Archivio per l'etichetta ‘sexuality

cosa è…la pratica sessuale del Pegging   Leave a comment


1. DILAGA IL “PEGGING”, PRATICA SESSUALE IN CUI LA DONNA INDOSSA UNA CINTURA FALLICA E SODOMIZZA L’UOMO. “IL MIO FIDANZATO CHE GEME È IL SUONO PIÙ SEXY DEL MONDO. L’HO SCOPATO AL PUNTO CHE LUI NON SI VERGOGNA DI MOSTRARSI ECCITATO E FEMMINILE”
2. LE PIÙ ARRAPATE SONO LE DONNE CHE, COME NEL SADOMASO, POSSONO RIBALTARE I RUOLI DOMINATORE-DOMINATO: ”MI PIACE CHE MIO MARITO MI SUPPLICHI DI SENTIRE “IL MIO CAZZO””
3. SCRIVE ”COSMOPOLITAN”: ”E’ UN’OPPORTUNITÀ GRANDIOSA, CHE FORTIFICA IL LEGAME PERCHÉ COSTRINGE L’UOMO AD APRIRSI, A RENDERSI VULNERABILE, E LE DONNE A DECIDERE”

Prostata – Punto G maschile

Se ti tocchi l’addome appena sopra il pene sei in corrispondenza della tua prostata, che è li sotto, in profondità, davanti al retto e sotto la vescica, intorno all’uretra come una ciambella.

Di’ ciao alla tua prostata.

Da non confondersi con prostràta, nel senso di sfinita, spremuta dall’amore, come i ragazzi sostengono di aver lasciato la loro compagna.

Prostata – Il piccolo anello di fuoco

La pròstata è quella di cui parlano gli anziani.

Per i tuoi primi 30 anni di vita, la prostata si mantiene in forma, conservando le sue modeste dimensioni e il suo peso giovanile inferiore ai 20 grammi. I medici la paragonano a una castagna. Ma poi, sul finire dei 40, la prostata comincia a crescere, almeno in alcuni di noi. E continua a crescere. E crescere. Ed è il solo organo nel corpo umano che continua a crescere con l’età. A 80 anni, i due terzi di noi hanno la prostata ingrossata.

Probabilmente soffri di prostata ingrossata se:

  • Hai la sensazione di non aver finito, di una minzione incompleta.
  • Noti una riduzione del volume e/ o gocciolamento al termine.
  • Senti il bisogno di urinare frequentemente, anche svegliandoti durante le ore notturne.

Se avverti uno o più di questi sintomi, molto probabilmente soffri di prostata ingrossata.

prostat

 

Gli scienziati non sanno perché. Sanno incredibilmente poco della prostata, a parte il fatto che è uno degli organi genitali interni. Le ragazze non ce l’hanno. La sua funzione principale, con i suoi due accessori a forma di alucce che sono le vescicole seminali, è fornire il fluido di cui si compone il tuo liquido seminale. In quel fluido ci sono lo zucchero che nutre lo sperma, le sostanze alcaline di protezione contro l’acidità della tua uretra e della sua vagina e sostanze che servono a raddensare il liquido in una prima fase e poi a chiarificarlo. Per ulteriori informazioni, vedere Liquido seminale a pagina 58. La sostanza prodotta dalla prostata è importante. Durante l’eiaculazione il tuo corpo scaglia letteralmente i suoi semi contro la cervice femminile. Se lanciasse solo le cellule spermatiche, sarebbe come tirare piume invece che palloni da calcio.

È probabile che la prostata abbia altre funzioni. Gli scienziati non sanno bene quali potrebbero essere, ma il dottor Donald S. Coffey, professore di urologia, oncologia e farmacologia alla johns Hopkins University di Baltimora, azzarda un’ipotesi. “Ecco che cosa penso io: se io fossi un batterio e risalissi l’uretra all’interno del pene, avrei come la sensazione di percorrere il Tunnel sotto la Manica. Io credo che tutti gli orifizi del corpo siano protetti da ghiandole che bloccano le infezioni. La prostata è piena di zinco, che uccide i batteri. Contiene anche gli enzimi chiamati proteasi, che masticano di tutto. Perciò secondo me questo è il suo compito: tenere pulito il sistema”.

L’interesse per questo organo si va lentamente diffondendo anche per un’altra ragione: con i suoi fasci di terminazioni nervose può essere definita il centro del piacere sessuale. In certi ambienti la prostata è stata ribattezzata “punto G maschile” e pare davvero che possa essere il grande centro sessuale ancora inesplorato del maschio umano. Purtroppo questa interessante intuizione è oscurata dalla più vasta reputazione che ha la prostata come fonte di disturbi ed epicentro tumorale con l’avanzare degli anni.

Punto G maschile – Sii orgoglioso di avere la prostata!

Quando succede, ti senti un idiota di prima categoria

prostat

Vai dal medico per un check-up e, visto che hai passato i 40 anni, lui decide di sottoporti a un esame rettale digitale per controllare lo stato della tua prostata. La prostata è una ghiandola grande come una castagna che si trova subito sotto alla tua vescica, alla base del pene, e il suo compito principale è produrre quel fluido lattiginoso che è uno dei componenti principali del liquido seminale. Il suo altro compito principale è rovinarti l’esistenza bloccando il flusso dell’orina (una condizione incredibilmente comune chiamata iperplasia prostatica benigna o IPB) o, nella peggiore delle ipotesi, dare inizio a un processo tumorale.

Infilandosi un guanto e infilando nel tuo retto un dito lubrificato, il medico può palpare il lato posteriore della tua prostata e capire parecchio del suo stato di salute. Ma in questa particolare occasione, quando sei indecorosamente piegato in due con la pancia sul lettino e le gambe divaricate, ecco che ti viene una robusta erezione. Ti sembra di non poterci fare niente. II dito del medito ti fa sentire ogni tanto come se dovessi orinare, ogni tanto come se fossi estremamente eccitato. Cerchi di pensare a terribili incidenti d’auto o a quello scassachiodi del tuo capo, ma è tutto inutile. Il tuo vecchio amico sembra paralizzato in un presentat-arm senza speranza.

Bene, smetti di preoccuparti, perché è probabile che al tuo medico sia già capitato un centinaio di volte.

“Vediamo questa reazione spesso e in genere la ignoriamo”, dice Joseph E. Oesterling, professore e presidente della facoltà di Urologia alla Scuola Medica dell’Università del Michigan e direttore del Michigan Prostate Institu te, entrambi con sede ad Ann Arbor. “È una reazione fisiologica del tutto normale. Non c’è niente di male. Di certo non significa che il paziente sia sessualmente attratto dal medico o che abbia inclinazioni omosessuali”.

Perché succede

Ma allora… che cosa significa?

“Semplicemente che numerosi fasci nervosi passano nei pressi della prostata per arrivare al pene, e che la pressione di quei nervi provoca un effetto piacevole”, risponde il dottor Oesterling. Per molti uomini la prostata è molto erotica.

Nel vistoso fenomeno dell’eccitazione e dell’orgasmo maschile la prostata svolge un ruolo piccolo, ma cruciale. “Tanto per cominciare”, spiega il sessuologo ora in pensione John D. Perry, coautore del best seller Il punto G negli anni Ottanta, “data la sua posizione alla base del pene, la prostata è più o meno la base su cui poggia l’erezione. Quando un uomo spinge e sbatte con il pene (durante il rapporto sessuale) non è per far del male a qualcuno, ma perché il pene turgido trasmette vibrazioni alla prostata con effetti molto piacevoli”.

Anche William H. Masters e Virginia E. Johnsonriferirono del ruolo della prostata nell’orgasmo. Si deve a loro la scoperta che l’orgasmo avviene secondo un abbastanza prevedibile processo a due fasi: emissione ed eiaculazione. Nella fase dell’emissione le varie sostanze che compongono il liquido seminale vengono pompate in una sorta di magazzino di raccolta (chiamato uretra prostatica) in attesa di essere espulse: è un po’ come caricare un’arma da fuoco introducendo una cartuccia nella camera. Per poter sparare il loro proiettile (una sostanza liquida e lattiginosa, ricca di proteine) la prostata, le vescicole seminali e altri organi pompano le sostanze tramite una serie di “contrazioni espulsive a cadenza regolare”. Contemporaneamente, i vasi deferenti scaricano nella stessa camera un certo quantitativo di cellule spermatiche fresche, preparando così il grande Frullato della Vita.

È in questa fase dell’emissione, normalmente di pochi secondi durante i quali la prostata si contrae spasmodicamente, che gli uomini sperimentano una delle sensazioni più dolci della loro vita da maschio: quel momento che i sessuologi definiscono dell’inevitabilità eiaculatoria, il cosiddetto punto di non ritorno: quando senti che stai per venire e non c’è forza in cielo o in terra che ti possa fermare. Il dottor W.H. Masters, che non era tipo da tirarsi indietro, verificò empiricamente questi eventi tenendo un dito dentro il retto di alcuni uomini nel momento del loro orgasmo. Riferì che negli uomini giovani poteva avvertire chiaramente le contrazioni ritmiche della prostata (non le sentiva in uomini di età superiore ai 60 anni).

Nella seconda fase dell’orgasmo maschile, durante l’ eiaculazione, un muscolo sfintere si chiude per impedire al liquido seminale di riversarsi nella vescica. Poi una serie di contrazioni muscolari spinge lo sperma su per l’uretra e fuori del pene, in cerca di gloria.

Che cosa hanno in comune i sessi

Il potenziale erotico della prostata è una scoperta che si è ripetuta nel corso della storia. Uno che ha risposto al nostro sondaggio ha scritto: “Gli uomini a cavallo del secolo conoscevano il valore del massaggio alla prostata. Esisteva in commercio uno strumento d’acciaio con cui la moglie poteva massaggiare manualmente la prostata del marito nel corso del rapporto sessuale”.

Durante la seconda guerra mondiale, ai fanti e ai marinai che per mesi o per anni non erano stati con una donna, gli infermieri praticavano massaggi alla prostata come trattamento della “congestione pelvica” (insopportabile desiderio fisico), spiega il dottor Perry.

II dottor Perry e le sue colleghe Beverly Whipple e Alice K. Ladas osservano nel loro libro che la prostata maschile e il punto G femminile (una zona erogena grande quanto una monetina situata nella parete superiore della vagina) hanno molto in comune, poiché hanno origine dallo stesso tessuto embrionale. Entrambi producono un eiaculato (in tutti gli uomini e in alcune donne) ed entrambi sono, sostengono, altamente erotici. Se stimolati, provocano spesso la sensazione di aver bisogno di orinare. Si trovano più o meno nello stesso posto. Entrambi si raggiungono più facilmente per la stessa via: dalla porta posteriore. La maggior parte delle donne che reagiscono alla stimolazione del punto G riferisce che il miglior modo perché un uomo lo raggiunga è con un rapporto coitale da dietro. Analogamente, nota il dottor Perry, nei rapporti omosessuali maschili la penetrazione anale consente al soggetto passivo di provare piacere dalla stimolazione diretta della prostata da parte del pene.

Esercizi per la prostata

Ci sono esercizi naturali che vanno a stimolare e rinforzare proprio i muscoli che circondano la prostata. Non fare quella faccia, non si tratta di una stimolazione diretta: stai tranquillo insomma, non si tratta di violare il tuo sacro didietro! Gli esercizi prevedono una stimolazione esterna e hanno la duplice funzione di aumentare la sensibilità al piacere sessuale emigliorare la qualità e la durata dell’orgasmo. Inoltre, assicurano una buona salute alla prostata, diminuendo notevolmente i rischi di malattie come Iperplasia Prostatica Benigna, incontinenza, rischi tumorali e altre patologie che possono svilupparsi specie con l’avanzare degli anni.

Non bisogna pensare che questo tipo di esercizi sia totalmente sconosciuto alla medicina. I primi esercizi naturali, seppur molto approssimativi, furono scoperti addirittura negli anni ’50 e furono impiegati per guarire l’incontinenza urinaria: questo perchè gli esercizi stimolano e rinforzano i muscoli che circondano la vescica e la prostata.

Lo stesso tipo di esercizi, impiegato in modo costante per pochi minuti al giorno, è in grado di risolvere i comuni problemi di incontinenza urinaria che insorgono con l’avanzare dell’età e il conseguente ingrossamento della prostata.

Inoltre, questi esercizi servono anche a migliorare sensibilmente il piacere sessuale, la durata e la qualità dell’orgasmo: la qualità e la quantità dei tuoi rapporti sessuali comincerà ad aumentare dopo poche sedute di esercizi !

Cosa posso ottenere da questi esercizi?

  • Miglioramento del piacere sessuale.
  • Miglioramento della sensazione e della durata dell’orgasmo.
  • Miglioramento della libido e del desiderio.

PROSTATA FEMMINILE 

L’eiaculazione femminile è stato per anni un argomento molto dibattuto, per approvarne solo da poco tempo l’esistenza. Considerando che dopo un rapporto sessuale la donna arriva all’orgasmo, possiamo dire che l’eiaculazione femminile consiste nel liquido espulso dall’uretra, e precisamente dal punto G che, stimolato, favorisce la secrezione delle ghiandole di Skene. Poiché nel punto G si rileva la presenza di tessuto prostatico , si parla di “prostata femminile“, e il liquido espulso è del tutto simile a quello maschile ma molto diverso dall’urina, anche se lo si può confondere dato che fuoriesce anch’esso dall’uretra.

Natura e conoscenza dell’eiaculazione femminile

Per molto tempo i medici hanno ignorato l’esistenza dell’eiaculazione femminile, fino a quando negli anni ottanta un medico pubblicò un testo dove parlava degli effetti benefici del cosiddetto punto G sulla salute delle donne. Nessuno ha mai saputo dare spiegazioni scientifiche a questo fenomeno, e gli studi condotti non ne hanno mai affermato chiaramente l’esistenza. Solo nel 2002 un’equipe di medici di ricerca dell’Aquila ha cercato di dare una spiegazione, affermando che, poiché le ghiandole periuretali sono diverse da donna a donna, il fenomeno dell’eiaculazione femminile è diverso o addirittura non presente per l’assenza delle cosiddette ghiandole. Inoltre afferma che il liquido espulso non è altro che lo svuotamento delle ghiandole che si sono riempite durante il rapporto sessuale, che avviene tramite le contrazioni dei muscoli pelvici.

Componenti del liquido

Da un’analisi effettuata da un gruppo di ricerca nel 1981, si è rilevato che il liquido contiene fruttosio e glucosio, due zuccheri naturali presenti anche nel liquido maschile; un’antigene prostatico specifico che serve a mantenere fluido lo sperma dopo l’eiaculazione, che nella donna viene prodotto dalle ghiandole periuretrali; due componenti chimici dell’urina, creatinina e urea.
Read more at http://salutemedicina.it/sessualita/eiaculazione-femminile-245/#LA4FbfEBywWAETix.99

EIACULAZIONE FEMMINILE O SQUIRTING

Esiste l’eiaculazione femminile, nota anche con il nome di squirting. Esiste nonostante non se ne parli. Esiste nonostante le stesse donne non sappiano di poter eiaculare come accade agli uomini e in quantità maggiore degli uomini. E non è una scoperta dell’ultima ora, ma un dato concreto che riguarda ogni donna e che forse, per questioni legate alla società altamente maschilista in cui viviamo da millenni, si preferisce tenere nascosto e se proprio bisogna parlarne, farlo passare come fatto anomalo o fenomeno da baraccone.

Eppure in Uganda esiste una società matriarcale, i Batoro, che considerano una donna adulta e pronta per il matrimonio solo quando riesce, masturbandosi, a eiaculare bagnando un muro. Le donne anziane insegnano alle giovani come fare “Kachapati” che in lingua Batoro vuol dire proprio “spruzza il muro”.

Gli abitanti di alcune isole dell’Oceano Pacifico del sud, le Trobriand, non solo conoscono l’importanza dei muscoli pelvici e l’esistenza delle ghiandole di Skene, ma giudicano che la donna abbia goduto veramente solo se eiacula.

Ogni donna all’interno della vagina, nella parte anteriore del collo dell’utero, fra esso e la vescica, possiede una sua prostata che prende il nome di Ghiandole di Skene perché formata da tante ghiandole dalla forma vagamente simile ad un corallo, dal tessuto spugnoso, in grado di assorbire liquido che successivamente può essere espletato all’esterno attraverso un condotto. La dimensione delle ghiandole di Skene sono variabili dai 2,5 centimetri fino ai 6 centimetri. Il condotto, anche se vicino al condotto urinario, è una cosa a sé stante e ha un suo orifizio, a volte due, a seconda dell’anatomia della donna.

Punto G

 

Essendo ancora oggi un argomento tabù e sconosciuto, nonostante dell’eiaculazione femminile nella storia  ne parlassero già Aristotele, Galeno, l’anatomista Rinaldo Colombo, molto spesso l’eiaculazione femminile viene confusa con incontinenza urinaria provocando imbarazzo nella donna e un senso di disagio nel partner. Non è così. Le ghiandole di Skene producono un liquido composto in grande quantità di acqua, glucosio, fruttosio, una piccola percentuale di urea e creatinina, e un antigene prostatico specifico. Non contiene ovviamente sperma e il suo colore può variare dal bianco del latte alla trasparenza dell’acqua. Anche la quantità di liquido espulsa può variare da poche gocce fino ad un litro.

Ci sono voci contrastanti sulla possibilità che ogni donna possieda le sue ghiandole di Skene. Io credo che ognuna di noi le abbia, come normalmente ogni donna ha un utero, un clitoride, due seni,  ecc. Direi che probabilmente pur non sapendo nulla delle ghiandole di Skene sia normale possederle, un eccezione non possederle. Solamente che non sono visibili, non se ne parla e per arrivare alla eiaculazione femminile, la donna deve imparare la tecnica, fare pratica. È un atto volontario che può essere deciso. Un atto che porta a conoscere il proprio corpo a fondo e che cambia anche il piacere e l’orgasmo.

Con molta probabilità nel 1950 Ernst Gräfemberg quando parlava del punto G si riferiva alle ghiandole di Skene. Il famoso orgasmo vaginale, che si differenzia da quello clitorideo, è inerente alla prostata femminile, solamente che non può essere definito un semplice punto di cui non si conosce bene l’area interessata. Le ghiandole di Skene infatti sono un’area più ampia di un ipotetico punto G. Non siamo in presenza di un punto, ma di centimetri e soprattutto si conosce perfettamente la sua collocazione.

Ogni donna vive la sua sessualità in modo differente. Lo squirting o eiaculazione femminile viene vissuto in modo diverso da ognuna di noi. Sicuramente non tutte le donne sentiranno la necessità di provare l’eiaculazione femminile.

Però credo sia giusto parlarne. Venirne a conoscenza tralasciando tabù affinché sia la donna ad avere la possibilità di scegliere. Provare e sperimentare. Ognuna di noi è differente e troverà la sua strada. Non c’è un modo, ma diversi modi. Però il punto essenziale è, nel momento in cui si sta raggiungendo l’orgasmo, non contrarsi, ma lasciarsi andare.

Buona eiaculazione.

 

LA PRATICA SESSUALE DEL  PEGGING

Se vi chiedete perché il “pegging” sta avendo così tanto successo tra le lenzuola, potete cercare spiegazioni come al solito su Reddit. Si tratta della pratica sessuale in cui è l’uomo ad essere penetrato analmente da una donna che indossa una cintura fallica. Pegging, ovvero l’arte di dominare il tuo uomo, ma come e perché la donna ci gode?

 

“Il mio fidanzato è molto tranquillo quando mi scopa, ma quando sono io a farlo, geme e gode molto di più”, “E’ tutta questione di reazioni: vederlo così sudato e “vocale” non ha prezzo”, “Adoro questo passaggio, dall’essere dolce e sottomessa all’essere forte e dominante, mi piace mettergli le mani sui fianchi e penetrarlo. E’ un’opportunità grandiosa, che fortifica il legame perché costringe l’uomo ad aprirsi, a rendersi vulnerabile. E’molto bello possedere anche un pene”.

http://www.redtube.com/1142127

E ancora: “Il mio fidanzato che geme è il suono più sexy del mondo. L’ho scopato al punto che lui non si vergogna di mostrarsi eccitato e femminile”,

“Le sue espressioni facciali mi incantano e mi fanno sentire potente”, “il pegging è bizzarro e sensuale: bizzarro perché la società ci insegna che devono essere le donne a mettersi carponi e ad aprire le gambe, sensuale perché l’uomo è eccitato e pronto a stimolare il suo corpo in altri modi”.

 

 

“Con mio marito cambiano totalmente le dinamiche , mi piace che supplichi di sentire “il mio cazzo”. L’idea mi eccita soprattutto mentalmente”, “Quando faccio pegging mi bagno così tanto che mi cola dall’inguine. Sono talmente eccitata che mi basta strofinarmi per avere un orgasmo”.

ESPLICAZIONE DEL TANTRA (EXPLANATION OF TANTRA   Leave a comment


IL SENTIERO DEL TANTRA

(di CONCETTO NAIYRANA CAMMISA)

 

Devi assorbire lo spirito del Tantra

“Mentre fai l’amore non controllarti, entra nel caos, in uno spazio senza alcun controllo. Sarà pauroso, avrai paura, sarà come una specie di morte. La mente ti dirà, “Controllati!” o ancora, “Salta dentro e rimani in controllo, altrimenti cadrai in un abisso!”. Non ascoltare la mente, perditi, abbandonati completamente, e senza alcuna tecnica arriverai ad avere un’esperienza di là dal tempo. Non ci saranno due persone ma una sola: un’unicità. La consapevolezza sarà presente, una passiva e lucida consapevolezza, saprai cosa succede perché sarai totalmente attento. In effetti, tu non sarai lì, ma la consapevolezza sarà presente.
Devi assorbire lo spirito del tantra, non è una tecnica da imparare.”

Osho, This Very Body the Buddha, Vol. 1, Talk #8

Il Tantra ha totale fiducia in te

“La visione tantrica è una delle più grandi visioni mai sognate dall’uomo: una religione senza sacerdoti, senza templi, senza organizzazioni. Una religione che non distrugge l’individuo, ma lo rispetta tremendamente. Una religione che stima l’uomo e la donna, ordinari. Questo tipo di stima va realmente in profondità, il Tantra ha fiducia nel tuo corpo, nessun’altra religione si fida del tuo corpo. Quando una religione non si fida del corpo, crea una divisione tra te e il tuo corpo, ti rende nemico del tuo stesso corpo, inizia a distruggere la saggezza naturale del corpo.
Il Tantra si fida del tuo corpo, dei tuoi sensi, della tua energia. Il Tantra si fida di te – totalmente, non nega nulla, ma trasforma tutto.
Come arrivare ad una visione tantrica? Questa è la mappa che inverte la rotta, ti porta dentro, e va oltre.
La prima cosa è il corpo, il corpo è la tua base, il terreno dove ti sei stabilito. Renderti antagonista verso il tuo corpo ti distrugge, ti rende schizofrenico, miserabile, crea l’inferno. Tu sei il corpo. Ovviamente tu sei molto di più del corpo, ma quello seguirà. Prima di tutto, sei il corpo. Il corpo è la tua realtà di base, quindi non essere mai contro il tuo corpo. Ogni volta che sei contro il tuo corpo, stai andando contro Dio. Ogni volta che non rispetti il tuo corpo perdi il contatto con la realtà, il tuo corpo è il contatto, il ponte. Il corpo è il tuo tempio.
Il Tantra insegna riverenza per il corpo, amore, rispetto, gratitudine. Il corpo è una meraviglia, il più grande di misteri.”

Osho, Tantric Transformation, Talk #7

 

Saraha è il fondatore del Tantra

“Saraha è nato dopo il Budda, circa duecento anni dopo, era in linea diretta con lui, ma in un ramo diverso. Una diramazione si muove da Mahakashyapa a Bodhidharma, e da lì nasce lo Zen – ancora adesso ricco di fioriture. Un’altra diramazione si muove dal Budda a suo figlio, Rahul Bhadra, da Raul Bhadra a Sri Kirti, da Sri Kirti a Saraha, quindi da Saraha verso Nagarjuna – questa diramazione è quella tantrica, e continua a portare frutti in Tibet. Il tantra ha convertito il Tibet e Saraha ha fondato il tantra, proprio come Bodhidharma ha fondato lo zen. Bodhidharma ha conquistato la Cina, la Corea, il Giappone, e Saraha ha conquistato il Tibet.
Questi canti di Saraha sono di una gran bellezza, il fondamento del tantra. Per prima cosa devi comprendere l’attitudine del tantra nei confronti della vita, la visione che il tantra ha della vita. La cosa più importante del tantra è molto radicale, rivoluzionaria, ribelle – la visione basilare è che il mondo non è diviso in ciò che è più basso e ciò che è più alto, ma è un unico elemento, il più basso ed il più alto si danno la mano. Il più alto include il più basso, e viceversa. Il più alto è nascosto nel più basso, e viceversa, quindi il più basso non deve essere denigrato, né condannato, né distrutto o ucciso. Il più basso può essere trasformato, gli deve essere permesso il movimento verso l’alto … solo così può diventare più alto. Non esiste uno spazio vuoto senza collegamenti tra il diavolo e Dio: il diavolo si porta Dio dentro, molto profondamente nel cuore, e una volta che il cuore ha iniziato a funzionare, il diavolo diventa Dio.
Questa è la ragione per cui la radice reale della parola diavolo indica la stessa cosa del divino, deriva dalla parola ‘divino’: è il divino, ma non ancora evoluto, è solo questo.”

Osho, The Tantra Experience, Talk #1

 

Samadhi e sesso sono espressioni della stessa energia

“Il Tao ha il suo tantra. Per prima cosa il Tao non divide mai tra il basso e l’alto, questa è la sua bellezza, nel momento in cui lo fai diventi schizofrenico, nel momento in cui affermi che qualcosa è sacro e qualcosa è profano, ti stai dividendo. Nel momento in cui sostieni che esiste qualcosa di spirituale e qualcosa di materiale, tu sei diviso. Stai tagliando la realtà in due parti. La realtà è una, non esistono materia e spirito. La realtà è una e si esprime in molte forme: in un livello come materiale, in un altro come spirituale. La spiritualità non è più alta e la materialità non è più bassa – stanno allo stesso livello: questa è un’attitudine taoista. La vita è una sola, ha una tremenda unicità e non esistono valutazioni.

La prima cosa nel Tao è quindi l’abbandono della dualità. Il sesso non sta sul gradino più basso e il samadhi su quello più alto. Samadhi e sesso sono ambedue espressioni della stessa energia. Non ci sono lodi sul samadhi e tutto da condannare sul sesso, l’accettazione del Tao è assoluta, totale. Non c’è nulla di sbagliato nel corpo e niente di bello nello spirito – ambedue sono belli. Diavolo e Dio sono una sola cosa nel Tao, buono e cattivo sono insieme nel Tao – è la comprensione più alta non-duale. Non c’è né condanna né preparazione. Preparsi per cosa? Ci si può solo rilassare ed esserci.”

Osho, Tao: The Pathless Path, Vol. 2, Talk #4

 

L’energia sessuale non è altro che energia divina

“Il cristianesimo intende il sesso come una caduta, mentre il tantra vede il sesso come la risposta giusta. Cristianesimo e tantra sono proprio opposti uno verso l’altro. Non solo il cristianesimo, il Giainismo e molte altre religioni sono totalmente contrarie al sesso; la ragione per cui lo avversano è che ha il cinquanta per cento delle possibilità di caduta verso il basso, e questo è pericoloso.

Cercano di farti viaggiare su altri percorsi dove questa percentuale del cinquanta per cento non esiste, ma, matematicamente, è proprio il cinquanta per cento. Veramente la percentuale è del novantanove per cento in quanto il sesso è un’attrazione ed una forza inconscia tale che è difficile restare nella consapevolezza e in meditazione. Sperimentandolo, diventerai inconscio, e se resti inconscio nell’orgasmo, non arrivi da nessuna parte.

Il novantanove per cento della possibilità di caduta avviene attraverso il sesso. Forse hai solo una possibilità su cento di salire verso l’alto, ma il tantra afferma che la percentuale delle cadute può essere ridotta con le giuste tecniche, e che uomini e donne possono essere ben preparati, per cui fare l’amore può diventare un’arte – la più grande delle arti. Conoscendo questa arte puoi avvicinarti con cautela e delicatezza, quindi non diventa un rilassamento temporaneo, un sollievo, ma un sacro culto …
image
Il sesso può darti la risposta ma, se sei diventato molto intellettuale, solo allora il sesso potrà darti la risposta. Su qualsiasi livello intellettuale ti trovi puoi essere invitato alla sessualità e, se ti sei spostato troppo nella mente dovrai cadere verso l’estremo opposto, solo allora gli opposti al tuo interno si incontreranno, facendoti diventare un’unità…

Attraverso un’esperienza del sesso profonda e meditativa, arriverai a sapere che l’energia sessuale non è altro che energia divina. Il sesso è diventato samadhi.”

Osho, The Supreme Doctrine, Talk #14

 

Tantra è la scienza del trasformare semplici amanti in anime gemelle

“In Oriente abbiamo sviluppato una scienza, per cui anche se non troviamo l’anima gemella la possiamo creare. Questa scienza si chiama tantra. Trovare l’anima gemella significa trovare la persona con cui tutti i tuoi sette centri s’incontrano naturalmente. Questo è impossibile. Una volta ogni tanto può succedere, un Krishna e una Radha, uno Shiva ed una Shakti, e quando succede è incredibilmente bello. Ma è come un lampo, non puoi farci affidamento. Se vuoi leggere la Bibbia, non puoi aspettare che arrivi il lampo per poter leggere. Il fulmine è un fenomeno naturale, ma non affidabile.

Se aspetti di incontrare la tua anima gemella, sarebbe come aspettare il fulmine per leggere la Bibbia ma, anche se avviene, non potrai leggerla a lungo. Per un istante sarà presente, e nel momento in cui avrai aperto la Bibbia, sarà scomparso.
Per questo è stato creato il tantra. Il tantra ha un’ approccio scientifico. Il tantra è alchimia; può trasformare i tuoi centri, quelli dell’altro, può creare un ritmo e armonia trà te ed il tuo amato. Questa è la bellezza del tantra, è come portare l’elettricità nella tua casa. Puoi accenderla o spegnerla ogni volta che vuoi. Ne puoi fare migliaia di usi, può rendere la tua stanza più fresca o più calda e questo è un miracolo. Questi sette centri dentro di te non sono altro che centri di elettricità del corpo: quindi, quando parlo di fulmine, non pensare che è solo un simbolo – ma intendilo letteralmente.

Nel tuo corpo, esiste una sottile corrente elettrica, molto sottile. Ma più è sottile, più va in profondità. Non è molto visibile. Gli scienziati dicono che tutta l’elettricità che è nel tuo corpo, se messa insieme, può essere usata per accendere cinque lampadine. Non è molto. Quantitivamente non è molto, quantitivamente l’atomo non è molto, ma qualitativamente… se esplode, ha un’energia tremenda.
Questi sette centri, questi sette chakras di cui lo Yoga e il Tantra hanno parlato nel corso dei secoli, non sono altro che cinque nodi nella corrente elettrica del tuo corpo. Possono essere cambiati; possono essere riorganizzati. Gli si può dare una nuova forma. Due amanti possono essere trasformati cosi profondamente che tutti i loro sette chakra possono iniziare ad incontrarsi.
Tantra è la scienza che trasforma dei semplici amanti in anime gemelle. E questa è la grandezza del Tantra. Può trasformare l’intera terra; può trasformare ogni coppia in anime gemelle.”

Osho, Philosophia Perennis, Vol. 1, Talk #8

 

 

Il Tantra inizia dalle fondamenta

“Il tantra afferma che il sesso è profondo perchè è la vita stessa, ma puoi anche essere interessato al tantra per motivi sbagliati. È meglio non farlo, e sentirai che non è pericoloso: il tantra trasforma la tua vita…
Mi hanno chiesto, “Qual’è la materia centrale e principale del tantra?” La risposta è: sei te! Tu sei la ragione centrale principale del tantra: quello che sei proprio adesso e quello che è nascosto dentro di te e può crescere, quello che sei e quello che puoi diventare. Adesso sei un’unità sessuale e fin quando non lo capirai profondamente non potrai diventare spirito, un’unità spirituale. La sessualità e la spiritualità sono due estremi di una sola energia.
“Il tantra inizia con te così come sei, lo yoga inizia con le possibilità che puoi sviluppare. Lo yoga inizia dalla fine, il tantra dall’inizio. Va bene iniziare dalle fondamenta, va sempre bene iniziare dalle basi, se invece lo scopo finale diventa la base, stai creando miseria non necessaria. Non sei lo scopo, né l’ideale. Devi diventare dio, l’ideale, e sei solo un animale. Quest’animale va su tutte le furie per l’ideale, diventa matto, folle.
Il tantra afferma, dimenticati di dio. Sei animale, afferralo nella sua totalità. In questo tipo di comprensione ciò che è divino in te, emergerà, e se non puoi crescere con quel tipo d’apertura, dimenticati del tantra, non è adatto a te. Gli ideali non potranno espandere all’esterno le tue possibilità, potrà essere d’aiuto solo la conoscenza della realtà. Sei tu il soggetto centrale del tantra, così come sei e puoi diventare, la tua realtà e le tue possibilità sono il soggetto del tantra.

A volte le persone iniziano a reclamare. Comprendendo il tantra, visto che dio non entra nella discussione, né il moksha, la liberazione, né il nirvana, allora che tipo di religione è il tantra? Il tantra afferma qualcosa che ti rende disgustoso, e che non vuoi discutere. Chi vuole discutere del sesso? Ognuno pensa di sapere tutto sul sesso: se puoi riprodurre, pensi di sapere tutto…
Nessuno vuole discutere del sesso ed il sesso è il problema di tutti. Nessuno vuole discutere dell’amore e tutti si sentono sempre dei grandi amanti. Guarda la tua vita! Non c’è altro che odio, ogni cosa che descrivi come amore non è altro che un po’ di rilassamento, un po’ di distrazione dall’odio. Guardati intorno e saprai cosa pensi dell’amore.”

Osho, The Book of Secrets, Talk #32

 

 

 

 

Excition… Infibulazione..una pratica arcaica ed inumana..ancora in uso in molti paesi africani,compreso l’Egitto   1 comment


L’infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell’asportazione della clitoride (escissione della clitoride), delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.
Ha origine esclusivamente culturale, e oggi è adottata e praticata soprattutto in molte società in Africa, nella penisola araba e nel sud-est asiatico.

Le origini delle mutilazioni femminili sono legate a tradizioni dell’antico Egitto (da qui il nome di infibulazione faraonica). Si calcola che in Egitto, nonostante la pratica sia vietata[1], ancora oggi tra l’85% e il 95% delle donne abbia subito l’infibulazione[2].

La Somalia, dove la pratica è diffusa al 98%[2], è stata definita dall’antropologo de Villeneuve le pays des femmes cousues, il paese delle donne cucite[3].

L’infibulazione e l’escissione della clitoride non sono menzionate dal Corano: non è dunque richiesta dall’Islam alcuna forma di manipolazione dei genitali (tra cui l’infibulazione) che rechi danno fisico alla donna. Secondo diversi studiosi non è neppure considerato accettabile nell’Islam che sia limitato il piacere sessuale della donna[4]. L’Islam ortodosso accetta la pratica meno invasiva della sola circoncisione della clitoride seguendo l’unica presunta prescrizione lasciata da Maometto e riportata nel libro degli Hadit.[5]

Di qui il fatto che la giurisprudenza coranica ammette, fra le cause di divorzio, difetti fisici della sposa, come ad esempio una circoncisione mal riuscita[6].
Al contrario, il cosiddetto “padre” del Kenya moderno, Jomo Kenyatta, difese l’infibulazione come una pratica culturale importante.

Sebbene non sia in nessuna sua parte richiesta dal Corano, l’infibulazione è però una pratica che si può riscontrare in alcuni paesi, in tutto o in parte islamici (essenzialmente la parte meridionale dell’Egitto, Sudan, Somalia, Eritrea, Senegal, Guinea), dove viene consigliata come sistema ritenuto utile a mantenere intatta l’illibatezza della donna. In Nigeria l’infibulazione è stata ufficialmente vietata nel giugno 2015.

In Somalia, una donna non infibulata viene considerata impura; pertanto, non riesce a trovare marito e rischia l’allontanamento dalla società[7].

La scrittrice Ayaan Hirsi Ali, somala naturalizzata olandese, è una delle principali attiviste contro le mutilazioni femminili, nonché testimone di come questa pratica sia tipica della società somala: ella stessa fu infibulata all’età di cinque anni, assieme alla sorella di quattro[8].

Nel Cristianesimo, le mutilazioni, anche quelle autoinflitte, sono considerate un peccato contro la santità del corpo e sono quindi proibite. Ma – come per l’Islam – essendo l’infibulazione legata a culture antropologiche tribali precedenti la cristianizzazione, tale pratica si è conservata, soprattutto tra i copti (ortodossi e cattolici) del Corno d’Africa, in Eritrea e in Etiopia (qui ad eccezione della provincia nord-occidentale del Gojjam, dove tali pratiche non sono diffuse)[9].

Effetti dell’infibulazione
I rapporti sessuali, attraverso questa pratica, vengono impossibilitati fino alla defibulazione (cioè alla scucitura della vulva), che in queste culture, viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Le puerpere, le vedove e le donne divorziate sono sottoposte a reinfibulazione con lo scopo di ripristinare la situazione prematrimoniale di purezza. I rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. L’asportazione totale o parziale degli organi genitali femminili esterni è praticata con lo scopo di impedire alla donna di conoscere il piacere durante il rapporto sessuale e come forma di controllo del desiderio sessuale femminile.[senza fonte]

Ulteriori danni si hanno al momento del parto: il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatriziale e reso poco elastico a causa delle mutilazioni; in quel momento il feto non è più ossigenato dalla placenta e il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici. Nei paesi in cui è praticata l’infibulazione, inoltre, è frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino[10].

Tutela della donna dalle mutilazioni genitali
Lo stesso argomento in dettaglio: Mutilazioni genitali femminili nel mondo.
Italia
Con la legge 9 gennaio 2006, n. 7, il Parlamento italiano ha provveduto a tutelare la donna dalle pratiche di mutilazione genitale femminile, in attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne. Al codice penale è aggiunto l’articolo 583-bis che punisce con la reclusione da quattro a dodici anni chi, senza esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili. Per mutilazione il legislatore intende, oltre all’infibulazione, anche la clitoridectomia, l’escissione della clitoride o comunque (norma di chiusura) qualsiasi pratica che cagioni effetti dello stesso tipo.

Allo stesso modo, chi, in assenza di esigenze terapeutiche, al fine di menomare le funzioni sessuali, provoca lesioni agli organi genitali femminili diverse da quelle indicate al primo comma, da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre a sette anni.

Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia, ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia. In tal caso, il colpevole è punito a richiesta del Ministro della giustizia.

L’articolo 583-ter precisa inoltre che l’esercente la professione sanitaria resosi colpevole del fatto sottostà altresì alla pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio della professione da tre a dieci anni, con comunicazione della sentenza di condanna all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

Liliana Ocmin, Vicepresidente del comitato per le Pari Opportunità, ha affermato: «In Italia sono circa 40.000 le donne che hanno subito l’infibulazione». Secondo uno studio di Aldo Morrone e di Alessandra Sannella, in Italia le donne infibulate sarebbero invece circa 30-35 000 (ovvero il dato più alto presente in Europa) e ci sarebbero ogni anno circa 2.000 o 3.000 bambine immigrate a rischio. Tali infibulazioni verrebbero per lo più fatte a pagamento (senza anestesia) presso medici o anziani appartenenti alla propria comunità.[11]

Regno Unito Regno
In Gran Bretagna tale pratica è illegale dal 1985, tuttavia secondo alcune stime il Paese deterrebbe il primato europeo per numero di mutilazioni, a causa della forte presenza di donne di origine egiziana e sub-sahariana.[12]

Eritrea
In Eritrea, la pratica dell’infibulazione è reato dal 31 marzo 2007 e per i trasgressori sono previste multe e carcerazione a seconda della gravità del reato. Unione delle Donne Eritree stima che il 90% delle donne sia stato soggetto a infibulazione e che nel continente africano almeno tre milioni di bambine subiscano la pratica ogni anno[13].

Burkina Faso Burkina Faso[modifica | modifica wikitesto]
L’escissione e l’infibulazione sono vietate nel Burkina Faso, messe al bando dal 1985 grazie a un provvedimento legislativo promosso da Thomas Sankara, all’epoca presidente del paese.[14]

Campagne politiche
Una campagna per l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili è stata lanciata negli anni novanta dalla leader politica Emma Bonino[15], che, a fianco dell’organizzazione Non C’è Pace Senza Giustizia (NPWJ), ha organizzato eventi, iniziative, conferenza e meeting su questo argomento con politici europei e africani[16].

Proprio per questo motivo, nel dicembre 2008, Non C’è Pace Senza Giustizia ha organizzato al Cairo (Egitto) una conferenza internazionale per l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili[17], alla quale ha partecipato un centinaio di donne e uomini politici africani ed europei[18].

Nel 2010 è stata rilanciata da Emma Bonino, Radicali Italiani e Non c’è pace senza giustizia, la campagna contro le mutilazioni genitali femminili. In tutto il mondo, grazie alla loro iniziativa, sono state raccolte firme per un appello di messa al bando di questa pratica da presentare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il 20 dicembre 2012 l’assemblea generale dell’Onu ha adottato la risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili, depositata dal gruppo dei Paesi africani e in seguito sponsorizzata dai due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite[19].

El amor entra por la boca. L’amore passa per la bocca (un corto spassoso per un pubblico maturo…)   Leave a comment


Cortometraggio: “L’amore passa dalla bocca” [El amor entra por la boca]
(Argentina 2006, 14′,53”):
Che conseguenze puó avere il non essere
esperti in alcune pratiche sessuali? Alle volte ci possono essere
piacevoli scoperte e sorprese …

La fellatio è una pratica sessuale orale che consiste nello stimolare il pene con la lingua, le labbra e la bocca per dare piacere all’uomo. Si tratta di una delle fantasie erotiche più ricorrenti nella mente degli uomini che però non tutte le donne amano praticare.

La fellatio riproduce il movimento della penetrazione e provoca sensazioni di piacere intenso nell’uomo, che possono portare fino all’orgasmo.

Non si tratta però di un movimento meccanico ripetitivo e sempre uguale; perché si procuri un maggiore piacere all’uomo infatti, bisogna saper variare il ritmo, l’intensità delle pressioni, alternare tenerezza e passione. Ogni uomo poi ha le proprie preferenze ed è bene assecondarne gusti e desideri per aiutarlo a vivere un intenso momento di piacere. Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla pratica della fellatio.

Pubblicato 27 giugno 2015 da sorriso47 in amore, eros, fellatio, sessualità, sex, sexuality

Taggato con , , , , ,

Massaggio della Yoni (Vagina) Yoni massage   Leave a comment


 

UNA TESTIMONIANZA VERA

“volevo raccontare al forum questa mia esperienza perchè stasera sono troppo contenta.. eccitata dall’aver finalmente fatto questa cosa che volevo fare da anni…era tanto tanto tempo che cercavo un massaggio Yoni autentico.. ma quante fregature… ne ho viste di ogni… gente che non sapeva farlo e si spacciava per esperto, semplici truffatori che avrebbero voluto massaggiarti sul tavolo della cucina… quando pensavo di dover andare in India per poterne provare uno vero, come per incanto ne salta fuori uno su Roma, un bell’annuncio, scritto bene… lo chiamo, e fin da subito mi dà l’impressione di uno che non parla a vanvera.. di milano, colto, fine.. ti parla del massaggio in un modo che ti fa capire subito che non stai perderndo tempo con un ciarlatano.. la sera lo raggiungo nel suo studio… un primo momento di imbarazzo, ma lui con la sua gentilezza e la signorilità dei suoi modi mi mette subito a suo agio.. un uomo piacente, sui 45, mani bellissime, raffinato.. appena mi mette le mani addosso vado in estasi… ogni uomo dovrebbe toccare così la sua donna.. e poi il massaggio Yoni.. wow ragazze… un orgasmo lunghissimo che levati… ma neanche se vai a letto con mister universo.. una fila di orgasmi uno dietro l’altro, mi sono sentita leggera.. non credevo.. veramente non credevo fosse possibile.. ora sono a casa e mi sento bene, bene come non sono mai stata in vita mia.. e tra l’altro (cosa che oggi non guasta perchè a me hanno anche abbassato lo stipendio riducendomi le ore) mi ha chiesto POCHISSIMO! … mmmmh… prossima settimana sto già pensando di tornarci .. quando ti abitui a certe cose

Yoni è il termine sanscrito per “vagina” ed ha il significato di “luogo-tempio sacro”.
Il massaggio che porta questo nome è una pratica di derivazione tantrica, che ha come filosofia basilare l’amore e il rispetto. L’amore viene reso in termini maschile e femminile perché è l’uomo a massaggiare la donna, provocando in lei uno stato di beatitudine, in cui l’orgasmo può essere una componente aggiuntiva oppure non verificarsi affatto.
Per l’uomo è la gioia e l’amore di donare alla propria compagna un momento di grande intimità.
Molto spesso questa pratica è utilizzata non solo come modo per rilassarsi e ritrovare in sé equilibrio e benessere psicofisico, ma anche per offrire un modo di guarigione da traumi o problemi di eccessiva frigidità.
Ci teniamo a ribadire che il massaggio tantrico, almeno per quanto ci riguarda, è pratica di valenza spirituale e non deve in nessun modo essere confusa o scambiata per una situazione ambigua.yony è il posto sacro di ogni donna e, come l’aria, l’acqua, la notte, il sonno ed il rilassamento, anche lo yoni richiede un lento e graduale approccio d’amore.
Pertanto il massaggio che gradualmente e con moltissima delicatezza va a coinvolgere i genitali della donna, ha come scopo un profondo rilassamento, un risveglio di sensazioni, il semplice ed intenso piacere di essere accarezzate con amore e dolcezza. Questo massaggio è basato sull’YIN fisiologico della donna.
YIN è la parte di ciascuno di noi che è lenta, calma e delicata.
Questo massaggio comincia col rituale e continua con carezze lievi sulla pelle, sul viso, i capelli ed il seno con l’uso di una piuma e delle dita.
Prosegue poi con un massaggio a base di olio di sesamo caldo su entrambi i lati del  corpo.
Deciderete la tecnica del massaggio Yoni prima e durante con chi lo esegue, ma per aumentare il piacere e la salute sessuale un’impostazione mentale ffilosofica e non corporale.
Col procedere del massaggio, la massaggiatrice o massaggiaotre aspetterà per vedere se lo yoni è aperto e ricettivo.
Potrebbe quindi continuare con carezze leggere al  ventre e nell’area sopra i genitali.
Il massaggio Yoni è un’esperienza salutare che normalmente trasmette una sensazione di rilassatezza, piacere e sicurezza.
Il Piacere, per una donna, non è soltanto piacere fisico, confinato al solo corpo, ma un insieme di ormoni, enzimi e stimolazioni nervose che si riflettono immensamente sulla sfera emotiva ed intellettiva, cioè sulla personalità.
Purtroppo non tutte le donne danno importanza al Piacere ritenendolo solo un momento legato al sesso non sapendo che invece è un perfetto regolatore della propria personalità e dell’umore ed un eccezionale antistress.
Tale diffidenza può portare a situazioni paradossali come gravi problemi sul lavoro, incompatibilita’ col partner, colpevolizzazione di figli, uso e abuso di psicofarmaci… tutte situazioni che si possono prevenire!
Se la stressante corsa alla carriera, la vita da single o il partner indifferente ti costringono a non usufruire dei benefici che un intenso piacere ti può dare e se desideri qualcosa che ti lasci “limpida” dal punto di vista psicologico, ora puoi avere tutto in modo molto elegante e particolareBenefici del Massaggio Yoni
1) Scomparsa di tensioni emozionali e stress.
2) Riduzione dei dolori mestruali .
3) Eliminazione di dolori durante rapporti sessual.i
4) Aumento della sensibilità delle parti intime .
5)Aumento della naturale lubrificazione quando eccitata.
6) Apertura a nuovi livelli di estasi del piacere.
7)Orgasmi più intensi e più facili da raggiungere.
8)Eliminazione di blocchi psichici ed emozionali relativi ad un cattivo rapporto col sesso.
Il Massaggio Yoni non ha l’obiettivo di raggiungere l’orgasmo, anche se spesso l’orgasmo è un piacevole effetto collaterale desiderato.
L’obiettivo base sarà sempre quello di  raggiungere uno stato di benessere e di piacere generale che renda serene, soddisfatte.
È anche utile per il donatore non aspettarsi nulla in cambio, ma semplicemente consentire a chi riceve il massaggio di godere il momento di relax.

 COME FARE IL MASSAGGIO YONI

Nel massaggio Yoni è importante innanzitutto la fiducia reciproca tra le due parti e la creazione di un ambiente rilassante e idoneo al massaggio che seguirà.
Luci soffuse, quindi, lettino comodo, asciugamani a disposizione, essenze profumate e soprattutto olio da massaggio.
Durante la fase di massaggio è meglio limitare al minimo la conversazione, per creare maggiore intimità con le proprie sensazioni.
La ragazza, nuda, si distende di schiena sul lettino, allargandole leggermente le gambe, con un cuscino sotto il capo e uno sotto la parte inferiore della schiena.
Iniziando con una lenta e regolare respirazione diaframmatica si cerca di rilassare il corpo e si comincia massaggiando le gambe, salendo sul ventre, il seno, le spalle, le braccia e il collo. Quando la ragazza è rilassata, si versa dell’olio nelle mani e nel pube della ragazza iniziando il massaggio nello Yoni.

massaggio della Yoni (+18)
Il massaggio in questa parte deve essere delicato ed iniziare dalle parti esterne della vagina, il monte di venere, le grandi labbra, senza fretta, con movimenti circolari e leggere pressioni, arrivando al clitoride, la parte più recettiva della vagina.
Questo va massaggiato con movimenti circolatori, in senso orario e anti-orario, preso poi fra pollice e indice.
La ragazza non deve ancora raggiungere l’orgasmo, il passo successivo infatti è inserire il dito medio della vostra mano destra all’interno della vagina (Yoni), tenendo il palmo rivolto verso l’alto.
Il dito medio deve muoversi molto dolcemente, con movimenti dall’alto verso il basso, esplorando la zona e variando pressione e velocità a seconda della reazione della ragazza.
Non ci sono limiti di tempo per questo massaggio, lo scopo è far rilassare il più possibile la partner.
Piegate verso l’alto e leggermente il dito medio (come a voler invitare qualcuno ad avvicinarsi) e andrete a toccare una parte spugnosa dello Yoni, appena sotto l’osso pubico.
Si tratta del punto “g”.
Continuate a stimolarlo anche con due dita (medio e indice), muovendole su e giù o con pressioni.
Con l’altra mano continuate a stimolare clitoride, massaggiare il seno o altre parti del corpo. La stimolazione del punto “g” deve essere delicata ma non come per il clitoride (è infatti meno sensibile).
Legate il movimento delle dita al vostro respiro, evitando così di stancarvi troppo la mano. Aumentate poi pressione ed intensità con il suo inturgidirsi, per poi rallentare ancora e viceversa.
Durante la stimolazione, la ragazza potrebbe sentire il bisogno di fare pipì, sensazione naturale e passeggera, bisogna lasciarsi andare e cercare di far si che il massaggio continui senza vergognarsi di nulla; oppure potrebbe piangere o ridere dal piacere, le sensazioni che provoca la stimolazione del punto “g” sono molto varie.
Ad ogni modo quella che si verifica di conseguenza è un’eiaculazione femminile, (squirting), dovuta alla fuoriuscita di liquido trasparente (non si tratta di pipì).
Anche dopo l’eiaculazione il massaggio può continuare e potrebbe anche verificarsi più di un orgasmo.

massaggio della yoni (donna-donna) +18

Una volta terminato il massaggio, ci si allontana dolcemente dallo Yoni permettendo alla ragazza di rilassarsi e godere intimamente dell’esperienza appena vissuta.

Film e video interessanti ( Movies and short movies that i think very interesting)   Leave a comment


a questo link ci sono  i miei video preferiti su Youtube ..ce ne sono di molto belli..dategli un’occhiata.

i miei video preferiti su Youtube

La ricotta -Pier paolo Pasolini

ricotta.jpg                 

Secondo il critico Adelio Ferrero, che scrisse un’ottima monografia sul cinema di Pasolini pubblicata anni fa nei tascabili della Marsilio, il cortometraggio “La ricotta” sarebbe il vertice del cinema del controverso autore friulano. Secondo Ferrero “E’ con La ricotta che il cinema di Pasolini raggiunge il suo esito forse più alto. E questo avviene, non a caso, attraverso i modi della ricapitolazione poetica del proprio mondo e dell’apologo metalinguistico. (…) La violenta irruzione del colore nella tonalità “neorealistica” del bianco e nero introduce subito il tema dominante: la commistione scandalosa e angosciante di sacro e profano, o meglio, di sacro artificiale e di profano-tragico, primo e vivido scarto fra i due piani, opposti e ricorrenti, della realtà e dell’immagine, della Vita e della formalizzazione della vita, della tragedia e dell’idillio, della sofferenza e dello spettacolo: opposizione che ispira e modella tutto il racconto, fin nelle pieghe e inarcature più segrete”.
Francamente non so se possa essere definito l’esito più alto di Pasolini, magari “Accattone” ha una maggiore compattezza, comunque “La ricotta” risulta un piccolo capolavoro, assolutamente da non trascurare come altri cortometraggi dell’autore fra cui il poetico “Che cosa sono le nuvole”. Di certo questo breve film di circa mezz’ora risulta una sorta di appendice ai primi due film di ambientazione romana e ai romanzi sul sottoproletariato delle borgate: le tematiche sono le stesse, emerge una mitizzazione quasi “religiosa” delle figure dei diseredati come il protagonista Stracci, che per saziare la sua fame atavica arriverà a fare un’indigestione di ricotta che lo porterà a morire sulla croce come Gesù Cristo. A livello formale è molto interessante l’alternanza fra il bianco-nero neorealistico di cui parlava Ferrero e un colore dalle tinte sature per le scene in cui si rievocano alcuni dipinti dei pittori Rosso Fiorentino e Pontormo con appositi tableaux-vivants; i personaggi restano volutamente poco approfonditi, ma a spiccare, più che il protagonista Stracci, è soprattutto la figura del regista, interpretato dall’imponente Orson Welles, che rimanda inevitabilmente allo stesso Pasolini con battute velenose sulla borghesia italiana e lo sfacelo culturale che già allora iniziava ad affacciarsi. Vi sono citazioni delle comiche chapliniane nell’uso del fast-forward su Stracci che corre a rimpinzarsi di cibo, oppure un inevitabile richiamo al Bunuel di “Viridiana” nella scena dell’orgia dei mendicanti, che qui è ripresa in un ballo dissacratorio di alcune comparse. Laura Betti, abituale musa del regista, qui fa una piccola apparizione. Resta un’opera essenziale per penetrare all’interno della visione della vita e del mondo di Pasolini, una satira che volge rapidamente in tragedia e che, nella sua brevità, mantiene una completezza di ispirazione che può portare a preferirla rispetto ad alcuni film successivi più “esteriori” e manieristici.

nel seguente link..troverete alcune parti della ricotta..ma anche i video completi per vedere il vangelo di Matteo  

ed il Decameron..e le 120 giornate di Salò  ed altri importanti video

(è una playlist di 200 video)

Samsara

samsara.jpg

Le vite degli altri– (consigliato dal giudice Clementina Forleo) link

le-vite-degli-altri-locand.jpg

Water- un film di Deepa Mehta

water-small1.jpg

 

India, 1938: Chuyia è una bambina di otto anni, con lo sguardo, la spontaneità, la voglia di giocare di qualsiasi coetanea. Solo che lei è diversa, è una baby-sposa. A cui, per colmo di sfortuna, muore il marito: così, come prescrivono i rigidissimi rituali religiosi indù, la piccola è costretta a lasciare la famiglia, l’adorata mamma, per essere segregata in una “Casa delle vedove”. Una sorta di lager dove – tra amicizie, umanità dolente, prostituzione occulta, divieti di ogni genere – finirà, dopo l’ennesimo trauma, per perdere definitivamente l’innocenza. Tutta la luce che aveva negli occhi.

Succedeva nell’India di quasi settant’anni fa, succede anche nell’India di oggi: secondo un censimento del 2001, nell’immenso subcontinente ci sono 34 milioni di vedove, e almeno 12 milioni vivono nelle “Case”. A fornire questi dati è la regista indiana (trapiantata in Canada) Deepa Mehta: è lei ad aver scritto e diretto Water, l’intenso, toccante film (nelle sale da venerdì 6 ottobre) che racconta – appunto – la storia di Chuyia. Personaggio di finzione, certo, nato dalla fantasia dell’autrice; ma che simbolizza il destino infame di tantissime donne, emarginate e perseguitate. E non solo in quel paese: secondo Amnesty International, ogni anno nel mondo ci sono 80 milioni di matrimoni con spose bambine.

Ma Water non è solo la denuncia di un fenomeno inquietante, e che esiste tuttora. E’ anche un film molto rifinito, con una bella fotografia, musiche suggestive e un gruppo di interpreti notevoli. Acclamato al festival di Toronto, candidato del Canada agli Oscar, e amato da molti personaggi celebri. Tra cui un uomo che di India e di fondamentalismi religiosi se ne intende, Salman Rushdie: “E’ un’opera magnifica – ha detto – che affronta un argomento serio e difficile ma dall’interno, attraverso gli occhi delle protagoniste. Toccando irrimediabilmente il nostro cuore”.

Eppure, malgrado le qualità cinematografiche, è inevitabile che la presentazione italiana di Water diventi soprattutto un’occasione per denunciare quanto c’è ancora da fare, in tema di diritti civili. Specie al femminile. La prima a sottolinearlo è il ministro del Commercio estero, Emma Bonino, testimonial della pellicola (così come Amnesty International, che la patrocina): “La cosa che più mi ha colpito del film – racconta la storica leader radicale – è che tratta un tema molto attuale: il rapporto tra religione e società. O meglio, tra interpretazioni particolarmente reazionarie della religione e società. E questo non vale solo per l’induismo, ma anche per la nostra religione e per l’Islam”. Da qui l’impegno del ministro: “Nel 2007, l’India sarà il punto focale della mia attività. E non si tratta di occasioni solo commerciali: cercherò di avere con gli amici indiani un dialogo francoanche su altri temi”.

La Bonino, dunque, sottolinea un punto importante: a rendere “esplosivo” Water non è solo il riferimento alla crudeltà di certe tradizioni, ma anche il mostrare senza reticenze l’orrore a cui può condurre il fanatismo religioso. Un’interpretazione avallata dalla regista, Deepa Mehta: “Il cuore del film – spiega – è il conflitto tra coscienza e fede: se non si ascolta la propria coscienza, ma di obbedisce pedissequamente alla fede, si rischiano cose disumane”.

A dimostrarlo, c’è anche la travagliata lavorazione del film. Come spiega il produttore, David Hamilton: “Abbiamo tentato di girare Water nel 2000, in India. Il set era già pronto, ma poi, a pochi giorni dalle riprese, il movimento dei fondamentalisti ha bruciato il set. Allora abbiamo cominciato a girare nell’hotel dove alloggiavamo, ma fuori la gente urlava e bruciava foto di Deepa. Per due anni lei ha dovuto avere la scorta”. Conseguenza: il film è stato girato solo quattro anni dopo, ma nello Sri Lanka. E quasi clandestinamente.

Del resto, Mehta non è nuova alle minacce dei fanatici: già un suo film precedente, Fire, fu oggetto di proteste furiose e ritirato dalle sale, perché parlava di donne lesbiche. E adesso, in novembre, toccherà a Water uscire nei cinema indiani. Una pellicola che, almeno vista con occhi occidentali, presenta tutti i personaggi con molto rispetto: la piccola Chuyia, certo (interpretata dalla debuttante dello Sri Lanka Sarala); ma anche la bella Kalyani (Lisa Ray), vedova-prostituta che si innamora del laureato in legge Narayan (John Abraham), seguace di Gandhi; e la religiosissima sadananda (Kulbhushan Kharbanda), che vive sulla sua pelle il conflitto tra fede e coscienza.

Ma è proprio Gandhi – di cui in questi giorni si celebra il centenario della nascita – a chiudere il film, in una scena intensa e un po’ a sorpresa: “Lui è il simbolo della nostra liberazione – conclude Mehta – per questo ho deciso di farlo apparire in un film come il mio. Che non vuole mostrare solo le discriminazioni delle vedove, ma denunciare qualsiasi oppressione contro gli esseri umani: in nome della tradizione, della religione, del colore della pelle”.

(3 ottobre 2006)

 

 

Cento chiodi- Ermanno Olmi

cento chiodi

 

 

Un giovane professore di filosofia della religione che insegna all’università di Bologna, con un clamoroso gesto simbolico di ribellione – “crocifigge” letteralmente cento preziosi incunaboli della biblioteca universitaria – abbandona la propria vita di intellettuale affermato, scompare senza lasciare alcuna traccia e, mentre le forze dell’ordine lo cercano per quel vandalismo sacrilego, sceglie di stabilirsi in un cascinale in rovina lungo le rive del fiume Po, dove «impara a vivere con lentezza, a entrare in sintonia con la natura»[2] e viene accolto con semplicità dagli abitanti del luogo, che lo chiamano, scherzosamente ma non troppo, Gesù, per il suo aspetto e la sua scelta di vita.

 

Entrato a far parte della comunità, partecipa alle feste di paese, viene aiutato a ricostruire il rudere che ha scelto come casa, il suo silenzioso carisma conquista tutti, ma fa amicizia in modo particolare con un giovane postino ed una ragazza che lavora in panetteria e che si innamora di lui.

Viene infine trovato dai Carabinieri quando cerca di utilizzare la propria carta di credito per aiutare i suoi nuovi amici, pesantemente multati per le costruzioni abusive a ridosso degli argini, nelle quali trascorrono le loro giornate. Ammette la responsabilità del proprio gesto ed ottiene gli arresti domiciliari, ma non ritorna più nella sua casa sul fiume, dove è atteso invano.

I giudizi sul film sono stati influenzati da due fattori esterni rispetto alle considerazioni puramente estetiche: da un lato, il sempre acceso dibattito politico e culturale su religione e laicismo nella società contemporanea, dall’altro il fatto che Olmi si sia detto intenzionato ad abbandonare con quest’opera il cinema di finzione per ritornare ai documentari, con cui aveva iniziato la propria carriera,[5] hanno dato al film la connotazione di “film-testamento”, a cui tributare quindi una particolare attenzione, estesa ad una considerazione generale sull’intera opera dell’autore.

Sono stati espressi giudizi opposti, anche sugli stessi giornali, riguardo l’aderenza o meno al Cristianesimo dello spirito del film:

«un’opera profondamente cristiana e ferocemente anti-clericale» (Alberto Crespi, L’Unità, 24 marzo 2007)
«Il film di Olmi è altamente cristiano, del Cristianesimo umile e spirituale, quello che sa che Dio lo si adora in spirito e verità. Olmi dice che la verità non è quella dei libri, ma quella che coincide con l’autenticità della vita, con l’esperienza di unità e fratellanza tra gli uomini, con l’onestà intellettuale verso se stessi che fa rifiutare antiche dottrine dogmatiche e morali che hanno perso ogni contatto vitale con l’evoluzione del mondo. Il primo a inchiodare i libri sacri è stato Gesù quando diceva: “Vi è stato detto, ma io vi dico”» (Vito Mancuso, Panorama, 12 aprile 2007)
«(…) un’opera contraria al Cristianesimo e alla sua tradizione culturale» (Francesco Alberoni, Panorama, 10 maggio 2007)

 

 

Il diavolo in corpo di Marco Bellocchio

 

Vincere 

di Marco Bellocchio, questa è teologia laica.

“Vincere” il film in streaming , una storia d’amore poco nota “Vincere” é stato l’unico film in concorso nel 2009 al Festival del Cinema di Venezia. Diretto da Marco Bellocchio e interpretato da una sempre convincente Giovanna Mezzogiorno e da Filippo Timi – i protagonisti -, la trama del film narra l’amore di Ida Irene Dalser per Benito Mussolini e ruota inevitabilmente attorno alle vicende che coinvolgono Benito Albino Dalser, il figlio nato dalla loro unione. La donna, che ama Benito incondizionatamente, asseconda in tutto e per tutto l’uomo che dal canto suo non ripaga Ida dello stesso sentimento. Nella pellicola emerge come l’ascesa politica di Mussolini avvenne anche grazie alla presenza e ai sacrifici della Dalser che però non occupò mai un posto speciale nel suo cuore e fu ben presto ripudiata e dimenticata.

Elena Undone

Elene Undone 1

Dramma e sesso passionale e romantico si combinano nell’incanto del primo amore che deve fronteggiare diversi problemi nella vita reale per trasformarsi nell’impegno di una vita. Prima di incontrare Peyton, Elena, moglie e madre eterosessuale, non avrebbe mai potuto pensare che si sarebbe innamorata di una donna. L’amicizia fra Peyton, una scrittrice lesbica dichiarata, ed Elena, la moglie di un pastore omofobo che non ha mai conosciuto il vero amore, si trasforma rapidamente da un’attrazione unilaterale in una torrida relazione extraconiugale. Nonostante il forte sentimento, Peyton, preoccupata su molti fronti, ha delle perplessità ad iniziare una storia con una donna etero sposata. Elena, da parte sua, riconosce di essersi messa in una trappola con un amore senza possibilità di matrimonio, e fatica a razionalizzare la natura e l’importanza dei suoi nuovi desideri. Mentre il loro rapporto s’intensifica, Elena si trova davanti alla scelta di abbandonare Barry, suo marito, o di mettere fine alla sua storia con Peyton per salvare un matrimonio già traballante e per nulla gratificante e tornare ad una vita grigia e meccanica. Ma sopra ogni cosa, Elena deve riuscire a convincere Peyton che loro due possono avere davanti un futuro splendido nonostante la difficile partenza. Il film affronta le tematiche della religione, del sesso, della famiglia e della forza dirompente che può avere un amore vero.

(Se non riesci a vedere i film correttamente è perché devi cambiare i file DNS.

Nulla di complicato, se non sei pratico chiedi aiuto ai moderatori, puoi trovarli, in genere, dopo cena.
Oppure segui i consigli del tutorial    (qui per Mac)
trailer
 qui sotto il film completo sub ita in streaming
http://www.nowvideo.ag/video/gsd2f3tafugcb
A Perfect Ending
Rebecca è una donna elegante, facoltosa, e rispettabile. Una moglie leale con tre figli già cresciuti, una vistosa residenza e un bellissimo marito. Ma non ha mai avuto un orgasmo. Determinata a risolvere questo problema, un’amica lesbica le organizza un’incontro con una strepitosa squillo d’alto bordo di nome Paris. Da quel giorno sia la vita di Rebecca che di Paris cambieranno per sempre. Rebecca si rifugia negli incontri paradisiaci con Paris mentre a casa vive una routine da soap opera per lei ormai senza nessun interesse. Paris, al di là del suo lucrativo lavoro come escort, non riesce più a nascondere le sue aspirazioni artistiche, e soprattutto i suoi problemi interiori. La vicenda, iniziata come una commedia degli errori, finisce in un inatteso e sconvolgente viaggio erotico. Ma quale sarà il finale perfetto evocato dal titolo?… Una storia sexy, delicata e passionale, che incanterà il pubblico femminile, magnificamente interpretata da Barbara Niven, icona della TV americana degli anni ’90, e dall’attrice Jessica Clark, icona delle lesbiche contemporanee anche perchè omosessuale dichiarata. La regista Nicole Conn, che ci aveva già affascinati con “Elena Undone”, riesce a rinfrescare una tematica sempre attuale
Trailer
qui..il film; ma dovete scorrere la pagina fino in fondo
(prima risolvere il problema del DSN come accennato di sopra)
http://italianqueermoovies.blogspot.cz/search/label/A%20Perfect%20ending
Cortometraggio: “Vestido nuevo” [Il vestito nuovo] (Spagna 2007)
 
Vestido nuovo
Un bambino della scuola elementare sceglie di vestirsi in modo diverso. Patrocinato dal Ministero della Cultura spagnolo.
http://buzzintercultura.blogspot.it/2008/11/il-vestito-nuovo-1-parte-di-2.html
Azul y no tan rosa

 

Primo film a forte tematica gay prodotto in Venezuela, un Paese dove ancora non si discute dei diritti gay e la società è pervasa da una diffusa e atavica omofobia. Spesso si vedono sui muri graffiti con scritto “morte ai froci” e bande di teppisti attaccano e picchiano chiunque venga sospettato di essere gay. Nel film sentiamo dire “preferisco avere un figlio delinquente piuttosto che gay”.

Inatteso quindi il successo di questo film, opera prima del regista attore Miguel Ferrari, che è rimasto in cartellone per otto mesi ed è stato visto da più di 600 mila spettatori. Recentemente ha vinto il premio Goya 2014 (il più importante riconoscimento cinematografico spagnolo) come miglior film latino-americano. Il regista, assai famoso come attore, ha dichiarato: “Ho voluto portare sullo schermo questa storia da me scritta perchè sento la necessità di dare voce e far parlare persone che non parlano mai, che devono vivere in un mondo buio perchè nessuno vuole affrontare questi argomenti”.

Il film affronta diverse tematiche, come l’omofobia, la discriminazione, il rapporto genitori figli, la paternità gay, la transessualità, il maltrattamento delle donne, ecc. Tutto questo attraverso una storia ben strutturata, realistica e toccante, movimentata da diversi personaggi tutti strettamente collegati. Diego è un fotografo gay che ha grande successo nel mondo della moda. Durante la sua adolescenza ha avuto una breve relazione etero che generò un figlio che la madre portò con sè trasferendosi in Spagna. In seguito Diego ha vissuto una vita gay semiclandestina fino a quando si è deciso a convivere con il suo compagno Fabrizio come una normale famiglia. Un giorno Fabrizio è vittima di un tragico incidente che lo lascia in coma. Contemporaneamente la madre di suo figlio gli telefona dalla Spagna dicendogli che deve prendersi cura del figlio Armando. Le incomprensioni tra padre e figlio non saranno poche, sentendosi entrambi come appartenenti a mondi diversi e lontani. Armando fatica ad accettare lo sconosciuto mondo gay del padre e Diego non sa cosa voglia dire essere il padre di un adolescente etero. Per entrambi non sarà facile costruire un rapporto d’amore e stima, anche perchè il mondo circostante, famiglia e società, sono contro di loro.

Diego is a guy like any other one. He has a regular family and his friends don’t have anything special. But there is something that makes him different. He has a heterosexual son. One father, one son. Both of them will need to fix their differences. Everything depends on how you look at it.

Diego et Fabrizio filent le parfait amour et vont bientôt vivre ensemble. Alors qu’il ne l’a pas vu depuis cinq ans, le fils adolescent de Diego débarque chez lui et apprend que son père est gay. Peu après, Fabrizio est roué de coups par trois homophobes et sombre dans le coma. Diego et son fils feront-ils la paix? Fabrizio sortira-t-il du coma? Et Delirio de Rio, une flamboyante transsexuelle, amie du couple, retrouvera-t-elle son amour de jeunesse? Dans un pays où l’homophobie reste présente, active et violente, Azul y no tan rosa a connu un vrai succès populaire au Venezuela. Il faut saluer le fait qu’un film mettant en vedette un couple gay « ordinaire » (ni macho, ni folle), un père gay et une transsexuelle soit resté à l’affiche pendant huit mois.

A questo link c’è il film intero..ma attenzione..dovete scorrere a fine pagina.

http://italianqueermoovies.blogspot.it/2014/07/my-straight-son-azul-y-no-tan-rosa.html

se non riuscite a vederlo ..dovete cambiare il vostro DSN ,impostando quello di Google

l’operazione è spiegata facilmente a questo link..sotto!!!

http://www.cb01.eu/siti-filesharing-oscurati-soluzione-guida-cambio-dns/

Sessualità e Genere…l’omosessualità maschile   1 comment


Nessuno ha mai dimostrato che l’omosessualità sia una malattia. Cominciamo con questa semplice costatazione storica.

La conseguenza è che nessuno può curare quello che non conosce. Ecco perché il 99,96% delle organizzazioni scientifiche professionali nel settore medico, psicologico ed educativo del mondo occidentale concorda nel rifiutare la cura contro le persone gay e lesbiche, considerando quella cura come ciarpame di attivisti antigay senza dignità scientifica. Gli omofobi sono ossessionati dal voler curare gay e lesbiche dichiarando che non ci siano prove per considerare l’omosessualità come sana. Essendo disonesti, fingono che nella scienza moderna non vale la regola opposta, cioè che siano loro a dover dimostrare che sia una malattia. L’omosessualità fu inserita tra i disturbi mentali solo nel 1952 quando venne pubblicato per la prima volta il DSM da parte della più importante organizzazione medico-scientifica al mondo (American Psychiatric Association). Non avevano alcuna prova scientifica seria per inserirla, come vedremo tra poco. Fu considerata malattia per ventun anni appena, perché nel frattempo alcuni scienziati controllavano la validità di quella decisione e, appena finito questo controllo, la dovettero togliere riconoscendo che non c’era alcuna evidenza scientifica per curare gay e lesbiche. Nel 1973 venne quindi derubricata dalla lista dei cosiddetti disturbi in seguito alla demolizione completa degli strumenti di ricerca che erano stati usati in psicologia e psichiatria sino a quel momento per provare che gli omosessuali fossero malati per il solo fatto di essere omosessuali. Due decenni di studi avevano demolito uno dopo l’altro i metodi di ricerca usati sino ad allora. Una donna eterosessuale nata più di un secoloEvelyn Hooker picture fa è chi incominciò prima di tutti a controllare quella che si considerava una certezza scientifica, i gay sono malati come la Terra gira intorno al Sole. Questa scienziata ha cambiato i destini delle persone omosessuali. La ricercatrice universalmente riconosciuta per aver mostrato sin dagli anni ’50 che i gay non sono intrinsecamente malati di mente. Una psicologa che ha modificato la storia, con la scienza.

Evelyn Hooker picture
Come accadde tutto ciò? 107 anni fa nasceva Evelyn Hooker, una delle madrine più importanti per gay, lesbiche, transgender nel mondo intero. Nacque nel 1907. Sesta di nove figli, dovette lottare contro un ambiente accademico e una comunità di psicologi ostili alle donne. Vinse lei. Divenne docente in una delle università pubbliche più prestigiose al mondo. Proprio mentre insegnava alla University of California a Los Angeles nel 1942, uno dei suoi studenti la presentò ad altri membri della comunità gay (tra cui Christopher Isherwood) e la incitò a studiare scientificamente la “gente come lui”, cioè quegli omosessuali che non eran disturbati e non possedevano le caratteristiche comunemente associate alla malattia mentale. Erano gli anni ’40.

Frequentando questa comunità, Evelyn Hooker comprese che la maggior parte degli uomini gay era socialmente ben adattata (in inglese “well adjusted“), a differenza degli omosessuali descritti nella letteratura scientifica. Non capiva questa sostanziale differenza tra casi clinici e persone reali. Nel 1953, al culmine del Maccartismo anche contro gli omosessuali, capì però che tutto ciò avrebbe potuto essere valutato attraverso test psicologici. Per il suo studio rivoluzionario raccolse due gruppi di uomini. I primi erano maschi gay, di cui alcuni membri della Mattachine Society (una delle prime organizzazioni omosessuali/omofile americane), i secondi erano semplicemente uomini eterosessuali. Somministrò tre serie di test psicologici (fin qui niente di nuovo) e sottopose i dati anonimamente (ecco lo stratagemma tecnico innovativo) a un team di tre valutatori esperti, che però non furono in grado di trovare differenze tra i due gruppi. Fino a quel momento gli scienziati sociali cercavano omosessuali che fossero già dei pazienti psichiatrici. Sapendo in anticipo della loro omosessualità, li analizzavano andando a caccia dei disturbi “caratteristici” di quel gruppo. Qualcosa si trovava sempre. Evelyn Hooker invece nascose agli esperti chi fosse etero e chi no. E la magia finì: nessuno fu in grando di distinguere i due gruppi e trovare i relativi disturbi caratteristici. Fu proprio a quel punto che accadde una rivoluzione, i cui frutti vediamo ancora oggi. Per definire una condizione come malata o deviante, la scienza deve prima provare cosa sia la deviazione (nel nostro caso l’attrazione omosessuale), trovare quali danni produca il lasciarla agire indisturbata (nevrosi varie) e soprattutto provare cosa l’abbia causata (traumi familiari, abusi, relazioni genitoriali disfunzionali). La ricerca di Evelyn Hooker mise alla prova proprio gli strumenti di analisi scientifica. Non poter dire chi fosse omosessuale e chi no, cioè chi fosse nevrotico e chi no, o chi fosse stato abusato e chi no, significava che fino a quel momento la psicologia aveva definito una condizione come patologica, analizzato persone che ne erano portatrici (in genere pazienti psichiatrici) e trovato dei disturbi (ovvio, visto che erano già pazienti psichiatrici) su basi totalmente non scientifiche. Il risultato, ossia non essere in grado di distinguere omosessuali ed eterosessuali, a noi ora sembra un’inezia ma a quel tempo era un dogma scientifico che gli omosessuali fossero tutti sistematicamente malati mentali. Non poterli distinguere da quelli “sani” provocò un terremoto. Se trovi i disturbi quando sai che uno è omosessuale, ma non li trovi quando non lo sai, allora prima stavi semplicemente andando a caccia di qualsiasi cosa che confermasse il tuo pregiudizio. Grazie alla ricerca seguente, ora sappiamo persino definire questo tipo di errore grossolano di valutazione: si chiama confirmation bias. L’andare alla ricerca di quello che si vuole scovare e che confermi quello che pensavamo prima di cercarlo. Ad esempio è quello che fanno gli omofobi delle terapie antigay che chiamano riparative: non cercano anonimamente quali traumi ci siano in pazienti di entrambe gli orientamenti sessuali. Al contrario scelgono di analizzare solo quei loro pazienti che sanno già essere omosessuali e vanno a caccia di quello che confermi le loro teorie.

Quando Evelyn Hooker presentò la sua ricerca alla conferenza annuale della American Psychological Association a Chicago, i suoi risultati furono guardati con incredulità, essendo una verità scientifica consolidata in psicologia che tutti i gay fossero malati e che i loro disturbi sarebbero emersi in modo evidente nei risultati di ogni test. Nessuno aveva mai considerato che fino a quel momento non ci fossero dati scientifici disponibili su omosessuali non incarcerati o che non fossero pazienti psichiatrici. Per la prima volta lo studio in peer-review di Evelyn Hoover venne pubblicato nel numero di marzo 1957 del Journal of Projective Techniques and Personality Assessment e dimostrò quello che nessuna ricerca aveva mai mostrato prima: esistevano normalissimi e sanissimi uomini gay, ed erano un sacco. Erano gli anni ’50.

Il suo impegno su questo tema non finì con quella pubblicazione. Nel 1958 la sua ricerca “L’omosessualità maschile nel test Rorschach” volle verificare se davvero il test Rorschach potesse scovare i gay in un gruppo di etero come rivendicavano i suoi sostenitori. Nel 1959 pubblicò “Che cosa è un criterio?” in cui ribadiì nuovamente che i tre test psicologici allora più famosi per la valutazione della personalità non erano in grado di distinguere gli uomini gay in un gruppo indistinto, nonostante i test millantassero il contrario. Sostenne che una parte del problema fosse che “dobbiamo andare oltre il fatto che un individuo sia omosessuale, per valutare quale tipo di omosessuale egli sia“, aggiungendo: “sarà evidente a questo punto che non mi turbi molto il fatto che le tecniche proiettive per diagnosticare l’omosessualità siano palesemente un mezzo incapace per la diagnosi dell’omosessualità. In realtà sono piuttosto incoraggiata da questo perché spero che ci costringa a riesaminare il quadro molto semplicistico che abbiamo… “. Erano sempre gli anni ’50.

La sua ricerca del 1969, “Relazioni genitoriali e omosessualità maschile in un campione di pazienti e di non-pazienti” demolì l’idea largamente accettata come scientifica che i genitori fossero la causa dell’omosessualità dei propri figli. Nello stesso anno divenne presidente della Task Force sull’Omosessualità dell’Istituto Nazionale per la Salute Mentale. Fu questa commissione, non l’American Psychiatric Association, che raccomandò la depenalizzazione dell’omosessualità e la sua rimozione dalla lista APA dei disturbi mentali. L’APA finalmente diede seguito a tale raccomandazione nel 1973, ma ci vollero altri 30 anni prima che la Corte Suprema degli Stati Uniti finalmente eliminasse le leggi restanti sulla sodomia in tutta la nazione. Erano gli anni ’60.

Poi venne il 1973. E il mondo cambiò. Nel giro di una notte, togliendo l’omosessualità dall’elenco dei disturbi mentali, venti milioni di presunti malati guarirono. La più grande guarigione di massa della storia umana (in seguito ci occuperemo anche della balla che la votazione fu un referendum). 20000000curedNel 1991, l’American Psychological Association rese onore alla dottoressa Hooker con il suo premio per lo “Speciale Contributo alla Psicologia nell’Interesse Pubblico”. motivandolo così: “La sua ricerca, leadership, lavoro instancabile per una precisa visione scientifica dell’omosessualità per più di tre decenni ha dato un eccezionale contributo alla psicologia nell’interesse pubblico”. Ci ha lasciato nel 1996, dopo aver cambiato per sempre il modo in cui le persone omosessuali vengono fatte oggetto di ricerca.

Evelyn Hooker ha regalato al nostro mondo la bestia nera degli omofobi. Ha scoperto la profonda disonestà etica di tutti i promotori delle terapie antigay chiamate “ripartive”. Dopo il suo lavoro, infatti, tutto quello che gli omofobi eugenetici “riparatori” pubblicano non ha più alcuna validità scientifica. Non a caso nessuno degli studi pubblicati dai ricercatori antigay ha mai un gruppo di controllo, che è uno dei sistemi di verifica. Invece quelle ricerche si rifanno direttamente a un modo pre-scientifico di condurle: utilizzano solo omosessuali dichiarati già in terapia psichiatrica, cavie di cui vanno a caccia per scovare qualsiasi trauma familiare e personale, fino a quando trovano qualcosa. Grazie a Evelyn Hooker, sappiamo che quello è ciarpame, spazzatura, niente altro che psicologia lombrosiana e para-nazista. Grazie a lei, non siamo più oggetto delle loro sperimentazioni. Grazie alle sue ricerche scientifiche (ricerche scientifiche che invalidarono tutti i metodi di analisi sulle patologie degli omosessuali) che risalgono agli anni ’50 e ’60 (non certo al 1973 cioè a quando gli omofobi fanno risalire il cambio di rotta in psicologia).

La terapia della conversione per 'curare' l'omosessualità è stata messa fuori legge in California.

Tecnicamente l’omosessualità è stata considerata una malattia per 21 anni soltanto, dal aaa gandolfini1952 al 1973. Ad oggi sono 42 anni, il doppio del tempo, che non viene vista come patologia. E ancora gli omofobi si ostinano a chiedere (agli altri) prove che non sia una patologia, invece di fare il loro lavoro e presentare quindi alla comunità scientifica le (loro) prove che l’omosessualità sia davvero una malattia. Troppo comodo, eh? Insomma ci sono in giro ancora buffoni, totalmente incapaci di capire cosa sia la ricerca scientifica, che non se ne sono fatti una ragione e ragliano di temi che non conoscono. L’ultimo in ordine tempo, oggi, qua a destra. Possono usare tutti gli hashtag che vogliono, porre tutte le domande retoriche che vogliono. Devono ancora trovare un gay o una lesbica che sia disturbato per via dell’omosessualità più di quanto lo siano loro a causa dell’omofobia isterica di cui sono vittime. Intanto buon centosettesimo compleanno, Evelyn Hooker.

(Grazie al blog statunitense Box Turtle Bullettin, che si occupa di analisi e controllo dei fatti della retorica antigay, per averci accordato il permesso di traduzione e pubblicazione del loro articolo su E. Hooker, su cui sono state apportate integrazioni e modifiche da ascriversi solo a me; l’originale a questo indirizzo)

Primo film a forte tematica gay prodotto in Venezuela, un Paese dove ancora non si discute dei diritti gay e la società è pervasa da una diffusa e atavica omofobia. Spesso si vedono sui muri graffiti con scritto “morte ai froci” e bande di teppisti attaccano e picchiano chiunque venga sospettato di essere gay. Nel film sentiamo dire “preferisco avere un figlio delinquente piuttosto che gay”.

Inatteso quindi il successo di questo film, opera prima del regista attore Miguel Ferrari, che è rimasto in cartellone per otto mesi ed è stato visto da più di 600 mila spettatori. Recentemente ha vinto il premio Goya 2014 (il più importante riconoscimento cinematografico spagnolo) come miglior film latino-americano. Il regista, assai famoso come attore, ha dichiarato: “Ho voluto portare sullo schermo questa storia da me scritta perchè sento la necessità di dare voce e far parlare persone che non parlano mai, che devono vivere in un mondo buio perchè nessuno vuole affrontare questi argomenti”.

Il film affronta diverse tematiche, come l’omofobia, la discriminazione, il rapporto genitori figli, la paternità gay, la transessualità, il maltrattamento delle donne, ecc. Tutto questo attraverso una storia ben strutturata, realistica e toccante, movimentata da diversi personaggi tutti strettamente collegati. Diego è un fotografo gay che ha grande successo nel mondo della moda. Durante la sua adolescenza ha avuto una breve relazione etero che generò un figlio che la madre portò con sè trasferendosi in Spagna. In seguito Diego ha vissuto una vita gay semiclandestina fino a quando si è deciso a convivere con il suo compagno Fabrizio come una normale famiglia. Un giorno Fabrizio è vittima di un tragico incidente che lo lascia in coma. Contemporaneamente la madre di suo figlio gli telefona dalla Spagna dicendogli che deve prendersi cura del figlio Armando. Le incomprensioni tra padre e figlio non saranno poche, sentendosi entrambi come appartenenti a mondi diversi e lontani. Armando fatica ad accettare lo sconosciuto mondo gay del padre e Diego non sa cosa voglia dire essere il padre di un adolescente etero. Per entrambi non sarà facile costruire un rapporto d’amore e stima, anche perchè il mondo circostante, famiglia e società, sono contro di loro.

Diego is a guy like any other one. He has a regular family and his friends don’t have anything special. But there is something that makes him different. He has a heterosexual son. One father, one son. Both of them will need to fix their differences. Everything depends on how you look at it.

Diego et Fabrizio filent le parfait amour et vont bientôt vivre ensemble. Alors qu’il ne l’a pas vu depuis cinq ans, le fils adolescent de Diego débarque chez lui et apprend que son père est gay. Peu après, Fabrizio est roué de coups par trois homophobes et sombre dans le coma. Diego et son fils feront-ils la paix? Fabrizio sortira-t-il du coma? Et Delirio de Rio, une flamboyante transsexuelle, amie du couple, retrouvera-t-elle son amour de jeunesse? Dans un pays où l’homophobie reste présente, active et violente, Azul y no tan rosa a connu un vrai succès populaire au Venezuela. Il faut saluer le fait qu’un film mettant en vedette un couple gay « ordinaire » (ni macho, ni folle), un père gay et une transsexuelle soit resté à l’affiche pendant huit mois.

A questo link c’è il film intero..ma attenzione..dovete scorrere a fine pagina.

http://italianqueermoovies.blogspot.it/2014/07/my-straight-son-azul-y-no-tan-rosa.html

se non riuscite a vederlo ..dovete cambiare il vostro DSN ,impostando quello di Google

l’operazione è spiegata facilmente a questo link..sotto!!!

http://www.cb01.eu/siti-filesharing-oscurati-soluzione-guida-cambio-dns/

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: