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El amor entra por la boca. L’amore passa per la bocca (un corto spassoso per un pubblico maturo…)   Leave a comment


Cortometraggio: “L’amore passa dalla bocca” [El amor entra por la boca]
(Argentina 2006, 14′,53”):
Che conseguenze puó avere il non essere
esperti in alcune pratiche sessuali? Alle volte ci possono essere
piacevoli scoperte e sorprese …

La fellatio è una pratica sessuale orale che consiste nello stimolare il pene con la lingua, le labbra e la bocca per dare piacere all’uomo. Si tratta di una delle fantasie erotiche più ricorrenti nella mente degli uomini che però non tutte le donne amano praticare.

La fellatio riproduce il movimento della penetrazione e provoca sensazioni di piacere intenso nell’uomo, che possono portare fino all’orgasmo.

Non si tratta però di un movimento meccanico ripetitivo e sempre uguale; perché si procuri un maggiore piacere all’uomo infatti, bisogna saper variare il ritmo, l’intensità delle pressioni, alternare tenerezza e passione. Ogni uomo poi ha le proprie preferenze ed è bene assecondarne gusti e desideri per aiutarlo a vivere un intenso momento di piacere. Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla pratica della fellatio.

Pubblicato 27 giugno 2015 da sorriso47 in amore, eros, fellatio, sessualità, sex, sexuality

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Le donne occidentali sono attratte dagli uomini “androgini”   Leave a comment


Navigando in internet sono incappata in un articolo di Queerty.com il cui titolo parla da solo
“Alle donne eterosessuali dei paesi più ricchi piacciono maschi effeminati. Vogliono andare a letto con i gay.”
guardalo qui

Bene, mi sono detta, quindi i miei gusti non sono affatto avulsi e patologici. E’ un trend collettivo.
Nei paesi dove le cattive condizioni di salute risultano essere una minaccia per la sopravvivenza le donne tendono verso gli uomini più maschili. Preferiscono che i loro uomini abbiano facce più corte e più larghe, sopracciglia più folte, zigomi e mascelle prominenti. Nell’articolo viene detto che gli uomini “in salute” sono quelli con più testosterone, l’ormone responsabile di muscoli, mascelle, sopracciglia, barba e voce profonda. Il testosterone è legato anche alla fertilità. La mascolinità però ha un prezzo alto. Più gli uomini hanno un testosterone alto più sono antipatici, non cooperativi, aggressivi e disinteressati alla famiglia.
Si potrebbe dire che l’aumentato tenore di vita e la diminuita necessità per la donna di essere difesa fanno si che alle donne occidentali non occorre più un uomo troppo maschile, brutale e brutto.
Sempre sul web mi sono poi soffermata su una ricerca pseudo-scientifica, che mi ha fatto sorridere parecchio, secondo cui le donne che prendono la pillola anticoncezionale durante l’ovulazione sarebbero attratte da uomini più maschili, mentre negli altri giorni del ciclo sarebbero attratte dai gay. Non prendo la pillola da anni (per problemi di salute) e da anni sono attratta dagli uomini dai tratti femminili, tutti i giorni del ciclo. Perché non dovrei esserlo? Non si può chiedere ad una donna di non essere attratti dalla bellezza, perché la bellezza è donna.

Ci sono molte ragazze che amano gli uomini più femminili o cosiddetti androgini. Sono attratte dagli uomini con il viso allungato e fine, con il corpo rasato, specialmente il petto. Capelli lunghi, make up e sopracciglia curate sono ricercatissimi. Anche l’uso di abiti dalle linee femminili non è affatto malvisto, come jeans a vita bassa, top che lasciano scoperti pancia e fianchi, perfino un abito femminile o una minigonna se indossata in un party o in discoteca risulta molto sexy. A queste donne piacciono gli uomini che indossano accessori che li rendono eleganti, come sciarpe, gioielli o bigiotteria, borsette.
Contrariamente all’aspetto le donne vedono sempre un uomo in loro perché l’attitudine continua ad essere quella di un uomo. Gli androgini non si comportano come le donne, o almeno non hanno le loro debolezze. Possono parlare di vari argomenti, maschili e femminili, sono sensibili. Queste donne non cercano uomini sottomessi, ma alla pari. Non vogliono invertire i ruoli, sono invece impaurite da uomini troppo maschili e dominanti. Un uomo bello, androgino, sensibile e affettuoso dà più sicurezza ad una donna, anche nella previsione di una relazione più duratura, più sincera e della capacità di occuparsi di una eventuale famiglia.
Ma attenzione, a volte l’apparenza inganna…

Nel mondo anglosassone sono chiamate “ fag hag”, donne che amano i gay. Sorprenderà sapere che una buona percentuale di persone che consumano pornografia o comunque erotico gay è costituita da donne. L’idea di due uomini insieme risulta per molte decisamente sexy e eccitante e le storie d’amore spesso sono tenerissime. Le donne sono anche molto interessate dalla relazione paritaria tra i due uomini, che rende le storie d’amore tra gay diverse da quelle tra un uomo e una donna.
Tra i motivi per cui le donne provano attrazione verso i gay sono da non sottovalutare la bellezza, il fatto che questi uomini abbiano più cura del proprio corpo e del proprio abbigliamento rispetto agli eterosessuali. Spesso una donna viene attratta da un uomo per la sua eleganza per poi scoprirne l’omosessualità. Senza ovviamente generalizzare, i gay sembrano essere comunque diventati i migliori amici delle donne americane. Ha cominciato Julia Roberts con la commedia romantica “Il matrimonio del mio migliore amico”, hanno continuato Sex and the City, Desperate Housewives, Ugly Betty, Gossip Girl in cui gli amici gay vengono descritti come indispensabili nella vita di una donna.
Le donne dicono di loro che sono divertenti, ci puoi parlare di tutto, senza temere di essere giudicate noiose o di essere fraintese, e amano fare shopping. Sanno cucinare. Capiscono il punto di vista femminile, ma possono dare consigli da uomo. Sanno ascoltare le amiche. Con loro si può discutere di sentimenti, di colori, di arte, di bellezza. Con loro puoi andare dappertutto, non ti metteranno le mani addosso, non si faranno idee strane su di te e in più hanno sempre la forza di un uomo che in molti casi è utile…
Le donne, nei confronti dei gay, provano un naturale senso di compartecipazione: omofobia e misoginia sono simili, infatti i gay sono odiati perché vogliono assomigliare alle donne, che tradizionalmente vengono viste come esseri inferiori.
Gli uomini gay generalmente tengono in gran considerazione le proprie amiche e quando le vedono giù di umore sanno come aiutarle. Sanno ascoltare tutte le loro confidenze. Le donne possono essere affettuose con loro, possono restare abbracciate, possono far sentire il loro affetto ma senza far saltare nella loro testa la molla di quel “maledetto” sesso che domina i pensieri degli uomini quando sono con le donne.
Ed ecco il paradosso! Cosa volere di più da un uomo? Un gay ha tutto quello che una donna occidentale desidera ed è normale che dall’affetto amichevole le fantasie e i desideri delle donne possono andare oltre…e finire a letto. Provare a sedurre un uomo che non vuole e non può essere sedotto…questo è davvero espressione del maschile!

C’è chi ritiene dannosa la maschilizzazione delle donne e la femminilizzazione degli uomini nel mondo occidentale.
Avendo letto in questi giorni di Jung, come pure riflettuto sull’animus e sull’anima, cioè quegli archetipi inconsci, immaginati come ipotetici contenitori depositari del maschile, per quanto riguarda le donne, e del femminile, per quanto riguarda gli uomini, penso che forse vi è un’altra motivazione più profonda.
Come aveva affermato Maslow nella formulazione della sua piramide dei bisogni, una persona che non sa cosa mangiare difficilmente avrà bisogni di autorealizzazione, anche se possono esserci eccezioni . Infatti è notorio che il digiuno aumenta le visioni spirituali e che i monaci digiunavano per essere più vicini a Dio. L’elevato tenore di vita comporta nelle donne occidentali un aumento del bisogno di autorealizzazione. Cosa aveva detto Jung a proposito del processo di autorealizzazione e individualizzazione? Che una fase fondamentale è rappresentata dall’integrazione del principio opposto a quello del proprio genere nella propria psiche. Per una donna è fondamentale trovare e integrare il maschile dentro di sé, maschile che è depositario del principio del Logos.
Per un uomo è fondamentale trovare l’Anima, la parte femminile portatrice del principio dell’Eros.
In definitiva, per sviluppare tutto il proprio potenziale,( non è l’autorealizzazione sinonimo di sviluppo delle potenzialità?) un essere umano deve accettare e integrare la propria bisessualità. Si è potenzialmente bisessuali a livello fisico e potenzialmente a livello psicologico. E credo che sia normale per una persona psicologicamente bisessuale essere attratta da altre persone bisessuali.
Perché le donne? Le donne sono quella parte della società che nel mondo occidentale stanno avendo molti cambiamenti. I cambiamenti del maschile sembrano una conseguenza dei cambiamenti delle donne che “stanno venendo fuori”.
Stiamo assistendo alla nascita di donne più maschili, nel senso di Jung, che hanno ben integrato in se stesse il principio maschile e questa completezza le rende più potenti e autonome.
Stiamo quindi avviandoci verso un mondo almeno psicologicamente bisessuale? Sembra di sì, e perché no?
Le donne, diventate più maschili, nel senso che hanno integrato il principio maschile del Logos, amano, vogliono, desiderano, hanno bisogno di uomini più femminili.
A maggior ragione se la donna nell’infanzia o nell’adolescenza è stata ferita da una maschile aggressivo o insoddisfacente comunque traumatico, se ci sia stato il classico conflitto col padre o con la figura maschile, quello di cui una donna ha bisogno per superare il trauma e integrare l’Animus è una figura maschile con caratteristiche psicologiche femminili, quali accettazione, protezione, accoglienza, cura. Solo un uomo femminile può curare e guarire la “ferita del maschile” di una donna .
Un uomo più femminile può garantire una società in cui ci sia uguaglianza vera tra i due sessi ed una società meno aggressiva e più pacifica.
Un uomo femminile è un uomo che ha sviluppato molte delle sue potenzialità, ha integrato il principio femminile dell’Eros ed è potenzialmente bisessuale.
Un uomo con tratti psicologici femminili appare più spirituale e saggio. Prova comprensione, accettazione, accoglienza, amore e appare più adatto a tirare avanti una famiglia, dialogare con una compagna, più vicino al mondo della donna ed è sicuramente più amabile e desiderabile!!

Alexia Meli
autrice di La ricerca di se stessi

Come ho scoperto il mio Animus (per C. Jung il lato maschile nella psiche di una donna)
La forza e l’energia che un uomo può donare ad una donna e che la rende inarrestabile.

Un amore a prima vista. Un’attrazione fatale, un’esperienza di coinvolgimento che interessa tutto l’essere, il suo lato fisico, mentale, emotivo, spirituale. La sensazione di aver trovato l’anima gemella. Il sentirsi improvvisamente “vivi”. Il risveglio dell’Eros. Ecco quello che io ho provato nel vedere Brian Molko e che il mio personaggio Sally ha provato nel vedere Darren.
Cos’è questa attrazione? Il più appassionante degli stati d’animo, l’amore. Perché esiste? Perché proprio quella persona e non un altra? Perché proprio Brian, mi chiedevo…cosa ha lui che gli altri non hanno?
Altre volte ho accennato che proprio il mio morboso interesse nei confronti di Brian Molko e della musica dei Placebo è stato il motivo scatenante che mi ha spinto ad interessarmi di psicologia. Fin dalle primissime volte che ho avuto contatti con la sua figura, anche se niente mi era ancora chiaro, di una cosa ero ben certa: lui mi poneva davanti in modo chiaro e evidente la me stessa che io non vedevo. Non si trattava di proiezioni, cioè io non proiettavo su di lui contenuti della mia psiche in termini di aspettative o desideri o convinzioni e pregiudizi. Era diverso, lui era realmente l’uomo che avevo sempre sognato ed era incredibilmente simile a me.
L’anima gemella di cui parla la mitologia, l’altra parte di se stessi. Proprio vero, e se da un lato era come aver incontrato me stessa dall’altro era come aver incontrato quello che mi serviva a sentirmi realmente completa.
Ho cominciato a leggere di psicologia e psicoanalisi proprio per capire la natura del legame a doppio filo con questo musicista e così ho capito, leggendo qualcosa su Jung, di aver incontrato in Brian il mio Animus.
L’Anima e l’Animus
Una parte della nostra personalità comprende il ruolo di maschio o femmina che ci è attribuito. Per la maggior parte delle persone questo ruolo è determinato dal genere fisico, ma Jung, come Freud, Adler e altri, ritiene che noi siamo tutti bisessuali in natura. Quando cominciamo a vivere come feto abbiamo organi sessuali indifferenziati che solo gradualmente, sotto l’influsso degli ormoni, diventano maschili o femminili. Quando cominciamo la vita sociale da bambini non siamo né maschi né femmine in senso sociale. Quasi immediatamente cominciano a vestirci di rosa o di azzurro e gradualmente ci modelliamo come maschi o femmine.
In tutte le società le aspettative sugli uomini e sulle donne differiscono di solito basandosi sui diversi ruoli della riproduzione ma con dettagli differenti che fanno parte della tradizione. Ci si aspetta che le donne siano meno aggressive e materne e che gli uomini siano forti e privi di emozioni.
Jung, però, riteneva a ragione che queste aspettative non permettono il completo sviluppo di tutte le nostre potenzialità. Noi possiamo sviluppare tutte le potenzialità maschili e femminili nello stesso soggetto, ma tradizionalmente ci viene attribuito un ruolo che ne sviluppa solamente la metà, le potenzialità maschili o quelle femminili.
Quando si parla di maschile e femminile si intendono qualità psicologiche o principi. Maschile è generalmente ciò che è attivo, e femminile ciò che è passivo, senza alcuna connotazione di giudizio negativo. Nessun principio è migliore, entrambi hanno bisogno dell’altro per funzionare.
Secondo Jung l’Anima è l’aspetto femminile presente nell’inconscio dell’uomo, e l’Animus è l’aspetto maschile presente nell’inconscio della donna. Insieme formano la coppia divina, il syzygy. L’Anima può essere rappresentata nei sogni per esempio da una giovane donna, o da una strega o dalla madre terra. L’Animus può essere personificato tra l’altro da un vecchio saggio, uno stregone, un gruppo di uomini.
Questi due archetipi sono quelli in massima parte responsabili della nostra vita amorosa. Come suggerisce un mito greco, siamo sempre in cerca della nostra metà (quella che gli dei ci hanno tagliato) nei membri del sesso opposto. Quando ci innamoriamo abbiamo trovato qualcuno che corrisponde particolarmente bene al nostro Animus o Anima.

In questo articolo mi occuperò maggiormente dell’Animus.
L’Animus rappresenta il maschile, quindi azione, ma anche spirito, ragione e logica.
L’Animus è quindi l’uomo dentro la donna. Fisicamente una donna è femmina. Come abbiamo detto sopra psicologicamente una donna può esprimere solo parte del suo potenziale nella vita quotidiana. In una donna la parte più dinamica, intellettuale e auto assertiva trova meno espressione, come pure creatività e pensiero razionale sono mantenuti latenti.
L’animus ha tre radici: l’immagine collettiva di uomo che una donna acquisisce, la propria esperienza con gli uomini della sua vita, i principi maschili latenti in lei.
In generale possiamo dire che l’uomo nei sogni e nelle fantasie di una donna rappresenta il suo potere mentale e sociale, la sua abilità di agire attivamente nel mondo. L’Animus è anche espressione dei suoi sentimenti verso l’uomo, maturati attraverso le esperienze con uomini e soprattutto la relazione col padre. In definitiva l’Animus rappresenta la sintesi della sua esperienza di contatto con l’uomo.
L’animus può essere meravigliosamente creativo o potentemente distruttivo, a seconda della relazione che la donna ha col maschile.
Se evidenzia “complessi” nell’esperienza della donna con la figura maschile, l’Animus si manifesta nei suoi sogni e nelle sue fantasie come un uomo che imprigiona, che seduce ma solo per condurre la donna in pericolo o torturarla, in generale come una figura negativa.
L’Animus positivo si manifesta invece come l’uomo che risolve problemi, mostra sapienza e vero amore, appare come un salvatore, un liberatore dalla stessa morte.
L’Animus negativo o non integrato porta la donna verso relazioni distruttive, con se stessa e con gli altri.
A volte l’Animus appare come una raccolta di frasi e opinioni apprese nell’infanzia che vengono a costituirsi come pregiudizi e preconcetti, limitanti e giudicanti, e che una donna utilizza nei suoi rapporti con se stessa e con gli altri. Spesso la relazione negativa col padre è la causa di un complesso di inferiorità.
Se integrato, l’Animus può apparire in sogno come una figura maschile eroica o spirituale.
Uomini che assistono, fanno da guida, o immagini del saggio che da consigli sono simboli dell’Animus integrato. Sogni di uomini mascherati, stranieri che invadono la casa, gruppi di uomini, bande violente sono immagini simbolo di Animus non integrato.
La buona relazione con l’Animus mostra che una donna può integrare la sua capacità di essere indipendente, le sue qualità maschili. Significa anche che una donna comincia a rivedere l’esperienza col proprio padre in modo diverso, in modo da guarire le ferite.
L’Animus integrato infatti si riferisce alla capacità di una donna di vedere il suo essere maschio positivamente, identificandosi e associandosi con esso. Quando una donna smette di proiettare il maschio dentro di sé negli altri uomini comincia ad integrare l’Animus.
Come principio attivo l’Animus dà ad una donna la capacità di usare la sua creatività trasformando idee intuitive in realtà. L’integrazione dell’Animus è cruciale per l’auto-realizzazione.

L’Animus integrato è il miglior alleato della donna. Le donne con un alto grado di integrazione dell’Animus ricevono impulsi intuitivi e agiscono con saggezza. L’Animus integrato dice ad una donna che è inarrestabile. La incoraggia a realizzare i suoi sogni. L’animus integrato rende potente una donna con assertività, coraggio, pensiero analitico, forza, vitalità, decisione focalizzazione e desiderio di successo.
Il grado di difficoltà che una donna ha nell’integrare l’Animus corrisponde direttamente alla difficoltà di relazione con gli uomini con cui ha avuto esperienze negative sin dall’infanzia. Incontri con uomini mostruosi creano immagini mostruose di uomini. Quando non è integrato, ma è negato o represso, agisce come un mostro, possiede la psiche e fa da sabotatore. Allora si manifestano aggressione, brutalità, autoritarismo. L’Animus diviene un depositario di tutti i principi maschili perversi.
Il modo in cui funzionano anima e animus può diventare conscio ma in sé gli archetipi sono elementi inconsci e autonomi; divenirne coscienti aiuta però ad integrarli.
Anima e Animus sono per Jung mediatori tra il conscio e l’inconscio.

Secondo quanto dice Jung, nel mio Animus, il maschile dentro di me, convergono elementi propri della cultura tradizionale, per esempio che maschile equivale a forza, coraggio,violenza. Maschile è pungente e tagliente, acuto, intelligente, logico, tenace, avventuroso.
Insieme ad essi convergono le mie esperienze personali con l’universo maschile, a cominciare da mio padre e mio fratello. In questo caso il maschile dentro di me non è positivo, perché attorno alle esperienze con la figura di mio padre nel tempo si è venuto a formare uno di quelli che Jung chiama complessi. Una serie di esperienze negative si sono messe insieme comportando emozioni negative e credenze negative, pregiudizi, paure e quant’altro di negativo sia nei confronti del genere “maschile” sia nei confronti di me stessa.
Questa figura paterna dominante è infatti autoritaria, giudicante, limitativa. Non mi ha aiutato a crescere, mi ha impedito di esprimermi, ha creato in me un clima di paura. Naturalmente ho capito poi che è normale che, in conseguenza di questo atteggiamento di paura e pregiudizio, tutte le mie esperienze “dell’uomo” successive siano state negative, simili alla originaria, quasi tese a confermarla, mio malgrado. Di questo ne da una spiegazione la prima legge psicologica di Assagioli. Le immagini o figure mentali e le idee tendono a produrre le condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti. Le idee tendono a tramutarsi in realtà, e di questo parla anche ampiamente la legge di attrazione, oggi tanto popolare.
In me c’è però anche un altro uomo, che si esprime in modo positivo e rappresenta il mio “ideale” di uomo, tutto ciò che avrei sempre desiderato e non è stato. Jung dice che il momento in cui inizia il processo di integrazione dell’Animus nella psiche femminile allora avviene anche la guarigione dei suoi aspetti negativi.
Non ho visto in Brian “la mia esperienza di maschile”, infatti ho pensato che non era un uomo come tutti gli altri. Ho visto quella che era la mia “aspirazione” al maschile, un bisogno o desiderio non soddisfatto.
Se la mia esperienza di “maschile” è stata negativa, da dove proviene la mia aspirazione al “maschile ideale?” E’ essa stessa semplicemente espressione del desiderio di integrazione?
L’Animus ha cominciato a manifestarsi in me esattamente come descritto da Jung. Si trattava di un Animus positivo, senza dubbio.
Brian ha cominciato ad apparire nelle mie fantasie e nei miei sogni a occhi aperti come la guida spirituale, una persona buona che sapeva togliermi dai guai, un uomo puro, chiaro, onesto, autentico. Non un santone, ma un uomo autorevole seppure fragile, di cui non avevo affatto paura ma verso cui nutrivo fiducia totale e incondizionata.
Credo di poter affermare che questi tratti del suo carattere da me evidenziati gli appartengano nella realtà, come si può capire dall’ammirazione dei suoi fans, ma probabilmente in parte ho proiettato su di lui il mio Animus positivo. I due aspetti, realtà e proiezione, si confondono e finiscono col farmi cadere nel sofismo. La realtà oggettiva esiste? Non è sempre filtrata dal nostro pensiero? Non vediamo negli altri in buona parte ciò che ci piace vedere o che simile a noi o che ci aspettiamo di vedere?
Quindi, che Brian sia davvero un uomo autentico o che io abbia notato in lui la sua autenticità, che sia davvero la mia guida o che io gli abbia proiettato il ruolo, finisce col non avere più nessuna importanza. Lui è così per me. In lui io vedo quello di cui ho bisogno per superare il complesso del padre, per attivare l’integrazione, il “maschile ideale”, la figura spirituale in senso lato, il guru, il maestro. Forse in questo processo si è attivato anche un altro archetipo, quello del vecchio saggio, o del guru, che interviene con funzioni di guida.
La figura del maschile ideale non è solo spirituale. Brian continua a coinvolgermi a tutti i livelli, non escluso quello sessuale, che comunque sembra più normale, mentre è più evidente la novità costituita dal coinvolgimento spirituale, proprio per le sue funzioni di guida e assistenza nel processo di crescita personale. Con la sua guida mi sento inarrestabile e forte, questo è verissimo.
Integrare il maschile in me ha significato superare il complesso originato dal padre?
Da dove provengano queste aspirazioni al maschio ideale? Posso solo supporre che, accanto alle esperienze di maschile, legate al mio vissuto, in questo ipotetico contenitore chiamato “archetipo” ci siano anche esperienze non dirette, ma che fanno parte dell’inconscio collettivo, di grandi uomini saggi come Gesù, Buddha, cavalieri e altri miti che il mio inconscio ha utilizzato per esprimersi.
Infatti credo di poter affermare che il “maschio ideale” che ho visto in Brian, che è dentro di me, che è una parte dell’Animus, e che mi ha fatto innamorare, altro non è che l’esatto contrario dell’Animus negativo, cioè il concentrato di figure maschili negative che hanno contribuito a creare il mio complesso di inferiorità.
In altre parole, laddove la figura maschile nell’infanzia e nell’adolescenza ha bloccato bisogni e aspirazioni che sono rimasti incompiuti e latenti, un’altra figura maschile ideale provvede a soddisfarli.
Se il mio vero padre ha lasciato insoddisfatti in me bisogni di crescita, di indipendenza, di autonomia, di autostima, di autoaffermazione, di creatività, di espressione, di avventura, di felicità e di vittoria l’inconscio li ha conservati come un tesoro nascosto in attesa che qualcuno li soddisfacesse. Quando mi è accaduto di incontrare l’uomo dei miei sogni si è attivata quella scintilla per cui ho creduto che si, lui fosse l’uomo capace di soddisfarmi nel profondo.
L’incontro, anche se con una persona con cui è molto improbabile avere una vera relazione, o una persona del passato, attiva l’Animus positivo ed inizia un processo inarrestabile di auto crescita e auto integrazione, che è anche un processo di auto guarigione.
Credo che l’incontro con l’Animus non sia affatto casuale, ma avvenga in un momento molto preciso del processo di individuazione, così come aveva postulato lo stesso Jung. Un incontro di cui abbiamo bisogno e che noi stessi attraiamo nella nostra vita, così come quando eravamo dominati dall’Animus negativo attraevamo soltanto esperienze negative.
Un incontro che, in definitiva, serve a sviluppare dentro di noi quella parte positiva di cui abbiamo bisogno, ampliandola sempre di più con l’aiuto dell’uomo di cui ci innamoriamo, e che andrà a contrastare e oscurare l’Animus negativo, che rimarrà sempre presente ma spesso inattivo.

Il processo di individuazione è un processo di auto-realizzazione che consiste nella completa integrazione dei contenuti della psiche attinenti sia al conscio, che all’inconscio personale e collettivo. Integrarli significa renderli coscienti e accettarli. E’ una esperienza che Jung descrive come la ricerca e la scoperta del divino in se stessi e della totalità dell’Essere. Una volta che una persona ha accettato i suoi contenuti inconsci, che normalmente non accetta o nega, l’individuo ha raggiunto lo scopo del processo di individuazione che è essere quello che si è, unici, individui, appunto.
Il processo non può essere stimolato dall’esterno, ma nasce dall’interno. Comincia diventando consci della Persona, la maschera che portiamo ogni giorno, del ruolo che siamo costretti a recitare per essere connessi e accettati dalla società di cui facciamo parte. La maschera dà agli altri una impressione di noi stessi ma nasconde la vera natura della persona.
La seconda fase consiste nel divenire coscienti dell’Ombra. L’Ombra raccoglie tutte le tendenze, le energie e le pulsioni negative e le emozioni e desideri che sono incompatibili con la civiltà in cui viviamo e per questo motivo neghiamo e rimuoviamo. L’Ombra è un fenomeno collettivo, anche. Tendiamo a proiettare le nostre tendenze negative nell’altro. Non le vediamo in noi, ma le vediamo negli altri. Il diavolo rappresenta le tendenze negative di tutta l’umanità. L’Ombra dentro di noi è la causa dei conflitti e delle guerre.
Un’altra fase consiste, come già visto, nel divenire coscienti dell’Anima o dell’Animus. La quarta fase consiste nel diventare consci degli archetipi spirituali che Jung chiama personalità “mana”, cioè con poteri straordinari. Per l’uomo si manifesta l’archetipo del vecchio saggio, nella donna quello della Madre Terra .
Il processo di individuazione appare spesso come una unione di opposti. Nella fase dell’Ombra si uniscono bene e male fino a vedere l’uomo capace di entrambi e accettarli. Poi impariamo a vedere in noi stessi sia il maschile che il femminile. Infine dobbiamo possedere l’unione tra materia e spirito, corpo e psiche. Questa fase include la liberazione dell’uomo dal padre e della donna dalla madre per arrivare alla vera individualità.
Infine, trovare la divinità dentro di sé. Diventare un centro di autocoscienza, diventare consci del Sé.

Alexia Meli
autrice di La ricerca di se stessi

http://alexiameli.altervista.org/brian-molko-e-il-mio-incontro-con-lanimus/?utm_campaign=UpCloo&utm_medium=inline-grey&utm_source=it-xw57WGrkq-alexiameli.altervista.org

Amore Tantrico.. (la sessualità sacralizzata)   Leave a comment


Il primo orgasmo tantrico della mia vita

Due amanti l’uno vicino all’altro, ovvero due nulla che si incontrano,: solo così è possibile l’incontro, perché le barriere sono infrante, i confini rimossi: l’energia può scorrere dall’uno all’altro senza ostacoli. Solo in un tal momento di amore profondo avviene un orgasmo. Quando due che si amano fanno l’amore, ed entrambi sono assenza di ego, entrambi sono nulla, avviene l’orgasmo. La loro energia fisica e il loro intero essere si liberano da ogni identificazione. Non sono più se stessi: sono precipitati nell’abisso. Ma succede solo per un momento. Subito riprendono coscienza di sé, e subito ricominciano ad aggrapparsi al proprio ego. Per via di questa perdita di identità, si ha paura anche dell’amore. Si ha paura di impazzire, o di morire, paura dell’ignoto. L’abisso spalanca la bocca, l’esistenza sbadiglia; improvvisamente, ti trovi sull’orlo dell’abisso e puoi caderci dentro. La gente si spaventa dell’amore: si accontenta del sesso; e il sesso lo chiama amore.
L’Amore non è sesso.
Il sesso può far parte dell’amore, può esserne parte integrante; ma in sé il sesso non è amore: ne è solo un surrogato. Per mezzo del sesso cerchi di evitare l’amore: può farti sentire come se amassi, senza amare veramente.
In un vero rapporto d’amore non ci sei né tu né la persona che ami: ogni dualità viene a cadere. Lo stesso accade in MAHAMUDRA: Mahamudra è un orgasmo totale con l’intera esistenza. Perciò nel Tantra l’amplesso profondo, l’amplesso orgasmico di due amanti, si chiama anch’esso Mahamudra; e perciò coppie di amanti in orgasmo profondo sono riprodotte sulle pareti dei templi tantrici e sulle pagine dei libri tantrici. Sono simbolo dell’orgasmo finale.
“Mahamudra non poggia su nulla.
Senza compiere alcuno sforzo,
restando sciolti e naturali,”

L’essenza del metodo del Tantra: senza compiere alcuno sforzo…
Ogni sforzo compiuto rafforza l’ego. Se compi uno sforzo entri in gioco “tu”. Amare non è uno sforzo, non ti puoi sforzare di amare. Se ti sforzi, non ami. Amando ti lasci scorrere, senza sforzo.
L’amore è qualcosa che accade, non è qualcosa che si fa. E lo stesso succede nell’esperienza ultima, nella fusione totale: senza sforzo, ti lasci semplicemente trasportare dall’esperienza. Restando sciolti e naturali.
Questa è la Via.
Questo è il fondamento stesso del Tantra.

         

Testo tratto da “Tantra la comprensione Suprema”

http://d.repubblica.it/amore-sesso/2014/10/13/news/orgasmo_tantrico_psicologia-2321587/

La prima volta che ho avuto un orgasmo avevo 18 anni. Non so come sia successo: non me lo aspettavo e non avevo i mezzi per capire come ci fossi arrivata. Poi, però, più niente. Di sensazioni piacevoli durante il sesso ne avevo sempre, ma non era la stessa cosa, non sentivo quella scossa, quel fuoco. Ci sono riuscita, di nuovo, quindici anni dopo. Grazie al tantra e grazie al fatto che finalmente ero riuscita ad affrontare, e risolvere, i miei tabù.
Di blocchi mentali ne avevo sempre avuti parecchi. Colpa della mia educazione, di tutti quegli anni (tanti, tra scuola dell’infanzia, elementari e medie) passati in istituti guidati dalle suore. Avevo difficoltà a lasciarmi andare, tante sere quando il mio compagno mi cercava io mi nascondevo dietro le solite scuse. Mal di testa, stanchezza. Così finivamo per addormentarci ognuno dal suo lato del letto. Non era colpa sua: nemmeno con i compagni precedenti ero riuscita a rivivere quella sensazione che mi aveva sorpresa quando ero poco più di un’adolescente. Il tantra, dalla respirazione agli esercizi fisici, ha cambiato il mio approccio verso il sesso e così sono riuscita a risolvere il mio problema. Mi concentro sul mio respiro, mi lascio andare e mi faccio trascinare dall’energia e dall’eccitazione. Le sensazioni che provo diventano più forti e arrivano in ogni estremo del mio corpo, l’orgasmo viene da sé senza che io ci pensi o che io mi sforzi di cercarlo. Oggi ho 37 anni, e già da qualche anno, da quando sono riuscita ad avere il mio secondo orgasmo, il piacere fisico non è più un obiettivo: ora quando sono a letto penso solo ad ascoltare il mio corpo e a seguire le sue indicazioni. Prima, invece, restava tutto nella testa.

La svolta è arrivata tre anni fa grazie a un dvd. Una sera Stefano, il mio compagno, è tornato a casa con una confezione sigillata e mi ha chiesto se dopo cena mi andava di guardarlo con lui. Pensavo a un film, invece era un documentario sul tantra, la disciplina indiana che traccia una via spirituale e fisica per l’unione fra l’uomo e la donna. Il video era tutto centrato sul sesso tantrico. Non sono rimasta sorpresa: che nella sfera sessuale tra noi mancasse qualcosa non era un mistero, ne avevamo parlato spesso.
Ci eravamo messi insieme tre anni prima, quando io avevo appena superato i 30. Convivevamo da un po’ e avevamo anche già avuto una figlia, che all’epoca aveva appena compiuto un anno. Problemi veri e propri, in effetti, non pensavamo di averne. Però eravamo entrambi scontenti: c’era qualcosa che non funzionava e non riuscivamo a trovare il modo di ritrovarci e di affrontarla insieme. L’intimità fra noi era uno degli aspetti di questa crisi. Seduta sul divano, davanti alle prime immagini del dvd (spiegazioni su come respirare e posizioni da sperimentare) ero nervosa e un po’ in ansia. Ma mi sono detta: «Devi farti forza. Continua e vedi cosa succede».

Ho provato la stessa cosa quando mi sono trovata nell’atrio dell’hotel per il “weekend di assaggio”. Perché dopo aver visto il dvd sia io che il mio compagno ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di passare dalla teoria alla pratica, iscrivendoci a un seminario di due giorni gestito dall’istituto di tantra e counseling Maithuna. Certo, un’idea di cosa ci aspettava me l’ero fatta proprio guardando il dvd: respirazione, esercizi fisici. Per il resto, era davvero un’incognita che mi spaventava e m’innervosiva. Stefano era più agitato di me, ma ormai eravamo lì, e abbiamo scelto di andare avanti.
Dal punto di vista fisico gli esercizi che ci venivano proposti non erano difficili: abbiamo imparato a respirare con il diaframma e poi a collegare il respiro con i movimenti del bacino. La vera difficoltà riguardava la mente. Non riuscivo a lasciarmi andare e dovendo comunicare con il corpo (e con le aree genitali, poi!) non potevo proprio raccontarmi bugie: se una cosa non mi andava di farla, me ne accorgevo subito. Niente più scuse come stanchezza o mal di testa, i tabù me li sentivo addosso e non potevo far finta che non esistessero.

Quella prima sera il passaggio più difficile da gestire sono stati gli esercizi in coppia, ma con partner diversi. Io ho fatto un esercizio con un altro uomo e Stefano con un’altra donna: dovevamo sederci l’una sopra l’altro e spingere i bacini uno contro l’altro, simulando i movimenti di un rapporto sessuale. Io ero arrabbiata e gelosa mentre lo vedevo insieme a un’altra, e anche lui era deluso dal fatto che io fossi apparentemente a mio agio con un altro uomo.
In quel primo weekend non è successo niente di speciale, neanche a letto. Ma sono affiorate problematiche che adesso mi sentivo capace di affrontare. Compreso il nodo dell’orgasmo: sapevo che potevo averlo, in fondo era già successo, tanti anni prima. Solo che non sapevo come fare per arrivarci nuovo, e durante il sesso continuavo a pensarci e a ripensare a come riavvicinarmi a quella sensazione. Ma è stato proprio quando ho smesso di avere quel pensiero fisso che ci sono riuscita di nuovo. Ora sento solo l’energia che sale e che arriva in ogni punto del mio corpo, e più l’eccitazione aumenta più so che, dopo, l’orgasmo sarà forte e intenso. A volte invece ricado nei vecchi schemi mentali e non riesco a lasciarmi andare. Allora è il mio compagno, che è sempre stato più libero di me da questo punto di vista, a spingermi ad andare avanti. La differenza rispetto a prima è che adesso so come posso arrivare al massimo del piacere, ed è questa sicurezza che ha cambiato del tutto il mio approccio al sesso.
Anche con Stefano, ormai, è tutto diverso: di sera niente più mal di testa, ci cerchiamo a vicenda. Sperimentiamo, cerchiamo di sentire il corpo in vari modi. E pensare che, dopo quel primo weekend e i primi corsi, per un periodo ci eravamo lasciati, scegliendo però di continuare a frequentare i seminari insieme. Man mano che affrontavo i miei tabù mi riavvicinavo a lui, fino al momento in cui abbiamo deciso di ritornare insieme. A letto e nella vita. Adesso aspettiamo il secondo figlio, che nascerà fra pochi mesi.

LASCIARSI ANDARE
Parla Fabrizio Quattrini, psicoterapeuta e sessuologo, presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia di Roma.
– Il primo consiglio è capire le proprie potenzialità: tante donne non ascoltano le sensazioni che il corpo rimanda. E prima ancora dovrebbero imparare a conoscere l’area genitale e pelvica, sulla quale ci sono ancora tanti falsi miti. Il punto G, per esempio: tanti pensano che sia una sorta di “pulsante” da schiacciare per avere l’orgasmo, invece è semplicemente un’area che risveglia il piacere.
– Non è facile mettere da parte le ansie del quotidiano. Ma è una delle condizioni necessarie per vivere il piacere in modo più completo.
– Respirare col diaframma: si ritrova in tante pratiche che cercano l’armonia tra corpo e mente. Focalizzarsi sul proprio respiro, poi, aiuta anche a calarsi nel presente e a lasciarsi andare con più facilità.
– Utilizzare il perineo: capire dov’è l’area perineale e riconoscere le sensazioni che rimanda aiuta le donne a integrare la conoscenza di se stesse.

il massaggio tantrico.. Tantra massage   Leave a comment


Che cos’è e come si fa il massaggio orientale Tantra
Attraverso il massaggio Tantra, il corpo ritrova l’armonia attraverso il rilassamento e l’eccitazione dei sensi. L’intento principale è di sviluppare una maggiore consapevolezza sia in chi lo offre, sia in chi lo riceve, migliorando la reciproca padronanza dei desideri e delle emozioni.

Chi offre il massaggio, dona il proprio amore incondizionato all’altra persona. Chi lo riceve dovrebbe pertanto porsi in una condizione di totale fiducia, liberando la mente dai pensieri e dalle aspettative, favorendo l’attivazione dei propri sensi.
Nel massaggio Tantra, è essenziale abbandonarsi all’attimo presente, un dolce ed eccitante momento in cui trovare la serenità e il piacere nella loro dimensione più nobile e pura.

I 3 PRINCIPI DI APPLICAZIONE DEL MASSAGGIO TANTRA
Come ogni altra tecnica di massaggi orientali, anche il Tantra presenta i suoi principi.

1) Essere con la mente, con il corpo e con l’anima nell’attimo presente, senza distrazioni. Per arrivare a questo stato d’animo è importante concentrarsi sul proprio respiro, rendendolo più profondo.

2) La mano dovrebbe rimanere a completo contatto con il corpo del ricevente, in modo da disegnarne le sue forme sia con le dita che con il palmo.

3) I movimenti vanno eseguiti in un armonioso flusso continuo, in modo che ogni gesto perfezioni il precedente e allo stesso tempo prepari il successivo movimento. Il massaggio Tantra è fatto da scivolamenti, strofinamenti, carezze, con variazioni di pressione, durata e ritmo. Durante il massaggio è possibile parlare, di tanto in tanto, con la persona trattata in modo da rassicurarla in caso fosse un pò tesa, favorendo il rilassamento.
Questo massaggio è un’opportunità per aprirsi, sia per chi lo offre, sia per chi lo riceve. Rilassa molto e apre i cuori. Con il Tantra è possibile scoprire nuove emozioni, nuovi orizzonti per la vita.

L’AMBIENTE IDEALE PER UN MASSAGGIO TANTRA
L’ambiente ideale è un luogo caldo, ma non troppo. Si può fare il trattamento sopra un letto, meglio se matrimoniale, poiché data la sua ampiezza, aiuta gli spostamenti del massaggiatore. Rende più efficace e piacevole il massaggio l’utilizzo dell’olio (in tal caso munirsi di un telo di carta per non sporcare il letto) e l’ascolto di musica rilassante. Anche l’utilizzo di incensi contribuisce a creare l’atmosfera ideale. La luce non dovrebbe essere forte, ma tenue e rasserenante. Fondamentale, staccare i telefoni e chiudere la porta della stanza dove si esegue il massaggio. Praticarlo possibilmente lontano dai pasti, (almeno un’ora dopo un pasto non troppo abbondante).

Il massaggio orientale Tantra
QUALI OLI UTILIZZARE
Nel massaggio Tantra vengono utilizzati gli oli essenziali, poiché hanno un alto potere penetrante. Un olio che va sempre bene, è l’olio di cocco: poiché privo di aromi, difficilmente irrita la pelle. Altri oli utilizzabili sono: l’olio di basilico, salvia, sandalo, di cannella, lavanda, menta, pino, rosmarino.

L’ESECUZIONE
II massaggio esplora e stimola tutte le zone del corpo: schiena, gambe, piedi, braccia, mani, gli organi riproduttivi, collo, testa, e viso vengono accarezzati con pressioni leggere, eseguite con strofinamenti circolari, dolci, rilassanti.

Il ricevente, poiché viene massaggiato dappertutto, deve essere nudo, tenendo eventualmente coperte solo quelle zone del corpo che al momento non sono trattate. Anche il massaggiatore o la massaggiatrice, può decidere di offrire il massaggio da nudo.
Il massaggio agli organi riproduttivi ha delle tecniche specifiche per il trattamento del maschio (Tantra Lingam – vedi guida pratica) e della femmina (massaggio Yoni): per scoprirle, non dovete fare altro che chiedere il supporto di un esperto massaggiatore o massaggiatrice Tantra e provarle di persona!
Alcune professioniste del massaggio offrono in combinazione ai suddetti trattamenti anche il massaggio prostatico.
Chi offre di massaggiare, rimane seduto accanto al ricevente, concentrandosi sul proprio respiro, iniziando poi a far scivolare le mani lungo il corpo del partner, più e più volte in ciascuna delle zone da trattare. Questi scivolamenti, oltre ad eccitare, aumentano la capacità di percepire il proprio corpo sviluppando maggiormente i sensi. Una volta terminato di massaggiare la parte posteriore del corpo, toccherà alla parte anteriore o viceversa. Durante il massaggio, non manca la stimolazione dei Chakra, centri di energia ove scorre, secondo la tradizione del Tantra, lo spirito umano. Ciò porta grande equilibrio e benessere.

Le tecniche del massaggio sono così importanti?
Le prime volte che si eseguono le tecniche del massaggio Tantra, così come spesso avviene nell’apprendimento di altri stili di massaggio, è probabile che l’attenzione sia rivolta soprattutto nel cercare di eseguire correttamente le tecniche piuttosto che fare del proprio meglio per soddisfare la persona che si ha dinnanzi.
Non è molto importante ricordarsi tutti i passaggi, tutti i movimenti. E’ invece importante, soprattutto per il principiante, eseguire le tecniche con sincerità e spontaneità, concentrandosi di più sulla persona che si sta massaggiando. Con la pratica e col tempo, tutti i movimenti del Tantra diverranno spontanei, naturali, non più così calcolati o forzati. Tutti i movimenti del Tantra seguono la Via della Natura, una natura che abbiamo dentro di noi e che attende di affiorare in tutto il suo splendore. Con il tempo e l’esperienza, tecnica e sensibilità si fonderanno assieme e ci si potrà lasciare trasportare unicamente dalle sensazioni del massaggio.

I BENEFICI
Con il massaggio Tantra, è possibile migliorare il rapporto di coppia, grazie a una più ampia scoperta delle proprie potenzialità naturali. Il Tantra sviluppa i sensi, sia fisici che intuitivi della persona che si impegna in questo percorso. Col tempo, si può provare un amore più grande per tutto ciò che ci circonda.

L’AMORE TANTRICO
Nell’esecuzione del massaggio Tantra, può affiorare il desiderio di fare l’amore. L’atto d’amore è incentrato sul donare prima di tutto sé stessi prima ancora che prendere qualcosa dall’altro, nell’ottica del rispetto reciproco. Provare l’orgasmo non è l’aspettativa ultima del rapporto. Si pone più importanza all’osservazione dei propri e altrui sentimenti, così da lasciare maggiore libertà al desiderio e alla fantasia di manifestarsi in una più più profonda e appagante attività di coppia.

ORIGINI E FILOSOFIA DEL TANTRA
La parola Tantra significa “trama”, riferendosi alla creazione di un tessuto, oppure anche “rituale”. I primi testi della dottrina tantrica risalgono al VI e VII secolo d.C.
Derivante dal buddhismo, la filosofia del Tantra, è col tempo entrata in contatto con altre dottrine che hanno contribuito a renderla come è oggi. Fra queste dottrine è presente l’induismo vedico, l’islamismo arabo, il taoismo cinese e lo scintoismo giapponese. Il mondo occidentale, entrò in contatto con questa filosofia solo nel XX secolo.

Il Tantra è una corrente filosofica che si prefigge di far raggiungere all’essere umano, attraverso un sentiero basato sull’esperienza personale, uno stato di coscienza superiore. Come avviene nel buddhismo, si cerca di arginare il dolore psicologico attraverso il raggiungimento di una completa e lucida visione di sé stessi, ottenendo il controllo rilassato (non solo per mezzo del massaggio) dei propri desideri e la facoltà di amare pienamente la vita. Il Tantra pone l’esperienza umana al di sopra della passiva accettazione di una qualunque visione cosmica che spieghi il significato della vita e che finirebbe per limitare l’espressione individuale. Mirando all’evoluzione personale, i praticanti del Tantra si concentrano sulla realtà dei sensi, impegnandosi ad espandere la loro percezione, liberando la mente dai pregiudizi e osservando le varie manifestazioni della realtà.

http://www.massaggiorientali.biz/massaggio-tantra.html

CANTICO dei CANTICI   Leave a comment


 

Cantico 6,4-8,4

6,4 Amica mia, tu sei bella come Tirtsah, leggiadra come Gerusalemme, tremenda come un esercito a bandiere spiegate. 5 Distogli da me i tuoi occhi, perché mi turbano. I tuoi capelli sono come un gregge di capre, che pascolano sul monte Galaad. 6 I tuoi denti sono come un gregge di pecore, che tornano dal lavatoio; tutte hanno gemelli e nessuna di esse è sterile. 7 Le tue tempie dietro al tuo velo sono come uno spicchio di melagrana. 8 Ci sono sessanta regine e ottanta concubine, e fanciulle senza numero. 9 Ma la mia colomba, la mia perfetta, è unica; è l’unica di sua madre, la prescelta di colei che l’ha partorita. Le fanciulle l’hanno vista e l’hanno proclamata beata, sì, anche le regine e le concubine, e l’hanno lodata. 10 Chi è costei che appare come l’alba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate? 11 Io sono discesa nel giardino dei noci per vedere le piante verdeggianti della valle, per vedere se le viti erano in fiore, e i melograni mettevano le gemme. 12 Non so come, ma il mio desiderio mi ha posta sui carri del mio nobile popolo. 13 Ritorna, ritorna, o Shulammita, ritorna, ritorna, perché possiamo ammirarti. Che cosa vedete nella Shulammita? Come una danza a due schiere?

Espressioni di ammirazione dello sposo nei confronti della sposa
7,1 Come sono belli i tuoi piedi nei calzari, o figlia di principe! Le curve dei tuoi fianchi sono come gioielli, opera di mano d’artista. 2 Il tuo ombelico è una coppa rotonda, ove non manca mai vino aromatico. Il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato di gigli. 3 Le tue due mammelle sono come due cerbiatti, gemelli di gazzella. 4 Il tuo collo è come una torre d’avorio; i tuoi occhi sono come le piscine di Heshbon presso la porta di Bath-Rabbim. Il tuo naso è come la torre del Libano, che guarda verso Damasco. 5 Il tuo capo si eleva su di te come il Karmel e i capelli del tuo capo sono porpora; un re è fatto prigioniero dalle tue trecce. 6 Come sei bella e come sei leggiadra, o amore mio, con tutte le tue delizie! 7 La tua statura è simile alla palma, e le tue mammelle a grappoli. 8 Ho detto: «Salirò sulla palma e afferrerò i suoi rami». Siano le tue mammelle come i grappoli della vite, la fragranza del tuo alito come quello dei pomi, 9 e i baci della tua bocca come un vino squisito, che scende dolcemente per il mio diletto, sfiorando delicatamente le labbra di chi dorme.
Unione d’amore
10 Io sono del mio diletto, e il suo desiderio è verso di me. 11 Vieni, mio diletto, usciamo nei campi, passiamo la notte nei villaggi! 12 Alziamoci presto al mattino per andare nelle vigne e per vedere se la vite ha messo i germogli e i suoi fiori sono sbocciati, e se i melograni sono in fiore. Là ti darò il mio amore. 13 Le mandragole effondono la loro fragranza, e sulle nostre porte ci sono frutti squisiti di ogni genere, freschi e appassiti, che ho conservato per te, mio diletto.

8,1 Oh, fossi tu come un mio fratello, allattato alle mammelle di mia madre! Trovandoti fuori ti bacerei, e nessuno mi disprezzerebbe. 2 Ti condurrei e ti introdurrei in casa di mia madre; tu mi ammaestreresti, e io ti darei da bere vino aromatico, del succo del mio melograno. 3 La sua sinistra sia sotto il mio capo e la sua destra mi abbracci! 4 O figlie di Gerusalemme, vi scongiuro, non destate e non svegliate l’amore mio, finché così le piace.

 

un video di un grande autore: Pellegrino del deserto  youtube

È uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre Scritture.

Racconta in versi l’amore tra due innamorati, con tenerezza

ma anche con un ardire di toni ricco di sfumature sensuali e immagini erotiche.

Ciò non pregiudica affatto il carattere sacro del testo, in quanto l’amore erotico dei due amanti, per l’autore del testo, ha origine divina, come si può ricavare da Ct 8,6: “Una fiamma di Dio/del Signore”. È questo forse il messaggio

Dio,Terra,Toscana,Firenze,bronzi d’arte,abbracci,uomo,donna   Leave a comment


 

 

 

 

 

 

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NON SI CHIAMA FICA…..SI CHIAMA “ VAGINA” : UN MONOLOGO ESILARANTE DI FRANCA RAME   Leave a comment


 

 

Pubblicato in data 29/mag/2013

LA7 ricorda l’attrice Franca Rame col video di un’intervista sulla sua storia personale e professionale, dall’infanzia con la sua famiglia ai primi passi nella televisione all’incontro col marito Dario Fo.

 

 

Dallo spettacolo “Sesso, grazie tanto per gradire” Franca Rame recita la Prima parte del monologo esilarante e comico che culmina con la simulazione di un orgasmo. Teatro Smeraldo 8 marzo 1995

 

 

 

 

 

 

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