Archivio per l'etichetta ‘Stati uniti

26 punti che svelano l’alleanza americana con l’ISIS   Leave a comment


da Cambiailmomdo     http://cambiailmondo.org/2014/11/22/la-creatura-americana-26-punti-che-svelano-lalleanza-tra-usa-e-isis/
La guerra al terrore è in realtà un supporto all’Islam radicale. La creatura americana compie 40 anni: 26 punti che svelano l’alleanza tra Usa e Isis. Un professore emerito dell’Università di Ottawa, in CANADA, ha spiegato in 26 concetti perché lo Stato islamico è un importante alleato degli Stati Uniti e come la “guerra al terrore” è in realtà un supporto all’Islam radicale.

“La guerra degli Stati Uniti contro lo Stato islamico è una grande bugia.” Così inizia il suo articolo Michel Cossudovsky, un economista canadese, scrittore e professore dell’Università di Ottawa, in CANADA, pubblicato sul sito web delCentro per la Ricerca sulla Globalizzazione.

Dopo aver analizzato centinaia di documenti, il professore giunge ad una serie di conclusioni che a PRIMA vista sembrano un paradosso: l’intera politica degli Stati Uniti relativa alla lotta contro il terrorismo in realtà serve gli interessi jihadisti, a loro volta, sono supportati e finanziati dal governo degli Stati Uniti. In 26 concetti Cossudovky spiega come è arrivato ad avere questa OPINIONE.

Storia di Al Qaeda

1. Al Qaeda ed i suoi affiliati ricevono il pieno sostegno degli Stati Uniti quasi 40 anni fa, all’inizio della guerra sovietico-afghana (1979-1989).

2. In un periodo di dieci anni 1982-1992 circa 35.000 jihadisti provenienti da 43 paesi sono reclutati per la jihad afgana nei campi di addestramento della CIA (Agenzia di intelligence) in Pakistan. Migliaia di annunci, pagati dagli Stati Uniti, sono apparsi nei MEDIA di tutto il mondo per motivare i giovani a unirsi alla jihad.

3. L’Università del Nebraska, negli Stati Uniti, pubblica libri jihadisti per diffonderli, a quel tempo, nelle scuole dell’Afghanistan.

4. Osama bin Laden, il terrorista “numero uno” per gli Stati Uniti, è reclutato DALLA CIA nel 1979 quando lancia la guerra jihadista patrocinata dagli USA contro l’Unione Sovietica in Afghanistan. Ha 22 anni quando termina la sua formazione nel campo di guerriglia della CIA.

5. Ronald Reagan, quarantesimo presidente degli Stati Uniti, chiama i terroristi di Al Qaeda “combattenti per la libertà”. Il governo statunitense fornisce armi alle brigate islamiche per combattere contro l’Unione Sovietica. Il cambio di regime porta alla fine del governo laico in Afghanistan.

Lo Stato islamico (IS)

6. Lo Stato islamico è inizialmente un’entità affiliata di Al Qaeda creata dai servizi segreti americani, con il sostegno del MI6 britannico, dal Mossad di ISRAELE e dalle intelligence di Pakistan e l’Arabia Saudita.

7. Le brigate dell’Is partecipano con gli Stati Uniti e la NATO nella guerra CIVILE in Siria diretta contro il governo di Bashar al Assad.

8. La NATO e gli alti funzionari turchi sono i responsabili del reclutamento di militanti dello Stato islamico e di al-Nusra (gruppo radicale islamico siriano) dall’inizio del conflitto in Siria nel 2011.

9. Nelle file dell’Isis c’è una rappresentanza dell’esercito e dell’intelligence degli stati occidentali.Così, il MI6 britannico partecipa alla formazione dei jihadisti ribelli in Siria.

10. In una informazione della CNN il 9 Dicembre 2012 un alto funzionario statunitense e diversi diplomatici di alto livello ammettono che “Stati Uniti e alcuni alleati europei, attraverso MILITARI specializzati, addestrano i ribelli siriani affinché garantiscano scorte di armi chimiche in Siria.”

11. La pratica delle decapitazioni dell’Isis fa PARTE di programmi di formazione degli jihadisti attuati in Arabia Saudita e Qatar.

12. L’Arabia Saudita, alleato degli Stati Uniti, libera dalle sue carceri migliaia di detenuti a condizione che si uniscano alla lotta dell’Isis contro Assad in Siria.

13. ISRAELE sostiene le brigate di Is e al-Nusra nel Golan, un territorio conteso da Israele e Siria. Nel febbraio 2014 il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, visita un ospedale al confine con la Siria, dove STRINGE la mano ad un ribelle siriano ferito.

 

 

Siria e Iraq.

14. L’Isis agisce come un avamposto militare degli interessi degli Stati Uniti e dei suoi alleati dal momento che causa distruzione e caos politico ed economico in Siria e Iraq.

15. L’attuale senatore degli Stati Uniti John McCain incontra i leader terroristi jihadisti, tra cui militanti dell’Isis, in Siria.

16. Lo Stato islamico, che presumibilmente resiste al bombardamento della coalizione guidata dagli Stati Uniti, CONTINUA a ricevere aiuti militari segreti dagli Stati Uniti.

17. I bombardamenti di Usa e dei suoi alleati non sono diretti allo Stato islamico, ma all’infrastruttura economica dell’Iraq e della Siria tra cui fabbriche e raffinerie di PETROLIO.

18. Il progetto del califfato si inserisce perfettamente nell’agenda della politica estera degli Stati Uniti da molti anni al fine di dividere Iraq e Siria in tre aree distinte: una repubblica del Kurdistan, un califfato islamico sunnita e una Repubblica araba sciita.

“La guerra contro il terrorismo”

19. “La guerra contro il terrorismo”, una campagna degli Stati Uniti iniziata nel 2001 e supportata da alcuni membri della NATO, si presenta come uno “scontro di civiltà”, quando in realtà persegue obiettivi economici e strategici.

20. Gli Stati Uniti appoggiano segretamente vari affiliati di Al Qaeda in Medio Oriente, in Africa sub-sahariana e in ASIA per creare conflitti interni e destabilizzare i paesi indipendenti.

21. In questi gruppi si possono nominare Boko Haram in NIGERIA, il Gruppo combattente islamico in Libia o Jemaah Islamiyah in Indonesia.

22. Le organizzazioni affiliate ad Al Qaeda nella REGIONE autonoma di Xinjiang Uigur, in Cina, ricevono anche il sostegno degli Stati Uniti. Lo scopo dichiarato di queste organizzazioni jihadiste è di stabilire un califfato islamico nella Cina occidentale.

“I nostri” terroristi.

23. Il paradosso è che, mentre l’Isis è cresciuta grazie al sostegno americano, l’obiettivo “strategico” degli Stati Uniti è la lotta contro l’islamismo radicale del gruppo jihadista.

24. La minaccia terroristica è una creazione puramente americana che è promossa da altri governi occidentali e dai MEDIA. Sotto l’obiettivo della difesa della vita dei suoi cittadini, dall’altra parte libertà civili e privacy vengono violate.

25. La campagna anti-terroristica contro Al Qaeda e lo Stato islamico ha contribuito notevolmente alla “demonizzazione” dei musulmani, che vengono associati alle crudeltà dei jihadisti.

26. Chiunque metta in discussione la “guerra al terrore” è dichiarato terrorista e sottoposto alle numerose leggi anti-terrorismo appropriate  negli ultimi 10 anni negli USA.

Dick Cheney:Ci sarà un Attentato entro il 2020 più letale dell’ 11 Settembre (9/11)   Leave a comment


Sembra quasi un consiglio,un avvertimento,o una lenta preparazione alla più banale delle ipotesi quella che Dick Cheney (Vice Presidente Governo Bush)espone all’ Huge Hewit Show.
Un gravissimo attentato nucleare dalle sempre comode “mani ignote”.
Un attacco entro il 2020 di tale portata da far impallidire l’evento dell’ 11 Settembre (9/11).
Ascoltiamo la parte dell’intervista a cui facciamo riferimento, tradotta in italiano.


L’ex vice presidente era ospite del Martedì sera di Hugh Hewitt Show, generalmente per discutere di politica estera eil suo nuovo think tankl’Alleanza per una Strong America. Hanno parlato della marcia del gruppo terroristico ISIS e del fallimento dell’amministrazione Obama per generare un accordo con il presidente iracheno Nouri alMaliki.

Infine, Hewitt ha chiesto a Cheney di guardare avanti alla possibilità di un altro attacco sul suolo americano e che cosa accadrebbe se tale attacco è nucleare fosse messo in atto

10 Teorie Cospirative divenuta realtà – DI Paul Joseph Watson & Alex Jones   Leave a comment


nfowars
Anche se il termine “teoria del complotto” è diventato un dispregiativo usato contro chiunque metta in discussione la versione ufficiale degli eventi.
Ci sono innumerevoli esempi in tutta la storia delle cospirazioni che  si sono poi dimostrati veri. Diamo uno sguardo soltanto a dieci casi piu’ famosi.


 
1) Operazione AJAX e operazioni False Flag
L’idea che i governi e le agenzie di intelligence svolgano atti di terrorismo sotto false flag è stata a lungo derisa dai media del sistema come una teoria della cospirazione, nonostante ci sia una pletora di casi storicamente documentati.

Dopo decenni di smentite, nel mese di agosto 2013, la CIA infine ha ammesso il suo ruolo (1) nella messa in scena del colpo di stato in Iran che ha portato al rovesciamento di Mohammad Mossadegh nel 1953 sotto l’egida della Operazione AJAX. Tramite l’AJAX, la CIA ha supervisionato le operazioni segrete che includevano atti terroristici false flag che sono costati la vita a circa 300 persone (2).

2) Golfo del Tonchino
Il 4 agosto 1964 il presidente Lyndon Johnson andò in televisione nazionale e disse al Paese che il Vietnam del Nord aveva attaccato delle navi americane.
“I ripetuti atti di violenza contro le forze armate degli Stati Uniti devono ricevere una risposta non solo mettendo in allarme la nostra difesa, ma con una risposta positiva. Tale risposta viene data stasera mentre sto parlando”, dichiarò Johnson.
Il Congresso approvò subito la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che fornì a Johnson l’autorità di condurre operazioni militari contro il Vietnam del Nord. Nel 1969, oltre 500.000 soldati stavano combattendo nel sud-est asiatico.
Johnson e il suo segretario alla Difesa, Robert McNamara, avevano ingannato il Congresso e il popolo americano. In realtà, il Vietnam del Nord non aveva attaccato la USS Maddox, come il Pentagono aveva sostenuto, e la “prova inequivocabile” di un “non provocato” secondo attacco contro la nave da guerra degli Stati Uniti era uno stratagemma.
3) Operazione Gladio: il terrore sponsorizzato dallo Stato viene imputato alla sinistra
Dopo la seconda guerra mondiale, la CIA e la britannica MI6 collaborarono assieme alla NATO nell’Operazione Gladio (3) per creare un esercito clandestino, o “stay behind”, al fine di combattere il comunismo nel caso di una invasione sovietica dell’Europa occidentale.
Gladio trascese rapidamente la sua missione originaria e divenne una rete terroristica segreta composta da milizie di destra, elementi della criminalità organizzata, agenti provocatori e unità militari segrete. Queste forze armate cosiddette stay behind erano attive in Francia, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Germania, e Svizzera (4).
La “strategia della tensione” (5) (in italiano nel testo, ndt) di Gladio venne progettata per far figurare i gruppi politici di sinistra europei come terroristici e per spaventare la popolazione inducendola così a votare per governi autoritari. Per realizzare questo obiettivo, gli agenti di Gladio hanno condotto una serie di attacchi terroristici mortali di cui sono stati in-colpati la sinistra e i marxisti. Nel mese di agosto del 1980, agenti di Gladio hanno fatto esplodere una bomba nella stazione ferroviaria di Bologna (6), uccidendo 85 persone. La responsabilità inizialmente fu data alle Brigate Rosse, ma si è poi scoperto che elementi fascisti all’interno delle forze dei servizi segreti italiani e Licio Gelli (7), capo della loggia massonica P2, erano i responsabili dell’attacco terroristico. Altri gruppi fascisti, tra cui Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, erano stati mobilitati e impiegati nel terrore.
L’Operazione Gladio in ultima analisi, ha causato la morte di centinaia di persone in tutta Europa.
Secondo Vincenzo Vinciguerra (8), un terrorista di Gladio all’ergastolo per l’assassinio di un poliziotto, la ragione di Gladio era semplice. E’ stata progettata per costringere la gente, i cittadini italiani, a pretendere dallo stato maggiore sicurezza. Questa è la logica politica che sta dietro tutte le stragi e gli attentati che restano impuniti, perché lo Stato non può condannare se stesso o dichiararsi responsabile di quanto è accaduto.
4) Operazione Northwoods
Come parte della guerra segreta contro il regime comunista di Cuba e dell’Operazione Mangusta della CIA, lo Stato Maggi-ore USA propose all’unanimità di realizzare azioni terroristiche sponsorizzate dallo Stato all’interno degli Stati uniti (9). Il piano prevedeva l’abbattimento di aerei americani dirottati (10), l’affondamento di navi americane, e sparare americani per le strade di Washington, DC. Lo scandaloso piano includeva anche lo scenario di un disastro NASA che prevedeva la morte dell’astronauta John Glenn (10).
Il presidente John F. Kennedy, ancora vacillante dopo l’imbarazzante fallimento della CIA per l’invasione alla Baia dei Porci a Cuba, respinse il piano nel marzo del 1962. Pochi mesi dopo, Kennedy negò all’autore del piano, il Generale Lyman Lemnitzer, un secondo mandato come militare di rango più alto della nazione.
Nel novembre del 1963, Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas.

5) L’incidente di Gleiwitz
L’incidente di Gleiwitz si riferisce ad una operazione false flag effettuata dai nazisti il ​​31 agosto 1939, durante la quale le truppe delle SS organizzarono un attacco a una stazione radio tedesca per darne poi la colpa alle truppe polacche.
Agenti tedeschi, vestiti con divise polacche, sequestrarono una stazione radio situata vicino al confine polacco e trasmisero un breve messaggio di propaganda in polacco. Poi uccisero dei prigionieri di un campo di concentramento vestiti con uniformi polacche e li lasciarono sulla scena, per far apparire l’incidente come un atto di aggressione polacca. Il giorno successivo la Germania invase la Polonia, e Hitler citò l’episodio come uno dei pretesti.
Nove giorni prima dell’incidente, Hitler aveva detto ai suoi generali, “Provvederò ad un casus belli per la propaganda. La sua credibilità non ha importanza. Al vincitore non verrà chiesto se ha detto la verità”.

6) Le aziende del tabacco addizionavano deliberatamente alle sigarette sostanze chimiche che danno assuefazione
Le cospirazioni non riguardano esclusivamente i governi, possono anche essere destinate ai consumatori. Secondo la BBC (11), le aziende americane produttrici del tabacco sono state “prese con le mani nel sacco” nell’ingegnerizzare deliberatamente le sigarette additivandole con prodotti chimici che ne incrementano artificialmente la dipendenza e ne rendono migliore il sapore.
Clive Bates, direttore di ASH (Action on Smoking and Health), ha detto che la scoperta ha messo alla luce uno “scandalo in cui le aziende del tabacco deliberatamente utilizzano additivi per rendere i loro dannosi prodotti ancora peggiori”.
7) Operazione Fast and Furious
L’operazione Fast and Furious, con cui il governo Obama ha fornito armi ai signori messicani della droga con l’apparente scopo di seguirne le tracce al fine di distruggere le gang, era in realtà parte di un piano cospirativo per demonizzare il secondo emendamento (il diritto del cittadino americano di portare armi, ndt).
I documenti ottenuti da CBS News (12) nel dicembre 2011 dimostrano che gli agenti ATF avevano discusso su come avrebbero potuto collegare le armi coinvolte nelle violenze in Messico ai negozianti di armi degli Stati Uniti, al fine di far approvare normative più restrittive sul controllo delle armi. Una fonte della polizia ha detto a CBS News che le email indicano che l’ATF ha creato il problema come parte di una manovra politica. “È come se l’ATF avesse creato o incrementato il problema in modo da poter essere proprio lei a fornire la soluzione. È un modo di fare a proprio vantaggio”, ha detto la fonte.

8) Spionaggio e sorveglianza di massa dell’NSA
Negli anni ‘90, quando gli attivisti anti-sorveglianza e i personaggi dei media stavano mettendo in guardia sulla vasta operazione di spionaggio della NSA, vennero trattati come teorici paranoici della cospirazione.
Ben più di un decennio prima delle rivelazioni di Snowden, la NSA era impegnata a intercettare e registrare tutte le comunicazioni elettroniche di tutto il mondo nel quadro del programma Echelon.
Nel 1999, il governo australiano ha ammesso (13) di far parte, assieme a Stati Uniti e Gran Bretagna, di un programma di intercettazione e sorveglianza globale condotto dalla NSA denominato Echelon in grado di intercettare “ogni chiamata internazionale via telefono, fax, e-mail o trasmissione radio” del pianeta.
Inoltre, nel 2001 un dossier del Parlamento europeo ha affermato (14) che “in Europa tutte le comunicazioni e-mail, telefono e fax sono regolarmente intercettate” dalla NSA.

9) Il traffico di droga della CIA
La Central Intelligence Agency è stata implicata in operazioni di traffico di droga in tutto il mondo, anche a livello naziona-le, in particolare durante l’affare Iran-Contra, durante il quale gente del Contra, con la benedizione della CIA, contrabban-dò negli Stati Uniti cocaina che venne poi distribuita come droga di prima qualità a Los Angeles, e i cui profitti furono poi versati ai Contras.
L’ex agente di polizia di Los Angeles Michael Ruppert ha anche testimoniato di aveva assistito al traffico di droga della CIA.
I boss della droga messicani, come Jesus Vicente Zambada Niebla, hanno perfino dichiarato pubblicamente (15) che essi sono stati assunti dal governo USA per operazioni di traffico di droga. C’è un voluminoso corpo  di prove (16) che conferma che la CIA e i giganti bancari degli Stati Uniti sono i maggiori players in un commercio mondiale di droga del valore di centinaia di miliardi di dollari l’anno, le informazioni pubblicate da gente come Gary Webb (17).
10) L’arma della CIA che provoca un “attacco cardiaco”
Nel 1975, durante una testimonianza al Senato degli USA sulle attività illegali della CIA, fu rivelato che l’agenzia aveva sviluppato un’arma a dardi che causa un attacco di cuore. “Nella prima udienza televisiva, svolta nella sala Caucus del Senato, il presidente Church (18) mostrò una pistola a dardi velenosi della CIA. Rivelando così che la Commissione era venuta a conoscenza del fatto che l’Agenzia aveva violato un ordine presidenziale diretto conservando uno stock di tossine di molluschi che sarebbe stato sufficiente a uccidere migliaia di persone”, come spiega una  pagina web del Senato (19).
“Il veleno letale poi entra rapidamente nel flusso sanguigno causando un attacco di cuore. Una volta che il danno è fatto, il veleno denatura rapidamente, in modo che nell’autopsia è molto improbabile rilevare che l’infarto è stato provocato da qualcosa di diverso da cause naturali. Suona come la perfetta arma di James Bond, non è vero? Eppure tutto questo è verificabile in una testimonianza al Congresso”, scrive Fred Burks (20).
“Il dardo di questa arma segreta della CIA trapassa l’abbigliamento e lascia null’altro che un minuscolo puntino rosso sulla pelle. Quanto alla penetrazione del dardo mortale, l’individuo a cui si è mirato per assassinarlo sente come se fosse stato punto da una zanzara, o addirittura nulla. Il dardo velenoso si disintegra completamente entrando nel bersaglio”.

Paul Joseph Watson e Alex Jones
Fonte: http://www.infowars.com
Link: http://www.infowars.com/10-conspiracy-theories-that-came-true/

Traduzione dallo spagnolo a cura di Gianluca Martin revisione di OLDHUNTER

1. CIA finally admits it masterminded Iran’s 1953 coup http://rt.com/usa/iran-coup-cia-operation-647/
2. The spectre of Operation Ajax http://www.theguardian.com/politics/2003/aug/20/foreignpolicy.iran
3. http://wikispooks.com/wiki/Operation_Gladio
4. http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Gladio
5. http://libcom.org/history/articles/strategy-of-tension-italy
6. http://en.wikipedia.org/wiki/Bologna_massacre
7. http://www.historycommons.org/entity.jsp?entity=licio_gelli_1
8. http://en.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Vinciguerra
9. http://www2.gwu.edu/~nsarchiv/news/20010430/northwoods.pdf
10. http://www.attackonamerica.net/operationnorthwoods.htm
11. Cigarettes ‘engineered’ for addiction http://news.bbc.co.uk/2/hi/393075.stm
12. Documents: ATF used “Fast and Furious” to make the case for gun regulations
http://www.cbsnews.com/news/documents-atf-used-fast-and-furious-to-make-the-case-for-gun-regulations/
13. Echelon spy network revealed http://news.bbc.co.uk/2/hi/503224.stm
14. http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do;jsessionid=2BF3352214AD912981BC7C2B85988698.node2?language=EN&pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A5-2001-0264+0+NOT+XML+V0//EN
15. Top Mexican drug lord: I trafficked cocaine for the U.S. Government
http://www.infowars.com/top-mexican-drug-lord-i-trafficked-cocaine-for-the-u-s-government/
16. The U.S. Government Is the Biggest Drug Dealer in the World! http://www.csun.edu/~hfspc002/news/cia.drug.html
17. Evidence Begins To Indicate Gary Webb Was Murdered http://www.prisonplanet.com/articles/december2004/141204webbmurdered.htm
18. il senatore dell’Idaho Frank Church, che presiedeva la Commissione per indagare sul caso Watergate
19. http://www.senate.gov/artandhistory/history/minute/Church_Committee_Created.htm
20. Cia secret weapon of assassination
http://www.examiner.com/article/cia-secret-weapon-of-assassination#ixzz1o9XXfvbG
21. Mark Pittman, Reporter Who Challenged Fed Secrecy, Dies at 52 http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=alcABq2uaBOc

CIA

PUTIN: Basta Giocare adesso. Il Discorso Ignorato dai Media Occidentali   Leave a comment


Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato, davanti ad una platea internazionale, di un ordine internazionale che ha approfittato della fine della guerra fredda per rimodellare il mondo in base ai propri interessi mettendo da parte i concetti di base delle relazioni internazionali, il diritto internazionale, i sistemi di equilibrio di potere arrivando persino a minare il concetto stesso di sovranità nazionale.

Nel suo discorso, Putin condanna gli Stati Uniti per l’appoggio dato a neofascisti e terroristi, ed il disprezzo per la sovranità nazionale mostrato in giro per il mondo.

putin
La maggior parte delle persone che conoscono l’inglese si sono perse il discorso che ha fatto Putin alla Conferenza Valdai a Sochi, pochi giorni fa

e c’è la possibilità che quelli che ne hanno sentito parlare non ne abbiano compreso l’importanza.

I media occidentali hanno fatto del loro meglio per ignorare o per distorcerne il significato. Indipendentemente da ciò che si pensi o non si pensi di Putin (esiste, come il sole e la luna, e un nostro parere serve a poco),  probabilmente questo è il discorso politico più importante dopo quello di Churchill sullacortina di ferro” del 5 marzo, 1946.

In questo discorso, Putin ha bruscamente cambiato le regole del gioco. 
Finora, il gioco della politica internazionale si giocava in questo modo: i politici facevano delle dichiarazioni pubbliche,per far finta che esteriormente si mantenesse una piacevole finzione di sovranità nazionale, ma erano solo atti di unoshow che non aveva niente a che vedere con la sostanza della politica internazionale; nel frattempo, si impegnavano in negoziati segreti dietro le quinte: quello che si diceva in quelle sedi, Putin ora l’ha detto in pubblico.
Finora, Putin aveva provato a partecipare a questo gioco, si aspettava solo che la Russia fosse trattata da pari a pari.Ma questa speranza è svanita, e in questa conferenza ha detto chiaramente che il gioco è finito, violando esplicitamente un tabù occidentale e parlando direttamente al popolo, scavalcando i clan, le élite e i leader politici.

Il blogger russo Chipstone ha riassunto i punti più salienti del discorso di Putin:

1. La Russia non giocherà più e non si impegnerà più a parlare di stupidaggini, dietro le quinte.

Ma la Russia è pronta ad avviare conversazioni e accordi seri, se saranno i presupposti per la sicurezza collettiva e se si baseranno sull’ equità, tenendo conto degli interessi di ogni parte.

2. Tutti i sistemi di sicurezza collettiva globale ora sono ridotti in rovina.

Non esiste più nessuna garanzia di sicurezza internazionale e l’entità che li ha distrutti ha un nome : Gli StaUniti d’America.
3. I costruttori del Nuovo Ordine Mondiale hanno fallito, costrueno solo un castello di sabbia. 

Che si crei o no un nuovo ordine mondiale di qualsiasi tipo, questa non è una decisione che ha preso la Russia, ma, se sarà messo in atto, sarà deciso senza la partecipazione della Russia.

4. La Russia privilegia un approccio cauto per introdurre innovazioni nell’ordine sociale,

ma non si oppone allo studio e alla discussione su queste innovazioni, per verificare se la loro introduzione possa avere una giustificazione.

5. La Russia non ha nessuna intenzione di andare a smuovere le acque torbide create dalla continua espansione dell’ impero del caos americano” e non ha nessun interesse nella costruzione di un nuovo impero russo (non servirebbe, le sfide della Russia si giocano tutte nello sviluppo del suo già vasto territorio). La Russia non è nemmeno più disposta ad agire da salvatore del mondo, come ha fatto in passato.

6. La Russia non tenterà di riformattare il mondo a sua immagine, ma neppure permetterà a nessuno di riformattare  la Russia a propria immagine. La Russia non chiuderà le sue porte al mondo,ma chiunque cercherà di sbatterle la porta in faccia può star sicuro che si troverà nel mezzo di un uragano.
7. La Russia non desidera che si diffonda il caos, non vuole la guerra e non ha intenzione di iniziarne una.

Tuttavia, oggi la Russia vede che lo scoppio di una guerra globale sembri quasi inevitabile, è pronta e continua a prepararsi. La Russia non vuole la guerra,

ma non ha paura della guerra.

8. La Russia non intende assumere un ruolo attivo nel contrastare chi sta ancora cercando di costruire un Nuovo Ordine Mondiale almeno fino a quando questi tentativi non cominceranno ad incidere sui più importanti interessi russi.

La Russia preferirebbe stare a guardare tutti quelli che contineranno a sbattere la testa contro i muri e vedere quanto resisteranno. Ma chi proverà a trascinare la Russia in questo processo, mostrando disprezzo per i suoi interessi, dovrà comprendere il vero significato del dolore.

9. Nella sua politica estera e, ancor più in quella interna, la Russia si non farà più riferimento alle parole delle élite e delle loro stanze segrete, ma conterà sulla volontà del popolo.

A questi nove punti ne aggiunge un decimo:

10. C’è ancora una possibilità di costruire un Nuovo Ordine Mondiale, che permetterà di evitare una guerra mondiale,  e deve necessariamente includere gli Stati Uniti

ma potrà farlo solo rispettando le stesse condizioni per tutti i paesi: dovranno tutti assoggettarsi al diritto e agli accordi internazionali; dovranno astenersi de ogni azione unilaterale e agire nel pieno rispetto della sovranità delle altre nazioni.

Riassumento:

Il tempo dei giochi è finito. I bambini, devono mettere via i giocattoli. Ora è il momento chegli adulti comincino a prendere le decisioni. La Russia è pronta, è il mondo?

*  *  *
Il TESTO COMPLETO del discorso di Vladimir Putin e la sessione di domande e risposte alla seduta finale del Meeting del Valdai International Discussion Club’s – XI session di Sochi – il 24 October 2014

Fonte: http://www.zerohedge.com
Link: http://www.zerohedge.com/news/2014-10-30/putin-western-elites-play-time-over

La commedia dell’arte del Potere sovrano…la Farsa della Virtù della Verità..   1 comment


 

“Caro George, nella luttuosa ricorrenza della tragedia del World Trade Center – scrive il premier – desidero esprimere a Te, e all’amico popolo americano, la più sincera e commossa partecipazione mia personale e di tutti gli italiani”.

“Il ricordo del dramma delle ‘Torri gemelle’ che quell’11 settembre scosse il mondo intero – sottolinea Berlusconi – rimarrà per sempre scolpito in tutti noi. Come quello del coraggio, della forza e della determinazione dimostrati dalla città di New York e dall’intera nazione americana. Vero esempio per quanti nel mondo si identificano nei valori della libertà e della democrazia”.

CONFRONTING THE EVIDENCE   (Confrontare con l’evidenza)

 

foro-pentagono.jpg

——————————————————————————————————————–

” Roma, 11 settembre 2008 – Il “coraggio e la determinazione” con cui la città di New York e l’America reagirono all’11 settembre furono “vero esempio per quanti nel mondo si identificano nei valori della libertà e della democrazia”. E’ quanto scrive il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al presidente americano George W. Bush in occasione dell’anniversario delle Torri Gemelle.

“Caro George, nella luttuosa ricorrenza della tragedia del World Trade Center – scrive il premier – desidero esprimere a Te, e all’amico popolo americano, la più sincera e commossa partecipazione mia personale e di tutti gli italiani”.

“Il ricordo del dramma delle ‘Torri gemelle’ che quell’11 settembre scosse il mondo intero – sottolinea Berlusconi – rimarrà per sempre scolpito in tutti noi. Come quello del coraggio, della forza e della determinazione dimostrati dalla città di New York e dall’intera nazione americana. Vero esempio per quanti nel mondo si identificano nei valori della libertà e della democrazia”.

CERIMONIA AL QUIRINALE

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha presenziato questa mattina nel Salone delle Feste del Quirinale una cerimonia di commemorazione degli attentati dell’11 settembre 2001 alla presenza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, del leader dell’opposizione, Walter Veltroni e dell’ambasciatore statunitense in Italia, Ronald Spogli.

All’evento, iniziato con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime degli attentati che colpirono il World Trade Center di New York e altri luoghi degli Stati Uniti, hanno partecipato anche i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, il vicepresidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e, per l’opposizione, l’ex premier Massimo D’Alema e gli ex ministri Vannino Chiti ed Emma Bonino.

Secondo il presidente della Repubblica quella dello “scontro tra civiltà e religioni inconciliabili” è una rappresentazione “troppo comoda per le centrali organizzatrici e ispiratrici del terrorismo, e radicalmente falsa”.
“In gioco sono invece le ragioni della pace, della vita, dei diritti umani, del progresso civile contro una feroce logica di violenza e di sopraffazione, una miscela distruttiva di fanatismo, intransigenza, regressione” ha sostenuto il capo dello Stato, intervenendo alla cerimonia di commemorazione degli attentati dell’11 settembre 2001, stamattina al Quirinale.

“Dinanzi a una simile minaccia, che non conosce confini, che colpisce o può colpire dovunque nel mondo – ha proseguito Napolitano – decisivo è l’impegno della comunità internazionale, da costruire ancor meglio e da consolidare sulle basi più larghe”. Occorre “moltiplicare gli sforzi per consolidare le basi di una vasta convergenza e cooperazione per la sicurezza collettiva, nel rispetto di principi irrinunciabili e di regole efficaci”.

Alla presenza delle massime cariche dello Stato e a diversi esponenti politici, il presidente della Repubblica ha sottolineato che di fronte alla minaccia del terrorismo “decisivo è l’impegno della comunità internazionale, da costruire ancor meglio e da consolidare sulle basi più larghe”. L’Italia “ha fatto, sta facendo, intende fare la sua parte” nel quadro di un impegno della comunità internazionale volto a contrastare il terrorismo e garantire la sicurezza collettiva”.

L’Italia, ha sottolineato, agisce “anche attraverso una consistente e multiforme presenza in missioni internazionali in aree cruciali, a cominciare da quella afghana”. Napolitano ha presenziato nel Salone delle Feste del Quirinale alla cerimonia per commemorare gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. Gli attentati dell’11 settembre 2001 sono stati “un colpo di enorme gravità e impatto volto a ferire a morte il cuore dell’Occidente e del mondo democratico, il centro pulsante, e migliaia di uomini e donne, della maggiore città e perfino della capitale degli Stati Uniti d’America”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di commemorazione del settimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle al Quirinale, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dell’ambasciatore americano in Italia, Ronald Spogli.”

——————————————————————————————————–

almeno un minimo di Morale..Prudenza di Stato .

dovrebbe consigliare di evitare l’argomento..

non fosse altro per un senso di rispetto verso l’intelligenza dell’essere umano …

che si spera..ancora animata ..da una  coscienza correttamente formata..

è un insieme di Atei devoti del Dio Menzogna  e Mammona..

che elogia in altre sedi.. il Povero Dio di Nazaret…

di  cui Benedetto XVI… è la versione moralmente criminale..

( immaginateVi un pò se vi riesce..a pensare ad un  Gesu Cristo …

che và a festeggiare i suoi trentatreanni con Erode ..senza peraltro rammentargli che e’ un assassino.. e se non si converte..ha davanti a sè..la dannazione eterna..!!! )

Questa classe politica si interessa di difendere la moralità del popolo…

 levando la prostituzione dalle strade a suon di giorni di carcere..

e non si preoccupa di difendere il normale “buon senso del pudore” ..

di chi si sente giustamente e cristianamente offeso ..

da veline trasformate in deputatasse e ministri  per meriti di sesso orale ..

QUESTA CLASSE POLITICA ..(insieme alle precedenti di sinistra)

ha sperperato  milioni di euro di denaro pubblico..

 in missioni di guerra… incostituzionali ed amorali..

senza preccuparsi dei pensionati al “minimo” vitale..

 uomini onesti…che rischiano multe ..nel rovistare (ad onta del proprio decoro personale)..

  nei cassonetti pubblici…

 le verdure ed il pane… che non si possono permettere..

al contrario dei Deputati e dei Senatori  della Res-publica…

che si autoconferiscono un  bonus di tremila euro …per telefonate mensili

che Dio Maledica..

(ammesso che esista un Dio..  che si elegge ..come Vicario..un tale Benedetto…

scusatemi..ma la mia Fede vacilla…!!!)

queste “Classi Politiche”

almeno spero …che la Sua Giustizia Divina …

si adoperi per costringere in futuro questi uomini…

 a rovistare nei cassonetti i rifiuti dei ristoranti capitolini..

staremo a vedere.. ,per queste mie richieste,

se io sono considerato da Lui …che giudica con Giustizia ..un figlio od un demone!!!

NO AL TERRORISMO, MA QUALE? Piergiorgio Odifreddi   Leave a comment


NO AL TERRORISMO, MA QUALE?

Piergiorgio Odifreddi


Scrivo queste parole contro la guerra dal Laos, nel quale mi trovo per combinazione, e del quale ho appena visitato il Nordest: la zona, cioe’, piu’ martoriata dalla guerra ” segreta ” che gli Stati Uniti vi combatterono dal 1964 al 1975. Una guerra di cui erano all’oscuro non solo i cittadini e i media, ma addirittura i membri del Congresso. Una guerra contro un paese che l’accordo di Ginevra del 1962, solennemente firmato dagli Stati Uniti, aveva dichiarato neutrale e smilitarizzato. Una guerra nella quale sono state scaricate sul Laos piu’ bombe che nell’intero secondo conflitto mondiale: due milioni di tonnellate, ovvero dieci tonnellate per ogni chilometro quadrato, e mezza tonnellata per ogni cittadino. Una guerra che ha torturato il paese al ritmo di un bombardamento ogni otto minuti, ogni giorno della settimana, per nove anni ininterrotti. Una guerra che e’ costata ai contribuenti statunitensi due milioni di dollari al giorno. Una guerra che non e’ servita a nulla, se non a posporre inutilmente la liberazione di una nazione.

Il Laos ha avuto la sfortuna di trovarsi, geograficamente, a ridosso del Vietnam: sul suo territorio passava il “sentiero di Ho Chi Min”, attraverso il quale la Repubblica del Nord riforniva l’Esercito di Liberazione del Sud. Per ostacolare le operazioni vietnamite la Cia vi organizzo’, addestro’ e finanzio’ segretamente un esercito mercenario di 10.000 uomini, arruolati fra le minoranze etniche del paese, e lo riforni’ militarmente e logisticamente attraverso una compagnia aerea “civile” di sua proprieta’ (la famigerata Air America, le cui imprese si possono leggere in un omonimo libro di Christopher Robbins). Ottrocentomila litri di defolianti ed erbicidi furono rovesciati nei dintorni del sentiero di Ho Chi Min, distruggendo ogni tipo di vegetazione, e avvelenando i raccolti e l’acqua. Le operazioni venivano coordinate dalla citta’ fantasma di Long Tieng, che pur non comparendo sulle mappe divenne la seconda citta’ del Laos per popolazione, con uno degli aereoporti piu’ trafficati del mondo.

Come se non bastasse, il Laos ha anche avuto la sfortuna di trovarsi, in linea d’aria, sul tragitto che collegava le basi statunitensi in Tailandia e i loro obiettivi in Vietnam. Quando i bombardieri non riuscivano a raggiungere la destinazione a causa del maltempo, bombardavano a tappeto il territorio sul quale si trovavano casualmente in quel momento, per evitare di dover tornare carichi alla base. I bombardamenti sul paese diventarono pianificati, invece che casuali, dapprima quando Johnson sospese ufficialmente quelli sul Vietnam nel 1968, concentrando in segreto l’intera aviazione sul Laos, e poi quando Nixon e Kissinger autorizzarono (all’insaputa del Congresso) le incursioni sistematiche dei B-52.

Gli statunitensi se ne sono andati ormai da ventott’anni, ma le conseguenze della loro guerra rimangono. Il Pian delle Giare, un luogo misterioso ed enigmatico che prende il nome da centinaia di giare megalitiche scavate nelle rocce, di cui non si conoscono ne’ la provenienza ne’ l’uso, e’ desolatamente crivellato di enormi crateri. I campi dell’intera regione continuano a nascondere innumerevoli cosiddette “bombette”, che venivano lanciate a girandola da contenitori paracadutati che si attivavano nelle vicinanze del suolo per effetto della pressione dell’aria. Contadini e bambini continuano giornalmente a saltare in aria o a mutilarsi a causa di questi ordigni, costruiti al solo scopo di uccidere o sfigurare essere umani. Ubiqui manifesti ammoniscono a non toccare oggetti sospetti e a non allontanarsi dai cammini battuti. Nei villaggi i residuati affiorano dovunque, e sono usati come vasi da fiori, panche, sostegni per i tetti, staccionate, o utensili da eta’ del ferro bellico. Un numero imprecisato di abitanti soffre di malattie tossiche causate dalla “pioggia gialla” prodotta dalle armi chimiche.

Sarebbe difficile definire questa guerra altrimenti che terrorismo pianificato su larga scala, e i metodi che sono stati usati per combatterla altrimenti che armi di distruzioni di massa. Eppure, e’ proprio in nome di queste due parole d’ordine, “terrorismo” e “armi di distruzioni di massa”, ripetute come mantra fino a far perdere loro qualunque significato, che gli Stati Uniti pretendono di chiamare oggi alla guerra contro l’Iraq, riproponendo il paradosso evangelico di chi vede la pagliuzza nell’occhio altrui, ma non la trave nel proprio.

Se veramente si volesse o si dovesse far guerra agli stati che da un lato pianificano, finanziano e praticano il terrorismo, e dall’altro producono, posseggono e usano armi di distruzione di massa, gli Stati Uniti dovrebbero esserne il primo e il principale obiettivo. Naturalmente le loro mascalzonate in Laos non sono che un motivo fra i tanti, scelto qui occasionalmente per le impressioni di un viaggio, ma si inseriscono corerentemente all’interno di una storia che inizia, e’ bene non dimenticarlo, col genocidio che sta alla base della stessa costituzione (fisica, ovviamente, non legale) degli Stati Uniti: quello dei diciotto milioni di indiani che ne abitavano il territorio, e che sono stati oggetto di uno sterminio premeditato e sistematico di stampo protonazista (nel senso letterale, visto che Hitler stesso ha dichiarato di averlo preso ad esempio per la sua “soluzione finale” del problema ebraico).

Sarebbe inutile da un lato, e impossibile dall’altro, elencare pedestremente tutti i capi d’accusa contro gli Stati Uniti, in un ideale processo per terrorismo e uso di armi di distruzione di massa. Bastera’ ricordare alla rinfusa i nomi di alcuni stati che hanno avuto la sventura di essere oggetto delle loro “attenzioni”: dalle Filippine alla Corea, dall’Iran al Guatemala, dal Vietnam alla Cambogia, da Santo Domingo al Cile, dal Nicaragua a Panama, … E non si dovra’ dimenticare che finora (e per fortuna !) gli Stati Uniti sono gli unici membri del “club nucleare” (al quale l’Iraq non appartiene !) ad aver usato la bomba atomica, per ben due volte, e ad averne minacciato l’uso parecchie altre: da Foster Dulles, che penso’ di usarla per sbloccare l’assedio dei francesi a Dien Bien Phu, ai due Bush, che l’hanno promessa a Saddam come ritorsione per l’eventuale uso (difensivo, e sul proprio territorio!) di armi chimiche.

Sara’ forse per questi motivi, che tutti conoscono, ma di cui troppo spesso politici e media di ogni parte fingono di dimenticarsi, che nella loro propaganda a favore della guerra contro Saddam e l’Iraq gli Stati Uniti aggiungono, agli slogan sul “terrorismo” e le “armi di distruzioni di massa”, quelli del “dittatore feroce” da cui bisognerebbe liberarsi, e della “democrazia” che bisognerebbe (re)instaurare.

Anche in questo caso, naturalmente, per smascherare la finzione che si nasconde dietro a questi slogan bastera’ ricordare i nomi di alcuni dei dittatori che gli Stati Uniti hanno appoggiato, spesso instaurandoli direttamente al potere con colpi di stato da essi stessi organizzati: da Somoza a Batista, da Diem a Lon Nol, dallo Scia’ a Pinochet, … Per non parlare degli stessi Saddam e Bin Laden, che andavano benissimo fino a quando servivano a combattere gli ayatollah in Iran o i russi in Afganistan. Persino il macellaio Pol Pot, il cui nome e’ forse quello che piu’ si identifica col Male nell’immaginario collettivo degli ultimi cinquant’anni, e’ stato sostenuto finanziariamente e militarmente dagli Stati Uniti (oltre che dalla Gran Bretagna e dalla Cina) per tredici anni dopo la sua caduta, e i Khmer Rossi mantenuti alle Nazioni Unite come artificiali rappresentanti della Cambogia fino al 1992, solo perche’ erano stati i vietnamiti a liberare il paese nel 1979.

E poi, di grazia, quale esempio di democrazia gli Stati Uniti forniscono al mondo, per potersi arrogare il diritto di volerlo instaurare ovunque? Quello di una nazione che ha avuto come presidenti, anche di recente, militari come Eisenhower, o capi della Cia come Bush padre? Quello di una nazione i cui cittadini di colore hanno tassi di alfabetizzazione e di sopravvivenza inferiori agli indiani del Kerala? Quello di una nazione che mantiene in vigore la pena di morte, e ne esegue le sentenze con rituali barbari e psicotici? Quello di una nazione che tiene in carcere due milioni di abitanti, con una percentuale (uno su centocinquanta) quindici volte superiore alla europea, e uguale invece a quella di stati totalitari come la Russia e la Cina (ai quali gli Stati Uniti sono accomunati, a proposito di armi di distruzioni di massa, anche dal rifiuto di firmare il trattato di Ottawa sulla produzione, l’uso e la vendita delle mine antiuomo)? Quello di una nazione che rifiuta di applicare ai suoi prigionieri di guerra le norme stabilite dalla Convenzione di Ginevra, e li segrega in gabbie da animali in una base militare che mantiene illegalmente da quarant’anni, contro le esplicite richieste di restituirla da parte del paese “ospitante” (Cuba)? Quello di una nazione che rovescia i piu’ basilari principi del diritto, e pretende che sia l’accusato (Saddam) a fornire le prove della propria innocenza, invece dell’accusatore (gli Stati Uniti) a fornire quelle della sua colpevolezza? (Tra parentesi, come concilia l’alleato Berlusconi l’applicazione a Saddam del motto “colpevole fino a disprova contraria “, e a Previti di quello “innocente nonostante prova contraria”?)

In ogni caso, e questo vale naturalmente non soltanto per gli Stati Uniti, ma per tutti i paesi del mondo, Gran Bretagna e Italia comprese, democrazia significa “governo del popolo”: uno stato sedicente democratico, dunque, prima di prendere decisioni su questioni cosi’ fondamentali e di eccezionale amministrazione come la dichiarazione di una guerra preventiva nei confronti di un’altra nazione, sulle quali non ha ovviamente ricevuto nessun mandato dagli elettori, dovrebbe sentirsi in obbligo di consultarli con un referendum o, almeno, di conformarsi strettamente allle loro opinioni espresse dai sondaggi.

 E non comportarsi, invece, alla stregua delle dittature che dichiara di voler rovesciare, agendo in base a supposti “interessi di stato”, evidentemente contrapposti a quelli dei cittadini.

Nonostante quanto qualcuno pensera’ (ad esempio “Il Riformista”, che l’ha non solo pensato, ma scritto in prima pagina il 23 dicembre 2002, a proposito della mia intervista a Chomsky sul recente Almanacco di Filosofia pubblicato da questa stessa rivista), le affermazioni precedenti non sono affatto un’espressione di “antiamericanismo”. Se non altro perche’, diversamente da coloro che abusano di questa parola,

io conosco la differenza fra l’America e gli Stati Uniti: come la conoscono, d’altronde, i latino-americani che si risentono, fortemente e giustamente, nel veder definire come “americani” per antonomasia gli statunitensi. La confusione (voluta) risale alla formulazione della dottrina Monroe, “l’America agli americani”, che andava (ed e’ stata) naturalmente intesa come “l’America agli Stati Uniti”: sarebbe bene, dunque, evitare di perpetuare l’antiamericano (questo si’!) equivoco e parlare eventualmente, e piu’ precisamente, di sentimenti “antistatunitensi”.

Ma anche questa qualifica sarebbe scorretta: se non altro perche’, ancora una volta,

io conosco la differenza fra il governo e la popolazione degli Stati Uniti (non solo, ma anche, per averci studiato e insegnato per vent’anni). E so che alla Casa Bianca e al Pentagono stanno “persone” ben diverse da una parte di quelle che popolano le citta’ e le universita’ del paese.

 Naturalmente, so anche che un’altra parte della popolazione sta col governo, per convinzione o circonvenzione (in fondo Bush e’ pur sempre stato eletto, benche’ soltanto coi voti di un quarto degli aventi diritto: un altro bell’esempio di “democrazia”). E dunque, non mi permetto nessuna posizione generica riguardo agli “statunitensi”.

Volendo a tutti i costi parlare in termini di contrapposizioni, accetterei comunque volentieri, per il mio rifiuto di questa guerra, le qualifiche di “anticolonialista” e “anti-imperialista” (e anche, perche’ no, di “antifascista”). Esso infatti non riguarda specificamente gli Stati Uniti e l’attuale intervento in Iraq, ma qualunque azione militare essi e le altre potenze coloniali e imperiali, dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Russia alla Cina, possano proporre alla comunita’ internazionale per contenere o espandere i loro interessi, eventualmente mascherandola con le pelli di agnello dell’intervento umanitario o internazionale.

Di ” guerre giuste ” si potra’, eventualmente, parlare quando ci saranno veramente una comunita’ e un diritto internazionali. Ad esempio, quando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ritirera’ l’anacronistico diritto di veto a Gran Bretagna e Francia, e lo assegnera’ piu’ realisticamente all’Europa e all’India. O quando all’Aia verranno processati non soltanto i Milosevich e i Karadzic, ma anche i Kissinger e gli Sharon. Fino ad allora, il mondo rimarra’ in balia delle potenze coloniali e imperiali, e io rimarro’ contro le loro guerre: tutte quante, compresa la piu’ infida ed estesa di tutte, che va sotto il nome di “globalizzazione”.

Un uomo di coraggio..Piergiorgio Odifreddi   Leave a comment


SULL’AMERICA…ovvero..più precisamente..sul Governo Americano….(il popolo americano è un’altra cosa)

Intervista a

ADOLF HITLER

Piergiorgio Odifreddi

Gennaio 2005

Adolf Hitler nacque in Austria il 20 aprile 1889, e dedicò la sua vita alla realizzazione del piano politico esposto nel 1924 nel Mein Kampf, “La mia battaglia”, scritto in prigione dopo un fallito tentativo di colpo di stato. Il suo regno di terrore potè iniziare legalmente nel 1933, grazie al 44% dei voti del Partito Nazionalsocialista, e all’8 % del Partito Nazionalista (20,5 milioni in tutto), ottenuti alle elezioni: a dimostrazione del paradosso che un dittatore può anche arrivare al potere democraticamente.

L’espansione del Terzo Reich iniziò nel 1938 con l’annessione dell’Austria, e raggiunse al suo massimo un’estensione da Capo Nord al Sahara, e dalla Normandia al Caspio. La contrazione iniziò nel 1942 con le sconfitte di Stalingrado e di El Alamein, e si concluse il 9 maggio 1945 con l’entrata dei russi a Berlino. Poco prima, il 30 aprile, Hitler si era ucciso con un colpo di pistola nel suo bunker.

Sessant’anni dopo, mentre nel mondo si sta organizzando un Quarto Reich che va dagli Stati Uniti al Mediterraneo, abbiamo parlato del Terzo col sanguinario vegetariano che l’ha comandato per dodici anni.

Fürer, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il suo nome è diventato sinonimo del male. Cosa ne pensa?

La storia è sempre stata scritta dai vincitori, e il bene è ciò che sta dalla loro parte. Se avessimo vinto noi, sinonimo del male sarebbe diventati i nomi di Churchill o di Roosevelt.

Non crede che ci siano motivazioni oggettive, oltre alla sconfitta? Stalin la guerra l’ha vinta, eppure anche il suo nome è diventato sinonimo del male.

Milioni di persone non l’hanno pensata così, su Stalin, prima e dopo la guerra: quanti russi hanno pianto, quando è morto? Temo che lei non sappia molto nè dello stalinismo, nè del nazismo, a parte ciò che le ammanniscono i Ministeri della Propaganda, del suo paese e di quello che lo comanda.

Ministeri della Propaganda? E quali sarebbero i nostri Goebbels?

Per parlarle in termini che lei può capire, se il nostro era il totalitarismo inumano del 1984 di Orwell, il vostro è oggi il totalitarismo dal volto umano del Mondo nuovo di Huxley. I suoi Ministeri della Propaganda sono dunque il cinema e la televisione: se vuole trovare i nuovi Goebbels, li cerchi fra gli Spielberg e gli Zeffirelli, o fra i Murdoch e i Berlusconi.

Cosa voleva insinuare, fra l’altro, con quel “paese che ci comanda”? Che l’Italia sarebbe una colonia degli Stati Uniti?

E non lo è, forse? Da quando siete stati occupati, nel 1944, non vi siete più liberati. A tutt’oggi ci sono 125 basi e 35.000 truppe statunitensi in Italia: è indipendenza questa? In Germania, poi, stiamo ancora peggio. Quella che voi chiamate liberazione, fu soltanto la sostituzione di un’occupazione militare a un’altra, meno esibita ma non meno effettiva.

Non vorrà negare, però, che il nazismo si è macchiato di crimini contro l’umanità mai visti prima.

Ah, sì? E quali?

Anzitutto, lo sterminio di sei milioni di ebrei.

Non dica cretinate. Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l’analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell’America del Nord. Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti. E quanti ebrei rimangono invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l’altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione sul come trattare le minoranze etniche.

Lei è proprio un senza Dio!

Senza il Dio degli ebrei, magari. Ma avevamo il vostro: non è forse stato Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che “tutti gli assassini dell’Olocausto erano cristiani, e il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell’Europa cristiana”? Non senza motivo le mie SS portavano scritto Gott mit uns sulla fibbia della cintura.

La Chiesa non la pensa certo così!

Ma se, da quando Rolf Hochhuth ha rotto l’incantesimo con Il vicario nel 1963, non si fa che parlare del silenzio di Pio XII nei confronti di quello che voi chiamate Olocausto! E poi, lei non ha certo letto il mio Mein Kampf, che immagino non sia facile da trovare nelle vostre librerie: se l’avesse fatto, ricorderebbe però che il progetto per il trionfo del nazismo era modellato sulla tenace adesione ai dogmi e sulla fanatica intolleranza che hanno caratterizzato il passato della Chiesa cattolica.

In ogni caso, basterebbe a condannarvi il disprezzo per la vita umana di civili innocenti che avete dimostrato durante la guerra.

Questa la vada a raccontare agli abitanti di Amburgo e di Dresda, sui quali avete riversato le “tempeste di fuoco” che ne hanno ucciso un milione. O a quelli di Hiroshima e Nagasaki, trecentomila dei quali sono stati inceneriti da due bombe atomiche: nessuna propaganda può cancellare il fatto che i “cattivi” nazisti non hanno costruito queste armi di distruzione di massa, mentre i “buoni” Stati Uniti le hanno non solo costruite, ma usate!

Almeno, non vorrà negare la sua aberrante politica eugenetica.

Perchè mai dovrei negarla? Era un mezzo per ottenere la purezza della razza. Ma non capisco cosa ci trovi di aberrante: la mia legge del 1933, per la prevenzione dei difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale noi demmo per questo motivo una laurea ad honorem nel 1936 a Heidelberg. Lo sa, lei, che la prima legge per la sterilizzazione di “criminali, idioti, stupratori e imbecilli” fu promulgata nel 1907 dall’Indiana? Che fu poi imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corta Suprema? Che negli anni ’30 furono sterilizzati 60.000 individui negli Stati Uniti, metà dei quali nella sola California? E che negli anni ’50, dopo la guerra, furono castrati 50.000 omosessuali?

Non vorrà dire che gli Stati Uniti, il melting pot, sono un paese razzista!

Lei è proprio un ingenuo! Secondo lei, contro cosa manifestava Martin Luther King, ancora negli anni ’60? E chi scrisse Il passaggio della Grande Razza nel 1916?

Chi?

Madison Grant, amico di Theodore Roosevelt. Quando il libro fu tradotto in tedesco, gli mandai una lettera entusiasta, di cui lui fu molto compiaciuto. E a proposito di Roosevelt, non dimentichi che Pierre van der Berghe, studioso della razza, l’ha messo insieme a me e a Hendrik Verwoerd, l’artefice dell’apartheid sudafricano, nella Trinità del Razzismo del Novecento.

Di questo passo, arriverà a dire che gli Stati Uniti furono anche un paese nazista!

Gli Stati Uniti non possono aver seguito il nazismo, perchè l’hanno preceduto e ispirato.

In fondo, volevamo entrambi una cosa sola: come cantavano le mie SS, Morgen die ganze Welt. Purtroppo il mondo era quasi tutto nelle mani delle potenze coloniali, e bisognava toglierglielo con la forza. Il “male” di cui ci hanno accusati era tutto qui: voler fare a loro ciò che essi avevano fatto ad altri. Noi abbiamo fallito, ma gli Stati Uniti stanno portando a termine quello che era il nostro vero progetto: il dominio globale (militare, politico ed economico) del pianeta.

E’ questa, dunque, l’eredità del nazismo?

L’ha già dichiarato Otto Dietrich zur Linde, il giorno prima della sua esecuzione, nell’intervista rilasciata all’argentino Borges, poi pubblicata col titolo Deutsches Requiem: il nazismo era un’ideologia così ben congegnata, che l’unico modo per sconfiggerla era di abbracciarla. Noi volevamo che la violenza dominasse il mondo, e il nostro scopo è stato pienamente raggiunto. Non abbiamo vissuto e non siamo morti invano.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: