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Chiamiamola col suo vero nome “TORTURA”   Leave a comment


La tortura è un crimine contro l’umanità. Così è definita dalle Nazioni Unite e dal Consiglio d’Europa. Una persona custodita dallo Stato, quello Stato che rappresenta tutti noi, non deve mai sentirsi a rischio. Ma la tortura in Italia non è reato. Abbiamo cinquemila norme penali che puniscono e proibiscono comportamenti di ogni tipo, ma non abbiamo il delitto di tortura nel nostro codice penale. Eppure la tortura esiste, eppure la tortura è praticata. Nessuna democrazia può ritenersi al sicuro. Tra pochi mesi l’Onu dovrà valutare la tenuta dei diritti umani nel nostro Paese. Noi continueremo incessantemente a lottare perché il diritto italiano colmi questa lacuna intollerabile. Continueremo anche a lottare perché la tortura non sia praticata mai e in nessuna circostanza.

tortura campagna contro 1

tortura campagna contro 2

tortura campagna contro 3

tortura campagna contro 4

tortura campagna contro 5

 

Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale, riproducendo la stessa definizione presente nel Trattato Onu. Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.

Firma la petizione per introdurre il delitto di tortura nel codice penale. Lo hanno già fatto migliaia di persone tra cui:

Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Cristina Comencini, Erri De Luca, Luigi Ferrajoli, Davide Ferrario, Elena Paciotti, Mauro Palma, Stefano Rodotà, Rossana Rossanda, Ettore Scola, Daniele Vicari, Vladimiro Zagrebelsky, Vittorio Agnoletto (Flare), Mario Angelelli (Progetto Diritti), Don Luigi Ciotti (Libera, Gruppo Abele), Franco Corleone (coord. Garanti territoriali), Roberto Di Giovan Paolo (Forum salute in carcere), Ornella Favero (Ristretti Orizzonti), Luigi Manconi (A buon diritto), Corrado Marcetti (Fondazione Michelucci), Antonio Marchesi (Amnesty International), Alessandro Margara (ex capo Dap), Carlo Renoldi (Magistratura Democratica), Marco Solimano (Arci), Cecilia Strada (Emergency), Andrea Paolo Taviani (Medici contro la tortura), Rete Viola, 10X100 Genova, Gabriella Guido (LasciateCIEntrare), Italo Di Sabato (Osservatorio sulla Repressione), Daniele Domenicucci (Referendario – Corte giustizia dell’UE), Paolo Flores D’Arcais (Micromega).

 

In Italia torturare non è un reato. Eppure, stando alle Nazioni Unite, è un crimine contro l’umanità: perché una persona custodita dallo Stato non deve mai sentirsi a rischio. Per questo, l’Associazione Antigone lancia la campagna #ChiamiamolaTortura con una petizione diretta a tutti i parlamentari e alla presidente della commissione Giustizia della Camera, che nel giro di pochi giorni ha già raccolto oltre 6.000 firme (su un obiettivo totale di 10.000).
Il reato di tortura. La tortura in Italia, dunque, non costituisce reato. E questo nonostante da un quarto di secolo il nostro Paese si sia impegnato formalmente con le Nazioni Unite a prevedere tale crimine nel nostro ordinamento. "Abbiamo cinquemila norme penali che puniscono e proibiscono comportamenti di ogni tipo – sostiene Antigone – ma non abbiamo il delitto di tortura nel nostro codice penale. Eppure la tortura esiste, è praticata. Nessuna democrazia può ritenersi al sicuro. Nella storia, non solo italiana, sia la tortura giudiziaria (estorsione delle confessioni) che quella punitiva (vessazioni dirette a esaltare il potere sovrano di punire) riguardano la sfera pubblica e non quella delle relazioni private. Il Senato nel febbraio del 2014 ha approvato il disegno di legge che proibisce la tortura. E questa è una buona notizia. Il delitto è stato configurato come generico, "comune" e nel testo approvato è anche previsto un aumento di pena nel caso in cui l’autore sia un pubblico ufficiale".
"Ora tocca alla Camera". "Noi continueremo incessantemente a lottare perché il diritto italiano colmi questa lacuna intollerabile – spiegano da Antigone – e perché questo disegno di legge sia approvato anche dalla Camera dei deputati, ancor più visto che tra pochi mesi l’Onu dovrà valutare la tenuta dei diritti umani nel nostro Paese".

carceri

L’uomo,la felicità e la marcia del mondo. (Teillhard de Chardin)   Leave a comment


Pierre Teilhard de Chardin

Image via Wikipedia

L’uomo, la felicità e la marcia del mondo.
Da: Il Gesuita proibito – Vita ed opere di P.Teilhard de Chardin.
di Giancarlo Vigorelli Casa editrice IL SAGGIATORE
 

“E infine gli ardenti.
Qui mi riferisco a quelli per cui la vita è un’ ascensione e una scoperta.

Per gli uomini che formano questa terza categoria…

non solo è meglio essere che non essere,

ma c’è sempre la possibilità – ed è l’unica che interessi – di diventare qualcosa di più.

Per questi conquistatori appassionati d’avventure,

l’essere è inesauribile – non alla maniera di Gide, come un gioiello dalle mille sfaccettature,

che si può girare in tutti i versi senza mai stancarsene,

ma come un ,fuoco di calore e di luce, al quale è possibile avvicinarsi sempre più.

Si possono canzonare questi uomini, trattarli da ingenui o trovarli noiosi.

Ma dopo tutto sono loro che ci hanno fatto, e che preparano la Terra di Domani.”

“Allo stesso modo che nel Mondo della Materia meccanizzata, tutti i corpi obbediscono alle leggi di una gravitazione universale, così nel Mondo della Materia vitalizzata, tutti gli esseri organizzati, anche gli inferiori, si orientano e si spostano verso ciò che offre loro il maggior benessere. Parlare della felicità, dunque, dovrebbe essere il più facile dei compiti per un conferenziere. Uomo vivo fra uomini vivi, non è forse sicuro di rivolgersi soltanto a uomini convinti e iniziati? In realtà, il compito che oggi mi assumo davanti a voi si rivela molto più delicato e complesso.
Senza dubbio, come tutti gli altri esseri animati, l’Uomo desidera essenzialmente la felicità. Ma per lui, questa esigenza fondamentale, assume una forma nuova e complicata. In effetti, l’Uomo non è soltanto un essere vivente più sensibile e vibrante degli altri; attraverso la sua «ominizzazione» è diventato un essere vivente, riflessivo e critico. Questo dono della riflessione porta con sé due temibili proprietà, la percezione del possibile e la percezione dell’avvenire, due poteri la cui comparsa basta a gettare il disordine e la dispersione nel flusso finora così coerente e limpido della vita. Percezione del possibile e percezione dell’avvenire, congiunte l’una all’altra per rendere continue e per disperdere in tutti i sensi tanto le nostre paure che le nostre speranze… Dove l’animale sembra non trovare mai difficoltà nell’avvicinarsi a ciò che lo soddisfa, l’Uomo, invece, a ogni passo e in ogni direzione, vede un problema, per il quale, da quando è Uomo, non ha mai cessato di cercare, senza successo, una soluzione definitiva e universale.
«De vita beata», dicevano gli antichi. Cos’è la felicità? Da secoli, su questo argomento, i libri, le inchieste, le esperienze individuali e collettive, pateticamente si susseguono senza mai raggiungere l’umanità. E alla fine, per molti di noi, la conclusione pratica di tutte queste discussioni è che è inutile voler cercare di più.
O il problema è insolubile: non c’è vera felicità in questo mondo.
Oppure, porta con sé soltanto un’infinità di soluzioni particolari, cioè è indefinito.
Essere felici: questione di gusto personale. A voi piace il vino e la carne buona. lo preferisco le automobili, la poesia o la beneficenza. «Ognuno ha i suoi gusti e la su fortuna.» Certo spesso avete sentito dire così, e forse anche voi lo pensate un po’.
È a questo scetticismo relativistico, e alla fine pessimistico, dei nostri contemporanei, che stasera voglio oppormi, direttamente, mostrandovi che, anche per l’Uomo, la direzione generale della felicità non è affatto così equivoca come si dice – purché tuttavia, limitando la nostra inchiesta alla ricerca delle gioie essenziali, ci si appoggi agli insegnamenti della Scienza e della Biologia.
Non potendo vi sfortunatamente dare la felicità, spero di potervi almeno aiutare a trovarla!
Questo esposto sarà di due parti: 1) nella prima, sopratutto teorica, faremo ‘in modo di definire insieme la via migliore che conduce alla felicità umana; 2) nella seconda, quella conclusiva, ci chiederemo come possiamo adeguare le nostre vite individuali a questi assi generali di beatificazione.
Per meglio capire in che modo si crea per noi il problema della felicità, e perché siamo portati a esitare di fronte a tale problema, è indispensabile inizialmente dare un’occhiata in giro, cioè distinguere tre atteggiamenti iniziali e fondamentali, adottati di fatto dagli uomini di fronte alla Vita.
Lasciamoci guidare, se siete disposti, da un paragone. Immaginiamo degli alpinisti, partiti per scalare una cima difficile, e consideriamo il gruppo qualche ora prima della partenza. A questo punto si può immaginare la squadra divisa in tre categorie. Alcuni rimpiangono di aver lasciato l’albergo. La fatica, i pericoli sembrano loro sproporzionati all’interesse per il successo. Decidono di tornare indietro.

Altri non sono irritati per la partenza. Il sole brilla, la vista è bella. Ma perché salire più in alto? Non è meglio godersi la montagna dove ci si trova, in mezzo ai prati o nel bosco? E si sdraiano sull’ erba o esplorano i dintorni, aspettando l’ora del pic-nic. Gli ultimi, infine, i veri scalatori, non staccano gli occhi dalle cime che hanno deciso di raggiungere. E ripartono in avanti.Degli stanchi, dei buontemponi, degli ardenti.

Tre tipi di Uomo,
che ciascuno di noi porta in germe nel profondo di se stesso, e fra i quali, da sempre, si divide l’Umanità che ci circonda.
1) Degli stanchi (o dei pessimisti), per cominciare.
Per questa prima categoria d’uomini, esistere è uno sbaglio o un fallimento. Siamo malamente impegnati, e di conseguenza si tratta di abbandonare il gioco, il più abilmente possibile. Portato allo estrema, e metodicizzato in una dottrina sapiente, questo atteggiamento sfocia nella saggezza hindu, per la quale l’Universo è un’illusione e una catena, o in un pessimismo sciopenaureiniano.

Ma in modo più smorzato e comune, la stessa disposizione si trova e si rivela in un mare di giudizi pratici che ben conoscete. «Che senso ha cercare?. Perché non si lasciano i selvaggi alloro mondo selvaggio e gli ignoranti alla loro ignoranza? Che cosa vogliono dire la Scienza e la Macchina?.. Non si sta meglio stesi che in piedi? Morti, ,invece che coricati?» Tutto questo significa, almeno implicitamente, che è preferibile essere di meno che essere di più; meglio di tutto, non essere affatto.
2) Dei buontemponi (o dei gaudenti).
Per questi uomini della seconda specie, è senz’altro meglio essere che non essere. Ma, stiamo attenti, «essere» prende allora un senso tutto particolare. Essere, vivere, per i discepoli di questa scuola, non è agire, ma godersi il presente. Godere ogni momento e di ogni cosa, gelosamente, senza perdere nulla, e sopratutto senza preoccuparsi di cambiare atteggiamento: in questo consiste la saggezza. Venga pure la sazietà, ci si rivolterà sull’ erba, ci si sgranchirà le gambe, si cambierà posizione. Non si rischia nulla per il futuro, a meno che per un eccesso di raffinatezza, non ci si avveleni godendo del rischio per il rischio, per gustare il piacere di osare o sentire il fremito della paura.
Così è per noi, sotto una forma semplicistica, l’antico edonismo pagano di Epicureo . E non molto tempo fa, nei circoli letterari questa era la stessa tendenza di un Paul Morand, o di un Montherrant o, molto più sottile, di un Gide (quello di Nourritures terrestres), per il quale l’ideale della vita è bere senza mai spegnere (ma piuttosto aumentandola) la propria sete non per riprendere forma, ma preoccupato soltanto di essere pronto a chinarsi) sempre più avidamente, su qualsiasi nuova sorgente.
3) E infine gli ardenti.
Qui mi riferisco a quelli per cui la vita è un’ ascensione e una scoperta. Per gli uomini che formano questa terza categoria. non solo è meglio essere che non essere, ma c’è sempre la possibilità – ed è l’unica che interessi – di diventare qualcosa di più. Per questi conquistatori appassionati d’avventure, l’essere è inesauribile – non alla maniera di Gide, come un gioiello dalle mille sfaccettature, che si può girare in tutti i versi senza mai stancarsene, ma come un ,fuoco di calore e di luce, al quale è possibile avvicinarsi sempre più. Si possono canzonare questi uomini, trattarli da ingenui o trovarli noiosi. Ma dopo tutto sono loro che ci hanno fatto, e che preparano la Terra di Domani. .
Pessimismo, e ritorno al passato,’ godimento del presente,’ slancio verso l’avvenire. Tre atteggiamenti fondamentali, di fronte alla Vita.
E da questo, inevitabilmente, al centro stesso del nostro problema, ecco tre forme contrastanti di felicità.
1) Felicità di tranquillità. Nessuna noia, nessun rischio, nessuno sforzo. Diminuiamo i contatti, limitiamo le necessità – abbassiamo le luci – rientriamo nella nostra conchiglia. L’uomo felice è quello che penserà, sentirà e desidererà di meno.
2) Felicità di piacere, piacere immobile, o più ancora. piacere continuamente rinnovato. Lo scopo della vita non è agire e creare, ma approfittare. Ancora meno sforzo, dunque, o quel tanto necessario per cambiare coppa e liquore. Distendersi il più possibile, come la foglia ai raggi del sole, cambiare posizione a ogni istante per sentire di più: ecco la ricetta della felicità. L’uomo felice è quello che saprà gustare l’istante, che tiene fra le mani nel modo più completo.
3) Felicità di crescita. Per questo terzo punto di vista. la felicità non esiste né ha valore per se stessa, cioè come oggetto che possiamo inseguire e di cui possiamo impadronirci, ma non è altro che il segno, l’effetto e come la ricompensa dell’azione convenientemente guidata. «Un sottoprodotto dello sforzo» diceva Aldous Huxley. Non basta, dunque come suggerisce il moderno edonismo, rinnovarsi in un modo qualsiasi, per essere felici. Nessun cambiamento beatifica a meno che non si agisca avanzando.

( se vi interessa..continuate…pag 3 di 7 )

La perdita della forma umana (Guy Benyovitz).Se la legga Ministro Frattini   Leave a comment


 

 (l’articolo di un israeliano. 17/11/2004)
Jewdo-nazis , said ISAIA LEIBOVITZ ,

that is what the Israeli army would become while staying in occupied territories.

Gudeo-nazisti, ha detto ISAIA Leibovitz ; 

è ciò che l’esercito israeliano sarebbe diventato mantenendosi nei territori occupati.

And that’s what really happens, slowly but surely.

E questo è ciò che realmente accade, lentamente ma inesorabilmente.

What is the exact point in which a person loses the human form?

Qual è il punto esatto in cui una persona perde la forma umana?

Where is the point in which a society should declare a full stop for reassessment ,

because its direction is leading to abyss of no return.

Dove si trova il punto in cui una società deve dichiarare uno stop per la riflessione,

perché la sua direzione stà andando verso l’ abisso o verso un punto di non ritorno.

Good morning Israel, this point has already came and vanished.

Buongiorno Israele, questo punto è già venuto e svanì.

The regime which treat harshly another race ..ate our inner organs ,

and all that remains is rot and stench

and that stench is strongly felt

through stories like the one that is published this weekend in “7 days” appendix of” Yediot Acharonot “,

about the new trend of our soldiers to have their pictures taken together

with parts of corpses of Palestinians .

Il regime che tratta duramente un’altra razza ..è come se mangiasse i propri  organi interni,

e tutto ciò che rimane è muffa e cattivi odori..

ed il fetore è fortemente sentito attraverso le storie..

come quella che viene pubblicato questo fine settimana a “7 giorni” appendice di “Yediot Acharonot”,

circa la nuova tendenza dei nostri soldati di farsi scattare le foto ..

insieme a parti di cadaveri di palestinesi.

Terrorists ? Terroristi?

Maybe , but not necessarily. Forse, ma non necessariamente.

One soldier talks about a popular corpse which was called ” chafi” because he was innocent.{chaf- not guilty in Hebrew}

Un soldato fa dei pettegolezzi su un cadavere comune  che è stato chiamato “chafi” perché era innocente. (Chaf-non colpevole in ebraico) 

I hereby ask to apologize officially before the late Isaiah leibovitz,

a man who told the truth right in our face,- and we did not want to listen.

Chiedo scusa ufficialmente  prima di tutto a  Isaia Leibovitz,

un uomo che ci  ha detto la verità in faccia… e  che non vogliamo ascoltare.

 “Jewdo-nazis he said, that’s what will become of your army in a couple of years,

and that’s what is happening, Mr Leibovitz , slowly but surely.

Jewdo-nazisti “ ha detto, “che cosa ne sarà del vostro esercito in un paio di anni “..

e questo è ciò che sta accadendo, signor Leibovitz, lentamente ma inesorabilmente.

First you do verification of death to a 12 years old girl,

and then they take pictures with parts of bodies .I wonder what will come next.  

In primo luogo fate  verifica della morte di una ragazza di 12 anni

e poi  si scattano delle  foto con parti di cadaveri.

Mi chiedo che cosa sarà il prossimo.

You read the responses to this affair, and you are astonished.Leggi le risposte a questa vicenda, e rimani  stupito.

” you have no right to judge these soldiers, they are performing a holy duty.”

“Non hai diritto di giudicare questi soldati, che sono l’esecuzione di un dovere sacro”

wrote one of the readers.

ha scritto uno dei lettori.

” It was always acceptable” writes another.

“E ‘stato sempre accettato” scrive un altro.

So here are some news for you, dears.

Così qui ci sono alcune notizie per voi, cari.

These nice soldiers are the person who will stand behind you in line at the supermarket,

and if you will upset him he may decide to shoot you, because your life means shit to him.

Questi graziosi  soldati sono quelle persone dietro di voi in linea al supermercato,

e se voi vi turbate con lui..lui può decidere di farvi fuori.. perché la vostra vita per  lui significa merda.

that’s what he learned in the IDF.

questo è quello che ha imparato in IDF.

And maybe not? E, magari, no?

Maybe they will be the ones that will return to normal life,

and one day 2 or 20 years from now, the sounds and sights will return.

Puòessere che  saranno di quelli che ritornerano alla vita normale,

e un giorno.. 2 o 20 anni da adesso, i suoni e  le curiosità ritorneranno.

And all the shrinks in the world would not be able to mend what 3 years of stupidity had wronged.

E tutti gli strizzacervelli  del mondo non potrebbero essere  in grado di riparare quello che 3  anni di stupidità hanno dannegiato.

Ask the members of “Breaking the Silence” .

Chiedete ai membri del “Breaking the Silence”.

They will tell you some stories that will make you hide the circumcision mark in your pants and feel ashamed.

Essi vi diranno alcune storie che vi faranno nascondere la circoncisione nei vostri pantaloni e vergognarci.

Are you still proud to be Jews? Sei ancora orgoglioso di essere ebreo?

And this is not the question of ” what will say abroad?It is our business ,all of us .

If a low rank officer would have thrown to jail a soldier who molested a corpse, the massage would have come through.

If you would have told your friend who came back for an “after” and told how his unit took pictures with a corpse:

“you ugly beast, get your self a shrink” the massage would have come through.

If the leaders of politics and the army would have dedicated 1% of the budget arguments time to discuss the moral image of the soldiers something might have changed.

E questa non è la questione del “che cosa diranno all’estero?

Sono affari nostri, di ognuno di noi.

Se un ufficiale di basso rango avrebbe gettato in prigione un soldato che ha molestato un cadavere, il messaggio sarebbe arrivato.

Se si fosse detto al tuo amico che è tornato per una “licenza” e ha raccontato che nella sua unità hanno scattato  delle foto con un cadavere:

“sei una  brutta bestia,  vai da uno psichiatra.” il massaggio avrebbe attraversato.

Se i leader della politica e l’esercito avressero dedicato l’1% del budget-tempo argomenti 

per discutere l’immagine morale dei soldati .. qualcosa potrebbe essere cambiato.


So, with your permission, let everybody do what they want.

Così, con il vostro permesso, lasciate che ognuno faccia ciò che vuole.

The soldiers will take pictures with corpses,

making it clear for those who have not yet made up their minds that there is no difference between us and the worst of our enemies:

and we shall continue to believe that we have an army of angels who glorify the” purity of the weapon”.

I soldati scatteranno foto con i cadaveri, rendendo chiaro per coloro che non hanno ancora maturato la loro mente.. 

che non vi è alcuna differenza tra noi e il peggiore dei nostri nemici;

 e noi continueremo a credere che abbiamo un esercito di angeli che glorifica la “purezza delle armi”.

And lo and behold, no Jewdo-nazis , Mr. Leibovitz, not at all.  

Ecco, Sig. Leibovitz,  non Giudeo-nazista ,niente affatto!!!.

Santanchè..la Dark Lady..che “non la dà”..ed i veri delinquenti…quelli ..”Morali”..   Leave a comment


santanche-non-la-da.jpg

santanche-annozero.jpg 

  Nell’ultima  sua apparizione televisiva…

(Annozero-2 ottobre ) 

La Santanchè ha ribadito il suo pensiero… 

nella sostanza..quello contro l’immigrazione clandestina..

è stata anche vittima di intolleranza..da parte di neri ..2.. 

beninteso..vittima d’intolleranza..emmanuel-occhio.jpg

per chi volesse documentarsi sul suo più vasto pensiero..

per chi fosse interessato a “chi non la dà“) 

“Lo Stato deve”impegnarsi”..  

per eliminare l’immigrazione clandestina… 

se un clandestino si trova nella fame..

è facile e pur comprensibile che  poi si metta a delinquere… 

Ci sarà una “ragione” se più del 50% della popolazione carceraria.. 

è rappresentato da extracomunitari clandestini…” 

Il ragionamento..sembra non fare una “grinza”..anzi .. 

pare un “allarme sociale..legittimo”.. 

Peccato che non metta in “evidenza “..

un altro dato di fatto..

 questo davvero  “allarmante”.. 

Secondo le leggi italiane attuali..

finiscono in prigione i delinquenti “comuni” 

I veri “delinquenti” però.. non si trovano nella fame..  

e sono quelli dei “falsi” in Bilancio…   

quelli ..che non si limitano a rubarti il “portafoglio”  

ma  rubano i  “risparmi”di tutta una vita.. investiti in borsa.. 

 sono i gatti e le volpi che consigliano a Pinocchio.. 

di sotterrare le proprie monete..

 per poi fregargliele.. 

oggi si “chiamano” ..

 talvolta… “Parlamentari” 

hanno dato incarichi ..

a “ moderni   Porta –Borse”.. 

ma li chiamano…consulenti “finanziari”..  

non “rubano” soldi alle banche.. pistole in canna.. 

ma rubano,da  banchieri legittimi, soldi ai privati… 

e non disdegnano…interi” patrimoni “comunali”… 

hanno usato… per “delinquere”….  

armi di “distruzioni di massa “  

che solo “oggi”.. 

vengono “dichiarate”.. come “titoli-spazzatura”

  La Santanchè ed i  “Padani”

farebbero bene…ritengo.. 

ad occuparsi di questo.. 

Riempire doverosamente.. le carceri .. di questi “ladri” …“romani”..  

Questi non sono  neri che pisciano

fuori ..sui muri  dei Phone Center.. 

(se uno è legittimamente indignato..basta che chiami..un Vigile urbano..) 

Questi… “pisciano” sui “risparmiatori”  

e  “legiferano”..

 per non andare in galera..per falso in Bilancio.. 

ma… la Polizia di Stato..e quella municipale.. 

non è dotata.. di reparti “anti-depredo”  

E’ azzardato “pronosticare” ..

che la percentuale sarebbe .. all’80% …

formata da “italiani” .. e ”romani”? 

è   “ideologicamente”..scorretto..  

chiedere un minimo di “coerenza morale”

 ed impegni “prioritari”…alla Lega..e alla Destra.. 

su queste “devianze” che non sono  comuni “spinelli” ?      

Il Vangelo secondo “Giancarlo”…..Gentilini…   Leave a comment


gentilini-sceriffo.jpg“Quando l’avvelenamento cerebrale e culturale del Paese

avra’ raggiunto la sua fase terminale,

solo gli stregoni e gli uomini della medicina

avranno gli strumenti per salvare

il maggior numero possibile di neuroni dei loro simili,

e da qui la necessita’ di custodire i segreti misteriosi della

risoterapia.” (Alvise Spano’ )   

Ecco i passi salienti

del discorso fatto dal vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini,

a Venezia durante la festa della Lega Nord

e che ha sollevato lo sdegno dei vescovi italiani,

con un durissimo editoriale sul quotidiano della Cei “L’Avvenire”

  

Interrotto da applausi scroscianti e urla da parte dei militanti padani,

lo sceriffo del Carroccio è stato tra i politici leghisti

più applauditi insieme a Umberto Bossi.

Berretto verde in testa e, forse,

un insolito canovaccio per il suo discorso piazzato sotto il microfono,

Giancarlo Gentilini si è scatenato prendendosela soprattutto con gli

immigrati, il diritto di voto per gli extracomunitari e la libertà di culto.

Di moschee, a Treviso, Gentilini non vuole nemmeno sentir parlare.

Come pure di pensioni per gli immigrati.

“Popolo della Legaaaa…

La Lega si è svegliataaaaaa

Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega.

La mia parola è rivoluzione.

Questo è il vangelo secondo Gentilini,

il decalogo del primo sindaco sceriffo.

Voglio la rivoluzione contro i clandestini.

Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari.

Io ne ho distrutti due a Treviso.

E adesso non ce n’è più neanche Uno

Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anzianiiiiii

Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero.

Voglio la rivoluzione contro le televisione..

i giornali che infangano la Lega.

Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c… a quei giornalisti.

Non li voglio più vedere…

Voglio la rivoluzione contro le prostitute. (sentite il perchè..della rivoluzione)

Anche loro devono pagare le tasse.

Tutti pagano le tasse e devono pagarle anche le prostitute.(e chi ha detto di no…)

Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici.

Qui comprese le gerarchie eclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare.

No.. Vanno a pregare nei desertiiiii

Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli.. ma che vadano a pregare nel deserto.

Bastaaaaaa

Ho scritto anche al Papa: Islamici, che tornino nei loro paesi.

Voglio la rivoluzione contro la magistratura.

Ad applicare le leggi devono essere i giudici veneti.

Voglio la rivoluzione

contro chi vuole dare la pensione

agli anziani familiari delle badanti extracomunitarie.

Sono denari nostriiiiii E io me li tengo.

Questo è il vangelo di Gentilini:

tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri…

Ma non avanzerà niente

Voglio la rivoluzione contro i phone center

i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte

e poi pisciano sui muri:

che vadano a pisciare nelle loro moscheeeee

Voglio la rivoluzione contro i veli e il burqa delle donne.

Io voglio vedere le donne in viso,

anche perché dietro il velo ci potrebbe essere un terrorista

e avere un mitra in mezzo alle gambe. (la fantasia leghista non ha limiti!!! )

Che mostrino l’ombelico caso mai….Ho scritto al presidente della Repubblicache bisogna dare un riconoscimento

all’usciere di Ca’ Rezzonico

che ha vietato l’ingresso alla donna islamica.

Io voglio la rivoluzione contro chi dice che devo mangiarmi la spazzatura di Napoli.

(per caso Berlusconi ? ) 

Io la prendo e la macino..

 e poi se la devono mangiare loro perché sono loro che l’hanno prodotta

Io non lo tollero…

Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari.

Non voglio vedere neri, marroni o grigi che “insegnano” ai nostri bambini.

Cosa insegneranno, la civiltà del deserto?

Il voto spetta solo a noi.

Ho bisogno del popolo leghista.Queste sono le parole del vangelo secondo Gentilini.Ho bisogno di voi. Statemi vicini.

Non voglio vedere questa gente che gira di giorno e di notte. Un abbraccio a tutti, viva la Lega”.

(02 ottobre 2008) 

Sette,otto,nove…il negretto non commuove…   1 comment


Parma..l’Ambasciatore del Ghana protesta

emmanuel-calligrafia.jpgbusta-comune-di-parma.jpgIl titolo è un  riferimento ad un articolo precedente.

   

“ Occhio ad Emmanuel…”     emmanuel-occhio.jpg

“non esistono “italiani negri”

  I compagni  di scuola di Emmanuel…. http://parma.repubblica.it/multimedia/home/3135667

due articoli

sull’andamento “italiota” in atto..

Il frutto avvelenato

della tolleranza zero

di CURZIO MALTESE

A Parma, nella civile Parma, la polizia municipale…

 ha massacrato di botte un giovane ghanese, Emmanuel Bonsu Foster,

e ha scritto sulla sua pratica la spiegazione: “negro”.  

La prima riflessione che viene in mente è..

che non si possono dare troppi poteri ai sindaci. 

Il decreto Maroni è stato in questo senso una vera sciagura. 

La classe politica nazionale italiana è mediocre,

ma spesso il ceto politico locale è, se possibile, ancora peggio. 

Delegare ai sindaci una parte di poteri,

ha significato in questi mesi assistere a un delirio di norme incivili,

al grido di “tolleranza zero”.

In provincia come nelle metropoli, nella Treviso o nella Verona degli sceriffi leghisti,

come nella Roma di Alemanno e nella Milano della Moratti.     

A Parma il sindaco Pietro Vignali, una vittima della cattiva televisione,

ha firmato ordinanze contro chiunque…

prostitute e clienti, accattoni e fumatori (all’aperto!),

ragazzi colpevoli di festeggiare per strada. 

Si è insomma segnalato, nel suo piccolo, nel grande sport nazionale:

la caccia al “povero cristo”. 

Nel momento stesso in cui si riscrive la storia delle leggi razziali,

nell’urgenza di rivalutare il fascismo,

si testimonia quanto il razzismo sia una malapianta nostrana. 

L’Italia è l’unica nazione civile in cui nei titoli di giornali si usa ancora specificare

la provenienza soltanto per i delinquenti stranieri:

rapinatore slavo, spacciatore marocchino, violentatore rumeno.  

Poiché oltre il novanta per cento degli stupri, per fare un esempio, sono compiuti da italiani,

diventa difficile credere a una forzatura dovuta all’emergenza.   

L’altra sera, da Vespa, tutti gli ospiti italiani

cercavano di convincere il testimone del delitto di Perugia

che “nessuno ce l’aveva con lui perché era negro”. 

Negro?

Si può ascoltare questo termine per tutta la sera da una tv pubblica occidentale?

Non lo eravamo e stiamo diventando un paese razzista.   

“Quel fascino per la camicia nera
che cresce nel mondo del calcio…” di Corrado zumino..
 

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/sport/calcio/calciatori-fascisti/calciatori-fascisti/calciatori-fascisti.html?ref=hpspr1 

L’outing di Christian Abbiati, portiere del Milan

fascista nel privato e ora anche in pubblico,

ha allargato praterie di potenziali rivelazioni nel mondo del calcio italiano,

da sempre silenziosamente a destra.

Quelle parole rimbalzate in tutta Europa –  

“del fascismo condivido ideali come la patria,

i valori della religione cattolica e la capacità di assicurare l’ordine” 

sono sottoscritte, oggi, da una crescente platea di calciatori e dirigenti italiani.


La forza delle frasi rivelatrici di un portiere

che è abituale frequentatore dei leader di Cuore nero,

succursale dell’estremismo nero milanese e luogo di riferimento per gli ultrà dell’Inter,

più che nell’indicare il solito revisionismo pret a’ porter italiano

che vuole un fascismo buono prima del ’38

(“rifiuto le leggi razziali, l’alleanza con Hitler e l’ingresso in guerra”, ha detto Abbiati)

segnala come anche i calciatori, notoriamente pavidi nelle dichiarazioni,

oggi comprendono che queste “verità” si possono finalmente dire:

il vento del 2008 non le rende più pericolose per le loro carriere.

Il problema è che i calciatori navigano dentro un mare di ipocrisia

che consente di tenere “Faccetta nera” nella suoneria del cellulare senza provare sensi di colpa. Questione di maestri.

L’ex allenatore della Lazio Papadopulo non si è mai preoccupato delle svastiche in curva

“perché in campo non vedo oltre la traversa”.

Spiega Gianluca Falsini, difensore oggi al Padova:

 “Giocatori di sinistra ce ne sono pochi e la nostalgia per il Ventennio ti viene per colpa dei politici contemporanei”.

Già. Nel campionato 2007-2008 in campo sono raddoppiati gli episodi di razzismo: sono stati sei. Mario Balotelli, stella emergente dell’Inter, italiano di origini ghanesi, così racconta l’ultima partita contro la Primavera dell’Ascoli: “Dall’inizio alla fine mi hanno detto: “Non esistono neri italiani”. Era lo slogan dei fascisti, volevo uscire dal campo”. (1 ottobre 2008)

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Un consiglio..per coloro che come me..non condividono tale andamento.. 

L’unica possibilità..che rimane per dissentire..

a noi che viviamo  nella società dei consumi…e non dei principi…

è quella di farsi intendere a suon di “etiche scelte consumistiche”  

E’ meglio  comprare il prosciutto”toscano” salato…

che quello”dolce” di Parma.. 

agli amanti del “pallone” …

suggerirei di seguire..la serie Esordienti.. 

la Serie A…è già “troppo impegnata”  !!!!!

calcio-e-nazismo.jpg

Se non (siamo) sono gigli..son pur sempre figli..vittime di questo moondo..!!   Leave a comment


QUANDO ERO BAMBINO… (dalle suore..le mie “mamme”)..

cantavo  in “gregoriano” (sappiatelo!!!)  come voce solista..

davanti al vescovo di Firenze..(1954)..

a quarant’anni..cantavo ..gioioso..insieme ai Catecumenali..

una bella canzone composta da Kiko..

“guardate come è bello..stare con i fratelli..”

ora che ne ho sessanta..

cammino “ridendo” “beato” e “libero” da ogni catena..anche religiosa..ma liberamente incatenato alla Spiritualità..

accanto a mio Fratello più grande.. ed a Fabrizio..

ed  insieme a Voi…cari Figli di puttana…(non è un offesa..ma un loghion ,detto di GESù..”

“A ME..CHE NON HO..Nè PADRE NE’ MADRE….VOI..SACERDOTI..DITE..CHE SONO FIFLIO DI PUTTANA…canto..le  canzoni ed i versi più spirituali di De andrè..

“Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l’anima a forza di botte.

Perché (Io)..dissi che Dio

(NON)..imbrogliò il primo uomo.. costringendolo a viaggiare una vita da scemo,
IO DISSI CHE nel giardino incantato ..Dio..non lo… costrinse..

 a sognare,
a ignorare che al mondo c’e’ il bene e c’è il male.

… mi cercarono l’anima a forza di botte…

E se furon due guardie a fermarmi la vita,
dissi…che..è proprio qui sulla terra.. la mela proibita…(la gioia del regno),
e non Dio, ma qualcuno che per noi l’ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantato.”

“dietro ad ogni blasfemo..

non c’è..

un giardino incantato ed una mela ..

.ma la vera Coscienza  di  un “FIGLIO,..secondogenito ..e ..talvolta..”malcriado” 

talvolta..anche..”serenamente”…blasfemo..

questo..secondogenito..sia pur “sembrando” obbiettivamente..

che si rivolga  a Dio..in modo ” bestemmioso!!!”

(Lo so’..che è..una licenza poetica..l’aggettivo..ma anch’io..sono un poeta ed un teologo come Fabrizio !!!!

sostanzialmente non è a Lui che si rivolge..

perchè..nell’intimo si  stà rivolgendo…  al Maligno..(Chi ?..(comincia con C..) 

“Perché IO..Gesù.. dissi che ..NON..Dio ..imbrogliò il primo uomo,
 e..lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c’e’ il bene e c’è il male.

mi cercarono ..l’Anima..(lamia vita..)…due guardie  bigotte…

perchè dissi chè la vera vita..”proibita” (La gioiosa vita qui sulla terra..)..questo…è..IL REGNO di Dio..)

e non Dio, ma qualcuno che per noi l’ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantato.

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