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Egr.Ministro Frattini..si vede che Lei e’ ebreo..!!!   Leave a comment


 il titolare della Farnesina, Franco Frattini, in un’intervista al Tg1 fa appello alla Lega Araba “perché finiscano i lanci di missili da parte di Hamas che purtroppo ha violato la tregua: è un’organizzazione terroristica e lo sta dimostrando”.

Il sito israeliano Debka: «La cinquantina di missili e razzi che Hamas ha lanciato a colpire Israele il 24 dicembre, insieme a decine di colpi di mortaio, rappresentano non oltre un quarto delle sue capacità, dicono nostre fonti militari. Ufficiali dell’Israeli Defense Forces calcolano che il gruppo palestinese fondamentalista può sparare 200 missili al giorno, alla pari con lo sbarramento fatto da Hezbollah contro la Galilea nella guerra del Libano 2006, con conseguenze devastanti in perdite umane e danni alle proprietà… Il gabinetto sulla sicurezza israeliano ha concluso che Israele deve ricorrere all’azione militare per spegnere la crescente pioggia di missili, mortai e razzi da Gaza, che mercoledì hanno lasciato 57 vittime di shock, di cui metà bambini, e rovinato case, veicoli, negozi, officine e strade. I ministri hanno tenuto conto che Hamas reagirebbe agli attacchi aerei israeliani su Gaza dispiegando i suoi missili a lungo raggio che si ritiene abbiano una gittata di 42 chilometri».

Strano che questo continuo sbarramento di missili, una cinquantina in un sol giorno, non faccia una sola vittima in Israele. Perchè, come ha scritto Yoel Marcus su Haaretz: «… Nessuno è stato ucciso dalla pioggia di razzi dopo la cessazione ufficiale della tregua (con Hamas). Ciò non significa che sia una situazione in cui sia possibile vivere, ma la reazione isterica del pubblico in generale e dei politici in particolare pare sorgere essenzialmente dal fatto che il Paese è in periodo elettorale».

I missili di Hamas, anche a 50 al giorno, non ammazzano mai nessuno nel territorio israeliano. Le 57 «vittime» di cui parla Debka, hanno subito «lo shock». In compenso, uno di questi razzi, venerdi, ha colpito una casa nella striscia di Gaza uccidendo due bambine, una di 5 e una di 13 anni: palestinesi.

Quando si tratta di ammazzare palestinesi, i razzi palestinesi sono efficacissimi, mica producono solo «shock». Fanno cilecca solo contro gli israeliani.

Lungi da me, che non ho mai fatto il militare, dare consigli ai comandi di Hamas; ma se fossi in loro, darei una ripassata ai von Braun di casa, prima di fare la guerra ad Israele. C’è qualcosa che non funziona nella tecnologia, e dopo anni di lanci, dovrebbero cominciare a chiedersi cosa.

Il puntamento approssimativo? La carica esplosiva insufficiente? Il comburente annacquato?

Non è possibile andare avanti così, signori fondamentalisti islamici. Dovreste aver capito che i vostri mezzi balistici – che fanno al massimo un buco su un pezzo d’asfalto, o rovinano qualche tegola – attraggono invariabilmente una reazione israeliana di volume cento volte superiore, con elicotteri, missili teleguidati, bombe intelligenti radar-guidate, bordate d’artiglieria navale, ferro e fuoco da cielo, terra, aria.

Un proiettile del cannone del carro armato Merkava – ci hanno fatto vedere in TV un caro soldatino che lo caricava – è già più lungo dei vostri razzi, ed enormemente più esplosivo; infallibile nel puntamento, grazie all’apparato elettronico che nel Merkava consente il tiro mirato anche mentre il carro armato corre sobbalzando.

Debka dice che quelli di Gaza, con 50 lanci, hanno usato «solo un quarto delle loro capacità»; che possono lanciare anche 200 missili, «alla pari con la potenza di fuoco di Hezbollah» nella guerra del Libano.

Uno si domanda: 200 missili al giorno, o 200 missili in tutto? Se poi vogliamo chiamarli missili.

Quelli di Hezbollah erano numerosi, eppure non produssero «perdite devastanti» fra gli israeliani, nonostante tutto lo sforzo della propaganda di portare i giornalisti e le troupes TV a vedere i danni.

Debka informa che Hamas dispone di missili «a lungo raggio»: 42 chilometri. Non si sono mai visti, simili razzi. Ma decisamente, la tecnologia di Hamas avanza e migliora di giorno in giorno. Con una simile gittata, la cosa si fa seria. Tanto che (dice Debka) «una striscia di 30 chilometri con 30 località è stata collegata con il sistema di allarme precoce del Comando Interno; unità operative sono state spiegate nella zona con squadre di pronto soccorso, antincendio e salvataggio… 200 ambulanze sono in allerta nella zona sud-occidentale di Israele».

Già questo dovrebbe indurre i comandi di Hamas a rinunciare: contro i loro 200 missili, gli israeliani mettono in allerta 200 ambulanze. Una per ogni missile. La disparità di mezzi è evidente anche solo da questo.

D’altra parte, si può obbiettare che anche le capacità israeliane non sono eccelse quanto sembrano.

Israele controlla tutti i varchi da cui entrano merci a Gaza; anzi li ha chiusi tutti, al punto che delle 47 panetterie di Gaza, ne lavorano oggi solo 14; e ci sono file lunghissime di gente in attesa del pane; i rifornimenti bastano per 24 ore.

Ebbene: Israele riesce a non far passare la farina nè i medicinali, ma non riesce a bloccare i materiali che servono per la fabbricazione di 200 razzi, missili o quel che sono, tanto più di 42 chilometri di raggio?

Gaza non riesce a procurarsi il pane (e non parliamo del companatico); dipende dalle razioni dell’ONU; com’è che invece riesce a procurarsi lunghi tubi d’alluminio o d’acciaio speciale, tonnellate di esplosivo per 200 testate, attrezzature sofisticate per motori a razzo (mica facili da fabbricare in una officina, senza elettricità e forza motrice, specie per gittate da 42 chilometri), oltre che combustibile e carburante per i motori?

Quelli sono materiali voluminosi, altamente infiammabili e instabili, pericolosi da trasportare. E a proposito: i razzi palestinesi vanno a combustibile liquido o solido? Nessuno ce lo spiega mai. Ma lasciamo correre.

Tutta roba che arriva dai tunnel che Hamas ha praticato sotto il confine con l’Egitto, si potrà rispondere. Anche a voler ammettere che Hamas usi questi tunnel solo per rifornimenti bellici e non per la farina, condannando alla fame i suoi palestinesi (si sa, Hamas è irrazionale, tutti i musulmani sono ferocemente irrazionali), la cosa non convince.

Israele sorveglia ogni metro quadrato di Gaza. Con i satelliti suoi e americani, con tutti i suoi droni senza pilota, con tutti gli altri apparati di sorveglianza elettronici per cui è leader di mercato mondiale, con le spie interne che assolda (e ne trova, perchè spiare per Israele è magari la condizione per poter mandare la mamma o il figlio malati in un ospedale israeliano) Israele è in grado di rilevare qualunque movimento sospetto in quel fazzoletto di terra: tanto è vero che quando vuole colpisce persone precise, di cui conosce l’identità e la intenzioni, e le incenerisce seduta stante.

Com’è che questa impareggiabile e sofisticatissima sorveglianza preventiva fa cilecca, quando si tratta di missili e loro parti? Rilevano un’auto con dentro un paio di militanti di Hamas, e poi non rilevano camion che portano bombole di comburente ossigenato? E quintali di cordite?

C’è una falla nel sistema israeliano. E’ uno scandalo che deve finire: danneggia anche il business, l’immagine commerciale del massimo venditore mondiale di rinomati sistemi di repressione.

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armi_palestinesi.jpgArmi palestinesi

armi_israeliane.jpgArmi israeliane

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Ma ammettiamo che l’armamento pesante di Hamas venga contrabbandato attraverso i famosi tunnel. Questi tunnel comunicano con l’Egitto. Allora bisognerebbe ammettere che l’Egitto, sotto sotto, arma Hamas contro Israele.

Ma non è così. Il Cairo ha tenuto bordone all’assedio di Gaza e alla sua morte per fame, mantenendo chiuso il varco di confine di Rafah. E come ha riportato Al-Quds al-Arabi, quotidiano pubblicato a Londra, il 24 dicembre, Amos Gilad, il capo del settore diplomazia-sicurezza del ministero della Difesa israeliano, s’è incontrato al Cairo con Omar Suleiman, capo delll’intelligence egiziano, per comunicargli l’intenzione di compiere l’annunciatissima incursione a Gaza. E Suleiman ha risposto che l’Egitto non si oppone se lo scopo è limitato al rovesciamento di Hamas.

Pochi giorni prima, dopo che Israele ha maleducatamente respinto una debole proposta di Mubarak di ritentare di arrivare a una nuova tregua (anche quella di prima era stata mediata dall’Egitto), si è limitato a chiedere che Israele si comporti con «restraint», nella sua azione militare contro Gaza. Che si trattenga un po’, insomma.

Del resto anche gli europei, anche l’ONU, hanno detto sì: solo, hanno chiesto gentilmente di poter portare qualche camion in più di cibo dentro Gaza, in modo che sotto le bombe i palestinesi, oltretutto, non comincino a morire anche di fame – come in ogni lager che si rispetti, o sarebbe «una catastrofe umanitaria».

Israele ha generosamente consentito, «sotto le fortissime pressioni internazionali». Così tutto è moralmente a posto, potremo guardare in TV l’attacco, sicuri che non è una catastrofe umanitaria. Anzi, guardare probabilmente no: non ci saranno telecamere a Gaza, saranno tutte a Sderot, a riprendere le tegole sbrecciate dai missili palestinesi che ammazzano solo palestinesi.

A nessuno è simpatico Hamas. Non ha alleati. Anzi no, contrordine: notoriamente, Hamas è aiutata ed armata da Iran (come?) e da Hezbollah. Per questo i capi di Hamas continuano a tirare i loro razzi contro Sion; perchè sanno di avere le spalle coperte.

Infatti, c’informa la preziosissima Debka: «Hamas ha fatto appello a Teheran il 25 dicembre, chiedendo che l’Iran la sostenga con la minaccia di intervenire se Israele lancia un attacco contro la striscia di Gaza… Khalaad Meshal, il capo del politburo di Hamas che ha sede a Damasco ha telefonato a un funzionario dell’ambasciata iraniana chiamato Abolfazl ed ha chiesto con urgenza una dichiarazione da Teheran che scoraggiasse Israele dall’attacco».

I capi di Hamas non hanno manco una linea con il Supremo Ayatollah, o almeno con Ahmadinejad. Sono ridotti a chiamare a caso l’ambasciata iraniana a Damasco e a parlare al primo che alza il telefono – tale Abolfazl, di cui nemmeno il Mossad sa nulla – per chiedere un aiutino.

E che aiutino: mica armamenti, e nemmeno minacce d’intervento, ma una dichiarazione che intimorisca Israele.

Dunque Hamas non vuole la guerra, sta cercando di dissuadere attraverso Teheran. Non sarebbe più semplice se smettesse di tirare quei missili, che non beccano mai un bersaglio che sia uno?

E Teheran? Escluso che accenda i motori dei suoi jets, che li carichi con le sue bombe atomiche (ce le ha, e se non ce le ha le avrà), e voli per tremila chilometri a colpire l’Agnello di Sion, farà almeno la dichiarazione per intimidirlo? Si sa che Israele tende facilmente a lasciarsi intimidre. Da dichiarazioni, soprattutto.

Invece no. Persino Debka deve ammettere che «dopo l’SOS di Hamas», il consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran «ha deciso di non rigettarlo immediatamente, ma di informare Meshaal che l’Iran attendeva gli sviluppi e che seguiva da vicino le operazioni militari israeliane per vedere come si sviluppavano». Come facciamo tutti, Meshaal.

Andato buco questo tentativo, Meshaal fa un’altra telefonata: A Nasrallah, il capo di Hezbollah a Beirut. Stavolta, informa Debka, «usando la loro speciale linea telefonica» (dunque il Mossad intercetta la speciale linea telefonica di Hezbollah: come mai non intercetta i missili e i razzi di Gaza?). E cosa chiede il capo di Hamas all’alleato, il temibile Hezbollah?

«Una dichiarazione di sostegno al popolo di Gaza». In questo caso però, «con l’aggiunta di una velata minaccia di aprire un secondo fronte contro Israele attraverso lanci di razzi dal Libano».

Un secondo fronte! Allora sì che l’Agnello di Sion, con le sue povere 200 bombe atomiche, vettori balistici, F-16 a dozzine, e carri Merkava a centinaia, viene veramente minacciato nella sua stessa esistenza!

Non che debba dare corso alla minaccia, Hezbollah; basta che la ventili «velatamente». E come ha reagito Hezbollah?

Con qualche «frase emotiva sulla ‘sofferenza’ dei palestinesi e il loro ‘eroico atteggiamento’ di fronte alla ‘aggressione’ sionista» (le virgolette sono di Debka. Insomma, nessuna minaccia di entrare in guerra a fianco di Gaza. Nulla. Secondo Debka, «L’Iran ha ordinato a Nasrallah di evitare di fare minacce pubbliche».

Hezbollah infatti, come sanno tutti, è agli ordini di Teheran.

E però non obbedisce. Infatti, il 26 dicembre, «militari del genio libanese scoprono e disinnescano 13 razzi (di Hezbollah) puntati sulle città del nord Israele». Li abbiamo visti, finalmente, questi razzi; ce li hanno mostrati nei telegiornali, li hanno trovati in territorio libanese controllato da UNIFIL, ossia dall’ONU; hanno fatto vedere un nostro generale italiano vicino a questi razzi. Lunghi, neri, in mezzo a un frutteto.

Ci sono, ci sono i razzi, come dubitarne?

Strano solo questo: che nel 2006, quando Israele aggredì Hezbollah, il glorioso Tsahal non riuscì a scoprirne uno solo, dei numerosissimi razzi che Hezbollah aveva – evidentemente – nascosto benissimo. Tant’è vero che la gloriosa aviazione di Sion dovette bombardare tutto il Libano, case, scuole, centrale elettrica e centrale del latte compresa, per cercare di colpire (alla cieca) una di queste postazioni. Invisibili, imprenditbili, sotterranee.

E invece stavolta, Hezbollah mette i suoi 13 razzi in un frutteto. In piena vista, tanto che li scoprono i famosi genieri dell’armata libanese, e il generale italiano dell’UNIFIL – immediatamente avvertito della scoperta – li va a vedere, e tutte le telecamere sono lì a riprendere.

Debka riferisce: «I razzi sono stati disattivati appena prima che i loro apparati a tempo li lanciassero contro Naharya e Maalot». Capito?

I terroristi Hezbollah fanno così: piazzano i razzi nel frutteto e se la squagliano, dopo aver caricato i timer. Ecco perchè Sion, nel 2006, si è fatta cogliere di sopresa dalle tattiche Hezbollah.

Strano però che i Caschi Blu dell’UNIFIL, che sono lì da mesi e non hanno mai trovato nulla, di colpo si fanno bagnare il naso dai genieri del Libano; che proprio lì trovano razzi Hezbollah pronti al lancio. E proprio quando Israele ha bisogno di una prova dell’esistenza dei fantomatici razzi, per giustificare il suo attacco per rovesciare Hamas. Molto strano. Che razzi sono, poi?

Debka ce lo spiega: «Otto lanciarazzi iraniani ultimo modello, capaci di doppio caricamento, sicchè ciascuno lanciatore può sparare 16 razzi. Non tutti erano completamente carichi. I genieri libanesi (sempre loro!) hanno trovato 13 razzi con un raggio di 20-22 chilometri. Tre dei lanciatori erano pronti a sparare razzi RAAD da 107 millimetri e cinque erano caricati con Grad-Katyusha da 122 millimetri».

Insomma sono katyushe, non proprio missili. Certo fanno impressione nelle foto e nei TG: lunghi neri, messi lì sui loro trespoli. Un po’ più impressionanti di quelli che certe agenzie hanno passato, in queste ore, come «razzi di Hamas».

Una di queste foto ve la proponiamo qui.qassam.jpg

Come vedete, ci sono terroristi mascherati: sicuramente di Hamas. In un verde frutteto, verdeggiante in pieno inverno. Guardate bene il razzo, con quella temibile testa verniciata di rosso. Il fotografo l’ha ripreso dall’alto (sarà salito su una scaletta?) e col grandangolo.

Fa paura, vero? Ma sotto la testata, cosa vedete?

Non c’è il motore del missile, nè i serbatoi del carburante, come occorre per un razzo di presunta gittata di 15-20 chilometri. C’è una canna metallica di piccolo diametro. A guardar bene, non è un missile, e nemmeno un razzo: è un RPG, un’arma anticarro vecchia, che certo ha un raggio non superiore a mille metri.

Kawter Salam, un blogger che scrive da Gaza raccontando giorno per giorno la vita nel lager assediato e bombardato, protesta: «Come l’agenzia ORF (agenzia tedesca che ha pubblicato la foto) e gli altri media vengono in possesso di una tale immagine – c’è anche il video – che presuntivamente mostra “guerriglieri di Hamas” che sparano razzi tra gli alberi da frutta?».

«Hamas ha portato i giornalisti sul posto per mostrare le proprie attività militari? Hamas ha arrestato dei giornalisti che cercavano di riprendere casi come questo».

«Se c’è motivo di dubitare che questi razzi vengano sparati da Gaza, da quale altro posto possono essere lanciati? Dal territorio di Israele, magari? E’ possibile che il lancio di questi razzi sia un campagna di propaganda dell’IDF per “giustificare” il massacro, da tempo pianificato, del popolo di Gaza?».

«Può essere che l’IDF usi gli abitanti di Sderot, di Askelon e di altri luoghi (israeliani) attorno a Gaza per fabbricare una giustificazione per il genocidio di un popolo che è già quasi mezzo morto per fame?».

«E perchè nessuno pone queste domande prima di mostrare video di questo tipo da diverse TV europee?».

Perchè se no ci chiamano antisemiti, Salam, che forse non sopravviverai domani. Addio, e buon Natale.

IL VANGELO SECONDO RAGIONE..(sempre a proposito del Male)   Leave a comment


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ho letto per caso..un ottimo articolo..che Vi propongo…non è mio..è di ..Roberto Polignano..

“SEMPRE A PROPOSITO DEL MALE”(domenica,11 giugno 2006)

La frase pronunciata in Polonia da Benedetto XVI sul perché il buon Dio non ha impedito l’orrore di Auschiwitz ha riproposto l’annoso quesito sul perché del male terreno. Tema sul quale la teologia cerca di dare delle risposte che lo gnosticismo da 20 secoli sistematicamente demolisce.

Il problema è che, preliminarmente, occorrerebbe accettare quella che è la pressante realtà, impossibile da negare: Il Dio (come gli dei dell’antichità) a cui si rivolgono tutti i fedeli, al di là della religione di appartenenza, non è altro che una entità, che nessuno ha mai visto, a cui gli uomini imputano tutta una serie di principi enucleati dalla stessa mente umana, attribuendogliene la paternità.

Quindi, se esiste un essere, da cui l’Universo e l’individuo hanno avuto origine, questo Dio si pone come l’effetto (l’uomo che parla in suo nome) rispetto ad esso, che ne rappresenta la causa. Tale percorso consente di configurare l’entità che gli uomini chiamano Dio secondo una logica razionale, perché ciò dà la possibilità di eliminare la figura che rappresenta il male: il demonio, fonte del problema.

Infatti, nel momento in cui l’uomo crea la figura di Dio come rappresentante del bene, è logico che è costretto a dar vita alla figura del demonio da identificare con il male. Di conseguenza si blocca tutto dinanzi alla ineluttabile domanda: perché Dio con tutta la sua onnipotenza non elimina il demonio e, quindi, lo stesso male? Perché non esiste. E allora, come spiegare il male?

Se per una attimo liberiamo la mente dai tradizionali racconti biblici e tratteggiamo quello che chiamiamo Dio come una energia fornita del principio della vita, di una immensa intelligenza e di quello che chiamiamo bene, e diciamo che egli, nel duplicare la sua essenza (cioè, nel dar vita a quello che poi sarebbe stato l’essere umano) in una creatura similare, constata che quest’ultima manifesta un forte potenzialità al male, potremo, allora, concludere che esso non è qualcosa di distinto dall’uomo, ma ne è una componente.

Un esempio può far meglio comprendere l’assunto. Se inserisco una spina in una presa della corrente, potrò accendere una lampada che illuminerà l’ambiente. Qualora compissi l’operazione con le mani bagnate potrei rimanere folgorato. Così l’energia elettrica può fornire la luce (il bene) e la folgorazione (il male). Ora, se ipotizziamo che sia Dio ad avviare la centrale elettrica (che sta a rappresentare metaforicamente l’uomo), con questa operazione avrà fatto nascere il bene (la luce) e il male (la possibilità di rimanere folgorati). Ma non si potrà imputare a Dio la responsabilità del male prodotto dalla corrente elettrica, in quanto conseguenza della energia stessa e, in ogni modo, l’uomo ha la capacità per adottare le misure per non essere investito dalla scarica elettrica.

Quindi, è stata la presenza dell’attitudine al male, manifestatasi antecedentemente alla creazione della materia (animata e inanimata), a rendere necessaria la nascita di quest’ultima. Allora, se l’uomo sconta anche le conseguenze di terremoti, inondazioni, ciò dipende dal fatto che l’ambiente in cui egli è stato destinato a vivere è l’unico compatibile con la sua natura e, dunque, subisce anche le conseguenze dei processi evolutivi della materia.

In conclusione, il cervello umano è nato sia con l’attitudine al bene, sia al male, ma poiché l’uomo è fornito – a differenza degli animali – della capacità di relazionarsi e di capire, può benissimo comprendere qual è la scelta giusta da operare.

A questo punto è agevole rispondere alla domanda: perché Dio non elimina i mali dalla terra? Perché, essendo il male una potenzialità che tutti gli esseri umani hanno – quindi, anche i bambini, i quali non vanno considerati innocenti, ma solo “innocui” fino a quando sono in tenera età (Novi Ligure docet) – la sua eliminazione può avvenire ad una sola condizione: la soppressione dell’intero genere umano.”

IL MIO COMMENTO…

ottimo articolo…e pensiero..direi spiritualità religiosa corretta..mi complimento con te..ho affrontato una vera ricerca in tal senso..e ..a 60anni di Cristianesimo vissuto… ti dico che quello che tu affermi è la Verità del Dio di Gesù e la Verità dell’Uomo..che è stato creato “libero” anzi ” indirizzato” a sperimentare sia il “bene” che “il “male”.. al fine di” emergere” dalla sua natura …puramente animale ” scimmia” ,incapace di “compiere il “male” ma “ugualmente “incapace” DI “COMPIERE” il “bene” …………il peccato “originale” è la più grande menzogna del pensiero umano… elaborato..”dai soliti “furbetti religiosi del quartierino”
(tutte le religioni che l’uomo si è creato..)il cristianesimo..è un’altra “cosa” ..è la Spiritualità..del Dio “rivelato” da “Rabbi Gesù” in contrasto con la “Religione ebraica”
..l’uomo ha iniziato a vivere come Figlio di Dio..solo nel momento che ..non.. tentato dal serpente..bensi..indirizzato.. dalla “ragione”.. ha iniziato a agire secondo le sue…esigenze..le esigenze primarie ..del suo “Essere..animale..poi..di ..Uomo..e.in futuro..Figlio di Dio..

 

 

YAHKVE’ (DIO).. era una Persona ….seria..   Leave a comment


e non si faceva..”prendere ” ..per il culo…

“neanche” ..dal “suo popolo eletto”..

una banda di sofferenti-disgraziati…usciti dalla schiavitù…

secondo una antico ” mishna’ “.. ( riflessione..esegesi..biblica.ebrea)..

Egli.. non ” aperse ” il Mar Rosso….

quando Mosè..mose-1.jpg       toccò con il suo bastone ..”le acque”..

ma..solo..”quando” ..il “primo “credente” israelita..

mose-2.jpg 

si buttò …nelle acque del mare..

avvisati..!!!!!

 se “chiedete” ..miracoli …d’illuminazione..

a  suo figlio Gesù..

dovete “prima” buttarvi..con la “vostra vita”..

a “compiere” ..i suoi “insegnamenti”..

chiaro!!!!! ????

se poi domandate di cosa si tratta..presto detto…

cominciate ad amare.. come lui ha  insegnato..

amate come ha dimostrato di amare..il buon samaritano..

un “religioso”..diverso..dal culto..”religioso”..del Dio..del “Tempio” d’Israele..

MONKEY BONOBO CURRICULUM VITAE (cercate di leggerlo tutto)   2 comments


bonobos-sexual.jpg      (ADAM and EVE)

 

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bonobo.jpg       face1.jpg

 

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  (EVA che coglie la Mela)

    twycross_babies_bonobo_313×470.jpg     bonobo_eyes.jpg    bonobo_nb07.jpg

l’intelligenza delle scimmie

(io e lei..quando eravamo fidanzati..lo facevamo anche in macchina)

Questo è il giorno delle nozze…

 

 

dopo circa 15 anni (a forza di mangiare la solita minestra…

 

 

 

mi presento..Andrea..sessant’anni..alcune informazioni su di me…

l’educazione e la religione che ho ricevuto è il cattolicesimo..

sono sempre stato animato da un atteggiamento sincero,sia pur limitato,di  ricerca della verità delle cose….nei limiti del  mio tempo libero..soddisfatti  cioè..i necessari  doveri verso la  mia famiglia e le conseguenti necessità sussistenziali..

ho cercato di  “vivere ”  l’insegnamento evangelico non solo a parole ma..nei fatti..

questa è stata la mia comunione con lui..

mangiare il suo spirito e bere la sua vita..

direi che sono stato ricompensato..perchè..nonostante le grandi tragedie della mia vita..sono ancora vivo ed ho un cuore sensibile alla sofferenza della gente ..come anche alla gioia ; mi sento “cittadino del mondo”

[loghion 63vangelo di Tommaso..Gesù disse: beato l’uomo che ha sofferto:egli ha trovato la vita] 

curriculum lavorativo: 4 anni come perito chimico in tintura delle fibre tessili.. 18 anni commerciante di acque minerali…. 12 anni operaio presso industria metalmeccanica..(sostanzialmente..una carriera ..TRAGICA)

curriculum spirituale :ritengo,attualmente, di essere animato da una  spiritualità ..gnostico-pneumatica ,per comprendermi

Vi rimando a questo video   “la Verità esiste fin dal principio ed è seminata ovunque; molti la vedono..ma pochi la raccolgono..”

letture che mi hanno formato:

Vangeli..studio biblico..(11 anni)..scritti di don Lorenzo Milani..(sono stato colpito dalla sua “lettera ad una professoressa”,ed il giudizio morale che egli   ne dà..”queste persone agiscono cosi perche hanno “una coscienza non correttamente formata” lo lessi a 20 anni…

libri di Erich Fromm. Ve li consiglio tutti,in particolare Fuga dalla Liberta’.

Fromm  è stato un grande psicologo ,amante dell’essere umano e ,per questo, un Profeta..

il  vangelo di Tommaso (link)..il libro di  Karlheinz  Deschner (link)

la figura del re Costantino, e l’effetto negativo che ebbe sulla chiesa nascente.(link)

ricerche effettuate :

articoli e video relativi all’attentato dell’11 Settembre 2001 (link)-

storia degli Stati uniti d’America secondo gli studi di Noam  Chomsky  altre ricerche.che mi ricordi..niente..

  

opinioni personali : annovero le più significative..

LA Bibbia è l’evoluzione spirituale di un popolo, è il  DNA della spiritualità occidentale

ma la figura del Cristo è qualcosa che la trascende..e che ritorna al Principio..

[loghion 57- ]

I discepoli gli dissero: – Ventiquattro profeti hanno parlato in Israele, ed essi tutti hanno parlato di te. Ed egli disse: – Voi avete dimenticato Colui che è vivo davanti a voi e avete parlato di morti!]

Sulla chiesa cattolica e cristiana in generale.. ritengo  sia regredita al sacerdozio farisaico e quindi..

[loghion 109.) Gesù disse: – Guai ai farisei! Perché essi sono simili a un cane sdraiato nella mangiatoia dei buoi, il quale né mangia lui né lascia mangiare i buoi]

Sostanzialmente il Cristianesimo è raccolto in una sola parabola..

quella del buon samaritano..

non era un credente ma agiva secondo la sua innata bontà.

1)  ritengo che il racconto del Paradiso terrestre .. sia un mito religioso..

cosa penso in proposito :

Adamo ed Eva (il peccato originale)

 

per i riferimenti religiosi sull’argomento,rimando alla lettura della Genesi(link )

per i riferimenti scientifici..rimando ad un articolo sulle scimmie Bonobo (link)

2) Ritengo che l’uomo moderno debba riappropiarsi sia della sua naturale corporeità, troppo spesso ritenuta negativa e peccaminosa; come pure deve riappropiarsi della semplicità e delle sue naturali emozioni..passioni positive,come direbbe Fromm ed abbandonare le sue passioni negative ;

quando l’uomo diventa solo mente è a rischio il suo equilibrio psichico ed è facile generare guerra odio potere.

 

 

 

 

Ho finito le mie argomentazioni..sono talmente romantico che nel vederli..

mi sono venute le lacrime agli occhi…ed  ho avvertito una rinnovata speranza nella vita…

 

Riguardo alla situazione attuale dell’umanità…    sarò un pò meno prolisso..

leggete cosa  raccontava  G.W.Bush per giustificare l’attacco all’Afghanistan e all’Iraq,(

l’articolo è in inglese ma basta fare una traduzione pagina con Google (primo)  

e domandatevi in che mano sono i nostri destini

conclusioni personali…se dovessimo  ricominciare da capo..prendiamo esempio dai  BONOBO

e ricordiamoci del motto dei figli dei fiori ” MAKE LOVE,NOT WAR”

 

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