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Chi sono (i miei pensieri..le mie aspirazioni)   Leave a comment


     

L’uomo è un essere vivente..e..in ogni istante della sua vita,non è..

ciò che potrebbe essere..e magari diventerà (Erich Fromm)

Sono una personalità in continua ricerca..

e spero in continua evoluzione ..

sono inpulsivo…se scopro una cosa importante..

sento che devo subito condividerla ..

devo impormi però..delle scelte e delle regole ..

è in gioco la mia determinazione nel fare ciò a cui aspiro..

cioè…l’avvento della fratellanza …su questa Terra.

Durante il cammino della mia vita..ho maturato una conoscenza di Dio ..direi ..più profonda

cioè.. una “Teologia” più vera.

E’ mia convinzione che le varie Parole di Dio..compreso Gesù Cristo…( Buddha Maometto Zoroastro e tanti altri..)

siano “Parole storiche”

cioè dette in un tempo passato..per le esigenze e la possibilità di comprensione degli uomini di quel tempo.

In fin dei conti..anche la Bibbia è un dettato chiaramente storico..

che la Parola di Gesù Cristo ha superato.

Una volta mise in gioco la propria Persona per difendere un’adultera..

erano tempi in cui si riteneva che la donna non avesse un’anima come gli uomini..(loghion 114 vangelo di Tommaso)

figuriamoci se poteva affrontare il tema della omosessualità o del transessualismo..

Tutti gli uomini avvertono che Dio è un Vivente..per questo.. non può cessare mai di parlare ..

solo che la sua Parola ..che ha sempre bisogno di un corpo umano..per essere intendibile..

arriva attraverso gli scienziati ..quando la scienza indica una Verità..

gli psicologi (ritengo Erich Fromm un grande profeta )

i sociologi gli umanisti..certo non può parlare attraverso le Chiese..

perchè sono incatenate dalle loro medesime Religioni…

Sappiamo dai Vangeli che Gesù si scagliò contro i Farisei ,

102. Gesù disse, “Maledetti i Farisei! Sono come un cane che dorme nella mangiatoia: il cane non mangia, e non fa mangiare il bestiame.”

richiamando all’Unico precetto divino “Misericordia io voglio..e non sacrificio”

(si riferiva all’usanza in quei tempi…di offrire a Dio un’animale per le proprie colpe)

che i Farisei richiedevano.. per l’assoluzione dei peccati

A loro spettava secondo Mosè..un decimo dell’animale sacrificato..

Molti anche fra i cristiani possono mal comprendere questo insegnamento;

una cosa è il sacrificio personale ..spesso necessario per amare gli altri;

altro è sentirsi in regola per le varie pratiche di culto (messe,rosario,sacramenti,confessione);

è la verità a cui è arrivata..una tra le donne più sante che abbia avuto il cattolicesimo:

Chiara Lubich..fondatrice del movimento dei Focolarini..

vi rimando all’articolo

http://www.cittanuova.it/c/424413/Andate_dunque_e_imparate_che_cosa_significhi_misericordia_io_voglio_e_non_sacrificio.html

“Ricordi quando Gesù ha detto queste parole? Mentre era seduto a mensa, alcuni pubblicani e peccatori s’erano messi a tavola con lui.

Accortisi di questo, i farisei avevano detto ai suoi discepoli: «Perché il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

E Gesù, sentite queste parole, aveva risposto: «Andate dunque e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrificio».
Gesù cita qui una frase del profeta Osea e questo fatto dimostra che a Gesù piace il concetto lì contenuto:

è infatti la norma secondo la quale Egli stesso si comporta. Essa esprime il primato dell’amore su qualsiasi altro comandamento,

su qualsiasi altra regola o precetto. È questa la novità del cristianesimo. Gesù è venuto a dire che Dio vuole da te,

nei confronti degli altri uomini, prima di tutto l’amore e che questa volontà di Dio era già stata annunciata nelle scritture

come lo dimostrano le parole del profeta Osea.

L’amore è per ogni cristiano il programma della sua vita, la legge fondamentale del suo agire, il criterio del suo muoversi.

Sempre l’amore deve prendere il sopravvento sulle altre leggi.

Anzi: l’amore per gli altri deve essere per il cristiano la solida base su cui può legittimamente attuare ogni altra norma.

«… misericordia io voglio e non sacrificio».

Gesù vuole amore e la misericordia è una sua espressione. Ed Egli vuole che il cristiano viva così anzitutto perché Dio è così.

Per Gesù, Dio è prima di tutto il Misericordioso, il Padre che ama tutti, che fa sorgere il sole e fa piovere sopra i buoni e i cattivi.

Gesù, perché ama tutti, non teme di stare con i peccatori e in questo modo ci rivela chi è Dio.

Se Dio, dunque, è così, se Gesù è tale, anche tu devi nutrire identici sentimenti.
«… misericordia io voglio e non sacrificio». «… e non sacrificio».

Se non hai l’amore per il fratello, a Gesù non piace il tuo culto.

Non gli interessa la tua preghiera, l’assistenza alla Messa, le offerte, che puoi fare,

se tutto ciò non fiorisce dal tuo cuore in pace con tutti, ricco di amore verso tutti.

Ricordi quelle sue parole tanto incisive del discorso della montagna?

«Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,

lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono».

Esse ti dicono che il culto che più piace a Dio è l’amore del prossimo, che va messo alla base anche del culto verso Dio.

Se tu volessi fare un dono a tuo padre mentre sei in collera con tuo fratello (o tuo fratello con te), che ti direbbe tuo padre?

“Mettiti in pace e poi vieni pure a offrirmi ciò che desideri”. Ma c’è di più. L’amore non è solo la base del vivere cristiano.

Esso è anche la via più diretta per stare in comunione con Dio. Lo dicono i santi, testimoni del Vangelo che ci hanno preceduto,

lo sperimentano i cristiani che vivono la loro fede: se aiutano i propri fratelli, soprattutto i bisognosi, cresce in loro la devozione, l’unione con Dio si fa più forte, avvertono che esiste un legame fra loro e il Signore: ed è ciò che dà più gioia alla loro vita.
«… misericordia io voglio e non sacrificio».

Come vivrai allora questa nuova Parola di vita? Non porre discriminazioni fra le persone che hanno contatto con te,

non emarginare nessuno, ma a tutti offri quanto puoi dare, imitando Dio Padre.

Aggiusta piccoli o grandi screzi che dispiacciono al Cielo e t’amareggiano la vita,

non lasciare tramontare il sole – come dice la Scrittura (cf Ef 4,26) – sulla tua ira, verso chiunque.

Se ti comporterai così, tutto ciò che farai sarà gradito a Dio e rimarrà nell’eternità. Sia che tu lavori o riposi, sia che tu giochi o studi,

sia che tu stia con i tuoi figli o che accompagni tua moglie o tuo marito a passeggiare, sia che tu preghi o ti sacrifichi,

o adempia quelle pratiche religiose che convengono alla tua vocazione cristiana,

tutto, tutto, tutto sarà materia prima per il Regno dei Cieli.

Il Paradiso è una casa che si costruisce di qua e si abita di là. E si costruisce con l’amore.”

Il metro per il perdono dei nostri “peccati” è descritto nel Padre nostro

(tutto scritto..ma nessuno lo insegna nel verso giusto)ed il perdono non si ottiene con la confessione..

“Padre nostro che sei nei cieli..sia santificato il tuo nome

venga il tuo regno..sia fatta la tua volontà..come in cielo ..cosi in terra

Rimetti a noi..i nostri debiti..come noi li rimettiamo ai nostri debitori,,

e non ci indurre in tentazione..ma liberaci dal male.

L’importante è perdonare “mille volte” i nostri fratelli (umani)..

allora saremo perdonati..anche se peccheremo..mille volte.

Se il discorso vi interessa..leggete gli articoli sotto la categoria TEOLOGIA.

La mia speranza è di liberare molti fratelli cattolici e cristiani dalle CATENE della RELIGIONE…

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che stia ritornando la Parola del Padre? e questa volta anche un poco.. incazzata?   Leave a comment


ROMA – Scalzo, con un sacco di iuta per vestito, in ginocchio sorretto a un bastone, sotto la pioggia battente in piazza San Pietro: ma non è un religioso, tanto meno un francescano. È un laico, 64 anni, folta barba bianca, che viene da Perugia, si chiama Massimo Coppo, è un perito agrario, sposato senza figli e con la moglie fa parte di una comunità a 12 chilometri da Assisi. La sua presenza ininterrotta vicino l’obelisco posto al centro del colonnato del Bernini attira l’attenzione dei fedeli e in tanti gli si avvicinano per chiedergli lumi e qualcuno addirittura per implorare una sua benedizione. «La nostra comunità conta una dozzina di appartenenti ed è stata fondata nel 1980 da un laico come noi, direi un mistico veggente, ricco imprenditore nel campo della moda che poi ebbe una conversione e si è dato alla penitenza – spiega Massimo – quanto a me, mi ero allontanato completamente dalla religione cattolica per colpa dei miei studi di filosofia. Poi, mi sono diplomato in agraria e nonostante la mia famiglia fosse cattolica mi sono avvicinato alla chiesa evangelica, fino alla mia riconversione al cattolicesimo».
La sporcizia della Chiesa. Ma il suo rapporto e quello della sua comunità con la Chiesa di Roma si può definire contrastato: «Noi le siamo fedeli – premette – anche se abbiamo avuto alcuni problemi, non tutti risolti». Ma cosa chiede al nuovo Papa che sarà eletto in Cappella Sistina? «Soprattutto che faccia pulizia all’interno della Chiesa – risponde – del resto fu lo stesso cardinale Ratzinger, prima che diventasse Papa Benedetto XVI, a parlare della sporcizia nella Chiesa».

massimo coppo ,2

 

 

Benedetto XVI..lascia il suo ruolo di papa– per motivi di coscienza

(cosa che non era successa dai tempi di Celestino V)

È troppo bello, troppo simbolico: nel giorno in cui il Papa annuncia le sue dimissioni dal Soglio vaticano, nel corso di un temporale un fulmine colpisce la cupola di San Pietro. L’ira divina? Può darsi, ma per qualcuno c’è uno «zampino» più terreno (leggi Photoshop) oppure si tratta di un semplice effetto di prospettiva. L’immagine ha subito scatenato accese discussioni e polemiche su web e social network, tra accuse e immediate imitazioni, tipo un fulmine che centra la Madonnina del Duomo di Milano.

IL FOTOGRAFO – Alessandro Di Meo, il fotoreporter dell’Ansa autore dello scatto, spiega: «Stava arrivando un temporale. Ho visto il primo fulmine e mi sono spostato sotto il colonnato. Mentre pulivo la lente dalla pioggia», prosegue Di Meo nel suo racconto, «un primo fulmine ha colpito la cupola. Ho provato ancora diverse volte finché un fulmine ha colpito la cupola proprio mentre scattavo». Di Meo rivela anche i dati tecnici dello scatto, dopo 40 minuti di appostamento: la macchina fotografica era appoggiata su una transenna e non sul cavalletto. Tempo di esposizione 8 secondi, diaframma 9 e 50 Iso di sensibilità, impostazione manuale. «Montavo un obiettivo grandangolare che mi permetteva di includere tutta la basilica

foto del fulmine su s.pietro

 

CROLLA "CROCE" DI WOJTYLA A BRESCIA, MUORE VENTENNE. SEGNO O COINCIDENZA?

24 aprile 2014 by kolbe

Ha lasciato senza fiato la notizia del crollo a Brescia della “croce” in onore di Giovanni Paolo II, per altro terribilmente orrida dal punto di vista artistico, con la conseguente morte di un giovane ventenne che era presente in quei funesti attimi proprio sotto di essa.

Tutto ciò è accaduto proprio nella vigilia delle canonizzazioni imminenti di Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) e Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli), che si terranno – lo ricordiamo – domenica 27 Aprile 2014. Questa coincidenza, se così davvero possiamo chiamarla, ha suscitato in molti cattolici stupore e inquietudine. Se è vero che non dobbiamo essere superstiziosi e vedere in ogni evento una sorta di segno del destino, d’altra parte il Vangelo bene ci educa al discernimento e ci insegna che dobbiamo imparare a leggere i segni dei tempi. Questa disgrazia può forse aiutarci a riflettere, alla vigilia di queste due canonizzazioni estremamente significative per la Chiesa universale? (Si vuole canonizzare forse il Concilio e la sua presunta “riforma” attraverso questi suoi due personaggi emblematici?)

In definitiva: coincidenza o segno del Cielo? Come se non bastasse, si è sparsa la notizia secondo cui il giovane rimasto ucciso nell’incidente abitava in via Giovanni XXIII e che la “croce” costruita in onore di Giovanni Paolo II era stata eretta in occasione del centenario della nascita di Paolo VI (Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini).

Che dire? L’unica cosa che possiamo fare, per il momento, è pregare per l’anima di quel ragazzo. Requiem aeternam

a cura di Gaetano Masciullo

fulmine su croce in onore gioovanni Paolo II

il Verbo   (cioè la Parola) era in Principio

e si è fatta Carne di uomo..

per capirsi..volendo Dio parlare agli uomini prese un corpo umano per parlare come lui..e farsi capire

se voleva parlare ai gatti..( non vi sembri superficiale l’osservazione si sarebbe incarnato come un gatto per poter dire:”miao..miao

può essere un’osservazione da povero in spirito!!! la mia !!! comunque la dò alla vostra riflessione.

Un’altro Parlare è un evento scientifico una Forza naturale come può essere un fulmine– che fà paura e viene capito sia dagli uomini

sia dagli animali .A pensarci bene ,come c’è scritto nel vangelo …dolo che Gesù mori’ in croce ..un fulmine sconquassò talmente la Terra che gli ebrei come I romani   si domandarono chi poteva essere morto su quella croce..

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