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Ancient sex in China…   Leave a comment


Shunga*Erotic Japanese Art*Nostalgia*Lei Qiang

Chinese Traditional Erhu Music
Shunga is a Japanese term for erotic art…
Most shunga are a type of ukiyo-e, usually produced in woodblock print format in the 18th and 19th centuries…
The ukiyo-e movement as a whole sought to express an idealization of contemporary urban life and appeal to the new chōnin class… Following the aesthetics of everyday life, Edo period shunga varied widely in its depictions of sexuality…
As a subset of ukiyo-e it was enjoyed by all social groups in the Edo period, despite being out of favor with the shogunate…
Almost all ukiyo-e artists made shunga at some point in their careers, and it did not detract from their prestige as artists…
This is a series of contemporary shunga titled “Cherry Blossom Shunga…”
These shunga are “copies from ancient woodblock prints of famous Japanese artists, with a free choice of colors, scenery and namely, textures in kimonos, always with gold leaf applications…
Carefully painted, with attention to details and lines, to the expressions of faces, to the harmony in the picture…

 

 

 

BBC Shunga Japanese Love and art Documentary Education Kama sutra in Japan Documentary 2016

 

 

Shunga of China

 

 

 

 

Shigenobu Yanagawa. Playing in heaven

TANTRA, L’ESPANSIONE…   Leave a comment


Garden Love ASD - Tantra Garden

 

“Se tutto proviene da dio (o dalla dea), allora che senso ha distinguere tra bene e male, tra puro ed impuro, tra giusto e sbagliato, tra sacro e profano …

In definitiva, tutto ciò che accade va bene, anzi, attraverso la Conoscenza del Serpente, della nostra origine divina e dell’unione tra coscienza (shiva) ed energia (shakty), tutto ciò che accade è perfetto.”   

(aniram)

“Tantra” deriva dalla radice “tan” che significa espansione, vastità, totalità. La medesima parola è usata anche per definire la trama del tessuto.

Trasmesso da numerose linee di tradizione, di cui alcune trovano origine cinque o seimila anni fa nella valle dell’Indo, il tantra è una via non-duale giunta al suo apogeo tra il VII ed il XIII sec. nel regno dell’Oddyana, nel vicino Kashmir e nell’Assam, posto agli antipodi della catena himalayana.

Appunto dall’Oddyana, nell’VIII sec., Padmasambhava introdusse il tantra in Tibet, mentre nello stesso periodo, esso si diffondeva in tutta l’India, nel Nepal e persino in Cina, Giappone ed Indonesia.

Questa via mistica ha segnato in profondità il buddhismo e l’induismo pur interamente conservando le proprie caratteristiche shivaite.

La mia maestra, la yogini kashmira Lalita Devi, appartiene alla linea Pratyabhijna -“riconoscimento spontaneo” – che, unita alla linea Spanda – “fremito, vibrazione interiore” – , rappresenta la via tantrica più spoglia e pura poichè si rivolge direttamente all’essenza originale dell’essere.

Il lavoro dello yoga kashmiro verte sul riconoscimento spontaneo della nostra essenza divina o assoluta, che si traduce nel fremito interiore della non-dualità.
Questo percorso, chiamato anche Sahajiya o via del risveglio spontaneo, è descritto nel Vijnanabhairava tantra, il più antico testo sullo yoga che ci sia pervenuto.

E’ una ricerca totalmente imperniata sul concetto che non vi sia nulla da aggiungere o da eliminare nell’essere, poiché soltanto la libera manifestazione della sua umanità è Coscienza. Il tantrismo è l’ascesa laica per eccellenza, situato al di là del dogma, delle credenze, della religiosità, dei precetti morali e completamente integrato alla realtà quotidiana.

Garden Love ASD - Tantra Garden

 

È una via femminile e sferica che include tutti gli esseri e riconosce pienamente la potenza della donna.

È una via di ritorno alla fonte originaria, all’essere embrionale che contiene il “Tutto”.

(tratto da “Tantra la Spontaneità dell’Estasi” – Daniel Odier)


“Quando la mano di un uomo, tocca veramente la mano di una donna, allora, entrambi toccano il cuore dell’eternità”.

(Khalil Gibran)

 

Khalil Gibran www. tantra-garden

 

 

Come l’acqua che continuamente scorre o la fiamma che danza senza sosta, così l’uomo si rappresenta la vibrazione vitale del cosmo che avverte anche dentro sé, la pulsazione originaria che segna l’incedere dell’esistenza. Identificando questa forza, ecco che ad essa viene fornita una nuova immagine ed un nuovo nome. L’India infatti raggruppa questi concetti nella figura archetipica del serpente. Il medesimo serpente che in occidente è presentato come il “tentatore”, in oriente è adorato come veicolo della divinità. Dobbiamo chiederci il perché. Il tentatore, in Genesi, mostra un “potere ignoto”, rende noto un potenziale sconosciuto, tutto da sfruttare, che si presenta come ciò che è realizzabile. Nella fisiologia del corpo sottile e nello Yoga tantrico, il serpente simboleggia la forza vitale, la potenza generativa presente in ogni soggetto, nota come “Kundalini”, letteralmente “colei che è avvolta”. Arrotolata in spire al fondo della colonna vertebrale, in prossimità del coccige (comunemente noto, non a caso, come “osso sacro”), Kundalini è l’immagine, interpretata positivamente, dello stesso “tentatore” della Genesi biblica. Il nome è espresso al femminile perché rappresenta la “potenza” o “energia” (“Shakti” in sanscrito) che crea e sostiene la vita stessa.
Da un punto di vista psicologico, Kundalini è la possibilità di diventare qualcosa di diverso, di superiore rispetto a ciò che si è. Da un punto di vista fisiologico invece è il potere generativo, che si scatena nell’impeto dell’orgasmo. Se liberata verso il basso, la potenza del serpente scatena il processo di eiaculazione, la possibilità di fecondare, e generare un figlio. Se condotta verso l’alto, verso la sommità del capo, la stessa forza innesca la capacità di trasformare se stessi, ed è responsabile dell’illuminazione. Esiste quindi un parallelismo tra la generazione di un nuova vita ed il processo ascetico di auto-realizzazione. L’oriente dei Tantra e del Tao cinese insiste su una nota tecnica di ritenzione e canalizzazione della forza orgasmica verso il cervello. E’ questa tecnica ad assicurare il “risveglio” della divinità sopita in ogni soggetto, a realizzare la fusione tra umano e divino. (da “CRUX CHRISTI SERPENTIS”, ediz. Atanor)

 

Ogni persona..(maschio o femmina)è una miscela personale..di “genere” e “sesso”.   Leave a comment


 

Io, uomo, sono vittima della cultura patriarcale

Il genere è una costruzione culturale

 

Ciao Eretica.
Sono un ragazzo di 21 anni e volevo dire la mia opinione sul sessismo che anche noi uomini subiamo, più o meno consapevolmente.
Inizio col dire che fin da piccolo sono stato educato dai miei genitori a vivere seguendo le mie personali inclinazioni, senza stereotipi di genere o ruoli prestabiliti e questo anche perché ho avuto sempre come esempio quotidiano i miei genitori, i quali dei ruoli di genere imposti dalla cultura e società dominanti se ne sono sempre fregati, e anzi li hanno sempre invertiti.

Ho sempre avuto il loro esempio dal quale ho imparato che non deve per forza esser l’uomo a portare i pantaloni, essere forte, far i lavori “fai da te”, usare un martello o un trapano. Cosi come non è prerogativa della donna cucinare, fare il bucato, stendere, lasciar trasmettere le proprie emozioni. Fortunatamente ho avuto, fin da piccolo, l’esperienza di ciò che per me è parita dei sessi e anti sessismo; mio padre stava in cucina perché amava cucinare mentre mia madre aggiustava sedie rotte, mobili, costruiva mensole, e altri lavoretti ” da maschi”. E sia io sia mia sorella abbiamo imparato che non esiste nessun mestiere da uomo o da donna imposto per natura biologica.

Questo loro modo di fare si è riflesso durante l’infanzia anche nella questione ludica. Infatti non mi hanno mai proibito e tantomeno si sono sentiti disonorati a vedermi giocare con le bambole inseme a mia sorella, e tantomeno si opposero il giorno in cui al mercato del paese vidi una bambolina gialla di cui mi innamorati e chiesi di comprarmela. Nessun problema, nessuna vergogna. Anche se mia nonna paterna accuso in quella situazione di “crescermi con idee sbagliate” e ponendole la fatidica domanda: “e se poi diventa gay?”.
No nonna non sono diventato omosessuale, non è stata una bambola a influenzare il mio orientamento sessuale. Cosi come né mio padre né mia madre si scandalizzarono o vergognarono quando da piccolo il mio cartone animati preferito era Heidi e non uno con supereroi o mostri tipicamente ” per i maschi”.
Tralasciando questi aneddoti, voglio concentrarmi sugli stereotipi maschili che ogni giorno mi trovo ad affrontare.

Il primo esempio che mi viene in mente è la patente. Ho 21 anni come già detto e a differenza di tutti i ragazzi maschi che ho conosciuto nella mia vita che non vedevano l’ora di compiere i 18 per conseguire la patente, a me guidare non è mai piaciuto, non vedevo il prendere la patente come un traguardo importante nella mia vita. Infatti, nonostante questa mia avversione verso la guida, le macchine, da quasi un anno ho preso anche io la patente, anche se da quel momento ho smesso di guidare, un po’ perché non mi piace e in parte perché, senza vergogna lo ammetto, non sono bravo, non sono capace, non so guidare. E per un maschio questa, ad occhi di molti, è una colpa inammissibile. Mi sento spesso criticare da amici, parenti, genitori della mia ragazza per il fatto che non guido, che non mi piacciono le macchine, e mi sento spesso dire “ma sei un uomo, ai maschi deve per forza piacer guidare. I maschi sono portati per natura a saper guidare”. Ma personalmente, oltre a dar fastidio l’ignoranza che traspare da certi commenti plasmati dalla cultura maschilista, riesco a fregarmene perché son fermamente convinto che non si vede un uomo dalla macchina che possiede o dal fatto che sappia o non sappia guidare.

E non provo nemmeno vergogna ad andare in macchina con la mia ragazza, a far guidare lei che ama guidare, a scendere dal lato passeggeri che solitamente è destinato alla donna perché “il posto dell’uomo è al volante”. Non me ne frega nulla di certi stereotipi, come ho imparato dai miei genitori, in famiglia e nei rapporti con mia sorella non esistono cose da uomini e cose da donne. Quindi come nessuno accusa la mia ragazza di non essere una ” vera donna” solo perché non sa cucinare, cosa di cui mi occupo io nella nostra relazione perché come mio padre amo cucinare, vorrei che nessuno accusasse me di non essere un “vero uomo” solamente perché non so e non mi piace guidare.

Questo è solamente uno dei tanti stereotipi che in quanto maschio subisco ogni giorno, ma ce ne sono altri come per esempio il fatto che non ho il desiderio preconfezionato di avere una carriera che mi faccia guadagnare molti soldi, perché anche questo personalmente lo trovo uno stereotipo maschilista che impone all’uomo di lavorare, raggiungere ruoli di prestigio e potere e portare a casa tanti soldi. E invece non è così, io in quanto uomo non sono determinato per natura a compiere certi step prefissati.

Concludo dicendo che certamente ho divagato, ma questo che ho scritto è stato solamente un esempio per dimostrare che tra le vittime della cultura maschilista e patriarcale ci siamo anche noi uomini che non accettiamo stereotipi sessisti e determinismo biologico applicato alla società.

https://abbattoimuri.wordpress.com/2016/06/13/io-uomo-sono-vittima-della-cultura-patriarcale/

Cortometraggio: “Vestido nuevo” [Il vestito nuovo] (Spagna 2007)
 
Vestido nuovo
Un bambino della scuola elementare sceglie di vestirsi in modo diverso. Patrocinato dal Ministero della Cultura spagnolo.
http://buzzintercultura.blogspot.it/2008/11/il-vestito-nuovo-1-parte-di-2.html

Bambini che preferiscono le bambole

È normale che mio figlio Gigio di otto anni preferisca creare vestiti per le bambole invece che fare giochi più consoni al suo sesso? –Ettore

I nostri figli. Presi dalla fatica delle notti insonni, delle poppate, del dentino, o inebriati dalla tenerezza del primo sorriso, dal miracolo dei primi passi e dalla dolcezza dei loro baci, spesso noi genitori tendiamo a dimenticare un aspetto non irrilevante: i nostri figli sono persone. Piccole, informi, in divenire, certo, ma già infinite come l’universo di emozioni che hanno dentro. E in quell’immenso cosmo di caratteristiche che si trova in ognuno di noi, e che determina poi la totale unicità dell’esperienza di ogni individuo, per fortuna non c’è proprio nulla di normale.

Perché tutto è eccezione ed eccezionalità. A otto anni, Gigio sta già preparandosi a diventare la persona che sarà, e tu hai due alternative: lasciarlo libero di essere e fare ciò che desidera, oppure impedirglielo. Fossi in te, me ne fregherei di cosa è consono al suo sesso e mi metterei seduto a creare vestiti per le bambole insieme a lui. E gli direi che è bravissimo e lo aiuterei a imparare a farli ancora meglio.

Perché, che poi si riveli il nuovo Valentino o che invece la sua passione per le bambole sia spazzata via da quella per i videogiochi, quello che gli resterà dentro sarà la sensazione dolcissima di sapere che il suo papà gli vuole bene così com’è, e che, nonostante quello che dicono gli altri, lui è dalla sua parte. E questa è l’unica cosa normale che deve fare un genitore per il suo bambino.

Questa rubrica è stata pubblicata il 24 giugno 2016 a pagina 12 di Internazionale con il tiotlo “Giochi in libertà”. Compra questo numero | Abbonati

Vivere una nuova sessualità…il Tantra   Leave a comment


Pratica spirituale basata sull’energia sessuale, il tantra può scatenare una vera e propria rivoluzione erotica. Pensi che ciò sia a esclusivo appannaggio degli esperti? E se alla fine fosse più semplice di quanto non si creda? In questa filosofia, l’atto sessuale non è al primo posto. Vengono ricercate piuttosto la scoperta dei sensi e l’intensificazione del desiderio. Un programma erotico tutto da scoprire…

1. La preparazione al tantra

2. Approfondire l’intimità

3. Sincronizzare il ritmo

4. Sbloccare l’energia

5. Il maithuna nella pratica Il tantra in 5 mosse

La sessualità costituisce soltanto uno dei mezzi utilizzati per raggiungere tale risveglio e l’atto sessuale, chiamato “maithuna”, non è una corsa all’orgasmo, ma un modo per fare crescere l’energia sessuale (kundalini). Quando i rapporti sessuali diventano più rari, perché il desiderio scema nella coppia, il tantra offre nuove vie per far sì che il corpo e il cuore tornino a entusiasmarsi.

Originaria dell’India, e con alle spalle più di 40 secoli di storia, questa filosofia usa l’amore carnale in una prospettiva spirituale, aprendo la strada a una sessualità diversa. “Al di là del tradizionale movimento di va e vieni. Mentre noi focalizziamo la nostra attenzione sugli organi genitali, il tantra fa vibrare il corpo nella sua globalità”, spiega Diane Bellego, psicoterapeuta, specializzata in tantra. Fondata su una nuova intimità, sulla recettività e sulla gioia, questa pratica può essere una chiave meravigliosa di pienezza sessuale.

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1. La preparazione al tantra
Il tantrismo considera la sessualità come una forma di meditazione in cui ciascuno dei partner impara a vivere un sentimento di unità profonda con se stesso e con l’altro. Per giungere a questo stato, è indispensabile una preparazione spirituale e corporea. L’obiettivo primario è prendere coscienza dell’attimo presente. Per questo è necessaria un’esplorazione sensoriale.

Se vuoi praticare il tantrismo, ritorna all’essenziale! Concediti qualche minuto di meditazione, al mattino e alla sera, all’alba e al tramonto del sole. A questo scopo, alcune lezioni di yoga ti faranno davvero un gran bene. Ritagliati momenti di relax in campagna o nei boschi. Pensa a respirare molto forte, e renditi sensibile agli odori che si sprigionano dalla terra e dagli alberi. Crea un’atmosfera inebriante: l’utilizzo di incensi, di candele, di oli essenziali alla lavanda e di patchouli crea un’atmosfera favorevole allo sviluppo dei sensi e al rilassamento. L’olfatto deve essere fortemente sollecitato.

Purifica il tuo corpo: bevi del tè di damiana, erba afrodisiaca e rilassante. Prima di tutto depura il tuo corpo con dei peeling ed evita qualunque profumo nelle ore che precedono il maithuna. Mangia molta frutta fresca e verdura. Fai regolarmente esercizi per il perineo. Per l’uomo, la contrazione del perineo presenta il vantaggio di bloccare l’eiaculazione. Per la donna, tali esercizi permettono di migliorare la circolazione sanguigna nella zona genitale e, quindi, di amplificare le sensazioni.

2. Approfondire l’intimità
“Quando faccio l’amore, sono concentrata sul mio partner, impegnata a condurlo all’orgasmo e mi dimentico di me stessa”, confida Emanuela, 31 anni. La filosofia tantrica mira piuttosto all’ascolto di sé, per successivamente gustare l’estasi a due, al fine di creare una reale intimità nella coppia, chiave di una buona intesa sessuale. “Essere a contatto con se stessi permette di essere presenti in rapporto alla propria persona e, quindi, all’altro”, chiarisce Bhagvati Granier, insegnante di tantra.

Per arrivarci, punta sulla respirazione, uno strumento caro al tantra. In primo luogo, concentra l’attenzione sul tuo respiro, dopodiché cerca di accordare la respirazione a quella del tuo partner. Profonda inspirazione, grande espirazione…

Il lavoro sul respiro permette di abbandonare la propria condizione mentale e i pensieri parassiti, per infine ritornare al corpo, sacro, divino, centro dei nostri trastulli e della nostra intimità.

3. Sincronizzare il ritmo
Per raggiungere il piacere, la donna ha bisogno di più tempo e di lentezza! Non è più un segreto, eppure l’argomento continua a essere di attualità, tanto le abitudini sono dure a morire. “L’incontro con l’altro è ancora basato perlopiù sugli organi genitali, in una tensione unicamente sessuale”, spiega Bhagvati Granier. Il suo suggerimento? “Rallenta per sentire, punta su una maggiore ricettività”. La chiave: prediligere il principio femminile.

Nella filosofia tantrica, Shakti, l’energia femminile, è all’origine della creazione ed è dunque alla donna, alla dea, che spetta l’iniziativa nella danza dell’amore. Ascoltando il proprio desiderio, è lei che impartisce il ritmo, i movimenti sono più sottili. “L’uomo non è passivo, ma abbandona il suo atteggiamento essenzialmente attivo che gli viene proposto dalla sessualità occidentale”, aggiunge Diane Bellego. Liberato dalla gravosa responsabilità di dover far godere la propria partner, può permettersi di essere ricettivo. E i giochi amorosi si protraggono inevitabilmente per un tempo più lungo.

4. Sbloccare l’energia
Per mantenere viva la fiamma e lottare contro l’erosione del desiderio, i tantrici consigliano nuove abitudini amorose per una gioia e una vitalità maggiori. “Quando questi due elementi non sono presenti, c’è da scommettere che l’energia non circoli, imbrigliando la nostra sessualità e, con essa, una reale disponibilità nei confronti del piacere”, lamenta Bhagvati Granier.

Spiegazioni: localizzata nel bacino, la nostra energia sessuale, o Kundalini, è spesso bloccata, a causa della vita sedentaria che conduciamo e dei nostri tabù. Per cominciare, alcuni semplici esercizi che riguardano il movimento basculante del bacino possono liberare questa energia che, una volta disponibile, può circolare liberamente. Il corpo è allora collegato all’anima, e il tantra mette in atto la propria alchimia: l’unione sessuale va al di là della ricerca del piacere, diventa la fusione di Shakti, il principio femminile, e Shiva, il principio maschile.

5. Il maithuna nella pratica
Innanzitutto, è importante tenere a mente che lo scopo del tantrismo non è l’orgasmo, bensì il benessere, lo sviluppo dei sensi, la comunione con l’altro e con se stessi. Essenziali sono la pazienza e il disinteresse che permettono di raggiungere l’estasi! E, anche se la creatività non è esclusa, è bene seguire alcuni consigli:

• il maithuna inizia con il risveglio del piacere del gusto. Ciascuno dei due partner deve fare mangiare l’altro. Cominciate a respirare dolcemente e profondamente

• successivamente iniziate ad abbracciarvi e ad accarezzarvi a fior di labbra e spogliatevi reciprocamente, senza smettere di toccarvi

• una volta nudi, i massaggi devono partire dalla parte inferiore delle gambe verso l’alto. Potete utilizzare le dita, Il palmo delle mani, le labbra e la lingua. Il massaggio e le carezze devono essere interminabili… E non cercate di procurare un orgasmo! Lasciatevi semplicemente trasportare dal piacere

• se vi è penetrazione, i partner sono invitati a rallentare l’arrivo dell’orgasmo. Per gli uomini, ciò avviene tramite una scoperta dell’orgasmo senza eiaculazione e, per le donne, tramite il controllo delle contrazioni dell’utero. Durante un rapporto sessuale normale, l’uomo e la donna hanno numerose contrazioni. Bisogna imparare a dominarle e quindi a rallentarle. Dopo 2 o 3 contrazioni, pensa a rilassarti respirando profondamente per fare durare le tensioni, senza soccombervi. In seguito, durante il maithuna, la coppia passa dalla sessualità animale a una sessualità alchemica attraverso diverse posizioni.

Nathalie Boucherie
Catherine Maillard

http://sesso.doctissimo.it/piacere-desiderio/scoperta-piacere/tecniche-sesso-tantra.html

Pubblicato 27 giugno 2015 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, estasi, sessualità

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