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I primi..bestemmiatori..furono.. i sacerdoti..Farisei….   Leave a comment


Noi toscani..siamo conosciuti..come..bestemmiatori..incalliti..

ebbene..una volta..mia madre..mi disse. ” Andrea..è possibile..che noi..discendiamo..dagli..ebrei..   “sai perchè?..perche’..

noi..leggiamo..le pagine..da sinistra..a destra..come..gli ebrei..

Ho capito..una cosa..col tempo..

i primi..bestemmiatori..furono..i sacerdoti..Farisei.. .

Perchè..secondo..la loro..Legge..Mosaica..

Maria..la madre   di Gesù..era una ..puttana..

Maria..nonostante..ciò.. che insegnano..i Cristiani..

non concepì..per opera..dell Spirito santo..

ma rimase  in cinta..per colpa..di un soldato..romano..giudeo..di nascita…

Ben Panthera.

Questa cosa..era conosciuta..dal popolo..e dai  Farisei.

Infatti..attaccati..da Gesù..che gli disse.che erano..:

” Maledetti…guai..a voi..Farisei..siete..come..sepolcri..imbiancati..

ma..il vostro interno..è pieno..di putretudine..

essi gli risposero..

” ma cosa..vuoi..insegnarci..tu..che sei figlio..di una..puttana.. “

Era noto a quei tempi.. che Maria..era stata stuprata..da un soldato romano..

Ben Panthera..ebreo..di origine..ma..soldato romano.   .

La verità..di questa ..affermazione..è scritta.. nel.. vangelo..di Tommaso..

” Sua madre, ed..i suoi..parenti..andarono..a cercarlo..

i suoi..discepoli.. gli dissero : ” Maestro…guarda..ci sono..tua madre..ed i tuoi..fratelli..”

Ma egli..rispose..loro  :

” Quelli che ascoltano..la mia parola..questi ..essi sono..

mia madre  ed i miei..fratelli.. “

I Farisei..non conoscono..nè..mia madre.. nè..mio.. padre.. ma  dicono..

che ..sono figlio..di  … puttana..!! ” .

I primi.dunque..che dettero..di puttana..a Maria..furono.i Farisei..

secondo..la legge..mosaica.. .

Noi..toscani..diciamo . ” porca.. madonna..”.

penso..che il motivo sia.che siamo..anticlericali..contrari..

al dominio..dello stato pontificio.

Un altra motivazione..può essere..che la Madonna..

secondo..il Dogma..della Chiesa..cattolica..

è vergine..prima..Durante..e dopo..il parto.

Questa affermazione..della Chiesa..cattolica..è..per noi..aberrante..

contraria..al’Intelligenza..dell’Uomo..

prima..facoltà..che..il Creatore..ci ha dato..  .

La bestemmia..del porco  Dio.. è.. ugualmente dovuta..

ai sacerdoti..farisei..

infatti.. non accettavano..l’insegnamento..di Gesù  .

Gesù..una volta.. disse.. severamente :

” tutte le bestemmie..saranno..perdonate.. ma..

chi dice.. che..lo Spirito.. che mi anima..non è ..da Dio..

questi..non saranno..perdonati..in..eterno. “.

Infatti..essi..dicevano: ” egli..è posseduto..da..uno Spirito..immondo.”

..

 

 

Pubblicato 31 agosto 2016 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, animus, Anticristo, Attualità, bestemmie, cattolicesimo, chiesa, compassion, compassione, conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, corporeità umana, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., Demoni, dialetto fiorentino, Dio, dogma, dogmatismo, dogmi, donna, dottrina, dottrina sessuale, Ebraismo, educazione, educazione sessuale, erich fromm, esegesi, essere, etica sessuale, Farisei, Firenze, FIRENZE (IT) Florencia, fliglioli di buona donna, Florence, Florencia, Florenz, fratellanza, genere, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, Gospel, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, inganno globale, Inquisizione, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, laici, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, Maria..madre di ..Gesù.., menzogna, messianesimo, misericordia, mistificazione, morale, Occultismo, Pace, Palestina, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, passioni umane, pazzia, peccato, pedr mezzo di lui..tutte le cose..sono state..create, pensatori, perdono, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, prostitute, psiche, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, putas.., puttane, rabbia, regno di dio, Religione, Religioni, riflessioni, risata terapeutica, sacerdoti, sacro, Satana, scienza, Scuola, segni, sensibilità, sensibilità naturale, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sharia, la legge coranica..., Signore tu mi scruti..e mi conosci, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, spose bambine,, storia, stupidità, stupro, teologia, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, Toscana, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, violenza sessuale, violenza sulle donne, vita, whores.., women's wriths

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allora..entrerete..nel Regno…   1 comment


2.) Gesù disse: – Colui che cerca non cessi dal cercare, finché non trova¹ e quando troverà sarà commosso, e quando sarà stato commosso contemplerà e regnerà sul Tutto².
1) Cfr. Mt. VII 8 e Lc. XI 9 e 10. A differenza di Matteo e Luca quello di Tommaso è un chiaro invito alla gnosi. Anche nella Pistis Sophia 100 è detto:«Non cessate di cercare e non fermatevi finché non abbiate trovato i misteri purificatori che vi sublimeranno».
2) L’itinerario gnostico avviene secondo le seguenti tappe: conoscenza del bene, sua accettazione, contemplazione, elevazione mistica, immedesimazione con Dio e di conseguenza dominio dell’universo cosmico.

 

1.) Egli disse: – Chiunque trova la spiegazione di queste parole non gusterà la morte¹.
1) Jo. VIII 51 e anche Jo. III 15-16; V 24; VI 40, 47; Mc. IX 1; Mt. XVI 28; Lc. IX 27.

 

3.) Gesù disse: – Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi saranno prima di voi¹. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione².
1) Cfr. Lc. XVII 20-24; e anche Mc. XIII 5, 21-23; Mt. XXIV 26-28. L’aggiunta di Tommaso:«ed è fuori di voi» allude al fatto che, una volta effettuata la scoperta nella propria interiorità, occorrerà estraniarsi dalla materia, uscire dal proprio «io» terrestre per congiungersi e unificarsi con Dio.
Questo loghion sottolinea fortemente l’interiorità, l’attualità e spiritualità del Regno. Notare l’insistenza sulla conoscenza di sé che è uno dei temi centrali del Vangelo. Scintille del Padre, soltanto prendendo coscienza del proprio «io», vivono con il Padre che vive; in caso contrario sono povertà. In un contesto identico del Papiro di Ossirinco, 654, «chiunque conosce se stesso troverà il Regno… Conoscerete voi stessi e vedrete che siete figli del Padre». Un maestro gnostico non aveva dubbi a riguardo e avvertiva i discepoli: «Lascia la ricerca di Dio, la creazione e altre questioni consimili. Cercalo partendo da te stesso… Conosci le fonti del dolore, della gioia, dell’amore, dell’odio… Se esamini attentamente tali questioni troverai Dio in te stesso» (Ippolito, Refut., VIII, 15, 1-2).
2) Lo Pseudo Ippolito, Philosophumena V 6 ci spiega che, secondo la dottrina dei naasseni (una delle più antiche sette gnostiche), «la conoscenza dell’uomo è l’inizio della perfezione», l’ignoranza di se stessi è quindi imperfezione e tenebre. Per l’espressione «Figli del Padre Vivente» cfr. Rom. IX 26b e per la parte finale del paragrafo cfr. 1.Cor. VIII 2-3; XIII 12.

5.) Gesù disse: – Conosci ciò che ti sta davanti, e ciò che ti è nascosto ti verrà rivelato; poiché non vi è nulla di nascosto che non venga un giorno rivelato¹.
1) Cfr. Mc IV 22; Mt. X 26; Lc. VIII 17; XII 2.
Clemente Alessandrino insegnava che il primo grado della conoscenza è ammirare le cose che abbiamo davanti Stromata 2, 45 e nelle Kephalaia manichee leggiamo: «Il Salvatore ha detto ai suoi discepoli: “Conoscete quanto si trova davanta alla vostra faccia e vi sarà rivelato ciò che vi è nascosto”» AnchePap. Oss., 654, riprende il testo nei seguenti termini: «Gesù dice: “Tutto ciò che non è davanti ai tuoi occhi e quanto ti è occulto ti sarà rivelato. Non c’è, infatti, cosa celata che non divenga manifesta, né cosa sepolta che non venga risuscitata”».

 

Incipit. Queste sono le parole segrete che Gesù il Vivente¹ ha detto e Didimo Giuda Tommaso² ha trascritto.
1) Cfr. Ap. I 18. Più avanti Tommaso spiegherà la ragione di tale appellativo: Gesù è contrapposto all’uomo terreno, il cui spirito è “sepolto” nella materia.
Nel papiro frammentario di Ossirinco 654, si legge: «Queste sono le parole pronunciate da Gesù il Vivente… e a Tommaso. Disse loro: “Chiunque ascolterà queste parole, la morte non gusterà”. Il termine «segreto» è evidentemente da intendere non riferito alle singole parole o frasi, dato che in esse non c’è nulla di segreto, ma all’interpretazione esoterica che va data loro.
2) L’apostolo che qui si presenta come autore dell’apocrifo è chiamato soltanto “Tommaso” in Mc. III 18; Mt. X 3; Lc. VI 15; Jo. XIV 5; Atti I 13. Ma assolutamente nulla vieta di pensare che il vero nome fosse «Giuda», come è sempre indicato anche da Efrem, da Taziano e dalla Didaché, in quanto «Tommaso» è un soprannome (in aramaico Töma significa: gemello). Solo Giovanni in tre passi del suo Vangelo (Jo. XI 16; XX 24; XXI 2) dà il terzo nome:«Tommaso detto Didimo»; ma è una tautologia, perché anche Didimo significa “gemello”.

7.) Gesù disse: – Beato il leone che l’uomo mangia, cosicché il leone diventi uomo, e sventurato l’uomo che il leone mangia, cosicché l’uomo diventi leone¹.
1) Beato l’uomo ilico (fisico, leone) se l’uomo spirituale lo domina e lo annulla; sventurato l’uomo spirituale se si fa dominare dalla sua animalità.

 

0.) Gesù disse: – Ho gettato il fuoco sul mondo ed ecco, veglio su di questo, finché esso arda¹.
1) Cfr. Lc XII 49.

 

15.) Gesù disse loro: – Se voi digiunerete, commetterete colpa verso voi stessi; se pregherete, sarete posti sotto giudizio; se farete l’elemosina, farete danno al vostro spirito¹. Se andrete in qualche terra e vi aggirerete per la contrada, se vi riceveranno, mangiate ciò che vi metteranno davanti, e coloro che sono malati fra di loro, guariteli². Poiché, non ciò che entra nella vostra bocca vi contaminerà, ma ciò che esce dalla vostra bocca: questo vi contaminerà³.
1) Come al § 6 è qui dichiarata l’inutilità del digiuno (che è un danno per il corpo), della preghiera (richiesta di aiuto dall’esterno), dell’elemosina (accomodante compromesso alla legge dell’uguaglianza). Cfr. Col. II 20-23.
2) In contrapposto alle precedenti, qui sono presentate due pratiche di vera caritas: la fratellanza nell’agàpe e la guarigione dei malati. Cfr. Lc X 8-9 (Mc. VI 13; Mt. X 8) e, parzialmente, 1Cor. X 27.
3) Mc. VII 15; Mt. XV 11.

18.) Gesù disse: – Io vi dirò ciò che occhio non ha mai veduto e ciò che orecchio non ha mai inteso, ciò che mano non ha mai raggiunto e ciò che non è mai affiorato nel cuore dell’uomo¹.
1) Cfr. Lc. X 24; 1Cor. II 9.

 

27.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.
1) Mc. X 13-15; Mt. XIX 13-15; Lc. XVIII 13-17 e Mc. IX 35-37; Mt. XVIII 1-4; Lc. IX 46-48. Per il diverso concetto dei «bambini» confronta sopra la nota 1 al § 4.
2) Per capire questa prima parte del logion, che sviluppa il concetto di «perfezione» come unità degli opposti, occorre tener presente la dottrina gnostica emanazionistica. Dio, punto di origine e vertice di tutte le cose, si esprime attraverso «manifestazioni» (ipostasi) che sono formate a coppie (sizigie), ciascuna di un elemento maschile e di un elemento femminile, padre e madre della sizigia seguente. Dalle prime quattro coppie, spirituali, discendono, sempre a coppie, gli Eoni inferiori (decade e dodecade) fino a Psyche-Hule (Anima e Materia) che compongono l’Uomo terrestre. Ogni essere è quindi composto di elementi contrari, a coppie (alto e basso, esterno e interno, maschile e femminile) e la sua perfezione sarà solo nell’annullamento, o meglio nella fusione, di essi. Nell’affermazione «che il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina» è da riconoscere il concetto sublime del superamento dei problemi sessuali, lo stesso concetto che è espresso nel «neque nubent neque nubentur» di Mc. XII 25; Mt. XXII 30; Lc. XX 35. Nessun riferimento, invece, a Mc. X 6-8; Mt. XIX 5-6; ed Eph. V 31: «l’uomo… si unirà a sua moglie e i due diverranno una stessa carne» e nemmeno a Gal. III 28: «non c’è… né schiavo libero, né maschio né femmina, ecc.», che allude alla parità di tutti i fedeli di fronte a Dio.
3) È l’esemplificazione del riassorbimento della realtà fenomenica in Dio, secondo la dottrina platonica (cfr. sopra nota 2 del § 2 e nota 1 del § 3): quando al posto di ogni occhio, mano, piede corporeo vi sarà un occhio, una mano e un piede, pure «immagine» ideale, si sarà tornati nell’iperuranio, congiunti con la divinità, nella cui mente tutte queste apparenze hanno la loro vera realtà. Più grossolanamente 1Cor. XV 38, 40, 44 parla di corpo «spirituale» e «corpo terrestre», accettando la creazione in senso biblico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

34.) Gesù disse: – Se la carne è venuta nell’esistenza per opera dello spirito, è un miracolo; ma se lo spirito per opera della carne, questo è un miracolo di un miracolo¹. E io mi meraviglio di come una così grande ricchezza abbia preso dimora in tale povertà².
1) Cfr. Jo. III 5-8, in cui però il significato gnostico è meno accentuato. Tommaso vuol dire che è miracolosa la manifestazione sotto aspetto di uomo terrestre di un eone spirituale (Gesù), addirittura superiore al miracoloso, e quindi incredibile, che la materia generi lo spirito.
2) Sia Craveri che Doresse sono abbastanza concordi nel ritenere questa frase un commento del compilatore: «È meraviglioso che una così grande ricchezza (lo spirito) abbia preso dimora in tanta povertà (la materia)!»

Il Quinto Vangelo di Tommaso Apostolo (con note descrittive)   Leave a comment


codice Nag Hammadi

Fra i testi copti scoperti nel 1945 a Khenoboskion, si è subito rivelato di eccezionale interesse quello contenente il Vangelo di Tommaso, di cui comunque si conosceva l’esistenza attraverso allusioni e alcune citazioni nella letteratura patristica.
Da sempre tutti gli studiosi del settore bramavano a questo testo, sino a poco tempo fà ancora sconosciuto e poiché era viva l’impressione che doveva trattarsi di un documento importantissimo, immenso era quindi il rammarico di esserne all’oscuro.
La scoperta del Vangelo di Tommaso ha confermato le opinioni che si avevano al riguardo, tanto che non si è esitato a considerarlo come il «Quinto Vangelo» e a ritenerlo degno di essere incorporato ai sinottici.
Il manoscrittto copto appartiene all’inizio del sec. IV,
ma l’originale in lingua greca risale senza dubbio fra la fine del I e gli inizi del II secolo (90 ÷ 120 d.C.).
Questo fatto colloca il Vangelo di Tommaso fra i primi documenti cristiani, praticamente in coincidenza con le date di composizione dei Vangeli Canonici, e solleva la questione delle reciproche influenze e dell’ambiente religioso di cui esso esprimeva il pensiero.
Il Vangelo di Tommaso infatti
(il quale non ha nulla a che vedere con il Vangelo dell’infanzia dello Pseudo-Tommaso, con cui veniva confuso prima della scoperta di Khenoboskion) presenta una serie di oltre cento logia di Gesù, che hanno forma identica, o molto simile, a quella di versetti contenuti nei quattro Vengeli canonici (soprattutto Matteo e Luca) o che hanno uno stretto rapporto concettuale con passi neotestamentari. Ma molti di essi per la loro collocazione o per l’aggiunta di qualche particolare, risultano differenti nel significato. Altri hanno una struttura ed un significato che ben si accorda con lo spirito dei testi canonici, ma un contenuto assolutamente nuovo. Infine, un terzo circa dei paragrafi di cui è composto il Vangelo di Tommaso non ha alcuna corrispondenza, né come forma né come contenuto, con i testi canonici, e proprio questi paragrafi costituiscono l’aspetto più interessante di questo tesoro di spiritualità ed anzi danno la chiave per una interpretazione diversa, non solo delle parti che si differenziano dai testi noti, ma spesso anche di versetti formalmente identici; essi infatti, sono chiaramente ispirati alla dottrina gnostica.
Questa constatazione propone agli studiosi un grave quesito: ci troviamo di fronte alla rivelazione gnostica di una fonte comune, indipendente e contemporanea alla redazione dei Vangeli canonici?
Il Vangelo di Tommaso, come è indubitamenteaccertato, pur presentando notevoli legami con i canonici, non deriva da essi, si deve allora senz’altro supporre una fonte comune (o una collezione scritta di detti o una tradizione orale) da cui abbiano preso le mosse tanto i Vangeli canonici quanto il Vangelo di Tommaso (Didimo Thoma)
A scagionarlo dalla grave accusa di «eresia» dovrebbe bastare il fatto che molte affermazioni di esso, ispirate allo gnosticismo, trovano esatta rispondenza in passi di Giovanni e delle lettere paoline; la conclusione può essere che, al momento della primitiva stesura dei Vangeli di Tommaso, di Giovanni e delle lettere di Paolo, l’interpretazione gnostica era perfettamente legittima, però in Giovanni e Paolo è rimasta in parte soverchiata da oscuri motivi, mentre in Tommaso essa appare prevalente, anzi esclusiva.
Degno di nota è infine il fatto che la scoperta del Vangelo di Tommaso ha permesso, fra le altre cose, di risolvere il problema di buona parte dei Papiri di Ossirinco (scoperti tra il 1897 e il 1908) assai mutili e di dificile interpretazione.
Per finire, è vero che, per il suo carattere di collezione di
logia,
di parabole e, raramente di dialoghi tra Gesù e i discepoli, il Vangelo di Tommaso sembra avere un aspetto meno affascinante dei corrispettivi canonici (con la loro cornice narrativa), e sembra frammentario e quasi disordinato; ma in realtà, esso segue una chiara linea logica riunendo a gruppi esortazioni alla gnosi, parabole ed esposizioni dottrinali.
Per vedere il testo completo (anche con note descrittive) del Vangelo di Tommaso clicca sui link sotto

 

27.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.

6.) I suoi discepoli lo interrogarono e gli dissero: – Vuoi tu che noi digiuniamo? E come dobbiamo pregare e fare l’elemosina? E quale dieta dobbiamo seguire?¹ – Gesù rispose: – Non dite menzogne²; non fate ciò che voi stessi odiate³. Perché tutte queste cose sono manifeste davanti al Cielo4. Infatti non vi è nulla di nascosto che non venga un giorno rivelato e nulla di coperto che rimanga senza diventare scoperto5.
1) Anche in Mt. VI 1-18 (Lc. XI 1) i discepoli chiedono a Gesù istruzioni sulla preghiera, l’elemosina e il digiuno.
2) Cfr. Eph. IV 25; Col. III 9.
3) Cfr. Mt. VII 12; Lc VI 31.
4) (Cielo, Verità) «Il Padre, che vede nel segreto» (Mt. VI 4, 6, 18).
5) Cfr. Rom. II 16; 1Cor. IV 5.

3.) Gesù disse: – Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi saranno prima di voi¹. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione².
1) Cfr. Lc. XVII 20-24; e anche Mc. XIII 5, 21-23; Mt. XXIV 26-28. L’aggiunta di Tommaso:«ed è fuori di voi» allude al fatto che, una volta effettuata la scoperta nella propria interiorità, occorrerà estraniarsi dalla materia, uscire dal proprio «io» terrestre per congiungersi e unificarsi con Dio.
Questo loghion sottolinea fortemente l’interiorità, l’attualità e spiritualità del Regno. Notare l’insistenza sulla conoscenza di sé che è uno dei temi centrali del Vangelo. Scintille del Padre, soltanto prendendo coscienza del proprio «io», vivono con il Padre che vive; in caso contrario sono povertà. In un contesto identico del Papiro di Ossirinco, 654, «chiunque conosce se stesso troverà il Regno… Conoscerete voi stessi e vedrete che siete figli del Padre». Un maestro gnostico non aveva dubbi a riguardo e avvertiva i discepoli: «Lascia la ricerca di Dio, la creazione e altre questioni consimili. Cercalo partendo da te stesso… Conosci le fonti del dolore, della gioia, dell’amore, dell’odio… Se esamini attentamente tali questioni troverai Dio in te stesso» (Ippolito, Refut., VIII, 15, 1-2).
2) Lo Pseudo Ippolito, Philosophumena V 6 ci spiega che, secondo la dottrina dei naasseni (una delle più antiche sette gnostiche), «la conoscenza dell’uomo è l’inizio della perfezione», l’ignoranza di se stessi è quindi imperfezione e tenebre. Per l’espressione «Figli del Padre Vivente» cfr. Rom. IX 26b e per la parte finale del paragrafo cfr. 1.Cor. VIII 2-3; XIII 12.

il Vangelo di Tommaso apostolo

IL GESU’..degli “gnostici”   Leave a comment


Nel dicembre del 1945, a Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, furono scoperti decine di manoscritti di sconvolgente importanza perché rivelarono un cristianesimo profondamente diverso da quello che conosciamo.
In essi vi è riportata una visione di Gesù molto differente da quella determinata dalla chiesa, visione che la stessa chiesa face in modo di oscurare.
Un Gesù venuto sulla terra non per spiegare ma per illuminare, è un uomo buono che vuole riaccendere la scintilla che ciascuno ha dentro di se perché ogniuno possa essere luce di se stesso e prendere piena coscienza di Sè, quel Sè che è la vera Chiesa e non una istituzione.
L’insistenza sulla conoscenza di sè, la Gnosi, è uno dei temi centrali dei testi del primo cristianesimo scoperti più di 6O anni fa nel deserto egiziano. Le autentiche parole di Gesù presenti nel Vangelo di Tomaso, sono diverse da quelle che di solito gli vengono attribuite:
“Lascia la ricerca di Dio, la creazione e altre questioni consimili. Cercalo partendo da te stesso. Conosci le fonti del dolore, della gioia, dell’amore, dell’odio. Se esamini attentamente tali questioni troverai Dio in te stesso.”
Occorre prendere coscienza, occorre mettere in discussione quello che si crede per arrivare a riconoscere!

Gnosticismo cristiano

Lo gnosticismo cristiano fu un importante movimento del cristianesimo antico, sviluppatosi soprattutto ad Alessandria d’Egitto nel II-III secolo. Fu una dottrina originale, diversa dalle elaborazioni teologiche prevalenti nelle altre principali sedi del cristianesimo antico: Roma, Antiochia e Costantinopoli.

Gran parte delle religioni cristiano-gnostiche teorizzavano che da Dio Primo Eone fossero state generate più coppie di eoni composte sempre da un eone maschile e uno femminile. Da qui dunque la natura sia maschile che femminile di Dio (Dio inteso come Madre e come Padre assieme). Dio e gli eoni nel loro complesso formavano il Pleroma.

Gli eoni dunque rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l’Uno, la Monade, Aion Teleos (l’Eone Perfetto), Bythos (greco per Profondità), Proarkhe (greco per Prima dell’Inizio), Arkhe (greco per Inizio). Questo primo essere è anch’esso un eone e contiene in sé un altro essere noto come Ennoia (greco per Pensiero), o Charis (greco per Grazia), o Sige (greco per Silenzio). L’essere perfetto, in seguito, concepisce il secondo ed il terzo eone: il maschio Caen (greco per Potere) e la femmina Akhana (Verità, Amore).

Nella tradizione gnostica, il nome Sophia è, assieme a quello di Cristo, attribuito all’ultima emanazione di Dio. Nella maggior parte, se non in tutte le versioni della religione gnostica, Sophia provoca un’instabilità nel Pleroma, contribuendo alla creazione della materia. Il dramma della redenzione di Sophia attraverso Cristo o il Logos è il dramma centrale dell’universo.

Nei codici di Nag Hammadi, Sophia è la syzygy di Gesù Cristo (essendo stata coemanata con lui, forma un’unità con Cristo), ed è identificata nello Spirito Santo della Trinità. Nel testo “Sull’Origine del Mondo”, Sophia è dipinta come Colei che generò senza la sua controparte maschile. In questo modo venne originato il Demiurgo (Satana), ovvero il Dio ebraico Yahweh (anche noto come Yaldabaoth, Samael, o Rex Mundi per i Catari). Questa creatura, responsabile della creazione dell’universo materiale, non apparteneva al pleroma e non sarebbe mai dovuta esistere, poiché appunto Sophia la generò senza il suo syzygy Gesù Cristo, tentando di aprire una breccia nella barriera tra lei e l’inconoscibile Bythos. Nella creazione del mondo materiale ad opera Demiurgo però, Sophia riuscì ad infondere la sua Scintilla Divina (pneuma) nella materia, impermeando dunque il creato della sua Divinità (Divinità dunque presente nel cosmo e quindi in tutte le forme di vita sotto forma di anima), e rovinando i piani del Demiurgo. Riaccendendo la scintilla divina che è in lui infatti, l’uomo si risveglia dagli inganni del Demiurgo e del mondo materiale, e accede alla Verità oltre la realtà. Cristo giunse sulla terra proprio al fine di risvergliare negli uomini la loro divinità (la Sophia che è in loro),indicando all’umanità la via per raggiungere la gnosi ovvero il ritorno al pleroma. .

Inoltre Sophia è dipinta anche come Colei che distruggerà Satana/Yaldabaoth/Yahweh e questo universo di materia con tutti i suoi Cieli. Più tardi in “Sull’Origine del Mondo”, viene detto:

“Ella [Sophia] li getterà giù nell’abisso. Loro (gli arconti) saranno perduti a causa della loro cattiveria. Diverranno come vulcani e si consumeranno l’un l’altro finché non periranno per mano del primo genitore. Quando questi li avrà distrutti, si rivolgerà contro se stesso e si distruggerà finché non cesserà di esistere.
Ed i loro cieli precipiteranno uno sull’altro e le loro schiere saranno consumate dal fuoco. Anche i loro reami eterni saranno rovesciati. Ed il suo cielo precipiterà e si spezzerà in due. […] essi precipiteranno nell’abisso, e l’abisso sarà rovesciato.
La luce vincerà sull’oscurità e sarà come qualcosa che mai fu prima.”
Anche il Vangelo di Giuda, recentemente scoperto, tradotto e poi acquistato dalla National Geographic Society menziona gli eoni e parla degli insegnamenti di Gesù al loro riguardo. In un passo di tale Vangelo, Gesù deride i discepoli che pregano l’entità che loro credono essere il vero Dio, ma che è in realtà il malvagio Demiurgo.

Gli gnostici ofiti, o naaseni veneravano il serpente, perché, come narrato nella Genesi (3,1), era stato mandato da Sophia (o era lei stessa nelle sue sembianze) per indurre gli uomini a nutrirsi del frutto della conoscenza, al fine di infondere in loro la gnosis di cui avevano bisogno per svegliarsi dagli inganni del malvagio Demiurgo ed evolversi a Dio.

Sono pervenuti un certo numero di testi di gnosticismo cristiano. Fra questi di grande rilevanza fu il ritrovamento nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto, di una “biblioteca” gnostica in buone condizioni, composta di tredici codici, a loro volta comprendenti cinquantatré testi in traduzione copta, in precedenza sconosciuti; a essi si è poi aggiunto il Vangelo di Giuda negli anni ottanta. Inoltre diversi Padri della Chiesa hanno descritto le dottrine dello gnosticismo cristiano con l’intento di criticarle e confutarle, come ad esempio lo scritto Adversus haereses (“Contro gli eretici”) di Ireneo di Lione. Tenendo presente che si tratta ovviamente di avversari e di testi polemici, è possibile tuttavia ricavare ulteriori informazioni sulle credenze dello gnosticismo.

Codici di Nag Hammâdi

I codici di Nag Hammâdi sono un insieme di testi gnostici cristiani e pagani, rinvenuti nei pressi di Nag Hammâdi (Egitto), nel dicembre 1945.

Elenco dei testi

Codice I (noto anche come Codice Jung)                                                                       
Preghiera dell’apostolo Paolo
Libro segreto di Giacomo (o Epistola apocrifa di Giacomo)
Vangelo della Verità
Trattato sulla resurrezione o Lettera a Regino
Trattato tripartito
Codice II
Apocrifo di Giovanni (o Libro di Giovanni)
Vangelo di Tommaso

^ Secondo la suddivisione di Henri-Charles Puech; il testo però non contiene una numerazione dei detti, e Jean Doresse lo ha suddiviso in 114 detti, mentre sono 121 nell’edizione di Marcello Craveri (Marcello Craveri, a cura di, I Vangeli apocrifi, Einaudi, Torino 2005, p. 482. ISBN 88-06-17914-4).
Vangelo secondo Filippo
Ipostasi degli arconti
Sull’origine del mondo
Esegesi dell’anima
Libro di Tommaso l’Atleta
Codice III
Apocrifo di Giovanni (o Libro di Giovanni)
Vangelo degli Egiziani (copto)
Epistola di Eugnosto (o Eugnosto il Benedetto)
Sapienza di Gesù Cristo
Dialogo del Redentore
Codice IV
Apocrifo di Giovanni (o Libro di Giovanni)
Vangelo degli Egiziani (copto)
Codice V
Epistola di Eugnosto (o Eugnosto il Benedetto)
Apocalisse di Paolo
Prima apocalisse di Giacomo
Seconda apocalisse di Giacomo
Apocalisse di Adamo
Frammento del Discorso perfetto
Codice VI
Atti di Pietro e dei dodici apostoli
Il Tuono, mente perfetta
Insegnamento autorevole
Concetto del nostro grande potere
Parafrasi della Repubblica di Platone 588A-589B
Discorsi sull’Ogdoade e sull’Enneade
Preghiera di Ringraziamento
Codice VII
Parafrasi di Sem
Secondo trattato del grande Set
Apocalisse di Pietro
Insegnamenti di Silvano
Tre steli di Seth
Codice VIII
Zostriano
Lettera di Pietro a Filippo
Codice IX
Melchisedec
Il pensiero di Norea
La testimonianza veritiera
Codice X
Marsanes
Codice XI
Interpretazione della gnosi
Trattato valentiniano
Rivelazioni ricevute dall’Allogeno
Hypsiphrone
Codice XII
Sentenze di Sesto
Frammento centrale del Vangelo della Verità
Frammenti non identificati
Codice XIII
Protennoia triforme
Frammento di Sull’origine del mondo

Maria Maddalena…una donna straordinaria..   1 comment


 

Maddalena Natalia Carrus

Maddalena (opera in resina di Natalia Carrus  http://www.artslant.com/global/artists/show/329055-natalia-carrus?tab=ARTWORKS

 

 

 

Maria Maddalena,statua in resina (il volto è sfregiato. E’ una pratica ancora in uso nelle culture orientali.

In Africa ..nella zona sahariana..compreso l’Egitto..si pratica l’infibulazione..per costringere la donna a rimanere vergine ..per il matrimonio.

Qui troverete un’articolo sulla pratica dell’infibulazione   https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/06/30/excition-infibulazione-una-pratica-arcaica-ancora-in-uso/

Jpeg

Maria Masddalena 4

 

Non c’è alcun indizio sul fatto che Maria Maddalena fosse una prostituta. Nei Vangeli non c’è alcun collegamento fra Maria Maddalena e il fatto che fosse una prostituta. L’abbinamento è nato per deduzioni ed interpretazioni postume un po’ azzardate. Innanzitutto vediamo quali informazioni abbiamo sul passato di Maria Maddalena. Si dice che Gesù attraversava la Galilea per annunciare il Vangelo, accompagnato dai Dodici e da «alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni» (Lc 8, 1-3 e Mc 16,9).

Anche l’evangelista Matteo conferma che la Maddalena faceva parte delle «molte donne» che «avevano seguito Gesù dalla Galilea» e «lo servivano» (Mt 27,55 e Mc 15,40). Si può pensare che fosse vedova anche perché a differenza della maggior parte delle altre donne del Nuovo Testamento, non viene mai definita per il tramite di un uomo («figlia / sorella / moglie / madre di …»). In ogni caso si deve pensare che fosse una donna libera… Ma questo è il primo importante punto di partenza nella nostra indagine, il primo importante indizio…

Dunque, era una donna libera… e non era una donna vecchia! A quei tempi si era Madri e vecchie, già dai 30 ai 40 anni. Maria di Magdala, era libera, forse vedeva, non madre e forse non vecchia… Non solo, ma era anche indipendente finanziariamente… Ricca? Forse, sicuramente autosufficiente. E questo è un altro motivo che ha portato a pensare al fatto che fosse una prostituta. Questo assunto si rivelerà un grossolano errore… Sembra anche che abbia contribuito a sostenere economicamente («con quello che possedeva») Gesù e i suoi discepoli, molti sostengono in segno di gratitudine per la guarigione ricevuta, altri invece ritengono che fosse attratta dall’eccezionalità dell’Uomo Gesù e per questo motivo, avesse deciso di mettere a sua disposizione tutte le risorse in suo possesso, per consentirgli di portare avanti la sua missione.
Ma chi era Maria Maddalena? Sappiamo che era originaria di Migdal (o meglio Migdal Nunaya, “torre dei pescatori”), come si chiama oggi questa cittadina situata sulle sponde del Lago di Tiberiade. La località acquisì al tempo di Gesù grande fama con il suo nome greco, Taricheai, per la sua specialità gastronomica: il pesce in salamoia. Perfino Strabone, nella sua “Geografia” terminata attorno al 18 d.C., richiama l’attenzione sul successo della pietanza tipica di Migdal. La cittadina divenne presto il centro di una fiorente industria della lavorazione del pesce e i suoi abitanti si arricchirono velocemente (scoperte archeologiche hanno portato alla luce grandiosi palazzi dell’epoca di Gesù, con bagni e mosaici magnifici). Il collegamento tra la stabilità finanziaria di Maria Maddalena e la ricchezza della città da cui proveniva (potrebbe facilmente aver ereditato una delle fiorenti attività della lavorazione del pesce in salamoia da qualche familiare o dal marito) sembra essere molto più storicamente realistico rispetto all’ipotesi che essa dovesse essere per forza una prostituta.


Gesù era celibe come lo erano gli esseni, si sostiene da parte della Chiesa ufficiale.

Ma c’è un problema: Gesù non era un esseno, ma un rabbino.

Gesù era ebreo e il costume dell’epoca imponeva virtualmente a un ebreo di essere sposato. Secondo i costumi ebraici, il celibato era condannato e ogni padre aveva l’obbligo di trovare per il figlio una moglie adatta. Ecco giustificata la teoria del matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena. Si collega anche come “prova” il fatto che i seguaci di Gesù (compresa la Maddalena) lo chiamavano rabbi («maestro») e oggi i rabbini sono sposati. Ma tutti sanno che l’ebraismo contemporaneo deriva solo da uno solo dei tre movimenti religiosi presenti all’epoca di Gesù: quello dei farisei. Accanto ad essi c’erano i sadducei (i principali oppositori di Gesù) e gli esseni (tradizionalisti). Questi ultimi erano un movimento religioso molto consistente che viveva nel celibato (Giovanni Battista era un esseno e fece del celibato una regola di vita) e nessuno «imponeva» loro di sposarsi. Il movimento degli esseni era celibatario (i primi monaci cristiani e il celibato del sacerdozio cristiano hanno qui la loro origine), come confermato anche da Giuseppe Flavio e Plinio. Negli Atti degli Apostoli si parla anche di «uomini pii» e di «sacerdoti» che si uniscono alla prima comunità cristiana. Non potevano essere certo né i sacerdoti del Tempio, i sadducei, che continuarono a perseguitare i primi cristiani né i farisei, i quali non avevano sacerdoti. Erano infatti sacerdoti esseni, celibi.Il secondo motivo si basa su un’interpretazione errata di papa Gregorio Magno, nel 591 d.C. Egli ritenne (in un suo sermone contenuto nelle “Omelie sui Vangeli”, 2,33,1) che Maria Maddalena fosse quella donna peccatrice, che Giovanni chiama “Maria” (Gv 12,1-8), la quale unse con l’unguento Gesù, mentre egli era a Betània a casa di Simone (Mc 14, 3-9, Lc 7, 36-50 e Mt 26, 6-13). Il fatto che anche questa donna, peccatrice, si chiamasse “Maria” non può però significare molto. Dalla statistica sulle iscrizioni degli ossari di Gerusalemme, sappiamo infatti che il nome “Maria” all’epoca era il più diffuso fra le donne. Nei Vangeli ne incontriamo addirittura quattro (o forse cinque*): Maria, la madre di Gesù; sua cognata Maria; Maria, sorella di Lazzaro e Marta; e appunto Maria Maddalena. La peccatrice “Maria” viveva a Bètania, mentre Maria Maddalena era originaria di Magdala, in Galilea e accompagnava spesso Gesù assieme agli apostoli. Non c’è alcun collegamento e le Chiese orientali l’hanno sempre saputo: ricordano infatti Maria di Betània, la peccatrice (prostituta) perdonata, il 4 giugno e Maria Maddalena il 22 luglio. La Chiesa cattolica solo nel 1969, dopo il Concilio vaticano II, riconobbe ufficialmente l’errore di identificazione delle due donne. Ma perché la Chiesa cattolica ha atteso DUE MILLENNI, per chiarire che Mirjam di Magdala, non era affatto una prostituta? Interrogativo ancor più angosciante se si pensa al fatto che Chiese orientali, da sempre, avessero ben chiara l’idea che non fosse affatto una prostituta…

Il celebre studio del massimo esperto mondiale del giudaismo antico, Gèza Vemes, “Gesù, l’ebreo” (1983), direttore di Studi ebraici e del Forum per gli studi su Qumran all’Università di Oxford è molto chiaro: la scelta del celibato da parte di Gesù ha ragioni storiche ben precise. La missione profetica nel giudaesimo del I secolo includeva infatti la castità. Il celibato era una condizione ben nota all’ebraismo antico ed era chiamato «nazireato». I nazirei erano riconsocibili dal fatto che non si tagliavano i capelli e la barba (si pensi all’immagine di Gesù restituita dalla Sindone di Torino).

Nei Vangeli canonici Gesù stesso parla del celibato. Nel Vangelo di Matteo, è Gesù stesso che si riferisce al celibato: «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt, 19,12). Come poteva l’evangelista riportare con coerenza queste frasi se Gesù per primo non si fosse legato a casa, moglie e figli? Egli non aveva una casa, una donna, dei figli, viveva a turno dagli amici, dagli apostoli o nelle grotte: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20). Potrebbe parlare così un marito fedele o un padre di famiglia? Anche le parole di Paolo confermano il celibato di Cristo. Sentendosi svantaggiato perché al contrario di Pietro non era sposato, chiede: «Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?» (1Cor 9,5). Se Gesù avesse avuto una compagna, Paolo non avrebbe evitato di citare il suo nome.

Il Vangelo di Pietro menziona Maria Maddalena solo come testimone della resurrezione di Gesù: “La mattina della domenica, Maria di Magdala, discepola del Signore, spaventata a causa degli ebrei, che erano pieni d’ira, non aveva fatto nel sepolcro del Signore quello che normalmente le donne facevano per la morte dei propri cari, prese con sé le sue amiche e andò al sepolcro in cui era stato deposto”.

In almeno due dei testi gnostici copti ritrovati a Nag Hammadi, il Vangelo di Tommaso ed il Vangelo di Filippo, Maria Maddalena appare menzionata come discepola vicina a Gesù, in relazione tanto stretta quanto gli Apostoli. Nel Vangelo di Tommaso ci sono due menzioni di Mariham (log 21 e 114) che, secondo gli studiosi, fanno riferimento a Maria Maddalena. La seconda menzione fa parte di un passaggio enigmatico che è stato oggetto di molteplici interpretazioni: “Simon Pietro disse loro: “Che si allontani Mariham da noi! Poiché le donne non sono degne della vita”. Disse Gesù: “Guarda, io mi incaricherò di renderla maschio, in modo che anch’ella si trasformi in uno spirito vivente, identico a voi uomini: perché ogni donna che diventerà maschio, entrerà nel regno del cielo.”

 

gesù maria maddalena 1

Nel vangelo gnostico di Filippo è considerata la compagna (κοινωνος) di Gesù e si dice che Gesù baciava Maria Maddalena. Da questo particolare, alcuni racconti moderni ad esso ispirati sottolineano l’intimità fra Gesù e Maria Maddalena. Secondo le scuole gnostiche il bacio rituale non aveva un significato erotico, ma era espressione della comunione, della fratellanza e della certezza della redenzione degli eletti. Nel Vangelo di Filippo (versetto 55) leggiamo: «La compagna di Cristo è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte sulla bocca. Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: “Perché ami lei più di tutte noi?”. Il Salvatore rispose a loro: “Come mai io non amo voi come lei?”». «Ogni esperto di aramaico sa che la parola “compagna”, all’epoca, significava letteralmente “moglie”».

Tre (erano quelle che) camminavano continuamente col Signore: sua madre Maria, la sorella di questa e Maddalena che si designa come la sua compagna [κοινωνος]. Maria è, in effetti, sua sorella, sua madre e la sua compagna. Questo è chiaro anche in un altro testo non meno rilevante qual è la Pistis Sophia, dove si rispecchia l’importanza di Maria Maddalena all’interno del gruppo degli Apostoli. La Pistis Sophia si attribuisce a Valentino, eminente e coraggioso cercatore della Verità, il quale ebbe il coraggio di ribellarsi contro i dogmi pontifici della Chiesa Cattolica che incominciava già a quei tempi (secolo I e II della nostra era) a fabbricare la sua ortodossia ecclesiastica col fine di lasciare fuorigioco gli autentici cristiani primitivi che abbracciavano la Gnosi che era stata loro offerta da Gesù. Molti teologi non dubitano nell’affermare che “Durante la seconda metà del secolo II ed il principio del III, la dottrina di Valentino era la più poderosa e seria di quelle dissidenti della Chiesa, la sua letteratura superando in volume quella della stessa Chiesa”.

Infine, un altro importante riferimento al personaggio si trova nel Vangelo di Maria Maddalena, testo del quale si conservano solo due frammenti greci del secolo III, ed un altro più esteso, in copto, del secolo V. Nel testo, tre Apostoli discutono circa la testimonianza di Maria Maddalena su Gesù. Andrea e Pietro diffidano della sua attestazione, ed è Levi (l’Apostolo Matteo) a difendere Maria.

Eppure, nei frammenti del testo apocrifo ritrovati fra i Codici di Nag Hammâdi si legge che «la compagna del Salvatore è Maria Maddalena, Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e solea spesso darle dei baci». La frase sarebbe comunque una ricostruzione perché nel manoscritto ci sarebbero in realtà degli spazi vuoti, evidenziati di seguito con delle parentesi: La compagna del ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ).

La parola usata per “compagna” nel testo copto del vangelo di Filippo è inoltre un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa “sposa” o “amante”, bensì “compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza. Ma in quello stesso vangelo, che secondo gli studiosi non risale a prima della seconda metà del II secolo, il bacio è un segno rituale comune anche agli altri personaggi. Secondo gli gnostici inoltre Gesù e Maria Madalena erano le incarnazioni umane degli eoni Cristo e Sophia. Il passo non va dunque inteso come una prova storica del matrimonio tra Gesù e la Maddalena, ma secondo le affermazioni gnostiche sull’incoronamento sulla terra del legame celeste degli eoni, dunque come allegoria.

gesù maria maddalena

Maria Maddalena è comunque rappresentata nei Vangeli canonici come un personaggio importante: la sua presenza alla Crocifissione e nella successiva visita alla tomba hanno fatto ipotizzare tanti ruoli: che fosse la vedova di un suo seguace molto importante; che fosse una pia donna benestante affascinata dal messaggio di questo incredibile uomo; che fosse una donna molto vicina alla madre, tant’è che si era assunta il compito di occuparsene insieme alla madre Maria… non vi è certezza, su questa figura, ed è forse questo il motivo per il quale la Chiesa, dopo l’ “errore” di papa Urbano, ha ha preferito una certa qualificazione, sebbene erronea, che sgombrasse ogni dubbio su qualsiasi altra qualificazione… E forse questa, la prova induttiva che ci viene dalla Chiesa stessa che la Maddalena, fosse effettivamente la Compagna di Gesù, nel senso pieno del termine che gli davano gli ebrei di allora. In altri termini, che fosse effettivamente la sua compagna di vita terrena!

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La Maddalena cancellata... (da COSTANTINO)  

Con l'avvento della nuova era.. definita dal teologo medievale
Gioacchino Da fiore "ERA DELLA MADRE O DEL GIGLIO ,dove ipotizzava non
senza a mio parere l'illuminazione del suo "Didimo" interiore, torna
prepotentemente in auge la figura misteriosa e iniziatica di "MARIA DI
 MAGDALA. Molti i ricercatori si sono occupati di questa figura
controversa e leggendaria, con diverse tesi cattedratiche e non.... ma
tutte.. dico tutte.. quelle che si snodano nella versione non ufficiale
della Chiesa di Roma hanno una cosa in comune: Maria Maddalena era la
sposa di Gesů. 
http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia_cremonaduomocena.html









Gesů aveva diversi fratelli e il piů importante era Giacomo, sacerdote e piů grande di Gesů. Anche Gesů sarebbe diventato un sacerdote e secondo le diverse interpretazioni i vangeli sarebbero stati scritti per parabole.. 
cosi' come per parabole parlava Gesů nelle sue predicazioni. 
Maria Maddalena è in alcuni casi considerata una sacerdotessa egiziana (Isis), 
in altri casi una sacerdotessa di Magdala e comunque di pari dignità rispetto allo stesso Gesů. 
Tra storia nascosta e tramandata fino ai Catari (manichei e promulgatori
del doppio dio che non crea dal nulla ma separa)  ai giorni nostri e
le leggende la verità su Maria Maddalena è particolarmente
controversa. Non ultima anche la descrizione di Leonardo da Vinci
dell’Ultima Cena dove sono evidenti le presenza non di una ma di ben
due donne. La storia tramandata fino ai Catari  vuole che Maria
Maddalena sbarcò sulle coste della Camargue e morì in Francia all'’età di sessant’anni. 
La tradizione le attribuisce tre figli, Tamar, una bambina e la piů grande, Giosa e Giuseppe il Rama Theo. 
Secondo alcuni studi Maria Maddalena era incinta di tre mesi 
al momento della crocifissione di Gesů. 
Lei e Gesů avevano consolidato il loro Matrimonio con l'unzione di Betania nel marzo del 33 d.C, 
di conseguenza Gesů secondo alcune tesi che condivido.. nei quali si fa'
una revisione a mio parere convincente dei calendari... 
aveva 40 anni..vista la sua nascita nel -7 a.c. . 
L'erede maschio di una successione patrimoniale doveva idealmente avere il suo primo figlio..
il giorno del suo quarantesimo compleanno o giů di lì. 
La nascita di un figlio ed erede dinastico, secondo le usanze ebraiche, avrebbe dovuto essere
pianificata in maniera da avvenire in settembre: il mese piů santo del calendario ebraico. 
Per quella ragione i rapporti sessuali erano consentiti solo nel mese di dicembre. 
In teoria un matrimonio" dinastico"sarebbe stato quindi programmato per il settembre 
in cui lo sposo compiva 39 anni e l'attività sessuale.. 
sarebbe iniziata nel dicembre immediatamente successivo. 
In pratica c'era sempre la possibilità che il primo nato fosse una femmina 
e proprio in vista di questa eventualità la cerimonia del Primo Matrimonio.. 
veniva anticipata al settembre in cui lo sposo compiva 36 anni. 
Il primo figlio poteva quindi nascere nel settembre del suo trentasettesimo compleanno. 
Se la sposa non rimaneva incinta in quel primo dicembre, la coppia avrebbe
tentato di nuovo un anno dopo e così via. 
La nascita di un figlio maschio durante il quarantesimo anno del marito rientrava ampiamente
nello standard generazionale. 
Una volta nato un figlio, non erano consentiti altri rapporti sessuali fra i genitori per sei anni.. 
Il Secondo Matrimonio veniva celebrato solamente nel marzo successivo al
concepimento, quando la sposa era incinta di tre mesi. 
Secondo questi usi il Primo Matrimonio di Gesů ebbe luogo nel settembre del 30 d.C.
Tuttavia non vi fu concepimento in quel dicembre né in quello
dell'anno successivo. 
Ma nel dicembre del 32 d.C Maria Maddalena
rimase incinta e unse debitamente la testa e i piedi di Gesů a Betania
 santificando così.. formalmente il loro Secondo Matrimonio nel marzo del 33 d.C. 
Gesů naturalmente era nato dunque il primo marzo del 7 a.C, ma..per regolarizzare il suo stato.. 
il suo compleanno ufficiale era stato fissato il 15 settembre in linea con i requisiti messianici.
Soltanto nel 314 d.C l'imperatore romano Costantino il Grande spostò
arbitrariamente la data del compleanno di Gesů al 25 dicembre, 
data in cui viene ancora celebrato oggi e che molti ritengono il suo effettivo giorno di nascita. 
Costantino fece questo cambiamento per un duplice
motivo. In primo luogo svincolava la celebrazione cristiana da qualsiasi legame ebraico: 
indicando cosě che Gesů era egli stesso un cristiano e non un ebreo. 
In secondo luogo l'imperatore fece in modo che il compleanno ufficiale di Gesů coincidesse con.. 
e sostituisse la contemporanea Festa del Sole pagana. 
Tuttavia al tempo di Gesů il 15 settembre del 33 d.C (sei mesi dopo la crocifissione) 
ricorreva il suo trentanovesimo compleanno ufficiale e in quel mese Maria diede alla
luce una bambina che venne chiamata Tamar: Palma, un nome tradizionale della stirpe davidica. 
Nella chiesa russa di Santa Maria Maddalena a Gerusalemme c'è un magnifico ritratto di Maddalena, 
che è raffigurata nell'atto di mostrare un uovo rosso a chi guarda. 
Questo č il massimo simbolo della fertilità e di una nuova nascita. 
Nel frattempo Gesů e Maria ripresero la loro vita coniugale nel dicembre del 43 d.C, 
sei anni dopo la nascita del loro figlio maschio. Questo figlio venne
chiamato Giuseppe (detto il Rama-Theo), e fu l'importantissimo
prosecutore della dinastia, che attraverso di lui continuò in Giosué.
Secondo le fonti catare al suo arrivo in Francia Maria Maddalena stava
aspettando il terzo figlio, Giuseppe (detto il Rama-Theo), che in
teoria farà proseguire la dinastia, ma di questo non vi e' nulla di certo. 
Attraverso l'interpretazione filologica delle fonti testamentarie.. 
possiamo invece definire una vita di Gesů diversa da quella proposta dalla Chiesa Romana. 
Il problema che ci si pone, prima di cercare suggestive ipotesi dinastiche, è comprenderne il motivo. 
La  diffusione dei Vangeli, così come li conosciamo, 
avvenne dopo la legittimazione del Cristianesimo in Occidente, nel 313 d.C, 
con l'Editto di Milano. 
Il Primo Vescovo, nominato da Costantino nel 314
fu Silvestro, che fu incoronato durante una ricca cerimonia. In questo
modo i cristiani avrebbero potuto sopravvivere ma in realtà Silvestro
aveva accettato che il Cristianesimo rappresentasse le tradizioni
pagane del culto del sole insieme ad altri insegnamenti di origine
siriana e persiana che erano presenti nella Roma imperiale. La nuova
Chiesa Romana fu così costruita per soddisfare tutte le voci influenti. 
Ma all'interno del Cristianesimo non vi era una univocità':
c'erano gli gnostici, che insistevano che la materia era corrotta, i
manicheisti, che insegnavano che il materialismo era una malvagia
invasione dello spirito sacro, i seguaci della tradizione nazarena, i
quali sostenevano la causa originaria di Gesů piuttosto che gli
insegnamenti di Paolo . I nazarei, cristiani giudaici, controllavano
molte chiese del Medio Oriente. Inoltre erano guidati dai famosi
discendenti in linea di sangue dalla famiglia di Gesů, i Desposyni
(eredi del Signore). Nel 318 d.C una delegazione di Desposyni sbarcň a
Ostia(pare) e da lì proseguì fino a Roma, dove, nel Palazzo
Lateranense appena costruito, gli uomini furono ricevuti in udienza
dal vescovo Silvestro. 
I Desposyni affermarono con forza che la Chiesa
doveva legittimamente avere il proprio centro a Gerusalemme e non a
Roma, sostennero che il Vescovo di Gerusalemme doveva essere un vero
Desposynos ereditario. Le loro richieste caddero nel vuoto.   
Nel trattato copto "Pistis Sophia" Pietro protesta contro la predicazione
di Maria Maddalena e chiede a Gesů di farla tacere, di impedire di
minare la sua autorita'!!!!. Gesů invece rimprovera Pietro e... 
Maria piů tardi confessa: "Pietro mi fa esitare. Ho paura di lui perché odia la
razza femminile". 
Al che Gesů replica: "Chiunque sia ispirato dallo Spirito, deve parlare per decreto divino, sia esso uomo o donna".
Opponendosi alla presenza di Maria fra i discepoli, Simon Pietro nel
Vangelo apocrifo di Tommaso disse loro: "Che Maria se ne vada, giacché
le donne non sono degne di vivere". Nel Vangelo apocrifo di Filippo,
Maria Maddalena č considerata il simbolo della saggezza divina. Tutti
questi testi vennero tuttavia censurati ed eliminati dai cosidetti
Dottori della chiesa di Roma perché minavano il predominio del
sacerdozio solo maschile. Invece fu dato grande risalto
all'insegnamento di Paolo nel Nuovo Testamento: "La donna impari con
silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna
d'insegnare, né d'usare autorità sopra il marito, ma ordino che stia
in silenzio". Le donne dovevano quindi essere escluse a tutti i costi.
Altrimenti continuando così la presenza della Maddalena avrebbe finito
col prevalere: come moglie di Gesů, non soltanto era la regina
messianica, ma anche la madre dei veri eredi. Per secoli dopo la sua
morte, il retaggio di Maria rimase la piů grave minaccia per la Chiesa
che aveva deciso in favore della successione apostolica attraverso i
Pontefici rispetto alla discendenza messianica attraverso la genia del
"FIGLIO DELL'UOMO "  

Papa Benedetto XVI ed il Vangelo di Tommaso   Leave a comment


di Filippo Goti

Papa: Vangeli apocrifi importanti per studio cristianesimo 27 settembre 2006 alle 11:32 –

Fonte: repubblica.it

“Gli Atti e il Vangelo di Tommaso sono ambedue apocrifi ma comunque importanti per lo studio delle origini cristiane”.

benedetto XVI

Benedetto XVI lo ha detto ai fedeli nel corso dell’Udienza Generale di oggi. In ogni epoca la figura di Gesù ha ispirato anche ricostruzioni fantastiche della sua vita, alcune delle quali, come quelle citate oggi dal Papa, contengono elementi di interesse storico. Secondo un’antica tradizione, ha ricordato ancora il Pontefice, “Tommaso evangelizzò prima la Siria e la Persia e poi si spinse fino all’India occidentale, da dove poi il cristianesimo raggiunse anche l’India meridionale”. Una sottolineatura delle “prospettiva missionaria” della Chiesa dalla quale Papa Ratzinger ha tratto “l’auspicio che l’esempio di Tommaso corrobori sempre più la nostra fede in Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio”.

Ha suscitato un vivo interesse l’apprezzamento da parte di Benedetto XVI, verso il Vangelo di Tommaso, uno scritto considerato apocrifo ( non di ispirazione sacra ), e quindi non inserito nel canone della Chiesa Cattolica Romana. Vivo interesse perchè tale pubblica dichiarazione inverte completamente il giudizio negativo che per secoli è stato riservato agli apocrifi da parte della Chiesa, indicati come mistificanti e fuorvianti per il cristiano. Seppur è vero che Benedetto XVI si è limitato a due, dei molti, testi apocrifi, è altrettanto vero che è un’apertura che implicitamente ammette l’esistenza di una fervente e varia cristianità delle origini, che non necessariamente si esprimeva in un’unica voce. Se a ciò aggiungiamo come Papa Benedetto XVI è oltre al Padre della Chiesa Cattolica, anche un dottore della chiesa, allora l’apertura non investe solamente un interesse storico o emotivo, ma può avere, nel medio e lungo periodo, interessanti risvolti sotto il profilo teologico. Sicuramente la breve dichiarazione è incentrata attorno all’aspetto missionario, apostolico, evangelizzatore di Tommaso in terra di oriente, ma non di meno investe anche l’opera apocrifa ad esso attribuita. Un’opera che è molto più prossima al Vangelo di Giovanni, come intensità poetica e mistica, rispetto che a Marco, Luca e Matteo, come del resto Tommaso e Giovanni furono accomunati per il loro percorso di evangelizzazione, non interamente inserito all’interno dei confini dell’Impero Romano.

L’impressione che uno gnostico può ricevere da tale “messaggio” non è solo quella di un’apertura da parte della Chiesa Cattolica, apertura nei confronti di se stessa, ma di una ricerca di elementi ed immagini, che sappiamo rinfocolare “l’ardore” della fede cristiana, forse troppo soffocata da riti, dogmi, e cerimonie frutto di un retaggio regolatore greco-romano, per assurdo quasi razionalistico, incapace di suscitare “emozione” e “pathos” nel cristiano moderno. Il quale risulta essere sempre più distratto dal mondo positivista, o attratto da esotici culti, o monolitiche religioni. Quindi un riposizionamento verso la parte più viva del pensiero cristiano, che fu capace di conquistare a se popoli e stati, con la stessa velocità con cui un fuoco si propaga d’estate nel sottobosco.

Un’apertura coraggiosa, o avventurosa, quella del Papa, visto come il Vangelo di Tommaso mal si integra, apparentemente, con la rigida ortodossia, o la struttura sacerdotale, propugnano una visione individuale, eroica, e non comunicabile, neppure dallo stesso Salvatore, della via da seguire per ritornare al Regno Celeste.

Il Vangelo di Didimo Thoma, o conosciuto dal grande pubblico come il Vangelo di Tommaso, è uno dei testi ritrovati nel 1945 nel deserto di Nag Hammadi (Egitto) . Il testo ritrovato è in lingua copta ed è attribuito al IV secolo d.c., ma gli studiosi ritengono che sia la copia di un originale del primo o del secondo secolo d.c. Quindi un testo frutto di uno scrittore che ha vissuto al tempo di Gesù Cristo, oppure negli anni immediatamente successivi, e che comunque ha goduto di fonti prossime ai fatti descritti nella sua opera.

La copia tradotta del Vangelo di Tommaso è composta da circa 110 Loghion, numero variabile a seconda degli esperti, e numerosi passi sono coincidenti con quelli dei canonici, facendo presagire un’unica e comune fonte. Il testo si apre con queste parole: “Questi sono i detti segreti pronunciati da Gesù, il Vivente, e scritti da Didimo Giuda Tomaso. ”

Ciò che emerge è quindi un insegnamento segreto che si contrappone, oppure integra, il messaggio universale del cristianesimo, o come quest’ultimo non sia altro che una versione essoterica del primo, ma anche come Didimo significhi fratello o gemello, in questo caso spirituale. Ciò quindi suggerisce come vi fossero dei cerchi più o meno prossimi al Maestro, come del resto è riscontrabile in ogni messaggio tradizionale che viene “trasmesso” da bocca ad orecchio.

Del resto il “vangelo” sposta la salvezza dal “fare” o “osservare” all’interpretazione mistica del messaggio, in questo modo pone il ricercatore oltre ogni ortodossia o ortoprassia, aprendo quindi ad una molteplicità di vie, quanto molteplici sono le espressioni dell’animo e dell’intelletto umano.

[1] Egli disse: “Colui che scopre l’interpretazione di queste parole non gusterà la morte”.

[3] Gesù disse: “Se coloro che vi guidano vi dicono: Ecco il Regno (di Dio) è in cielo! Allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono: E’ nel mare! Allora i pesci del mare vi precederanno. Il Regno è invece dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete, allora sarete conosciuti e saprete che voi siete i figli del Padre che vive. Ma se voi non vi conoscerete, allora dimorerete nella povertà, e sarete la povertà”.

Parole che ci giungono da un uomo vissuto circa 2.000 anni fa, e ridotto al silenzio negli ultimi 19 secoli, ma che sicuramente rappresentano oggi una delle possibili via di salvezza del pensiero cristiano.

Prima pubblicazione sulla rivista Abraxas numero 1, ( ABRAXAS numero 1 )

Gesù..i suoi pensieri..la chiesa nascente..   Leave a comment


Sono esistiti, sin dall’inizio, non uno ma diversi cristianesimi.

(il Vangelo di Tommaso)

http://web.tiscalinet.it/Agrapha/Vangeli/Vang_Tommaso_descr.html

Gospel of Thomas.jpg

http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_di_Tommaso

Una delle sue versioni ha preso il sopravvento sulle altre; ha stabilito, secondo il proprio punto di vista, il canone delle Sacre Scritture e si è imposta come ortodossia, relegando le altre al rango di eresie e cancellandone il ricordo.

Noi possiamo però oggi, grazie a nuove scoperte di testi e a una rigorosa applicazione del metodo storico, ristabilire la verità e presentare finalmente Gesù di Nazareth per quello che fu veramente e che egli stesso intese essere, cioè una cosa totalmente diversa da quello che le varie Chiese cristiane hanno finora preteso che fosse.

Nuove scoperte di nuovi testi hanno modificato il quadro storico sulle origini cristiane.

Gesù non ha mai voluto fondare alcuna religione. Gesù è l’Uomo che ha coscienza e conoscenza di sè e che, con il solo atto di volontà cambia la “realtà” (miracolo).

Gesù è venuto a portarci la conoscenza che ci hanno sempre nascosto sulla natura dell’uomo che è ANIMA.

Egli è venuto a dirci che possiamo essere come lui, vero Uomo e vero Dio.

La religione fu voluta da forze che non sono solo di questa Terra, per dividere le genti e assoggettare la volontà umana nascondendoci la nostra stessa natura.

Gesù non è religione, è VITA.

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