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GRECIA 5 luglio 2015 REFERENDUM sulla proposta economica dell’Europa ( OXI ) NO (NAI) SI   Leave a comment


Greci al voto domani tra paura e voglia di ricominciare

Il popolo greco è chiamato ad accettare o meno le proposte di riforma dei creditori, in cambio di un nuovo piano di supporto per il Paese ellenico. Ma non mancano i tentativi di risolvere la situazione in extremis, con un accordo tra Ue e Tsipras. Intanto la Grecia è diventata insolvente verso il Fmi, ma rischia grosso con le scadenze di luglio, in particolare verso la Bce. Ecco i possibili scenari a seconda dell’esito delle urne e dell’evoluzione finanziaria della Penisola

Un sabato soleggiato e caldo ad Atene e sulle famose isolette greche meta di turisti da tutto il mondo. Potrebbe essere un tranquillo sabato estivo ma quest’anno per il Paese è il giorno X.

Qui siamo a Corinto ed Elena, direttrice di una scuola di danza ci spiega cosa pensano i greci come lei: “Le persone sono divise su questo referendum. Non sono sicura ma credo che la percentuale dei sostenitori di Syriza sia diminuita”.

I bar e i ristoranti del centro sono perlopiù affollati da stranieri in vacanza, la gente del posto cerca di risparmiare quel poco che è riuscita a prelevare: “La gente è arrabbiata. E si può benissimo capire il perché”, ci dice Christos, membro del consiglio comunale. E’ cambiato tutto, la nostra vita è diventata più difficile, parlo della nostra vita quotidiana. Ovunque serpeggia la paura. Una paura che arriva dalla presa di coscienza di quello che sta accandendo nel paese e di quello che potrebbe accadere in futuro”.

Un popolo allo stremo, diviso sul voto e sulle decisioni prese dal loro premier Tsipras. “E’ vero all’inizio le percentuali a favore del “No” erano molto alte, un dato sopredente”, fa notare una rappresentante locale di Syriza. “Quando le banche hanno iniziato a chiudere le porte il popolo greco è rimasto scioccato, siamo un popolo che ha sofferto molto negli ultimi tempi”.

Il futuro dei greci dipenderà anche dalla scelta di domani.

ATENE – Migliaia di persone sono scese in piazza ad Atene per partecipare alle due manifestazioni contrapposte una a favore del ‘No’ e una a favore del ‘Sì’ per il referendum di domenica, in cui i greci sono chiamati a esprimersi sulla proposta di accordo presentata dai creditori internazionali. Il fronte del ‘No’ si è dato appuntamento a piazza Syntagma, per ascoltare il discorso del premier Alexis Tsipras, mentre i manifestanti che difendono il ‘Sì’ hanno scelto lo stadio Kallimarmaro , che ospitò le prime olimpiadi moderne. Circa 40.000 manifestanti si sono più o meno equamente divisi tra i due cortei.

“Oggi è la festa della democrazia, che ritorna in Europa. Tutti gli occhi dell’Europa sono sul popolo greco. Festeggiamo la vittoria della democrazia ha detto – Tsipras nel suo discorso – . Oggi festeggiamo e cantiamo per superare la paura e i ricatti. Oggi tutta l’Europa guarda voi, il popolo greco. Abbiamo una grande occasione: far ritornare la democrazia in Europa”.

Tsipras ha dichiarato che i greci sono determinati a riprendere i problemi nelle loro mani” e dicono ‘No’ agli ultimatum. “Domenica non decidiamo semplicemente di stare in Europa, decidiamo di stare in Europa con dignità. La ragione è dalla nostra parte, vinceremo”, ha aggiunto.

Poco prima dell’inizio dei cortei scontri sono scoppiati fra la polizia e gruppi di manifestanti. Gli agenti hanno lanciato granate stordenti. Secondo alcuni testimoni, un gruppo di circa 300 persone con il volto coperto dai passamontagna ha cercato di forzare un cordone di poliziotti posto all’inizio di via Ermou, che si immette nella centralissima piazza Syntagma dove è incominciata poco dopo la manifestazione a favore dei “No” al referendum. La polizia ha bloccato gli aggressori esplodendo candelotti lacrimogeni.

http://video.repubblica.it/dossier/crisi-grecia-2011/tsipras-votate-contro-chi-vuole-terrorizzarvi/206120/205226

(fonte Barclays) Passa sopra con il mouse per ingrandire

Pubblicato 4 luglio 2015 da sorriso47 in democrazia, Grecia, Greek, referendum

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cari fratelli di casa Pound   Leave a comment


Mussolini,Berlusconi

Mussolini,Berlusconi

nè rossi  nè neri..ma libberi pensieri

nè rossi nè neri..ma libberi pensieri

per intendersi..siete quelli che avete detto,appoggiati alla Polizia, “nè rossi..nè neri…ma libbberi pensieri.”
Nei vostri circoli vi fate al massimo una birra e siete contro l’uso delle droghe..poi per dimostrare che siete sprezzanti del sacrificio e pronti anche a soffrire per la Vostra giusta Causa..vi colpite..reciprocamente con una cinghia..!!!!
Ma lo sapete cosa diceva Rachele Mussolini di suo marito Benito: “Ce l’ha sempre dritto..per cui a lei bastava ed avanzava..
Avete mai “riflettuto” che a quei tempi non c’era il Viagra od il Cialis..e che quindi..sicuramente il Vostro Duce..si “faceva di coca!!
Meditate ,bravi ragazzi,non Vi chiedo di diventare ..Comunisti..ma almeno esercite quella che Dio ha dato..ad ogni Creatura ..e non offendeteVi …che sono animato da uno spirito ,direi quasi Fraterno..(lo dico senza esagerare!!!!)usate un pò…la Ragione-

anche tra gli Ebrei..ci sono degli anti-sionisti   5 comments


antisionisti.jpg

Il problema è il Sionismo

(Un interessante articolo tratto dal blog “tra cielo e terra”)  

Nell’osservare l’ evolversi della situazione in medio oriente, pare farsi sempre più forte la convinzione che in quella terra martoriata dagli uomini la pace rimarrà per molto tempo una irraggiungibile chimera.
Ed a seconda dei diversi punti di vista si individua di volta in volta la colpa dell’attuale situazione nelle genti arabe, che non accetterebbero la presenza degli ebrei in Palestina, oppure negli israeliani, che quella terra la vorrebbero tutta per sé.
In verità, la gente comune, il “cittadino semplice”, di qualunque fede o etnia sia, ha come primo desiderio quello di poter vivere in pace e sicurezza su di un lembo di terra che garantisca a lui ed alla sua famiglia sussistenza e benessere.
Nella stessa Palestina, dalla caduta dell’impero romano in poi, sono convissuti fianco a fianco ebrei cristiani e musulmani.
Cambiavano i dominatori, che coinvolgevano le popolazioni nelle loro cruenti lotte per la conquista del potere, ma gli strati più bassi della società in cuor loro desideravano solo portare avanti una esistenza decorosa, e pacifica.
Gli stessi crociati, quando sul finire dell’ XI secolo giunsero a Gerusalemme, si sorpresero e si scandalizzarono nel vedere una città in cui cristiani delle diverse confessioni convivevano e collaboravano con ebrei e musulmani.Noi siamo stati educati a concepire la storia come una continua lotta tra popoli che combattono tra loro per sottomettere gli uni gli altri.
In verità, è una minima parte dell’umanità quella che è spinta dal desiderio di possesso e di sopraffazione nei confronti dei propri simili, e che si esalta e gode del massacro e della distruzione.
Purtroppo, nel corso dei secoli questa piccola minoranza di psicopatici ha saputo accaparrarsi le posizioni di comando, coinvolgendo anche il resto dei suoi simili nelle sue folli visioni di morte e  devastazione.
Bisognerebbe rivedere l’intera storia del genere umano alla luce di questo fatto, e cercare le ragioni per cui gli psicopatici riescono sempre ad imporre la loro distorta visione del mondo al resto della popolazione.
Ed allo stesso modo questa chiave di lettura è l’unica che permette di capire l’origine dell’attuale tragica situazione nel medio oriente.

Non sono né gli ebrei né gli arabi a rappresentare l’origine dei problemi in Palestina, ma quel movimento ideologico moderno che risponde al nome di sionismo.
La propaganda dei media internazionali ha nel tempo associato il sionismo all’ebraismo, usando i due termini quali sinonimi; in tal modo, chiunque si mostrasse critico nei confronti del movimento sionista veniva immediatamente giudicato, di conseguenza, anche
anti-semita, con tutto quello che questa infame accusa comporta.
In realtà il sionismo è un movimento di ispirazione laica, nato nel XIX secolo ed inizialmente osteggiato dalla maggioranza degli ebrei, in quanto il suo presupposto risulta blasfemo all’interno della dottrina ebraica. Come ebbe a dire il Rabbino Aharon Cohen, dell’associazione Neturei karta:
“l’Ebraismo e il Sionismo sono due concezioni totalmente e diametralmente opposte.
L’Ebraismo è un antico modo, che risale a migliaia di anni fa, di vivere secondo la volontà di D-o, pieno di contenuto morale, etico e religioso.
Il Sionismo è relativamente giovane – poco più di cent’anni – ed ha una concezione secolare e nazionalista, completamente priva di etica e di morale.
Tuttavia, bisogna dire che ci sono gruppi religiosi, tra il Popolo Ebraico, che sono stati influenzati ed infettati dalla filosofia nazionalista sionista ed hanno, scorrettamente e falsamente, “attaccato” il Sionismo addosso all’Ebraismo, andando contro gli insegnamenti dell’Ebraismo come è stato tramandato da generazioni.[…]
[Dalla diaspora] fino ai giorni nostri il Popolo Ebraico è, per decreto divino, in esilio, nel quale noi dobbiamo essere leali cittadini delle nazioni in cui ci troviamo e ci è proibito sotto giuramento di tentare di uscire dall’esilio con le nostre forze.
Ci è proibito sotto giuramento di tentare di formare un nostro Stato in Palestina.
Trasgredire questi divieti costituirebbe una ribellione contro i voleri dell’O—ipotente e siamo a conoscenza delle gravissime conseguenze di un tale tentativo. […]

Non si potrà mai capire la natura della tragedia in atto in Palestina, se prima non si comprende che un gruppo inizialmente minoritario all’interno della comunità ebraica ha saputo nel tempo identificare la propria ideologia con l’ebraismo stesso, e in seguito imporre la propria visione a spese delle popolazioni autoctone che da secoli abitavano quella che veniva considerata “la terra promessa”.
Nella visione sionista, dichiaratamente razzista, la presenza araba in Palestina non è contemplata, e qualunque crimine è giustificato alla luce del fine superiore da raggiungere.
Il progetto sionista prevede un unico stato, etnicamente puro, in cui i pieni diritti sono assicurati solo a chi possieda sangue ebraico.
Ed è davvero incredibile come questa visione non susciti indignazione in un occidente che non perde occasione per vantarsi dei propri valori di “
fratellanza ed eguaglianza”, un occidente che sulla carta inorridisce al pensiero che qualcuno possa pretendere maggiori diritti in quanto appartenente a qualche etnia o a qualche credo religioso.
Una indignazione che viene meno nei confronti della ideologia sionista, che si fonda apertamente sulla purezza del sangue e sul rifiuto del diverso.La guerra in Palestina non è questione di popoli, né di religioni, ma di una ideologia fanatica e sanguinaria che per mezzo di governanti psicopatici ha saputo nel tempo imporsi e tenere sotto ostaggio l’intera opinione pubblica mondiale.
Ebrei ed arabi possono coesistere nella stessa terra, lo hanno dimostrato nel corso dei secoli.
Non servono due stati, non servono muri.
Sarebbe sufficiente che finalmente il sionismo venisse apertamente rifiutato dalla maggioranza degli ebrei, seguendo l’esempio degli ebrei anti sionisti, e finalmente considerato dal resto dell’umanità per quello che è: un movimento intollerante e razzista, causa di morte e devastazioni.

IL BLOCCO STUDENTESCO… E CASA POUND (il poeta Ezra Pound)   1 comment


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C’è sempre da imparare..nella vita..

in  chi ha la curiosità di capire il perché degli eventi..

e ricerca la verità delle cose..  

VEDERE PER LA PRIMA VOLTA… QUESTI BASTONATORI..…

TEMERARI..SOLO PERCHE’ DIFESI…DALLE FORZE DELL’ORDINE..

E ..DA ALTRI ..ORGANIZZATORI..MI HA INDIRIZZATO AD UNA RICERCA..

DOVUTA ALLA RABBIA CHE MI E’ ENTRATA DENTRO.. 

il primo servizio televisivo che si è interessato di loro ..è una puntata di Lucignolo..

che vi ripropongo..

RITENGO OPPORTUNO..SOTOLINEARE CERTI LORO VALORI..

che si evincono dal filmato..

SONO CONTRO LA SCUOLA PRIVATA..

ED ALLORA..CHE CAZZO CI STANNO A FARE..

IN UNA MANIFESTAZIONE ..CHE DIFENDE LA SCUOLA PUBBLICA ..DAI TAGLI ?

Se leggerete i manifesti all’interno..

Leggerete che si “dovrebbero impegnare” per cose valide..

Una casa per tutti..”Mutuo Sociale”

Insomma un programma sociale ..da fare invidia alla sinistra al governo..

I lori “riferimenti” ,,sono di una cultura “Impressionante”..Giulio Cesare,Mussolini,Pound,Dante..Socrate..

“Paund ci piace perché aveva parole chiare contro il mercato..contro l’usura..” 

Hanno tra i loro eroi anche il Capitano Harlok..

quello nero..che ruba ai poveri ..per dare ai ricchi..

Usano ed hanno usato anche in piazza ..un liguaggio che sconcerta..

né rossi né neri..ma libberi  pensieri..

Nel filmato..si definisco precisamente…”Fascisti” oppure “Reazionari”..

“noi siamo di sinistra”

diceva uno di loro intervistato..alla fine degli scontri..

mi è veuto subito da pensare che avessero come “maestro”..Berlusconi..

e invece no..

loro sono i veri Fascisti..quelli ..”Sansepolcristi”

E BEN SANNO..

che sono solo le marionette della Destra..e di Berlusconi.. 

SE AVETE DAVVERO CORAGGIO..contestate come dite le Lobby..

CONTRASTATE IL POTERE DEI RICCHI..

..cari Capitani Harlok..

invece di dare le mazzate ai quattordicenni..

e vediamo se sarete tanto coraggiosi..

quando la Polizia di Stato..vi tratterà..

come oggi ha trattato i giovani studenti..

anche loro..”né rossi né neri..ma liberi pensieri” meglio di voi.. 

—————————————————–

ECO COS’E’ LA TERZA VIA:

NE’ CAPITALISMO NE’ COMUNISMO
”DITEMI QUEL CHE VOLETE, MA IO CREDO CHE SI POSSA

E SI DEBBA ATTUARE ANCHE ADESSO,

LA “TERZA VIA” PROPAGANDATA DAL FASCISMO SANSEPOLCRISTA 

E’ L’UNICA CHE PUO’ ELIMINARE

UNA VOLTA PER TUTTE IL
POTERE DELLE LOBBYES…

MUSSOLINI C’AVEVA VISTO GIUSTO,

MA PURTROPPO I CENTRI DI POTERE SONO SEMPRE QUELLI,

E METTITI A SCHERZARE CON MASSONERIA, ALTA FINANZA,

E CON I BANCHIERI STROZZINI,

OLTRE CHE CON
QUALCHE UTOPISTA COMUNISTA…” Un anonimo

—————————–

Terza via è una definizione che si riferisce a un’alternativa alle
due classiche teorie economiche del capitalismo e comunismo,
elaborata agli inizi del XX secolo come sistema economico a sé stante
e diverso da entrambi.
In precedenza le alternative alle due maggiori
teorie erano rappresentate dalla mescolanza di alcuni punti di
ciascuna di esse, sotto il nome (solitamente) di Socialdemocrazia.

Dopo la fine della prima guerra mondiale,

i fautori della nuova teoria economica si riunirono a congresso..

presso piazza San Sepolcro a Milano,

dalla quale il movimento prese il nome di Sansepolcrismo,
elaborando il “programma di Piazza San Sepolcro”

dal quale nacque il fascismo.

La constatazione di partenza fu che che le normali democrazie

fossero in realtà effettivamente partitocrazie plutocratiche manovrate dalla massoneria,

da considerarsi dunque all’ opposto rispetto al
significato letterale di “democrazia”.

Obiettivo dei congressisti fu …
un sistema politico che più si avvicinasse all’ ideale ateniese
di “democrazia”.
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« Il fascismo è un metodo, non un fine;
una autocrazia sulla via della democrazia »

(Benito Mussolini, dall’ intervista concessa all’ inviato del Sunday
Pictorial di Londra il 12 novembre 1926[1])
————————————————————————————————-
”Il più rilevante difetto che riscontrarono nella democrazia
è il paradosso insito in se stessa,

ovvero se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico,

la democrazia cesserebbe di esistere.

Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia…

in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza.

Quindi sostenevano che in pratica la democrazia non può esistere, è solo una teoria utopica.

Per entrambi i casi dell’ esempio si citano come validi

gli esempi dei colpi di stato di tipo sudamericano anche allora esistenti.

In secondo luogo si puntualizzò un fattore semantico troppo spesso volutamente frainteso:

le parole “democrazia” e “libertà” non sono sinonimi.

Molto spesso il travisamento della semantica porta a pensare

che gli antidemocratici siano contrari alla libertà.

In realtà si presume che nessuno si dica contrario alla libertà (se non in ambito restrittivo giudiziario).

Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico.

In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci.

Ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo.

In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia.

Quindi secondo i sansepolcristi ..le dittature di tipo sudamericano altro non sono

che fasi in cui democraticamente

la maggioranza della popolazione desidera che il sistema partitico venga sospeso.

Viene ripristinato…allorquando democraticamente.. la maggioranza pende nell’ altro senso.
Questo discorso non avrebbe dovuto valere per la nascente “Terza via”,

impostandola sul superamento del sistema partitocratrico…

nella consapevolezza che per i problemi di una nazione

non esistono
soluzioni valide una quanto l’ altra a seconda dei punti di vista

(o meglio del punto di vista del partito a cui si appartiene)

ma una soltanto migliore su tutte.

« Nessuno vorrà gabellare per “rivoluzionario” il complesso dei
fenomeni sociali che si svolgono sotto i nostri occhi. Non è una
rivoluzione quella che si attua, ma è la corsa all’abisso, al caos,
alla completa dissoluzione sociale.

Io sono reazionario e rivoluzionario, a seconda delle circostanze.

Farei meglio a dire -se mi permettete questo termine chimico… che sono un reagente.

Se il carro precipita, credo di far bene se cerco di fermarlo;

se il popolo corre verso un abisso… non sono reazionario..se lo fermo, anche con la violenza.

Ma sono certamente rivoluzionario quando vado contro ogni superata rigidezza conservatrice

o contro ogni sopraffazione libertaria.

I peggiori reazionari in questo momento sono, per il Fascismo e per la storia,

coloro che si dicono rivoluzionari, 

mentre i Fascisti, tacciati cretinamente di “reazionari”,

sono in realtà….
”coloro che eviteranno all’Italia la terribile fase di un’autentica reazione.”
 

Chiunque in Italia abbia il coraggio di fronteggiare le degenerazioni della sovversione e non,

corre il pericolo di essere bollato come reazionario;

ma poiché tali degenerazioni esistono..e poiché il coraggio di fronteggiarle..

lo abbiamo dimostrato seminando anche di nostri morti le piazze d’Italia…

noi abbiamo la spregiudicata disinvoltura di sorridere..

se ci chiamano reazionari.  

Io non ho paura delle parole.

Se domani fosse necessario, mi proclamerei il principe dei reazionari.  

Per me tutte queste terminologie di
destra, di sinistra, di conservatori, di aristocrazia o democrazia,
sono vacue terminologie scolastiche.

Servono per distinguerci qualche volta o per confonderci, spesso »

(Benito Mussolini, dal discorso tenuto al senato il 27 novembre 1922)
[1])
—————————————————————————————-
E la Terza via ….secondo i suoi fondatori.. avrebbe dovuto rappresentare
una forma di governo al di sopra delle divergenti opinioni dei partiti.

Questo certamente contrasta con la creazione di un partito,
quale il congresso si proponè alla fine.

Ma essendo esso inserito in una nazione avente forma di governo partitica

era necessaria tale entità onde poter ottenere il potere, salvo poi smantellarlo una volta assestato.


Queste considerazioni vengono da un aspetto del sansepolcrismo,
che è riassunto nel famoso discorso di Benito Mussolini… nella frase :
« Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici,
conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti,
a seconda delle circostanze ..
di tempo, di luogo e di ambiente »che viene spesso stravolto nel significato, a volte volutamente,
 in quanto appare evidente che una persona che ambisse solamente al potere tout court non avrebbe bisogno di fondare un partito dal nulla
ma basterebbe entrasse in uno che il potere già lo detiene.

In effetti in uno stato come l’ Italia i poteri erano, allora come oggi,
molti e diversificati, e non solo la monarchia,
il che impediva un accentramento del potere in una sola persona.

 Il fascismo scaturito ..
dal congresso di piazza San Sepolcro quindi non si considerava una “crociana” esigenza temporanea,

ma un nuovo sistema politico a se stante a tutti gli effetti.

Essi ritennero di aver finalmente creato la “terza via”,la soluzione ai problemi sociali creati dal capitalismo

e a quelli di diritto e di ordine pubblico creati dal comunismo.

Una “via” applicabile in ogni luogo e ogni tempo.
…………………………………………………………………….
« I fasci italiani di combattimento non sono un partito,
ma piuttosto l’ antipartito. 

Non sono un’organizzazione di propaganda, ma di combattimento.

Più che al proselitismo, per vendere marchette,..tendono all’ azione.

Non hanno programmi immutabili.

Non si propongono di vivere all’ infinito. 

Non promettono il paradiso in terra e la felicità universale.

Nella vasta democrazia della civiltà
essi rappresentano l’ aristocrazia del coraggio.

Libertari, sono per necessità… antidemagogici. Spregiudicati, sanno andare contro corrente.
È una associazione di uomini che possono provenire da tutti gli orizzonti

perché si “ritrovano” in alcune identità o affinità ideali »

(Benito Mussolini, dal discorso tenuto alla prima adunata fascista il
6 ottobre 1919[1])
—————————————————————————————

Come è noto tuttavia il modo in cui il Partito nazionale fascista
governò l’ Italia nel ventennio poco coincise con gli ideali proposti
nel congresso di San Sepolcro,

ma questo viene addebitato proprio al freno posto da quei poteri

(Monarchia, finanza, massoneria, chiesa,militari, borghesia)

verso i quali il fascismo aveva un debito di riconoscenza

per averlo inizialmente favorito come scudo contro il bolscevismo,

e dai quali non poteva esulare data l’ influenza che
essi avevano nel sistema sociale italiano,
come poi si rivelò

prima con l’ omicidio di Giacomo Matteotti e poi con i fatti del 25 luglio 1943.

Solamente nella sua fase crepuscolare della Repubblica sociale italiana

una volta fuori gioco molti di quei poteri ostracisti

si potè proporre argomentazioni più ardite. 

I cardini su cui si rifondò la politica fascista riprendendo le posizioni del sansepolcrismo
furono originati dal sincretismo tra teorici comunisti quali Nicola
Bombacci, economisti eretici quali Giuseppe Spinelli e Giuseppe
Solaro, politici quali Angelo Tarchi e Stanis Ruinas, e un poeta,
Ezra Pound.

Essi furono:
* Socializzazione
* Corporativismo
* Fiscalità monetaria
……………………………………………………………………………….
« I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari..

le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico.. si chiamerebbero “di sinistra”;

le nostre istituzioni sono conseguenza diretta dei nostri programmi;

il nostro ideale è lo Stato del Lavoro.

 Su ciò non può esserci dubbio:

noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo.

Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo.

Se questo è vero, rivolgersi alla borghesia agitando il pericolo rosso è un assurdo.

Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta,

viene da destra.

A noi non interessa quindi nulla di avere alleata,

contro la minaccia del pericolo rosso, la borghesia capitalista:

anche nella migliore delle ipotesi… non sarebbe che un’alleata infida,

che tenterebbe di farci servire i suoi scopi, come ha già fatto più di una volta con un certo successo.

Sprecare parole per essa è perfettamente superfluo.
Anzi, è dannoso, in quanto ci fa confondere,

dagli autentici rivoluzionari di qualsiasi tinta,

con gli uomini della reazione di cui usiamo talvolta il linguaggio »

(Benito Mussolini, Milano, 22 aprile 1945[2])
———————————————————————————
Ma a causa delle vicende della seconda guerra mondiale nulla fu
possibile sperimentare. La Repubblica sociale italiana scomparve e
con essa ogni velleità di “terze vie”, il cui progetto fu portato
avanti nel dopoguerra dal solo partito Movimento sociale italiano e
altri gruppuscoli.

Americano con la K..(parole sue.. di Cossiga)   2 comments


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Il presidente emerito della Repubblica Cossiga..

ha recentemente dato “delucidazioni ” sul  modo di essere cristiano cattolico

precisando di  “non essere”..

 un “cristiano adulto”stile  Prodi o  Rosy Bindi….

 il suo Cristianesimo..

è quello veramente  integrale..secondo la sana..”Tradizione”

 “Dio,Patria,Famiglia”..

chissà se tra i programmi scolastici della Gelmini..

ci sarà anche  quello di “riscrivere” i vangeli..

“Gesù Cristo era di Destra.

aprezzava e si dette “da fare”.. per l’Impero Romano..

una volta ..si prese uno schaffo..

ma la seconda…si comportò  da Vero figlio di Dio..

e a chi non capiva il suo Verbo..

lo convinse a suon di manganellate..

———————————————-

nelle sue ultime esternazioni..il presidente emerito..

ha consigliato i suoi “metodi “..evangelici..

quelli che mise in atto quando era Ministro dell’Interno..

 “osservanti”..ispirati ..

al Cristianesimo di Pinochet..

che non si fanno problemi delle “teste sfasciate” ..e dei morti..

male “minore”per  chi ha la  testa “bacata”.. da idee e “critiche” alla “democrazia”..

giovani-forza-nuova.jpg

Questi sono i giovani sani.. che piacciono a Cossiga ..ed a Berlusconi

idee poche ma chiare..guardate le magliette col Kappio..

 “tremino infami,traditori e spie”

———————————————–

viene il dubbio però..a chi si riferissero..dato che in una ultima intervista ..

il benemerito..ha detto che gli sarebbe piaciuto fare la spia..

…………………………………………………………………………………………………………..
le sue scelte “americaniste” a detta di lui..che apparteneva alla “Gladio”

ci hanno preservato… dall’influenza sovietica..

salvo poi…consegnarci da schiavi..all’influenza americana..

ed ai suoi DiKtat..

secondo il sentimento Kristiano di Cossiga..

A pagarne il prezzo è stato …Aldo Moro..

…..ai tempi di  Cossiga … Ministro dell’Interno…

——————————————————————————————-

“Può apparire singolare – ma non per la storia d’Italia –

che a 29 anni dalla morte di Aldo Moro,

Giovanni Galloni avverta il bisogno di suggerire «una commemorazione di tipo nuovo»

dell’amico statista rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo del 1978 e ucciso il 9 maggio dello stesso anno.
Da Pescara, ospite assieme a Mauro Fotia di un recente convegno organizzato dall’Istituto “Spataro”,

è lo stesso ex Guardasigilli ad annunciare un suo libro-testimonianza

,di prossima pubblicazione, su via Fani e dintorni.
 «Ci sono dei fatti nuovi da scoprire e da introdurre», dice Galloni,

«perché non tutte le cose su Moro sono state dette, soprattutto quelle che riguardano la sua fine».
Perché solo adesso?

Perché, a quasi trent’anni di distanza dalla strage di via Fani

e dal ritrovamento del cadavere di Moro nel bagagliaio della famosa R4 rossa,

l’ultraottantenne Giovanni Galloni avverte la necessità di riaprire questo capitolo della storia italiana

e, soprattutto, della Democrazia Cristiana di cui entrambi furono esponenti di primissimo piano?
 Gli aspetti ancora nell’ombra, per Galloni, sono soprattutto due:

 «Le quattro sentenze che ci sono state sulla morte di Moro non hanno soddisfatto la magistratura.

Una parte di quei magistrati, compreso il fratello di Moro, mi ha detto di aver rifiutato i verdetti dei tribunali.

Sono convinti che le Br “abbiamo negato” di avere avuto alle loro spalle

altri esecutori solo per ottenere degli sconti di pena, che ci sono stati.

 E ora anche questo va chiarito».
L’altra questione messa sul tavolo da Galloni

riguarda l’interpretazione autentica della strategia politica di Moro:

«E’ giunto anche il tempo di chiarire perché Moro abbia parlato di una terza fase.

E qui mi riferisco soprattutto a colloqui personali avuti con lui poco prima di via Fani:

 il bipolarismo di cui oggi tanto si parla.

Per capire cosa Moro volesse dire parlando di terza fase,

bisogna anche approfondire che cosa intendesse per prima e seconda fase.

I più hanno sempre ritenuto che per prima fase Moro intendesse la politica centrista,

per la seconda fase la politica di centrosinistra e per la terza quella della solidarietà nazionale.

Non è così. La mia vicinanza continua con Moro, di oltre venti anni,

mi dice che per prima fase egli intendeva

quella della resistenza, della lotta antifascista, della Costituente.

E non si trattava affatto, come già allora i giornali dicevano,

di un compromesso ideologico tra cattolici e marxisti

ma del superamento delle rispettive posizioni per cercare di avviare qualcosa di nuovo».
Ed ecco la seconda fase secondo Galloni:

«Quale era stata la grande illusione, prima di De Gasperi e poi di Moro?

Quella che formando un governo insieme con i partiti laici, ai quali eravamo contrapposti da posizioni ideali,

 si creassero le condizioni per arrivare in Italia ad una democrazia compiuta,

come esisteva negli altri paesi europei.
 Democrazia compiuta per De Gasperi era l’esistenza di quel bipolarismo

per cui da una parte c’erano partiti di ispirazione cristiana

e dall’altra partiti di ispirazione socialista e democratica».
«L’illusione di De Gasperi era quella di portare avanti la socialdemocrazia di Saragat,

con l’idea che questa potesse ad un certo momento assumere quella funzione

che negli altri paesi europei avevano assunto i partiti socialisti, cosa che non avvenne,

perché in Italia la realtà del partito comunista era diversa e radicata nella situazione italiana».
 

La politica bifronte:

 «I condizionamenti internazionali e l’accordo di Yalta», spiega ancora Galloni,

«avevano portato l’Italia in una posizione di collaborazione con la Nato,

ma contemporaneamente a sostenere una linea di autonomia del nostro Paese..

rispetto al regime occidentale.

Una politica che in un primo momento fu portata avanti da Mattei e altri

per arrivare ad una collaborazione con i paesi del Medio Oriente e, soprattutto,

di pacificazione… tra Israele e Palestina.

Queste sono le linee sulle quali poi si sono battuti in Italia

 Moro, Fanfani e lo stesso Andreotti

e da cui nacquero le ostilità degli Stati Uniti».
Gli americani non si fidano più.

E Galloni spiega anche questo:

«Nel 1974, il presidente Ford e Kissinger (allora ministro degli esteri e capo della Cia)

convocarono a Washington il nostro presidente della Repubblica, che era Giovanni Leone

e il ministro degli Esteri, Moro.

Gli americani erano preoccupati per le frasi di Aldo Moro,

quando, dopo il referendum sul divorzio,

iniziò a parlare dell’attenzione che si doveva rivolgere al partito comunista.

Ad un certo momento della riunione Kissinger chiamò Moro

e gli disse chiaramente che se continuava su quella linea

ne avrebbe avuto delle conseguenze gravissime sul piano personale».

Una scoperta recente..
 

«Di questa minaccia di morte siamo venuti a conoscenza in modo più dettagliato solo pochi anni fa.

Oggi sappiamo che le dichiarazioni rese successivamente dai brigatisti..e cioè..

noi siamo gli “unici” responsabili del rapimento Moro”

non rispondono a verità e siamo in grado di smentirle».
Ecco gli elementi forniti da Galloni a sostegno di questa:

«Primo, non tutti i partecipanti all’operazione militare del 16 marzo 1978

erano delle Brigate rosse.

Alcuni di loro, che non si sono mai voluti scoprire, non erano terroristi.
Dall’accertamento sui colpi esplosi in via Fani risulta

che non c’erano tra le Br …uomini così esperti nell’uso delle armi,

perché i cinque uomini della scorta di Moro sono stati tutti uccisi da due sole armi,

utilizzate da uomini eccezionalmente esperti

e che si suppone fossero stati richiamati da Catania e dalla mafia calabrese.

I nomi di queste due persone non sono mai stati fatte.

C’è poi una mia frase, una cosa che ho sempre detto senza ottenere mai attenzione,

su alcune confidenze che Moro mi fece alcuni mesi prima di essere catturato.

Mi disse che era preoccupato perché riteneva

che i servizi segreti degli Stati uniti e di Israele avessero degli infiltrati nelle Br

e se questi infiltrati ..ci avessero dato degli elementi…

 avremmo potuto scoprire facilmente i covi delle Br».
«Adesso ho la certezza che questa stessa cosa Moro

la riferì all’ambasciatore italiano a Washington,

il quale si mise in contatto con la Segreteria di Stato americana

ricevendo un netto diniego, anzi un diniego ambiguo:

“Non è vero, tutto quello che sappiamo o abbiamo saputo lo abbiamo sempre riferito ai servizi segreti italiani”».

«Quali servizi segreti?», si chiede oggi Galloni, «quelli veri o quelli, invece, che erano in mano loro?».
Altro elemento: «Durante la prigionia di Moro, attorno al 20 aprile,

un ex capo dei servizi segreti italiani, un certo Miceli

(il generale passato poi nelle file del Msi ndr)

che era stato espulso dai servizi segreti perché compromesso nel colpo di Stato di Borghese,

parte in missione segreta e va a Washington dove prende contatti con i più alti esponenti della Cia.

Dopo di che si forma la mentalità che Moro era riuscito ad ottenere dalle Br di essere liberato.

Lo dicono anche le ultime dichiarazioni dello stesso Moro

in quel rapporto che fu poi trovato dove lui afferma:

“Devo, più…  che.. alla Democrazia cristiana ….

che non è voluta intervenire nelle trattative,

alla benevolenza delle Brigate rosse che mi hanno liberato”».
Ma nasce un dubbio sollevato ancora oggi da Galloni:

«Che per intervento della Cia.. gli americani avessero deciso ..

di liberare Aldo Moro…

ma che questa operazione non andò in porto.

Infatti, Moro, fu solo illuso che lo avrebbero liberato:

una volta… messo in macchina.. è stato ucciso». (14 maggio 2007)

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Un articolo di Maria Fida Moro..

(leggi articolo)

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Pubblicato 29 ottobre 2008 da sorriso47 in Popoli e politiche

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La Santanchè ed il Sindaco Alemanno e il Ministro Maroni..   Leave a comment


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Santanchè: «Sono stati momenti orribili» – Corriere della Sera 

Ho visto per intero.. la puntata in questione..ed è a questa che mi riferisco..

( quanto è accaduto è successo fuori programma..durante una pausa pubblicitaria..)  

E’ opportuno ricordare che la Santanchè ha impostato la sua campagna politica..

nelle fila di Storace..con queste frasi ad effetto..

che esternano  concretamente il suo  pensiero in fatto di “convivenza civile”.. 

“il Sindaco di Roma Veltroni..aveva detto che tra i   suoi interessi futuri..

c’era l’aspirazione di fare il volontario in Africa..ed invece…

Lui !!!!..gli Africani..ce li ha portati ..Qui..!!!!!!!” 

Sul finale della trasmissione,durante la quale non ha fatto che ripetere.. 

che lei ..difende..i “diritti” degli immigrati regolari..

che spera..di vedere i loro figli..andare a scuola ..con i suoi.. 

(un distinguo dal pensiero leghista espresso ultimamente nel “Vangelo di Gentiloni”  )

La Santanchè ha  detto la sua opinione..riguardo agli “sceriffi nostrali..” 

“Hanno dato..”

(ma il ministro dell’Interno..Maroni non è stato rammentato)

 “competenze di ordine pubblico alla Polizia Municipale..senza un minimo di formazione..adeguata..” 

non vi è alcun dubbio.. riguardo al buonsenso.. che pare “ispirare” un tale ragionamento.. 

peccato che a  non farlo per “primo”..

sia stato il Ministro in questione..colpevolmente… 

La cronaca politica ci informa …

che la Santanchè si è staccata dal partito della Destra di Storace

(prima era di An..ma quando ha constatato che per lei non c’era una poltrona..

allora è entrata nella Destra..

ora  approderà.. appena possibile..nel Partito  delle Libertà.. )

La Santanchè non tiene però conto..che non è….

la “formazione adeguata” quella che manca.. 

Quella che i “sindaci sceriffi” stanno attuando nella pratica.. 

è il modo in cui la stanno applicando.. concretamente..e sempre più..frequentemente.. 

“talune “..Forze dell’Ordine della Repubblica Italiana.. 

i cui ideali..si ispirano obbiettivamente..

a quelli della Repubblica Sociale Italiana..

ed alle imprese passate..del Ministro dell’Interno Scelba.. 

Distinguo del genere..(alla Santanchè..)

sono anche le prese di posizione del Sindaco di Roma..Alemanno..

(iscritto al Partito Kadima..quello israeliano di Olmert..) 

Il fatto che ne faccia parte…può sembrare ai più..come una scelta coraggiosa..

di chi sia disposto a rivedere autocriticamente..personali vedute..

in realtà  lo stesso Alemanno ha tenuto a precisare ripetutamente..

che non è fascista storico.. e che queste accuse gli sono venute bellecchè a noia..

e’ un uomo animato dai principi della nuova destra..

quelli ispirati..se ne deduce..dal partito israeliano.. 

Gli interessi e le posizioni di un tale uomo politico..

sono presto elencate..

Assistiamo ad  una unica dichiarazione..

a  conseguenza..di una scritta 

apparsa fresca fresca..sui muri capitolini..il 3 Ottobre..

prima si vede..dormiva.. 

ROMA (3 ottobre) – Scritte sui muri inneggianti alla morte di Anna Frank 

“Anna Frank suicida” (accanto una svastica)… 

sono apparse nei giorni scorsi sui muri del VI Municipio, in via di Torre Annunziata.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno,

appena saputo dell’accaduto

ha dato immediato incarico di cancellare le «vergognose scritte».

Ed ha dichiarato: «Condanno con forza, anche a nome di tutta l’amministrazione capitolina,

questi atti scellerati che offendono la memoria di chi ha vissuto e pagato con la vita

una delle più aberranti forme di discriminazione razziale».

” il diario di Anna Frank…è una delle più toccanti e vere testimonianze della tragedia di una giovane donna,

simbolo di un popolo che ha sofferto la follia dell’antisemitismo».  

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Ma è forse presunzione ideologica..se  viene da  pensare..

che scritte di  una tale “idiozia” e di una tale “astoricità”..

 siano da attribuire, presumibilmente,

più a menti malate della destra attuale.. 

(presumibilmente a “provocatori” )

che a “collettivi” di sinistra? 

Lettera Al Sindaco di Roma
On. Gianni Alemanno

Onorevole Sindaco,
purtroppo per la gloriosa storia antifascista della nostra città, medaglia d’Oro alla Resistenza,

apprendiamo da manifesti appesi per le strade di Roma

che anche quest’anno.. l’organizzazione fascista Forza nuova…

 svolgerà il suo “Campo d’Azione”,

momento di aggregazione per i giovani di estrema destra

che da 5 anni imperversano nella nostra regione,

fino ad arrivare sul suolo della nostra città.

La Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani di Roma…

reputa inconcepibile e vergognoso

che sia dato anche solo uno spazio a idee

che richiamano il momento più buio e drammatico della storia della nostra nazione

e che, a maggior ragione, vengano tollerate iniziative…

che sono uno smacco alla democrazia che lo stesso Presidente della Camera,

facente capo al suo stesso partito e quindi di certo lontano anni luce dalle nostre posizioni,

ha tenuto a sottolineare.
Già da due anni la FGCI di Roma e del Lazio chiedono…

 che questi “Campi d’odio e di violenza culturale”

siano annullati in qualunque luogo della nostra regione essi vengano organizzati,

 senza alcuna risposta in merito.

Vorremmo rivendicare la nostra Carta Costituzionale..

 come unico baluardo contro la disgregazione degli ideali democratici e antifascisti

che si perdono per la carenza informativa e per l’assopimento politico

che vuole far credere che “gli estremi sono uguali” e che noi riteniamo frase inaccettabile,

perché se noi e lei possiamo discutere politicamente di una questione come questa

 è grazie alla lotta partigiana che ha liberato l’Italia dal nazifascismo

e non di certo grazie a chi ha governato l’Italia per 20 anni

tappando la bocca alla libertà di parola, di stampa, di pensiero.
Quindi, Onorevole Sindaco,

pur nella battaglia che noi politicamente continueremo a farle…

 contro un programma che non condividiamo in nessun punto

e che sta dimostrando giorno dopo giorno tutte le sue lacune,

oggi Le chiediamo …

da amministratore democraticamente eletto dai cittadini di questa città…

di non permettere lo svolgimento del “Campo d’Azione” di Forza Nuova

del 3-4-5 ottobre…

presso Casa Montag, luogo all’interno del quale si respira quotidianamente..

un clima d’odio, di violenza, di xenofobia e di revisione completa e orrenda

della nostra storia Repubblicana.
Distinti saluti, La Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani
Coordinamento romano 

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Il Sindaco di Roma ed il Ministro dell’Interno Maroni..alemanno-sinagoga.jpg

si sono “precipitati” …

all’inizio dei loro incarici pubblici..(ed hanno fatto benissimo!!!).. 

a fare visita alla Comunità ebraica italiana.. 

Non era forse  “doveroso” ed “opportuno”..

fare una visita simile..“anche” ..

 alla Comunità “mussulmana”..a quella “rumena” ed a “quella” dei Rom?   

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 Ciampino- denuncia di una donna somala   

Roma- cinese malmenato da un gruppo di ragazzi italiani   

Il fascismo non fu un male assoluto-( 7 settembre 2008)

I giovani di An contro Fini- “non saremo mai antifascisti”   

Maroni in visita alla Sinagoga  -27 maggio 2008

(vedetevi il filmato e capirete da “che pulpito” (leghista) ..

viene la predica..

(i suoi colleghi di partito..tipo Borghezio..

vanno a pisciare sui terreni delle costruende  moschee ) 

il giudice Clementina Forleo   Leave a comment


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Clementina Forleo ….piange….

davanti a Csm


“Mai parlato di pressioni da istituzioni”
 

(sul motivo per cui piange..ve ne renderete conto..

leggendo alcuni dettagli della sua vita privata..riportati nell’articolo)

  E’ scoppiata più volte in lacrime Clementina Forleo durante la sua audizione davanti alla Prima commissione del Consiglio superiore della magistratura.

Un’audizione difficile per il gip di Milano, alla quale hanno partecipato quasi tutti i consiglieri di palazzo dei Marescialli. 

E ai quelli che volevano saperne di più sulle intimidazioni denunciate, 

avrebbe spiegato di non aver mai detto di aver subito pressioni da organi istituzionali..

 in occasione di decisioni cruciali sull’inchiesta sulle scalate bancarie.

 Ma semmai di essere stata fraintesa dalla stampa.Clementina Forleo è apparsa stanca, provata ed emozionata,

al punto da abbandonarsi alle lacrime più volte.

 “Sembrava un fiume in piena” racconta chi ha partecipato all’audizione.

 E al centro delle dichiarazioni di Forleo …

c’è stata soprattutto la vicenda dell’inerzia.. che ci sarebbe stata a Brindisi, …

o comunque della lentezza a procedere…

 da parte di chi doveva indagare sulle minacce, le telefonate mute, 

ricevute da lei e dai suoi genitori,

 prima che questi morissero in un incidente stradale.

Una vicenda che ha spinto il magistrato..

 a rinunciare alla scorta riconfermata qualche giorno fa

dal Comitato per l’ordine e la sicurezza di Milano – 

in polemica con i vertici dell’Arma dei carabinieri ..

che non avrebbero risposto alle sue domande sulle omissioni..

 che ci sarebbero state in questa indagine.
Quanto invece all’inchiesta sulle scalate bancarie, il gip – incalzata dalle domande dei consiglieri – avrebbe dunque escluso di aver subito pressioni da esponenti delle istituzioni in momenti chiave dell’indagine, come quando si trattava di decidere la sorte delle trascrizioni delle intercettazioni che riguardavano i politici. E avrebbe attribuito alla stampa la responsabilità di aver dato una “rappresentazione fuorviante” della vicenda. Nello stesso tempo si sarebbe lamentata dell’isolamento in cui si sarebbe trovata quando la sua decisione sulla trascrizioni è stata criticata dai politici e, in particolare, del silenzio dell’Anm.”L’unica impressione è che siamo ben lontani dalla rappresentazione di complotti e intimidazioni data dai giornali”, dice alla fine dell’audizione il vicepresidente della Prima commissione, Letizia Vacca, laica di centrosinistra, che spiega che i consiglieri non hanno ancora stabilito se e come andare avanti nella loro istruttoria: “Leggeremo la trascrizione dell’audizione e la prossima settimana decideremo come proseguire, se abbiamo qualcosa da fare”.

Parole dunque che non escludono che il Csm ora potrebbe anche fermarsi.

(consiglio a chi se le fosse perse..  due puntate di AnnoZero..

cosi la conoscerete meglio..questa “incredibile”donna magistrato…insieme a suo..”fratello”  De Magistris  )

 annozero1.jpg

ANNOZERO  PUNTATA..A VISO APERTO http://www.annozero.rai.it/category/0,1067207,1067115-1075238,00.html

 in   onda il 25 ottobre 2007 alle 21.05

guarda il video 

L’altra puntata..A ciascuno il suo..

in onda il 4 ottobre 2007

http://www.annozero.rai.it/category/0,1067207,1067115-1075186,00.html

 

Al centro di questa puntata, il caso De Magistris, sempre più alla ribalta dopo la decisione della Procura Generale di Catanzaro di avocare e trasferire in parte al Tribunale dei Ministri l’inchiesta “Why Not”.
L’indagine di De Magistris, che vede coinvolti anche il presidente del Consiglio Prodi e il ministro della Giustizia Mastella, ha provocato un vivace confronto politico, mettendo a rischio la stessa tenuta del Governo e suscitando l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

I temi al centro della puntata vengono approfonditi nei servizi di Sandro Ruotolo, Roberto Pozzan e Stefano Bianchi. Inquietante il racconto di una testimone dell’inchiesta “Why Not” che denuncia le intimidazioni e le minacce che ha ricevuto dopo la sua scelta di collaborare alle indagini.

Alla puntata hanno partecipato il pm Luigi De Magistris, il giudice milanese Clementina Forleo, il sostituto procuratore a Palermo Antonio Ingroia e il giurista Vittorio Grevi.

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