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Peter Pan…L’isola che non c’è..(2)   1 comment


Inizio questo post con una canzone-video  che elogia la fantasia di chi crede al    “l’isola che non c’è”; cioè..l’ideale di rivivere la nostra fanciullezza..

quando ancora vivevamo..la nostra “Coscienza originaria”..; ci bastava..”il nostro vero essere..la nostra personalità”

che poi perdiamo “incatenati” dai traguardi miraggi della società..e dalle “coercioni mentali” della Religione..

che non è..il Vero messaggio evangelico..

 

 

Ma veniamo agli altri personaggi..

è necessario chiarire per prima cosa che anche i “cattivi” ..sostanzialmente..sono sempre dei buoni

e non potrebbe essere diversamente ..nell’isola che non c’è..

si tratta unicamente di analizzare certi.. aspetti..  “passioni” come spiega Erich Fromm..

un po’ negative.. che animano questi personaggi..

la prima tra queste è il potere..

i capi delle religioni  sono spesso accecati dall’idea del potere,

più che dall’intenzione di essere pastori

L’isola che non c’è  ma che..realmente  esiste …si trova descritta in un loghion

Loghion 22-vangelo di Tommaso:

– Gesù vide alcuni neonati che succhiavano il latte e disse ai suoi  discepoli:


«Questi piccoli che suggono il latte sono simili a coloro che  entrano nel  Regno».
Essi allora domandarono lui:

“Se saremo come questi  poppanti entreremo nel  Regno?”.

Gesù rispose loro:

«Quando farete di due cose un’unità

e farete sì che  l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso,
e  quando farete del maschio e della  femmina un unico essere

sicché non vi sia più  né  maschio né femmina,

e  quando farete di due occhi una unità di occhio,

e metterete  una  mano in luogo  di una mano, un piede in luogo di un piede,

un’immagine in  luogo  di  un’immagine,

allora troverete l’entrata del  Regno».

interpretazione personale:

Ho avuto occasione di  approssimarmi a diversi tentativi di interpretazione

di  questo loghion e non  ho potuto fare a meno di notare il gran numero di
difformità  che li
caratterizzavano.

Questo loghion difatti, come molti altri del resto,
si  distingue per una particolare ermeticità la quale ha dato luogo nel corso
degli  anni a diversi attriti, sia fra studiosi più o meno pedanti

che fra  cultori  infervorati. Non è facile districarsi fra le varie interpretazioni,
né tantomeno  cogliere fra queste quella che più s’avvicina a ciò che Gesù
intendeva davvero rivelarci, intimamente intendo, e sorge perciò la necessità
di eliminare sia le  speculazioni ridondanti di sterili congetture

che quelle  eccessivamente  specialistiche, tessute spesso ad hoc per favorire alcune
correnti di pensiero,  chiaramente a danno dei reali significanti,

quelli che  Gesù appunto intendeva  offrire.

Ho convinzione che quando sussistono  incongruenze di tal fatta

la  miglior  cosa da fare, per afferrare la reale  essenza dell’insegnamento,

sia meditare  profondamente sino a liberare la  mente da ogni inquinante.

In certi casi questa  pratica si rivela enormemente  preziosa

poiché ci affranca quasi completamente  dalle “impronte” tipiche del
proprio contesto culturale, impronte spesso  responsabili del pernicioso
“effetto fuorviante” di cui lo stesso Gesù fece più  volte menzione.

Convinto  dell’idoneità di questa pratica,

ho deciso quest’oggi  di  praticarla con il  preciso scopo di permeare l’intimità di questo loghion.

Ne è  emerso un  concetto su cui anche Jiddu Krishnamurti,

grande Maestro del nostro  secolo,  ha sovente insistito.

Cercherò di enucleare il concetto.
L’elemento su cui si  deve puntare l’attenzione, che è poi lo stesso che offre  a  Gesù
l’occasione di esprimere la sua figurazione, è il neonato.

Gesù  pone  chiaramente l’accento sui neonati che in quel preciso momento stanno
poppando il  nettare dal seno materno,

la sua esortazione, come si può  facilmente notare,  prende spunto proprio da lì.

A ben pensarci nel momento in  cui un bambino sugge  la  vitale sostanza,

egli (agli occhi di un qualunque  buon osservatore) pare  divenire
un’unica cosa con il seno stesso (unica  indiscussa Fonte di nutrimento),

sembra  davvero fondersi in esso.

Il neonato  – non ancora travolto dai devianti  condizionamenti che caratterizzeranno le
sue stereotipate convinzioni di adulto  –
nella sua totale purezza, non ha  dubbio alcuno,

avverte genuinamente,  fortemente,  naturalmente,

una ed una  sola attrazione, con estrema chiarezza.

La sua  attrazione  difatti mira  all’unica autentica fonte che per lui rappresenta il Tutto.

A  questa  fonte  si affida con totale abbandono, ad essa si unisce, con essa si  fonde
Ma cosa significa ciò? Il neonato è ancora integro,  incontaminato.
Nella  sua purezza non esiste (ancora) alto, basso, interno,  esterno,

uomo, donna, né  alcun’altra differenza; egli avverte solo La Fonte,
l’amore…
Per avere accesso alla realtà, per entrare nel regno, è necessario
quindi  dimenticare, tornare puri, proprio come un neonato mentre si
abbandona  candidamente alla poppata.

Dobbiamo assolutamente far cadere la  nostra maschera,
affrancarci, trovare la propria autenticità, aprire le porte  alla realtà  incondizionata.

Se vogliamo “entrare nel Regno” abbiamo necessità  di svincolarci
da quell’immenso bagaglio di informazioni artefatte,

che sono  responsabili della  gigantesca barriera che s’è rovinosamente frammessa

fra il  nostro neonato e la  fonte. Quella barriera deve essere, per necessità,
abbattuta. A causa  dell’inautentica percezione della realtà,

abbiamo  completamente stravolto la  nostra vera natura,

divenendo ipocriti,  insensibili, incapaci di afferrare sia
l’essenza intima propria di ogni cosa
che i profondi significanti che  caratterizzano ogni evento.
Probabilmente  l’addestramento che ci ha condotti ad accettare come vere
le  nostre  attuali illusioni ha avuto il suo inizio proprio quando,

per  placare le nostre  urla, ci è stato offerto al posto del seno materno

il primo  ciuccio di gomma.
Ricordo a tal proposito una massima molto eloquente dei
nativi americani che  recita: «L’illusione degli uomini, di trovare
spiegazioni nelle religioni  artefatte e gioia nelle cose materiali,

somiglia  a quella dei bambini che  credono di poppare il latte mentre succhiano un   dito».

I fallaci indottrinamenti hanno  corrotto i nostri canali percettivi,
rendendoci incapaci sia di scorgere che di  alimentarci alla reale fonte.
Dobbiamo quindi tornare genuini e per far ciò
dobbiamo assolutamente  dimenticare, liberarci dalle illusioni

che ci hanno  separato dall’autenticità.

Il nostro pensiero è eccessivamente  condizionato  dall’immenso bagaglio di nozioni

che abbiamo inserito in  memoria. Sono state  istituite in ognuno di noi ..fedi, ideali, modelli,
discipline, che ci allontanano  sempre più dalla realtà.

Le nostre menti sono  standardizzate, massificate,  permeate da pensieri di seconda mano

e da  convinzioni che gradualmente  assorbiamo  e trasformiamo in assiomi.

Molti  di noi hanno ceduto l’amministrazione del  proprio  pensiero

preferendo  arrendersi di fronte alla seducente tranquillità del credo  standardizzato

e  sposando di conseguenza concetti come “diversità”,  “distaccamento”, “separazione”, “disuguaglianza”.

L’esortazione di Gesù invece,  come anche  quella di Krishnamurti del resto,

mira appunto a farci tornare, da  adulti, ad  uno stato di purezza percettiva simile a quello dei neonati.
L’ammonimento  guarda quindi al totale decondizionamento,

fattore imprescindibile  per  rientrare in armonia con un’essenza

di cui abbiamo perduto ogni  traccia.
Solo  successivamente si potrà pensare ad “entrare nel Regno”,

o  meglio.. a permettere  alla Fonte di permeare noi.
In sintesi Gesù ci chiede  di superare.. sia il dualismo che l’identificazione
poiché  entrambi  intorbidano la percezione autentica delle “essenze”.

Osservare e  percepire ogni cosa come realmente essa è,

senza alcun filtro connesso a culture  o  superstizioni

si rivela necessario per permeare il tessuto della  non  corruttibilità.
Mi auguro di essere riuscito ad esternare  compiutamente ed efficacemente il mio  pensiero.

tashi delek  « “Tibetano” »
http://tibetano.cjb.net
http://consapevolezza.cjb.net

Capitan Uncino..potrebbe rappresentare il Potere..il denaro..la Religione

nemici  più pericolosi..per Peter Pan..

“Voi non potete accettarmi..voi che avete per padre.. Mammona..”

E Spugna..chi è?

sono coloro che si inchinano al Potere..sia esso una Religione..religere (e sono i facili credenti..bigotti.)

sia esso l’ideale del Capo politico..a cui ..identificarsi..

(leggete Erich Fromm-Fuga dalla libertà)..

svuotandosi..contemporaneamente ..della propria personalità..la nostra vera forza..

la ciurma dei pirati che cantano la canzone

..sono i vari..Fini..Bondi..Biondi..Pisanu..ecc..ecc..

ed  i bambini..senza mamma..dell’isola..?    Disney_Peter_Pan_and_the_Lost_Boys

beh..questi sono i discepoli veri…

e Wendy..Maria Maddalena..è la loro mamma..    Risultati immagini per peter pan

Maria Maddalena.. che discepola..!!.

luca signorelli-Maria Maddalena

Se vi leggerete i vari vangeli gnostici..(vangelo di Maria) ne comprenderete la grandezza..

ed il suo Primato sugli apostoli..compreso..Pietro!!!!

vangelo di Tommaso Loghion,114

Simone Pietro disse:

”Voglio che Maria Maddalena si allontani da noi!!!.perchè le donne non sono degne della Vita.”

Gesù allora rispose:”Invece io la terrò con me..affinché possa completarla in maschilità…

per farla diventare..Spirito Vivente. E similmente..farò questa cosa di voi..maschi.

Perché le donne che si completano in maschilità,possono entrare nel Regno dei Cieli.”

Una delle cose più inaudite del messaggio di Cristo..è in questa affermazione..

vi rendete conto che diceva queste parole in una società di 2000 anni fa..

che potrebbe identificarsi come Islamismo ebraico?

Ciao..auguri di buon Natale..

Maria Maddalena…una donna straordinaria..   1 comment


 

Maddalena Natalia Carrus

Maddalena (opera in resina di Natalia Carrus  http://www.artslant.com/global/artists/show/329055-natalia-carrus?tab=ARTWORKS

 

 

 

Maria Maddalena,statua in resina (il volto è sfregiato. E’ una pratica ancora in uso nelle culture orientali.

In Africa ..nella zona sahariana..compreso l’Egitto..si pratica l’infibulazione..per costringere la donna a rimanere vergine ..per il matrimonio.

Qui troverete un’articolo sulla pratica dell’infibulazione   https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/06/30/excition-infibulazione-una-pratica-arcaica-ancora-in-uso/

Jpeg

Maria Masddalena 4

 

Non c’è alcun indizio sul fatto che Maria Maddalena fosse una prostituta. Nei Vangeli non c’è alcun collegamento fra Maria Maddalena e il fatto che fosse una prostituta. L’abbinamento è nato per deduzioni ed interpretazioni postume un po’ azzardate. Innanzitutto vediamo quali informazioni abbiamo sul passato di Maria Maddalena. Si dice che Gesù attraversava la Galilea per annunciare il Vangelo, accompagnato dai Dodici e da «alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni» (Lc 8, 1-3 e Mc 16,9).

Anche l’evangelista Matteo conferma che la Maddalena faceva parte delle «molte donne» che «avevano seguito Gesù dalla Galilea» e «lo servivano» (Mt 27,55 e Mc 15,40). Si può pensare che fosse vedova anche perché a differenza della maggior parte delle altre donne del Nuovo Testamento, non viene mai definita per il tramite di un uomo («figlia / sorella / moglie / madre di …»). In ogni caso si deve pensare che fosse una donna libera… Ma questo è il primo importante punto di partenza nella nostra indagine, il primo importante indizio…

Dunque, era una donna libera… e non era una donna vecchia! A quei tempi si era Madri e vecchie, già dai 30 ai 40 anni. Maria di Magdala, era libera, forse vedeva, non madre e forse non vecchia… Non solo, ma era anche indipendente finanziariamente… Ricca? Forse, sicuramente autosufficiente. E questo è un altro motivo che ha portato a pensare al fatto che fosse una prostituta. Questo assunto si rivelerà un grossolano errore… Sembra anche che abbia contribuito a sostenere economicamente («con quello che possedeva») Gesù e i suoi discepoli, molti sostengono in segno di gratitudine per la guarigione ricevuta, altri invece ritengono che fosse attratta dall’eccezionalità dell’Uomo Gesù e per questo motivo, avesse deciso di mettere a sua disposizione tutte le risorse in suo possesso, per consentirgli di portare avanti la sua missione.
Ma chi era Maria Maddalena? Sappiamo che era originaria di Migdal (o meglio Migdal Nunaya, “torre dei pescatori”), come si chiama oggi questa cittadina situata sulle sponde del Lago di Tiberiade. La località acquisì al tempo di Gesù grande fama con il suo nome greco, Taricheai, per la sua specialità gastronomica: il pesce in salamoia. Perfino Strabone, nella sua “Geografia” terminata attorno al 18 d.C., richiama l’attenzione sul successo della pietanza tipica di Migdal. La cittadina divenne presto il centro di una fiorente industria della lavorazione del pesce e i suoi abitanti si arricchirono velocemente (scoperte archeologiche hanno portato alla luce grandiosi palazzi dell’epoca di Gesù, con bagni e mosaici magnifici). Il collegamento tra la stabilità finanziaria di Maria Maddalena e la ricchezza della città da cui proveniva (potrebbe facilmente aver ereditato una delle fiorenti attività della lavorazione del pesce in salamoia da qualche familiare o dal marito) sembra essere molto più storicamente realistico rispetto all’ipotesi che essa dovesse essere per forza una prostituta.


Gesù era celibe come lo erano gli esseni, si sostiene da parte della Chiesa ufficiale.

Ma c’è un problema: Gesù non era un esseno, ma un rabbino.

Gesù era ebreo e il costume dell’epoca imponeva virtualmente a un ebreo di essere sposato. Secondo i costumi ebraici, il celibato era condannato e ogni padre aveva l’obbligo di trovare per il figlio una moglie adatta. Ecco giustificata la teoria del matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena. Si collega anche come “prova” il fatto che i seguaci di Gesù (compresa la Maddalena) lo chiamavano rabbi («maestro») e oggi i rabbini sono sposati. Ma tutti sanno che l’ebraismo contemporaneo deriva solo da uno solo dei tre movimenti religiosi presenti all’epoca di Gesù: quello dei farisei. Accanto ad essi c’erano i sadducei (i principali oppositori di Gesù) e gli esseni (tradizionalisti). Questi ultimi erano un movimento religioso molto consistente che viveva nel celibato (Giovanni Battista era un esseno e fece del celibato una regola di vita) e nessuno «imponeva» loro di sposarsi. Il movimento degli esseni era celibatario (i primi monaci cristiani e il celibato del sacerdozio cristiano hanno qui la loro origine), come confermato anche da Giuseppe Flavio e Plinio. Negli Atti degli Apostoli si parla anche di «uomini pii» e di «sacerdoti» che si uniscono alla prima comunità cristiana. Non potevano essere certo né i sacerdoti del Tempio, i sadducei, che continuarono a perseguitare i primi cristiani né i farisei, i quali non avevano sacerdoti. Erano infatti sacerdoti esseni, celibi.Il secondo motivo si basa su un’interpretazione errata di papa Gregorio Magno, nel 591 d.C. Egli ritenne (in un suo sermone contenuto nelle “Omelie sui Vangeli”, 2,33,1) che Maria Maddalena fosse quella donna peccatrice, che Giovanni chiama “Maria” (Gv 12,1-8), la quale unse con l’unguento Gesù, mentre egli era a Betània a casa di Simone (Mc 14, 3-9, Lc 7, 36-50 e Mt 26, 6-13). Il fatto che anche questa donna, peccatrice, si chiamasse “Maria” non può però significare molto. Dalla statistica sulle iscrizioni degli ossari di Gerusalemme, sappiamo infatti che il nome “Maria” all’epoca era il più diffuso fra le donne. Nei Vangeli ne incontriamo addirittura quattro (o forse cinque*): Maria, la madre di Gesù; sua cognata Maria; Maria, sorella di Lazzaro e Marta; e appunto Maria Maddalena. La peccatrice “Maria” viveva a Bètania, mentre Maria Maddalena era originaria di Magdala, in Galilea e accompagnava spesso Gesù assieme agli apostoli. Non c’è alcun collegamento e le Chiese orientali l’hanno sempre saputo: ricordano infatti Maria di Betània, la peccatrice (prostituta) perdonata, il 4 giugno e Maria Maddalena il 22 luglio. La Chiesa cattolica solo nel 1969, dopo il Concilio vaticano II, riconobbe ufficialmente l’errore di identificazione delle due donne. Ma perché la Chiesa cattolica ha atteso DUE MILLENNI, per chiarire che Mirjam di Magdala, non era affatto una prostituta? Interrogativo ancor più angosciante se si pensa al fatto che Chiese orientali, da sempre, avessero ben chiara l’idea che non fosse affatto una prostituta…

Il celebre studio del massimo esperto mondiale del giudaismo antico, Gèza Vemes, “Gesù, l’ebreo” (1983), direttore di Studi ebraici e del Forum per gli studi su Qumran all’Università di Oxford è molto chiaro: la scelta del celibato da parte di Gesù ha ragioni storiche ben precise. La missione profetica nel giudaesimo del I secolo includeva infatti la castità. Il celibato era una condizione ben nota all’ebraismo antico ed era chiamato «nazireato». I nazirei erano riconsocibili dal fatto che non si tagliavano i capelli e la barba (si pensi all’immagine di Gesù restituita dalla Sindone di Torino).

Nei Vangeli canonici Gesù stesso parla del celibato. Nel Vangelo di Matteo, è Gesù stesso che si riferisce al celibato: «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt, 19,12). Come poteva l’evangelista riportare con coerenza queste frasi se Gesù per primo non si fosse legato a casa, moglie e figli? Egli non aveva una casa, una donna, dei figli, viveva a turno dagli amici, dagli apostoli o nelle grotte: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20). Potrebbe parlare così un marito fedele o un padre di famiglia? Anche le parole di Paolo confermano il celibato di Cristo. Sentendosi svantaggiato perché al contrario di Pietro non era sposato, chiede: «Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?» (1Cor 9,5). Se Gesù avesse avuto una compagna, Paolo non avrebbe evitato di citare il suo nome.

Il Vangelo di Pietro menziona Maria Maddalena solo come testimone della resurrezione di Gesù: “La mattina della domenica, Maria di Magdala, discepola del Signore, spaventata a causa degli ebrei, che erano pieni d’ira, non aveva fatto nel sepolcro del Signore quello che normalmente le donne facevano per la morte dei propri cari, prese con sé le sue amiche e andò al sepolcro in cui era stato deposto”.

In almeno due dei testi gnostici copti ritrovati a Nag Hammadi, il Vangelo di Tommaso ed il Vangelo di Filippo, Maria Maddalena appare menzionata come discepola vicina a Gesù, in relazione tanto stretta quanto gli Apostoli. Nel Vangelo di Tommaso ci sono due menzioni di Mariham (log 21 e 114) che, secondo gli studiosi, fanno riferimento a Maria Maddalena. La seconda menzione fa parte di un passaggio enigmatico che è stato oggetto di molteplici interpretazioni: “Simon Pietro disse loro: “Che si allontani Mariham da noi! Poiché le donne non sono degne della vita”. Disse Gesù: “Guarda, io mi incaricherò di renderla maschio, in modo che anch’ella si trasformi in uno spirito vivente, identico a voi uomini: perché ogni donna che diventerà maschio, entrerà nel regno del cielo.”

 

gesù maria maddalena 1

Nel vangelo gnostico di Filippo è considerata la compagna (κοινωνος) di Gesù e si dice che Gesù baciava Maria Maddalena. Da questo particolare, alcuni racconti moderni ad esso ispirati sottolineano l’intimità fra Gesù e Maria Maddalena. Secondo le scuole gnostiche il bacio rituale non aveva un significato erotico, ma era espressione della comunione, della fratellanza e della certezza della redenzione degli eletti. Nel Vangelo di Filippo (versetto 55) leggiamo: «La compagna di Cristo è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte sulla bocca. Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: “Perché ami lei più di tutte noi?”. Il Salvatore rispose a loro: “Come mai io non amo voi come lei?”». «Ogni esperto di aramaico sa che la parola “compagna”, all’epoca, significava letteralmente “moglie”».

Tre (erano quelle che) camminavano continuamente col Signore: sua madre Maria, la sorella di questa e Maddalena che si designa come la sua compagna [κοινωνος]. Maria è, in effetti, sua sorella, sua madre e la sua compagna. Questo è chiaro anche in un altro testo non meno rilevante qual è la Pistis Sophia, dove si rispecchia l’importanza di Maria Maddalena all’interno del gruppo degli Apostoli. La Pistis Sophia si attribuisce a Valentino, eminente e coraggioso cercatore della Verità, il quale ebbe il coraggio di ribellarsi contro i dogmi pontifici della Chiesa Cattolica che incominciava già a quei tempi (secolo I e II della nostra era) a fabbricare la sua ortodossia ecclesiastica col fine di lasciare fuorigioco gli autentici cristiani primitivi che abbracciavano la Gnosi che era stata loro offerta da Gesù. Molti teologi non dubitano nell’affermare che “Durante la seconda metà del secolo II ed il principio del III, la dottrina di Valentino era la più poderosa e seria di quelle dissidenti della Chiesa, la sua letteratura superando in volume quella della stessa Chiesa”.

Infine, un altro importante riferimento al personaggio si trova nel Vangelo di Maria Maddalena, testo del quale si conservano solo due frammenti greci del secolo III, ed un altro più esteso, in copto, del secolo V. Nel testo, tre Apostoli discutono circa la testimonianza di Maria Maddalena su Gesù. Andrea e Pietro diffidano della sua attestazione, ed è Levi (l’Apostolo Matteo) a difendere Maria.

Eppure, nei frammenti del testo apocrifo ritrovati fra i Codici di Nag Hammâdi si legge che «la compagna del Salvatore è Maria Maddalena, Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e solea spesso darle dei baci». La frase sarebbe comunque una ricostruzione perché nel manoscritto ci sarebbero in realtà degli spazi vuoti, evidenziati di seguito con delle parentesi: La compagna del ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ).

La parola usata per “compagna” nel testo copto del vangelo di Filippo è inoltre un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa “sposa” o “amante”, bensì “compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza. Ma in quello stesso vangelo, che secondo gli studiosi non risale a prima della seconda metà del II secolo, il bacio è un segno rituale comune anche agli altri personaggi. Secondo gli gnostici inoltre Gesù e Maria Madalena erano le incarnazioni umane degli eoni Cristo e Sophia. Il passo non va dunque inteso come una prova storica del matrimonio tra Gesù e la Maddalena, ma secondo le affermazioni gnostiche sull’incoronamento sulla terra del legame celeste degli eoni, dunque come allegoria.

gesù maria maddalena

Maria Maddalena è comunque rappresentata nei Vangeli canonici come un personaggio importante: la sua presenza alla Crocifissione e nella successiva visita alla tomba hanno fatto ipotizzare tanti ruoli: che fosse la vedova di un suo seguace molto importante; che fosse una pia donna benestante affascinata dal messaggio di questo incredibile uomo; che fosse una donna molto vicina alla madre, tant’è che si era assunta il compito di occuparsene insieme alla madre Maria… non vi è certezza, su questa figura, ed è forse questo il motivo per il quale la Chiesa, dopo l’ “errore” di papa Urbano, ha ha preferito una certa qualificazione, sebbene erronea, che sgombrasse ogni dubbio su qualsiasi altra qualificazione… E forse questa, la prova induttiva che ci viene dalla Chiesa stessa che la Maddalena, fosse effettivamente la Compagna di Gesù, nel senso pieno del termine che gli davano gli ebrei di allora. In altri termini, che fosse effettivamente la sua compagna di vita terrena!

– See more at: http://www.molfettadiscute.com/una-donna-straordinaria-maria-di-magdala/#sthash.6PlZ3GP9.dpuf

 

La Maddalena cancellata... (da COSTANTINO)  

Con l'avvento della nuova era.. definita dal teologo medievale
Gioacchino Da fiore "ERA DELLA MADRE O DEL GIGLIO ,dove ipotizzava non
senza a mio parere l'illuminazione del suo "Didimo" interiore, torna
prepotentemente in auge la figura misteriosa e iniziatica di "MARIA DI
 MAGDALA. Molti i ricercatori si sono occupati di questa figura
controversa e leggendaria, con diverse tesi cattedratiche e non.... ma
tutte.. dico tutte.. quelle che si snodano nella versione non ufficiale
della Chiesa di Roma hanno una cosa in comune: Maria Maddalena era la
sposa di Gesů. 
http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia_cremonaduomocena.html









Gesů aveva diversi fratelli e il piů importante era Giacomo, sacerdote e piů grande di Gesů. Anche Gesů sarebbe diventato un sacerdote e secondo le diverse interpretazioni i vangeli sarebbero stati scritti per parabole.. 
cosi' come per parabole parlava Gesů nelle sue predicazioni. 
Maria Maddalena è in alcuni casi considerata una sacerdotessa egiziana (Isis), 
in altri casi una sacerdotessa di Magdala e comunque di pari dignità rispetto allo stesso Gesů. 
Tra storia nascosta e tramandata fino ai Catari (manichei e promulgatori
del doppio dio che non crea dal nulla ma separa)  ai giorni nostri e
le leggende la verità su Maria Maddalena è particolarmente
controversa. Non ultima anche la descrizione di Leonardo da Vinci
dell’Ultima Cena dove sono evidenti le presenza non di una ma di ben
due donne. La storia tramandata fino ai Catari  vuole che Maria
Maddalena sbarcò sulle coste della Camargue e morì in Francia all'’età di sessant’anni. 
La tradizione le attribuisce tre figli, Tamar, una bambina e la piů grande, Giosa e Giuseppe il Rama Theo. 
Secondo alcuni studi Maria Maddalena era incinta di tre mesi 
al momento della crocifissione di Gesů. 
Lei e Gesů avevano consolidato il loro Matrimonio con l'unzione di Betania nel marzo del 33 d.C, 
di conseguenza Gesů secondo alcune tesi che condivido.. nei quali si fa'
una revisione a mio parere convincente dei calendari... 
aveva 40 anni..vista la sua nascita nel -7 a.c. . 
L'erede maschio di una successione patrimoniale doveva idealmente avere il suo primo figlio..
il giorno del suo quarantesimo compleanno o giů di lì. 
La nascita di un figlio ed erede dinastico, secondo le usanze ebraiche, avrebbe dovuto essere
pianificata in maniera da avvenire in settembre: il mese piů santo del calendario ebraico. 
Per quella ragione i rapporti sessuali erano consentiti solo nel mese di dicembre. 
In teoria un matrimonio" dinastico"sarebbe stato quindi programmato per il settembre 
in cui lo sposo compiva 39 anni e l'attività sessuale.. 
sarebbe iniziata nel dicembre immediatamente successivo. 
In pratica c'era sempre la possibilità che il primo nato fosse una femmina 
e proprio in vista di questa eventualità la cerimonia del Primo Matrimonio.. 
veniva anticipata al settembre in cui lo sposo compiva 36 anni. 
Il primo figlio poteva quindi nascere nel settembre del suo trentasettesimo compleanno. 
Se la sposa non rimaneva incinta in quel primo dicembre, la coppia avrebbe
tentato di nuovo un anno dopo e così via. 
La nascita di un figlio maschio durante il quarantesimo anno del marito rientrava ampiamente
nello standard generazionale. 
Una volta nato un figlio, non erano consentiti altri rapporti sessuali fra i genitori per sei anni.. 
Il Secondo Matrimonio veniva celebrato solamente nel marzo successivo al
concepimento, quando la sposa era incinta di tre mesi. 
Secondo questi usi il Primo Matrimonio di Gesů ebbe luogo nel settembre del 30 d.C.
Tuttavia non vi fu concepimento in quel dicembre né in quello
dell'anno successivo. 
Ma nel dicembre del 32 d.C Maria Maddalena
rimase incinta e unse debitamente la testa e i piedi di Gesů a Betania
 santificando così.. formalmente il loro Secondo Matrimonio nel marzo del 33 d.C. 
Gesů naturalmente era nato dunque il primo marzo del 7 a.C, ma..per regolarizzare il suo stato.. 
il suo compleanno ufficiale era stato fissato il 15 settembre in linea con i requisiti messianici.
Soltanto nel 314 d.C l'imperatore romano Costantino il Grande spostò
arbitrariamente la data del compleanno di Gesů al 25 dicembre, 
data in cui viene ancora celebrato oggi e che molti ritengono il suo effettivo giorno di nascita. 
Costantino fece questo cambiamento per un duplice
motivo. In primo luogo svincolava la celebrazione cristiana da qualsiasi legame ebraico: 
indicando cosě che Gesů era egli stesso un cristiano e non un ebreo. 
In secondo luogo l'imperatore fece in modo che il compleanno ufficiale di Gesů coincidesse con.. 
e sostituisse la contemporanea Festa del Sole pagana. 
Tuttavia al tempo di Gesů il 15 settembre del 33 d.C (sei mesi dopo la crocifissione) 
ricorreva il suo trentanovesimo compleanno ufficiale e in quel mese Maria diede alla
luce una bambina che venne chiamata Tamar: Palma, un nome tradizionale della stirpe davidica. 
Nella chiesa russa di Santa Maria Maddalena a Gerusalemme c'è un magnifico ritratto di Maddalena, 
che è raffigurata nell'atto di mostrare un uovo rosso a chi guarda. 
Questo č il massimo simbolo della fertilità e di una nuova nascita. 
Nel frattempo Gesů e Maria ripresero la loro vita coniugale nel dicembre del 43 d.C, 
sei anni dopo la nascita del loro figlio maschio. Questo figlio venne
chiamato Giuseppe (detto il Rama-Theo), e fu l'importantissimo
prosecutore della dinastia, che attraverso di lui continuò in Giosué.
Secondo le fonti catare al suo arrivo in Francia Maria Maddalena stava
aspettando il terzo figlio, Giuseppe (detto il Rama-Theo), che in
teoria farà proseguire la dinastia, ma di questo non vi e' nulla di certo. 
Attraverso l'interpretazione filologica delle fonti testamentarie.. 
possiamo invece definire una vita di Gesů diversa da quella proposta dalla Chiesa Romana. 
Il problema che ci si pone, prima di cercare suggestive ipotesi dinastiche, è comprenderne il motivo. 
La  diffusione dei Vangeli, così come li conosciamo, 
avvenne dopo la legittimazione del Cristianesimo in Occidente, nel 313 d.C, 
con l'Editto di Milano. 
Il Primo Vescovo, nominato da Costantino nel 314
fu Silvestro, che fu incoronato durante una ricca cerimonia. In questo
modo i cristiani avrebbero potuto sopravvivere ma in realtà Silvestro
aveva accettato che il Cristianesimo rappresentasse le tradizioni
pagane del culto del sole insieme ad altri insegnamenti di origine
siriana e persiana che erano presenti nella Roma imperiale. La nuova
Chiesa Romana fu così costruita per soddisfare tutte le voci influenti. 
Ma all'interno del Cristianesimo non vi era una univocità':
c'erano gli gnostici, che insistevano che la materia era corrotta, i
manicheisti, che insegnavano che il materialismo era una malvagia
invasione dello spirito sacro, i seguaci della tradizione nazarena, i
quali sostenevano la causa originaria di Gesů piuttosto che gli
insegnamenti di Paolo . I nazarei, cristiani giudaici, controllavano
molte chiese del Medio Oriente. Inoltre erano guidati dai famosi
discendenti in linea di sangue dalla famiglia di Gesů, i Desposyni
(eredi del Signore). Nel 318 d.C una delegazione di Desposyni sbarcň a
Ostia(pare) e da lì proseguì fino a Roma, dove, nel Palazzo
Lateranense appena costruito, gli uomini furono ricevuti in udienza
dal vescovo Silvestro. 
I Desposyni affermarono con forza che la Chiesa
doveva legittimamente avere il proprio centro a Gerusalemme e non a
Roma, sostennero che il Vescovo di Gerusalemme doveva essere un vero
Desposynos ereditario. Le loro richieste caddero nel vuoto.   
Nel trattato copto "Pistis Sophia" Pietro protesta contro la predicazione
di Maria Maddalena e chiede a Gesů di farla tacere, di impedire di
minare la sua autorita'!!!!. Gesů invece rimprovera Pietro e... 
Maria piů tardi confessa: "Pietro mi fa esitare. Ho paura di lui perché odia la
razza femminile". 
Al che Gesů replica: "Chiunque sia ispirato dallo Spirito, deve parlare per decreto divino, sia esso uomo o donna".
Opponendosi alla presenza di Maria fra i discepoli, Simon Pietro nel
Vangelo apocrifo di Tommaso disse loro: "Che Maria se ne vada, giacché
le donne non sono degne di vivere". Nel Vangelo apocrifo di Filippo,
Maria Maddalena č considerata il simbolo della saggezza divina. Tutti
questi testi vennero tuttavia censurati ed eliminati dai cosidetti
Dottori della chiesa di Roma perché minavano il predominio del
sacerdozio solo maschile. Invece fu dato grande risalto
all'insegnamento di Paolo nel Nuovo Testamento: "La donna impari con
silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna
d'insegnare, né d'usare autorità sopra il marito, ma ordino che stia
in silenzio". Le donne dovevano quindi essere escluse a tutti i costi.
Altrimenti continuando così la presenza della Maddalena avrebbe finito
col prevalere: come moglie di Gesů, non soltanto era la regina
messianica, ma anche la madre dei veri eredi. Per secoli dopo la sua
morte, il retaggio di Maria rimase la piů grave minaccia per la Chiesa
che aveva deciso in favore della successione apostolica attraverso i
Pontefici rispetto alla discendenza messianica attraverso la genia del
"FIGLIO DELL'UOMO "  

Gesù: “Maria Maddalena..muoviti..non perdere tempo..che il “MIO” l’ho belle fatto.. Oggi è Pasquetta e ti porto a Firenze” (2)   Leave a comment


maria maddalena gesù

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Gesù Cristo avrebbe preferito morire in Toscana ..a Firenze; (Fiorenza) [ fjoˈrεnʦa   2 comments


ma il Padre gli rispose:
” mi dispiace..Gesù..ma    non sarebbe troppo salvifico”
Giovanni 19:41

Nel luogo dov’egli era stato crocifisso c’era un giardino…

e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto.

Secondo i Vangeli Gesù morì in un luogo chiamato Golgota (Matteo 27,33; Marco 15,22; Giovanni 19,17), che stava probabilmente fuori dalle mura di Gerusalemme, Giovanni parla di un giardino e di una tomba nella roccia (19,41), il sito era infatti una cava di pietra abbandonata e poi utilizzata per scavare dei sepolcri.

 

Florens-2012-Inaugurazione-dei-Crocifissi-nel-Battistero-2        (Florence 2012 :l’ostensione dei tre crocifissi)

florence 2012 ulivi all'esternoflorence 2012 ulivi all'esterno 2

iris giardfino

 

Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto.

 

 

GESU’ ….UN EBREO CONTROCORRENTE   Leave a comment


vangelo d Tommaso

44.) Gesù disse: – I farisei e gli scribi hanno ricevuto le chiavi della conoscenza, ma essi le hanno nascoste: non hanno saputo entrare essi stessi, né hanno lasciato entrare quelli che lo desideravano¹. Ma voi siate astuti come i serpenti e puri come le colombe².

ultima cena 1

 

 

ultima cena 2

 

Gesù di Nazareth, detto «il Cristo», è certamente un Personaggio molto discusso e controverso, un Uomo del Suo tempo, ma anche un Uomo che si pone in antitesi, spesso in conflitto, con la mentalità e la cultura del Suo tempo. Con questo lavoro vorremmo focalizzare l’attenzione su alcuni degli atteggiamenti di Gesù, sul Suo modo di porsi con gli altri: una questione dibattuta fin dal Medioevo, nelle discussioni se Gesù avesse dovuto vivere una vita particolarmente austera o normale, solitaria o in mezzo ad altri uomini, secondo la Legge o sciolta da ogni legame…
Potremmo iniziare col ricordare che Gesù non è un sacerdote, né uno scriba: è quello che oggi definiremmo un semplice «laico», e i Suoi seguaci sono gente comune, gente del popolo, che vive del proprio lavoro.
Ed è un laico, Gesù, che non condivide l’idea di Legge propria dei Farisei (cioè dei «separati»: e la loro separazione, l’elemento che li distingue, è precisamente il fatto che essi si impegnano ad una rigida osservanza di tutti i precetti della Legge, anche i più minuti): non è d’accordo a proposito del sabato, del digiuno, delle prescrizioni rituali, mantiene rapporti con persone dalle quali, secondo la Legge, bisogna star lontani per non esserne contaminati…
Al fondo di queste divergenze c’è una diversità radicale nel modo di intendere il senso della Legge e, conseguentemente, gli stessi rapporti tra l’uomo e Dio.
Gesù, che pure utilizza il metodo d’insegnamento proprio dei Farisei, rifiuta di concepire la Legge come un insieme di minute e scrupolose osservanze, come un codice di norme fisse: la volontà di Dio si fa presente in ogni circostanza e in ogni circostanza deve essere riscoperta, senza rifugiarsi nella pratica esteriore del precetto, o nella immobilistica fedeltà alla tradizione dei padri.
La Legge intesa come casistica porta fatalmente al formalismo: nell’un caso come nell’altro non è più la Legge per l’uomo, ma l’uomo per la Legge. Ora, Gesù non è venuto per la Legge, ma per la salvezza dell’uomo: «Non l’uomo per il sabato, ma il sabato per l’uomo» (Vangelo secondo Marco, 2, 27).
Tra l’altro, nella Sua prospettiva è impensabile che l’osservanza delle prescrizioni legali diventi un mezzo per acquisire diritti di fronte a Dio, per cui la salvezza non sarebbe più dono di Dio, ma conquista dell’uomo: qui il disaccordo di Gesù è totale.
La critica della Legge viene ribadita dalla critica al culto. Per Gesù il Tempio di Gerusalemme non è, come per la maggior parte dei Suoi conterranei, eterno: ne è prevista la distruzione, anzi, è già pronto il nuovo Tempio di Dio che nell’ora della salvezza sostituirà l’antico.
Per questo primo complesso di motivi potremmo dire che Gesù si presenta come un «rivoluzionario»: non è d’accordo con moltissimi aspetti fondamentali della società «religiosa» nella quale è inserito.
Esiste un movimento che si propone di instaurare il Regno di Israele con la forza delle armi, il partito dei cosiddetti Zeloti: questi fanno leva sull’attesa di un Messia politico per incitare alla rivolta armata contro le forze di occupazione romana.
Ma Gesù è attento a distinguere la Sua Persona e il Suo messaggio da simili posizioni: anche questa è una delle costanti del Suo comportamento. Respinge bruscamente l’invito a prendere posizione contro il dominatore romano, e non rifiuta il pagamento del tributo; i Suoi discepoli non saranno detentori di un potere politico, ma si dedicheranno al servizio dei fratelli.
Gesù non è venuto per fondare una nuova teocrazia: il Suo Regno non è identificabile con nessuna struttura politica, di nessun genere.
Quanto detto però non significa indifferenza nei confronti del potere politico: il racconto delle tentazioni è estremamente significativo a questo proposito. Sia in Luca che in Matteo è Satana che offre a Gesù il potere politico (Vangelo secondo Matteo, 4, 8-9; Vangelo secondo Luca, 4, 6): ciò significa che in qualche modo l’esercizio di questo potere non va mai disgiunto, nella concreta situazione storica dell’umanità, da una qualche ingiustizia e, in questo senso, non può non avere un qualche collegamento con Satana.
Con ogni probabilità è quanto Gesù afferma esplicitamente quando giudica in maniera estremamente negativa l’operato dei «capi delle Nazioni»: è il dominio dell’uomo sull’uomo che Cristo non può accettare, e le concrete strutture del potere politico non sono del tutto immuni da questa deviazione.
Il giudizio di Gesù si rivolge cioè alle radici ultime di ogni «potere», mettendole in causa: «Date a Dio quel che è di Dio» significa, ovviamente, dargli tutto, e in questo senso è una riaffermazione della necessità che le strutture politiche siano sottoposte al giudizio ultimo della Sua parola.
In definitiva per questo, cioè perché messo radicalmente in questione, il potere politico si allea contro Cristo, superando ogni divisione precedente: per far tacere la Sua contestazione in nome delle esigenze del Regno.
Se respinge l’uso della forza, e d’altra parte non predica un’accettazione supina delle strutture politiche, Gesù rifiuta anche la fuga dalla storia, cioè una dedizione a Dio che sia disinteresse per gli altri. Esiste un «monachesimo» giudaico, rappresentato dagli Esseni, del quale parlano già lo storico Giuseppe Flavio e il filosofo ebreo Filone: la conoscenza di questo aspetto della società giudaica è stata ulteriormente favorita dalle recenti scoperte delle grotte del Mar Morto.
È cioè presente e viva tutta una corrente di pensiero e di spiritualità che tende a separare i suoi aderenti dagli altri uomini per tenerli lontani da ogni impurità: per la comunità di Qumran questo significa ritirarsi anche materialmente nel deserto sotto la guida di un non meglio precisato «Maestro di Giustizia», e lì, liberi da ogni rischio di contaminazione, lontani da ogni contatto con i peccatori, preparare nel deserto la via del Signore. La pratica della Legge è severissima: gli Esseni polemizzano con gli stessi Farisei perché li ritengono troppo accomodanti nell’osservanza delle prescrizioni legali.
Si intuisce subito come la predicazione e il comportamento di Gesù e la comunità da Lui fondata siano lontani da simili posizioni, sebbene vi siano stati contatti tra la comunità apostolica e gli Esseni (il Cenacolo era nel quartiere esseno di Gerusalemme, e secondo i sinottici l’Ultima Cena avvenne secondo il calendario esseno, che quell’anno anticipava la Pasqua di un giorno rispetto al calendario del Tempio): confrontiamo la citazione di Isaia fatta da Gesù come descrizione del Suo operato («I ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, ai poveri è annunciata la Buona Novella») con una prescrizione della Regola di Qumran: «Folli, dementi, balordi, alienati, ciechi, paralitici, zoppi, sordi e minorati – di costoro nessuno può essere accolto nella comunità, perché in mezzo a voi ci sono i santi angeli».
Gesù non vive neppure da «asceta»: la Sua condotta di vita è tale che non riesce a sfuggire alla pubblica accusa di «mangione e beone» (Vangelo secondo Matteo, 11, 19). Gli individui con i quali si intrattiene vengono chiamati spesso, con disprezzo, pubblicani e peccatori, o pubblicani e prostitute, o più semplicemente peccatori, cioè empi: fra questi empi, che frequentemente sono persino Suoi commensali, ci sono persone che notoriamente disprezzano i comandamenti di Dio o che svolgono delle professioni considerate generalmente immorali (esattori delle imposte, prostitute…).
Ma soprattutto bisogna annoverare nella cerchia di questa gente quella folla di poveri incolti che non conosce le complicate prescrizioni della Legge o, se le conosce, non è capace di osservarle, ragion per cui viene disprezzata dalla cerchia dei pii: la simpatia e la solidarietà di Gesù vanno ai piccoli, ai semplici, alla gente di fatica, stanca per il pesante lavoro.
Egli solidarizza con questi emarginati, diffamati, «esclusi»; in particolare con quelle categorie di persone che per mala sorte, per propria colpa o a causa di pregiudizi diffusi non si inseriscono nelle strutture sociali: le donne, che nella società non contano nulla e in pubblico devono evitare compagnie maschili, i bambini, che non hanno diritti, il popolo religiosamente ignorante, fatto di semplici, di incolti, di «piccoli», di poveri…
A queste persone che non si attendono nulla dalla società, ma in mezzo alle quali Egli trova particolare accoglienza, si rivolge Gesù facendole destinatarie privilegiate del Suo messaggio e della Sua attenzione.
Per quanto riguarda in particolare le donne, il Suo atteggiamento si scosta molto dalla mentalità corrente (una mentalità comune a molte civiltà antiche): la saggezza del tempo, riversatasi poi nella Bibbia, paragona la donna bella ma priva di senno ad «un anello d’oro al naso d’un porco» (Proverbi, 11, 22); denuncia che è «meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna» (Siracide, 42, 14). Gli esempi si potrebbero moltiplicare.
Invece, Gesù rifiuta la pratica del divorzio, abolendo così il privilegio tipicamente maschile di poter dare il «libello di ripudio»: nella società ebraica è solo l’uomo che può ripudiare la propria moglie, non viceversa; non a caso i discepoli, riflettendo benissimo la probabile reazione di molti mariti, commentano le parole di Gesù esclamando: «Se tale è la condizione dell’uomo riguardo alla moglie, è meglio non sposarsi» (Vangelo secondo Matteo, 19, 10); Gesù loda Maria invece di Marta, quando quest’ultima non fa altro che assumere il ruolo tipicamente femminile che la cultura le assegna (preparare la tavola), mentre Maria ha assunto un ruolo maschile (ascolta, si fa discepolo); si ferma a spiegare la Legge e a discutere in proposito con una donna, per di più samaritana, quando convinzione comune è che «meglio sarebbe bruciare tutte le parole della Legge, piuttosto che darle in mano a una donna» (Rabbi Eliezer)…
In definitiva, la Persona e il comportamento di Gesù non sono inquadrabili in nessuna categoria prefabbricata, sono al di fuori di ogni schema: non osserva rigidamente la Legge, non è un rivoluzionario politico ma neppure un «neutrale», non fugge dalla storia, è solidale con gli «esclusi». Come se non bastasse, vive «in cattiva compagnia»: basta guardare ai Suoi seguaci, ha tra i Suoi discepoli dei terroristi (Simone lo Zelota, quasi certamente Pietro, probabilmente Giuda Iscariota, forse anche i figli di Zebedeo), dei collaborazionisti (Matteo il pubblicano, cioè uno che riscuote le tasse per conto degli occupanti romani)…
Egli è più grande di Mosè, Salomone, Giona, ovvero delle tre maggiori istituzioni (Legge, Tempio, Profeti); è sicuramente un Uomo del Suo tempo, ma che non può non suscitare interrogativi, ed anche opposizioni: perché mette radicalmente in questione tutto un complesso di convinzioni tradizionali, di inveterati modi di pensare, di diffusissimi modi di agire…
Le folle lo seguono: e questo non può non impensierire i detentori del potere, direttamente chiamati in causa.
Prima o poi un «chiarimento» dovrà venire: e non potranno che prendere la decisione estrema, quella di «toglierlo di mezzo».
Sarà la Pasqua, il culmine della Sua «rivelazione».

Peter Pan-L’isola che non c’è (eccome se c’è)   2 comments


 

L’isola che non c’è (eccome se c’è)

L’augurio più bello che sento di farvi..questo Natale..è racchiuso in queste parole di Bob Dylan : “possa tu restare per sempre giovane..”..se volete leggervi il testo completo..andate qui ..se volete ascoltare la canzone..eccola qui

…in fin dei conti..il regno di Dio..è proprio questo..essere giovani..ancor più..essere come bambini..

il bambino non è certamente interessato al denaro..è questo ..il grande pericolo..che può sottrarci alla vera vita..la vita eterna..

Dallo studio più recente sulla figura di Cristo..viene fuori che i suoi discepoli..in alcuni momenti..lo sentivano, come se fosse .. un bambino..

e non potrebbe essere diversamente..se pensiamo ai suoi richiami..”se non ritornerete come bambini..non entrerete nel regno dei cieli..

il regno dei cieli..è dentro di voi..”

.C’è una frase nel vangelo di Tommaso..che viene a proposito ..

lui che è un Rabbi..si spiega cosi…(3) Gesù disse,

“Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. “

…ma queste non possono essere che le parole di un bambino..ve ne sono anche altre più severe..

39. Gesù disse, “I Farisei e gli accademici hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Non sono entrati, e non hanno permesso a quelli che volevano entrare di farlo. …

102. Gesù disse, “Maledetti i Farisei! Sono come un cane che dorme nella mangiatoia: il cane non mangia, e non fa mangiare il bestiame.” Altre..ritornano sulla necessità di tornare alla nostra anima originaria..

37. I suoi discepoli dissero, “Quando ci apparirai, e quando tornerai a visitarci?” Gesù disse, “Quando vi spoglierete senza vergognarvi, e metterete i vostri abiti sotto i piedi come bambini e li distruggerete, allora vedrete il figlio di colui che vive e non avrete timore.”

22. Gesù vide alcuni neonati che poppavano. Disse ai suoi discepoli, “Questi neonati che poppano sono come quelli che entrano nel Regno.”

E loro gli dissero, “Dunque entreremo nel regno come neonati?”

Gesù disse loro, “Quando farete dei due uno, e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto,

e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna,

quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno” .

Erich Fromm,grande conoscitore dell’animo umano..oltre che maestro di vita..richiama continuamente nella sua opera..

all’importanza del ri-acquisire la nostra originaria..coscienza..

la unica che fa di noi..persone..perennemente vive..

persone uniche e capaci di abbracciare il mondo intero..persone che vivono spontaneamente..

non condizionate da calcoli di potere e di denaro..sono gli stessi insegnamenti di Jesua(colui che salva)..”non preoccupatevi per il domani..il Padre sa..che avete bisogno..”

Il regno dei cieli..potrebbe essere..verosimilmente ..accostato..all’ ”Isola..che non  c’è”..

del racconto di Peter Pan.. 

in realtà quest’isola c’è..eccome se c’è..è il regno di Dio dentro di noi..

E non si tratta del desiderio di rimanere immaturi..

il rischio della “sindrome di Peter Pan”..la corrono più facilmente quelli del mondo..

che inseguono altre “passioni”..

ad esempio quella del Re Mida..vi ricordate quel personaggio accecato dal desiderio dell’oro?..

alla fine ,fu accontentato dalla divinità..ma mori di fame..

potremmo, più profondamente, dire che mori..delle fame più vera..quella di amore..

pensate a gente come G.W.Bush,come a Putin..e vi renderete conto che questa gente è capace di ogni nefandezza..

di qualsiasi crimine,nella ricerca del dominio e dei soldi..

mi riferisco all’auto-attentato dell’11 Settembre 2001

e alle parole di Livtinenko,la spia russa uccisa con il polonio..

”Possa Dio perdonarla..signor Putin..per tutto il male che ha fatto al popolo russo.”

E si riferiva agli attentati”ceceni” ossia agli atti di auto-terrorismo,attuati da Putin e poi addebitati ai ceceni..

Il regno di Dio è la personalità spontanea e “ricca” di valori umani dei “ragazzi di borgata” di Pasolini,non ancora contaminata,come lui asseriva,dal ”fascismo” del consumismo,che fa loro perdere l’originaria bellezza dell’anima umana che è altesi la bellezza dell’anima..dello spirito.. di Dio..Non mi sembra eccessivamente forzato l’accostamento di Jesua al personaggio di Peter Pan…seguendo questa metafora..è colui a cui possiamo rivolgerci per rimanere sempre bambini..Wendi..

potrebbe essere Maria Maddalena..si…proprio Maria Maddalena..la discepola di Jesua..ma la conoscete..voi..Maria Maddalena? ..documentatevi qui oppure qui …e capirete perché Jesua ..l’amava più degli apostoli e la baciava sulla bocca (un bacio sacro..a quei tempi..) cè un versetto che evidenzia la ritrosia di Pietro per questa donna..come per tutte le donne..

Simone Pietro disse loro: – Maria si allontani di mezzo a noi, perché le donne non sono degne della Vita! – Gesù disse: – Ecco, io la trarrò a me in modo da fare anche di lei un maschio, affinché anch’essa possa diventare uno spirito vivo simile a voi maschi. Perché ogni donna che diventerà maschio entrerà nel Regno dei Cieli.

Questo modo di essere..di Pietro..si evidenzia ancor oggi nel Vicario di Pietro della chiesa cattolica,che non sopporta il sacerdozio..femminile..al contrario..di Jesua 

Ma ci sono altri personaggi sull’isola che non c’è..e li vedremo in seguito..

 

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