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TWIN SPIRIT ANIMA GEMELLA   Leave a comment


Nell’amore romantico, per anime gemelle si intendono due persone fra cui esiste una affinità spirituale e sentimentale talmente profonda da poter essere interpretata come segno che tali persone fossero predestinate ad amarsi. Nel linguaggio comune, lo stesso concetto viene comunemente espresso facendo riferimento alla metafora della “mezza mela”, per cui le due anime gemelle sono complementari come le due parti ottenute tagliando di netto una mela a metà. Il concetto di “anima gemella” è in genere associato all’implicazione che esista un solo partner amoroso predestinato per ciascuna persona, e quindi è affine e correlato a quello di vero amore.

Una delle immagini classiche associate all’idea di “anima gemella” è quella riportata nel Simposio di Platone, in cui viene riportato ed elaborato il mito greco degli ermafroditi. Secondo questo mito, all’origine dei tempi gli esseri umani non erano suddivisi per genere, e ciascuno di essi aveva quattro braccia, quattro gambe e due teste. Col tempo gli ermafroditi cominciarono ad essere insolenti nei confronti degli dei e questi, per punizione, li separarono in due parti con un fulmine, creando da ogni essere umano primordiale un uomo e una donna. Come conseguenza, ogni essere umano cerca di ritrovare la propria iniziale completezza cercando la propria metà perduta.

Secondo il mito però, gli esseri umani erano un coppia che poteva essere formata da due donne, due uomini o un uomo e una donna, quindi non era presente nessuna forma di omofobia. 

« Finalmente Zeus ebbe un’idea e disse: “Credo di aver trovato il modo perché gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi »

Ecco qualche pista per snidare la tua anima gemella.

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1. Avete l’impressione di conoscervi da sempre

Fin dal primo incontro senti che questa persona ha sempre fatto parte della tua vita quando invece prima non la conoscevi. Dopo 3 giorni vi capite senza parlare, avete gli stessi desideri, gli stessi valori e le stesse idee.

“Si incontra spesso questa situazione quando i temi astrali delle due persone sono simili (che non vuol dire necessariamente una data di nascita vicina). Siamo tutti legati a centinaia di altre persone ovunque nel mondo, semplicemente perché al momento della nascita avevamo degli allineamenti dei pianeti comuni”

2. Lo senti nel tuo profondo

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Non ti si consiglierà mai abbastanza di fidarti del tuo intuito. Anche se qualche volta ci siamo sbagliate, anche se qualche volta abbiamo creduto a torto che si trattava della persona giusta, l’anima gemella appare come un’evidenza. Non ci si pone più alcuna domanda, non ci si chiede più per ore e ore se richiamerà, che cosa pensa di te o se prova la stessa cosa. Una vocina, e questa volta è quella della saggezza, ti dice che hai fatto la buona scelta? Vai ad occhi chiusi!

3. Una relazione semplice e rassicurante

Tutte abbiamo conosciuto delle relazioni tumultuose. Appassionate, certo, ma non vivibili e soprattutto prima o poi finite. In effetti anche se certi pensano che l’amore, quello vero, esiste solo nel conflitto, nella realtà non c’è niente di più duraturo di un amore tranquillo. Questo non vuol dire che che non ci siano mai conflitti fra due “anime gemelle” ma cosa c’è di più piacevole della serenità in una coppia?Le anime gemelle sanno comunicare e non si pongono 1000 domande l’uno sull’altro.

4. Condividete dei valori profondi

Non avete probabilmente lo stesso percorso, la stessa educazione o lo stessso contesto sociale, ma non è un problema. Condividete le idee e i valori di base. Questi valori possono essere l’attaccamento alla famiglia, il bisogno di giustizia, la fedeltà (in amore e in amicizia) o il desiderio di indipendenza. In breve, condividete dei pilastri che fanno di voi la persona che siete, che ne siate coscienti o no.

5. Guardate nella stessa direzione

Nello stesso modo in cui avete dei valori in comune, avete gli stessi obiettivi nella vita. Come ti immagini fra 5, 10 o 30 anni? La tua anima gemella dovrebbe globalmente rispondere come te a questa domanda. Se ti immagini combattere in America del Sud, e che il tuo compagno si vede viaggiare in una monovolume con 3 bambini seduti dietro, avete un serio problema di coppia!

6. L’anima gemella ti rende più forte

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Durante il tuo (troppo lungo) periodo di celibato, ti sei sentita sola, svuotata, sfinita e stanca. Poi hai incontrato THE ONE e da quel giorno i tuoi capelli non sono mai stati cosi lucidi, il tuo corpo così sodo e slanciato: senti in te una forza e una gioia unica. È semplicemente la felicità che ti rende più bella e le persone che ti circondano te lo fanno notare.
L’anima gemella è una persona “specchio” che ti rinvia un’immagine di te molto positiva. Mentre prima pensavi di essere un merluzzoarenato sull’isola deserta dell’amore, ti senti ormai come una sirena che potrebbe far girar la testa a tutti gli uomini che incontra.

7. Riuscite a immaginarvi a due

Come i cantanti che escono l’album della maturità ogni anno, le tue relazioni amorose hanno sempre avuto un gusto di “credo che sia quello buono” che non dura e che si trasforma in fallimento cocente. L’anima gemella non è obbligatoriamente un colpo di fulmine, ma ti permette ogni giorno di proiettarti un po’ più nel tuo avvenire e nella costruzione di una coppia prima di tutto solida e sana.

8. I vostri segni astrali si accordano perfettamente (o no!)

In amore, esiste una nozione di base che è il tema astrale che può influenzare positivamente o negativamente la vostra relazione. Se dubiti ancora, avrai uno studio chiaro sulle vostre possibilità di riuscita a due. “Molti che vengono a consultarmi dimenticano che malgrado l’attrazione fisica o un’ intesa al primo contatto, non tutte le coppie sono fatte per durare, e questo a causa delle differenze di personalità spesso sconosciute” sottolinea l’astrologa. Allora non perdere tempo!

9. Impari ad amare i suoi difetti

Il suo lato brontolone e i calzini sporchi che sono dappertutto ti esasperano ma ti fanno sorridere, È un vero segno d’amore! L’anima gemella permette d’accettare delle cose che non avresti sopportato prima. Sei capace di chiudere gli occhi su delle cose che ti sembravano impossibili quando avevi immaginato il tuo principe azzurro. Nello stesso modo non hai bisogno di nascondere i tuoi difetti o quelle piccole cose di te che ti hanno sempre infastidito. Vi accettate mutualmente come siete!

10. Ti permette di realizzarti nella vita

Non devi credere che l’anima gemella sia una persona con cui ti devi chiudere e tagliare i ponti col resto del mondo, al contrario! Vivere con la propria anima gemella significa che si è capaci di avere dei momenti per sè, per le amiche o per le uscite da celibe senza che ciò ponga dei problemi nella coppia. È realizzandosi nella propria vita che si può serenamente costruire la coppia. “L’anima gemella non è una persona troppo gelosa perchè la fiducia deve essere forte nella coppia. Mote donne mi parlano di problemi di gelosia, o del fatto che ormai non fanno più niente fuori dalla coppia, questo può essere pericoloso e spesso porta a medio o lungo termine a l fallimento”

Pubblicato 8 agosto 2015 da sorriso47 in amore, anima, anima gemella, love, soul, twin spirit

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BARCELONA il sogno realizzato di Freddie Mercury   Leave a comment


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Senza alcun dubbio, Barcelona fu una delle imprese di Freddie tra le più ambiziose, provocatorie e allo stesso tempo, coraggiose.

La considerava come uno dei progetti più gratificanti della sua carriera e di cui andava più fiero. E, in effetti, cantare con Montserrat Caballè era la realizzazione di un sogno che non si sarebbe mai aspettato potesse diventare realtà.

L’album nacque nel 1987, dopo le fatiche e i bagordi dell’ultimo grande tour dei Queen, in un periodo che Freddie si era ritagliato per i propri lavori personali e per realizzare un nuovo album solista. All’epoca, Barcelona non era però nemmeno che un’idea, avendo Freddie registrato solo la cover di The Great Pretender. Ma qualcosa bolleva in pentola. E nemmeno Freddie aveva idea di cosa fosse.

Freddie era un grande appassionato di musica lirica e nutriva una stima particolare ed incondizionata per il soprano spagnolo, che egli stesso riteneva, con la poca considerazione che, spesso, aveva per il proprio lavoro, una vera leggenda.

FM: non penso a me stesso come una leggenda.. io con le leggende non ho molto a che fare. Per me una leggenda è qualcuno come Montserrat Caballè. Lei è la leggenda, e io sono solo una vecchia squaldrina.

FM: amo la musica e Lei è la musica!

Tutto incominciò nel 1983 quando Freddie si innamorò di quella che pensava essere la più bella voce nel mondo. Freddie si recò presso la Royal Opera House per ammirare Luciano Pavarotti nell\’opera di Verdi “Un ballo in maschera”. Precedentemente lo aveva ascoltato su disco, ma mai visto dal vivo e apprezzò la voce e il controllo del tenore. Ad ogni modo, per quanto chiaramente Pavarotti fosse impressionante, fu la mezzosoprano a lasciare esterrefatto Freddie. Appena incominciò a cantare rimase a bocca aperta. Rimase estasiato. La voce apparteneva a Montserrat Caballè. Da allora Freddie divenne un suo grande fan. Con un desiderio, che lo contraddistingueva dagli altri appassionati. La grande volontà di incidere, con la Divina, una canzone.

Peter Freestone: Si rappresentava un’opera di Verdi, un Ballo in Maschera. Il tenore prese una grande aria, mentre stava entrando in scena. Freddie esclamò: “che bravo! Canta come nei dischi”. Poi toccò ad un trio e apparse il soprano. Fu Montserrat a cantare. Non sapeva come si chiamasse, non sapeva niente di lei. Lei entrò, cantò la sua parte. E, alla fine del pezzo, lui era rimasto a bocca aperta. Chiese: “quando rientra? Voglio sentirla ancora, chi è?” Gli risposi “è Montserrat Caballè, un soprano spagnolo”. E lui: “hai i suoi dischi? Voglio sentirla, voglio ascoltarla”. Cominciò tutto cosi!

Nel luglio del 1986, nel corso di una intervista al programma televisivo spagnolo Informe Semanal Freddie raccontò della sua passione per l’opera ed in particolare per la voce di Montserrat Caballè. Spiegò che il motivo principale del suo viaggio a Barcelona era (oltre per tenere un concerto con i Queen) per realizzare il desiderio di incontrare la diva.

Nonostante lo scarso interesse dell’intervistatore, il messaggio non cadde nel vuoto e giunse alle orecchie di Montserrat. Il manager dei Queen Jim Beach si mise in contatto con il promoter spagnolo della band, Pino Sagliocco, affinchè venisse organizzato un incontro.

E cosi fu.

Mike Moran: Mi telefonò tutto eccitato. “non indovinerai mai, ho ricevuto un messaggio. Montserrat Caballè, vorrebbe conoscermi. Devi venire con me”

Il 24 marzo 1987, all’Hotel Ritz di Barcelona, avvenne il primo incontro tra una leggenda della musica lirica e una leggenda del rock.

THIS IS NOT A LIVE VERSION, but it was a “live” event; unfortunately they were “playbacking”. This version of Barcelona was performed in 1988, to celebrate that Barcelona was chosen for the upcoming Olympics of 1992.

FM: Ero veramente nervoso. Non sapevo come comportarmi o cosa dirle. Per fortuna lei mi ha messo a mio agio da subito e ho capito che tutti e due avevamo lo stesso tipo di humor. Mi ha domandato quale era il numero che preferivo. Le risposti. Il numero uno. E lei mi disse: d’ora in avanti ti chiamerò il mio Numero Uno! Ho risposto che io l’avrei chiamata ‘Super Diva’.

Montserrat è stata meravigliosa. Le ho confessato il mio amore per il suo canto, le ho confidato che avevo i suoi album…

Peter Freestone: L’incontro era fissato per le due. Freddie camminava avanti e indietro, non l’avevo mai visto cosi ansioso. Ogni due o tre minuti mi veniva chiesto di verificare se Montserrat stava arrivando. Alla terza volta, verso le due e un quarto, mi si presentò una scena magnifica. Senza mancarle di rispetto, la scena che vidi mi ricordava il testo di una vecchia canzone che cominciava cosi “stately as a galleon, she sailed across the floor..”. La folla nel foyer si aprì come nella bibbia come la separazione delle acque. E Monserrat la attraversava.

Freddie saltò dalla sedia e dopo averle stretto a mano la accompagnò al suo posto. Disse semplicemente: Salve, sono Freddie Mercury. Cosi cominciò tutto.

All’incontro di Barcelona, Freddie si presentò con Jim Beach, con il compositore arrangiatore Mike Moran e con il suo assistente personale Peter Freestone.

Montserrat Caballè: entraì nella stanza. Le mani di Freddie erano gelate e lo erano anche le mie. Pensai che anche lui era nervoso e anche più di me e questo era positivo, perché se una persona è nervosa significa che si aspetta qualcosa dall’altra.

Freddie portò anche una audiocassetta con un brano che aveva composto proprio in precedenza (e non, come alcune cronache riferiscono, appositamente per questa occasione). Il brano era: Exercises in Free Love, nella quale Freddie aveva cantato in falsetto imitando la voce del soprano.

FM: Non volevo limitarmi a fare la sua conoscenza e scambiare giusto due chiacchiere, perché non si fanno certe cose. Pensavo che avrei dovuto sottoporle una idea di ciò in cui si stava imbarcando in termini di musica, perché spiegare le cose musicalmente è la cosa di gran lunga più difficile. Allora con la sua voce in mente, ho scritto un paio di pezzi con Mike Moran e glieli ho fatti ascoltare. Li ha subito trovati di suo gradimento e così è iniziato il progetto.

Mike Moran: Freddie era teso come una corda di violino. Aveva voluto portare qualcosa da poterle far vedere e sentire, qualcosa che lei non avesse ancora sentito dai suoi ragazzi. Finalmente Lei entrò, come la Regina di Saba, con il suo entourage. Di primo acchitto fu un po’ imbarazzante, ma Freddie si buttò a capofitto con coraggio.

MC: C’era un piano nell’angolo ed era ben preparato. Quindi ci alzammo dal tavolo e andammo all’angolo della sala dove si trovava il piano e lui cominciò a suonare ed io cominciai a comprendere le sue idee. Lui suonava e io cantavo. Avremmo potuto andare avanti per ore. Quando terminammo, ci siamo guardati l’un l’altra ed in quel momento compresi che mi aveva conquistato.

La diva ascoltò e apprezzò molto il brano scritto per lei da Freddie e da Mike Moran, tanto che, con grande sopresa dei presenti, disse: lo porterò alla prima mondiale entro tre giorni al Covent Garden di Londra! E tu, battendogli la mano sulla spalla, (riferito a Mike Moran), suonerai.

Una delle più grandi dive del nostro tempo, ed uno dei più grandi front man della storia del rock, passarono il resto del giorno a cantare insieme nel giardino dell’hotel, appositamente attrezzato dal management dei Queen, con Mike Moran al piano.

Mike Moran: quando Montserrat lasciò il Ritz quella sera, Freddie si guardò intorno e disse… che cosa abbiamo fatto, caro???

La musica moderna, da allora, non sarebbe più stata la stessa.

Nuevo video versión 2012, cortesía de Rhys Thomas. Durante septiembre de este mismo año (exactamente el 3), saldrá a la venta una versión orquestada de Barcelona. Estará disponible en CD, caja con 3CD+DVD, LP y descarga.

MICHELANGELO La Pietà Vaticana (S.Pietro) 1497-1499   Leave a comment


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Autore Michelangelo Buonarroti
Data 14971499
Materiale Marmo
Dimensioni 174×195×69 cm
Ubicazione Basilica di San Pietro in Vaticano,Città del Vaticano

Durante il primo soggiorno romano di Michelangelo, dal 1496 al 1501, l’artista strinse un rapporto di amicizia e collaborazione col banchiere Jacopo Galli, che fece da intermediario e garante in diverse commissioni legate a un gruppo di cardinali. Una delle più prestigiose fu quella per la Pietà marmorea per il cardinale francese Jean de Bilhères, ambasciatore di Carlo VIII presso papa Alessandro VI, destinata alla cappella di Santa Petronilla. Qui il cardinale venne effettivamente poi sepolto, facendo pensare che l’opera fosse originariamente destinata al suo monumento funebre[1].

Un contatto non formalizzato tra artista e committente dovette avvenire già nel 1497, in seguito al quale l’artista si recò a Carrara per scegliere un marmo, un’operazione che da allora divenne una costante della sua carriera di scultore. Il contratto vero e proprio venne però firmato solo il 26 o il 28 agosto 1498, alla presenza del Galli, con un tempo di consegna previsto in un anno. Effettivamente la statua fu pronta nel 1499 e destinata a Santa Petronilla[1]. L’opera destò subito grande ammirazione e pare che Michelangelo la firmò solo in un secondo momento, quando sentì due uomini lodare la statua ma attribuirla allo scultore lombardo Cristoforo Solari[2].

Cinquant’anni dopo Vasari ancora celebrava l’opera, scrivendo: «[Riguardo alla Pietà] non pensi mai, scultore né artefice raro, potere aggiungere di disegno né di grazia, né con fatica poter mai di finezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michelagnolo vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell’arte»[3].

Poco prima del 1517 l’opera venne trasferita nella sagrestia della basilica di San Pietro in Vaticano e di nuovo spostata nel vecchio coro sistino nel 1568, poi ancora, per i lavori che procedevano nella basilica, sull’altare dei Santi Simone e Giuda, e nel 1626 nel nuovo coro. La collocazione attuale, nella prima cappella a destra della navata della basilica, risale al 1749. Nel 1736 aveva subito un restauro delle dita della mano destra della Vergine[1].

Nel 1964, la Pietà è stata prestata dalla Santa Sede alla 1964–1965 New York World’s Fair (Esposizione universale di New York 1964–1965) per essere installata nel padiglione della Città del Vaticano. Le persone hanno fatto la fila per ore per intravedere da un nastro trasportatore in movimento davanti alla scultura. La statua tornò in Vaticano dopo l’Esposizione.

Il fatto che la Madonna fosse molto giovane suscitò delle critiche, registrate dal Vasari, nell’incapacità ormai di riconoscere la tradizione medievale di Maria vista come sposa di Cristo e simbolo della Chiesa: tali iconografie, spesso antichissime, vennero abbandonate in seguito alla Controriforma, interrompendo tradizioni secolari che vennero presto dimenticate dai contemporanei. Una Madonna giovanissima si trova ad esempio, per restare in ambito romano, nel mosaico di Jacopo Torriti in Santa Maria Maggiore. Per tutto il Quattrocento si continuò a ripetere tali schemi, con una conoscenza più o meno consapevole degli scritti teologici medievali, spesso mediata dagli ordini religiosi committenti[5].

Inoltre Michelangelo, come scrisse il suo biografo Ascanio Condivi, sostenne che “La castità, la santità e l’incorruzione preservano la giovinezza”. Lo stesso Vasari riporta questa opinione nel confutare le critiche alla scelta dell’artista: «Se bene alcuni, anzi goffi che no, dicono che egli abbia fatto la Nostra Donna troppo giovane, non s’accorgono e non sanno eglino che le persone vergini senza essere contaminate si mantengono e conservano l’aria de ‘l viso loro gran tempo, senza alcuna macchia, e che gli afflitti come fu Cristo fanno il contrario? Onde tal cosa accrebbe assai più gloria e fama alla virtù sua che tutte l’altre dinanzi»[6]. Michelangelo inoltre non voleva rappresentare la scena con lo scopo di narrare un episodio (la morte di Cristo) ma era principalmente interessato all’aspetto simbolico: Maria è rappresentata giovane come quando concepì Cristo.

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FAI SOLO CIO’ CHE TI PIACE (chi bene comincia ..è a metà dell’Opera)   Leave a comment


Intervista a Osho Rajneesh concessa alla Rai (televisione italiana) nel 1972 e tenuta a Puna, in India.

(voce fuoricampo di Arnoldo Foà.)

Un video importante per la vita di ogni Essere

È una tecnica molto semplice,ma all’inizio sembra molto difficile.
Se la provate,scoprirete che è semplice.
Se non la provate e vi limitate a pensarci,apparirà molto difficile.
LA TECNICA E’:FAI SOLO CIO’ CHE TI PIACE.
Se non ti piace,non farlo.
Prova,perché questa gioia viene solo dal tuo centro.
Se fai qualcosa e ti piace,cominci a riconnetterti con il centro.
Se fai qualcosa che non ti piace,sei disconnesso dal centro.
LA GIOIA NASCE DAL CENTRO E DA NESSUN ALTRO LUOGO.
Quindi usalo come criterio di paragone,e sii fanatico a questo riguardo!
Cammini per strada… all’improvviso ti accorgi che non ti stai godendo la camminata.
Fermati.
Basta,non devi continuare.
Quando qualcosa ti piace,sei centrato.
La gioia è solo il suono dell’essere centrato.
Se qualcosa non ti dà gioia,sei fuori centro.
Allora non forzarla;non ce n’è bisogno.
Se la gente pensa che sei matto,lascia che pensi che sei matto.
Entro pochi giorni scoprirai,per esperienza diretta,come eri lontano da te stesso.
Stavi facendo mille cose che non ti piacevano,eppure le facevi lo stesso perché ti era stato insegnato così.
Stavi adempiendo ai tuoi doveri.
Il centro è accessibile quando sei caldo,quando fluisci,ti sciogli nell’amore, nella gioia,nella danza, nella delizia.
Dipende da te.
Continua a fare solo quelle cose che ami veramente fare e che ti danno gioia.
Se non ti piacciono,smetti.
TROVA QUALCOS’ALTRO CHE TI DIA GIOIA.
Ci deve essere pur qualcosa che ti piace.
Non ho mai incontrato una persona a cui non piace nulla.
Ci sono persone alle quali magari non piace una cosa o un’altra o un’altra ancora,ma la vita è vasta.
Non rimanere legato;rimani fluido.
Lascia che l’energia scorra di più.
Lascia che fluisca,che si incontri con le altre energie che ti circondano.
In un’energia che fluisce,diventi di colpo integrato.
Il segreto sta nel trovare qualcosa che comincia a darti gioia.
Tutte le volte in cui ti piace qualcosa,sei in armonia con te stesso e in armonia con l’universo,perché il tuo centro è il centro di tutto.
Entro pochi giorni verranno stabiliti molti contatti con il centro,e allora comprenderai cosa intendo quando ripeto in continuazione che quello che cerchi è già dentro di te.
Non è nel futuro.
Non ha nulla a che fare con il futuro.
È già qui e ora,sta già accadendo.

(OSHO)

« L’amore è l’unica religione. Tutto il resto è solo spazzatura. »
(Osho, Il canto della meditazione)

Osho con Enzo Biagi nel 1986

da Wikipedia.
Osho Rajneesh, meglio noto come Osho (Kuchwada, 11 dicembre 1931 – Pune, 19 gennaio 1990), è stato un mistico e maestro spirituale indiano, che acquisì seguito internazionale.

Alla nascita chiamato Chandra Mohan Jain (hindi devanagari: चन्द्र मोहन जैन) – noto anche come Acharya Rajneesh negli anni Sessanta, e in seguito come Bhagwan Shree Rajneesh[1][2] – negli anni Ottanta adottò il nome di Osho Rajneesh, che poi ridusse semplicemente a Osho[3] (dal termine “oceanico”, pronunciato osheanic in inglese).[4]

Osho era un professore di filosofia che abbandonò la carriera accademica per girare il mondo come maestro spirituale.[5] Le sue posizioni anticonformiste suscitarono scalpore e reazioni controverse.[6] Nel 1953, a ventun anni, visse l’esperienza mistica dell’Illuminazione.[7] Iniziò a viaggiare per l’India, a tenere discorsi e a condurre campi di meditazione. Nel 1974 fondò un ashram a Pune che arrivò a ricevere trentamila visitatori l’anno.[6][8]

Nel 1981 si trasferì in Oregon dove fondò una Comune che finì per sgretolarsi a causa di attività illegali commesse dai suoi esponenti di spicco[6] e denunciate pubblicamente dallo stesso Osho.[9][10] Nel 1986, duramente osteggiato dal governo statunitense,[11][12] tornò in India dove le sue condizioni di salute subirono un drastico peggioramento, da lui attribuito a un avvelenamento subito nelle carceri americane.[13] Morì a Pune a cinquantotto anni.

I suoi insegnamenti sincretici enfatizzano l’importanza della meditazione, della consapevolezza, dell’amore, della creatività, dell’umorismo e di una gioiosa celebrazione dell’esistenza, valori che egli riteneva soppressi dai sistemi di pensiero imposti dalla società, dalle fedi religiose e dalle ideologie.[14] Osho invitò l’uomo a vivere in armonia e in totale pienezza tutte le dimensioni della vita, sia quelle interiori che quelle esteriori, poiché ogni cosa è sacra e ricolma del divino.[15]

Fautore di una ribellione fondata sul senso critico e sul rifiuto di assumere qualsiasi norma di vita o valore sociale solo perché comunemente accettati, fu un forte oppositore delle religioni organizzate e di ogni tipo di potere.[16] Considerava tutte le tradizioni religiose come false credenze che reprimono l’uomo e lo allontanano dalla Verità.[17] Le sue idee ebbero un notevole impatto sul pensiero New Age occidentale (da cui tuttavia egli prese le distanze)[18][19] e sulla controcultura ereditata dagli anni sessanta. La sua popolarità ha continuato ad aumentare dopo la sua morte.[20][19]

L’elenganza dell’anima   Leave a comment


 

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La vera eleganza non si compra in boutique, né si ordina su misura. Viene dal cuore e profuma di grazia, cortesia e discrezione.Viene dalla bocca con linguaggio pulito, in parole attente e prudenti. A volte è autoironica, a volte sa fare silenzio.Adorna le orecchie che sanno ascoltare pazienti. Si riconosce negli occhi, chiari specchi dell’anima.Arriva dai gesti, rispettosi, miti e composti. Modesta e solare, bella perché semplice.Esce dalle labbra allenate a sorridere, e magari anche a ridere, se il momento è opportuno.Cura con dignità l’abbigliamento, senza l’ostentazione e la volgarità del nostro tempo. dell’anima.

Pubblicato 15 luglio 2015 da sorriso47 in anima, bellezza, soul

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L’omosessualità maschile e femminile.. non è “vizio”…ma amore…   Leave a comment


Canada, una preghiera contro l'omofobia: così le calciatrici spose

Dopo i Mondiali femminili di calcio giocati in casa, il portiere del Canada Erin McLeod ha coronato un grande sogno, quello di sposare la sua fidanzata, Ella Masar. Compagne nella vita, e di squadra nelle Houston Dash, le due calciatrici hanno pubblicato sui loro profili social le foto della cerimonia. Tanti i messaggi di sostegno e di gioia per la coppia, minati però anche da commenti omofobi che Ella Masar ha voluto mettere a tacere con un messaggio su Instagram. “Per tutte le congratulazioni, l’amore e il supporto, grazie – scrive l’atleta – Io ed Erin ci sentiamo fortunate per la quantità dei messaggi ricevuti. Anche per gli “altri” (i meno graditi, ndr), grazie. Grazie perché pregate per me e date forza alle mie preghiere, perché così come voi pregate, io faccio lo stesso. Padre Nostro, grazie per avermi permesso di incontrare la mia metà, per aver trovato qualcuno che rafforza la mia fede e mi permette di essere la persona che ho sempre sognato. Grazie per avermi insegnato ad amare davvero, amen”.

a cura di Eleonora Giovinazzo
13 luglio 2015

photographer of Nature Andrea Barghi (Aquila bianca)   Leave a comment


Andrea Barghi aquila 1

Andrea Barghi 2

Andrea Barghi 7

Anno di nascita: 10 aprile 1953
Breve descrizione
“I’m into nature and the seasons and blossoms and snow-flackes, and I’m not keen to follow the line that everyone else is following. I’m into Life” – Linda McCartney
Biografia
Nasce in Toscana il 10 Aprile 1953.
Il suo primo incontro con la fotografia avviene paradossalmente in modo casuale…
Sesso
Uomo
Interessi personali
– Arte, Natura, Pittura, Penisola Scandinava, Teatro;
Cinema, Musica: Nicola Barghi, Beatles, Paul McCartney, George Harriso… Altro…
E-mail
sarek@andreabarghi.com
Altri account
http://www.facebook.com/andreabarghi(Other Service)
Sito Web
http://www.andreabarghi.com

Andrea Barghi 6

Andrea Barghi 8

Andrea Barghi aurore boreali 4

Andrea Barghi aurore boreali 5

Andrea Barghi  aurora boreale

Andrea Barghi  aurore boreali 2

Andrea Barghi  LAPONIA

Andrea Barghi Lapponia

Andrea Barghi  abeti

Andrea Barghi  Lago Voulep Jervasjàvrre

Andrea Barghi  aquila

Andrea Barghi aquila 1

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