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Satana e demòni   Leave a comment


“L’unica persona nei vangeli a cui Gesù si rivolge con questo appellativo tremendo, “diavolo”, è Simone Pietro. È l’unico. Gesù non si rivolge con questo termine a nessuna altra persona.

Perché lo chiama diavolo? Perché è tentatore, perché vuole portare Gesù sulla linea del potere, del successo e Gesù lo ha rifiutato. Allora Gesù si volta e dice: Pietro vattene. Ma Gesù non rompe mai con le persone, Gesù è sempre fedele. Mette le cose in chiaro, ma è sempre fedele, non rompe con questo discepolo. “Pietro, vattene, dietro di me”: «Sei tu che devi seguire me e non io che devo seguire te». Ricordiamo l’azione di Pietro che ha afferrato Gesù, che lo ha preso. Il ruolo del diavolo, lungo tutto il vangelo di Matteo, verrà realizzato e incarnato sia dai nemici di Gesù, quali i Farisei e gli Scribi, ma soprattutto – ed è la parte più tremenda – all’interno della comunità, ci saranno alcuni che avranno questa funzione del diavolo. E Simon Pietro è il diavolo tentatore di Gesù.

Chi è il satana? Il satana è un funzionario della corte divina – Israele è stata per alcuni secoli sotto il dominio persiano ed in Persia il re aveva un suo funzionario, che si chiamava “l’occhio del re”. Cosa faceva questo funzionario? Girava per le regioni e guardava il comportamento dei governatori: se uno si comportava bene lo segnalava al re per farlo promuovere, premiarlo; se uno si comportava male lo segnalava al re per castigarlo, eventualmente anche con la morte. Allora nel mondo ebraico Dio è rappresentato con una corte e c’è il satana che è l’occhio del re. E’ un funzionario della corte divina e non un nemico di Dio come diventerà poi, il cui compito è questo.

Il satana che normalmente sta in cielo con Dio ogni tanto fa una incursione sulla terra e se vede una persona che si comporta molto male torna subito da Dio e gli dice: guarda quella persona si comporta male, la possiamo punire? La possiamo ammazzare? E a volte Dio lo permetteva.Quindi il satana era la spia di Dio per scoprire i peccatori e punirli.

Perché Gesù dice: “.. il satana l’ ho visto cadere dal cielo e non ci può più tornare”? Perché? Gesù ha presentato una immagine di Dio che non è quello della religione, un Dio che premia e un Dio che castiga, ma un Dio che ama tutti quanti. Allora il satana ha un bel da dire: guarda che quella donna si è comportata male! E che m’importa, io continua ad amarla, dice Dio. Ma guarda che ha commesso un peccato! Allora io l’amo ancora di più ed il povero satana si trova in cassa integrazione. Fa la spia a Dio, ma a Dio non interessa perché dà il suo amore a tutti quanti indipendentemente dalla loro condotta e dal loro comportamento: il ruolo del satana come accusatore degli uomini è finito.

Gesù non manda via satana da nessuna persona, manda via invece i demòni da non confondere con il satana. La favola, tra l’altro una favola cretina, di Lucifero, non è presente nella Bibbia. Essa contiene indubbiamente anche dei riferimenti mitologici ma ha sempre un fondo di serietà.

La favola di Lucifero e non riesco a capire come si possa credere ad una sciocchezza del genere, la conoscete, dal catechismo, ahimé, ai miei tempi l’angelo bellissimo che voleva essere come Dio e Dio, permaloso, che gli dice: pussa via e lo fa diventare un diavolo tremendo e castigandolo con un castigo più grande del danno, perché il danno era l’ambizione di questo angelo che voleva essere come Dio e Dio l’ha trasformato in un diavolo che da quel momento porta alla dannazione gran parte del genere umano. Fatte le debite proporzioni, dagli una sberla, disintegralo invece di trasformarlo in un diavolo che non farà altro che sottrarre i tuoi figli alla salvezza e li porterà con lui nella dannazione eterna. Bisogna essere cretini per credere ad una favola così idiota! Eh, si, la religione ci ha resi cretini!

Abbiamo creduto a tante di quelle cose e chissà a quante altre ancora crediamo, che sono contrarie al buon senso, perché, lo vedete bene, è una favola che nulla ha a vedere con la scrittura nella quale non c’è nessun signor Lucifero.Lucifero, tra l’altro, nei primi secoli della Chiesa, prima che venisse fuori questa balla, era un nome bellissimo. C’è un vescovo, quello di Cagliari, che è anche stato fatto santo, che si chiamava Lucifero perché Lucifero significa portatore di luce, un nome molto bello. Nella Bibbia quindi non c’è la leggenda di questo Lucifero: sono racconti extra biblici che sono serviti, sono stati utilizzati perché non si sapeva spiegare l’origine del male. Ecco allora che si voluto scaricare tutte le colpe su questo Lucifero o su questo angelo diventato diavolo.

Per completare la risposta, sempre nei Vangeli, attenzione a distinguere le due realtà che sono nettamente distinte dagli Evangelisti: una è quella di satana, l’altra è quella dei demoni.

Siamo tutti quanti, compreso il sottoscritto, talmente ignoranti della Sacra Scrittura che facciamo confusione con i termini. Io lo vedo quando c’è un bel bambino e c’è sempre qualcuno che gli fa i complimenti e gli dice: che bello, sembra un cherubino. Se la madre sapesse chi erano i cherubini, gli darebbe immediatamente uno schiaffo. I cherubini erano dei mostri, tanto per dare un’idea, la sfinge era un cherubino, erano animali con il volto umano. Erano dei mostri posti all’ingresso dei templi, che dovevano servire come spauracchio per impedire agli spiriti del male di entrare. Questo sono i cherubini, ma noi invece nella nostra ignoranza ne abbiamo fatto degli esseri bellissimi come, sempre nella nostra ignoranza, per noi dire satana e dire demonio è la stessa cosa.

Satana e diavolo sono la stessa cosa, perché satana in ebraico viene tradotto in greco con diavolo. Per noi invece dire satana, diavolo, demonio è dire la stessa cosa: nei Vangeli invece no, nei vangeli c’è differenza. Un conto è satana o il diavolo, un conto sono i demoni. Ora qui non ho la possibilità di fare una trattazione completa di demonologia: Gesù però libera le persone, mai dal satana, ma sempre dai demòni, perché mai il satana o il diavolo occupano le persone. Nei Vangeli, nei racconti di esorcismo Gesù caccia i demòni dalle persone: mai Gesù caccia il diavolo. Questo nei tre sinottici, in Giovanni, questa tematica è assente.

Gesù libera le persone dai demòni. Cos’erano i demòni e come nascono i demòni? La Bibbia è scritta in ebraico: circa 150 anni prima di Gesù venne avvertita la necessità di tradurla in greco perché l’ebraico, all’estero, fuori di Israele, la gente non lo conosceva e la lingua più parlata era il greco e quindi traducono la Bibbia dall’ebraico al greco (la cosiddetta traduzione dei LXX). In questa traduzione, in una società più evoluta, i traduttori hanno incontrato dei personaggi che appartengono al mondo mitologico di una volta e allora ogni qualvolta incontravano questi personaggi del mondo mitologico, sistematicamente li traducevano con il nome di demòni. Credevano ad esempio alla esistenza delle sirene: le sirene che cosa erano, non quelle del mondo medioevale che per un errore di traduzione divennero le donne con il corpo di pesce; la sirena è un animale con il volto di donna ma con il corpo di un volatile, di un uccello. Oppure le arpie: credevano anche nell’esistenza dei centauri, questi uomini molto belli con il corpo di una capra, di un asino di un cavallo: ebbene, nella Bibbia, ci sono ci sono questi elementi.

I traduttori, in una città più evoluta non credevano più nell’esistenza delle sirene o dei centauri, ogni volta che si sono imbattuti in questi personaggi li hanno tradotti con il nome di demòni. All’epoca di Gesù tutto quello che non si riusciva a spiegare e impediva all’uomo di essere pienamente libero veniva qualificato con il nome di demònio. Ad esempio provate ad immaginare, 2000 anni fa, che cosa poteva essere una insolazione! Noi oggi lo sappiamo cos’è, ma allora si credeva che l’insolazione fosse un demònio, di nome Merìb, ogni demonio aveva la sua specialità, che operava fra mezzogiorno e le tre del pomeriggio, quando più picchia il sole. L’ubriachezza era un altro demònio. Oggi noi chiamiamo un sintomo, uno stato purtroppo abbastanza diffuso, con il termine depressione: figuriamoci se al tempo di Gesù sapevano cos’era la depressione!

Quando Saul, e lo si può capire chiaramente dal referto medico che ci dà l’autore biblico, cade in depressione dice: il Signore gli mandò uno spirito maligno che lo tormentasse e lui era triste e si risollevava soltanto quando Davide gli suonava la cetra. Quindi la depressione, l’insolazione, l’ubriachezza, l’esaurimento nervoso, tutti quei fenomeni che non si riusciva a spiegare e che impedivano all’uomo di essere pieno venivano chiamati con il nome di demòni.

Allora la potenza della parola di Gesù libera l’uomo da tutto quello che gli impedisce di essere pieno; l’uomo perciò è posseduto dai demoni, non da satana.”

Il presente testo non è riveduto e corretto da Alberto Maggi – frate dell’Ordine dei  Servi di Maria

http://solidando.altervista.org/254-2/#comment-26

Satana

http://www.itajos.com/SATANA.htm

Per troppo tempo bugie e disinformazione hanno circondato Satana. Molti di noi lo hanno visto, gli hanno parlato, e sono anche stati toccati da lui sul piano astrale. Praticamente tutti quelli che lo conoscono sono d’accordo sul suo aspetto. Le religioni “della via della mano destra” per troppo tempo hanno scritto un libro in cui essi credono lui appaia allo stesso modo di come loro credono che siano i Demoni, ma queste non sono altro che bugie blasfeme. Satana non è rosso con le corna e la coda, né sembra un mostro di Halloween. Non ha occhi rossi fiammeggianti, né ali scure. Queste immagini sono un insulto, lo denigrano e sono blasfeme. [Esistono comunque alcuni ordini inferiori di Demoni che sono protettori e messaggeri, e che servono i Demoni di livello superiore]. Qui ci sono alcune immagini di come Satana è apparso a coloro che lo hanno visto. Contrariamente al Satanismo che viene etichettato come “oscurità”, Satana appare con una lunga veste bianca esattamente come nelle immagini mostrate qui. Molti di noi lo vedono spesso, ed hanno una rapporto molto stretto con lui. E’ bellissimo. La sua apparizione è praticamente identica alle figure, tranne per il fatto che raramente appare con le ali.

Una pagina informativa con testo ed immagini..a mio parere..il Luciferismo..è una spiritualità .critica..all’insegnamento ed alla Dogmatica della chiesa cristiana;prende vita  a motivo dell’insegnamento sbagliato della Dottrina.Diventa Luciferista (luciferino) chi non conosce veramente Cristo ed il suo vero..profondo insegnamento;

per questo motivo..consiglio di leggere il Vangelo di Tommaso

Gesù..parlo’ di satana..nel suo vangelo..

disse..di vederlo ..cadere..dal cielo..come  folgore..

Vedere Satana cadere dal cielo come folgore

C’è un altro passaggio che a volte viene associato con la caduta diavolo dal cielo. Lo troviamo in Luca 10:18 quando Gesù disse: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore.”

Luca 10:17-19 Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». 18 Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.

I settanta discepoli tornano da una missione di predicazione coronata di successo. Con gioia riferiscono che anche i demoni sono sottomessi a loro nel nome del Signore: i malati erano guariti, i ciechi ricuperavano la vista, gli zoppi camminavano ed i demoni erano scacciati. Il contesto non dice nulla su una caduta del diavolo prima di Adamo ed Eva.
Nei versetti precedenti si parla di Capernaum che, dalla sua posizione elevata, sarebbe abbassato fino all’inferno: il significato è chiaramente quello di un abbassamento di posizione, non un abbassamento fisico.

Luca 10:13-15 «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da tempo si sarebbero ravvedute, prendendo il cilicio e sedendo nella cenere. 14 Perciò, nel giorno del giudizio, la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. 15 E tu, Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino all’Ades.
Gesù dice dunque aver visto il potere di satana rapidamente schiacciato, come un fulmine che cade dal cielo. I demoni sono stati scacciati e quindi il nemico, l’avversario, satana è stato ridotto a una posizione di sottomissione, sotto i piedi, invece di essere in una posizione di arroganza e di controllo. Questo è successo quando i suoi discepoli hanno scacciato i demoni! Gesù non ovviamente non stava parlando di qualcosa che sarebbe successo prima di Adamo.

Inoltre Gesù non dice: “Ho visto (una volta)”, ma dice: “Vedevo (ogni volta),” il che significa che i demoni cadevano sotto i piedi ogni volta che i discepoli li scacciavano.
Attualmente il nemico è sempre in cielo, in una posizione di arroganza e di controllo, e alcuni passaggi lo dimostrano:

Efesini 6:12 il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.

Efesini 2:2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli.

Questi spiriti malvagi nei luoghi celesti agiscono oggi ancora sulla terra, in coloro che si ribellano alla volontà di Dio. Essi ritornano nei cieli, in modo da poter continuare ad agire, non appena l’uomo lo permette con le sue cattive azioni.

E’ chiaro che il principe della potenza dell’aria e gli spiriti cattivi non sono nello stesso cielo che Dio. Giovanni parla di essere salito in quello che definisce come il terzo cielo.
E’ dunque al corpo di Cristo di continuare il lavoro è iniziato su Gesù e dai Suoi discepoli sulla terra, con fede e perseveranza. Tutto è stato compiuto spiritualmente in cielo in seguito alla croce, ma sta a noi a chiedere, “Padre nostro, che la tua volontà sia fatta sulla terra come è fatta in cielo”.

Per me..il significato..più profondo..di questa affermazione..stà..in un alttro motivo. Gesù..è venuto ad insegnare..il cuore compassionevole..del Padre. Tutta la sua predicazione..fù centrata..sul concetto..che Dio..vuole da noi..midsericordia..e compassione..per le persone..che incontriamo..durante..la nostra vita.

Non vuole offerte di espiazione..dei peccati..ma chiede..di essere..disponibili..a perdonare..i torti..che gli altri commettono..nei nostri confronti.

Il cuore di Dio..è il cuore di un padre; non gli interessa.che ci prodighiamo..nel lodarlo..

con le parole..o con le elemosine ai poveri..sulla strada.

loghion vangelo di Tommaso 

6.) I suoi discepoli lo interrogarono e gli dissero: – Vuoi tu che noi digiuniamo? E come dobbiamo pregare e fare l’elemosina? E quale dieta dobbiamo seguire?¹ – Gesù rispose: – Non dite menzogne²; non fate ciò che voi stessi odiate³. Perché tutte queste cose sono manifeste davanti al Cielo4.

15.) Gesù disse loro: – Se voi digiunerete, commetterete colpa verso voi stessi; se pregherete, sarete posti sotto giudizio; se farete l’elemosina, farete danno al vostro spirito¹. Se andrete in qualche terra e vi aggirerete per la contrada, se vi riceveranno, mangiate ciò che vi metteranno davanti, e coloro che sono malati fra di loro, guariteli². Poiché, non ciò che entra nella vostra bocca vi contaminerà, ma ciò che esce dalla vostra bocca: questo vi contaminerà³.
1) Come al § 6 è qui dichiarata l’inutilità del digiuno (che è un danno per il corpo), della preghiera (richiesta di aiuto dall’esterno), dell’elemosina (accomodante compromesso alla legge dell’uguaglianza). Cfr. Col. II 20-23.
2) In contrapposto alle precedenti, qui sono presentate due pratiche di vera caritas: la fratellanza nell’agàpe e la guarigione dei malati. Cfr. Lc X 8-9 (Mc. VI 13; Mt. X 8) e, parzialmente, 1Cor. X 27.
3) Mc. VII 15; Mt. XV 11.

 

24.) Maria (Maddalena) domandò a Gesù: – A chi sono simili i tuoi discepoli? – Egli rispose: – Sono simili a fanciulli i quali si sono introdotti in un campo che non è il loro. Quando verranno i proprietari del campo, diranno loro: «Lasciateci il nostro campo!» Ed essi alla loro presenza si spogliano dei loro vestiti, per lasciar loro e restituire il campo¹.
1) Il campo che non appartiene ai discepoli di Gesù, ormai sulla via della «perfezione», è questo mondo, il mondo della materia, che essi dovranno lasciare, spogli di ogni impurità. Anche in 2Cor. V 3 Paolo usa l’immagine dei corpi che si spogliano per lasciare «la tenda in cui abitiamo su questa terra».

7.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.
1) Mc. X 13-15; Mt. XIX 13-15; Lc. XVIII 13-17 e Mc. IX 35-37; Mt. XVIII 1-4; Lc. IX 46-48. Per il diverso concetto dei «bambini» confronta sopra la nota 1 al § 4.
2) Per capire questa prima parte del logion, che sviluppa il concetto di «perfezione» come unità degli opposti, occorre tener presente la dottrina gnostica emanazionistica. Dio, punto di origine e vertice di tutte le cose, si esprime attraverso «manifestazioni» (ipostasi) che sono formate a coppie (sizigie), ciascuna di un elemento maschile e di un elemento femminile, padre e madre della sizigia seguente. Dalle prime quattro coppie, spirituali, discendono, sempre a coppie, gli Eoni inferiori (decade e dodecade) fino a Psyche-Hule (Anima e Materia) che compongono l’Uomo terrestre. Ogni essere è quindi composto di elementi contrari, a coppie (alto e basso, esterno e interno, maschile e femminile) e la sua perfezione sarà solo nell’annullamento, o meglio nella fusione, di essi. Nell’affermazione «che il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina» è da riconoscere il concetto sublime del superamento dei problemi sessuali, lo stesso concetto che è espresso nel «neque nubent neque nubentur» di Mc. XII 25; Mt. XXII 30; Lc. XX 35. Nessun riferimento, invece, a Mc. X 6-8; Mt. XIX 5-6; ed Eph. V 31: «l’uomo… si unirà a sua moglie e i due diverranno una stessa carne» e nemmeno a Gal. III 28: «non c’è… né schiavo libero, né maschio né femmina, ecc.», che allude alla parità di tutti i fedeli di fronte a Dio.
3) È l’esemplificazione del riassorbimento della realtà fenomenica in Dio, secondo la dottrina platonica (cfr. sopra nota 2 del § 2 e nota 1 del § 3): quando al posto di ogni occhio, mano, piede corporeo vi sarà un occhio, una mano e un piede, pure «immagine» ideale, si sarà tornati nell’iperuranio, congiunti con la divinità, nella cui mente tutte queste apparenze hanno la loro vera realtà. Più grossolanamente 1Cor. XV 38, 40, 44 parla di corpo «spirituale» e «corpo terrestre», accettando la creazione in senso biblico.

L’asserzione di Gesù..su Satana..che cade dal cielo..come folgore..

significa..,a mio parere…una verità..più profonda..

la Parola..cioè..Dio incarnato..in un corpo..umano..per parlare  direttamente agli uomini..senza intermediari..

insegna..che dio..è un Essere..compassionevole..

che non tiene conto..degli sbagli..e della condotta dell’uomo..

chiede all’uomo..di vivere..e di giudicare..con la medesima..compassione verso gli altri.

Il perchè..è presto detto: ” egli..è un padre..non gli interessa essere lodato..dai figli..gli interessa invece..che i figli..vadano d’accordo..tra di loro.

 

Pubblicato 5 luglio 2016 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, catene religiose, chiesa, compassion, compassione, conoscenza di se stessi, creazione, cuore di dio.., Demoni, Dio, dogmatismo, dogmi, dottrina, Ebraismo, educazione, esegesi, fratellanza, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, God Father, God Mother, Gospel, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, liberazione culturale, Maria Maddalena, messianesimo, miserere, misericordia, mistificazione, Nag Hammadi, Natura, Pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, peccatori, pensatori, perdono, principio femminile, principio maschile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, pubblicani, regno di dio, riflessioni, Satana, sensibilità, sensibilità naturale, Signore tu mi scruti..e mi conosci, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, theology, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, Universe, Universo, uomo, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità

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PER VIVERE UN MONDO FRATERNO..   Leave a comment


Ogni Essere porta con se…
La Verità sin dalla nascita…
Occorre solo allenamento…
Per riportarla alla luce…
E renderla parte attiva…
Nel proprio quotidiano…

Cercala in te…

Sentila…
Scoprila…
Assaporala…
Amala…
Vivila…
E questa tua vita diverrà un capolavoro…

 

SE UNO..VIVE SE’ STESSO..E’ SALVATO…PERCHE’..IL REGNO DEI CIELI..E’ DENTRO OGNUNO DI NOI..

 

I bimbi manifestano contro le eradicazioni a Cellino San Marco-2PER VIVERE UN MONDO IN ATTITUDINE FRATERNA..E’ NECESSARIO UN CAMMINO PERSONALE DI “LIBERAZIONE” ..CHE CI FACCIA RIFLETTERE SU CIO’ CHE CI è STATO INSEGNATO..COME VERITA’;

E RIGUARDA IL MODO IN CUI SIAMO STATI EDUCATI..DALLO STATO..DALLA RELIGIONE..DALLA SCIENZA. E’ NECESSARIO RIFLETTERE SU QUELLO CHE E’ VERO ED IMPORTANTE..SU CIO’ CHE E’ UTILE TRATTENERE..DA QUELLO CHE “COERCISCE” LE NOSTRE MENTI.

IL CAMMINO E’ POSSIBILE QUANDO SI CONOSCE LA VERITA’ DELLE COSE..E LE MENTI ED I CUORI RISULTANO COSCIENTEMENTE DISPONIBILI..PER IL GRAN SALTO CHE IL MONDO ASPETTA.

La Bibbia è falsa!

Non era vero niente. Come dichiara Zeev Herzog, autorevole professore della Facoltà di Archeologia di Tel Aviv, “la grande maggioranza degli studiosi nei campi che vanno dall’archeologia agli studi biblici e all’archeologia del popolo ebraico concorda che gli eventi narrati dalla Bibbia non sono fatti storici. Sono leggende, come per voi quella di Romolo e Remo”. Quando l’ho letto, avrei voluto prendermi a schiaffi. Ma era ovvio, dovevo capirlo subito, come la prima volta che ho sentito parlare Berlusconi, Grillo o Renzi. La Bibbia contiene troppo sesso, troppa violenza, soprattutto troppo paranormale, per non capire immediatamente che si tratta solo di letteratura di consumo, di un fumettone un po’ trash.

La fuga dall’Egitto, la traversata del deserto? Macché, tribù di pastori, durante la siccità, si rifugiavano sulle rive del Nilo e poi tornavano da dov’erano venuti: ma senza attraversare il Mar Rosso fra due muraglie d’acqua, figurarsi, al massimo potevano fermarsi sulle rive a farsi un pediluvio. E la storia di Gerico, con le mura abbattute dalle trombe dei sacerdoti? Ma neppure facendoci un rave party con i Deep Purple sparati a palla sarebbe più verosimile: perché mura, a Gerico, non ce n’erano proprio, e se è per questo neanche nella Gerusalemme di Salomone. Tutto quel che hanno trovato gli archeologi sono resti di villaggi, forse turistici, specie dalle parti di Sharm el Sheik.

Una bella botta per lo Stato di Israele, che ha sempre finanziato la ricerca archeologica per dimostrare la legittimità delle proprie pretese territoriali; ma anche per i palestinesi, che non sono messi meglio dal punto di vista archeologico, visto che neppure le mura delle città filistee, quelle che nella Bibbia sfidavano il cielo, si sono mai fatte trovare. E ora chi glielo dice, ai Testimoni di Geova? E a tutti quelli che sono morti e continuano a morire per quel sacro suolo? E a quanti, per l’interpretazione di qualche passo della Bibbia, sono stati incarcerati, torturati, fatti a pezzi? Dio, nell’aldilà, dovrebbe scusarsi. Perché Dio e l’aldilà ci sono, vero?
Raga, non facciamo scherzi, ditemi che non sono leggende anche queste…

https://andreasinicatti.wordpress.com/2016/04/05/il-dramma-delle-spose-bambine/

L DRAMMA DI TUTTE LE RELIGIONI

Io sono,personalmente convinto che tutti i libri sacri..Bibbia e Corano compresi..siano insegnamenti”STORICI” inviati da Dio..per quel momento storico..e per quella specifica cultura. Dio è un Vivente e quindi non può mai cessare di parlare all’uomo,sua creatura.Continuamente manda Profeti.Ma questi,non più pescatori come Pietro,oggi sono scienziati,umanisti,sociologi,psicologi..che indicano le leggi dell’universo e le “passioni” positive e negative..che sono nella coscienza dell’uomo; ma non vengono accettati dalle religioni..”radicate” nella convinzione che “Tutto” è già stato detto.e non ci sia “niente da aggiungere.

Anche Gesù Cristo è..una Parola Storica..quello che insegnò..fù un insegnamento per l’uomo di quel tempo..in contrasto ,per buona parte ,con la religione ebraica..condivisa peraltro dai suoi stessi discepoli.Pietro,ad esempio,riteneva che la donna non aveva un’anima.

Vangelo di Tommaso,loghion 114 «Simon Pietro disse loro: “Maria (Maddalena)deve lasciarci, perché le donne non meritano la vita. Dice Gesù: Ecco, io stesso la attirerò affinché sia fatto maschio, così che possa anche lei diventare uno spirito vivente, maschio simile a voi. Poiché ogni donna che si farà maschio entrerà nel regno dei cieli».

http://www.italialaica.it/news/rassegnastampa/35811

Pensate che Gesù la pensasse come Pietro e si fosse dato da fare per creare una “eccezione” ? .No,la donna è stata creata ad immagine di dio ” a sua immagine li creò..maschio e femmina li creò” Neanche Dio stesso in quella cultura..poteva dire una Verità..che sarebbe stata ritenuta..”inaccettabile”.Ha aspettato che la Coscienza umana facesse il suo cammino evolutivo; è la evoluzione della Ragione e le scoperte della Scienza che ci indicano la Verità da seguire..che è Comprensione teologica e scientifica al tempo stesso..perchè Dio è  il Creatore dell’Universo.

E’ il comandamento dell’Amore vicendevole, che dobbiamo sentire per tutti; e non solo per quelli del proprio popolo..Gli ebrei applicavano i dieci comandamenti all’interno del loro popolo..ma “stupravano” le donne ed “ammazzavano” quelli che non erano ebrei.

Questa era la Parola di Dio..scritta nella Bibbia.

La Teologia dell’Universo   

Giordano Bruno

(Giordano Bruno)

 (dal Vangelo di Tommaso..gnostico)
 

2.) Gesù disse: – Colui che cerca non cessi dal cercare, finché non trova¹ e quando troverà sarà commosso, e quando sarà stato commosso contemplerà e regnerà sul Tutto².
1) Cfr. Mt. VII 8 e Lc. XI 9 e 10. A differenza di Matteo e Luca quello di Tommaso è un chiaro invito alla gnosi. Anche nella Pistis Sophia 100 è detto:«Non cessate di cercare e non fermatevi finché non abbiate trovato i misteri purificatori che vi sublimeranno».
2) L’itinerario gnostico avviene secondo le seguenti tappe: conoscenza del bene, sua accettazione, contemplazione, elevazione mistica, immedesimazione con Dio e di conseguenza dominio dell’universo cosmico.

5.) Gesù disse: – Conosci ciò che ti sta davanti, e ciò che ti è nascosto ti verrà rivelato; poiché non vi è nulla di nascosto che non venga un giorno rivelato¹.
1) Cfr. Mc IV 22; Mt. X 26; Lc. VIII 17; XII 2.
Clemente Alessandrino insegnava che il primo grado della conoscenza è ammirare le cose che abbiamo davanti Stromata 2, 45 e nelle Kephalaia manichee leggiamo: «Il Salvatore ha detto ai suoi discepoli: “Conoscete quanto si trova davanta alla vostra faccia e vi sarà rivelato ciò che vi è nascosto”» AnchePap. Oss., 654, riprende il testo nei seguenti termini: «Gesù dice: “Tutto ciò che non è davanti ai tuoi occhi e quanto ti è occulto ti sarà rivelato. Non c’è, infatti, cosa celata che non divenga manifesta, né cosa sepolta che non venga risuscitata”».

3.) Gesù disse: – Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi saranno prima di voi¹. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione².
1) Cfr. Lc. XVII 20-24; e anche Mc. XIII 5, 21-23; Mt. XXIV 26-28. L’aggiunta di Tommaso:«ed è fuori di voi» allude al fatto che, una volta effettuata la scoperta nella propria interiorità, occorrerà estraniarsi dalla materia, uscire dal proprio «io» terrestre per congiungersi e unificarsi con Dio.
Questo loghion sottolinea fortemente l’interiorità, l’attualità e spiritualità del Regno. Notare l’insistenza sulla conoscenza di sé che è uno dei temi centrali del Vangelo. Scintille del Padre, soltanto prendendo coscienza del proprio «io», vivono con il Padre che vive; in caso contrario sono povertà. In un contesto identico del Papiro di Ossirinco, 654, «chiunque conosce se stesso troverà il Regno… Conoscerete voi stessi e vedrete che siete figli del Padre». Un maestro gnostico non aveva dubbi a riguardo e avvertiva i discepoli: «Lascia la ricerca di Dio, la creazione e altre questioni consimili. Cercalo partendo da te stesso… Conosci le fonti del dolore, della gioia, dell’amore, dell’odio… Se esamini attentamente tali questioni troverai Dio in te stesso» (Ippolito, Refut., VIII, 15, 1-2).
2) Lo Pseudo Ippolito, Philosophumena V 6 ci spiega che, secondo la dottrina dei naasseni (una delle più antiche sette gnostiche), «la conoscenza dell’uomo è l’inizio della perfezione», l’ignoranza di se stessi è quindi imperfezione e tenebre. Per l’espressione «Figli del Padre Vivente» cfr. Rom. IX 26b e per la parte finale del paragrafo cfr. 1.Cor. VIII 2-3; XIII 12.

27.) Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: – Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: – Se saremo piccoli, entreremo nel Regno?¹ Gesù rispose loro: – Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina², e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete³.
1) Mc. X 13-15; Mt. XIX 13-15; Lc. XVIII 13-17 e Mc. IX 35-37; Mt. XVIII 1-4; Lc. IX 46-48. Per il diverso concetto dei «bambini» confronta sopra la nota 1 al § 4.
2) Per capire questa prima parte del logion, che sviluppa il concetto di «perfezione» come unità degli opposti, occorre tener presente la dottrina gnostica emanazionistica. Dio, punto di origine e vertice di tutte le cose, si esprime attraverso «manifestazioni» (ipostasi) che sono formate a coppie (sizigie), ciascuna di un elemento maschile e di un elemento femminile, padre e madre della sizigia seguente. Dalle prime quattro coppie, spirituali, discendono, sempre a coppie, gli Eoni inferiori (decade e dodecade) fino a Psyche-Hule (Anima e Materia) che compongono l’Uomo terrestre. Ogni essere è quindi composto di elementi contrari, a coppie (alto e basso, esterno e interno, maschile e femminile) e la sua perfezione sarà solo nell’annullamento, o meglio nella fusione, di essi. Nell’affermazione «che il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina» è da riconoscere il concetto sublime del superamento dei problemi sessuali, lo stesso concetto che è espresso nel «neque nubent neque nubentur» di Mc. XII 25; Mt. XXII 30; Lc. XX 35. Nessun riferimento, invece, a Mc. X 6-8; Mt. XIX 5-6; ed Eph. V 31: «l’uomo… si unirà a sua moglie e i due diverranno una stessa carne» e nemmeno a Gal. III 28: «non c’è… né schiavo libero, né maschio né femmina, ecc.», che allude alla parità di tutti i fedeli di fronte a Dio.
3) È l’esemplificazione del riassorbimento della realtà fenomenica in Dio, secondo la dottrina platonica (cfr. sopra nota 2 del § 2 e nota 1 del § 3): quando al posto di ogni occhio, mano, piede corporeo vi sarà un occhio, una mano e un piede, pure «immagine» ideale, si sarà tornati nell’iperuranio, congiunti con la divinità, nella cui mente tutte queste apparenze hanno la loro vera realtà. Più grossolanamente 1Cor. XV 38, 40, 44 parla di corpo «spirituale» e «corpo terrestre», accettando la creazione in senso biblico.

46.) Gesù disse: – A chi ha verrà dato, ma a chi non ha verrà tolto anche il poco che possiede¹.
1) Cfr. Mt. XIII 12: Lc. VIII 18. Con diverso significato la sentenza è stata poi messa a conclusione della parabola delle «mine» (Mt. XXV 29; Lc. XIX 26) e con altro significato ancora è in Mc. IV 25.

 

33.) Gesù disse: – Ho preso posto al centro dell’universo e nella carne mi sono manifestato a costoro¹. Ma li ho trovati tutti ubriachi: non ho trovato in mezzo a loro nemmeno uno che avesse sete. E l’anima mia si è addolorata per i figli dell’uomo, perché essi sono ciechi nel cuore, e poiché sono venuti al mondo nudi, essi cercano di uscire di nuovo nudi dal mondo. Ma ora essi sono ubriachi. Quando avranno smaltito il vino, allora si pentiranno².
1) 1Tim III 16. L’espressione «al centro dell’universo» indica la posizione astrale dell’eone Gesù che, nel simbolo grafico T, è il punto d’incontro tra la linea orizzontale (il «Luogo di Dio») e la verticale (le emanazioni), o nella croce X è al centro tra il mondo superiore e il nostro.
2) Cfr. soprattutto Lc. XXI 34

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2016/05/14/un-altro-mondo-another-world-2014/

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2016/05/01/un-unica-forza-che-unisce-infiniti-mondi/

Giuliana Conforto, astrofisica prima, docente di meccanica classica e quantistica poi, Giuliana Conforto snida i trucchi e gli inganni che stregano le menti umane, ritrovando così la sua natura di donna amante della verità. Con emozione, impegno rigoroso e mente scerna, penetra le pieghe nascoste che animano il mondo e il suo scrigno segreto: la materia nucleare.
Spaziando su varie discipline contribuisce a una nuova cultura, fondata sul vero centro dell’universo, l’essere umano, pronto a un risveglio straordinario, secondo lei, purché smetta di fare il credente in idoli falsi, la pecora di uno dei tanti greggi in voga.
Per favorire il risveglio, propone la Fisica Organica, non una teoria, ma un uso pratico della Forza, il Messaggio universale che consente la cognizione diretta, integra le funzioni del cervello e consente di compiere le scoperte simili a quelle descritte nei suoi libri. Già espressa dai grandi saggi della storia, Socrate, Pitagora, Giordano Bruno, ecc. e aggiornata con le recenti scoperte, la Fisica Organica comprende emozioni e logica, si dissocia in modo netto dalla “spiritualità” che crede in teorie e/o teologie oppure a “entità”.
Ha viaggiato molto, fuori e dentro di sé, riconosciuto la vera Luce, la Vita che anima il tutto e anche la Sua fonte, il vero Sole. Penetrando le pieghe della natura, ha ritrovato l’eco di memorie antiche e progetti futuri, riconosciuto trame iperdimensionali di cui ognuno può divenire interprete e protagonista e svelato il grande inganno, il campo elettromagnetico. Vuole contribuire al risveglio, alla fine di un sistema politico iniquo e all’inizio di una nuova era, capace di coniugare la libertà individuale con l’armonia collettiva.

ll Sole vero di Giuliana Conforto

http://ragazzaindaco.blogspot.it/2013/10/il-sole-vero-di-giuliana-conforto.html 
Un unica forza, l’Amore,unisce infiniti mondi 
e li rende vivi
Giordano Bruno

“È l’unica Forza che anima e unisce infiniti mondi intelligenti” scriveva Giordano Bruno annunciando il secolo in cui sarebbe stata scoperta.
La Forza è stata in effetti rivelata al CERN negli anni ’80 e chiamata “Elettrodebole”.

È l’unica Forza, infatti, che opera su tre generi di materia e tre generi di antimateria e sulle loro tante, possibili combinazioni.  Quella che chiamiamo “normale” è l’universo osservato, mentre tutte quelle che chiamiamo “oscure” sono universi invisibili, ma reali, oggi calcolati dalle menti scientifiche e da sempre sognati e sentiti dai semplici, dai saggi e dai poeti. Possono essere tutti intelligenti, a velocità troppo elevate perché possano essere osservati dai nostri strumenti scientifici e riconosciuti dalle menti umane, ancorate da millenni a un falso credo: il tempo lineare, unico e immutabile.

La Forza Elettrodebole è ultracelere, ma “discende dalle stelle alle stalle” come dice la canzone, dalle Sue altissime frequenze originarie a quelle basse osservate; può avere effetti cruciali quali la riproduzione di tutti i corpi viventi, sulla rigenerazione delle cellule del nostro corpo e sulla quotidiana secrezione ormonale che ritma gli umori della nostra psiche.

Questa Forza è una e trina, cioè portata da tre tipi di massicci e copiosissimi messaggeri. La fisica li ha chiamati W-, Z, W+. Due hanno carica elettrica, positiva e negativa, e il terzo tipo è fatto di messaggeri neutri Z che possono operare sugli spin nucleari del corpo umano e… guarirlo all’istante. Un miracolo? No, un evento naturale che tutti possiamo compiere, se usiamo il lato luminoso della Forza che penetra e anima tutte le nostre cellule e non ci limitiamo a usare il lato oscuro al quale è inchiodata la nostra vista. Non è fantascienza.

Il lato luminoso della Forza è il campo nucleare debole, portato dai Suoi stessi messaggeri e, in particolare da quelli neutri Z, simili a un FUOCO che non brucia, FUOCO che il nostro corpo può sentire come eros, emozioni, coscienza.

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2016/04/28/l-ritorno-delletere-e-dellarmonia/

 

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2016/04/28/illusioni-copernicane-giuliana-conforto/

 

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2016/04/23/le-varie-specie-della-materia-uninteressante-scoperta-scientifica/

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2016/04/07/luomo-e-un-essere-vivente-man-is-a-living-creature/

 

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/11/28/la-spiritualita-degli-indiani-damerica/

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/10/27/lamore-che-e-dentro-di-noi-universalmente-salvera-il-mondo-rolando-toro/

 

Joyeux Noel: una verità dimenticata dalla storia
Visto su http://www.losai.eu – Maurizio Blondet, Effedieffe

 

Nei giorni attorno a Natale del 1914 nelle trincee del fronte occidentale (Francia e Belgio) avvenne qualcosa di magico e unico…
Venne fatta una tregua. Una tregua non ordinata dai comandi, ma dai soldati semplici. Dagli stessi che un secondo prima si sparavano e ammazzavano a vicenda e un attimo dopo uscirono allo scoperto, si abbracciarono, fumarono, cantarono e giocarono a pallone insieme!
L’episodio (realmente accaduto) preoccupò così tanto gli Stati Maggiori che venne cancellata immediatamente dalla storia e dalla memoria.
Su questa meravigliosa storia – per così dire “dimenticata” – il regista Christian Carion ha girato il memorabile film dal titolo “Joyeux Noel: una verità dimenticata dalla storia

Ecco la lettera scritta da un soldato inglese alla sorella.

Janet, sorella cara,

sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale.

In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l’avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso con i soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia!

Come ti ho già scritto, negli ultimi giorni ci sono stati pochi combattimenti gravi. Le prime battaglie hanno fatto tanti morti, che entrambe le parti si sono trincerate, in attesa dei rincalzi. Sicché per lo più siamo rimasti nelle trincee ad aspettare.

Ma che attesa tremenda! Ci aspettiamo ogni momento che un obice d’artiglieria ci cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare la testa fuori dalla terra, per paura del cecchino.

E poi la pioggia: cade quasi ogni giorno. Naturalmente si raccoglie proprio nelle trincee, da cui dobbiamo aggottarla con pentole e padelle. E con la pioggia è venuto il fango, profondo un piede e più. S’appiccica e sporca tutto, e ci risucchia gli scarponi. Una recluta ha avuto i piedi bloccati nel fango, e poi anche le mani quando ha cercato di liberarsi…»

 

«Con tutto questo, non potevamo fare a meno di provare curiosità per i soldati tedeschi di fronte noi. Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro sciaguattano nello stesso fango.

E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi. Tra noi c’è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci.

Ovviamente li odiamo quando uccidono i nostri compagni. Ma altre volte scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E ora risulta che loro hanno gli stessi sentimenti.

Ieri mattina, la vigilia, abbiamo avuto la nostra prima gelata. Benché infreddoliti l’abbiamo salutata con gioia, perché almeno ha indurito il fango. Tutto era imbiancato dal gelo, mentre c’era un bel sole: clima perfetto per Natale.

Durante la giornata ci sono stati scambi di fucileria. Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo. Ci avevano detto che i tedeschi potevano attaccarci e coglierci di sorpresa.

Io sono andato al mio buco per riposare, e avvolto nel cappotto mi devo essere addormentato.

Di colpo un camerata mi scuote e mi grida: ?Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi! Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia».

 

«Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d’occhio.

Che cos’è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: ‘alberi di Natale!’.

Era vero. I tedeschi avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e lumini. E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una canzone: ‘ stille nacht, heilige nacht…’.

Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l’ha tradotto: ‘notte silente, notte santa’. Non ho mai sentito un canto più bello e più significativo in quella notte chiara e silenziosa.

Quando il canto è finito, gli uomini nella nostra trincea hanno applaudito. Sì, soldati inglesi che applaudivano i tedeschi! Poi uno di noi ha cominciato a cantare, e ci siamo tutti uniti a lui: ‘the first nowell (1) the angel did say…’.

Per la verità non eravamo bravi a cantare come i tedeschi, con le loro belle armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti, e poi ne hanno attaccato un’altra: ‘o tannenbaum, o tannenbaum…’.

A cui noi abbiamo risposto: ‘o come all ye faithful…’. (2)

E questa volta si sono uniti al nostro coro, cantando la stessa canzone, ma in latino: ‘adeste fideles…’».

 

«Inglesi e tedeschi che s’intonano in coro attraverso la terra di nessuno!

Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo è stato di più.

‘Inglesi, uscite fuori!’, li abbiamo sentiti gridare, ‘voi non spara, noi non spara!’.

Nelle trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per scherzo: ‘venite fuori voi!’.

Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto. Uno di loro ha detto: ‘Manda ufficiale per parlamentare’.

Ho visto uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri l’hanno fatto – ma il capitano ha gridato ‘non sparate!’. Poi s’è arrampicato fuori dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezza strada. Li abbiamo sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano è tornato, con un sigaro tedesco in bocca!

Ci siamo accordati ‘niente fuoco fino a mezzanotte di domani’, ha annunciato. ‘Ma tutte le sentinelle restino ai loro posti, e tutti gli altri stiano sul chi vive’.

Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle trincee e venivano verso di noi. Alcuni di noi sono usciti anch’essi e in pochi minuti eravamo nella terra di nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di ammazzate poche ore prima».

 

«Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano l’inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai.

‘Molti di noi hanno lavorato in Inghilterra’, ha risposto. ‘Prima di questo sono stato cameriere all’Hotel Cecil. Forse ho servito alla tua tavola!’ ‘Forse!’, ho risposto ridendo.

Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la guerra ha interrotto il loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: ‘non ti preoccupare, prima di Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla’.

Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una cartolina alla ragazza, ed io ho promesso.

Un altro tedesco è stato portabagagli alla Victoria Station. Mi ha fatto vedere le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Sua sorella maggiore non è niente male, io gli ho detto che mi piacerebbe conoscerla. Lui raggiante mi ha detto che gli piacerebbe molto, e mi ha dato l’indirizzo.

Anche quelli che non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se n’è uscito con il tremendo elmetto col chiodo! Anch’io ho cambiato un coltello pieghevole con un cinturame di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando torno a casa.

Ci siamo scambiati anche dei giornali, e i tedeschi se la ridevano leggendo i nostri. Ci hanno dato per certo che la Francia è alle corde e la Russia quasi disfatta. Noi gli abbiamo ribattuto che non era vero, e loro. ‘Va bene, voi credete ai vostri giornali e noi ai nostri’».

 

«E’ chiaro che gli raccontano delle balle, ma dopo averli incontrati anch’io mi chiedo fino a che punto i nostri giornali dicano la verità. Questi non sono i ‘barbari selvaggi’ di cui abbiamo tanto letto. Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze e, sì, amor di patria. Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci a credere altrimenti?

Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno al falò, e abbiamo finito per intonare insieme – non ti dico una bugia – ‘Auld Lang Syne’. Poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l’indomani, e magari organizzare una partita di calcio.

Stavo tornando alla trincea quando un tedesco più anziano m’ha preso il braccio e ha detto: Dio mio, perché non possiamo fare la pace e tornare a casa?

Gli ho detto senza cattiveria: ‘chiedilo al tuo imperatore’.

Lui mi ha guardato come scrutandomi: ‘forse, amico. Ma dobbiamo chiederlo anche al nostro cuore’.

E insomma, sorella mia, c’è mai stata una vigilia di Natale come questa nella storia?

Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno a questo compito.

Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo. Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum?

Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?

Il tuo caro fratello Tom».

 

un grande esegeta e teologo..David Donnini   Leave a comment


 

david donnini

http://www.etanali.it/mar_morto/files/01.htm

David Donnini, laureato nel 1975, ha frequentato un corso presso la Michigan Technological University (USA) nel 1990. Lavora come insegnante presso un Istituto Professionale Statale. Dal 1982 è impegnato nello studio delle origini storiche del Cristianesimo, ed ha pubblicato alcuni lavori su questo argomento [vedi sotto]. Ha effettuato un viaggio fotografico in Palestina, dove ha ripreso alcuni importanti siti archeologici.
Qui ha approfondito i suoi contatti col professor Daniel Gershenson (Studi Classici, presso lo Humanities Center della Università di Tel Aviv) che concorda con la sua interpretazione e che lo aiuta nelle sue ricerche.

 

 

VANGELO COPTO DI TOMASO (estratto)
…..
16 – Gesù disse: Forse gli uomini pensano che io sia venuto a gettare la pace sul mondo, ignorando che io sono venuto a gettare divisioni, fuoco, spada, guerra. Cinque saranno in una casa: tre contro due e due contro tre, il padre contro il figlio e il figlio contro il padre, ed essi se ne staranno soli.

28 – Gesù disse: Stetti in mezzo al mondo, e mi manifestai loro in carne. Li trovai tutti ubriachi, tra essi non trovai alcuno assetato. E l’anima mia è tormentata per i figli degli uomini, perché in cuor loro sono ciechi e non capiscono: vennero nel mondo vuoti e cercano di uscire dal mondo vuoti. D’altronde, ora sono ubriachi. Allorché avranno digerito il loro vino, allora faranno penitenza.

31/32 – Gesù disse: Un profeta non è accetto nel suo paese. Un medico non guarisce quelli che lo conoscono. Una città costruita su di un alto monte e fortificata, non può cadere né essere nascosta.

58 – Gesù disse: Beato l’uomo che ha sofferto. Egli ha trovato la vita.

67 – Gesù disse: Colui che conosce tutto, ma non conosce sé stesso, ignora tutto.

101 – Gesù disse: Colui che non odia suo padre e sua madre come me, non è adatto ad essere mio discepolo. E colui che non ama suo Padre e sua Madre come me, non può divenire mio discepolo. Poiché mia madre… [mi ha dato la morte ?], ma la mia vera Madre mi diede la vita.

114 – Simon Pietro disse loro: Maria deve andar via da noi! Perché le femmine non sono degne della vita. Gesù rispose: Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché lei diventi uno spirito vivo uguale a noi maschi. Poiché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel regno dei cieli.

Si tratta di uno scritto gnostico che fu rinvenuto nel 1945 presso Nag Hammadi, in Egitto, da un contadino che scavava nel terreno. In quell’occasione fu scoperta una intera collezione di scritti gnostici, in lingua copta, che erano ormai dati per scomparsi da secoli. Questo testo, le cui origini possono essere fatte risalire al II secolo, è un complesso di 114 sentenze, introdotte generalmente dalla formula “Gesù disse”. I Vangeli gnostici non hanno l’impostazione biografico-narrativa tipica dei vangeli cosiddetti canonici. Quest’opera “…si rivela uno scritto esoterico contente parole che non devono essere svelate ai profani, la comprensione delle quali è apportatrice di vita. Ogni detto forma un’unità indipendente e solo raramente si osserva un piccolo raggruppamento di detti (o loghia) collegati ad un tema, da parole chiave o da riferimento dell’uno all’altro… i detti sono per lo più assai brevi e hanno la forma di prescrizioni, sentenze, aforismi; qualche volta si incontrano brevi conversazioni con i discepoli, con Simon Pietro, con Maria, con Matteo e Tomaso… Qualche detto è molto vicino a parole o parabole dei vangeli canonici…” (Luigi Moraldi, Apocrifi del Nuovo Testamento, UTET, 1975)]

 

http://www.etanali.it/mar_morto/files/premesse.htm

L’IMMAGINE DI CRISTO NEGLI SCRITTI DEGLI STORICI ROMANI

Se i romani si sono impeganti tanto, specialmente in alcuni periodi particolari, a perseguitare i cristiani, sarà certamente utile analizzare come li consideravano essi stessi e che cosa hanno scritto di loro, per mano di alcuni storici famosi. In pratica, purtroppo, ciò che è uscito dalla penna degli scrittori romani, relativamente a Gesù e ai suoi seguaci, può essere riassunto in poche stringatissime righe.
Così scrisse Svetonio (65-135), riferendosi ad un fatto che risale al 49:

“…egli [l’imperatore Claudio] scacciò da Roma i Giudei che, istigati da Cristo, erano continuamente in lotta…” (Claudius XXV, 4);
e ancora, con riferimento a fatti che risalgono al 64, cioè al periodo della repressione neroniana:
“…gente che presta fede ad una nuova e malefica superstizione…” (Nero, XVI).
Così scrisse Tacito (55-120), riferendosi anch’egli all’epoca neroniana:
“…furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova e malefica. Quel nome essi derivarono da Cristo, che sotto il regno di Tiberio fu mandato a morte dal procuratore Ponzio Pilato. Quella funesta superstizione, soffocata per breve tempo, riprendeva ora vigore diffondendosi non solo in Giudea, luogo d’origine di quel male, ma anche a Roma, dove da ogni parte confluiscono tutte le atrocità e le vergogne, trovandovi grande seguito…” (Annales XV, 44).
Così scrisse Plinio il Giovane nel 111:
“…erano soliti riunirsi alle prime luci dell’alba, ed innalzare un canto a Cristo, come se fosse un dio…” (Epistolae, 96).

 

 

“David..sei mio fratello..nel cammino della Conoscenza.La conoscenza vissuta dà Vita e ci conduce ad essere “nati da Dio”.Quello che insegni nella conferenza è profondo e teologico.Io sono come t..chiamato a conoscere ed a vivere la Gnosis. Quello che scrivo su internet ..è motivato da un unico intento: liberare i miei fratelli cristiani dalle Catene della religione..Religione cristiana che è al livello di “antico testamento”..peraltro..travisandolo.incapace di capire ciò che nella bibbia è Parola Storica..da ciò che è “insegnamento perenne”  (Misericordia io voglio..e non sacrificio).Sono convinto che anche Gesù sia una Parola storica..cioè detto in un contesto storico preciso ed in un contesto culturale,spirituale,ugualmente storico. Ma Dio è un Vivente..e quindi non può mai cessare di Parlare..però..oggi lo fà attraverso gli scienziati che scrutano l’Intelligenza del Dio Creatore..gli umanisti..gli psicologi etc; il motivo è presto spiegato..non può parlare con una Chiesa che è legata dalla sua stessa dottrina. La Dottrina cristiana è una “coercizione della mente” e la sua etica sessuale..è un peso “insopportabile” posto sulle spalle degli uomini.  Avevano la Perla più rara..e ne hanno fatto ..lo Zimbello dei popoli”  Andrea Sinicatti

Maria Maddalena…una donna straordinaria..   1 comment


 

Maddalena Natalia Carrus

Maddalena (opera in resina di Natalia Carrus  http://www.artslant.com/global/artists/show/329055-natalia-carrus?tab=ARTWORKS

 

 

 

Maria Maddalena,statua in resina (il volto è sfregiato. E’ una pratica ancora in uso nelle culture orientali.

In Africa ..nella zona sahariana..compreso l’Egitto..si pratica l’infibulazione..per costringere la donna a rimanere vergine ..per il matrimonio.

Qui troverete un’articolo sulla pratica dell’infibulazione   https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/06/30/excition-infibulazione-una-pratica-arcaica-ancora-in-uso/

Jpeg

Maria Masddalena 4

 

Non c’è alcun indizio sul fatto che Maria Maddalena fosse una prostituta. Nei Vangeli non c’è alcun collegamento fra Maria Maddalena e il fatto che fosse una prostituta. L’abbinamento è nato per deduzioni ed interpretazioni postume un po’ azzardate. Innanzitutto vediamo quali informazioni abbiamo sul passato di Maria Maddalena. Si dice che Gesù attraversava la Galilea per annunciare il Vangelo, accompagnato dai Dodici e da «alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni» (Lc 8, 1-3 e Mc 16,9).

Anche l’evangelista Matteo conferma che la Maddalena faceva parte delle «molte donne» che «avevano seguito Gesù dalla Galilea» e «lo servivano» (Mt 27,55 e Mc 15,40). Si può pensare che fosse vedova anche perché a differenza della maggior parte delle altre donne del Nuovo Testamento, non viene mai definita per il tramite di un uomo («figlia / sorella / moglie / madre di …»). In ogni caso si deve pensare che fosse una donna libera… Ma questo è il primo importante punto di partenza nella nostra indagine, il primo importante indizio…

Dunque, era una donna libera… e non era una donna vecchia! A quei tempi si era Madri e vecchie, già dai 30 ai 40 anni. Maria di Magdala, era libera, forse vedeva, non madre e forse non vecchia… Non solo, ma era anche indipendente finanziariamente… Ricca? Forse, sicuramente autosufficiente. E questo è un altro motivo che ha portato a pensare al fatto che fosse una prostituta. Questo assunto si rivelerà un grossolano errore… Sembra anche che abbia contribuito a sostenere economicamente («con quello che possedeva») Gesù e i suoi discepoli, molti sostengono in segno di gratitudine per la guarigione ricevuta, altri invece ritengono che fosse attratta dall’eccezionalità dell’Uomo Gesù e per questo motivo, avesse deciso di mettere a sua disposizione tutte le risorse in suo possesso, per consentirgli di portare avanti la sua missione.
Ma chi era Maria Maddalena? Sappiamo che era originaria di Migdal (o meglio Migdal Nunaya, “torre dei pescatori”), come si chiama oggi questa cittadina situata sulle sponde del Lago di Tiberiade. La località acquisì al tempo di Gesù grande fama con il suo nome greco, Taricheai, per la sua specialità gastronomica: il pesce in salamoia. Perfino Strabone, nella sua “Geografia” terminata attorno al 18 d.C., richiama l’attenzione sul successo della pietanza tipica di Migdal. La cittadina divenne presto il centro di una fiorente industria della lavorazione del pesce e i suoi abitanti si arricchirono velocemente (scoperte archeologiche hanno portato alla luce grandiosi palazzi dell’epoca di Gesù, con bagni e mosaici magnifici). Il collegamento tra la stabilità finanziaria di Maria Maddalena e la ricchezza della città da cui proveniva (potrebbe facilmente aver ereditato una delle fiorenti attività della lavorazione del pesce in salamoia da qualche familiare o dal marito) sembra essere molto più storicamente realistico rispetto all’ipotesi che essa dovesse essere per forza una prostituta.


Gesù era celibe come lo erano gli esseni, si sostiene da parte della Chiesa ufficiale.

Ma c’è un problema: Gesù non era un esseno, ma un rabbino.

Gesù era ebreo e il costume dell’epoca imponeva virtualmente a un ebreo di essere sposato. Secondo i costumi ebraici, il celibato era condannato e ogni padre aveva l’obbligo di trovare per il figlio una moglie adatta. Ecco giustificata la teoria del matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena. Si collega anche come “prova” il fatto che i seguaci di Gesù (compresa la Maddalena) lo chiamavano rabbi («maestro») e oggi i rabbini sono sposati. Ma tutti sanno che l’ebraismo contemporaneo deriva solo da uno solo dei tre movimenti religiosi presenti all’epoca di Gesù: quello dei farisei. Accanto ad essi c’erano i sadducei (i principali oppositori di Gesù) e gli esseni (tradizionalisti). Questi ultimi erano un movimento religioso molto consistente che viveva nel celibato (Giovanni Battista era un esseno e fece del celibato una regola di vita) e nessuno «imponeva» loro di sposarsi. Il movimento degli esseni era celibatario (i primi monaci cristiani e il celibato del sacerdozio cristiano hanno qui la loro origine), come confermato anche da Giuseppe Flavio e Plinio. Negli Atti degli Apostoli si parla anche di «uomini pii» e di «sacerdoti» che si uniscono alla prima comunità cristiana. Non potevano essere certo né i sacerdoti del Tempio, i sadducei, che continuarono a perseguitare i primi cristiani né i farisei, i quali non avevano sacerdoti. Erano infatti sacerdoti esseni, celibi.Il secondo motivo si basa su un’interpretazione errata di papa Gregorio Magno, nel 591 d.C. Egli ritenne (in un suo sermone contenuto nelle “Omelie sui Vangeli”, 2,33,1) che Maria Maddalena fosse quella donna peccatrice, che Giovanni chiama “Maria” (Gv 12,1-8), la quale unse con l’unguento Gesù, mentre egli era a Betània a casa di Simone (Mc 14, 3-9, Lc 7, 36-50 e Mt 26, 6-13). Il fatto che anche questa donna, peccatrice, si chiamasse “Maria” non può però significare molto. Dalla statistica sulle iscrizioni degli ossari di Gerusalemme, sappiamo infatti che il nome “Maria” all’epoca era il più diffuso fra le donne. Nei Vangeli ne incontriamo addirittura quattro (o forse cinque*): Maria, la madre di Gesù; sua cognata Maria; Maria, sorella di Lazzaro e Marta; e appunto Maria Maddalena. La peccatrice “Maria” viveva a Bètania, mentre Maria Maddalena era originaria di Magdala, in Galilea e accompagnava spesso Gesù assieme agli apostoli. Non c’è alcun collegamento e le Chiese orientali l’hanno sempre saputo: ricordano infatti Maria di Betània, la peccatrice (prostituta) perdonata, il 4 giugno e Maria Maddalena il 22 luglio. La Chiesa cattolica solo nel 1969, dopo il Concilio vaticano II, riconobbe ufficialmente l’errore di identificazione delle due donne. Ma perché la Chiesa cattolica ha atteso DUE MILLENNI, per chiarire che Mirjam di Magdala, non era affatto una prostituta? Interrogativo ancor più angosciante se si pensa al fatto che Chiese orientali, da sempre, avessero ben chiara l’idea che non fosse affatto una prostituta…

Il celebre studio del massimo esperto mondiale del giudaismo antico, Gèza Vemes, “Gesù, l’ebreo” (1983), direttore di Studi ebraici e del Forum per gli studi su Qumran all’Università di Oxford è molto chiaro: la scelta del celibato da parte di Gesù ha ragioni storiche ben precise. La missione profetica nel giudaesimo del I secolo includeva infatti la castità. Il celibato era una condizione ben nota all’ebraismo antico ed era chiamato «nazireato». I nazirei erano riconsocibili dal fatto che non si tagliavano i capelli e la barba (si pensi all’immagine di Gesù restituita dalla Sindone di Torino).

Nei Vangeli canonici Gesù stesso parla del celibato. Nel Vangelo di Matteo, è Gesù stesso che si riferisce al celibato: «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt, 19,12). Come poteva l’evangelista riportare con coerenza queste frasi se Gesù per primo non si fosse legato a casa, moglie e figli? Egli non aveva una casa, una donna, dei figli, viveva a turno dagli amici, dagli apostoli o nelle grotte: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20). Potrebbe parlare così un marito fedele o un padre di famiglia? Anche le parole di Paolo confermano il celibato di Cristo. Sentendosi svantaggiato perché al contrario di Pietro non era sposato, chiede: «Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?» (1Cor 9,5). Se Gesù avesse avuto una compagna, Paolo non avrebbe evitato di citare il suo nome.

Il Vangelo di Pietro menziona Maria Maddalena solo come testimone della resurrezione di Gesù: “La mattina della domenica, Maria di Magdala, discepola del Signore, spaventata a causa degli ebrei, che erano pieni d’ira, non aveva fatto nel sepolcro del Signore quello che normalmente le donne facevano per la morte dei propri cari, prese con sé le sue amiche e andò al sepolcro in cui era stato deposto”.

In almeno due dei testi gnostici copti ritrovati a Nag Hammadi, il Vangelo di Tommaso ed il Vangelo di Filippo, Maria Maddalena appare menzionata come discepola vicina a Gesù, in relazione tanto stretta quanto gli Apostoli. Nel Vangelo di Tommaso ci sono due menzioni di Mariham (log 21 e 114) che, secondo gli studiosi, fanno riferimento a Maria Maddalena. La seconda menzione fa parte di un passaggio enigmatico che è stato oggetto di molteplici interpretazioni: “Simon Pietro disse loro: “Che si allontani Mariham da noi! Poiché le donne non sono degne della vita”. Disse Gesù: “Guarda, io mi incaricherò di renderla maschio, in modo che anch’ella si trasformi in uno spirito vivente, identico a voi uomini: perché ogni donna che diventerà maschio, entrerà nel regno del cielo.”

 

gesù maria maddalena 1

Nel vangelo gnostico di Filippo è considerata la compagna (κοινωνος) di Gesù e si dice che Gesù baciava Maria Maddalena. Da questo particolare, alcuni racconti moderni ad esso ispirati sottolineano l’intimità fra Gesù e Maria Maddalena. Secondo le scuole gnostiche il bacio rituale non aveva un significato erotico, ma era espressione della comunione, della fratellanza e della certezza della redenzione degli eletti. Nel Vangelo di Filippo (versetto 55) leggiamo: «La compagna di Cristo è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte sulla bocca. Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: “Perché ami lei più di tutte noi?”. Il Salvatore rispose a loro: “Come mai io non amo voi come lei?”». «Ogni esperto di aramaico sa che la parola “compagna”, all’epoca, significava letteralmente “moglie”».

Tre (erano quelle che) camminavano continuamente col Signore: sua madre Maria, la sorella di questa e Maddalena che si designa come la sua compagna [κοινωνος]. Maria è, in effetti, sua sorella, sua madre e la sua compagna. Questo è chiaro anche in un altro testo non meno rilevante qual è la Pistis Sophia, dove si rispecchia l’importanza di Maria Maddalena all’interno del gruppo degli Apostoli. La Pistis Sophia si attribuisce a Valentino, eminente e coraggioso cercatore della Verità, il quale ebbe il coraggio di ribellarsi contro i dogmi pontifici della Chiesa Cattolica che incominciava già a quei tempi (secolo I e II della nostra era) a fabbricare la sua ortodossia ecclesiastica col fine di lasciare fuorigioco gli autentici cristiani primitivi che abbracciavano la Gnosi che era stata loro offerta da Gesù. Molti teologi non dubitano nell’affermare che “Durante la seconda metà del secolo II ed il principio del III, la dottrina di Valentino era la più poderosa e seria di quelle dissidenti della Chiesa, la sua letteratura superando in volume quella della stessa Chiesa”.

Infine, un altro importante riferimento al personaggio si trova nel Vangelo di Maria Maddalena, testo del quale si conservano solo due frammenti greci del secolo III, ed un altro più esteso, in copto, del secolo V. Nel testo, tre Apostoli discutono circa la testimonianza di Maria Maddalena su Gesù. Andrea e Pietro diffidano della sua attestazione, ed è Levi (l’Apostolo Matteo) a difendere Maria.

Eppure, nei frammenti del testo apocrifo ritrovati fra i Codici di Nag Hammâdi si legge che «la compagna del Salvatore è Maria Maddalena, Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e solea spesso darle dei baci». La frase sarebbe comunque una ricostruzione perché nel manoscritto ci sarebbero in realtà degli spazi vuoti, evidenziati di seguito con delle parentesi: La compagna del ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ).

La parola usata per “compagna” nel testo copto del vangelo di Filippo è inoltre un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa “sposa” o “amante”, bensì “compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza. Ma in quello stesso vangelo, che secondo gli studiosi non risale a prima della seconda metà del II secolo, il bacio è un segno rituale comune anche agli altri personaggi. Secondo gli gnostici inoltre Gesù e Maria Madalena erano le incarnazioni umane degli eoni Cristo e Sophia. Il passo non va dunque inteso come una prova storica del matrimonio tra Gesù e la Maddalena, ma secondo le affermazioni gnostiche sull’incoronamento sulla terra del legame celeste degli eoni, dunque come allegoria.

gesù maria maddalena

Maria Maddalena è comunque rappresentata nei Vangeli canonici come un personaggio importante: la sua presenza alla Crocifissione e nella successiva visita alla tomba hanno fatto ipotizzare tanti ruoli: che fosse la vedova di un suo seguace molto importante; che fosse una pia donna benestante affascinata dal messaggio di questo incredibile uomo; che fosse una donna molto vicina alla madre, tant’è che si era assunta il compito di occuparsene insieme alla madre Maria… non vi è certezza, su questa figura, ed è forse questo il motivo per il quale la Chiesa, dopo l’ “errore” di papa Urbano, ha ha preferito una certa qualificazione, sebbene erronea, che sgombrasse ogni dubbio su qualsiasi altra qualificazione… E forse questa, la prova induttiva che ci viene dalla Chiesa stessa che la Maddalena, fosse effettivamente la Compagna di Gesù, nel senso pieno del termine che gli davano gli ebrei di allora. In altri termini, che fosse effettivamente la sua compagna di vita terrena!

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La Maddalena cancellata... (da COSTANTINO)  

Con l'avvento della nuova era.. definita dal teologo medievale
Gioacchino Da fiore "ERA DELLA MADRE O DEL GIGLIO ,dove ipotizzava non
senza a mio parere l'illuminazione del suo "Didimo" interiore, torna
prepotentemente in auge la figura misteriosa e iniziatica di "MARIA DI
 MAGDALA. Molti i ricercatori si sono occupati di questa figura
controversa e leggendaria, con diverse tesi cattedratiche e non.... ma
tutte.. dico tutte.. quelle che si snodano nella versione non ufficiale
della Chiesa di Roma hanno una cosa in comune: Maria Maddalena era la
sposa di Gesů. 
http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia_cremonaduomocena.html









Gesů aveva diversi fratelli e il piů importante era Giacomo, sacerdote e piů grande di Gesů. Anche Gesů sarebbe diventato un sacerdote e secondo le diverse interpretazioni i vangeli sarebbero stati scritti per parabole.. 
cosi' come per parabole parlava Gesů nelle sue predicazioni. 
Maria Maddalena è in alcuni casi considerata una sacerdotessa egiziana (Isis), 
in altri casi una sacerdotessa di Magdala e comunque di pari dignità rispetto allo stesso Gesů. 
Tra storia nascosta e tramandata fino ai Catari (manichei e promulgatori
del doppio dio che non crea dal nulla ma separa)  ai giorni nostri e
le leggende la verità su Maria Maddalena è particolarmente
controversa. Non ultima anche la descrizione di Leonardo da Vinci
dell’Ultima Cena dove sono evidenti le presenza non di una ma di ben
due donne. La storia tramandata fino ai Catari  vuole che Maria
Maddalena sbarcò sulle coste della Camargue e morì in Francia all'’età di sessant’anni. 
La tradizione le attribuisce tre figli, Tamar, una bambina e la piů grande, Giosa e Giuseppe il Rama Theo. 
Secondo alcuni studi Maria Maddalena era incinta di tre mesi 
al momento della crocifissione di Gesů. 
Lei e Gesů avevano consolidato il loro Matrimonio con l'unzione di Betania nel marzo del 33 d.C, 
di conseguenza Gesů secondo alcune tesi che condivido.. nei quali si fa'
una revisione a mio parere convincente dei calendari... 
aveva 40 anni..vista la sua nascita nel -7 a.c. . 
L'erede maschio di una successione patrimoniale doveva idealmente avere il suo primo figlio..
il giorno del suo quarantesimo compleanno o giů di lì. 
La nascita di un figlio ed erede dinastico, secondo le usanze ebraiche, avrebbe dovuto essere
pianificata in maniera da avvenire in settembre: il mese piů santo del calendario ebraico. 
Per quella ragione i rapporti sessuali erano consentiti solo nel mese di dicembre. 
In teoria un matrimonio" dinastico"sarebbe stato quindi programmato per il settembre 
in cui lo sposo compiva 39 anni e l'attività sessuale.. 
sarebbe iniziata nel dicembre immediatamente successivo. 
In pratica c'era sempre la possibilità che il primo nato fosse una femmina 
e proprio in vista di questa eventualità la cerimonia del Primo Matrimonio.. 
veniva anticipata al settembre in cui lo sposo compiva 36 anni. 
Il primo figlio poteva quindi nascere nel settembre del suo trentasettesimo compleanno. 
Se la sposa non rimaneva incinta in quel primo dicembre, la coppia avrebbe
tentato di nuovo un anno dopo e così via. 
La nascita di un figlio maschio durante il quarantesimo anno del marito rientrava ampiamente
nello standard generazionale. 
Una volta nato un figlio, non erano consentiti altri rapporti sessuali fra i genitori per sei anni.. 
Il Secondo Matrimonio veniva celebrato solamente nel marzo successivo al
concepimento, quando la sposa era incinta di tre mesi. 
Secondo questi usi il Primo Matrimonio di Gesů ebbe luogo nel settembre del 30 d.C.
Tuttavia non vi fu concepimento in quel dicembre né in quello
dell'anno successivo. 
Ma nel dicembre del 32 d.C Maria Maddalena
rimase incinta e unse debitamente la testa e i piedi di Gesů a Betania
 santificando così.. formalmente il loro Secondo Matrimonio nel marzo del 33 d.C. 
Gesů naturalmente era nato dunque il primo marzo del 7 a.C, ma..per regolarizzare il suo stato.. 
il suo compleanno ufficiale era stato fissato il 15 settembre in linea con i requisiti messianici.
Soltanto nel 314 d.C l'imperatore romano Costantino il Grande spostò
arbitrariamente la data del compleanno di Gesů al 25 dicembre, 
data in cui viene ancora celebrato oggi e che molti ritengono il suo effettivo giorno di nascita. 
Costantino fece questo cambiamento per un duplice
motivo. In primo luogo svincolava la celebrazione cristiana da qualsiasi legame ebraico: 
indicando cosě che Gesů era egli stesso un cristiano e non un ebreo. 
In secondo luogo l'imperatore fece in modo che il compleanno ufficiale di Gesů coincidesse con.. 
e sostituisse la contemporanea Festa del Sole pagana. 
Tuttavia al tempo di Gesů il 15 settembre del 33 d.C (sei mesi dopo la crocifissione) 
ricorreva il suo trentanovesimo compleanno ufficiale e in quel mese Maria diede alla
luce una bambina che venne chiamata Tamar: Palma, un nome tradizionale della stirpe davidica. 
Nella chiesa russa di Santa Maria Maddalena a Gerusalemme c'è un magnifico ritratto di Maddalena, 
che è raffigurata nell'atto di mostrare un uovo rosso a chi guarda. 
Questo č il massimo simbolo della fertilità e di una nuova nascita. 
Nel frattempo Gesů e Maria ripresero la loro vita coniugale nel dicembre del 43 d.C, 
sei anni dopo la nascita del loro figlio maschio. Questo figlio venne
chiamato Giuseppe (detto il Rama-Theo), e fu l'importantissimo
prosecutore della dinastia, che attraverso di lui continuò in Giosué.
Secondo le fonti catare al suo arrivo in Francia Maria Maddalena stava
aspettando il terzo figlio, Giuseppe (detto il Rama-Theo), che in
teoria farà proseguire la dinastia, ma di questo non vi e' nulla di certo. 
Attraverso l'interpretazione filologica delle fonti testamentarie.. 
possiamo invece definire una vita di Gesů diversa da quella proposta dalla Chiesa Romana. 
Il problema che ci si pone, prima di cercare suggestive ipotesi dinastiche, è comprenderne il motivo. 
La  diffusione dei Vangeli, così come li conosciamo, 
avvenne dopo la legittimazione del Cristianesimo in Occidente, nel 313 d.C, 
con l'Editto di Milano. 
Il Primo Vescovo, nominato da Costantino nel 314
fu Silvestro, che fu incoronato durante una ricca cerimonia. In questo
modo i cristiani avrebbero potuto sopravvivere ma in realtà Silvestro
aveva accettato che il Cristianesimo rappresentasse le tradizioni
pagane del culto del sole insieme ad altri insegnamenti di origine
siriana e persiana che erano presenti nella Roma imperiale. La nuova
Chiesa Romana fu così costruita per soddisfare tutte le voci influenti. 
Ma all'interno del Cristianesimo non vi era una univocità':
c'erano gli gnostici, che insistevano che la materia era corrotta, i
manicheisti, che insegnavano che il materialismo era una malvagia
invasione dello spirito sacro, i seguaci della tradizione nazarena, i
quali sostenevano la causa originaria di Gesů piuttosto che gli
insegnamenti di Paolo . I nazarei, cristiani giudaici, controllavano
molte chiese del Medio Oriente. Inoltre erano guidati dai famosi
discendenti in linea di sangue dalla famiglia di Gesů, i Desposyni
(eredi del Signore). Nel 318 d.C una delegazione di Desposyni sbarcň a
Ostia(pare) e da lì proseguì fino a Roma, dove, nel Palazzo
Lateranense appena costruito, gli uomini furono ricevuti in udienza
dal vescovo Silvestro. 
I Desposyni affermarono con forza che la Chiesa
doveva legittimamente avere il proprio centro a Gerusalemme e non a
Roma, sostennero che il Vescovo di Gerusalemme doveva essere un vero
Desposynos ereditario. Le loro richieste caddero nel vuoto.   
Nel trattato copto "Pistis Sophia" Pietro protesta contro la predicazione
di Maria Maddalena e chiede a Gesů di farla tacere, di impedire di
minare la sua autorita'!!!!. Gesů invece rimprovera Pietro e... 
Maria piů tardi confessa: "Pietro mi fa esitare. Ho paura di lui perché odia la
razza femminile". 
Al che Gesů replica: "Chiunque sia ispirato dallo Spirito, deve parlare per decreto divino, sia esso uomo o donna".
Opponendosi alla presenza di Maria fra i discepoli, Simon Pietro nel
Vangelo apocrifo di Tommaso disse loro: "Che Maria se ne vada, giacché
le donne non sono degne di vivere". Nel Vangelo apocrifo di Filippo,
Maria Maddalena č considerata il simbolo della saggezza divina. Tutti
questi testi vennero tuttavia censurati ed eliminati dai cosidetti
Dottori della chiesa di Roma perché minavano il predominio del
sacerdozio solo maschile. Invece fu dato grande risalto
all'insegnamento di Paolo nel Nuovo Testamento: "La donna impari con
silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna
d'insegnare, né d'usare autorità sopra il marito, ma ordino che stia
in silenzio". Le donne dovevano quindi essere escluse a tutti i costi.
Altrimenti continuando così la presenza della Maddalena avrebbe finito
col prevalere: come moglie di Gesů, non soltanto era la regina
messianica, ma anche la madre dei veri eredi. Per secoli dopo la sua
morte, il retaggio di Maria rimase la piů grave minaccia per la Chiesa
che aveva deciso in favore della successione apostolica attraverso i
Pontefici rispetto alla discendenza messianica attraverso la genia del
"FIGLIO DELL'UOMO "  

Papa Benedetto XVI ed il Vangelo di Tommaso   Leave a comment


di Filippo Goti

Papa: Vangeli apocrifi importanti per studio cristianesimo 27 settembre 2006 alle 11:32 –

Fonte: repubblica.it

“Gli Atti e il Vangelo di Tommaso sono ambedue apocrifi ma comunque importanti per lo studio delle origini cristiane”.

benedetto XVI

Benedetto XVI lo ha detto ai fedeli nel corso dell’Udienza Generale di oggi. In ogni epoca la figura di Gesù ha ispirato anche ricostruzioni fantastiche della sua vita, alcune delle quali, come quelle citate oggi dal Papa, contengono elementi di interesse storico. Secondo un’antica tradizione, ha ricordato ancora il Pontefice, “Tommaso evangelizzò prima la Siria e la Persia e poi si spinse fino all’India occidentale, da dove poi il cristianesimo raggiunse anche l’India meridionale”. Una sottolineatura delle “prospettiva missionaria” della Chiesa dalla quale Papa Ratzinger ha tratto “l’auspicio che l’esempio di Tommaso corrobori sempre più la nostra fede in Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio”.

Ha suscitato un vivo interesse l’apprezzamento da parte di Benedetto XVI, verso il Vangelo di Tommaso, uno scritto considerato apocrifo ( non di ispirazione sacra ), e quindi non inserito nel canone della Chiesa Cattolica Romana. Vivo interesse perchè tale pubblica dichiarazione inverte completamente il giudizio negativo che per secoli è stato riservato agli apocrifi da parte della Chiesa, indicati come mistificanti e fuorvianti per il cristiano. Seppur è vero che Benedetto XVI si è limitato a due, dei molti, testi apocrifi, è altrettanto vero che è un’apertura che implicitamente ammette l’esistenza di una fervente e varia cristianità delle origini, che non necessariamente si esprimeva in un’unica voce. Se a ciò aggiungiamo come Papa Benedetto XVI è oltre al Padre della Chiesa Cattolica, anche un dottore della chiesa, allora l’apertura non investe solamente un interesse storico o emotivo, ma può avere, nel medio e lungo periodo, interessanti risvolti sotto il profilo teologico. Sicuramente la breve dichiarazione è incentrata attorno all’aspetto missionario, apostolico, evangelizzatore di Tommaso in terra di oriente, ma non di meno investe anche l’opera apocrifa ad esso attribuita. Un’opera che è molto più prossima al Vangelo di Giovanni, come intensità poetica e mistica, rispetto che a Marco, Luca e Matteo, come del resto Tommaso e Giovanni furono accomunati per il loro percorso di evangelizzazione, non interamente inserito all’interno dei confini dell’Impero Romano.

L’impressione che uno gnostico può ricevere da tale “messaggio” non è solo quella di un’apertura da parte della Chiesa Cattolica, apertura nei confronti di se stessa, ma di una ricerca di elementi ed immagini, che sappiamo rinfocolare “l’ardore” della fede cristiana, forse troppo soffocata da riti, dogmi, e cerimonie frutto di un retaggio regolatore greco-romano, per assurdo quasi razionalistico, incapace di suscitare “emozione” e “pathos” nel cristiano moderno. Il quale risulta essere sempre più distratto dal mondo positivista, o attratto da esotici culti, o monolitiche religioni. Quindi un riposizionamento verso la parte più viva del pensiero cristiano, che fu capace di conquistare a se popoli e stati, con la stessa velocità con cui un fuoco si propaga d’estate nel sottobosco.

Un’apertura coraggiosa, o avventurosa, quella del Papa, visto come il Vangelo di Tommaso mal si integra, apparentemente, con la rigida ortodossia, o la struttura sacerdotale, propugnano una visione individuale, eroica, e non comunicabile, neppure dallo stesso Salvatore, della via da seguire per ritornare al Regno Celeste.

Il Vangelo di Didimo Thoma, o conosciuto dal grande pubblico come il Vangelo di Tommaso, è uno dei testi ritrovati nel 1945 nel deserto di Nag Hammadi (Egitto) . Il testo ritrovato è in lingua copta ed è attribuito al IV secolo d.c., ma gli studiosi ritengono che sia la copia di un originale del primo o del secondo secolo d.c. Quindi un testo frutto di uno scrittore che ha vissuto al tempo di Gesù Cristo, oppure negli anni immediatamente successivi, e che comunque ha goduto di fonti prossime ai fatti descritti nella sua opera.

La copia tradotta del Vangelo di Tommaso è composta da circa 110 Loghion, numero variabile a seconda degli esperti, e numerosi passi sono coincidenti con quelli dei canonici, facendo presagire un’unica e comune fonte. Il testo si apre con queste parole: “Questi sono i detti segreti pronunciati da Gesù, il Vivente, e scritti da Didimo Giuda Tomaso. ”

Ciò che emerge è quindi un insegnamento segreto che si contrappone, oppure integra, il messaggio universale del cristianesimo, o come quest’ultimo non sia altro che una versione essoterica del primo, ma anche come Didimo significhi fratello o gemello, in questo caso spirituale. Ciò quindi suggerisce come vi fossero dei cerchi più o meno prossimi al Maestro, come del resto è riscontrabile in ogni messaggio tradizionale che viene “trasmesso” da bocca ad orecchio.

Del resto il “vangelo” sposta la salvezza dal “fare” o “osservare” all’interpretazione mistica del messaggio, in questo modo pone il ricercatore oltre ogni ortodossia o ortoprassia, aprendo quindi ad una molteplicità di vie, quanto molteplici sono le espressioni dell’animo e dell’intelletto umano.

[1] Egli disse: “Colui che scopre l’interpretazione di queste parole non gusterà la morte”.

[3] Gesù disse: “Se coloro che vi guidano vi dicono: Ecco il Regno (di Dio) è in cielo! Allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono: E’ nel mare! Allora i pesci del mare vi precederanno. Il Regno è invece dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete, allora sarete conosciuti e saprete che voi siete i figli del Padre che vive. Ma se voi non vi conoscerete, allora dimorerete nella povertà, e sarete la povertà”.

Parole che ci giungono da un uomo vissuto circa 2.000 anni fa, e ridotto al silenzio negli ultimi 19 secoli, ma che sicuramente rappresentano oggi una delle possibili via di salvezza del pensiero cristiano.

Prima pubblicazione sulla rivista Abraxas numero 1, ( ABRAXAS numero 1 )

book gratuito di Giovanna Garbuio..Vita,istruzioni per l’uso (Ho-oponoponopo)   Leave a comment


Vita,istruzioni per l’uso

cerchiamo di ridere ..che ridere fà bene alla mente ed al corpo..

 

il cammino degli gnostici..l’uomo..l’iniziato..il dio   Leave a comment


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