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ARCHITETTI ED INGEGNERI PER LA VERITA’ SULL’11 SETTEMBRE 2001   1 comment


Discorso George W. Bush, 11 Settembre 2001

11 Settembre2001: il giorno che ha cambiato il mondo.

A distanza di 10 anni dagli attentati dell’11/9 l’ex presidente George W. Bush riflette sugli eventi di quella giornata.

11 settembre : LE MENZOGNE DI BUSH E COMPANY

“Notizie false sulle armi in Iraq” Ora Colin Powell attacca la Cia

A oltre un anno dall’esposizione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dei supposti elementi di prova che dovevano smascherare il possesso e lo sviluppo di armi di sterminio da parte dell’allora regime di Saddam Hussein, e dunque legittimare l’intervento militare contro l’Iraq, Colin Powell ha riconosciuto che quegli stessi elementi non erano solidi nè veritieri; tuttavia il segretario di Stato americano si è giustificato asserendo che lui non poteva saperlo, perchè si era basato su quanto messogli a disposizione dalla Cia, alla quale si era rivolto.

Si tratta dell’ammissione di gran lunga più schietta, circa l’eventualità di essere incorsi in errori per l’attacco all’Iraq, venuta dall’amministrazione statunitense; e, se si salva forse la credibilità personale di Powell, quella complessiva dell’amministrazione di George W. Bush potrebbe uscirne ulteriormente minata.

Il 5 febbraio 2003, in una seduta speciale del Consiglio di Sicurezza appositamente convocata, Powell esibì tra l’altro quelle che a suo dire erano le prove circa l’esistenza di laboratori mobili per la messa a punto di aggressivi batteriologici e chimici, e che spiegavano come mai gli arsenali proibiti di Saddam non si trovassero: perchè, sostenne davanti a interlocutori in gran parte scettici, tali laboratori erano cammuffati e si spostavano continuamente, appunto per non essere individuati.

“Adesso appare che le cose non stavano così, che non c’era fondatezza in esse”, ha ammesso il capo della diplomazia Usa con i giornalisti, a bordo dell’aereo che lo stava riportando a Washington da Bruxelles, ove ieri al quartier generale della Nato aveva presenziato alla cerimonia di benvenuto in onore dei sette nuovo Stati membri dell’Alleanza, “ma all’epoca in cui stavo preparando quell’esposizione per il Consiglio”, ha puntualizzato lo stesso Powell, “mi furono presentate come fondate, come le informazioni e le notizie migliori di cui disponessimo”.

Il segretario di Stato ha ribadito di essersi rivolto alla Cia perchè gli fornisse dati e materiale in grado di comprovare la pericolosità degli armamenti in dotazione a Baghdad, reali o potenziali, e che peraltro mai sono stati rinvenuti, neppure in seguito, nemmeno in tempi più recenti.

“Ora”, ha proseguito Powell, “se le fonti su cui uno si fonda vanno in pezzi, allora occorre scoprire come ci si sia potuti ritrovare in una situazione del genere. Di questo”, ha specificato, “ho discusso con la Cia”.
Per meglio far capire a che cosa stesse alludendo, il segretario di Stato ha poi espresso l’auspicio che una commissione d’inchiesta indipendente sia in grado di scoprire come e perchè la Cia stessa puntò su quegli elementi, e ancor più su quali basi si fondasse la fiducia riposta in essi dai suoi esperti; a lui, ha ribadito, fu assicurato che le prove sul tappeto erano valide e solide.

Powell ha comunque tenuto anche a precisare di aver voluto effettuare egli stesso controlli per garantirsi della veridicità di quanto avrebbe in seguito sostenuto davanti all’Onu. “Studiai gli elementi che loro mi avevano dato, ed essi me li mantennero fermi. Io non faccio parte dell’intelligence”, ha tenuto a questo punto a sottolineare, “ma, come poi ebbi a dire durante la mia presentazione alle Nazioni Unite, indagai e mi assicurai che esistessero riscontri incrociati. Quel materiale”, ha precisato, riferendosi alle informazioni sui supposti laboratori montati su camion, “era il più sensazionale in assoluto, e io”, ha ripetuto, “mi sono accertato del fatto che fosse confermato da più fonti diverse”.

“Io spero proprio che la commissione d’inchiesta esaminerà queste questioni per stabilire se l’agenzia (la Cia, ndr) disponesse o no all’epoca delle basi per nutrire in quelle informazioni la fiducia che aveva. Io”, ha quindi ripetuto Powell, con l’evidente intento di prendere in anticipo le distanze da chi gli fornì elementi fasulli, “non appartengo all’apparato dell’intelligence”.
(3 aprile 2004)

Quanto è costata al popolo americano la guerra dei suoi petrolieri   Leave a comment


Basta dettagli sul raid che ha ucciso Bin Laden”. Non solo le foto: dalla Casa Bianca ora parte l’ordine di un silenzio-stampa più generale sul blitz del reparto speciale dei Seal. Troppe versioni si sono susseguite in questi giorni, troppe contraddizioni, troppi sospetti. La ragion di Stato interviene e mette un “tappo” alla verità? Nell’era di WikiLeaks l’improvviso ripensamento di Barack Obama sembra anti-storico, irrealistico. Ma l’America del Primo emendamento, la democrazia teoricamente più trasparente della storia, ondeggia continuamente nei suoi cicli storici di apertura e chiusura, con vittorie e sconfitte nella battaglia fra democrazia e segretezza.

Mentre ieri Obama portava una corona di fiori a Ground Zero, era impossibile non ricordare quel che pensa tuttora il 42% degli americani: che la Commissione d’indagine sull’11 settembre “ha nascosto o rifiutato d’investigare prove cruciali che contraddicono la versione ufficiale su quell’attacco”.

E non sono i soliti seguaci delle teorie del complotto.
Uno dei più autorevoli giuristi coinvolti nei lavori di quella Commissione, John Farmer, si dissociò dalle conclusioni con parole che fanno rabbrividire:
“Ciò che il governo e i militari hanno detto al Congresso, ai mass media e all’opinione pubblica su quel che sapevano allora, è quasi interamente falso”.

(Federico Rampini,la nazione del top secret,Repubblica)

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aereo seconda torre  QUESTO NON E’ UN BOEING DI LINEA…..E’ UN BOEING MILITARE..QUELLI DI LINEA NON HANNO UNA PANCIA SOTTO..

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(da un articolo di  Dream Theater  I folli costi della guerra talebana )

Afghanistan + Iraq = costi immani per gli USA e per i paesi della coalizione. Più il costo delle vite umane. La guerra non è certo finita e i conti reali non si possono fare. Ma…ne valeva la pena?

La cattura di Osama Bin Laden è stata vista dal mondo occidentale come una liberazione. Ma non dobbiamo illuderci, si è vinta una battaglia ma la guerra è ancora molto lunga. Intanto però possiamo farci due conti.
Risulta infatti che la guerra in Afghanistan è costata uno sproposito. Il grafico qui sotto è emblematico e si spiega da solo. Interessante anche notare che oggi, l’impegno economico è fortemente indirizzato all’Afghanistan che ha superato, a livello di onerosità bellica, lo stesso Iraq nell’anno 2010 e nel 2012 (stime) costerà 6 volte quanto costerà l’Iraq. Attenzione però, il grafico sotto esposto si riferisce agli USA. E poi ci sono i costi che TUTTE le altre nazioni hanno dovuto sostenere. Alla faccia del’
austerity e con la soddisfazione dell’industria bellica.

 Cifre che però sono già contestate da più parti, compreso dal premio Nobel Stiglitz che stima il costo bellico ben oltre i 3 trilioni di dollari (contro i 1.3 trilioni nell’analisi sopra esposta).
Questo ha comportato anche un forte contributo all’aumento del debito pubblico.

costi guerra iraq afghanistan

Quindi è lecito farsi delle domande, e proprio come propone Stiglitz, è giusto chiedersi se tutto questo poteva essere gestito meglio. Infatti, senza la guerra in Iraq (e tutto quello che poi ha portato , compreso l’Afghanistan), a che prezzo sarebbe oggi il petrolio? E la crisi geopolitica internazionale, avrebbe raggiunti i livelli di allerta attuali?

Domande a cui non possiamo rispondere nella realtà ma che, nella logica, ci portano a ragionare verso un petrolio molto meno caro ed un clima internazionale più sereno.

Se poi andiamo ad aggiungere al costo economico anche il ben più grave costo di vite umane, beh, credo che ci sia ben poco da aggiungere: oltre 100.000 civili e 7.000 forze della coalizione).

Ps: il costo per l’Italia dovrebbe aggirarsi sui 3 miliardi di Euro. Ma purtroppo, sia per l’Italia che per tutti gli stati impegnati nella lotta, i conti non si possono nacora fare, visto che la guerra è ancora apertissima. E proprio ieri è nuovamente stato alzato il grado di allerta antiterrorismo.

PPS: buttate un occhio anche agli eccellenti commenti, troverete materiale molto interessante…

Chissà oggi che mondo ci sarebbe senza aver avuto l’attacco all’Iraq…

(commenti all’articolo)

Fratasa:

“Contando le riserve di petrolio stimate in Iraq (115.000 Milioni di barili) resta comunque un ottimo affare.

Gli investimenti sono fatti dai cittadini ed i guadagni dai soliti noti. Non male direi”

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(11 settembre 2001 la verità viene a galla)

Qual’è stato il motivo per l’invasione dell’Afghanistan?

gli Stati Uniti avevano preso la decisione di invadere l’Afghanistan due mesi prima del 9 / 11 attacchi. Almeno una parte del background di questa decisione è stata un sostegno a lungo tempo gli Stati Uniti ‘per gasdotto Unocal , che il trasporto di petrolio e gas naturale dalla regione del Mar Caspio verso l’Oceano Indiano attraverso l’Afghanistan e Pakistan.15 Questo progetto era stato ostacolato al 1990 a causa della guerra civile che andava avanti in Afghanistan dopo il ritiro sovietico nel 1989.

Nella metà degli anni 1990 , il governo americano aveva sostenuto i talebani con la speranza che la sua forza militare consentirebbe di unificare il paese e fornire un governo stabile , che potrebbe proteggere le pipeline. Entro la fine degli anni 1990 , tuttavia, l’amministrazione Clinton aveva dato sulla Taliban.16

Quando l’amministrazione Bush è salito al potere , ha deciso di dare i talebani un’ultima possibilità . Nel corso di una riunione di quattro giorni a Berlino nel luglio 2001 , i rappresentanti della amministrazione Bush ha insistito che i talebani devono creare un governo di “unità nazionale “di condivisione del potere con le fazioni amichevole verso gli Stati Uniti . I rappresentanti degli Stati Uniti secondo come riferito ha detto: “O si accetta la nostra offerta di un tappeto d’oro, o vi seppelliremo sotto un tappeto di bombe. “17

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Come la guerra è iniziata per motivi economici legati al petrolio,cosi potrebbe finire per altri interessi economici   ; I grandi giacimenti minerari  del valore di un trilione di dollari.

http://www.nytimes.com/2010/06/14/world/asia/14minerals.html?pagewanted=1

The United States  has discovered nearly $1 trillion in untapped mineral deposits in Afghanistan, far beyond any previously known reserves and enough to fundamentally alter the Afghan economy and perhaps the Afghan war itself, according to senior American government officials. The previously unknown deposits — including huge veins of iron, copper, cobalt, gold and critical industrial metals like lithium — are so big and include so many minerals that are essential to modern industry that Afghanistan could eventually be transformed into one of the most important mining centers in the world, the United States officials believe. “

afghanistan lithium

http://www.nytimes.com/2010/06/14/world/asia/14minerals.html?pagewanted=1

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