putin condanna gli Stati Uniti per l’appoggio dato a neofascisti e terroristi, ed il disprezzo per la sovranità nazionale mostrato in giro per il mondo.

putin
La maggior parte delle persone che conoscono l’inglese si sono perse il discorso che ha fatto Putin alla Conferenza Valdai a Sochi, pochi giorni fa

e c’è la possibilità che quelli che ne hanno sentito parlare non ne abbiano compreso l’importanza.

I media occidentali hanno fatto del loro meglio per ignorare o per distorcerne il significato. Indipendentemente da ciò che si pensi o non si pensi di Putin (esiste, come il sole e la luna, e un nostro parere serve a poco),  probabilmente questo è il discorso politico più importante dopo quello di Churchill sullacortina di ferro” del 5 marzo, 1946.

In questo discorso, Putin ha bruscamente cambiato le regole del gioco. 
Finora, il gioco della politica internazionale si giocava in questo modo: i politici facevano delle dichiarazioni pubbliche,per far finta che esteriormente si mantenesse una piacevole finzione di sovranità nazionale, ma erano solo atti di unoshow che non aveva niente a che vedere con la sostanza della politica internazionale; nel frattempo, si impegnavano in negoziati segreti dietro le quinte: quello che si diceva in quelle sedi, Putin ora l’ha detto in pubblico.
Finora, Putin aveva provato a partecipare a questo gioco, si aspettava solo che la Russia fosse trattata da pari a pari.Ma questa speranza è svanita, e in questa conferenza ha detto chiaramente che il gioco è finito, violando esplicitamente un tabù occidentale e parlando direttamente al popolo, scavalcando i clan, le élite e i leader politici.

Il blogger russo Chipstone ha riassunto i punti più salienti del discorso di Putin:

1. La Russia non giocherà più e non si impegnerà più a parlare di stupidaggini, dietro le quinte.

Ma la Russia è pronta ad avviare conversazioni e accordi seri, se saranno i presupposti per la sicurezza collettiva e se si baseranno sull’ equità, tenendo conto degli interessi di ogni parte.

2. Tutti i sistemi di sicurezza collettiva globale ora sono ridotti in rovina.

Non esiste più nessuna garanzia di sicurezza internazionale e l’entità che li ha distrutti ha un nome : Gli StaUniti d’America.
3. I costruttori del Nuovo Ordine Mondiale hanno fallito, costrueno solo un castello di sabbia. 

Che si crei o no un nuovo ordine mondiale di qualsiasi tipo, questa non è una decisione che ha preso la Russia, ma, se sarà messo in atto, sarà deciso senza la partecipazione della Russia.

4. La Russia privilegia un approccio cauto per introdurre innovazioni nell’ordine sociale,

ma non si oppone allo studio e alla discussione su queste innovazioni, per verificare se la loro introduzione possa avere una giustificazione.

5. La Russia non ha nessuna intenzione di andare a smuovere le acque torbide create dalla continua espansione dell’ impero del caos americano” e non ha nessun interesse nella costruzione di un nuovo impero russo (non servirebbe, le sfide della Russia si giocano tutte nello sviluppo del suo già vasto territorio). La Russia non è nemmeno più disposta ad agire da salvatore del mondo, come ha fatto in passato.

6. La Russia non tenterà di riformattare il mondo a sua immagine, ma neppure permetterà a nessuno di riformattare  la Russia a propria immagine. La Russia non chiuderà le sue porte al mondo,ma chiunque cercherà di sbatterle la porta in faccia può star sicuro che si troverà nel mezzo di un uragano.
7. La Russia non desidera che si diffonda il caos, non vuole la guerra e non ha intenzione di iniziarne una.

Tuttavia, oggi la Russia vede che lo scoppio di una guerra globale sembri quasi inevitabile, è pronta e continua a prepararsi. La Russia non vuole la guerra,

ma non ha paura della guerra.

8. La Russia non intende assumere un ruolo attivo nel contrastare chi sta ancora cercando di costruire un Nuovo Ordine Mondiale almeno fino a quando questi tentativi non cominceranno ad incidere sui più importanti interessi russi.

La Russia preferirebbe stare a guardare tutti quelli che contineranno a sbattere la testa contro i muri e vedere quanto resisteranno. Ma chi proverà a trascinare la Russia in questo processo, mostrando disprezzo per i suoi interessi, dovrà comprendere il vero significato del dolore.

9. Nella sua politica estera e, ancor più in quella interna, la Russia si non farà più riferimento alle parole delle élite e delle loro stanze segrete, ma conterà sulla volontà del popolo.

A questi nove punti ne aggiunge un decimo:

10. C’è ancora una possibilità di costruire un Nuovo Ordine Mondiale, che permetterà di evitare una guerra mondiale,  e deve necessariamente includere gli Stati Uniti

ma potrà farlo solo rispettando le stesse condizioni per tutti i paesi: dovranno tutti assoggettarsi al diritto e agli accordi internazionali; dovranno astenersi de ogni azione unilaterale e agire nel pieno rispetto della sovranità delle altre nazioni.

Riassumento:

Il tempo dei giochi è finito. I bambini, devono mettere via i giocattoli. Ora è il momento chegli adulti comincino a prendere le decisioni. La Russia è pronta, è il mondo?

*  *  *
Il TESTO COMPLETO del discorso di Vladimir Putin e la sessione di domande e risposte alla seduta finale del Meeting del Valdai International Discussion Club’s – XI session di Sochi – il 24 October 2014

Fonte: http://www.zerohedge.com
Link: http://www.zerohedge.com/news/2014-10-30/putin-western-elites-play-time-over

John Pilger : Obama è una creazione del Marketing Corporativo ENG Sub ITA   Leave a comment


 

John Pilger

 

Caricato il 13/ott/2009

John Pilger su Presidente Obama

Informazioni sui finanziatori di Obama :

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato 15 ottobre 2014 da sorriso47 in Barak Obama, giornalista, John Pilger, Obama

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l’America di oggi,di cui i Mass Media non parlano… (l’agenda globalista del Nuovo Ordine Mondiale.by Alex Jones)   Leave a comment


Se pensate che questi video non siano interessanti,andate dritti al 10/12,e Vi si rizzeranno i capelli!!!!

Steve R. Pieczenik. L’undici settembre è stato un false flag e Bin Laden è morto nel 2001   Leave a comment


Steve R. Pieczenik. L’undici settembre è stato un false flag e Bin Laden è morto nel 2001
pubblicata da Konstantin Levin
<https://www.facebook.com/profile.php?id=1544353444> il giorno giovedì 5
maggio 2011 alle ore 21.26
L’ex assistente del segretario di stato in tre diverse amministrazioni
Steve R. Pieczenik è pronto a dichiarare davanti al gran giurì federale
il nome di un generale maggiore che gli avrebbe rivelato direttamente
che l’undici settembre è stato un’attacco false flag
Paul Joseph Watson
Infowar.com
4 maggio 2011
Uno dei maggiori insider del governo americano, il dottor Steve R.
Pieczenik che ha occupato numerose differenti posizioni influenti sotto
tre diversi presidenti e che ancora lavora per il dipartimento della
difesa ha rivelato ieri nello show di Alex Jones che Bin Laden sarebbe
morto nel 2001. Il dottore avrebbe anche espresso il suo desiderio di
testimoniare di fronte al grand giuri che un generale maggiore gli
rivelò in maniera molto diretta che l’undici settembre altro non fu che
un lavoro dall’interno.
Pieczenik non può essere screditato con la solita etichetta di
cospirazionista. E’ stato assistente del segretario di stato in tre
differenti amministrazioni, Nixon, Ford e Carter, e ha inoltre lavorato
per Reagan e Bush senior. Oggi lavora come consulente per il
dipartimento della difesa. Come ex capitano della Marina pieczenik ha
ricevuto per due volte il prestigioso premio “Harry C. Solomon” dalla
Harvard Medical School e contemporaneamente ha conseguito un Dottorato
di ricerca all’MIT.
Pieczenik è stato inoltre pianificatore della politica statunitense al
servizio di segretari come Henry Kissinger, Cyrus Vance, George Shulz e
James Barker; durante la campagna che vide Bush opposto ad Al Gore
lavorava per Bush. Le sue referenze lo descrivono come uno degli uomini
più profondamente legati ai circoli dell’intelligence che hanno dominato
la scena politica degli ultimi trent’anni.
Il personaggio Jack Ryan che appare in molti libri di Tom Clancy
interpretato anche da Harrison Ford nel popolare film del 92 chiamato
Patriot Games è basato sulla figura di Piezcenik.
Nell’aprile del 2002, più di 9 anni fa, Piezcenik disse durante lo show
di Alex Jones che Bin Laden era già morto da mesi e che il governo stava
aspettando il momento politico più adatto per rendere la cosa pubblica.
Piezcenik è nella posizione di sapere come stanno le cose avendo
incontrato personalmente Bin Laden e avendo lavorato con lui durante la
guerra contro i sovietici in Afghanistan durante gli anni 80.
Piezcenik ha detto che Bin Laden è morto nel 2001, “non perché le forze
speciali lo abbiano ucciso ma perché era stato visitato da un’equipe
della CIA e dai loro registri risulta che fosse afflitto dalla sindrome
di Marfan.” Aggiungendo inoltre che il governo americano sapeva che Bin
Laden era morto prima di invadere l’Afghanistan.
La sindrome di Marfan è un disturbo genetico degenerativo per cui non
c’è cura definitiva. La malattia accorcia in maniera irreversibile la
vita del malato.
“E’ morto a causa della sindrome di Marfan, Bush junior lo sapeva, la
comunità dell’intelligence lo sapeva,”
Nel luglio del 2001 la CIA lo visitò nell’ospedale americano di Dubai:
“era già molto malato e stava già morendo, non c’era bisogno che
qualcuno lo uccidesse” Piezcenik ha aggiunto che Bin Laden è morto poco
dopo l’undici settembre nel suo complesso di Tora Bora.
“La CIA e la comunità dell’intelligence conoscevano la situazione?
Certo!” Ha detto Piezcenik riferendosi alle dichiarazioni di domenica
che asserivano che Bin Laden era stato ucciso in Pakistan. Ha aggiunto,
riferendosi alla foto rilasciata dalla Casa Bianca in cui vediamo Biden,
Obama e la Clinton che guarderebbero in diretta l’operazione che avrebbe
ucciso Bin Laden su uno schermo:”Tutto questo scenario in cui vedete un
gruppo di persone davanti allo schermo che guardano come se fossero
presissimi NON HA SENSO”
“E’ completamente costruito, creare consenso, siamo in America il teatro
dell’assurdo… Perché lo stiamo facendo ancora… Nove anni fa
quest’uomo era già morto… Perché il governo deve mentire in maniera
sistematica al popolo americano” si chiede Piezcenik.
“Osama Bin Laden è morto, non c’è modo che possano averci combattuto o
possano averlo affrontato o addirittura ucciso.” Piezcenik ha
addirittura scherzato, sostenendo che l’unico modo che avevano i corpi
speciali di ucciderlo era quello di attaccare un cimitero.
Piezcnik dice che la decisione di iniziare questa pagliacciata è stata
presa perché Obama stava andando verso il minimo storico di approvazione
popolare visto che la storia legata alla sua “americanita” stava per
esplodergli in faccia. (vi rimando ad un articolo sulla questione dell’americanità di Barac Obama )
“Doveva provare di essere più che americano.. Doveva essere aggressivo”
Ha detto Piezcenik, aggiungendo che la farsa è stata anche un modo per
isolare il Pakistan vista la sua opposizione all’utilizzo su larga scala
dei droni che hanno già ucciso centinaia di pakistani.”
“E’ tutto orchestrato, intendo, quando ci sono persone sedute in cerchio
a guardare una sit-com, come succede nella foto del comando centrale
della Casa Bianca che c’è stata mostrata e hai un presidente che esce
dalla stanza sembrando uno zombie dicendovi che hanno appena ucciso Bin
Laden che era già morto nove anni prima” dice Piezcenik ricordando
l’episodio, “E’ la più grande balla che abbia mai sentito, voglio dire è
assurdo”
Denigrando le dichiarazioni della Casa Bianca come un ridicolo scherzo
alla popolazione americana Piezcenik ha detto: “Sono così disperati a
cercare di far sembrare Obama un presidente passabile, a negare il fatto
che può non essere nato qui, evitare le domande sul suo background…
Vogliono che sia rieletto, vogliono prendere in giro il pubblico
un’altra volta”
L’affermazione di Piezcenik che Osama sia morto anni fa trova eco
nell’opinione di molti professionisti dell’intelligence senza parlare
dei capi di stato che la pensano così.
Bin Laden, “E’ stato usato nello stesso modo in cui è stato usato
l’undici settembre, per mobilizzare le emozioni ed i sentimenti degli
americani in modo da poter giustificare una guerra creata da Bush junior
e Dick Cheney contro il mondo del terrorismo” ha detto Piezcenik
Durante la puntata di ieri dell’Alex Jone Show Piezenik ha anche detto
che un generale molto prominente gli avrebbe detto a proposito
dell’undici settembre che non era nient’altro che un’operazione false
flag e che lui è pronto a dire davanti al grand giurì il nome del
generale che ha fatto questa rivelazione.
“Hanno attaccato” ha detto Piezcenik nominando Dick Cheney, Paul
Wolfowitz, Stephen Hadley, Elliott Abrams e Condoleezza Rice tra gli
altri come se loro fossero i diretti responsabili.
“Si chiama false flag e serve a mobilitare il pubblico americano tramite
la creazione di falsi presupposti… Me l’ha detto anche un generale
dello staff di Paul Wolfovitz.. Andro di fronte ad una commissione
federale e sotto giuramento dirò i nomi di questi individui così da
rendere la cosa pubblica.” ha detto Piezcenik aggiungendo che si sentiva
furioso e che sapeva che sarebbe successo.
Piezcenik ha spiegato che lui non è un liberale, un conservatore o un
membro del Tea Party ma solo un’americano che è molto preoccupato della
direzione che il paese sta prendendo.
Articolo originale
http://www.infowars.com/top-us-government-insider-bin-laden-died-in-2001-911-a-false-fla

Sapete perchè è morto Bin LAden? Per salvare “le chiappe” del leoncino Simba..   1 comment


Hamid Mir interviewing Osama bin Laden for Dai...

Image via Wikipedia

Propongo ai lettori curiosi una raccolta di articoli interessanti che fanno luce  su questo inpensabile accostamento…

da” Luogocomune.net …

E’ morto un uomo che non è mai esistito.
Intendiamoci, un signore di nome Osama bin Laden su questa terra è esistito, per un certo periodo di tempo, ma la sua vita reale non ha avuto nulla a che fare con quello che crede la gente. Il vero Osama bin Laden, di professione sceicco, si è dedicato negli anni ’80 all’organizzazione della militanza islamica contro l’invasione russa in Afghanistan. Per fare questo ha avuto l’appoggio, concreto e programmato, della CIA, che gli ha fornito non soltanto “armi e munizioni”, ma anche gli stessi uomini importati dai paesi arabi – i cosiddetti Mujaheddin – per combattere al suo fianco.
Da questa figura tridimensionale, già di per se sfuggevole ed ambigua, è nato il personaggio a due dimensioni ad uso strettamente mediatico, che tutti conoscono come Osama bin Laden. Naturalmente, per poter gestire con disinvoltura il personaggio a due dimensioni, è stato necessario uccidere quello reale. Risale alla primavera del 2002 un articolo, in lingua pakistana, che riportava la notizia della morte dello sceicco saudita. Anche Benazir Bhutto ne diede – in modo apparentemente involontario – la conferma. Ma questa notizia fu naturalmente ignorata dai media mainstream, che potevano così iniziare ad allevare il loro prezioso pargolo bi-dimensionale, che gli avrebbe fruttato centinaia di titoloni a nove colonne nel corso di quasi un decennio.
Sulla inconsistenza – ridicolaggine, anzi – di questo personaggio fittizio non ci dilungheremo di certo. Abbiamo già abbondantemente smentito la sua reale esistenza più volte, e lo abbiamo fatto in modo a nostro parere del tutto esaustivo.
Nè peraltro dobbiamo sforzarci più di tanto per dimostrare che anche questa notizia della sua uccisione non sia che un’ennesima, patetica messinscena: …
… non solo la foto “ufficiale” del cadavere – messa in circolazione, a quanto pare, dalle autorità pakistane – è un falso plateale, ma anche se esistesse una foto genuina del cadavere di bin Laden nulla potrebbe garantire che sia stata scattata ieri, e non otto anni fa.
Di fatto erano nove anni che non vedevamo più una immagine credibile di bin Laden da vivo, e questo dovrebbe bastare a risolvere la questione sulla vera data della sua morte.
Ci resta ora da valutare perchè sia stato scelto proprio questo momento per dare questa (falsa) notizia-bomba alle agenzie di tutto il mondo.
Per prima cosa, salta all’occhio un dettaglio molto interessante: tutti sanno infatti che sia buona regola dare le “brutte notizie” (scandali presidenziali, crolli in borsa, ecc.) il venerdì sera, in modo da approfittare del week-end – notoriamente “morto”, da un punto di vista mediatico – per attenuarne in qualche modo gli effetti negativi. Appare invece curioso che la notizia della morte di bin Laden sia comparsa sulle testate di tutti i giornali del mondo proprio il lunedì mattina, quasi si volesse ottenere l’effetto contrario: usare tutta la settimana per avere il massimo rimbombo su questa notizia, andando a coprirne eventualmente di altre meno accattivanti.

Si chiama “Wag the Dog” – dal titolo del famoso film – ed è un trucco che è stato usato spesso di recente dai presidenti americani (il più famoso di tutti è il caso di Clinton, che decise di far bombardare un impianto chimico in Sudan – creando una grande eco mediatica – proprio nel momento in cui stava per esplodere lo scandalo Lewinsky).

simbaObama

Ebbene, forse non tutti sanno che la scorsa settimana il presidente Obama ha rilasciato il suo “vero“ certificato di nascita. Lo ha fatto nel tentativo di placare una volta per tutte le polemiche sul suo reale luogo di nascita, che molti sostengono non essere stato quello delle Hawaii. Peccato per lui che il “vero“ certificato di nascita sia risultato essere un falso clamoroso.

Obama certificato

Ci hanno messo dai 14 ai 18 minuti, gli esperti di Photoshop, per cogliere in quel documento una serie di manipolazioni talmente evidenti da non lasciare nessuna speranza a chi voglia sostenere che sia autentico.

Finora i media americani avevano finto di ignorare quello che in Intenet già tutti sanno, e cioè appunto che il certificato sia falso, ma sembra evidente che prima o poi qualcuno della destra avrebbe raccolto queste informazioni, e la Fox non avrebbe certo risparmiato il presidente da una figuraccia planetaria.
Figuraccia che gli costerebbe di certo la rielezione.
A questo si aggiunga il fatto che proprio la settimana scorsa il Pakistan ha apertamente invitato il governo dell’Afghanistan ad abbandonare la sua alleanza con gli Stati Uniti e ad appoggiarsi invece, come già stanno facendo loro, al nascente impero cinese.
Quale occasione migliore, si potrebbe pensare, perché la Casa Bianca tirasse fuori questo splendido asso nella manica? Ora che Osama non c’è più, infatti, cadranno molte delle motivazioni che trattengono i soldati americani in Afghanistan (non era per questo che ci eravamo andati, dopotutto?), e questo potrebbe evitare che il governo afghano arrivi all’esasperazione e scelga davvero di passare dalla parte dei cinesi.
Resta infine una considerazione da fare: il popolo americano in prima fila, ed in qualche modo anche buona parte del resto del mondo, sono stati presi in giro per ben tre volte con la stessa invenzione: sono stati presi in giro quando gli è stato detto che fosse Osama il responsabile degli attacchi dell’11 settembre. Sono stati presi in giro quando gli è stato detto che eravamo in Afghanistan per cercare di catturarlo, e sono stati presi in giro ora che gli hanno detto che è stato ucciso soltanto ieri.
D’altronde, come dicono i saggi, “vulgus vult decipi”. Ergo decipiatur.
Massimo Mazzucco      http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3739

Riaffiorano le polemiche sulla nascita
E Obama rende pubblico il certificato

Il documento disponibile online sul sito della Casa Bianca. Mostra con chiarezza che il presidente americano è nato a Honolulu. Non quindi in Kenya, come sostengono i “birthers”, convinti che non abbia i requisiti per guidare gli Stati Uniti. Nelle ultime settimane è stato il miliardario Trump a rilanciare la polemica

Eccolo il documento che una volta per tutte dovrebbe mettere la parola fine alle polemiche che hanno accompagnato il presidente Barack Obama fin dal giorno della sua elezione, sulla sua legittimità ad occupare la Casa Bianca: è stato reso pubblico il certificato di nascita di Obama, in forma completa, che prova che il presidente è con certezza cittadino americano ed è nato alle Hawaii, a dispetto di chi continua a seminare dubbi sulla sua americanità.
Ultimo, in ordine di tempo, a cavalcare l’argomento è stato Donald Trump, il magnate repubblicano lanciato verso la candidatura per la corsa alla Casa Bianca, ma la causa è popolare da tempo fra i cosiddetti “birthers”, movimento che raggruppa chi ormai da anni pensa che Obama sia nato in Kenya e non alle isole Hawaii, e che pertanto non abbia diritto ad essere presidente degli Stati Uniti,

visto che il secondo articolo della Costituzione prevede esplicitamente la nascita nel territorio americano come requisito essenziale per essere eletto.

“Non abbiamo tempo per queste stupidaggini, abbiamo cose più importanti da fare, abbiamo problemi da risolvere”. Così, con una breve dichiarazione alla stampa, Barack Obama ha spiegato perché ha deciso di pubblicare il certificato, dopo aver ignorato ed essersi anche “divertito” per anni delle “falsità” fatte circolare sul suo conto. Ma ora basta: “Abbiamo grandi problemi da affrontare insieme, lo possiamo fare, ma non se ci

facciamo distrarre” da cose senza importanza che ci impediscono “di essere seri”, ha detto ancora il presidente Usa. E a forza di delegittimazioni “non andiamo da nessuna parte”, ha aggiunto.
Il documento, in forma completa, è stato pubblicato sul sito della Casa Bianca e certifica che Obama è nato ad Honolulu, è firmato dalla madre e dalle autorità governative statali. Il certificato aggiunge anche il luogo di nascita del presidente, l’ospedale di maternità e ginecologia di Kapiolani. Il documento è stato recuperato dall’avvocato del presidente che è appositamente volato nelle Hawaii per ottenerne una copia.
Durante la campagna elettorale, nel 2008, Barack Obama già pubblicò sul suo sito l’estratto di quel certificato, in cui era leggibile in modo chiaro che era nato il 4 agosto 1961 a Honolulu. Ma in tutti questi mesi, i “birthers” hanno sempre ripetuto che a loro giudizio quel certificato era un falso. Si tratta di una tesi portata avanti in modo ossessivo da una parte dell’establishment repubblicano, e di fatto ripudiata dai vertici del partito.
Sembrava una polemica ormai superata, ma nelle ultime settimane è stato il miliardario Trump a rimetterla al centro del dibattito politico. “Perché non l’ha mostrato anni fa?”, ha commentato a caldo il tycoon, aggiungendo: “Spero che sia autentico. Voglio vederlo di persona. Comunque sono contento perchè ora possiamo parlare di tanti problemi seri che affliggono il Paese”, ha detto ancora Trump, che ora dovrebbe essere soddisfatto.
“Sarebbe ora che il Paese discutesse di problemi veri e non fosse distratto da queste questioni totalmente finte”, ha aggiunto Dan Pfeiffer, il direttore della comunicazione della Casa Bianca. Nella speranza che davvero ora si possa iniziare a pensare ad altro.

(27 aprile 2011)

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