Archivio per ottobre 2012

Marc Chagall, e i suoi meravigliosi dipinti   2 comments


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156 OPERE DI MARC CHAGALL (CLIC sull’immagine qui sotto)

 

 

 

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(L’ALBERO DELLA VITA)

Marc Cha­gall è cele­ber­rimo per i suoi dip­inti dai col­ori vivaci, con pre­dom­i­nanza del blu, per l’atmosfera fiabesca, gio­cosa o roman­tica delle sue creazioni. Ma nella Cap­pella dei Pen­i­tenti di Sar­rebourg, una pic­cola cit­tad­ina della Lorena (Fran­cia), sono alcune inaspet­tate vetrate real­iz­zate pro­prio da lui e capaci di incantare i vis­i­ta­tori. Il motivo di una di queste, alta ben 12 metri, è l’Albero della vita. Siamo soliti asso­ciare la cap­pella reli­giosa all’arte antica e la vetrata all’arte got­ica. Ven­gono in questo caso sfa­tate due “con­sue­tu­dini” e ci si ritrova all’interno di una cap­pella iso­lata risalente al XIII sec­olo, dec­o­rata da vetrate con­tem­po­ra­nee da un artista cele­bre per ben altre tipolo­gie di opere. La cap­pella è oggi non solo luogo di con­tem­plazione ma anche vero e pro­prio omag­gio a Cha­gall. E a pen­sarci bene non è così dif­fi­cile com­pren­dere come l’artista russo (nat­u­ral­iz­zato francese), autore di quadri forte­mente bidi­men­sion­ali e non di rado imper­niati di sim­bolismo reli­gioso, abbia trovato nella vetrata un sup­porto ide­ale. Attra­verso una tec­nica sec­o­lare Cha­gall ha trasmesso anche in questo caso il suo mes­sag­gio di vita e amore che appare riv­o­luzionario anche gra­zie al senso  di con­trasto che l’opera, inserita in tale con­testo, scatena in chi la osserva. In un oceano di blu (quel blu al quale l’artista ci ha abit­uati) emer­gono i rossi e i verdi accesi del fogliame e del tronco dell’Albero della vita che quasi sem­bra sma­te­ri­al­iz­zarsi e diventare solo mac­chie di col­ore. Nella parte alta dell’albero, come immersi nella chioma, sono due fig­ure nude che si toc­cano: Adamo ed Eva. I prog­en­i­tori anziché riman­dare al pec­cato orig­i­nale sem­brano voler sim­bo­leg­giare il pro­totipo, per l’umanità, della cop­pia unita dall’amore e gen­er­a­trice di vita. Non man­cano, attorno al grande Albero della vita, altre fig­ure ricor­renti nell’arte reli­giosa. Ecco allora una Vergine col Bam­bino e poi il tradizionale Cristo cro­ci­fisso, tri­on­fante sulla morte e quindi detto tri­umphans. Lon­tana da ogni nat­u­ral­ismo quest’opera mer­av­igliosa e sug­ges­tiva avvic­ina la reli­gione all’ambito del sogno. L’Albero della vita sem­bra qui un com­pen­dio di tutti i sig­ni­fi­cati che ha avuto nella sto­ria: sim­bolo divino e reli­gioso, forza prim­i­ge­nia di rigen­er­azione, armo­nia e amore uni­ver­sale, spir­i­tu­al­ità ed ener­gia vitale. E ad esso, cen­trale e impo­nente, si con­net­tono per­fet­ta­mente tutte le “scene” reli­giose più tipiche dell’arte del pas­sato, imper­ni­ate però qui di un tono fiabesco, tipico per l’artista, e non per questo meno emozionante.

Marc Chagall (Vitebsk, 7 luglio 1887 – Saint-Paul de Vence, 28 marzo 1985) è stato un pittore russo naturalizzato francese, d’origine ebraica.

Il suo vero nome era Moishe Segal (משה סג”ל – Segal è un cognome levita, acronimo di סגן לוי Segan Levi, “assistente levita”); il suo nome russo era Mark Zacharovič Šagalov, abbreviato in Šagal (Шагал; Chagall, secondo la trascrizione francese).

Marc Chagall nasce in una famiglia di cultura e religione ebraica, a Vitebsk, allora facente parte dell’Impero Russo, oggi in Bielorussia. È il maggiore di nove fratelli. Il padre, Khatskl (Zakhar) Chagall, era mercante di aringhe, sposato con Feige-Ite. Nelle opere dell’artista ritorna spesso il periodo dell’infanzia, felice nonostante la condizione di vita.

Iniziò a studiare pittura nel 1906 con il maestro Yehuda (Yudl) Pen, il solo pittore di Vitebsk, ma l’anno successivo si trasferì a San Pietroburgo. Qui frequentò l’Accademia Russa di Belle Arti, con il maestro Nikolaj Konstantinovič Roerich e conobbe artisti di ogni scuola e stile. Tra il 1908 e il 1910 studiò, invece, alla scuola Zvantseva con Léon Bakst. Questo fu un periodo difficile per lui: gli ebrei potevano infatti vivere a San Pietroburgo solo con un permesso apposito e, per un breve tempo, venne persino imprigionato. Rimase nella città fino al 1910, anche se di tanto in tanto tornava nel paese natale dove, nel 1909, incontrò la sua futura moglie, Bella Rosenfeld.

Una volta divenuto noto come artista, lasciò San Pietroburgo per stabilirsi a Parigi, per essere più vicino alla comunità artistica di Montparnasse, dove entrò in amicizia con Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay e Fernand Léger. Nel 1914 ritornò a Vitebsk e l’anno successivo si sposò con la fidanzata Bella. La prima guerra mondiale scoppiò mentre Chagall era in Russia. Nel 1916, il pittore ebbe la sua prima figlia, Ida.

Nel 1917 prese parte attiva alla rivoluzione russa: il ministro sovietico della cultura lo nominò Commissario dell’arte per la regione di Vitebsk, dove fondò una scuola d’arte e il Museo di arte moderna di Vitebsk. Nella politica del governo dei soviet non ebbe tuttavia successo e per di più entrò in contrasto con la sua stessa scuola (in cui militava El Lissitzky) che per motivi politici era conforme al suprematismo, assolutamente agli antipodi dello stile fresco ed “infantile” di Chagall. Nel 1920 si trasferì con la moglie a Mosca e poi a Parigi nel 1923. In questo periodo pubblicò le sue memorie in yiddish, scritte inizialmente in lingua russa e poi tradotte in lingua francese dalla moglie Bella; scrisse anche articoli e poesie pubblicati in diverse riviste e, postumi, altri scritti raccolti in forma di libro. Divenne cittadino francese nel 1937.

Durante l’occupazione nazista in Francia, nella Seconda guerra mondiale, con la deportazione degli Ebrei e l’Olocausto, gli Chagall fuggirono da Parigi. Si nascosero presso Villa Air-Bel a Marsiglia e il giornalista americano Varian Fry li aiutò nella fuga verso la Spagna ed il Portogallo. Nel 1941 la famiglia Chagall si stabilì negli Stati Uniti, dove sbarcò il 22 giugno, giorno dell’invasione nazista della Russia.

Il 2 settembre 1944, Bella, compagna amatissima, soggetto frequente nei suoi dipinti e compagna di vita, morì per una infezione virale. Due anni dopo, Chagall fece ritorno in Europa e nel 1949 si stabilì in Provenza.

Uscì dalla depressione causata dalla morte della moglie, quando conobbe Virginia Haggard, dalla quale ebbe un figlio. Fu anche aiutato dalle commissioni che ricevette per lavori per il teatro.

In questi anni intensi, riscoprì colori liberi e brillanti: le sue opere sono dedicate all’amore e alla gioia di vivere, con figure morbide e sinuose. Si cimentò anche con la scultura, la ceramica e il vetro.

 

 

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VETRATE DI CHAGALL A REIMS

 

 

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L’ospedale Hadassah (Gerusalemme occidentale)-VETRATE CHE RAPPRESENTANO LE 12 TRIBU’ DI ISRAELE

L'ospedale Hadassah, Gerusalemme, Israele

 

 

La tomba di Chagall nel cimitero di Saint-Paul de Vence

Chagall si risposò nel 1952 con Valentina (detta “Vave”) Brodsky: viaggiò diverse volte in Grecia. Nel 1957 si recò in Israele, dove nel 1960 creò una vetrata per la sinagoga dell’ospedale Hadassah Ein Kerem e nel 1966 progettò un affresco per il nuovo parlamento. Viaggerà anche in Russia dove sarà accolto trionfalmente, ma si rifiuterà di tornare nella natìa Vitebsk.

Durante la guerra dei sei giorni l’ospedale venne bombardato e le vetrate di Chagall rischiarono di essere distrutte: solo una venne danneggiata, mentre le altre vennero messe in salvo. In seguito a questo, Chagall scrisse una lettera in cui affermava di essere preoccupato non per i suoi lavori ma per la salvezza di Israele.

Chagall morì a novantasette anni, a Saint-Paul de Vence, il 28 marzo 1985.

Chagall nei suoi lavori si ispirava alla vita popolare della Russia europea e ritrasse numerosi episodi biblici che rispecchiano la sua cultura ebraica. Negli anni sessanta e settanta, si occupò di progetti su larga scala che coinvolgevano aree pubbliche e importanti edifici religiosi e civili.

Le opere di Chagall si inseriscono in diverse categorie dell’arte contemporanea: prese parte ai movimenti parigini che precedettero la prima guerra mondiale e venne coinvolto nelle avanguardie. Tuttavia, rimase sempre ai margini di questi movimenti, compresi il cubismo e il fauvismo. Fu molto vicino alla Scuola di Parigi e ai suoi esponenti, come Amedeo Modigliani.

I suoi dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia, anche se spesso preferì tralasciare i periodi più difficili. Riuscì a comunicare felicità e ottimismo tramite la scelta di colori vivaci e brillanti. Il mondo di Chagall era colorato, come se fosse visto attraverso la vetrata di una chiesa.

Marc Chagall si è occupato anche di Mail art (vedi il volume Il recupero della memoria del milanese Eraldo Di Vita).

Durante il suo primo soggiorno a Parigi rimane colpito dalle ricerche sul colore dei Fauves e da quelle di Robert Delaunay (definito il meno cubista dei cubisti). Il suo mondo poetico si nutre di una fantasia che richiama all’ingenuità infantile e alla fiaba, sempre profondamente radicata nella tradizione russa. La semplicità delle forme di Marc lo collega al primitivismo della pittura russa del primo Novecento e lo affianca alle esperienze di Natal’ja Sergeevna Gončarova e di Michail Fedorovič Larionov. Con il tempo il colore di Chagall supera i contorni dei corpi espandendosi sulla tela. In tal modo i dipinti si compongono di macchie o fasce di colore, sul genere di altri artisti degli anni Cinquanta appartenenti alla corrente del Tachisme (da tache, macchia). Il colore diventa così elemento libero ed indipendente dalla forma.

http://www.sardegnabelarus.it/ch-bio.htm

Opere giovanili

http://www.sardegnabelarus.it/ch-01.htm

Opere del primo periodo parigino di Mark Chagall 1910- 1914

http://www.sardegnabelarus.it/ch-02.htm

Opere di Mark Chagall del periodo storico comprendente la Prima Guerra Mondiale, le Rivoluzioni Borghese e d’Ottobre in Russia 1914- 1923

http://www.sardegnabelarus.it/ch-03.htm

Opere di Mark Chagall del periodo francese e americano 1923- 1948

http://www.sardegnabelarus.it/ch-04.htm

Opere di Mark Chagall del periodo della maturità 1948- 1985

http://www.sardegnabelarus.it/ch-05.htm

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L’Uomo incontaminato della Sierra Amazzonica (I nostri Antenati e la loro vita serena e gioiosa)   Leave a comment


El hombre y la Tierra – El mundo del jaguar (serie venezolana). Capítulo completo.

Serie documental sobre reportajes de diferentes animales de la fauna venezolana protagonizada por Félix Rodríguez de la Fuente.

30 años sin Félix recuerda ‘El Hombre y la Tierra’ , audios de RNE, reportajes y documentales.

Félix Rodríguez de la Fuente y su equipo navegan por el Orinoco, donde se cruzan con Los Yanomanos.

Un pueblo de la selva venezolana que incluso desconociendo leyes matemáticas, construyen puentes perfectos.

Se basan en el perfecto conocimiento de todas las maderas de la selva.

Un pueblo de la selva que evitaba los grandes ríos porque, según sus tradiciones,

es donde estaban los grandes ríos. Una aventura en las orillas del río Orinoco.

L’uomo e la terra  (documentario)

gli  Yanomanos,un popolo della  foresta amazzonica,che senza la conoscenza di leggi matematiche costruiscono ponti perfetti.Si basano sulla perfetta conosacenza di tutti gli alberi della foresta

Vedendo questo filmato  si puo’ sentire un senso di melanconia per un modo di essere,ormai perduto..

I gattini che sembrano ragazze pinup degli anni ‘50 (troppo graziosi)   Leave a comment


 

post dedicato agli amanti del gatto ..che quando ci si mette è veramente insuperabile..

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il cancro si cura con il bicarbonato di sodio   1 comment


Una buona notizia per tutti noi e una cattiva notizia per la case farmaceutiche. Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. Ecco il comunicato sul quale è scritto :”Il fondo da 2 milioni di dollari servirà a migliorare la misurazione sull’efficacia del bere bicarbonato di sodio nel curare il cancro al seno. E’ stato provato che bere bicarbonato di sodio riduce o elimina il diffondersi del cancro nel seno, nei polmoni, cervello ed ossa.”

radiografia cancro

Read more: http://it.ibtimes.com/articles/29464/20120513/cancro-cura-bicarbonato-di-sodio.htm#ixzz29YcMNzCR

In realtà, il bicarbonato di sodio è già utilizzato per la cura di malattie come l’influenza e il raffreddore; se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato potrebbe diventare una prima cura per il trattamento del cancro, malattie renali, diabete.

La notizia non è priva di fondamento scientifico, anzi, è provata in questo documento della NCBI (National Center of Biotechnology Information)

In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei, non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato agirebbe come vero e proprio regolatore del pH influendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.

La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute, a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all’integrità cellulare.

Facciamo un esempio: l’aumento di acidità di un lago colpito dalle piogge acide si tradurrà in una maggiore solubilità di elementi come l’alluminio e in una proliferazione di alghe. Questi due elementi concorrono ad elevare il tasso di mortalità di quel lago. Per riportare il lago in vita occorre alcalinizzare l’acqua ripristinando il pH. Poichè il cancro si sviluppa e vive in un ambiente acido, riuscire a ripristinare il pH naturale può aiutare la distruzione delle cellule cancerose o almeno ritardarne la diffusione. E’ per questo che già alcuni anni fa furono iniziati alcuni studi sull’utilizzo degli antiacidi associati ai farmaci chemioterapici. Una ricerca pubblicata nel Marzo 2009 dalla US National Library of Medicine dimostrò che su alcuni topi da laboratorio il bicarbonato era in grado di rallentare la diffusione delle metastasi.

Il Dr. Pagel i suoi colleghi utilizzeranno una speciale risonanza magnetica per misurare il pH di un particolare tumore e verificare l’efficacia del bicarbonato sulla massa in oggetto. Infatti con questa nuova macchina, il team dell’Università dell’Arizona potrà studiare i pazienti prima e dopo la somministrazione del bicarbonato per tentare di sviluppare un approccio personalizzato per ogni paziente. Ovviamente un grado di pH del nostro corpo intorno ai valori 7,35-7,45 garantisce un giusto equilibrio fisico rendendoci più resistenti alle malattie. Questo significa che possiamo praticare la cosiddetta “cura del pH” avendo uno stile di vita sano ed alimentandoci nel modo giusto. Sicuramente, invece, per avere risultati nell’ambito delle cure per il cancro dovremo aspettare che le sperimentazioni siano portate a termine, cosa che procede a rilento a causa della mancanza di fondi soprattutto da parte delle case farmaceutiche.

In quest’ultimo caso infatti la domanda è d’obbligo: quali sarebbero le ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente ne risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere

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In Italia gli satessi risultati sono stati studiati e proposti dall’oncologo  dott Tullio Simoncini

Protesta Femen a Parigi: con le femministe c’è anche suor Veronique   1 comment


Suor Veronique, una monaca dell’ordine domenicano, si è fatta ritrarre insieme alle attiviste a seno nudo, a Place Vendome, una delle piazze più famose della capitale. Davanti agli occhi stupiti dei passanti e dei tanti turisti che approfittavano della bella mattinata di sole, le due militanti si sono appese alle inferriate del ministero, mostrando ai fotografi i loro corpi a seno nudo con i seguenti slogan: ”La giustizia mi fotte”, ”I’m a slut, rape me”, ”Castrazione per gli stupratori”.

Il movimento femminista di origine ucraina ha aperto di recente un campo di addestramento internazionale nel XVIII/o arrondissement di Parigi. Quella di lunedì 15 è la loro prima azione contro un’istituzione francese. La manifestazione è durata circa dieci minuti. Poi le militanti si sono spostate nel centro della piazza e hanno risposto alle domande dei cronisti. ”Siamo qui per denunciare le assoluzioni”, racconta Eloise Bouton, una delle attiviste francesi del movimento. ”La nostra azione – aggiunge – non è contro il ministero della giustizia o la ministra Taubira, ma questo palazzo è il simbolo della giustizia”. E ”in Francia le vittime di uno stupro vengono ancora percepite come colpevoli”.

Mentre le Femen vengono fotografate da cronisti e turisti, una suora piuttosto anziana, Suor Veronique, passa per caso di lì. I cronisti le chiedono cosa pensi delle attiviste e lei risponde che hanno ragione, che la loro è una buona idea. La religiosa sorride e si fa ritrarre con le militanti, che sono entusiaste del suo sostegno. Alla fine arrivano anche dei poliziotti in borghese, che trattano con le Femen e riescono ad accompagnarle fino alla fermata della metro. Contro la sentenza di primo grado di Fontenay-sous-Bois hanno anche protestato una trentina di associazioni riunite nel collettivo ‘Fe’ministes en mouvements’. Intanto la Francia aspetta il processo d’appello.

PARIGI – E’ spuntata anche una suora tra le attiviste di Femen, che lunedì 15 ottobre hanno tenuto una prima manifestazione davanti al ministero della Giustizia a Parigi contro il verdetto dei giudici francesi nella vicenda degli stupri collettivi a Fontenay-sous-Bois, in cui dieci dei quattordici ragazzi accusati di violenze su due teenager sono stati assolti e gli altri quattro condannati a pene leggere.

 

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che bello è il nudismo..vera libertà,spontaneità,dell’essere umano; il Corpo senza pregiudizi e provocazioni.   2 comments


           

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SPOGLIATI DI PREGIUDIZI  E DIVENTA LIBERO..

Nelle riflessioni di Isadora Duncan, “Lettere dalla danza”, la grande ballerina e coreografa scriveva: “L’essere umano, giunto al termine della civilizzazione, dovrà tornare alla nudità: non alla nudità inconsapevole del selvaggio, ma a quella conscia e riconosciuta dell’umanità matura, il cui corpo sarà l’espressione armonica della sua vita spirituale”.

Consigli e benefici sul nudismo vissuto come esperienza familiare

Avete un passato da nudisti che non riuscite a conciliare con il vostro status di neo-genitori? La vostra prole è piccola, curiosa ed invadente e non sapete come fargli capire che mamma e papà amano prendere il sole nudi? Molte più famiglie di quante crediate vivono questo dilemma, ma la strada della rinuncia al nudismo non è l’unica via percorribile.

Educare i nostri figli ad un diverso concetto di nudità è possibile; l’obiettivo è quello di insegnargli ad apprezzare la meraviglia di un corpo nudo in quanto tale, al netto di qualsiasi significato sessuale e nonostante l’immagine sociale del nudo sia sempre più legata al sesso.

COME FARE?

1 – Stare nudi in casa

Per non compromettere nè alterare il normale senso del pudore dei nostri figli, dobbiamo fare in modo che il corpo nudo non venga visto come qualcosa di straordinario. Svolgere nudi o semi nudi le incombenze casalinghe, evitare di nascondersi mentre ci svestiamo, fare il bagno insieme nei primi anni di vita, sono tutte attività che aiuteranno il bambino a familiarizzare con la nudità.

2 – Essere genitori complici

Nel percorso educativo del bambino è fondamentale che i genitori si trovino sulla stessa lunghezza d’onda; il disagio o la reticenza di una delle due parti potrebbero compromettere un equilibrio già di per sè delicato. Occorre mostrarsi sempre convinti della propria scelta naturista e saperla motivare, rispondendo sinceramente e senza remore alle inevitabili domande che la nostra prole ci rivolgerà.
L’essenziale sarà rispettare i tempi e i modi dei nostri figli. Se nei primi anni di vita sarà molto facile convincerli a stare nudi insieme a noi ed in mezzo agli altri, crescendo potrebbero sviluppare delle resistenze, sia perchè parte di una minoranza sociale, sia perchè i cambiamenti incontrollabili del proprio corpo potrebbero imbarazzarli. Non obiettate; una volta raggiunta una certa autonomia di pensiero, i nostri figli saranno liberi di scegliere se abbracciare o meno la filosofia naturista.

3 – Amare i propri difetti

Il naturismo presuppone l’accettazione totale del proprio corpo, difetti compresi. E’ essenziale trasmettere alla prole l’idea che la bellezza di una persona si compone di tanti piccoli fattori e che i difetti possono essere trasformati in punti di forza, in quanto indice della nostra unicità. Dovremo insegnare ai nostri figli a non avere mai vergogna del proprio corpo; piuttosto dovranno imparare ad amarlo, sentirlo e curarlo, senza però esserne ossessionati.

4 – Controllare le proprie pulsioni sessuali

Sebbene il richiamo della carne possa risultare irresistibile, i genitori naturisti dovranno mantenere, anche in casa, un comportamento irreprensibile. In prossimità della prole sono da evitare sguardi insistenti, palpeggiamenti, accenni di autoerotismo e erezioni improvvise.
La nudità di per sè non è erotica, l’eccitazione sessuale è uno stato che dipende dalla nostra mente più che dall’abito che indossiamo: questo è il messaggio che dovremo essere in grado di trasmettere ai nostri figli. Che subito dopo dovranno imparare a dominare la comprensibile tendenza al voyeurismo e convincersi del fatto che, pur non essendo esseri asessuati, siamo in grado di gestire la nostra e la altrui nudità.

PERCHÈ FARLO?

1 – I bambini cresciuti a stretto contatto con la nudità parentale arrivano a percepire il corpo umano e ad intendere le differenze uomo-donna come un dato di fatto, un fattore naturale non necessariamente legato alle esigenze della carne e alla libera sessualità dell’individuo. Questo si concretizza in un migliore controllo emotivo e nello sviluppo di una sessualità più serena. Nei Paesi in cui il naturismo è più diffuso, si ha un minore tasso di gravidanze indesiderate ed aborti in età adolescenziale.

2 – Il naturismo giova alla salute, soprattutto se praticato sin dall’infanzia. L’esposizione integrale al sole favorisce il metabolismo della vitamina D, indispensabile per lo sviluppo osseo, e la vita nuda rinforza il sistema immunitario. Oltre ai benefici fisici, è dimostrato che vivere naturista fa bene all’umore ed aiuta a combattere ansia e depressione.

3 – I bambini naturisti mostrano, crescendo, di accettare il proprio corpo meglio dei coetanei. Sono inoltre più propensi ad accettare i cambiamenti dell’età, a tollerare i difetti fisici e hanno una minore tendenza a giudicare l’altro in relazione al suo aspetto.

4 – Il bambino naturista non è spaventato dalla diversità e sarà quasi certamente un adulto comprensivo e tollerante; tra i naturisti infatti, la pecentuale di omofobi è pressochè irrilevante.
Iniziare i nostri figli alla pratica del naturismo significa anche metterli in guardia da eventuali pericoli; parliamo di pedofilia e della possibilità di ricevere avances, proposte o attenzioni poco gradite da parte di un adulto. Il bambino dovrà imparare a riconoscere un certo tipo di segnali e dovrà sentirsi libero di poterne parlare con la propria famiglia. Si tratta di casi estremamente rari, ma purtroppo occorre considerare anche questa possibilità e regolarsi di conseguenza.

Vi forniamo ora l’elenco delle principali associazioni naturiste italiane, cui potrete rivolgervi in caso di dubbi, perplessità, o semplicemente per reperire informazioni dettagliate sui luoghi più indicati per i neofiti e per i piccoli ospiti:

FENAIT
UNI – Unione Naturisti Italiani
ANITA
CO.NA.IT. – Confederazione Naturista Italiana
Associazione Naturista Alto Adige
ANEI – Associazione Naturista Ecologista Italiana

ANER – Associazione Naturista Emiliano Romagnola
ANAB – Associazione Naturista Abruzzese
SN – Associazione Sicilia Naturista
Assonatura

L’invecchiamento e le malattie degenerative del corpo umano   Leave a comment


RIASSUNTO: Il metabolismo, come altri aspetti della vita, implica equilibrio. Gli ossidanti, sottoprodotti del normale metabolismo causano danni estesi al DNA, alle proteine, e ai lipidi. Noi riteniamo che questo danno (uguale a quello prodotto dalle radiazioni), è il maggiore responsabile dell’invecchiamento e delle malattie degenerative dell’invecchiamento quali cancro, malattie cardiovascolari, immuno-deficienza, disfunzioni celebrali, e cataratta. Le difese antiossidanti, costituite da ascorbati, polifenoli e carotenoidi, contrastano questo danno. Le diete a base di frutta e verdura sono le principali fonti di ascorbati e carotenoidi, e sono una risorsa di tocoferoli. Una dieta a basso contenuto di frutta e vegetali raddoppia il rischio di molti tipi di cancro rispetto ad una dieta ad alto apporto e aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e delle cataratte. Poiché solo il 9% degli Americani mangia le cinque dosi raccomandate di frutta e verdura al giorno, la possibilità di migliorare la salute tramite il miglioramento delle dieta è grande.

Invecchiamento e le malattie degenerative

 

Introduzione

Ossidazione e Danneggiamento del DNA, Proteine e Lipidi

Fonti ed Effetti degli Ossidanti

Infezioni Croniche, Infiammazioni e Cancro

Tabacco, Cancro e Malattie Cardiache

Invecchiamento e Restrizione della Dieta

L’invecchiamento è Rallentato da una Limitazione di Calorie o Proteine

La Protezione Antiossidante Contro le Malattie

Dieta antiossidante

Antiossidanti e cancro

Antiossidanti e malattie cardiovascolari

Antiossidanti e il sistema immunitario

Antiossidanti e cataratte

Antiossidanti e disfunzioni celebrali

Stress Ossidativo, Difetti Congeniti e Cancro Giovanile

Quantità Ottimale di Antiossidanti

Introduzione inizio

Le malattie degenerative associate all’invecchiamento includono cancro, malattie cardiovascolari, declino del sistema immunitario, disfunzione del cervello e cataratte. La degenerazione funzionale delle cellule somatiche durante l’invecchiamento pare contribuire in buona parte a queste malattie. La relazione tra cancro ed invecchiamento in varie specie di mammiferi illustra questo punto. Il cancro aumenta con la quinta potenza dell’età, sia per le specie a vita breve, come i ratti e le specie a lunga vita, come gli uomini. Così un forte calo del tasso di cancro in età specifiche ha accompagnato un forte incremento della durata media della vita ciò è accaduto in 60 milioni di anni dell’evoluzione mammifera; il tasso di cancro era alto in un ratto di 2 anni, ma minimo in un uomo di 2 anni. Un importante fattore per la longevità sembra essere il tasso metabolico di base che è circa 7 volte più alto in un ratto che in un uomo e che potrebbe influire maggiormente sul livello di ossidanti endogeni e altri mutageni ottenuti come sottoprodotti del metabolismo. Il livello di ossidazione dannosa del DNA sembra essere solo approssimativamente riferibile al tasso metabolico in alcune specie di mammiferi.

Ossidazione e Danneggiamento del DNA, Proteine e Lipidi inizio

L’ossidazione dannosa del DNA, delle proteine ed altre macromolecole accresce con l’età e si è postulato che sia uno dei maggiori, ma non l’unico, tipo di danno endogeno che conduce all’invecchiamento. I radicali liberi quali il superossido (O2° ), il perossido di idrogeno (H2O2) e il radicale ossidrile (°OH), che sono mutageni derivati da radiazione, sono anche sottoprodotti del normale metabolismo. La perossidazione del lipide genera un innalzamento dei lipidi epossidi mutageni, dei lipidi idroperossidi, dei lipidi alcossidi e radicali perossidi, e enoli (aldeidi a,b – insature). L’ossigeno singoletto, una forma molto energetica e mutagena dell’ossigeno, può essere prodotto per trasferimento di energia con la luce, attraverso la respirazione da neutrofili o per ossidazione dei lipidi. Gli animali hanno numerose difese antiossidanti, ma siccome queste difese non sono perfette, del DNA viene ossidato. Il danno ossidativo del DNA viene riparato da enzimi che asportano le lesioni, le quali sono espulse poi con l’urina. Sono stati sviluppati vari metodi per saggiare molte di queste basi danneggiate asportate presenti nell’urina di roditori e uomini, quasi tutto è apparso come basi liberate dalla respirazione glicosidica. Noi abbiamo stimato che il numero di azioni ossidative che colpiscono il DNA per cellula per giorno è circa 100000 nei ratti e circa 10000 negli uomini. Gli efficienti enzimi che riparano il DNA rimuovono molte, ma non tutte, delle lesioni formate. Le lesioni ossidative del DNA si accumulano con l’età cosicché quando un topo è vecchio (2 anni) ha circa 2 milioni di lesioni al DNA per cellula, che sono circa due volte quelle in un ratto giovane. Anche le mutazioni si accumulano con l’età. Per esempio la frequenza della mutazione somatica nei linfociti umani, per i quali è sconosciuto il contributo delle lesioni ossidative del DNA, è circa 9 volte maggiore nelle persone anziane che nei neonati. L’importanza delle lesioni ossidative del DNA sul cancro e sull’invecchiamento è evidenziato dall’esistenza della specifica riparazione della glicosilasi che elimina queste lesioni dal DNA. Nel caso dell’ 8 – oxo – 2′ deoxyguanosina, una lesione derivata dal danno ossidativo ai residui della guanina nel DNA; la perdita di una specifica attività glicolisica conduce ad un apprezzabile incremento del tasso di mutazioni spontanee, indicando l’intrinseco potenziale mutageno di questa lesione del DNA. Molte altre lesioni ossidative del DNA sono probabilmente altrettanto importanti.

Il DNA mitocondriale (mtDNA) del fegato dei ratti presenta un livello di danni ossidativi 10 volte maggiore del DNA nucleare dello stesso tessuto. Questo incremento può essere dovuto alla mancanza di enzimi riparatori del mtDNA, una mancanza di istoni protettivi del mtDNA, e la prossimità del mtDNA agli ossidanti generati durante la fosforilazione ossidativa .

La cellula si difende da sola contro tali danni tramite un costante ricambio dei mitocondri, rimuovendo così presumibilmente quei mitocondri danneggiati che producono quantità maggiori di ossidante. Malgrado questo ricambio, le lesioni ossidative sembrano accumularsi con l’età nel mtDNA ad un tasso più alto che nel DNA nucleare (Fig. 1).

Fig.1. Il danno ossidativo stazionario del DNA cresce con l’età. L’8-Oxo-2′-deossiguanosina (oxo8dG) è stato analizzato nel DNA nucleare e mitocondriale del fegato di ratti giovani e vecchi.

I danni ossidativi possono anche spiegare le mutazioni nel mtDNA che si accumulano con l’età. Gli ossidanti endogeni danneggiano anche le proteine e i lipidi. Stadtman e i suoi colleghi hanno mostrato che l’attività degli enzimi proteolitici che idrolizzano le proteine ossidate non è sufficiente ad impedire un incremento delle proteine ossidate associato all’età. Su due malattie umane associate all’invecchiamento precoce, sindrome di Werner e progeria, le proteine ossidate aumentano ad un tasso molto più alto del normale. Anche i pigmenti fluorescenti, che si pensa siano dovuti in parte ai crosslinks fra i prodotti di perossidazione di proteine e lipidi, aumentano con l’età.


Fonti ed Effetti degli Ossidanti
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Sono quattro le principali sorgenti endogene degli ossidanti prodotti dalla cellula. In conseguenza della normale respirazione aerobica, i mitocondri consumano O2, riducendolo attraverso una sequenza di passaggi graduali per produrre H2O (Fig.2.).

Fig.2. Gli ossidanti ottenuti dal normale metabolismo.
La formazione di O2, H2O2 e °OH avviene per successive addizioni di elettroni all’O2. La citocromo ossidasi aggiunge 4 elettroni durante la generazione di energia nei mitocondri, ma alcuni di questi intermedi tossici sono sottoprodotti inevitabili.

Sottoprodotti inevitabili di questo processo, come affermato sopra, sono O2,H2O2 e °OH. Sono circa 1012 molecole di O2 che vengono trasformate giornalmente da ogni cellula di ratto, e solo il 2% di esse risulta essere parzialmente ridotto, producendo giornalmente circa 2 x 1010 molecole di O2 e H2O2 per cellula. Le cellule di fagociti distruggono i batteri o le cellule infette da virus con una raffica ossidativa di ossido nitroso (NO), O2,H2O2 e OCl.Le infezioni croniche prodotte da virus, batteri o parassiti causano un’attività cronica dei fagociti e una conseguente infiammazione cronica, che costituisce un importante fattore di rischio per il cancro.

Le infezioni croniche sono particolarmente diffuse nei paesi del terzo mondo (vedi sotto). I perossisomi, degli organuli responsabili della degradazione degli acidi grassi e di altre molecole, danno H2O2 come sottoprodotto, che viene successivamente degradata dalla catalasi. In certe condizioni, alcuni perossidi sfuggono alla degradazione, e vengono rilasciati in altri compartimenti della cellula incrementando l’ossidazione del DNA. L’enzima citocromo P450 costituisce uno dei sistemi di difesa primari degli animali contro le tossine chimiche delle piante, che rappresentano la maggiore sorgente di tossine nella loro dieta. L’induzione di questi enzimi previene effetti tossici acuti prodotti da sostanze chimiche estranee ma da origine anche a sottoprodotti ossidanti che danneggiano il DNA (J.-Y.K. Park and B.N.A. unpublished work).

Tre fonti esogene possono significativamente incrementare il carico ossidante endogeno. Gli ossidi di azoto (NOx) presenti nel fumo di sigaretta (circa 1000 ppm) causano l’ossidazione delle macromolecole e abbassano il livello di antiossidanti. Questo fatto sembra contribuire significativamente alle patologie del fumo. Il fumo è un fattore di rischio per malattie cardiache come pure per un’ampia varietà di forme di cancro in aggiunta al cancro ai polmoni. I sali di ferro (e rame) favoriscono la formazione di radicali ossidanti derivati dai perossidi (Fenton Chemistry). Le persone che a causa di un errore (difetto) genetico (emocromatosi) assorbono quantità di ferro decisamente superiore a quelle che si introducono normalmente con la dieta sono più a rischio per quanto riguarda il cancro e le malattie cardiache.

Si è pertanto discusso sul fatto che le diete con molto rame o ferro, particolarmente il ferro presente nella carne, costituiscono un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e il cancro anche per persone sane. Le diete normali contengono verdure ad alto contenuto di composti fenolici naturali, come gli acidi clorogenico e caffeico, che possono generare ossidanti attraverso cicli ossidoriduttivi.


Infezioni Croniche, Infiammazioni e Cancro
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I leucociti e altre cellule fagocitiche combattono i batteri, i parassiti e le cellule infette da virus distruggendole con NO, O2-,H2O2 e OCl-, una potente miscela ossidante. Questi ossidanti ci proteggono dalla morte immediata causata dall’infezione ma causano danni ossidativi al DNA e fenomeni di mutazione, contribuendo al processo di cancerogenesi.

Gli antiossidanti sembrano inibire alcune delle patologie di infiammazione cronica (vedi sotto). Le infezioni croniche contribuiscono a circa un terzo del cancro del mondo. I virus di epatite B e C infettano circa 500 milioni di persone, soprattutto in Asia e Africa, e rappresentano la maggior causa di carcinoma epatocellulare. Un’altra tra le più importanti infezioni croniche è la sistosomiasi, prodotto da vermi parassiti largamente diffusi in Cina ed Egitto. Il verme cinese depone le uova nel colon, producendo infiammazioni che spesso conducono al cancro del colon. Il verme egiziano depone le uova nella vescica, promuovendo il cancro alla vescica. L’Opisthorchis viverrini e il Chlonorchis sinensis sono parassiti che infettano milioni di persone in Cina, Tailandia, Laos e Malesia. Questi vermi causano infiammazioni croniche del tratto biliare e aumentano significativamente il rischio di sviluppare il colangiocarcinoma. L’Helicobacter pylori è un batterio che infetta lo stomaco di oltre un terzo della popolazione mondiale, e pare essere la maggior causa di cancro allo stomaco, di ulcere e di gastriti. Nelle regioni ricche l’infezione è generalmente asintomatica, il che significa che gli effetti dell’infiammazioni sono almeno in parte eliminati da un adeguato livello di antiossidanti inseriti con la dieta.

Anche le infiammazioni croniche derivanti da fonti non infettive contribuiscono a varie condizioni patologiche che conducono al cancro. Per esempio, l’esposizione all’asbesto causa infiammazioni croniche che costituiscono un fattore di rischio significativo per il cancro al polmone.


Tabacco, Cancro e Malattie Cardiache
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Il fumo, che noi e altri sosteniamo essere uno dei maggiori stress ossidativi in addizione a sorgenti mutagene, contribuisce a circa 1/3 dei casi di cancro statunitensi, ¼ delle malattie cardiache statunitensi e a circa 400.000 morti premature per anno in USA.

Il tabacco è una delle maggiori cause di cancro a livello mondiale, ma esso causa ancora più morti per altre malattie. Il tabacco causerà circa 3.000.000 di decessi per anno in tutto il mondo negli anni ’90 e causerà, agli attuali tassi di crescita, circa 10.000.000 di decessi per anno fra pochi decenni.


Invecchiamento e Restrizione della Dieta
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I biologi dell’evoluzione sostengono che l’invecchiamento è inevitabile a causa di molti fattori; uno di questi dipende dal fatto che una buona parte delle risorse di un animale sono dedicate alla riproduzione a scapito del mantenimento, il che significa che il mantenimento dei tessuti somatici è meno importante rispetto a quello richiesto per una sopravvivenza indefinita. Tra i numerosi processi di mantenimento necessari per sostenere il funzionamento normale delle cellule somatiche, quelli che difendono le cellule dagli ossidanti prodotti dal metabolismo sembranogiocare un ruolo importante. Il metabolismo costa: i sotto prodotti ossidanti del metabolismo danneggiano in gran misura il DNA, le proteine, e altre molecole nella cellula, e i danni si accumulano con gli anni. Un altro fattore deriva dal fatto che la natura seleziona geni che hanno valore vitale nell’immediato ma che possono avere conseguenze distruttive a lungo termine. Le difese ossidanti delle cellule fagocite, per esempio, proteggono dalla morte causata da infezioni batteriche e virali ma contribuiscono a danneggiare il DNA, causando mutazioni e cancro.

L’invecchiamento è Rallentato da una Limitazione di Calorie o Proteine inizio

Nelle cavie una dieta calorica ridotta accresce significativamente la durata della vita, diminuisce la riproduzione e diminuisce marcatamente i casi di cancro nei ratti. E’ stato dimostrato che il benessere Darwiniano negli animali risulta essere incrementato attraverso un ritardo della funzione riproduttiva durante i periodi di scarsa alimentazione, e che le risorse salvaguardate sono utilizzate nel mantenimento del corpo finché le risorse alimentari sono utilizzabili per una riproduzione soddisfacente.

Una diminuzione di proteine sembra avere sui ratti gli stessi effetti di una riduzione calorica, anche se meno studiata. La conoscenza dei meccanismi di questo effetto marcato sull’invecchiamento e il cancro sta diventando più chiara e potrebbe essere dovuta al ridotto danno ossidativo.

La dimostrazione che le funzioni di mantenimento sono aumentate nei ratti a dieta ristretta, che produce cioè un minor danno ossidativo, è supportata dalla scoperta di una maggiore efficienza di riparazione del DNA, da una migliore respirazione mitocondriale, e dal ritardo del declino dovuto all’età di alcune difese antiossidanti. Il maggior livello di difese antiossidanti può anche essere considerata responsabile dell’aumento della risposta immunitaria negli animali sottoposti a restrizioni. Il lavoro in questo laboratorio ha mostrato che sia una riduzione di calorie che di proteine diminuisce il grado di accumulo della proteina ossidata, che accompagna l’invecchiamento nei ratti, e risultati preliminari dimostrano una riduzione del fuoco preneoplastico e delle lesioni al DNA. Così l’effetto principale di queste aumentate attività di mantenimento appare essere una riduzione nel danno ossidativo al DNA e alle proteine, e una diminuzione delle mutazioni somatiche. Tassi mitotici notevolmente inferiori in molti tessuti di ratti sottoposti a restrizione calorica rispetto ai nutriti a piacimento, e anche questo potrebbe contribuire alla diminuzione dell’ incidenza tumorale* come discusso precedentemente.

* Una restrizione nella dieta attiva l’asse pituitarioadrenocorticotropico producendo una diminuzione del rilascio di ormoni della riproduzione e della mitogenesi. Diminuzioni di ormoni della mitogenesi come l’insulina, la tirotropina, l’ormone della crescita, estrogeno e prolactina riducono la probabilità di cancri di origine ormonale come si è visto da molti studi effettuati su animali. Questo concorda con la soppressione degli ormoni della mitogenesi e con una diminuzione dell’espressione protoncogena. Una riduzione dell’incidenza dei tumori mammari che si è osservata nei ratti sottoposti a dieta ristretta è stata attribuita ad una ridotta circolazione degli ormoni mammotropici: estrogeno e prolactina.


La Protezione Antiossidante Contro le Malattie
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Molti meccanismi difensivi dentro l’organismo si sono evoluti limitando il livello di ossidanti reattivi e i1 danno che essi infliggono. Tra queste difese rientrano enzimi come la superossido dismutasi, la catalasi e la glutatione perossidasi.

La glutatione S-transferasì inattiva i reattivi elettrofili mutageni, includendo i prodotti aldeidici della perossidazione lipidica, Ci sono anche molte difese strutturali, come il sequestro dell’H202°- generando enzimi nei perossisomi e chelando ogni sale di ferro o rame libero nella trasferrina e nella ferritina o ceruloplasmina per evitare la chimica di Fenton. L’O2°- comunque, può rilasciare il ferro dalla ferrítina. Il DNA ossidato viene riparato da una serie di glicosilasi che sono specifiche per particolari basi ossidate e forse da non specifiche riparazioni enzimatiche. In assenza della divisione cellulare queste lesioni ossidative sono rimosse dal DNA abbastanza efficacemente e il livello di mutazione è tenuto al minimo. Le proteine ossidate sono degradate dalla proteasi. I lipidi idroperossidici sono distrutti dalla glutatione perossidasi. Quasi tutte queste difese sembrano essere inducibili, come sono molti altri tipi di difesa, le quantità aumentano in risposta al danno. C’è un’ampia letteratura che mostra nelle cellule che rispondono ad un basso livello di radiazioni, una mutazione ossidativa, inducendo le difese antiossidanti che la aiutano a proteggersi contro le mutazioni prodotte da alti livelli di radiazioni. In aggiunta all’effetto protettivo delle difese antiossidanti enzimatiche endogene, il consumo di antiossidanti con la dieta appare di grande importanza.

La frutta e la verdura, la principale fonte di antiossidanti nella dieta, è associata con un più basso rischio di contrarre malattie degenerative. Block e i suoi colleghi hanno recentemente rivisto 172 studi nella letteratura epidemiologica che mette in relazione, con gran consistenza, la mancanza di adeguati consumi di frutta e verdura nell’incidere sul rischio di ammalarsi di cancro (Tabella 1).

Tabella 1. Revisione di studi epidemiologici effettuati da Block mostranti la protezione nei confronti del cancro da parte di frutta e verdura.

Un quarto della popolazione con bassi apporti di frutta e verdura ha duplicato l’incremento della maggior parte dei tipi di cancro (polmoni, laringe, cavità orale, esofago, stomaco, colon e retto, vescica, pancreas, cervice uterina, e ovaie) quando comparato con il quarto che aveva alti apporti di questi alimenti.

I dati sui tipi di cancro conosciuti che sono associati al livello ormonale non sono così consistenti e mostrano una minor protezione da parte della frutta e della verdura: per il cancro alla mammella l’effetto protettivo era circa dei 30 %. Ci sono anche studi sull’effetto protettivo del consumo di frutta e di verdura per quanto riguarda le malattie cardiovascolari e l’infarto. Solo il 9% degli americani mangiano 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, il quantitativo, minimo raccomandato dall’Istituto Nazionale del Cancro e dal Consiglio Nazionale di Ricerca. Stati europei con il minor apporto di frutta e verdura (es. Scozia) godono generalmente della peggiore salute e hanno i più alti livelli di malattie cardiovascolari e cancro paragonati con le nazioni con alti apporli di questi nutrienti (es. Grecia).

Il costo della frutta e della verdura è un importante fattore nello scoraggiare i consumatori. Le persone più povere spendono la maggior parte dei loro introiti per il cibo, mangiando poca frutta e verdura, e avendo una aspettativa di vita più breve rispetto alle persone più ricche. Il maggior contributo per la salute in questo secolo lo hanno avuto i pesticidi sintetici, i quali hanno notevolmente ridotto il costo di produzione del cibo e garantito che la maggior parte delle messi seminate venissero mangiate dagli uomini piuttosto che dagli insetti. I residui dei pesticidi sintetici non sembrano costituire una significativa causa del cancro.

Dieta antiossidante inizio

L’effetto dell’assunzione con la dieta degli antiossidanti ascorbato, tocoferolo e carotenoidi è difficile da distinguere negli studi epidemiologici da altre importanti vitamine e ingredienti di frutti e verdure. Tuttavia, diversi argomenti suggeriscono che gli antiossidanti contenuti in frutti e verdura danno un maggior contributo al loro effetto protettivo. I dati biochimici, discussi precedentemente, mostrano che il danno dovuto all’ossidazione è massiccio e costituisce probabilmente il danno endogeno maggiore per DNA, proteine e lipidi. Il danno ossidativo al DNA spermatico aumenta quando l’ascorbato assunto con la dieta è insufficiente (vedi sotto). Gli studi epidemiologici sulle persone che prendono un supplemento di antiossidanti e i tentativi di intervento sulla prevenzione del cancro e delle malattie cardiovascolari sono suggestivi, sebbene serva fare studi più approfonditi. Le prove cliniche sull’uso degli antiossidanti saranno il test critico per le molte idee discusse qui. Studi sui meccanismi ossidativi e studi epidemiologici sulla protezione fornita dagli antiossidanti alle malattie degenerative individuali sono discussi in seguito.

Piccole molecole della dieta antiossidante come la vitamina C (ascorbato), la vitamina E (tocoferolo), e i carotenoidi risultano di particolare interesse come anticancerogeni e come difese contro le malattie degenerative. Molti carotenoidi hanno attività antiossidante, particolarmente contro l’ossigeno singoletto, e molti, incluso il beta-carotene, possono essere metabolizzati a vitamina A (retinolo). Articoli precedenti hanno richiamato l’attenzione su un numero di antiossidanti fisiologici precedentemente trascurati, quali urato, bilirubina, carnosina, e ubiquinolo. L’ubiquinone (CoQ10), per esempio, è la piccola molecola critica per il trasporto degli elettroni nei mitocondri per la generazione di energia. La sua forma ridotta, l’ubiquinolo, è un efficiente antiossidante nelle membrane. Livelli ottimali nella dieta di ubiquinone/ubiquinolo potrebbero essere efficaci nella cura di malattie degenerative.

Antiossidanti e cancro inizio

Un fattore critico della mutagenesi è la divisione cellulare. Quando la cellula si divide, una lesione non riparata del DNA può causare una mutazione. In questo modo un importante fattore della mutagenesi, e quindi della cancerogenesi, è la velocità della divisione cellulare nei precursori delle cellule tumorali. Le cellule formative sono importanti come precursori di cellule tumorali perché non vengono eliminate. Quando la divisione aumenta, aumenta la mutazione. Come ci si poteva aspettare, non si rinviene frequentemente il cancro nelle cellule non divise. Agenti così diversi come infezione cronica (vedi sopra), alti livelli di particolari ormoni, o prodotti chimici in dosi che causano morte cellulare aumentano la divisione cellulare e perciò aumentano il rischio di cancro.

Gli ossidanti costituiscono un’importante classe di agenti che stimolano la divisione cellulare. Questo potrebbe essere correlato alla stimolazione della divisione cellulare che avviene durante un processo infiammatorio accompagnato da una ferita in via di guarigione. Gli antiossidanti possono perciò diminuire la mutagenesi, e quindi la cancerogenesi, in due modi: diminuendo l’ossidazione del DNA danneggiato e diminuendo la divisione cellulare.

E’ di grande interesse capire i meccanismi attraverso i quali il tocoferolo e i carotenoidi possono contrastare la divisione cellulare.

C’è una crescente letteratura sul ruolo protettivo della dieta a base di tocoferolo, ascorbato e beta-carotene nell’abbassare l’incidenza di una larga varietà di cancro nell’uomo.

Pubblicato 12 ottobre 2012 da sorriso47 in spiritualità

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