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FUORI DI SENO – LE INCREDIBILI FOTO DEGLI AWÁ DELL’AMAZZONIA, UNA TRIBÙ “INCONTATTATA”   Leave a comment


 

FUORI DI SENO – LE INCREDIBILI FOTO DEGLI AWÁ DELL’AMAZZONIA, UNA TRIBÙ “INCONTATTATA” LE CUI DONNE ALLATTANO GLI ANIMALI DELLA FORESTA E LORO IN CAMBIO PROCURANO FRUTTA E AIUTANO A SPACCARE LE NOCI PER LA CENA – VIDEO

Quella degli Awá è la tribù più minacciata del mondo. Un comune raffreddore potrebbe uccidere un intero gruppo, e se si imbattono nei taglialegna illegali, archi e frecce non avranno chance contro i fucili degli invasori. Se 500 anni fa la tribù contava migliaia di membri, oggi ne sono rimasti solo 300…

Le donne Awá si prendono cura di diverse specie di cuccioli di scimmia rimasti orfani, tra cui le scimmie urlatrici e quelle cappuccine, che allattano al seno. E per illuminare le case di notte, bruciano una resina che estraggono da un albero rosso brasiliano, il maçaranduba.

 

 

http://www.dailymail.co.uk/embed/video/1234351.html

Spesso si dice che ci sia molto da imparare dagli animali soprattutto quando si aiutano a vicenda senza guardare alla razza o alla specie a cui appartengono. Ma alcune volte anche l’uomo stesso può essere d’insegnamento per i suoi simili, anzi in questo particolare caso sarebbe una donna ad essere di esempio per gli altri.

Pare, infatti, che alcune volte la natura abbia il sopravvento anche tra gli umani e cosi anche l’istinto materno di una donna, appartenente ad una tribù della Foresta Amazzonica, che offre il suo latte ad un cucciolo di scimmia.

http://tv.liberoquotidiano.it/video/libero-tv-copertina/1546890/Amazzonia–la-donna-che-allatta.html

 

La donna spiega che i due fratelli si divertono a giocare assieme e rassicura la sua interlocutrice che non appena la piccola scimmia orfana diventerà più grande e aggressiva, sarà liberata nel suo habitat.

Gesù..i suoi pensieri..la chiesa nascente..   Leave a comment


Sono esistiti, sin dall’inizio, non uno ma diversi cristianesimi.

(il Vangelo di Tommaso)

http://web.tiscalinet.it/Agrapha/Vangeli/Vang_Tommaso_descr.html

Gospel of Thomas.jpg

http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_di_Tommaso

Una delle sue versioni ha preso il sopravvento sulle altre; ha stabilito, secondo il proprio punto di vista, il canone delle Sacre Scritture e si è imposta come ortodossia, relegando le altre al rango di eresie e cancellandone il ricordo.

Noi possiamo però oggi, grazie a nuove scoperte di testi e a una rigorosa applicazione del metodo storico, ristabilire la verità e presentare finalmente Gesù di Nazareth per quello che fu veramente e che egli stesso intese essere, cioè una cosa totalmente diversa da quello che le varie Chiese cristiane hanno finora preteso che fosse.

Nuove scoperte di nuovi testi hanno modificato il quadro storico sulle origini cristiane.

Gesù non ha mai voluto fondare alcuna religione. Gesù è l’Uomo che ha coscienza e conoscenza di sè e che, con il solo atto di volontà cambia la “realtà” (miracolo).

Gesù è venuto a portarci la conoscenza che ci hanno sempre nascosto sulla natura dell’uomo che è ANIMA.

Egli è venuto a dirci che possiamo essere come lui, vero Uomo e vero Dio.

La religione fu voluta da forze che non sono solo di questa Terra, per dividere le genti e assoggettare la volontà umana nascondendoci la nostra stessa natura.

Gesù non è religione, è VITA.

La pratica del nudo yoga   Leave a comment


In una pagina.. potrete seguire questa meravigliosa pratica di preghiera con il Corpo e con l’Anima..

Qui potete vedere un filmato di questa pratica effettuata da un vero Guru indiamo..

insomma questa moda attuale ha un riscontro anche nello yoga indiano dei guru.

PURE NUDE YOGA OCEAN   Leave a comment


Pubblicato il 03/nov/2014

Now available on Vimeo! Worldwide!
Instant Download full version at Vimeo.com: vimeo.com/ondemand/nudeyoga

Pure Nude Yoga- Ocean Goddess – Basic & Intermediate

“Pure Nude Yoga – Ocean Goddess” artfully explores the ancient form of yoga practiced in the nude. Beautiful 25 year old Yogini Mira Westwood gracefully moves through an series of nude yoga poses on a stunning beach. Pure Nude Yoga – Ocean Goddess is a easy way to follow along or learn yoga, or simply relax and enjoy a naturist yogini practicing yoga poses naked. For beginning to intermediate yoga.

Ocean Goddess Mira Westwood is amazingly graceful and flexible, as she slowly moves through a selection of classic yoga positions, starting from basic to more intermediate. Just watching her is inspiring and relaxing. Yogini Mira Westwood has been faithfully practicing a variety yoga forms for several years, including Hatha Yoga, Iyengar, Power Yoga, as well as Ashtanga Yoga.

In “Pure Nude Yoga – Ocean Goddess” yogini Mira gracefully explores these ancient yoga forms unclothed; beginning with some basic salutations and then progressing to more limbering Asanas, and then tapering off with some relaxing poses and finally concluding with some meditative positions.
“Pure Nude Yoga- Ocean Goddess” is ideal for the beginning to intermediate yoga disciple, and perfect for anyone interested in deepening their understanding of the potential of nude yoga to nurture and enhance a freeing naturist balance of health, body and spirit.

Shot in high definition, “Pure Nude Yoga – Ocean Goddess” includes one hour of nude yoga, interspersed with calming ocean interludes, zen koans, a meditational soundtrack mixed with sounds of relaxing ocean waves.

Performing yoga nude enables one to feel free, open and unrestrained in movements and meditations, and to experience pristine natural surroundings without barriers or restrictions. In its purest form, nude yoga can totally unite the body, mind, and spirit, resulting in a state of joyful bliss.

Some of the poses featured in “Pure Nude Yoga – Zen Ocean Goddess” include Lotus, Triangle, Camel, Wheel, Lord of Half Fishes, Warrior II, and many other favorites.
Stripped down to the bare elements, this is a contemporary variation on traditional Eastern Yoga discipline in providing inner peace, strength, flexibility, to stimulate and enhance a healthy awareness of one’s body.
Directed by Dane Van Rose
Visit http://www.purenudeyoga.com for more information.

con Papa Francesco si avverte il Volto vero della Misericordia e del Pensiero del Padre che è nei cieli: questo è Messianesimo   Leave a comment


Synod14 – 15ª Congregazione generale: Discorso del Santo Padre Francesco per la conclusione della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, 18.10.2014

Saluto del Presidente Delegato Card. Raymundo Damasceno Assis

Questo pomeriggio, nel corso della quindicesima e ultima Congregazione generale Sinodo straordinario sulla famiglia, il Santo Padre Francesco ha rivolto ai Padri Sinodali e a tutti i partecipanti in Aula il discorso che riportiamo di seguito:

Discorso del Santo Padre

Eminenze, Beatitudini, Eccellenze, fratelli e sorelle,

Con un cuore pieno di riconoscenza e di gratitudine vorrei ringraziare, assieme a voi, il Signore che ci ha accompagnato e ci ha guidato nei giorni passati, con la luce dello Spirito Santo!

Ringrazio di cuore il signor cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo, S.E. Mons. Fabio Fabene, Sotto-segretario, e con loro ringrazio il Relatore il cardinale Péter Erdő, che ha lavorato tanto anche nei giorni del lutto familiare, e il Segretario Speciale S.E. Mons. Bruno Forte, i tre Presidenti delegati, gli scrittori, i consultori, i traduttori e gli anonimi, tutti coloro che hanno lavorato con vera fedeltà dietro le quinte e totale dedizione alla Chiesa e senza sosta: grazie tante!

Ringrazio ugualmente tutti voi, cari Padri Sinodali, Delegati Fraterni, Uditori, Uditrici e Assessori per la vostra partecipazione attiva e fruttuosa. Vi porterò nella preghiera, chiedendo al Signore di ricompensarvi con l’abbondanza dei Suoi doni di grazia!

Potrei dire serenamente che – con uno spirito di collegialità e di sinodalità – abbiamo vissuto davvero un’esperienza di “Sinodo”, un percorso solidale, un “cammino insieme”.

Ed essendo stato “un cammino” – e come ogni cammino ci sono stati dei momenti di corsa veloce, quasi a voler vincere il tempo e raggiungere al più presto la mèta; altri momenti di affaticamento, quasi a voler dire basta; altri momenti di entusiasmo e di ardore. Ci sono stati momenti di profonda consolazione ascoltando la testimonianza dei pastori veri (cf. Gv 10 e Cann. 375, 386, 387) che portano nel cuore saggiamente le gioie e le lacrime dei loro fedeli. Momenti di consolazione e grazia e di conforto ascoltando e testimonianze delle famiglie che hanno partecipato al Sinodo e hanno condiviso con noi la bellezza e la gioia della loro vita matrimoniale. Un cammino dove il più forte si è sentito in dovere di aiutare il meno forte, dove il più esperto si è prestato a servire gli altri, anche attraverso i confronti. E poiché essendo un cammino di uomini, con le consolazioni ci sono stati anche altri momenti di desolazione, di tensione e di tentazioni, delle quali si potrebbe menzionare qualche possibilità:

una: la tentazione dell‘irrigidimento ostile,

 

gesù peccatrice             gesù sabbia

 

gesù apostoli

cioè il voler chiudersi dentro lo scritto (la lettera) e non lasciarsi sorprendere da Dio, dal Dio delle sorprese (lo spirito); dentro la legge, dentro la certezza di ciò che conosciamo e non di ciò che dobbiamo ancora imparare e raggiungere. Dal tempo di Gesù, è la tentazione degli zelanti, degli scrupolosi, dei premurosi e dei cosiddetti – oggi- “tradizionalisti” e anche degli intellettualisti.

La tentazione del buonismo distruttivo,

che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei “buonisti”, dei timorosi e anche dei cosiddetti “progressisti e liberalisti”.

La tentazione di trasformare la pietra in pane per rompere un digiuno lungo, pesante e dolente (cf. Lc 4,1-4) e anche di trasformare il pane in pietra e scagliarla contro i peccatori, i deboli e i malati (cf. Gv 8,7) cioè di trasformarlo in “fardelli insopportabili” (Lc 10, 27).

La tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio.

La tentazione di trascurare il “depositum fidei”, considerandosi non custodi ma proprietari e padroni o, dall’altra parte, la tentazione di trascurare la realtà utilizzando una lingua minuziosa e un linguaggio di levigatura per dire tante cose e non dire niente! Li chiamavano “bizantinismi”, credo, queste cose…

Cari fratelli e sorelle, le tentazioni non ci devono né spaventare né sconcertare e nemmeno scoraggiare, perché nessun discepolo è più grande del suo maestro; quindi se Gesù è stato tentato – e addirittura chiamato Beelzebul (cf. Mt 12, 24) – i suoi discepoli non devono attendersi un trattamento migliore.

Personalmente mi sarei molto preoccupato e rattristato se non ci fossero state queste tentazioni e queste animate discussioni; questo movimento degli spiriti, come lo chiamava Sant’Ignazio (EE, 6) se tutti fossero stati d’accordo o taciturni in una falsa e quietista pace. Invece ho visto e ho ascoltato – con gioia e riconoscenza – discorsi e interventi pieni di fede, di zelo pastorale e dottrinale, di saggezza, di franchezza, di coraggio e di parresia. E ho sentito che è stato messo davanti ai propri occhi il bene della Chiesa, delle famiglie e la “suprema lex, la “salus animarum (cf. Can. 1752). E questo sempre – lo abbiamo detto qui, in Aula – senza mettere mai in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio: l’indissolubilità, l’unità, la fedeltà e la procreatività, ossia l’apertura alla vita (cf. Cann. 1055, 1056 e Gaudium et Spes, 48).

E questa è la Chiesa, la vigna del Signore, la Madre fertile e la Maestra premurosa, che non ha paura di rimboccarsi le maniche per versare l’olio e il vino sulle ferite degli uomini (cf. Lc 10, 25-37); che non guarda l’umanità da un castello di vetro per giudicare o classificare le persone. Questa è la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e composta da peccatori, bisognosi della Sua misericordia. Questa è la Chiesa, la vera sposa di Cristo, che cerca di essere fedele al suo Sposo e alla sua dottrina. È la Chiesa che non ha paura di mangiare e di bere con le prostitute e i pubblicani (cf. Lc 15). La Chiesa che ha le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o coloro che credono di essere perfetti! La Chiesa che non si vergogna del fratello caduto e non fa finta di non vederlo, anzi si sente coinvolta e quasi obbligata a rialzarlo e a incoraggiarlo a riprendere il cammino e lo accompagna verso l’incontro definitivo, con il suo Sposo, nella Gerusalemme Celeste.

Questa è la Chiesa, la nostra madre! E quando la Chiesa, nella varietà dei suoi carismi, si esprime in comunione, non può sbagliare: è la bellezza e la forza del sensus fidei, di quel senso soprannaturale della fede, che viene donato dallo Spirito Santo affinché, insieme, possiamo tutti entrare nel cuore del Vangelo e imparare a seguire Gesù nella nostra vita, e questo non deve essere visto come motivo di confusione e di disagio.

Tanti commentatori, o gente che parla, hanno immaginato di vedere una Chiesa in litigio dove una parte è contro l’altra, dubitando perfino dello Spirito Santo, il vero promotore e garante dell’unità e dell’armonia nella Chiesa. Lo Spirito Santo che lungo la storia ha sempre condotto la barca, attraverso i suoi Ministri, anche quando il mare era contrario e mosso e i ministri infedeli e peccatori.

E, come ho osato di dirvi all’inizio, era necessario vivere tutto questo con tranquillità, con pace interiore anche perché il Sinodo si svolge cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti.

Parliamo un po’ del Papa, adesso, in rapporto con i vescovi… Dunque, il compito del Papa è quello di garantire l’unità della Chiesa; è quello di ricordare ai pastori che il loro primo dovere è nutrire il gregge – nutrire il gregge – che il Signore ha loro affidato e di cercare di accogliere – con paternità e misericordia e senza false paure – le pecorelle smarrite. Ho sbagliato, qui. Ho detto accogliere: andare a trovarle.

Il suo compito è di ricordare a tutti che l’autorità nella Chiesa è servizio (cf. Mc 9, 33-35) come ha spiegato con chiarezza Papa Benedetto XVI, con parole che cito testualmente: «La Chiesa è chiamata e si impegna ad esercitare questo tipo di autorità che è servizio, e la esercita non a titolo proprio, ma nel nome di Gesù Cristo … attraverso i Pastori della Chiesa, infatti, Cristo pasce il suo gregge: è Lui che lo guida, lo protegge, lo corregge, perché lo ama profondamente. Ma il Signore Gesù, Pastore supremo delle nostre anime, ha voluto che il Collegio Apostolico, oggi i Vescovi, in comunione con il Successore di Pietro … partecipassero a questa sua missione di prendersi cura del Popolo di Dio, di essere educatori nella fede, orientando, animando e sostenendo la comunità cristiana, o, come dice il Concilio, “curando, soprattutto che i singoli fedeli siano guidati nello Spirito Santo a vivere secondo il Vangelo la loro propria vocazione, a praticare una carità sincera ed operosa e ad esercitare quella libertà con cui Cristo ci ha liberati” (Presbyterorum Ordinis, 6) … è attraverso di noi – continua Papa Benedetto – che il Signore raggiunge le anime, le istruisce, le custodisce, le guida. Sant’Agostino, nel suo Commento al Vangelo di San Giovanni, dice: “Sia dunque impegno d’amore pascere il gregge del Signore” (123,5); questa è la suprema norma di condotta dei ministri di Dio, un amore incondizionato, come quello del Buon Pastore, pieno di gioia, aperto a tutti, attento ai vicini e premuroso verso i lontani (cf. S. Agostino, Discorso 340, 1; Discorso 46, 15), delicato verso i più deboli, i piccoli, i semplici, i peccatori, per manifestare l’infinita misericordia di Dio con le parole rassicuranti della speranza (cf. Id., Lettera 95, 1)» (Benedetto XVI, Udienza Generale, Mercoledì, 26 maggio 2010).

Quindi, la Chiesa è di Cristo – è la Sua Sposa – e tutti i vescovi, in comunione con il Successore di Pietro, hanno il compito e il dovere di custodirla e di servirla, non come padroni ma come servitori. Il Papa, in questo contesto, non è il signore supremo ma piuttosto il supremo servitore – il “servus servorum Dei”; il garante dell’ubbidienza e della conformità della Chiesa alla volontà di Dio, al Vangelo di Cristo e alla Tradizione della Chiesa, mettendo da parte ogni arbitrio personale, pur essendo – per volontà di Cristo stesso – il “Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli” (Can. 749) e pur godendo “della potestà ordinaria che è suprema, piena, immediata e universale nella Chiesa” (cf. Cann. 331-334).

Cari fratelli e sorelle, ora abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare; a dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie.

Un anno per lavorare sulla “Relatio synodi” che è il riassunto fedele e chiaro di tutto quello che è stato detto e discusso in questa aula e nei circoli minori. E viene presentato alle Conferenze episcopali come “Lineamenta”.

Il Signore ci accompagni, ci guidi in questo percorso a gloria del Suo nome con l’intercessione della Beata Vergine Maria e di San Giuseppe! E per favore non dimenticate di pregare per me!

[03046-01.01] [Testo originale: Italiano]

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2014/10/18/0771/03046.html

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