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L’immenso amore..di Dio…il “Padre nostro”…   Leave a comment


Mi sono sempre chiesto.se questa preghiera di Gesù..fosse vera..e che significato aveva..quel : non ci indurre in tentazione..ma liberaci ..dal male”

Dio..può tentare..l’uomo?..e perchè..lo fa..!!

Dio può tentare l’uomo..lo fà..quando l’uomo..si crede perfetto..e giudica.gli altri.

Nel vangelo..Gesù..dice una parabola:

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmlhttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.html

 

In questa parabola, Gesù parte da una situazione psicologica e sociale molto contraria al Vangelo; Egli la vuole ad ogni costo distruggere, per portare il popolo di Israele (in primo piano, ma – a ben vedere – tutta l’umanità) a un modo di giudicare e di agire che rispetti e sviluppi i valori dell’umiltà, della carità e della misericordia.

Nel fariseo e nel pubblicano sono espresse due categorie di persone: primi, i farisei che, di istinto, si ritengono la categoria privilegiata e superiore a tutti, incline a giudicare gli eventi e le persone: «Io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano; digiuno due volte la settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo» (Luca 18,11-12).

L’altra categoria è costituita dai pubblicani, cioè gli esattorhttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmli delle imposte, molto mal visti non solo perché si arricchivano esigendo il pagamento delle imposte, ma perché lavoravano, in pratica, a favore dei Romani, su mandato dell’imperatore (chiamato “Cesare”, dal nome di Giulio Cesare, che aveva iniziato l’espansione e preparato l’istituzione dell’Impero ad Augusto).

Gesù, ovviamente, non ha voluto affatto emettere un giudizio politico, ma ha voluto evidenziare due atteggiamenti tra loro opposti, e giudicarli alla luce della Verità, dehttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmllla Giustizia e della Carità. Abbiamo già ascoltato il modo di esprimersi del fariseo, capace soltanto di vedere se stesso (e la sua categoria di appartenenza) come ideale ed emblema del perfetto Giudeo, e di sentirsi pertanto autorizzato a giudicare le persone e la società secondo tali criteri. Accetta le leggi e le strutture della religione ebraica, orientandole però secondo gli interessi di casta.

Per quanto riguarda il pubblicano, Gesù non esprime un giudizio circa la legittimità (di diritto e di fatto) della loro professione, ma si ferma a considerare l’atteggiamento interiore di quel pubblicano: è un atteggiamento di umile riconoscimento dei suoi peccati: «Il pubblicano, fermatosi a distanza (dell’Arca dell’Alleanza situata nel centro del Tempio), non osava alzare nemmeno gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”» (Luca 18,13). Quello che Gesù vuole evidenziare è l’atteggiamento umile di uno che sa di essere peccatore, riconosce la sua colpa e – sinceramente pentito – invoca la misericordia di Dio.

La misura del perdono

Questi, i due personaggi della parabola. Certamente, Gesù non era venuto solo per evangelizzare e salvare il popolo di Israele; ben sapeva di essere venuto per la salvezza di tutta l’umanità. Ci rendiamo pertanto conto che l’esempio usato nella parabola – essendo collocato all’interno della storia di un popolo e nell’ambito di una determinata nazione (che pur aveva ricevuto già dai profeti e nell’arco di molti secoli un’educazione direttamente da Dio) – ha una portata e un’ampiezza che abbraccia tutta la storia umana.

Qui, pertanto, occorre che ciascuno di noi faccia un sincero e approfondito esame di coscienza, per vedere “se” e “fin dove” accogliamo l’insegnamento di Gesù, e come tale insegnamento sia veramente radicato nella nostra coscienza e nel nostro cuore. Siamo tutti piuttosto pronti a giudicare gli altri, e – anche su questo – Gesù ci ammonisce, dicendo: «Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati … perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Luca 6,37-38); ma, per di più, ci insegna a perdonare; anzi, nella preghiera del Padre nostro, ci fa chiedere al Padre di essere perdonati se e nella misura con cui perdoniamo ai fratelli: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori».

La forza dell’umiltà

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Torniamo a riflettere sull’umiltà, visto che Gesù ha condannato chiarissimamente l’orgoglio e la presunzione del fariseo. L’umiltà vera è innanzitutto un atteggiamento da tenere verso il Signore; e solo dopo diventa – come conseguenza – un atteggiamento che teniamo verso il prossimo. Chi siamo noi, che non di rado ci atteggiamo a giudici del Signore e ci lamentiamo con Lui perché, ad esempio, non interviene nella storia (nostra, ma anche nelle vicende mondiali) come noi vorremmo?

L’umiltà è verità, e quindi ha le radici nell’infinita Verità che è Dio. Il fariseo giudica e disprezza il pubblicano, e così dimostra di non avere capito nulla di Dio, di non conoscerlo, anzi, di sostituirsi a Lui! Il fariseo proietta in Dio la sua miserabile e goffa prosopopea di essere giusto: di una giustizia fabbricatasi da se stesso e che vorrebbe affibbiare a Dio! In realtà, il fariseo parla a se stesso (è del resto la traduzione letterale del testo originale del Vangelo).

Di più: anche il motivo per cui il fariseo ringrazia Dio è sciocco perché fondato sulla sua personale presunzione di essere giusto e di poter giudicare il suo prossimo; e di conseguenza non sa ringraziare Dio per tutti i benefici che ci concede ogni giorno: l’orgoglioso non sa vedere il vero bene, quello operato da Dio, perché cerca solo (e crede di conoscere) il bene operato dalla sua misera persona… Diciamolo con semplicità e chiarezza: “nessuno è così goffo come il superbo!” (e proviamo a dirlo, con umiltà, anche a noi stessi!).

… E così arriviamo alla sapienza del pubblicano, che riconosce sinceramente e umilmente il proprio limite, il proprio peccato! Gesù ci invita caldamente a imitarlo, per essere anche noi “resi giusti” di fronte al Padre.

Mi piace terminare con un tratto dell’inno del Magnificat, proclamato da Maria (e che troviamo ancora nel Vangelo di Luca: 1,48-52):

«Dio ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e “Santo” è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri dei loro cuori; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».
Maria poteva cantare così, perché tutta la sua santità la riconosceva come dono di Dio; infatti, la vera traduzione del primo versetto sarebbe così: «Ha guardato con particolare predilezione la piccolezza della sua serva».

Così è, e così sia!
Don Rodolfo Reviglio


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© Elledici / M. Dasso / La parabola del fariseo e del pubblicano ha una portata universale. Tutti sono chiamati a riscoprire la propria indegnità davanti a Dio.

 

Questo è il motivo..per cui..Dio tenta..

non vuole che l’uomo.. si vanti..di essere.superiore..agli altri uomini…

è meglio..essere..peccatori.e riconoscerlo..davanti a Lui..

il peccatore..che ,in cuor suo,..si pente..è perdonato..

il pubblicano..ritornerà..a casa….   non perdonato.

“la Bellezza..salverà..il mondo.. Isadora Duncan.. il futuro della danza..”   Leave a comment


 

La Danza del Futuro – tratto da “Lettere dalla Danza” di Isadora Duncan

 

 

http://www.maryem.it/2011/09/la-danza-del-futuro-e-la-danza-del.html

Una volta una donna mi chiese perché danzassi a piedi nudi e io le risposi:
“Signora, io credo nella religione della bellezza del piede umano”.
La donna rispose:
“Io però non ci credo”.
E io:
“Eppure, signora, Lei dovrebbe crederci, perché l’espressione e la sensibilità del piede umano è una delle più grandi vittorie nell’evoluzione dell’uomo”.
“Ma io non credo nell’evoluzione dell’uomo”, disse la signora.
“Il mio compito allora termina qui”, risposi.
“Le consiglio di rivolgersi ai maestri che tengo più in considerazione, il signor Charles Darwin e il signor Ernst Haeckel”.
La donna disse: “Io non credo neanche in Darwin e Haeckel”.
A questo punto non seppi più cosa dire. Vi renderete dunque conto di quanto poco io valga per convincere la gente e forse non dovrei neppure parlare. Invece vengo portata fuori dall’isolamento del mio studio, trepidante e balbettante davanti a un pubblico, e mi si dice di tenere una conferenza sulla danza del futuro.
Se ricerchiamo la vera origine della danza, se ritorniamo alla natura, troviamo che la danza del futuro è la danza del passato, la danza dell’eternità, che è sempre stata e sempre sarà la stessa.
Il movimento delle onde, dei venti, della terra esiste da sempre nella stessa armonia. Noi non andiamo sulla spiaggia a chiedere all’oceano come fosse il suo movimento nel passato e come sarà in futuro. Ci rendiamo conto che il movimento proprio della sua natura rimane eternamente aderente a essa. Il movimento degli animali in libertà e degli uccelli corrisponde sempre alla loro natura, ai bisogni e ai desideri di essa, e all’armonia che essa ha con la terra.
Solo quando si impongono restrizioni artificiali a degli animali liberi, questi perdono la facoltà di muoversi in accordo con la natura e assumono movimenti che sono espressione delle limitazioni loro imposte.
Così è successo per l’uomo civilizzato. I movimenti dell’uomo primitivo, che viveva in libertà, in costante contatto con la natura, erano senza limitazioni, spontanei e meravigliosi.
Solo i movimenti del corpo nudo possono essere completamente naturali. L’uomo, giunto al termine della civilizzazione, dovrà ritornare alla nudità: non alla nudità inconsapevole del selvaggio, ma a quella conscia e riconosciuta dell’uomo maturo, il cui corpo sarà l’espressione armoniosa della sua vita spirituale.

E i movimenti di quest’uomo saranno belli e naturali come quelli degli animali liberi.
Il movimento dell’universo, concentrandosi in un individuo, diventa ciò che è chiamato volontà. Per esempio, il movimento della terra, essendo concentrazione di tutte le energie che la circondano, conferisce alla terra stessa la sua individualità, ossia la sua volontà di movimento. Così anche le creature della terra, ricevendo a loro volta queste forze concentrate e tra loro diversamente correlate, trasmesse loro dagli antenati che le avevano ricevute dalla terra, sviluppano in se stesse quel movimento individuale chiamato volontà.
La danza allora dovrebbe essere semplicemente la gravitazione naturale di questa volontà dell’individuo, che in fondo non è altro che la versione umana della gravitazione universale.
L’odierna scuola di balletto, lottando inutilmente contro le leggi naturali della gravità o contro la volontà naturale dell’individuo, e operando nel suo movimento e nella sua forma in disaccordo con la natura, produce un movimento sterile che non genera movimenti futuri, ma che muore appena compiuto.
L’espressione della moderna scuola del balletto, in cui ogni azione è finita e dove nessun movimento, posa o ritmo è legato all’altro o può generare un’ azione successiva, è un’ espressione di degenerazione, di morte vivente. Tutti i movimenti della nostra moderna scuola di balletto sono movimenti sterili perché sono innaturali: cercano di dare l’illusione che per loro la legge non esista.
I movimenti primari o fondamentali della nuova scuola di danza invece devono contenere in sé i semi dai quali si evolveranno tutti gli altri movimenti; questi a loro volta ne faranno nascere altri, in un sequenza senza fine di espressioni, pensieri e idee sempre più nobili ed elevati.
A tutti coloro che, ciononostante, per ragioni storiche, coreografiche o altre, apprezzano questi movimenti, io dico che non sanno vedere al di là dei tutù e delle maglie. Guardate invece: sotto i tutù e le maglie danzano muscoli deformati.
E guardate poi ancora più a fondo: sotto i muscoli ci sono ossa deformate. Uno scheletro deformato sta danzando di fronte a voi. Questa deformazione data dall’abbigliamento inadatto e dal movimento sbagliato non è altro che il risultato dell’addestramento necessario per il balletto.
Il balletto si condanna da solo perché impone la deformazione del corpo meraviglioso della donna! Nessuna ragione storica o coreografica può avere la meglio contro questo argomento!
La missione di tutta l’arte è quella di esprimere i più alti e meravigliosi ideali umani. Che ideale esprime il balletto?
No, la danza era un tempo la più nobile di tutte le arti, e ritornerà a esserlo. Risorgerà dal grande abisso in cui è sprofondata. La danzatrice del futuro raggiungerà delle vette così alte, che tutte le altre arti ne trarranno vantaggio.
Esprimere ciò che vi è di più morale, sano e bello: questa è la missione della danzatrice e a essa ho dedicato la mia vita.

 

Questi fiori davanti a me racchiudono il sogno di una danza che potrebbe essere chiamata “la luce che si spande sui fiori bianchi”. Una danza che sarebbe la traduzione sottile della luce e della purezza. Così pura, così forte che la gente direbbe: quella che vediamo muoversi è un’anima, un’anima che ha raggiunto la luce e trovato la purezza. Il suo movimento ci rende felici, perché attraverso questo intermediario umano, attingiamo la piena sensazione del movimento, della luce e di tutte le cose belle. Attraverso questo tramite umano, il movimento di tutta la natura scorre in noi trasmessoci dalla danzatrice. Percepiamo il movimento della luce fusa con l’idea della purezza. È una preghiera, questa danza; ogni suo movimento raggiunge i cieli in ampie onde e diventa parte del ritmo eterno delle sfere.

Trovare quei movimenti fondamentali del corpo umano dai quali tutti i movimenti della danza futura dovranno svilupparsi in un eterno variare, naturalmente, in sequenze senza fine – questo è il dovere del nuovo danzatore di oggi.
Come esempio, possiamo prendere in considerazione l’atteggiamento dell’Ermes dei greci, che viene rappresentato come se volasse nel vento. Se l’artista avesse pensato bene di rappresentare il piede della statua in posizione verticale, lo avrebbe potuto fare come se il dio, volando nel vento, non toccasse la terra; comprendendo invece che nessun movimento è reale, se non suggerisce una sequenza di altri movimenti, lo scultore ha collocato l’Ermes con il piede che posa sul vento, dando così al suo movimento un carattere di eternità.
Allo stesso modo potrei portare come esempio ogni atteggiamento o gesto delle migliaia di immagini che ci sono state lasciate sui vasi greci e nei bassorilievi; non ce n’è uno, di questi gesti, che non prefiguri un movimento successivo.
Questo perché i greci erano i più grandi studiosi delle leggi della natura, dove ogni cosa è espressione di un’evoluzione senza fine, in continua crescita, che non conosce arresti o pause. Tali movimenti dipenderanno sempre dalla forma che si muove e a essa corrisponderanno. I movimenti di uno scarabeo si accordano alla sua forma e così anche quelli di un cavallo. Allo stesso modo, i movimenti del corpo umano devono essere in armonia con la sua forma: non possono esistere neppure due sole persone la cui danza sia simile.
La gente ha sempre pensato che, purché si danzi seguendo il ritmo, la forma e il movimento nello spazio non hanno importanza; ma non è così, l’una deve essere in perfetta armonia con l’altro.
I greci lo capirono molto bene. Esiste una statuetta che rappresenta un Cupido danzante. La sua è una danza da bambino. I movimenti dei piedi e delle braccia paffute si adattano perfettamente alla loro forma. La pianta del piede si appoggia sul terreno in una posizione che potrebbe sembrare sgraziata in una persona adulta, ma è invece naturale per un bambino che cerca di mantenersi in equilibrio. Una delle sue gambe è per metà sollevata e piegata: se fosse completamente distesa ci darebbe fastidio, perché il movimento sarebbe innaturale. Esiste anche la statua di un satiro danzante che è molto diversa da quella del Cupido. I suoi gesti sono quelli di un uomo maturo e muscoloso, e sono in perfetta armonia con la struttura del corpo.
In tutta la loro pittura, scultura, architettura, letteratura, nella danza e nella tragedia, i greci svilupparono i movimenti da quelli della natura, come si può chiaramente vedere in tutte le immagini degli dèi greci che, non essendo altro che i rappresentanti delle forze naturali, vengono raffigurati in pose che esprimono il concentrarsi e l’evolversi di queste stesse forze. Per questa ragione l’arte dei greci non è un’arte nazionale o tipica, ma è stata e sarà sempre l’arte di tutta l’umanità e di tutti i tempi. Quando allora io danzo a piedi nudi sulla terra, mi vengono spontanei gli atteggiamenti greci, proprio perché sono semplicemente atteggiamenti della natura.
La cosa più nobile dell’arte è il nudo. Questa verità viene riconosciuta da tutti e seguita da ogni pittore, scultore o poeta: solamente la danzatrice l’ha dimenticata, proprio colei che più dovrebbe tenerne conto, in quanto lo strumento della sua arte è lo stesso corpo umano.
La prima concezione della bellezza deriva dalla forma e dalla simmetria del corpo umano; la nuova scuola di danza dovrebbe perciò cominciare da quel movimento che è in armonia con questo corpo e che lo svilupperà nella sua forma più perfetta. lo intendo lavorare per questa danza del futuro. Non so se possiedo le qualità necessarie: forse mi manca la genialità, forse il talento o il temperamento. So però di avere la Volontà, e volontà ed energia talvolta si rivelano più forti di ogni genialità, talento o temperamento.

Lasciatemi anticipare, con questa breve favola, tutto ciò che si può obiettare alla mia qualificazione per questa impresa.
Un giorno gli dèi guardarono giù attraverso il tetto di vetro del mio studio e Atena disse:
“Non è saggia, non è saggia, in verità, è notevolmente stupida”. Anche Demetra guardò e disse:
“È gracile, è un essere minuto, non è come le mie figlie dall’ampio seno, che giocano nei campi Elisi; le si possono contare tutte le costole, non è degna di danzare sulla mia Terra dai larghi sentieri”.
E Iride guardò in giù e disse:
“Cosa? Pensa forse di conoscere i movimenti dei miei satiri, splendidi giovani dalle corna adorne d’edera, che portano in se tutta la vita profumata dei boschi e delle acque?”
E poi Tersicore diede un’occhiata piena di disprezzo:
“E lei lo chiama danzare! Ma via! I suoi piedi si muovono piuttosto con i passi pigri di una tartaruga traballante”.
Tutti gli dèi risero, ma io guardai coraggiosamente in alto attraverso il tetto di vetri e dissi:
“O voi, dèi immortali, che dimorate nel sommo Olimpo e vivete d’ambrosia e di miele, e non pagate l’affitto dello studio né il conto del fornaio, non giudicatemi con tanto disprezzo. È vero, o Atena, che non sono saggia e che la mia testa è vuota, ma di quando in quando, leggo le parole di coloro che contemplarono II blu infinito dei tuoi occhi, e chino umilmente la mia zucca vuota davanti ai tuoi altari”. E continuai:
“O Demetra dal Sacro Serto, è vero che le splendide fanciulle della tua Terra dai larghi sentieri non mi accetterebbero come loro compagna, però io ho gettato da parte i miei sandali affinché i miei piedi possano toccare ancora più riverentemente la tua terra che genera vita, e ho cantato il tuo inno sacro davanti ai barbari del giorno d’oggi, e li ho convinti ad ascoltarlo e ad apprezzarlo”.
“O Iride dalle ali d’oro, è vero che il mio è solo un movimento pesante, ma altri della mia stessa professione si sono opposti ancora più violentemente alle leggi di gravità a cui tu, o unica gloriosa, non sei sottoposta. Il vento delle tue ali però ha attraversato il mio povero spirito terreno e spesso ho pregato la tua immagine ispiratrice di coraggio.”
“O Pan, tu che sei stato pieno di compassione e di benevolenza verso la semplice Psiche nei suoi vagabondaggi, considera più pietosamente i miei piccoli tentativi di danzare nei tuoi boschi.”
“E tu, o Tersicore, che sei la più raffinata, mandami un po’ di serenità e di forza affinché possa celebrare in Terra durante la mia vita la tua potenza, e in seguito, negli inferi, il mio spirito insoddisfatto intreccerà danze ancora più belle in onor tuo.”
Si udì allora la voce di Zeus, il Tonante:
“Continua la tua strada e confida nell’ eterna giustizia degli dèi immortali. Se opererai bene essi lo sapranno e ne saranno lieti”.

In questo senso, allora, intendo impegnarmi e, se riuscissi a trovare nella mia danza alcune o anche una sola posizione che lo scultore potesse riportare nel marmo, così da conservarla, il mio lavoro non sarebbe stato vano: anche questa sola forma sarebbe un progresso, sarebbe un primo passo verso il futuro. La mia intenzione è di fondare, a tempo debito, una scuola, di costruire un teatro dove centinaia di giovani fanciulle saranno addestrate nella mia arte che esse, a loro volta, sapranno migliorare.In questa scuola non insegnerò alle bambine a imitare i miei movimenti, ma a trovare propri. Non le costringerò a studiare determinati movimenti prestabiliti; le aiuterò a sviluppare quei movimenti a loro spontanei. Chiunque veda i movimenti di un bambino piccolo, privo di istruzione, non può negare quanto siano belli. E sono belli proprio perché gli sono naturali. I movimenti del corpo umano possono essere altrettanto meravigliosi in ogni stadio di sviluppo, purché siano in armonia con la fase e col grado di maturità raggiunto dal corpo. Ci saranno sempre movimenti che sono l’espressione perfetta di quel corpo e di quell’animo individuale, quindi non dobbiamo costringerlo a fare movimenti non naturali, ma propri di una scuola. Un bambino intelligente rimane sbalordito nel vedere come nella scuola di balletto si insegnino movimenti contrari a tutti quelli che egli farebbe spontaneamente.
Potrebbe sembrare un problema di poca importanza, un problema di opinioni diverse sul balletto e la nuova danza. È invece una questione molto seria. Una questione che non riguarda solo la vera arte, ma la specie, l’evoluzione del sesso femminile verso la bellezza e la salute, il ritorno del corpo della donna alla forza originaria e al movimento naturale. È una questione che riguarda lo sviluppo di madri perfette e la nascita di bambini sani e belli. La scuola di danza del futuro svilupperà e rivelerà la forma ideale della donna, Essa sarà, come era un tempo, un museo della bellezza vivente della sua epoca.
I viaggiatori che arrivano in un paese e vedono delle danzatrici, dovrebbero scoprire in loro l’ideale della bellezza, della forma e del movimento di quel paese. Invece gli stranieri che ogni giorno giungono in una qualsiasi nazione e vedono le danzatrici della scuola di balletto, si fanno un’idea davvero strana dell’ideale di bellezza di quel paese. Inoltre la danza, come ogni arte in ogni epoca, dovrebbe riflettere il momento di più alta spiritualità raggiunto dall’uomo in quel determinato periodo. Si può forse pensare che l’odierna scuola del balletto esprima questo ideale? Perché le sue posizioni sono in così grande contrasto con le meravigliose posizioni delle sculture antiche conservate nei nostri musei, e che ci vengono costantemente presentate come modelli perfetti della bellezza ideale? O forse che i nostri musei sono stati fondati solo sulla base di un interesse storico o archeologico e non per amore della bellezza degli oggetti che conservano?
L’ideale di bellezza del corpo umano non può cambiare con la moda ma solo con l’evoluzione. Ricordate la storia della meravigliosa statua di una fanciulla romana scoperta sotto il pontificato del papa Innocenzo VIII, che con la sua bellezza provocò così grande sensazione che tutti gli uomini si accalcavano per vederla e facevano pellegrinaggi fino a lei, come fosse una sacra reliquia, tanto che il papa, preoccupato per l’agitazione che aveva suscitato, la fece sotterrare di nuovo. Qui vorrei chiarire un malinteso che potrebbe facilmente sorgere. Da ciò che ho detto potreste forse concludere che la mia intenzione sia quella di ritornare alla danza degli antichi greci, o che io pensi che la danza del futuro sarà una rinascita delle danze antiche o di quelle delle tribù primitive. No, la danza del futuro sarà un movimento nuovo, il risultato dell’intera evoluzione attraverso cui è passata l’umanità. Ritornare alle danze dei greci sarebbe tanto impossibile quanto inutile: noi non siamo greci e perciò non possiamo danzare le danze greche.
La danza del futuro però dovrà ritornare a essere una sublime arte religiosa, com’era presso i greci. L’arte che non è religiosa non è arte, ma pura merce.
Il corpo e l’anima della danzatrice del futuro saranno cresciuti insieme così armoniosamente che il linguaggio naturale dell’anima sarà diventato il movimento del corpo. La danzatrice non apparterrà a una nazione, ma all’umanità intera; non danzerà in forma di ninfa, o di fata, o di seduttrice, ma in forma di donna nella sua espressione più alta e pura. Ella realizzerà la missione del corpo femminile e la santificazione di tutte le sue parti. Danzerà il mutare della vita nella natura, mostrando come ogni elemento si trasformi nell’altro. Da ogni parte del suo corpo si irradierà l’intelligenza splendente, che comunicherà al mondo i pensieri e le ispirazioni di migliaia di donne. Ella danzerà la libertà della donna. 
Oh, che battaglia la sta aspettando! Sentite come si avvicina, come sta arrivando, questa danzatrice del futuro! Aiuterà le donne a raggiungere una nuova consapevolezza della forza e della bellezza potenziale del loro corpo e del rapporto che esso ha con la natura della terra e con i figli del futuro. Danzerà il corpo che risorge da secoli di oblio civilizzato, che risorge non nella nudità dell’uomo primitivo, ma in una nudità nuova, non più in lotta con la spiritualità e !’intelligenza, ma unita a esse in una gloriosa armonia.
Questa è la missione della danzatrice del futuro. Non sentite come è vicina, non desiderate ardentemente, come me, che arrivi? Prepariamole il posto. lo costruirò il tempio per aspettarla. Forse non è ancora nata, forse ora è una bambinetta. Forse, oh me felice!, sarà mia la sacra missione di guidare i suoi primi passi, sorvegliare giorno per giorno il progresso dei suoi movimenti finché questi, superando di molto i miei poveri insegnamenti, diventeranno divini, rispecchiando in sé le onde, i venti, movimenti delle cose che crescono, il volo degli uccelli, il passaggio delle nuvole e infine il pensiero dell’uomo nel suo rapporto con l’universo.
Oh, sta arrivando, la danzatrice del futuro, libero spirito che abiterà nel corpo della nuova donna: più gloriosa di qualsiasi donna mai esistita, più bella dell’egiziana, della greca, dell’antica italiana, più bella di tutte le donne dei secoli passati.
L’intelligenza più elevata nel corpo più libero!

Isadora Duncan

Da Lettere dalla danza; La Casa Usher, Firenze 1980.

 

Il sogno di.Isadora Duncan..si realizzerà..perchè..è vero..

però..a mio avviso..tutte le arti dell’uomo..contribuiranno; quando si manifesta..la bellezza..che è dentro..l’Essere..umano..qualunque sia..la forma che si usa…

allora ..il risultato..sarà..il medesimo..per me..la lirica,ad esempio,è una forma di bellezza..anche se..il suo linguaggio..è,a mio avviso,superato.

L’umanità di oggi..ha una sensibilità..diversa.. riguardo..al secolo.passato..

Andare  ad ascoltare un’opera..non è..alla portata..economica..di tutti.

lo è..a mio avviso..la canzone..

Paolo Conte..fece..un esempio..a mio avviso..calzante..

il testo di una canzone..e la sua musica..rispetto ad un’opera..

“sono  come.. una lucertola..rispetto..ad..un coccodrillo”…

 

 

Un mio amico accademico.. sulla storia dell’arte..mi ha confidato..delle verità..sulla legislazione internazionale sull’argomento..che è..impensabile.

L’arte..come espressione dell’uomo..è nata..quando,per la prima volta, un nostro antenato..impresse nella roccia..la sua mano..spalmata di fango.

L’arte appartiene al suo creatore..ma anche alla comunità in cui è nato e vissuto.

Non è ammesso..distruggere..l’opera d’arte..perchè è considerato Reato penale. Il proprietario di un’opera..ha il diritto di rivenderla..ma ..sulla differenza..tra il prezzo dell’acquisto..e quello della vendita.. la metà del surplus..è.per legge,di diritto del creatore..e questo..si rinnova..ad ogni passaggio.

La responsabilità..morale e civile… riguardo all’opera d’arte…è dello Stato..a cui..appartiene..

Per tali motivi..è plausibile il diritto italiano sul quadro della Gioconda..in quanto..questa..non fù venduta ..da Leonardo al Re di Francia..ma fù data,indebitamente al Re..dall’allievo di Leonardo (el Diablo     Cragnozzi  ).

Quando Leonardo stava per morire..egli ando’ dal Re di Francia..proponendo di vendergli alcuni quadri di Leonardo..asserendo che erano..di sua..proprietà  

( e tra questi..vanto’ la proprietà..della Gioconda)  

Leonardo..aveva lasciato un testamento..in cui donava al suo allievo..diversi quadri..ma..tra questi..non era inclusa la Gioconda.    

Per questo motivo,io penso,che Vittorio Sgarbi..abbia fondata ragione..di convincere lo Stato francese…a rendere l’opera..all’Italia;

non è stata comprata..legittimamente..dal Re di Francia..seppur..egli..ne fosse all’oscuro della questione.La Bellezza della danza,come la intui..e la pensò…Isadora..

penso..possa essere..rappresentata..da questo video…

 

 

 

è..di una Bellezza..sconvolgente.. la Meraviglia..che intui..la Duncan..

la danzatrice..non è nuda..ma..i movimenti..sono talmente naturali..

che sembra essere nuda…

Si può capire..la danza..che ballò..Salomè..davanti..ad Erode.

Fu uno sconvolgimento della sua mente.e..per questo..arrivò a promettere..di donarle..anche..metà..del suo regno.

Il dramma fù..che Salomè..era figlia..di una donna.. senza costumi..

che aveva infranto..la Legge ebraica..

il suo astio..verso Giovanni il Battista..era tale..che disse a sua figlia..di chiedere..come ricompensa..la testa..di Giovanni il Battista.

 

Erode..non potè che eseguire..la decapitazione..di Giovanni..a malincuore..

perchè..pur..ammonito da lui..egli sapeva..che aveva ragione..perchè parlava a nome di Dio.. ed  era un Profeta.

Gesù..diede ..di Giovanni il Battista..un giudizio inpensabile..(tra l’altro..erano cugini..)

di lui disse : ” non c’è stato ..tra i nati da donna..uno più grande..di Giovanni”

 

I video che ho aggiunto di seguito..sono un come esempio..di come..la spontaneità..

e la Creatività..dell’Uomo..siano capaci..di Bellezza..di emozioni..profonde..

che ci richiamano..alla parte..più bella e ..profonda ..che è.. dentro di noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Musica Proibita di S. Gastaldon

Ogni sera di sotto al mio balcone
Sento cantar una canzone d’amore,
Più volte la ripete un bel garzone
E battere mi sento forte il core.

Oh quanto è bella quella melodia!
Oh com’ è dolce, quanto m’ è gradita!

Ch’io la canti non vuol la mamma mia:
Vorrei saper perché me l’ha proibita?
Ella non c’è ed io la vo’ cantare
La frase che m’ha fatto palpitare:

Vorrei baciare i tuoi capelli neri,
Le labbra tue e gli occhi tuoi severi,
Vorrei morir con te, angel di Dio,
O bella innamorata tesor mio.

Qui sotto il vidi ieri a passeggiare,
E lo sentiva al solito cantar:

Vorrei baciare i tuoi capelli neri,
Le labbra tue e gli occhi toui severi!
Stringimi, o cara, stringimi al tuo core,
Fammi provar l’ebbrezza dell’amor.

 

 

 

Recording from February 1904. More digitally remastered arias on my non-profit Caruso website – http://www.enricocaruso.dk (English).

E lucevan le stelle is the romanza of Mario Cavaradossi in the 3rd act of Tosca, the opera composed by Giacomo Puccini to an Italian libretto by Luigi Illica and Giuseppe Giacosa. It is sung by Tosca’s lover, the painter Mario Cavaradossi (tenor), while waiting for his coming execution.

Text Italian:

E lucevan le stelle,
ed olezzava la terra
stridea l’uscio dell’orto
e un passo sfiorava la rena.
Entrava ella fragrante,
mi cadea fra la braccia.

O dolci baci, o languide carezze,
mentr’io fremente le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d’amore.
L’ora è fuggita, e muoio disperato!
e muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!
tanto la vita!

English translation:

And the stars were shining,
and the earth smelled sweet,
the garden gate scraped,
and a step brushed the sand.
She came in, fragrant,
and fell into my arms.

Oh! sweet kisses, oh! languid caresses,
while I, trembling, released her lovely features from their veils!
My dream of love has vanished forever.
The moment is gone, and I die in despair!
And I never have loved life so much!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Napule paese mio carnale versi di Mario Ferraro,Una poesia di quando si e costretti ‘a partire per paesi lontani, e lasciare il paese natìo scene tratte da il lungomare di Napoli di Mario Turco Bellissimo video sottofondo musicale. I mandolini di Napoli video realizzato Mario Ferraro. Traduzione in Italiano
Si parte! stai preparando già i bagagli?
Come? Ci stanno tanti italiani, si vive meglio
si spende poco. L’isola d’amore si fa chiamare
ci sta pure il mare..come Napoli….Alle Canarie. *
Questa sera e una serata piena di sentimenti,
anche la luna dispettosa si e messa di sentinella
chiamando le stelle ad una,ad una sotto questo
cielo di Napoli. *
Stasera me la godo pure io questa Napoli,
tra Posillipo e Mergellina, è son venuto apposta
per dirtelo: “Sei bella assai, ma sei male governata
paese mio carnale” *
Per l’ultima volta ti vedo, Napoli mia!
Questi occhi si perdono , in questo mare blù,
questo mare che ha visto la mia prima gioventu’.
E tu! luna spiona sei stata testimone di questo amore. *
Le onde si infrangono sugli scogli, diventano mille
gocce d’acqua, sembrano che piangono di dolore, vedendo
questa tristezza mia. *
Per l’ultima volta, cosi’ tu mi saluti! Mergellina!
Tu! che mi hai visto innamorato sotto questa luna chiara.
Tu! che sei stata paradiso di tutti gli innamorati. *
Stasera quest’acqua si e fatta più salmastra..
il canto del mare..gemiti lagni. Son come gli
occhi miei..che si bagnano di quest’acqua
di mare…gocce salate. *
Sei stata la mia prima innamorata
Napoli mia…E adesso che ti lascio
mi vedi piangere……così.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato 22 agosto 2016 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, Attualità, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty, beauty of Universe, bellezza, conoscenza, conoscenza di se stessi, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, coscinza, creazione, danza, Dio, earth, educazione, erich fromm, eros, erotismo, esegesi, essere, estasi, fisica quantistica, fratellanza, Gesù Cristo, Giordano Bruno, giornalisti, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, grace, human creativity, il Regno..., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la nostra terra, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, libertà di opinione, Life after death..exist, love, Maddalena, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, Maria Maddalena, Media e tecnologia, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, mente razionale, messianesimo, Natura, naturismo, nude, Pace, parole segrete di Gesù, passion, passione, passioni umane, pensatori, photographer, piacere, poveri, principio femminile, principio maschile, psicologi, psicoterapia, regno di dio, Resurrezione, riflessioni, sacro, Salute e benessere, scienza, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, Società e costume, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, twin spirit, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, vangelo di Tommaso, Verità, vita dopo la morte

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TU sei TUTTO…TUTTO è UNO…UNO è AMORE INCONDIZIONATO   Leave a comment


 

 

Quante volte hai letto o sentito dire che “Tutto è Uno”… ma cosa significa veramente questa frase? Significa essenzialmente che tu sei Tutto!

Questo concetto non è un pensiero filosofico ma è esattamente ciò che è, che tu ne sia consapevole oppure no. Tutto ciò che ti circonda è un tuo riflesso, con cui sperimenti la separazione/dualità nella “realtà olografica” di questa dimensione, per arrivare all’unione/fusione attraverso l’amore incondizionato… portando così a compimento il percorso della tua anima.

Quando ami incondizionatamente tutto ciò che è, e di conseguenza ogni parte di te (“Ama il prossimo tuo come te stesso”), vibri alla stessa frequenza dell’energia della Fonte (“A immagine e somiglianza” di Chi ha creato Tutto, divenendo a tua volta l’origine del Tutto). Per giungere a chiudere questo “cerchio dell’Essenza” (partenza e arrivo a ciò che sei), la tua esistenza avrà come scopo principale il riportarti continuamente a te stesso per poter ritrovareunione/completezza/pace/amore.

Quindi, a prescindere dal tuo grado di consapevolezza, è bene tenere presente le seguenti considerazioni.

Quando hai paura di qualcuno o qualcosa… hai paura di una parte di te che non hai accettato, e questo ti porterà continuamente a confrontarti con essa per arrivare ad accoglierla e trovare così la pace interiore; quando, invece, hai bisogno o dipendi da qualcuno o qualcosa… stai togliendo potere a te stesso, e questo ti porterà a perdere ciò a cui dai importanza per recuperare la tua completezza.

Quando giudichi, condanni e punisci qualcuno o qualcosa… stai giudicando, condannando e punendo te stesso; allo stesso modo quando agisci contro qualcuno o qualcosa… stai agendo contro te stesso. Tutto questo creerà ostacoli e difficoltà sul tuo cammino (Legge di Causa/Effetto). Quando, invece, apprezzi, benedici e accogli come perfetto tutto ciò che ti circonda, sperimenti  l’unione col Tutto/ogni parte di te, e questo trasformerà la tua vita in una meravigliosa avventura piena di miracoli e magie.

Quando ti ami, ti rispetti e ti accetti completamente, l’Universo ti sostiene e realizza ogni tuo desiderio; al contrario, più sei critico ed esigente nei tuoi confronti, più la vita diventa dura e difficile… perché l’intera tua esistenza è l’esatta proiezione dell’amore verso te stesso ovvero del tuoamor proprio (“Come dentro così fuori”); allo stesso modo quando ti perdoni, sarai salvato e quando ti condanni, sarai punito… perché tu sei il solo giudice di te stesso.

Quando riesci a sentirti felice per il successo e la fortuna degli altri (proiezioni/riflessi di ciò che sei), a prescindere dalla tua situazione attuale, entri in risonanza con l’energia (Essenza) della felicità, permettendoti di ottenere presto gli stessi risultati. L’invidia, l’odio, la rabbia e la frustrazione invece creano resistenza, tenendoti distante da quella realtà di successo e fortuna. Allo stesso modo quando ti connetti alle frequenze della ricchezza, della salute, dell’abbondanza, della libertà e della felicità attraverso la tua vibrazione (pensieri, sensazioni ed emozioni) entri sempre più in una dimensione di totale benessere; al contrario, identificandoti con ciò che ti manca, coi tuoi problemi, con le malattie, attraverso paure, ansie e preoccupazioni, porti sempre più infelicità nella tua vita… perché Tutto è energia e, in base a come ti senti (vibrazione/Essenza), attrai/crei/diventi (Legge di Attrazione/Risonanza).

Quando intorno a te c’è povertà, fame, malattie e guerre, significa che dentro di te ci sono ancora delle parti in conflitto tra loro, oppure delle parti che trascuri, che disprezzi, che non nutri, che non valorizzi, che non ami, e questo trasforma la realtà circostante in un inferno… perché il mondo esteriore è il riflesso del mondo interiore; quando intorno a te c’è gioia, amore, serenità e benessere, e tu provi costantemente tali sensazioni, significa che hai accolto in un abbraccio tutto ciò che sei, trasformando tutta la tua realtà in un paradiso(“Come in Cielo così in terra”).

Dal momento che “Tutto è Uno” e che “Uno è Amore incondizionato“… l’unico, vero, grande compito/scopo della tua vita non è cambiare ciò che è (persone, cose, situazioni, ciò che sei) mamigliorarne la percezione per vederlo perfetto quale realmente è. L’amore incondizionato, infatti, non pone né condizioni né limiti, semplicemente osservaaccogliendo ciò che vede senza giudizio/paura. Questo è ciò che ti permette di connetterti eallinearti col Divino che è in te, eliminando così ogni falsa dualità (bene/male, giusto/sbagliato, vittima/carnefice, ricchezza/povertà, salute/malattia, ecc.) attraverso la consapevolezza che sono solo le resistenze psico-emotive (vibrazioni energetiche del momento) che limitano o arrestano la connessione con l’unico, infinito, inesauribile Flusso di benessere e amore da cui tutto ha origine.

In caso contrario, ciò che vivrai/creerai/attrarrai/sarai sarà proprio il risultato di giudizi, bisogni, paure, rancori, sensi di colpa, autocritica, stati d’animo, pensieri, parole, azioni, percezioni e reazioni emotive che ostacoleranno il Flusso (“Il buio è assenza di Luce”)… meritevole comunque di amore/rispetto/benedizione in quanto massima espressione (creazione/manifestazione) del momento presente, plasmata attraverso il tuo attuale grado di consapevolezza.

Lorenzo Capuano

Fonte: http://www.anima.tv

Ti Amo Comunque - La frase che trasformerà per sempre la tua vita

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Satana e demòni   Leave a comment


“L’unica persona nei vangeli a cui Gesù si rivolge con questo appellativo tremendo, “diavolo”, è Simone Pietro. È l’unico. Gesù non si rivolge con questo termine a nessuna altra persona.

Perché lo chiama diavolo? Perché è tentatore, perché vuole portare Gesù sulla linea del potere, del successo e Gesù lo ha rifiutato. Allora Gesù si volta e dice: Pietro vattene. Ma Gesù non rompe mai con le persone, Gesù è sempre fedele. Mette le cose in chiaro, ma è sempre fedele, non rompe con questo discepolo. “Pietro, vattene, dietro di me”: «Sei tu che devi seguire me e non io che devo seguire te». Ricordiamo l’azione di Pietro che ha afferrato Gesù, che lo ha preso. Il ruolo del diavolo, lungo tutto il vangelo di Matteo, verrà realizzato e incarnato sia dai nemici di Gesù, quali i Farisei e gli Scribi, ma soprattutto – ed è la parte più tremenda – all’interno della comunità, ci saranno alcuni che avranno questa funzione del diavolo. E Simon Pietro è il diavolo tentatore di Gesù.

Chi è il satana? Il satana è un funzionario della corte divina – Israele è stata per alcuni secoli sotto il dominio persiano ed in Persia il re aveva un suo funzionario, che si chiamava “l’occhio del re”. Cosa faceva questo funzionario? Girava per le regioni e guardava il comportamento dei governatori: se uno si comportava bene lo segnalava al re per farlo promuovere, premiarlo; se uno si comportava male lo segnalava al re per castigarlo, eventualmente anche con la morte. Allora nel mondo ebraico Dio è rappresentato con una corte e c’è il satana che è l’occhio del re. E’ un funzionario della corte divina e non un nemico di Dio come diventerà poi, il cui compito è questo.

Il satana che normalmente sta in cielo con Dio ogni tanto fa una incursione sulla terra e se vede una persona che si comporta molto male torna subito da Dio e gli dice: guarda quella persona si comporta male, la possiamo punire? La possiamo ammazzare? E a volte Dio lo permetteva.Quindi il satana era la spia di Dio per scoprire i peccatori e punirli.

Perché Gesù dice: “.. il satana l’ ho visto cadere dal cielo e non ci può più tornare”? Perché? Gesù ha presentato una immagine di Dio che non è quello della religione, un Dio che premia e un Dio che castiga, ma un Dio che ama tutti quanti. Allora il satana ha un bel da dire: guarda che quella donna si è comportata male! E che m’importa, io continua ad amarla, dice Dio. Ma guarda che ha commesso un peccato! Allora io l’amo ancora di più ed il povero satana si trova in cassa integrazione. Fa la spia a Dio, ma a Dio non interessa perché dà il suo amore a tutti quanti indipendentemente dalla loro condotta e dal loro comportamento: il ruolo del satana come accusatore degli uomini è finito.

Gesù non manda via satana da nessuna persona, manda via invece i demòni da non confondere con il satana. La favola, tra l’altro una favola cretina, di Lucifero, non è presente nella Bibbia. Essa contiene indubbiamente anche dei riferimenti mitologici ma ha sempre un fondo di serietà.

La favola di Lucifero e non riesco a capire come si possa credere ad una sciocchezza del genere, la conoscete, dal catechismo, ahimé, ai miei tempi l’angelo bellissimo che voleva essere come Dio e Dio, permaloso, che gli dice: pussa via e lo fa diventare un diavolo tremendo e castigandolo con un castigo più grande del danno, perché il danno era l’ambizione di questo angelo che voleva essere come Dio e Dio l’ha trasformato in un diavolo che da quel momento porta alla dannazione gran parte del genere umano. Fatte le debite proporzioni, dagli una sberla, disintegralo invece di trasformarlo in un diavolo che non farà altro che sottrarre i tuoi figli alla salvezza e li porterà con lui nella dannazione eterna. Bisogna essere cretini per credere ad una favola così idiota! Eh, si, la religione ci ha resi cretini!

Abbiamo creduto a tante di quelle cose e chissà a quante altre ancora crediamo, che sono contrarie al buon senso, perché, lo vedete bene, è una favola che nulla ha a vedere con la scrittura nella quale non c’è nessun signor Lucifero.Lucifero, tra l’altro, nei primi secoli della Chiesa, prima che venisse fuori questa balla, era un nome bellissimo. C’è un vescovo, quello di Cagliari, che è anche stato fatto santo, che si chiamava Lucifero perché Lucifero significa portatore di luce, un nome molto bello. Nella Bibbia quindi non c’è la leggenda di questo Lucifero: sono racconti extra biblici che sono serviti, sono stati utilizzati perché non si sapeva spiegare l’origine del male. Ecco allora che si voluto scaricare tutte le colpe su questo Lucifero o su questo angelo diventato diavolo.

Per completare la risposta, sempre nei Vangeli, attenzione a distinguere le due realtà che sono nettamente distinte dagli Evangelisti: una è quella di satana, l’altra è quella dei demoni.

Siamo tutti quanti, compreso il sottoscritto, talmente ignoranti della Sacra Scrittura che facciamo confusione con i termini. Io lo vedo quando c’è un bel bambino e c’è sempre qualcuno che gli fa i complimenti e gli dice: che bello, sembra un cherubino. Se la madre sapesse chi erano i cherubini, gli darebbe immediatamente uno schiaffo. I cherubini erano dei mostri, tanto per dare un’idea, la sfinge era un cherubino, erano animali con il volto umano. Erano dei mostri posti all’ingresso dei templi, che dovevano servire come spauracchio per impedire agli spiriti del male di entrare. Questo sono i cherubini, ma noi invece nella nostra ignoranza ne abbiamo fatto degli esseri bellissimi come, sempre nella nostra ignoranza, per noi dire satana e dire demonio è la stessa cosa.

Satana e diavolo sono la stessa cosa, perché satana in ebraico viene tradotto in greco con diavolo. Per noi invece dire satana, diavolo, demonio è dire la stessa cosa: nei Vangeli invece no, nei vangeli c’è differenza. Un conto è satana o il diavolo, un conto sono i demoni. Ora qui non ho la possibilità di fare una trattazione completa di demonologia: Gesù però libera le persone, mai dal satana, ma sempre dai demòni, perché mai il satana o il diavolo occupano le persone. Nei Vangeli, nei racconti di esorcismo Gesù caccia i demòni dalle persone: mai Gesù caccia il diavolo. Questo nei tre sinottici, in Giovanni, questa tematica è assente.

Gesù libera le persone dai demòni. Cos’erano i demòni e come nascono i demòni? La Bibbia è scritta in ebraico: circa 150 anni prima di Gesù venne avvertita la necessità di tradurla in greco perché l’ebraico, all’estero, fuori di Israele, la gente non lo conosceva e la lingua più parlata era il greco e quindi traducono la Bibbia dall’ebraico al greco (la cosiddetta traduzione dei LXX). In questa traduzione, in una società più evoluta, i traduttori hanno incontrato dei personaggi che appartengono al mondo mitologico di una volta e allora ogni qualvolta incontravano questi personaggi del mondo mitologico, sistematicamente li traducevano con il nome di demòni. Credevano ad esempio alla esistenza delle sirene: le sirene che cosa erano, non quelle del mondo medioevale che per un errore di traduzione divennero le donne con il corpo di pesce; la sirena è un animale con il volto di donna ma con il corpo di un volatile, di un uccello. Oppure le arpie: credevano anche nell’esistenza dei centauri, questi uomini molto belli con il corpo di una capra, di un asino di un cavallo: ebbene, nella Bibbia, ci sono ci sono questi elementi.

I traduttori, in una città più evoluta non credevano più nell’esistenza delle sirene o dei centauri, ogni volta che si sono imbattuti in questi personaggi li hanno tradotti con il nome di demòni. All’epoca di Gesù tutto quello che non si riusciva a spiegare e impediva all’uomo di essere pienamente libero veniva qualificato con il nome di demònio. Ad esempio provate ad immaginare, 2000 anni fa, che cosa poteva essere una insolazione! Noi oggi lo sappiamo cos’è, ma allora si credeva che l’insolazione fosse un demònio, di nome Merìb, ogni demonio aveva la sua specialità, che operava fra mezzogiorno e le tre del pomeriggio, quando più picchia il sole. L’ubriachezza era un altro demònio. Oggi noi chiamiamo un sintomo, uno stato purtroppo abbastanza diffuso, con il termine depressione: figuriamoci se al tempo di Gesù sapevano cos’era la depressione!

Quando Saul, e lo si può capire chiaramente dal referto medico che ci dà l’autore biblico, cade in depressione dice: il Signore gli mandò uno spirito maligno che lo tormentasse e lui era triste e si risollevava soltanto quando Davide gli suonava la cetra. Quindi la depressione, l’insolazione, l’ubriachezza, l’esaurimento nervoso, tutti quei fenomeni che non si riusciva a spiegare e che impedivano all’uomo di essere pieno venivano chiamati con il nome di demòni.

Allora la potenza della parola di Gesù libera l’uomo da tutto quello che gli impedisce di essere pieno; l’uomo perciò è posseduto dai demoni, non da satana.”

Il presente testo non è riveduto e corretto da Alberto Maggi – frate dell’Ordine dei  Servi di Maria

http://solidando.altervista.org/254-2/#comment-26

Satana

http://www.itajos.com/SATANA.htm

Per troppo tempo bugie e disinformazione hanno circondato Satana. Molti di noi lo hanno visto, gli hanno parlato, e sono anche stati toccati da lui sul piano astrale. Praticamente tutti quelli che lo conoscono sono d’accordo sul suo aspetto. Le religioni “della via della mano destra” per troppo tempo hanno scritto un libro in cui essi credono lui appaia allo stesso modo di come loro credono che siano i Demoni, ma queste non sono altro che bugie blasfeme. Satana non è rosso con le corna e la coda, né sembra un mostro di Halloween. Non ha occhi rossi fiammeggianti, né ali scure. Queste immagini sono un insulto, lo denigrano e sono blasfeme. [Esistono comunque alcuni ordini inferiori di Demoni che sono protettori e messaggeri, e che servono i Demoni di livello superiore]. Qui ci sono alcune immagini di come Satana è apparso a coloro che lo hanno visto. Contrariamente al Satanismo che viene etichettato come “oscurità”, Satana appare con una lunga veste bianca esattamente come nelle immagini mostrate qui. Molti di noi lo vedono spesso, ed hanno una rapporto molto stretto con lui. E’ bellissimo. La sua apparizione è praticamente identica alle figure, tranne per il fatto che raramente appare con le ali.

Una pagina informativa con testo ed immagini..a mio parere..il Luciferismo..è una spiritualità .critica..all’insegnamento ed alla Dogmatica della chiesa cristiana;prende vita  a motivo dell’insegnamento sbagliato della Dottrina.Diventa Luciferista (luciferino) chi non conosce veramente Cristo ed il suo vero..profondo insegnamento;

per questo motivo..consiglio di leggere il Vangelo di Tommaso

Gesù..parlo’ di satana..nel suo vangelo..

disse..di vederlo ..cadere..dal cielo..come  folgore..

Vedere Satana cadere dal cielo come folgore

C’è un altro passaggio che a volte viene associato con la caduta diavolo dal cielo. Lo troviamo in Luca 10:18 quando Gesù disse: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore.”

Luca 10:17-19 Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». 18 Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.

I settanta discepoli tornano da una missione di predicazione coronata di successo. Con gioia riferiscono che anche i demoni sono sottomessi a loro nel nome del Signore: i malati erano guariti, i ciechi ricuperavano la vista, gli zoppi camminavano ed i demoni erano scacciati. Il contesto non dice nulla su una caduta del diavolo prima di Adamo ed Eva.
Nei versetti precedenti si parla di Capernaum che, dalla sua posizione elevata, sarebbe abbassato fino all’inferno: il significato è chiaramente quello di un abbassamento di posizione, non un abbassamento fisico.

Luca 10:13-15 «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da tempo si sarebbero ravvedute, prendendo il cilicio e sedendo nella cenere. 14 Perciò, nel giorno del giudizio, la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. 15 E tu, Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino all’Ades.
Gesù dice dunque aver visto il potere di satana rapidamente schiacciato, come un fulmine che cade dal cielo. I demoni sono stati scacciati e quindi il nemico, l’avversario, satana è stato ridotto a una posizione di sottomissione, sotto i piedi, invece di essere in una posizione di arroganza e di controllo. Questo è successo quando i suoi discepoli hanno scacciato i demoni! Gesù non ovviamente non stava parlando di qualcosa che sarebbe successo prima di Adamo.

Inoltre Gesù non dice: “Ho visto (una volta)”, ma dice: “Vedevo (ogni volta),” il che significa che i demoni cadevano sotto i piedi ogni volta che i discepoli li scacciavano.
Attualmente il nemico è sempre in cielo, in una posizione di arroganza e di controllo, e alcuni passaggi lo dimostrano:

Efesini 6:12 il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.

Efesini 2:2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli.

Questi spiriti malvagi nei luoghi celesti agiscono oggi ancora sulla terra, in coloro che si ribellano alla volontà di Dio. Essi ritornano nei cieli, in modo da poter continuare ad agire, non appena l’uomo lo permette con le sue cattive azioni.

E’ chiaro che il principe della potenza dell’aria e gli spiriti cattivi non sono nello stesso cielo che Dio. Giovanni parla di essere salito in quello che definisce come il terzo cielo.
E’ dunque al corpo di Cristo di continuare il lavoro è iniziato su Gesù e dai Suoi discepoli sulla terra, con fede e perseveranza. Tutto è stato compiuto spiritualmente in cielo in seguito alla croce, ma sta a noi a chiedere, “Padre nostro, che la tua volontà sia fatta sulla terra come è fatta in cielo”.

Per me..il significato..più profondo..di questa affermazione..stà..in un alttro motivo. Gesù..è venuto ad insegnare..il cuore compassionevole..del Padre. Tutta la sua predicazione..fù centrata..sul concetto..che Dio..vuole da noi..midsericordia..e compassione..per le persone..che incontriamo..durante..la nostra vita.

Non vuole offerte di espiazione..dei peccati..ma chiede..di essere..disponibili..a perdonare..i torti..che gli altri commettono..nei nostri confronti.

Il cuore di Dio..è il cuore di un padre; non gli interessa.che ci prodighiamo..nel lodarlo..

con le parole..o con le elemosine ai poveri..sulla strada.

loghion vangelo di Tommaso 

6.) I suoi discepoli lo interrogarono e gli dissero: – Vuoi tu che noi digiuniamo? E come dobbiamo pregare e fare l’elemosina? E quale dieta dobbiamo seguire?¹ – Gesù rispose: – Non dite menzogne²; non fate ciò che voi stessi odiate³. Perché tutte queste cose sono manifeste davanti al Cielo4.

15.) Gesù disse loro: – Se voi digiunerete, commetterete colpa verso voi stessi; se pregherete, sarete posti sotto giudizio; se farete l’elemosina, farete danno al vostro spirito¹. Se andrete in qualche terra e vi aggirerete per la contrada, se vi riceveranno, mangiate ciò che vi metteranno davanti, e coloro che sono malati fra di loro, guariteli². Poiché, non ciò che entra nella vostra bocca vi contaminerà, ma ciò che esce dalla vostra bocca: questo vi contaminerà³.
1) Come al § 6 è qui dichiarata l’inutilità del digiuno (che è un danno per il corpo), della preghiera (richiesta di aiuto dall’esterno), dell’elemosina (accomodante compromesso alla legge dell’uguaglianza). Cfr. Col. II 20-23.
2) In contrapposto alle precedenti, qui sono presentate due pratiche di vera caritas: la fratellanza nell’agàpe e la guarigione dei malati. Cfr. Lc X 8-9 (Mc. VI 13; Mt. X 8) e, parzialmente, 1Cor. X 27.
3) Mc. VII 15; Mt. XV 11.

 

24.) Maria (Maddalena) domandò a Gesù: – A chi sono simili i tuoi discepoli? – Egli rispose: – Sono simili a fanciulli i quali si sono introdotti in un campo che non è il loro. Quando verranno i proprietari del campo, diranno loro: «Lasciateci il nostro campo!» Ed essi alla loro presenza si spogliano dei loro vestiti, per lasciar loro e restituire il campo¹.
1) Il campo che non appartiene ai discepoli di Gesù, ormai sulla via della «perfezione», è questo mondo, il mondo della materia, che essi dovranno lasciare, spogli di ogni impurità. Anche in 2Cor. V 3 Paolo usa l’immagine dei corpi che si spogliano per lasciare «la tenda in cui abitiamo su questa terra».

7.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.
1) Mc. X 13-15; Mt. XIX 13-15; Lc. XVIII 13-17 e Mc. IX 35-37; Mt. XVIII 1-4; Lc. IX 46-48. Per il diverso concetto dei «bambini» confronta sopra la nota 1 al § 4.
2) Per capire questa prima parte del logion, che sviluppa il concetto di «perfezione» come unità degli opposti, occorre tener presente la dottrina gnostica emanazionistica. Dio, punto di origine e vertice di tutte le cose, si esprime attraverso «manifestazioni» (ipostasi) che sono formate a coppie (sizigie), ciascuna di un elemento maschile e di un elemento femminile, padre e madre della sizigia seguente. Dalle prime quattro coppie, spirituali, discendono, sempre a coppie, gli Eoni inferiori (decade e dodecade) fino a Psyche-Hule (Anima e Materia) che compongono l’Uomo terrestre. Ogni essere è quindi composto di elementi contrari, a coppie (alto e basso, esterno e interno, maschile e femminile) e la sua perfezione sarà solo nell’annullamento, o meglio nella fusione, di essi. Nell’affermazione «che il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina» è da riconoscere il concetto sublime del superamento dei problemi sessuali, lo stesso concetto che è espresso nel «neque nubent neque nubentur» di Mc. XII 25; Mt. XXII 30; Lc. XX 35. Nessun riferimento, invece, a Mc. X 6-8; Mt. XIX 5-6; ed Eph. V 31: «l’uomo… si unirà a sua moglie e i due diverranno una stessa carne» e nemmeno a Gal. III 28: «non c’è… né schiavo libero, né maschio né femmina, ecc.», che allude alla parità di tutti i fedeli di fronte a Dio.
3) È l’esemplificazione del riassorbimento della realtà fenomenica in Dio, secondo la dottrina platonica (cfr. sopra nota 2 del § 2 e nota 1 del § 3): quando al posto di ogni occhio, mano, piede corporeo vi sarà un occhio, una mano e un piede, pure «immagine» ideale, si sarà tornati nell’iperuranio, congiunti con la divinità, nella cui mente tutte queste apparenze hanno la loro vera realtà. Più grossolanamente 1Cor. XV 38, 40, 44 parla di corpo «spirituale» e «corpo terrestre», accettando la creazione in senso biblico.

L’asserzione di Gesù..su Satana..che cade dal cielo..come folgore..

significa..,a mio parere…una verità..più profonda..

la Parola..cioè..Dio incarnato..in un corpo..umano..per parlare  direttamente agli uomini..senza intermediari..

insegna..che dio..è un Essere..compassionevole..

che non tiene conto..degli sbagli..e della condotta dell’uomo..

chiede all’uomo..di vivere..e di giudicare..con la medesima..compassione verso gli altri.

Il perchè..è presto detto: ” egli..è un padre..non gli interessa essere lodato..dai figli..gli interessa invece..che i figli..vadano d’accordo..tra di loro.

 

Pubblicato 5 luglio 2016 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, catene religiose, chiesa, compassion, compassione, conoscenza di se stessi, creazione, cuore di dio.., Demoni, Dio, dogmatismo, dogmi, dottrina, Ebraismo, educazione, esegesi, fratellanza, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, God Father, God Mother, Gospel, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, liberazione culturale, Maria Maddalena, messianesimo, miserere, misericordia, mistificazione, Nag Hammadi, Natura, Pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, peccatori, pensatori, perdono, principio femminile, principio maschile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, pubblicani, regno di dio, riflessioni, Satana, sensibilità, sensibilità naturale, Signore tu mi scruti..e mi conosci, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, theology, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, Universe, Universo, uomo, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità

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Illuminazione Appassionata..(il tantra)   Leave a comment


 

 

ILLUMINAZIONE APPASSIONATA

Miranda Shaw, Casa editrice Venexia, Roma, 2010

illuminazione

Il tantra, sia nella variante indù sia in quella buddhista, è un sentiero religioso attraverso il quale uomini e donne possono accedere insieme alla dimensione spirituale ed all’illuminazione attraverso una serie di espressioni d’intimità ritualizzate che trasformano la passione fisica in estasi divina.

Il buddhismo tantrico si distingue da altre tradizioni buddhiste perché è l’unico a considerare il corpo e le esperienze sensoriali come un mezzo per attingere alla Fonte originaria della conoscenza e del potere spirituale.

Entrando in un tempio del Ladakh, terra del buddhismo tantrico, rimaniamo colpiti dalle spettacolari rappresentazioni delle donne-dee nell’atto di cavalcare una tigre o di danzare sull’acqua con i loro corpi sinuosi che fluttuano nell’aria, le chiome al vento… donne dagli sguardi persi nell’infinito, che spiccano il volo avvinghiate ai loro partner maschili, i volti risplendenti di passione ed estasi mentre si librano negli spazi sconfinati dei paesaggi surreali del buddhismo tantrico… e ci sembra quasi di sentire il ciondolio dei loro strani ornamenti d’osso quando, irate, combattono contro l’ego: quando appaiono in forma pacifica le dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici;

interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle   “devadasi indiane”  dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”.

 

Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo.

Lo scopo principale del libro è restituire alle…  yogini… la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio egocentrismo.

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici: interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle devadasi indiane dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”. Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

 

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo. Lo scopo principale del libro è restituire alle yogini la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini: donne coraggiose, libere, di grande spessore e potere spirituale che guidano i maschi verso l’illuminazione.

La visione indiana che emerge da questi scritti e biografie femminili non conferma le interpretazioni svalutanti nei confronti delle yogini tantriche dei più accreditati testi occidentali, ma esprime, al contrario, grande rispetto e venerazione profonda della potenza spirituale-magica intrinseca alla condizione di Donna.

Le descrizioni delle donne del buddhismo tantrico come corrotte o depravate, prostitute etc… , sottolinea la Shaw, descrizioni dal colorito tipicamente androcentrico, tradiscono un residuo di indignazione vittoriana non solo nei confronti dell’attività sessuale delle donne al di fuori del matrimonio, ma anche verso la venerazione ed esaltazione religiosa della Donna in quanto tale. La reverenza religiosa verso le donne che caratterizza il tantrismo è così in contrasto con i valori ed i precetti tramandatici dalle nostre religioni tradizionali, sostiene la Shaw, da costituire uno dei più grandi ostacoli all’accettazione e comprensione della filosofia tantrica.

Nel contesto tradizionale del buddhismo monastico i partecipanti vengono incoraggiati al potenziamento dell’intelletto ed alla dialettica filosofica a scapito delle dinamiche corporee, delle sensazioni ed emozioni. La filosofia tantrica sottolinea invece che la mente da sola non è sufficiente ad aprire le porte della conoscenza; vengono enfatizzate, al contrario, soprattutto la soggettività e le componenti relazionali e sensoriali che animano i rituali: l’interdipendenza della dissoluzione e dell’apoteosi dei due partner così come la passione ed il piacere come fonti primarie di conoscenza e di potere spirituale – una sorta di reazione complementare e correttiva all’unilateralità monastica.

I testi tantrici espongono, passo dopo passo, un programma buddhista di decostruzione del sé contemporaneamente alla decostruzione dell’altro, seguito dalla ricreazione di una nuova identità soggettiva integrata: l’unione di un Buddha ed una Buddha. Solo seguendo la nostra passione fino alla sua origine, riusciamo a contattare, secondo la filosofia tantrica, il nostro nucleo interiore di beatitudine, la fonte originaria del Piacere che in quanto tale non ha alcuna causa immediata, ma appartiene alla natura stessa della psiche, alla sua “divina essenza primordiale”. E’ la beatitudine sensoriale, il “piacere umano”, l’elemento catalizzatore di questo percorso, il moto dinamico che conduce i partner yogici a varcare la soglia del regno terreno verso le sfere trascendenti dell’esistenza. L’esperienza erotica contiene già al suo interno il seme di questa consapevolezza illuminata: il piacere estremo, l’abbattimento delle barriere dell’ego, l’oblio di sé che culminano nell’estasi e nella consumazione del pensiero concettuale nel fuoco della passione.

Nel suo aspetto di fusione di forma e contenuto l’unione tantrica sfugge a qualsiasi descrizione in termini puramente fisici e diviene il tipico esempio dell’esperienza spirituale di “dissoluzione nella luce pura”, quello stato di non-dualità in cui il soggetto e l’oggetto si dissolvono e si fondono: saggezza e compassione, beatitudine e vacuità, insieme al congiungimento fisico degli organi sessuali femminili e maschili ed a numerosi altri elementi fisico-spirituali che vengono integrati sulla via verso l’illuminazione.

La stessa anatomia interna dell’organo sessuale femminile, per esempio, è percepita come un mandala, al centro del quale troneggia un palazzo tempestato di pietre preziose, la Dimora di un Buddha.

Esso non ha dimensioni fisse, perché si tratta di un “luogo incommensurabile” sul piano mistico dell’esperienza.

Michel Foucault contrappone all’oggettivazione e alla manipolazione occidentale della sessualità (che definisce scientia sexualis ) quella che lui definisce l’ars erotica dell’Oriente (il tantra ne è un esempio), una sessualità vissuta ed esplorata per se stessa, per il piacere che conduce alla fonte interiore di Vita ed alla trascendenza.

Il buddhismo tantrico non propone un modello relazionale di sfruttamento, ma di complementarietà e reciprocità e rimanda ad una variante delle relazione umane che arriva persino a trascendere il dualismo di genere.

Tutto ciò appare quantomeno insolito agli occhi di un lettore occidentale il quale parte dal presupposto che le relazioni in generale e quelle tra i sessi in particolare, implichino sempre una qualche forma di potere o di rivendicazione egoica.

I filosofi tantrici ci raccontano che al momento del concepimento una scintilla di beatitudine si unisce con una goccia dei fluidi generativi femminili e maschili, formando una scintilla di Piacere che è il nucleo del nuovo essere.

 

Nell’intera genesi di un essere umano è presente quindi un elemento di piacere metafisico: il Sé interiore o l’Essenza.

 

Questa beatitudine che è presente nel momento del concepimento di un essere umano rimane lì, nel suo recesso più intimo, nel suo cuore per sempre, come un ponte che gli indica la via del ritorno, un ponte che può riportarlo indietro alla Prima e Ultima realtà.

 Virginia Salles

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L’UNIONE SESSUALE SACRA

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Molte persone mi chiedono spesso come usare il sesso nella pratica spirituale. 
L’unione di due corpi muove energie particolari perché si forma una polarità maschile/femminile che, come un circuito, attiva delle grandi potenzialità. Ovviamente più se ne diventa consapevoli meglio si può utilizzare l’intero processo. 
Non mi metterò ora a fare un trattato tantrico, ma darò alcune indicazioni per iniziare a vivere l’incontro sessuale non come un semplice atto animale, ma come un mezzo utile alla pratica verso la libertà.

La polarità maschile/femminile che si attiva nell’unione sessuale può liberare quella bellissima e potente energia che si trova alla base della spina dorsale e che, se fatta salire fino alla cima del capo, porta il risveglio dei centri energetici assopiti. 
Non solo; è possibile entrare in stati di coscienza espansi che portano oltre alla piccola percezione del proprio ego, e possono manifestarsi grandi intuizioni di consapevolezza che aprono porte sulla libertà del Sé. 

Solitamente l’incontro con l’altro avviene esclusivamente a livello del primo chakra e non ci si sposta da lì. È più che altro uno scarico di tensione, uno sfogo che fa sentire il corpo al massimo un po’ più rilassato. Quante persone, soprattutto donne, mi parlano di quella triste sensazione che rimane “dopo”! A qualcuno comunque può continuare ad andare bene così, ma altri sicuramente sentiranno il bisogno di conoscere e utilizzare tutte le potenzialità dell’unione maschile/femminile.
Ovviamente è anche importante con chi ci si incontra poiché lo stato di coscienza del compagno/a viene unito al nostro e ne è estremamente influenzato.

L’atteggiamento interiore dovrebbe essere quello dell’apertura totale del cuore nei confronti dell’altro. Non si può incontrare il partner se si hanno resistenze, rancori o chiusure di qualche tipo; l’energia sacra così non scorre. È necessario essere disposti ad aprirsi totalmente in un abbraccio profondo nel quale abbandonarsi fino in fondo, mantenendo quel tenero sguardo assolutamente non giudicante, che permette di svegliare sempre più la consapevolezza di Sé. 

Anche tutti i tabù sociali sul sesso e un’educazione particolarmente rigida su tal punto, inibiscono quel lasciarsi andare necessario al libero scorrere delle energie. Le persone mi raccontano spesso quanto il far l’amore sia per esse il contrario stesso dell’apertura, rendendolo più un gioco di potere e di attaccamento che un’unione vera. Questo accade a causa dei conflitti irrisolti e delle dinamiche negative con l’altro.
Il proprio compagno/a diventa spesso la persona con la quale ci si chiude di più perché è proprio quella dalla quale ci si sente più feriti.

Chi comprende che il miglior modo per difendersi è invece proprio l’apertura del cuore, riesce pian piano ad avere veramente quella cura del rapporto che permette di risolvere i problemi.
La paura dell’aprire totalmente il proprio cuore all’altro è una delle cause principali della grande sofferenza generata nelle relazioni affettive.

È necessario capire che un cuore amorevole e aperto è un cuore sempre vittorioso, anche di fronte al dolore del tradimento, anche in caso l’altro si riveli non corrispondere alle proprie aspettative. 

È il cuore aperto che rende appagati e permette di fluire con la vita; nessun partner sarà mai in grado di renderci liberi e felici.

L’errore più grande è infatti quello di credere che il proprio compagno/a possa sostituirsi a Dio e saziare ogni nostro bisogno d’amore.

Se il nostro cuore è chiuso, non scorrerà in noi né l’amore né la felicità, nemmeno se il nostro partner fosse Gesù Cristo!

Per entrare nella sacralità del sesso occorre, innanzi tutto, essere disposti ad aprirsi totalmente all’altro, a tutti i livelli, senza inibizioni e senza paura di doversi difendere con la chiusura del cuore. 

Cercando di essere sempre più naturali e spontanei, quindi si può permettere all’apertura del cuore di chiamare il sacro fuoco che richiede poi tutto il nostro ascolto e tutta la nostra accoglienza per riuscire a procedere nel suo percorso.

Il secondo passo è riconoscere il divino che c’è nell’altro e far l’amore proprio con il suo aspetto illuminato e risvegliato. A tal fine immaginate il corpo del vostro partner completamente di luce, come un vero Dio.

Di fronte a voi avete la manifestazione della piena potenzialità illuminata del vostro compagno/a e quella abbracciate abbandonandovi totalmente.

 
Non vi devono interessare i difetti e le mancanze dell’altro ora, altrimenti è con l’energia di questi che vi unirete.

Richiamando la vera natura divina dell’altro, sarà con questa che farete l’amore e questa avrà il potere di formare quel circuito sacro che serve per innalzare le energie che altrimenti rimarrebbero a livello basso. 
Naturalmente anche voi dovete immaginarvi e sentirvi luminosi e risvegliati nel vostro aspetto divino! 

Per realizzare l’unione sacra è necessario che non abbiate paura di fondervi con l’altro fino a sparire.

È una resa dell’ego al divino di entrambi che è di fatto Uno: una sola Presenza d’Amore.

 
Devono venir coinvolti in seguito tutti i punti energetici, proprio partendo da quello sessuale, quindi il fuoco sacro dev’essere liberato – grazie al corretto atteggiamento interiore – da quel punto, per poi salire lungo gli altri chakra.

Vi sono ovviamente delle tecniche che aiutano a realizzare questo risveglio dell’energia, ma affinché siano efficaci occorre allenarsi prima a sviluppare gli atteggiamenti interiori sopra descritti.

 

La tecnica, senza lo stato di coscienza appropriato, può anche essere pericolosa e creare scompensi anziché aiutare. Ecco perché è così importante dedicare un lungo periodo di tempo a sviluppare e allenare insieme al partner l’apertura del cuore senza paura, l’abbandono presente e totale a livelli sempre più profondi, il riconoscimento del proprio aspetto divino e di quello dell’altro, la resa totale a quella divina Tenera Presenza che chiama gli amanti a Sé, proprio perché sono stati capaci di aprire gli stretti e miseri confini dell’Io fino a divenire Uno.

  (Carlotta Brucco)

http://www.nonsoloanima.tv/carlottabrucco/index.php?entry=entry120423-122814

 

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Pubblicato 13 giugno 2016 da sorriso47 in amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, beauty, beauty of Universe, bellezza, catene religiose, conoscenza, conoscenza di se stessi, corpo umano, corporeità umana, creazione, donna, earth, educazione, educazione sessuale, eros, erotismo, essere, estasi, etica sessuale, female sex, femmina, fratellanza, God Father, God Mother, Illuminazione..appassionata la spiritualità..del..Tantra.., l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, maschio, massaggio tantrico, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, messianesimo, Natura, nude, nudismo, orgasmo, orgasmo prolungato, Pace, passion, passione, pensatori, Peru, piacere, principio femminile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, salute, Salute e benessere, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, soul and body, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, teologia, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, truth, Tutto è Uno, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, Verità, vita, yoni, yony

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La Teologia dell’Universo   2 comments


 

SE UNO..VIVE SE’ STESSO..E’ SALVATO…PERCHE’..IL REGNO DEI CIELI..E’ DENTRO OGNUNO DI NOI..

3.) Gesù disse: – Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi saranno prima di voi¹. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione².

27.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.

 

 

Giordano Bruno

 

 

GIORDANO BRUNO non conosceva il Vangelo di Tommaso..perchè è stato ritrovato nel  1945 a Nag Ammadi (Egitto) Era dentro ad una giara..sotterrata in una caverna..dalla sabbia

 

Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.
Colui che vede in se stesso tutte le cose è al tempo stesso tutte le cose.
[Dio è] Mezzo di congiunzione e di distinzione a tutto, centro ogni dove, fondo delle intime cose.
Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo.
 (Giordano Bruno)

The Heart’s Intuitive Intelligence

Science shows your heart has intuitive intelligence. The Bible speaks of “an understanding heart.” It now turns out that this metaphor is the literal truth.
 (dal vangelo di Tommaso.gnostico;il vangelo incontaminato..scoperto nel 1945 a Nag Hammadi).Benedetto XVI ,da pontefice..ha riconosciuto la validità di questo Vangelo.

2.) Gesù disse: – Colui che cerca non cessi dal cercare, finché non trova¹ e quando troverà sarà commosso, e quando sarà stato commosso contemplerà e regnerà sul Tutto².
1) Cfr. Mt. VII 8 e Lc. XI 9 e 10. A differenza di Matteo e Luca quello di Tommaso è un chiaro invito alla gnosi. Anche nella Pistis Sophia 100 è detto:«Non cessate di cercare e non fermatevi finché non abbiate trovato i misteri purificatori che vi sublimeranno».
2) L’itinerario gnostico avviene secondo le seguenti tappe: conoscenza del bene, sua accettazione, contemplazione, elevazione mistica, immedesimazione con Dio e di conseguenza dominio dell’universo cosmico.

 

 

 

5.) Gesù disse: – Conosci ciò che ti sta davanti, e ciò che ti è nascosto ti verrà rivelato; poiché non vi è nulla di nascosto che non venga un giorno rivelato¹.
1) Cfr. Mc IV 22; Mt. X 26; Lc. VIII 17; XII 2.
Clemente Alessandrino insegnava che il primo grado della conoscenza è ammirare le cose che abbiamo davanti Stromata 2, 45 e nelle Kephalaia manichee leggiamo: «Il Salvatore ha detto ai suoi discepoli: “Conoscete quanto si trova davanta alla vostra faccia e vi sarà rivelato ciò che vi è nascosto”» AnchePap. Oss., 654, riprende il testo nei seguenti termini: «Gesù dice: “Tutto ciò che non è davanti ai tuoi occhi e quanto ti è occulto ti sarà rivelato. Non c’è, infatti, cosa celata che non divenga manifesta, né cosa sepolta che non venga risuscitata”».

 

 

 

3.) Gesù disse: – Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi saranno prima di voi¹. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione².
1) Cfr. Lc. XVII 20-24; e anche Mc. XIII 5, 21-23; Mt. XXIV 26-28. L’aggiunta di Tommaso:«ed è fuori di voi» allude al fatto che, una volta effettuata la scoperta nella propria interiorità, occorrerà estraniarsi dalla materia, uscire dal proprio «io» terrestre per congiungersi e unificarsi con Dio.
Questo loghion sottolinea fortemente l’interiorità, l’attualità e spiritualità del Regno. Notare l’insistenza sulla conoscenza di sé che è uno dei temi centrali del Vangelo. Scintille del Padre, soltanto prendendo coscienza del proprio «io», vivono con il Padre che vive; in caso contrario sono povertà. In un contesto identico del Papiro di Ossirinco, 654, «chiunque conosce se stesso troverà il Regno… Conoscerete voi stessi e vedrete che siete figli del Padre». Un maestro gnostico non aveva dubbi a riguardo e avvertiva i discepoli: «Lascia la ricerca di Dio, la creazione e altre questioni consimili. Cercalo partendo da te stesso… Conosci le fonti del dolore, della gioia, dell’amore, dell’odio… Se esamini attentamente tali questioni troverai Dio in te stesso» (Ippolito, Refut., VIII, 15, 1-2).
2) Lo Pseudo Ippolito, Philosophumena V 6 ci spiega che, secondo la dottrina dei naasseni (una delle più antiche sette gnostiche), «la conoscenza dell’uomo è l’inizio della perfezione», l’ignoranza di se stessi è quindi imperfezione e tenebre. Per l’espressione «Figli del Padre Vivente» cfr. Rom. IX 26b e per la parte finale del paragrafo cfr. 1.Cor. VIII 2-3; XIII 12.

 

27.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.
1) Mc. X 13-15; Mt. XIX 13-15; Lc. XVIII 13-17 e Mc. IX 35-37; Mt. XVIII 1-4; Lc. IX 46-48. Per il diverso concetto dei «bambini» confronta sopra la nota 1 al § 4.
2) Per capire questa prima parte del logion, che sviluppa il concetto di «perfezione» come unità degli opposti, occorre tener presente la dottrina gnostica emanazionistica. Dio, punto di origine e vertice di tutte le cose, si esprime attraverso «manifestazioni» (ipostasi) che sono formate a coppie (sizigie), ciascuna di un elemento maschile e di un elemento femminile, padre e madre della sizigia seguente. Dalle prime quattro coppie, spirituali, discendono, sempre a coppie, gli Eoni inferiori (decade e dodecade) fino a Psyche-Hule (Anima e Materia) che compongono l’Uomo terrestre. Ogni essere è quindi composto di elementi contrari, a coppie (alto e basso, esterno e interno, maschile e femminile) e la sua perfezione sarà solo nell’annullamento, o meglio nella fusione, di essi. Nell’affermazione «che il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina» è da riconoscere il concetto sublime del superamento dei problemi sessuali, lo stesso concetto che è espresso nel «neque nubent neque nubentur» di Mc. XII 25; Mt. XXII 30; Lc. XX 35. Nessun riferimento, invece, a Mc. X 6-8; Mt. XIX 5-6; ed Eph. V 31: «l’uomo… si unirà a sua moglie e i due diverranno una stessa carne» e nemmeno a Gal. III 28: «non c’è… né schiavo libero, né maschio né femmina, ecc.», che allude alla parità di tutti i fedeli di fronte a Dio.
3) È l’esemplificazione del riassorbimento della realtà fenomenica in Dio, secondo la dottrina platonica (cfr. sopra nota 2 del § 2 e nota 1 del § 3): quando al posto di ogni occhio, mano, piede corporeo vi sarà un occhio, una mano e un piede, pure «immagine» ideale, si sarà tornati nell’iperuranio, congiunti con la divinità, nella cui mente tutte queste apparenze hanno la loro vera realtà. Più grossolanamente 1Cor. XV 38, 40, 44 parla di corpo «spirituale» e «corpo terrestre», accettando la creazione in senso biblico.

 

 

46.) Gesù disse: – A chi ha verrà dato, ma a chi non ha verrà tolto anche il poco che possiede¹.
1) Cfr. Mt. XIII 12: Lc. VIII 18. Con diverso significato la sentenza è stata poi messa a conclusione della parabola delle «mine» (Mt. XXV 29; Lc. XIX 26) e con altro significato ancora è in Mc. IV 25.

 

33.) Gesù disse: – Ho preso posto al centro dell’universo e nella carne mi sono manifestato a costoro¹. Ma li ho trovati tutti ubriachi: non ho trovato in mezzo a loro nemmeno uno che avesse sete. E l’anima mia si è addolorata per i figli dell’uomo, perché essi sono ciechi nel cuore, e poiché sono venuti al mondo nudi, essi cercano di uscire di nuovo nudi dal mondo. Ma ora essi sono ubriachi. Quando avranno smaltito il vino, allora si pentiranno².
1) 1Tim III 16. L’espressione «al centro dell’universo» indica la posizione astrale dell’eone Gesù che, nel simbolo grafico T, è il punto d’incontro tra la linea orizzontale (il «Luogo di Dio») e la verticale (le emanazioni), o nella croce X è al centro tra il mondo superiore e il nostro.
2) Cfr. soprattutto Lc. XXI 34

IL GESU’..degli “gnostici”   Leave a comment


Nel dicembre del 1945, a Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, furono scoperti decine di manoscritti di sconvolgente importanza perché rivelarono un cristianesimo profondamente diverso da quello che conosciamo.
In essi vi è riportata una visione di Gesù molto differente da quella determinata dalla chiesa, visione che la stessa chiesa face in modo di oscurare.
Un Gesù venuto sulla terra non per spiegare ma per illuminare, è un uomo buono che vuole riaccendere la scintilla che ciascuno ha dentro di se perché ogniuno possa essere luce di se stesso e prendere piena coscienza di Sè, quel Sè che è la vera Chiesa e non una istituzione.
L’insistenza sulla conoscenza di sè, la Gnosi, è uno dei temi centrali dei testi del primo cristianesimo scoperti più di 6O anni fa nel deserto egiziano. Le autentiche parole di Gesù presenti nel Vangelo di Tomaso, sono diverse da quelle che di solito gli vengono attribuite:
“Lascia la ricerca di Dio, la creazione e altre questioni consimili. Cercalo partendo da te stesso. Conosci le fonti del dolore, della gioia, dell’amore, dell’odio. Se esamini attentamente tali questioni troverai Dio in te stesso.”
Occorre prendere coscienza, occorre mettere in discussione quello che si crede per arrivare a riconoscere!

Gnosticismo cristiano

Lo gnosticismo cristiano fu un importante movimento del cristianesimo antico, sviluppatosi soprattutto ad Alessandria d’Egitto nel II-III secolo. Fu una dottrina originale, diversa dalle elaborazioni teologiche prevalenti nelle altre principali sedi del cristianesimo antico: Roma, Antiochia e Costantinopoli.

Gran parte delle religioni cristiano-gnostiche teorizzavano che da Dio Primo Eone fossero state generate più coppie di eoni composte sempre da un eone maschile e uno femminile. Da qui dunque la natura sia maschile che femminile di Dio (Dio inteso come Madre e come Padre assieme). Dio e gli eoni nel loro complesso formavano il Pleroma.

Gli eoni dunque rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l’Uno, la Monade, Aion Teleos (l’Eone Perfetto), Bythos (greco per Profondità), Proarkhe (greco per Prima dell’Inizio), Arkhe (greco per Inizio). Questo primo essere è anch’esso un eone e contiene in sé un altro essere noto come Ennoia (greco per Pensiero), o Charis (greco per Grazia), o Sige (greco per Silenzio). L’essere perfetto, in seguito, concepisce il secondo ed il terzo eone: il maschio Caen (greco per Potere) e la femmina Akhana (Verità, Amore).

Nella tradizione gnostica, il nome Sophia è, assieme a quello di Cristo, attribuito all’ultima emanazione di Dio. Nella maggior parte, se non in tutte le versioni della religione gnostica, Sophia provoca un’instabilità nel Pleroma, contribuendo alla creazione della materia. Il dramma della redenzione di Sophia attraverso Cristo o il Logos è il dramma centrale dell’universo.

Nei codici di Nag Hammadi, Sophia è la syzygy di Gesù Cristo (essendo stata coemanata con lui, forma un’unità con Cristo), ed è identificata nello Spirito Santo della Trinità. Nel testo “Sull’Origine del Mondo”, Sophia è dipinta come Colei che generò senza la sua controparte maschile. In questo modo venne originato il Demiurgo (Satana), ovvero il Dio ebraico Yahweh (anche noto come Yaldabaoth, Samael, o Rex Mundi per i Catari). Questa creatura, responsabile della creazione dell’universo materiale, non apparteneva al pleroma e non sarebbe mai dovuta esistere, poiché appunto Sophia la generò senza il suo syzygy Gesù Cristo, tentando di aprire una breccia nella barriera tra lei e l’inconoscibile Bythos. Nella creazione del mondo materiale ad opera Demiurgo però, Sophia riuscì ad infondere la sua Scintilla Divina (pneuma) nella materia, impermeando dunque il creato della sua Divinità (Divinità dunque presente nel cosmo e quindi in tutte le forme di vita sotto forma di anima), e rovinando i piani del Demiurgo. Riaccendendo la scintilla divina che è in lui infatti, l’uomo si risveglia dagli inganni del Demiurgo e del mondo materiale, e accede alla Verità oltre la realtà. Cristo giunse sulla terra proprio al fine di risvergliare negli uomini la loro divinità (la Sophia che è in loro),indicando all’umanità la via per raggiungere la gnosi ovvero il ritorno al pleroma. .

Inoltre Sophia è dipinta anche come Colei che distruggerà Satana/Yaldabaoth/Yahweh e questo universo di materia con tutti i suoi Cieli. Più tardi in “Sull’Origine del Mondo”, viene detto:

“Ella [Sophia] li getterà giù nell’abisso. Loro (gli arconti) saranno perduti a causa della loro cattiveria. Diverranno come vulcani e si consumeranno l’un l’altro finché non periranno per mano del primo genitore. Quando questi li avrà distrutti, si rivolgerà contro se stesso e si distruggerà finché non cesserà di esistere.
Ed i loro cieli precipiteranno uno sull’altro e le loro schiere saranno consumate dal fuoco. Anche i loro reami eterni saranno rovesciati. Ed il suo cielo precipiterà e si spezzerà in due. […] essi precipiteranno nell’abisso, e l’abisso sarà rovesciato.
La luce vincerà sull’oscurità e sarà come qualcosa che mai fu prima.”
Anche il Vangelo di Giuda, recentemente scoperto, tradotto e poi acquistato dalla National Geographic Society menziona gli eoni e parla degli insegnamenti di Gesù al loro riguardo. In un passo di tale Vangelo, Gesù deride i discepoli che pregano l’entità che loro credono essere il vero Dio, ma che è in realtà il malvagio Demiurgo.

Gli gnostici ofiti, o naaseni veneravano il serpente, perché, come narrato nella Genesi (3,1), era stato mandato da Sophia (o era lei stessa nelle sue sembianze) per indurre gli uomini a nutrirsi del frutto della conoscenza, al fine di infondere in loro la gnosis di cui avevano bisogno per svegliarsi dagli inganni del malvagio Demiurgo ed evolversi a Dio.

Sono pervenuti un certo numero di testi di gnosticismo cristiano. Fra questi di grande rilevanza fu il ritrovamento nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto, di una “biblioteca” gnostica in buone condizioni, composta di tredici codici, a loro volta comprendenti cinquantatré testi in traduzione copta, in precedenza sconosciuti; a essi si è poi aggiunto il Vangelo di Giuda negli anni ottanta. Inoltre diversi Padri della Chiesa hanno descritto le dottrine dello gnosticismo cristiano con l’intento di criticarle e confutarle, come ad esempio lo scritto Adversus haereses (“Contro gli eretici”) di Ireneo di Lione. Tenendo presente che si tratta ovviamente di avversari e di testi polemici, è possibile tuttavia ricavare ulteriori informazioni sulle credenze dello gnosticismo.

Codici di Nag Hammâdi

I codici di Nag Hammâdi sono un insieme di testi gnostici cristiani e pagani, rinvenuti nei pressi di Nag Hammâdi (Egitto), nel dicembre 1945.

Elenco dei testi

Codice I (noto anche come Codice Jung)                                                                       
Preghiera dell’apostolo Paolo
Libro segreto di Giacomo (o Epistola apocrifa di Giacomo)
Vangelo della Verità
Trattato sulla resurrezione o Lettera a Regino
Trattato tripartito
Codice II
Apocrifo di Giovanni (o Libro di Giovanni)
Vangelo di Tommaso

^ Secondo la suddivisione di Henri-Charles Puech; il testo però non contiene una numerazione dei detti, e Jean Doresse lo ha suddiviso in 114 detti, mentre sono 121 nell’edizione di Marcello Craveri (Marcello Craveri, a cura di, I Vangeli apocrifi, Einaudi, Torino 2005, p. 482. ISBN 88-06-17914-4).
Vangelo secondo Filippo
Ipostasi degli arconti
Sull’origine del mondo
Esegesi dell’anima
Libro di Tommaso l’Atleta
Codice III
Apocrifo di Giovanni (o Libro di Giovanni)
Vangelo degli Egiziani (copto)
Epistola di Eugnosto (o Eugnosto il Benedetto)
Sapienza di Gesù Cristo
Dialogo del Redentore
Codice IV
Apocrifo di Giovanni (o Libro di Giovanni)
Vangelo degli Egiziani (copto)
Codice V
Epistola di Eugnosto (o Eugnosto il Benedetto)
Apocalisse di Paolo
Prima apocalisse di Giacomo
Seconda apocalisse di Giacomo
Apocalisse di Adamo
Frammento del Discorso perfetto
Codice VI
Atti di Pietro e dei dodici apostoli
Il Tuono, mente perfetta
Insegnamento autorevole
Concetto del nostro grande potere
Parafrasi della Repubblica di Platone 588A-589B
Discorsi sull’Ogdoade e sull’Enneade
Preghiera di Ringraziamento
Codice VII
Parafrasi di Sem
Secondo trattato del grande Set
Apocalisse di Pietro
Insegnamenti di Silvano
Tre steli di Seth
Codice VIII
Zostriano
Lettera di Pietro a Filippo
Codice IX
Melchisedec
Il pensiero di Norea
La testimonianza veritiera
Codice X
Marsanes
Codice XI
Interpretazione della gnosi
Trattato valentiniano
Rivelazioni ricevute dall’Allogeno
Hypsiphrone
Codice XII
Sentenze di Sesto
Frammento centrale del Vangelo della Verità
Frammenti non identificati
Codice XIII
Protennoia triforme
Frammento di Sull’origine del mondo

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